COMUNICATO STAMPA | Notizie dalle Federazioni

News La Forza del Territorio del 17 settembre 2019

17 settembre 2019
News La Forza del Territorio del 17 settembre 2019

Primo piano

 

SICILIA

LAVORO: L’ATTESA INFINITA DEI GIOVANI IMPRENDITORI

Oltre 1.600 under 40 aspettano da 30 mesi i fondi del programma di sviluppo rurale. Task force e tavoli senza risultati, questo è l’esempio di come la burocrazia uccide le aziende.

 

Dal 29 maggio 2017 ad oggi 1.625 giovani imprenditori aspettano di insediarsi e si rischia di perdere le somme previste dal Programma di Sviluppo Rurale.

30 mesi passati tra bandi, graduatorie pubblicate e ripubblicate, rettifiche e istruttorie riaperte.

Per scongiurare la restituzione degli aiuti a causa dei ritardi e gli errori dell’amministrazione regionale, di recente sono state avviate procedure inusuali che coinvolgono le ditte che hanno partecipato ai bandi per il finanziamento responsabilizzando così gli agricoltori e “affrancando” la burocrazia.

Di fronte a questo sistema non possiamo rimanere indifferenti – commenta Francesco Ferreri, presidente Coldiretti Sicilia – che sottolinea come su questo e su molte altre vertenze in tutta l’Isola c’è una profonda preoccupazione e una forte insoddisfazione perché le inefficienze non possono essere sempre pagate dagli imprenditori.   

Ci sono intere aree, soprattutto dell’entroterra, completamente prive di qualsiasi infrastruttura – aggiunge il presidente -.  Non esiste un piano di crescita dei settori strategici dell’economia regionale come quello ortofrutticolo su cui pesa la concorrenza estera, il grano siciliano continua a non avere un prezzo adeguato e per le stesse ragioni, i cerealicoltori sono costretti a svendere il loro prodotto di qualità così come il prezzo dell’uva è irrisorio.

E ancora. Come si fa a costituire task force pensando solo alla programmazione del 2030 quando su quella in corso si sta facendo poco o pochissimo imputandolo alla mancanza o alla poca qualificazione del personale? Il tutto – prosegue Francesco Ferreri – in una Regione dove gli imprenditori sono impegnati in un’importante fase di internazionalizzazione. Giusto programmare il futuro   ma contemporaneamente vanno risolte le questioni del presente. Le aziende non possono permettersi tempi e modalità non certi con il pericolo di fallimento e aspettando che la burocrazia faccia il suo lungo e molte volte poco sensato percorso. Purtroppo lo scollamento tra gli imprenditori e la politica devasta un’economia fatta da persone che rischiano tutto per le loro imprese e per il bene della Sicilia.

Il settore agricolo –  aggiunge – ha bisogno di un piano di investimenti e di snellimento burocratico che nell’Isola è ancora all’anno zero. Non si va al di là di proclami, convocazioni spot di tavoli senza continuità     sottraendosi anche alle indicazioni in merito dei regolamenti comunitari.

Così non è possibile crescere – conclude il presidente regionale Coldiretti -. Ma soprattutto qual è la strategia per arrivare ad un “Modello Sicilia”? Dai tavoli e dalle task force devono uscire dei progetti mirati ma nessuno conosce quali siano. 

 

Avanzamento della spesa PSR

 

Dotazione finanziaria del Psr

Spesa effettuata al 15/05/2019

%

Di cui progetti della vecchia programmazione pagati

% rispetto alla dotazione

    2.184.171.900,83  

    629.838.331,31  

28,84%

    590.151.633,06  

27,02%

Ad oggi, in termini assoluti, non è stato speso nemmeno l’intero importo dei progetti decretati dalla vecchia programmazione e transitati come finanziamenti nella nuova.  

 

Dal territorio

 

PUGLIA, FRODI: BENE OPERAZIONE NAS CONTRO OLIO TAROCCATO 

Plauso di Coldiretti Puglia all’operazione dei Nas di Firenze, a cui hanno collaborato i Nas di Foggia e i carabinieri dei comandi provinciali di Firenze e Foggia oltre al personale dell’Istituto Centrale Repressione Frodi, con cui è stato documentato e posto sotto sequestro tra Toscana e Puglia olio di semi spacciato per olio extravergine di oliva con l’aggiunta di sostanze come clorofilla e betacarotene.

“Con la produzione di extravergine Made in Italy che ha raggiunto nella campagna olearia 2018-2019 i minimi storici a causa delle gelate di febbraio 2018 e gli effetti drammatici della Xylella con il crollo incontrovertibile della produzione di olive, è aumentato il rischio di frodi e sofisticazioni a danno del vero Made in Italy che colpiscono i produttori agricoli e i consumatori, allarme che avevamo lanciato sin dall’anno scorso a seguito della peggiore campagna olivicola in Puglia degli ultimi 25 anni”, denuncia il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia.

Un danno grave – sottolinea la Coldiretti – per i consumatori ed i produttori che stanno avviando la raccolta delle olive con una produzione di extravergine stimata nel 2019 in aumento dell’80% per un quantitativo di oltre 315 milioni di chili, dopo il crollo storico registrato lo scorso anno.

“In Puglia si produce oltre la metà dell’olio italiano – aggiunge Muraglia – con la produzione regionale di extravergine stimata nella campagna 2019-2020 in aumento del 70-80% dopo il drastico crollo registrato l’anno scorso a causa delle calamità, con una ripresa straordinaria delle aree di Bari, BAT e Foggia con quantità tornate nella media e qualità eccellente, ottime performance di Taranto e Brindisi al netto degli ulivi improduttivi per la Xylella, con un aumento produttivo che oscilla a macchia di leopardo tra il 40 ed il 60%. Incontrovertibile lo scenario produttivo a Lecce, dove si stima un calo del 90-95% rispetto alle medie storiche”, conclude il presidente Muraglia.

E’ urgente per Coldiretti la revisione delle leggi sui reali alimentari, una norma a costo zero elaborata da Giancarlo Caselli nell’ambito dell’Osservatorio Agromafie promosso dalla Coldiretti è una riforma a costo zero per introdurre nuovi sistemi di indagine e un aggiornamento delle norme penali adeguate a combattere le frodi agroalimentari diventate piu’ pericolose con l’innovazione tecnologica e i nuovi sistemi di produzione e distribuzione globali.

Ma vanno fatte anche rispettare le normative vigenti in una situazione in cui al ristorante – denuncia la Coldiretti – è fuorilegge 1 contenitore di olio su 4 (22%) che non rispetta l’obbligo del tappo antirabbocco, entrato in vigore con la Legge 30 Ottobre 2014, n. 161 che prevede anche sanzioni e la confisca del prodotto. Gli oli di oliva vergini proposti in confezioni nei pubblici esercizi, fatti salvi gli usi di cucina e di preparazione dei pasti, devono essere presentati – sottolinea la Coldiretti – in contenitori etichettati conformemente alla normativa vigente, forniti di idoneo dispositivo di chiusura in modo che il contenuto non possa essere modificato senza che la confezione sia aperta o alterata e provvisti di un sistema di protezione che non ne permetta il riutilizzo dopo l’esaurimento del contenuto originale indicato nell’etichetta. Un comportamento che se non rispettato – conclude la Coldiretti – favorisce inganni ed abusi come nel caso smascherato dai carabinieri dei Nas

Senza interventi strutturali l’Italia – precisa Coldiretti – rischia di perdere per sempre la possibilità di consumare extravergine nazionale con effetti disastrosi sull’economia, il lavoro, la salute e sul paesaggio. Con il crollo della produzione nazionale a crescere – continua la Coldiretti – sono le importazioni dall’estero con aumenti record degli arrivi dalla Tunisia che fanno registrare un balzo in quantità di quasi il 150% secondo le proiezioni Coldiretti su dati Istat relative ai primi dieci mesi del 2018.

Il consiglio di Coldiretti Puglia per scegliere vero olio extravergine Made in Italy è quello di diffidare dei prezzi troppo bassi, fare attenzione ai prodotti venduti a meno di 7-8 euro al litro che non coprono neanche i costi di produzione, guardare con più attenzione le etichette e acquistare extravergini a denominazione di origine Dop, quelli in cui è esplicitamente indicato che sono stati ottenuti al 100 per 100 da olive italiane o di acquistare direttamente dai produttori olivicoli, nei frantoi o nei mercati di Campagna Amica dove è possibile assaggiare l’olio EVO prima di comprarlo e riconoscerne le caratteristiche positive.

 

BRESCIA, LEGGE REGIONALE AGRITURISMI: PRIMO INCONTRO FORMATIVO CON I SOCI 

Si è svolto ieri pomeriggio, lunedì 16 settembre, presso la sede di Coldiretti Brescia, l’incontro formativo organizzato in collaborazione con Terranostra Lombardia, sui temi legati all’attività agrituristica.

Alla presenza di numerosi soci imprenditori agrituristici della zona di Brescia e dei comuni limitrofi, è stato affrontato il tema della nuova legge regionale approvata il giugno scorso.

Analizzata, condivisa e fortemente sostenuta, in modo sinergico anche da Coldiretti, la legge ha introdotto numerose novità nell’operatività delle imprese agricole multifunzionali. 

Relatori dell’incontro, il vicedirettore di Coldiretti Brescia Mauro Belloli, il responsabile fiscale di Coldiretti Brescia Roberto Polsini, il responsabile dell’ufficio tecnico provinciale Simone Frusca, Sara Delconte, docente e consulente in ambito sicurezza, ambiente, qualità di Atena Spa e Laura Moreni, segreteria di Terranostra Brescia.

Tra le novità introdotte dalla legge regionale queste le principali:

-Sulla tavola dovranno essere presenti al 100% vino e pesce lombardo

-Aumento dal 30 al 35% la soglia minima di prodotti aziendali utilizzati nella somministrazione dei pasti, per arrivare all’80% di prodotti lombardi e solo il 20% di prodotti acquistati dalla grande distribuzione;

-possibilità di aumentare i posti letto da 60 a 100 valorizzando e sviluppando l’ospitalità offerta dalle strutture agricole;

-possibilità per gli agriturismi di somministrare alimenti e bevande al di fuori delle strutture aziendali, ma nel limite di venti giornate all’anno;

-viene introdotta la nuova disciplina sull’enoturismo e istituito l’elenco regionale degli operatori;

-la possibilità di organizzare attività agrituristico – venatorie e cinotecniche, ricreativo culturali, ludico didattiche, di rilevanza sociale nonché di ittiturismo e ippoturismo.

“L’incontro ha fornito gli strumenti necessari ai soci imprenditori – precisa Mauro Belloli, vicedirettore di Coldiretti Brescia – per gestire al meglio la nuova operatività degli agriturismi ed è stato il primo di tre incontri mirati che verranno organizzati nelle prossime settimane sul territorio per informare e sopportare i soci in questa fase di cambiamento”.

Prossimo appuntamento lunedì 23 settembre alle ore 15.00 a Moniga del Garda presso la sala consiliare del Comune di Brescia in Piazza San Martino 1.

 

PISTOIA, GIORNATA MERENDA: COLDIRETTI, PER 54% BAMBINI E’ IPERCALORICA 

La maggioranza dei bambini italiani, il 54%, fa una merenda inadeguata con il consumo di alimenti con eccessiva densità calorica, ma c’è anche una minoranza del 3,4% che, al contrario, la salta addirittura del tutto a metà mattino. E’ quanto afferma la Coldiretti in occasione della giornata nazionale della merenda, sulla base dell’ultima indagine Okkio alla salute.

La Coldiretti è impegnata nel progetto ‘Educazione alla Campagna Amica’ che coinvolge alunni delle scuole elementari e medie in tutta Italia che partecipano a lezioni in programma nelle fattorie didattiche e nei laboratori del gusto organizzati nelle aziende agricole e in classe. “Solo nella nostra provincia, ogni anno scolastico, coinvolgiamo molte centinaia di studenti – spiega Coldiretti Pistoia–. L’obiettivo è quello di formare dei consumatori consapevoli sui principi della sana alimentazione e della stagionalità dei prodotti per valorizzare i fondamenti della dieta mediterranea e ricostruire il legame che unisce i prodotti dell’agricoltura con i cibi consumati ogni giorno e fermare il consumo del cibo spazzatura”.

La merenda rientra tra le abitudini più’ radicate della tradizione alimentare nazionale con l’obiettivo di spezzare durante il giorno la fame e garantire un apporto energetico e nutrizionale adeguato. A metà mattina, come a metà pomeriggio, la merenda resta un rito per 34 milioni di italiani, tra grandi e piccini, anche se nel tempo le sue caratteristiche sono mutate.

Se il classico panino imbottito e la pizza restano molto diffusi lungo tutta la Penisola, negli ultimi decenni soprattutto tra i più piccoli si sono affermate le merendine confezionate. Tuttavia, con la svolta salutista degli italiani, si assiste anche ad un ritorno della frutta e verdura il cui livello di consumo delle nuove generazioni – sottolinea la Coldiretti – resta però lontano da quanto suggerito nelle linee guida sulla sana alimentazione con il 20,4% dei bambini che la consumano meno di una volta al giorno mentre sono appena l’8,5% quelli che la consumano 5 o più volte al giorno come consigliato.

 

VENETO, EMERGENZA CIMICI: SERVE UN PIANO STRAORDINARIO 

Si attendono in queste ore le prime delibere da parte delle amministrazioni comunali della nostra provincia che su proposta di Coldiretti stanno approvando il documento di sostegno alle azioni di contrasto alla diffusione della cimice in Veneto. E intanto anche la Regione stamani ha convocato un Tavolo Verde in merito all’emergenza cimice asiatica – bene, dunque, che la Regione Veneto si esponga nei confronti del Governo nazionale e dell’Unione Europea chiedendo la stessa attenzione riservata per l’emergenza Xilella” ha commentato il presidente di Coldiretti Veneto Daniele Salvagno presente all’incontro. Del resto la diffusione della cimice asiatica, ricorda la delibera “sta compromettendo in modo significativo la redditività delle aziende frutticole, esponendole a rischi anche di natura finanziaria rendendo necessario il varo di un programma nazionale e regionale di contrasto”. Coldiretti chiede dunque misure urgenti e di impatto per far fronte all’emergenza. A partire dal riconoscimento dello stato di calamità in tutto il Veneto, in modo che le aziende possano aver accesso immediato a sgravi fiscali e contributivi, ma anche la sospensione dei mutui. Del resto se non c’è reddito non ci sono nemmeno i soldi per pagare i debiti, gli interessi e le tasse. La cimice ha l’impatto di una calamità naturale, questo è appurato. Nel veneziano sono circa 150 gli ettari di produzioni gravemente rovinati, ci sono realtà con frutteto che sono arrivati a perdere come è avvenuto ad un’azienda cavarzerana di 30 ettari, il 100% della produzione biologica di pere e mele. Anche i cereali risultano fortemente danneggiati dalla cimice asiatica. La situazione è complessa e preoccupante poichè le soluzioni adottate non hanno riscosso successo: dal ricorso agli agrofarmaci all’impiego delle reti.

 “Contiamo nell’ attenzione dai sindaci veneziani e un riscontro alla nostra proposta– afferma Andrea Colla presidente di Coldiretti Venezia – Purtroppo l’emergenza della cimice asiatica riguarda una superficie diffusa del territorio provinciale e la situazione è destinata ad aggravarsi rapidamente se non si interviene con efficacia. Al momento stimiamo una perdita di circa 5 milioni di euro nelle produzioni frutticole e cerealicole nella nostra provincia e almeno un centinaio in Veneto. Cifre destinate a crescere nei prossimi mesi se non si interviene con le prime misure. Accanto al grave danno per l’agricoltura la cimice asiatica, assai più mobile e resistente di quella nostrana, porterà un disagio sociale sempre maggiore, con l’arrivo dell’autunno e la migrazione dell’insetto dalla campagna alle abitazioni, alla ricerca di un riparo per l’inverno. I sindaci ne sono consapevoli e con questa adesione contiamo possano far sentire la loro voce alle istituzioni”.

E’ necessario che la Regione metta a punto con rapidità un bando per gli indennizzi ai frutticoltori, impegno che sembrerebbe Sempre nel breve periodo va potenziata la misura di aiuto per l’installazione delle reti anti insetto, incrementando le risorse disponibili. Intanto dovrà proseguire a ritmo sostenuto la ricerca per l’introduzione di specie aliene come la vespa samurai o l’anastatus bifasciatus, parassita autoctono della cimice.

La lotta biologica, però, richiede anni per il raggiungimento di un equilibrio tra le popolazioni. Ne consegue che le risposte emergenziali vadano sostituite nel tempo con l’attivazione di un fondo di solidarietà nazionale per le fitopatie per far fronte a questa nuova grave calamità.

Un primo passo è stato compiuto con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto che introduce le norme necessarie a prevedere i criteri per l’immissione sul territorio di specie e di popolazioni non autoctone, misura fortemente sollecitata dalla Coldiretti ai tavoli istituzionali per l’introduzione della vespa samurai, antagonista della cimice. Ora attendiamo di passare alla pratica con il via libera del Ministero dell’Ambiente che, sentiti il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e il Ministero della salute, deve emanare le linee guida per l’introduzione di questo nemico naturale della cimice asiatica.

 

BRESCIA, CAPRIANO DEL COLLE: UN TERRITORIO CHE VA TUTELATO 

“Le produzioni agroalimentari e l’intero territorio di Capriano del Colle sono definitivamente salvi, non esiste infatti alcuna relazione tra la discarica Capra e le coltivazioni limitrofe”.  Con queste parole il Presidente di Coldiretti Ettore Prandini accoglie con soddisfazione l’intervento fatto dal Prefetto di Brescia Attilio Visconti che mira alla salvaguardia e alla valorizzazione di un sito produttivo chiave per l’agricoltura bresciana. E’ infatti prossimo l’inizio dei lavori di bonifica dell’area con l’arrivo della copertura finanziaria da parte dal Ministero dell’Ambiente.

“Ringraziamo il Prefetto per le azioni concrete messe in campo in questi mesi e rinnoviamo la disponibilità a collaborare per ogni necessità; ci auguriamo – conclude il Presidente Prandini –  che presto si possa chiudere questa sgradevole vicenda tranquillizzando i cittadini consumatori sulla qualità e la salubrità dei prodotti agroalimentari di Capriano del Colle”.

 

PUGLIA, GIORNATA MERENDA: MAGLIA NERA PER CONSUMO FRUTTA E VERDURA 

La maggioranza del 54% dei bambini italiani fa una merenda inadeguata con il consumo di alimenti con eccessiva densità calorica, con la maglia nera alla Puglia per il consumo di frutta e verdura, dove il 5,9% dei residenti ne consuma 5 porzioni quotidiane, abitudini sbagliate che alimentano la carica di bambini e adulti in sovrappeso (33.1%) e di obesi (12.1%), dati peggiori del valore nazionale, e generano almeno un fattore di rischio cardiovascolare per il 98,8% dei pugliesi.  E’ quanto afferma Coldiretti Puglia in occasione della giornata nazionale della merenda, sulla base dell’ultima indagine Okkio alla salute e i dati dell’Osservatorio PASSI, il portale dell’epidemiologia per la sanità pubblica a cura del Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute.

“Per aiutare tutto il sistema scolastico e le famiglie ad alimentare al meglio le giovani generazioni e l’intero nucleo familiare, da anni il Progetto di Educazione alla Campagna Amica ha agevolato l’incontro tra i bambini e i prodotti agricoli ‘fatti’ dagli agricoltori. In Puglia negli ultimi 10 anni sono stati coinvolti nel progetto delle masserie didattiche 90mila bambini e 270 scuole. Il nostro obiettivo è ‘culturale’ e consiste nel tentare di cambiare abitudini di consumo sbagliate che si sono diffuse ovunque, formando consumatori consapevoli sui principi della sana alimentazione e della stagionalità dei prodotti”, dichiara il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia.

La merenda rientra tra le abitudini più’ radicate della tradizione alimentare in Puglia – dice Coldiretti – dove spiccano pane e olio extravergine, la focaccia barese, pane all’acquasale pugliese, pane olio e sale e la panzanella fatta di pane raffermo olio e pomodoro, con l’obiettivo di spezzare durante il giorno la fame e garantire un apporto energetico e nutrizionale adeguato.

L’attenzione a come si alimentano i ragazzi al di fuori delle mura domestiche – aggiunge Coldiretti Puglia – è un preciso dovere di tutti, a partire dagli enti locali – Comuni, Province e Regioni – delle istituzioni scolastiche che dovrebbero preferire i prodotti tipici e tradizionali non solo per i pranzi somministrati agli alunni, ma anche per i brevi momenti di ristoro, dei pediatri che dovrebbero consigliare, sin dai primi anni di vita dei bambini una corretta alimentazione, magari indirizzando le mamme verso cibi che siano costruiti il meno possibile ‘in laboratorio’, piuttosto in casa.

L’approvazione definitiva in Consiglio regionale della cosiddetta legge sul KM0 – conclude Coldiretti Puglia – è riuscita di fatto a raccogliere il consenso bipartisan sul delicato tema delle mense, della sicurezza alimentare, della nutraceutica e della salute dei bambini e non solo ed è una risposta responsabile all’83 per cento dei genitori pugliesi convinto che le mense pubbliche debbano offrire cibi più sani anche per educare le nuove generazioni alla sana e corretta alimentazione e tutelare la salute di tutti i fruitori delle mense pubbliche.

 

PIEMONTE, GIORNATA MERENDA: PIU’ CONSUMO DI FRUTTA E VERDURA TRA I PIÙ PICCOLI 

La maggioranza del 54% dei bambini italiani fa una merenda inadeguata con il consumo di alimenti con eccessiva densità calorica ma c’è anche una minoranza del 3,4% che, al contrario, la salta addirittura del tutto a metà mattino. E’ quanto afferma la Coldiretti in occasione della giornata nazionale della merenda, sulla base dell’ultima indagine Okkio alla salute. La merenda rientra tra le abitudini più’ radicate della tradizione alimentare nazionale con l’obiettivo di spezzare durante il giorno la fame e garantire un apporto energetico e nutrizionale adeguato. A metà mattina, come a metà pomeriggio, la merenda resta un rito per 34 milioni di italiani, tra grandi e piccini, anche se nel tempo le sue caratteristiche sono mutate.

“Purtroppo sono ancora pochi i bambini che optano per la frutta o la verdura a merenda, senza contare che il tradizionale panino con burro e zucchero o marmellata, se preparato con prodotti genuini, resta un’ottima alternativa salutare – spiegano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale -. Siamo impegnati a livello nazionale nel progetto Educazione alla Campagna Amica che coinvolge alunni delle scuole elementari e medie che partecipano a lezioni in programma nelle fattorie didattiche e nei laboratori del gusto organizzati nelle aziende agricole e in classe. L’obiettivo è quello di formare dei consumatori consapevoli sui principi della sana alimentazione e della stagionalità dei prodotti per valorizzare i fondamenti della dieta mediterranea e ricostruire il legame che unisce i prodotti dell’agricoltura con i cibi consumati ogni giorno e fermare il consumo del cibo spazzatura. Coldiretti Piemonte – concludono Moncalvo e Rivarossa – è stata pioniera, già quasi 10 anni fa, nel far inserire all’interno dei capitolati delle mense le produzioni delle imprese agricole del territorio e delle cooperative associate a UeCoop, tanto che in varie mense scolastiche ed ospedali si trova cibo di qualità come ortaggi, frutta, carne, latticini e prodotti dell’allevamento per una fornitura totale, nell’ultimo anno, di quasi 4 milioni di Kg ed un fatturato di circa 5 milioni di euro”.

 

VENETO, EMERGENZA CIMICE; COLDIRETTI AL TAVOLO VERDE: “E’ STATO DI CALAMITA’” 

“Che ci fosse lo stato di calamità da decretare Coldiretti l’ha denunciato già all’inizio di questa campagna – ha detto Daniele Salvagno Presidente di Coldiretti Veneto presente al Tavolo Verde convocato oggi in merito all’emergenza cimice asiatica – bene, dunque, che la Regione Veneto si esponga nei confronti del Governo nazionale e dell’Unione Europea chiedendo la stessa attenzione riservata per l’emergenza Xilella”. Coldiretti rileva che, con 100 milioni di danni solo in Veneto a cui si devono aggiungere altre cospicue somme nei territori oltre il confine regionale, è evidente che solo un’azione ai livelli superiori potrà dare risposta ai frutticoltori veneti che attualmente si trovano a fronteggiare un problema senza soluzioni. “Le istituzioni regionali devono fare ancora di più in termini di ricerca e monitoraggio – ha sottolineato il direttore Pietro Piccioni –  per queste attività servono risorse che non possono essere quelle messe a disposizione fino ad ora”. L’invito è che la Giunta e il Consiglio facciano la loro parte. Nel frattempo la mobilitazione di Coldiretti si arricchisce del sostegno di molte amministrazioni comunali che stanno adottando la delibera di pronto intervento appoggiando la piattaforma delle azioni per il controllo dell’insetto alieno. 

 

MARCHE, NUOVE NOMINE COLDIRETTI NELLE ZONE DELLA PROVINCIA DI MACERATA 

Cambio della guardia al vertice degli uffici di zona Coldiretti nella provincia di Macerata. Tra pensionamenti e nuove nomine, cambiano i segretari di territori importanti come quelli di Camerino, Cingoli, San Severino, Treia e Tolentino. Terenzio Malvestiti, negli ultimi tre anni alla guida dell’ufficio di Camerino andrà a ricoprire lo stesso ruolo nella parte settentrionale della provincia: Cingoli, San Severino e Treia al posto di Giovanni Filoni che va in pensione dopo decenni di lavoro con l’organizzazione degli agricoltori. L’ufficio di Malvestiti a Camerino sarà occupato da Paola Grandoni, 48enne di Fiuminata. Si tratta della prima donna al vertice di un ufficio di zona Coldiretti nelle Marche. Si ritira dal lavoro dopo decenni di militanza anche Alberto Natali, segretario di zona di Tolentino. Lo sostituirà il tolentinate Lorenzo Andreani, neo nominato di 46 anni. “Ringraziamo per il loro lavoro Giovanni Filoni e Alberto Natali – dicono Francesco Fucili e Giordano Nasini, presidente e direttore di Coldiretti Macerata – che per decenni hanno messo esperienza e competenze al servizio degli associati e auguriamo buon lavoro ai nuovi segretari con la certezza che sapranno essere a loro volta, insieme ai propri collaboratori, importanti punti di riferimento per il territorio”.

 

 

PADOVA, INVASIONE CIMICE ASIATICA: I SINDACI RISPONDONO ALL’APPELLO DI COLDIRETTI 

Adesione convinta e trasversale dei sindaci alla delibera proposta da Coldiretti Padova sull’emergenza cimici. Dalla Bassa Padovana, la zona più colpita dall’invasione dell’insetto alieno, all’Alta, in questi giorni diverse amministrazioni comunali stanno approvando il documento di sostegno alle azioni di contrasto alla diffusione della cimice in Veneto. Ad oggi, martedì 17 settembre, hanno già pubblicato la delibera i Comuni di Urbana, Granze, Bagnoli di Sopra, Due Carrare, Limena e Carmignano di Brenta. Numerosi altri lo faranno nelle prossime ore e nei prossimi giorni, a partire dai centri della Bassa Padovana che stanno risentendo in maniera drammatica dell’attacco della cimice asiatica a frutteti, orti e altre coltivazioni, con danni in costante crescita. Tra i prossimi a firmare spiccano Castelbaldo, Piacenza d’Adige, Masi, Lozzo Atestino, Vo’, Montagnana, solo per citarne alcuni.

“E’ un segnale importante quello che ci sta arrivando dai sindaci padovani – afferma Massimo Bressan, presidente di Coldiretti Padova – ai quali va il nostro ringraziamento per l’attenzione e l’immediato riscontro alla nostra proposta. Purtroppo l’emergenza della cimice asiatica riguarda tutto il territorio provinciale e la situazione è destinata ad aggravarsi rapidamente se non si interviene con efficacia. In particolare è a rischio la sopravvivenza della nostra frutticoltura, perché alcune aziende gravemente colpite potrebbero scegliere la via della chiusura definitiva, perché non è possibile lavorare in perdita per alcuni anni consecutivi. Al momento stimiamo una perdita di circa 30 milioni di euro nella nostra provincia e almeno un centinaio in Veneto. Cifre destinate a cresce nei prossimi mesi se non si interviene con le prime misure. Accanto al grave danno per l’agricoltura la cimice asiatica, assai più mobile e resistente di quella nostrana, porterà un disagio sociale sempre maggiore, con l’arrivo dell’autunno e la migrazione dell’insetto dalla campagna alle abitazioni, alla ricerca di un riparo per l’inverno. I sindaci ne sono consapevoli e con questa adesione fanno sentire la loro voce alle istituzioni”.

La diffusione della cimice asiatica, ricorda la delibera “sta compromettendo in modo significativo la redditività delle aziende frutticole, esponendole a rischi anche di natura finanziaria che rendono necessario il varo di un programma nazionale e regionale di contrasto”. Coldiretti chiede misure urgenti e di impatto per far fronte all’emergenza. A partire dal riconoscimento dello stato di calamità in tutto il Veneto, in modo che le aziende possano aver accesso immediato a sgravi fiscali e contributivi, ma anche la sospensione dei mutui. Del resto se non c’è reddito non ci sono nemmeno i soldi per pagare i debiti, gli interessi e le tasse. La cimice ha l’impatto di una calamità naturale, questo è ormai evidente, e servirà pure che la Regione metta a punto con rapidità un bando per gli indennizzi ai frutticoltori. Sempre nel breve periodo va potenziata la misura di aiuto per l’installazione delle reti anti insetto, incrementando le risorse disponibili e passando dal contributo per ettaro a quello sulla percentuale della spesa. Intanto dovrà proseguire a ritmo sostenuto la ricerca per l’introduzione di specie aliene come la vespa samurai o l’anastatus bifasciatus, parassita autoctono della cimice.

“Nella Bassa Padovana abbiamo già alcune aziende pronte a mettere a disposizione i propri frutteti per la sperimentazione in campo, – aggiunge Bressan – dopo le prove già avviate quest’anno. La lotta biologica, però, richiede anni per il raggiungimento di un equilibrio tra le popolazioni. Ne consegue che le risposte emergenziali vanno sostituite nel tempo con l’attivazione di un fondo di solidarietà nazionale per le fitopatie per far fronte ad questa nuova grave calamità.

Un primo passo è stato compiuto con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto che introduce le norme necessarie a prevedere i criteri per l’immissione sul territorio di specie e di popolazioni non autoctone, misura fortemente sollecitata dalla Coldiretti ai tavoli istituzionali per l’introduzione della vespa samurai, antagonista della cimice. Ora attendiamo di passare alla pratica con il via libera del Ministero dell’Ambiente che, sentiti il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e il Ministero della salute, deve emanare le linee guida per l’introduzione di questo nemico naturale della cimice asiatica”.

 

UMBRIA, GIORNATA MERENDA: PER 59% BAMBINI UMBRI È IPERCALORICA 

La maggioranza del 59% dei bambini umbri fa una merenda inadeguata con il consumo di alimenti con eccessiva densità calorica ma c’è anche un 1% circa che la salta addirittura del tutto a metà mattino. È quanto afferma la Coldiretti Umbria in occasione della giornata nazionale della merenda, sulla base dell’ultima indagine Okkio alla salute.

La merenda rientra tra le abitudini più radicate anche della tradizione regionale alimentare, con l’obiettivo di spezzare durante il giorno la fame e garantire un apporto energetico e nutrizionale adeguato. A metà mattina, come a metà pomeriggio, la merenda resta un rito per 34 milioni di italiani, tra grandi e piccini, anche se nel tempo le sue caratteristiche sono mutate.

Se pane, burro e zucchero rimane tra i ricordi del passato, numerose sono le merende della tradizione regionale, con l’Umbria che “prova a resistere” a partire dal classico ciambellone. Panino imbottito e pizza restano molto diffusi – riferisce Coldiretti – anche se negli ultimi decenni soprattutto tra i più piccoli si sono affermate le merendine confezionate.

Tuttavia, con la svolta salutista degli italiani, si assiste anche ad un ritorno della frutta e verdura il cui livello di consumo delle nuove generazioni – sottolinea Coldiretti – resta però lontano da quanto suggerito nelle linee guida sulla sana alimentazione, con il 18% dei bambini umbri che non consuma quotidianamente frutta e/o verdura.

La Coldiretti è impegnata nel progetto “Educazione alla Campagna Amica” che coinvolge alunni delle scuole elementari e medie in tutta Italia che partecipano a lezioni in programma nelle fattorie didattiche e nei laboratori del gusto organizzati nelle aziende agricole e in classe.

Rientra proprio in quest’ambito la collaborazione in essere tra Coldiretti Terni e alcune scuole del territorio che si ripropone anche nell’anno appena iniziato di realizzare percorsi interdisciplinari legati alla sana alimentazione grazie al protocollo di intesa “Dalla terra alla tavola … il benessere del futuro”.

L’obiettivo – ribadisce Coldiretti – è quello di formare dei consumatori consapevoli sui principi della sana alimentazione e della stagionalità dei prodotti per valorizzare i fondamenti della dieta mediterranea e ricostruire il legame che unisce i prodotti dell’agricoltura con i cibi consumati ogni giorno e fermare il consumo del cibo spazzatura. Iniziative utili – conclude Coldiretti – anche per stimolare la curiosità dei più giovani ed invitarli a frequentare la campagna e gli ambienti naturali.

 

EMILIA ROMAGNA, CIMICE: COLDIRETTI BOLOGNA INCONTRA IL PREFETTO 

Vigilanza di porti e dogane su merce in ingresso nell’Unione Europea, avvio celere della introduzione in campo dell’insetto antagonista; supporto alla ricerca sulle strategie di lotta e contenimento della cimice, rifinanziamento straordinario del fondo di solidarietà nazionale, moratoria di rate di mutui o prestiti e condizione agevolate per credito di liquidità alle imprese, anche attraverso il sistema dei consorzi fidi. Queste in sintesi le proposte illustrate dai vertici di Coldiretti Bologna al Prefetto di Bologna, Patrizia Impresa, per far fronte all’emergenza delle cimice asiatica che sta flagellando le campagna mettendo a serio rischio i reddito delle imprese agricole.

Nel corso dell’incontro la delegazione formata dalla Presidente Valentina Borghi, dal Vicepresidente Luigi Maccaferri e dal Direttore Marco Allaria Olivieri, ha presentato quella che ormai si può definire una vera “emergenza agricoltura”.

“I danni da cimice arrivano a superare il 70% della produzione della pere con l’Abate tra le varietà più colpite, ma non sono state risparmiate ciliegie, kiwi, albicocche e piante da vivai – ha detto la presidente Borghi. Oltre a questo l’agricoltura ha dovuto subire gli effetti di un andamento climatico caratterizzato da una distribuzione anomala delle piogge e l’alternarsi di temperature non in linea con le medie stagionali, che hanno quasi azzerato la produzione delle varietà precoci di ciliegie o i fenomeni estremi di grandinate e vento fino alla diffusione del fungo dell’Alternaria che colpisce sempre le pere e le altre piante da frutto. Una situazione grave – ha sottolineato la Presidente di Coldiretti Bologna – che mette a serio rischio i redditi delle nostre imprese, per questo non è eccessivo parlare di emergenza agricoltura”.

Il recente via libera all’introduzione della Vespa samurai, insetto antagonista naturale della cimice asiatica – hanno sottolineato i vertici di Coldiretti – è il primo passo. Servono adesso una serie di interventi urgenti a diversi livelli che consentano alle aziende di affrontare l’emergenza: a livello europeo è necessario rafforzare la vigilanza di porti e dogane sulla merce in ingresso nell’Unione Europea per evitare la diffusione di vegetale infetto e parassiti vari; la costituzione di fondi mutualistici ad hoc per compensare i danni del crescente numero di patologie che colpiscono l’ortofrutta; il finanziamento di progetti di ricerca di portata internazionale per mettere a frutto le esperienze e gli studi sulla cimice. A livello nazionale servono il rifinanziamento straordinario del Fondo di Solidarietà Nazionale; l’avvio celere della introduzione in campo dell’insetto antagonista accompagnato da misure per compensare il mancato reddito delle aziende colpite fino al raggiungimento dell’efficacia dell’intervento. A livello regionale, infine, bisogna delimitare le aree colpite, dichiarare lo stato di calamità, attivare una serie di strumenti finanziari e agevolativi per far fronte al mancato reddito delle imprese, attraverso convenzioni con le banche, l’intervento dei Consorzi Fidi, la sospensione di mutui, pagamenti, tasse, contributi per compensare e non appesantire il bilancio delle aziende gravato dalle spese colturali sostenute per una produzione che rischia di venire azzerata e non produrre quindi alcun reddito.

Da parte sua il Prefetto Impresa ha assicurato il proprio sostegno e l’impegno a presentare al Governo e agli enti preposti le istanze di Coldiretti.

 

BASILICATA, SITUAZIONE CENTRI DI ACCOGLIENZA 

“E’ stato aperto venerdì scorso il centro di accoglienza dell’ex tabacchificio di Palazzo San Gervasio, ieri pomeriggio è stato attivato il punto saluto gestito dall’ASP, mentre oggi è prevista l’attivazione del centro per l’impiego, oltre all’avvio della convenzione per i trasporti”. E’ quanto fa sapere Coldiretti Basilicata, alla luce degli incontri in Prefettura a Potenza sul caporalato e sull’apertura dei centri di accoglienza a Palazzo San Gervasio e nel Materano. “Nel Metapontino entro fine mese sarà predisposto un avviso di gara per l’apertura di uno o più centri di accoglienza, il tutto è possibile grazie ad un finanziamento europeo sul Pon Emergenza. Inoltre è stato stabilito che, grazie a circa 10 milioni di euro del Pon Sicurezza, sarà avviato un tavolo tecnico presso le Prefetture e/o la Regione con i sindaci ed il partenariato per la definizione dei progetti per l’accoglienza, per adesso quelli di Palazzo, Lavello e Scanzano. L’obiettivo è quello di risolvere strutturalmente il problema. Infine – conclude Coldiretti Basilicata – è giusto evidenziare che durante i controlli di questi ultimi giorni sono emersi rari elementi di criticità, sulla base dei dati dell’Ispettorato del Lavoro sia di Matera che di Potenza”.

 

FORLI’-CESENA, CIMICE: A RISCHIO IL FUTURO DELL’IMPRENDITORIA GIOVANILE AGRICOLA 

“La cimice asiatica non rischia di mangiarsi solo l’ortofrutta della nostra provincia, ma anche il futuro dei tanti giovani che, come il sottoscritto, hanno investito e stanno tuttora investendo in agricoltura”. Queste le parole di Andrea Alessandri, Delegato provinciale di Coldiretti Giovani Impresa, il movimento che riunisce gli imprenditori agricoli under 35 della provincia di Forlì-Cesena. “In questa battaglia contro il patogeno giunto dall’Asia non sono ammessi altri ritardi o tentennamenti, ma servono soluzioni immediate e concrete – afferma Alessandri – perché in gioco c’è il sogno imprenditoriale di una parte importante della nostra generazione che mai come adesso vuole investire il proprio futuro nelle campagne”. Se a livello nazionale l’Italia è al vertice in Europa per numero di giovani in agricoltura con gli under 35 che sono alla guida di 57.621 imprese (dati 2018), in aumento del 4,1% rispetto all’anno precedente, anche a livello provinciale emerge chiaramente come l’agricoltura sia tornata ad essere un settore strategico per la ripresa economica ed occupazionale del territorio. L’agricoltura, infatti, è insieme al manifatturiero, l’unico comparto economico che nell’ultimo anno ha mostrato vitalità e proprio grazie alla spinta dei giovani. A confermarlo non è solo l’ultimo rapporto sulla demografia delle imprese giovanili della Camera di Commercio provinciale che mostra come le aziende agricole under 35 registrate in provincia siano cresciute al 30 giugno scorso del 2,4% (il tasso di crescita più elevato tra tutti i settori economici dato che ad esempio il manifatturiero, l’altro comparto con trend positivo, si ferma all’1,4%), ma anche le domande di primo insediamento agricolo presentate e accettate dal 2015 ad oggi nell’ambito dei bandi dell’ultimo Piano di Sviluppo Rurale dell’Emilia-Romagna che hanno consentito l’avvio di oltre 1200 imprese sul territorio regionale, 162 solo nella nostra provincia.

Se consideriamo che le aziende agricole condotte da giovani possiedono una superficie superiore di oltre il 54 per cento alla media, ma anche un fatturato più elevato del 75 per cento della media e il 50 per cento di occupati per azienda in più – commenta il Delegato – è evidente l’importanza, non solo in termini economici, ma anche occupazionali e quindi sociali, che assume la difesa delle produzioni e del reddito e quindi degli investimenti e sacrifici fatti dai giovani agricoltori. Se vogliamo sostenere il sogno imprenditoriale di tanti giovani che hanno scommesso su di un’agricoltura innovativa e di qualità – afferma il rappresentante dei giovani di Coldiretti Forlì-Cesena – contro la cimice asiatica occorre fare tutto il possibile e farlo subito. Quindi bene il via libera alla vespa samurai, nemica naturale della cimice, ma la gravità della situazione – afferma Alessandri – impone che la sua introduzione in campo sia celere, che ci sia al contempo massimo supporto alla ricerca sulle strategie di lotta e contenimento del patogeno, nonché il rifinanziamento straordinario e immediato del fondo di solidarietà nazionale, con contestuale moratoria di rate di mutui o prestiti e condizione agevolate per credito di liquidità alle imprese, anche attraverso il sistema dei consorzi fidi. L’attivazione di questi e altri interventi è già stata ampiamente sollecitata da Coldiretti sia a livello regionale che provinciale e nel frattempo è stato ottenuto l’incontro con il Ministero dell’Agricoltura e dell’Ambiente con la successiva rivisitazione della Legge 102 di solidarietà nazionale, ma – conclude Alessandri – non c’è davvero più tempo da perdere, occorre mettere in campo tutti questi interventi al più presto!”.

 

PUGLIA, XYLELLA: SCAMBI COMPETENZE SU REIMPIANTI; SALENTO MUORE DI BUROCRAZIA 

Scambi di competenze tra gli uffici provinciali dell’Assessorato regionale all’Agricoltura e la Soprintendenza che oltre all’obbligo del reimpianto sta prescrivendo il numero di piante da abbattere, sesti d’impianto e varietà da reimpiantare in provincia di Lecce, senza alcuna competenza agronomica in materia. E’ quanto denuncia Coldiretti Puglia, in seguito alla risposta della Soprintendenza di Lecce alla richiesta di parere richiesta dal Comune di Galatone in merito all’espianto e reimpianto di ulivi in area vincolata.

“La burocrazia si conferma il migliore alleato del batterio, mentre il Salento muore. Chiederemo al Ministro Bellanova di attivare immediatamente i decreti attuativi per l’emergenza Xylella per dare sostegno alle imprese olivicole e ai frantoi e di intervenire per liberalizzare i reimpianti anche nelle aree vincolate, perché serve in Puglia una massiccia ripresa produttiva. Il Salento sta morendo da 6 anni di Xylella e soprattutto di burocrazia”, denuncia Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

Coldiretti ricorda che il Decreto Emergenze, introducendo l’art. 8 ter, ha previsto che gli interventi di estirpazione di olivi nelle zone infette da Xylella fastidiosa, previa comunicazione alla regione, possono essere effettuati in deroga a quanto disposto dagli articoli 1 e 2 del decreto legislativo luogotenenziale 27 luglio 1945, n. 475, e ad ogni disposizione vigente anche in materia vincolistica nonché in esenzione dai procedimenti di valutazione di impatto ambientale e di valutazione ambientale strategica, di cui al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e dal procedimento di valutazione di incidenza ambientale.

“Assistiamo ad un singolare e sconcertante scambio di competenze tra l’Assessorato all’agricoltura e la Soprintendenza che sta prescrivendo, oltre al parere paesaggistico, l’obbligo del reimpianto di analogo numero di piante da abbattere al sesto di impianto di m. 10 x 10 con l’impiego di varietà Leccino nell’area infetta della provincia di Lecce. Evidentemente ignora che la varietà Leccino, non essendo autofertile, ha bisogno necessariamente di un’altra cultivar che funga da impollinatore. Quindi, ne deriva che l’agricoltore non può avere l’obbligo di realizzare un reimpianto solo con varietà leccino”, insiste Gianni Cantele, presidente Coldiretti Lecce.

“Con il Decreto Emergenze, che non può e non deve in nessun modo essere vanificato da ulteriori ritardi, scaricabarile e timidezze regionali – aggiunge Cantele – devono essere superati tutti gli ostacoli della burocrazia che finora ha fatto più danni della malattia.  Ci sono domande di espianto presentate anche 6 mesi fa, a dicembre 2018, le più recenti ad aprile, tutte rispedite al mittente dalla Sovrintendenza di Lecce, perché depositate con procedura semplificata, con la richiesta di ripresentarle con procedura ordinaria”.

Oltre alla perdita di mesi di tempo e all’aggravio dei costi con la procedura ordinaria le domande passano al vaglio della Commissione locale per il paesaggio, chiamata a valutare anche tutte le pratiche edilizie. Dopo anni di errori, incertezze e scaricabarile abbiamo bisogno di un impegno risoluto – conclude il presidente Cantele – per salvare la filiera dell’olio extravergine di oliva, consentendo agli agricoltori di espiantare e reimpiantare sbrurocratizzando le procedure così come previsto dal Decreto Emergenze, sostenendo i frantoi salentini in grave crisi di liquidità, a partire dalla moratoria sui mutui e all’integrazione al reddito, accompagnandoli nel percorso di dismissione parziale o totale degli impianti e nella riconversione eventuale delle attività”.

Determinante il piano per la rigenerazione dell’olivicoltura nella zona infetta da Xylella – conclude Coldiretti Puglia – con l’istituzione di un fondo per la realizzazione di un Piano straordinario per la rigenerazione olivicola del Salento, con una dotazione pari a 150 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021, in stretta correlazione con il Piano anti Xyella, approvato in Conferenza Stato – Regioni il 13 febbraio scorso.

 

CAMPANIA, GIORNATA MERENDA: PER 54% BAMBINI E’ IPERCALORICA 

La maggioranza del 54% dei bambini italiani fa una merenda inadeguata con il consumo di alimenti con eccessiva densità calorica ma c’è anche una minoranza del 3,4% che, al contrario, la salta addirittura del tutto a metà mattino. E’ quanto afferma la Coldiretti in occasione della giornata nazionale della merenda, sulla base dell’ultima indagine Okkio alla salute.

 La merenda rientra tra le abitudini più radicate della tradizione alimentare nazionale con l’obiettivo di spezzare durante il giorno la fame e garantire un apporto energetico e nutrizionale adeguato. A metà mattina, come a metà pomeriggio, la merenda resta un rito per 34 milioni di italiani, tra grandi e piccini, anche se nel tempo le sue caratteristiche sono mutate.

Se pane, burro e zucchero rimane tra i ricordi del passato, sono numerose le merende della tradizione regionale secondo la Coldiretti. All’insegna della cucina mediterranea è il pane “sponzato” campano con pomodoro e olio extravergine, la bruschetta pugliese dove dominano l’olio d’oliva e il pomodoro mentre in Liguria si valorizzano le verdure che, con il loro contenuto di vitamine e sali minerali, vanno a infarcire le torte di pasta sfoglia o frolla.  Se il pane friulano si accompagna ad una mousse di ricotta fresca di latte vaccino, le tigelle modenesi, conosciute anche come crescentine, cotte un tempo su terracotta ed oggi su piastre di ghisa, si accompagnano a confetture di frutta. E ancora protagoniste della tradizione laziale sono – rileva la Coldiretti – le ciambelle al mosto, per avvicinare al profumo del vino i più piccoli che non possono ancora berlo, mentre dalla Sardegna ci sono le seadas o sebadas, grandi ravioli di una pasta molto sottile fatta con semola di grano duro, acqua e poco strutto, con un ripieno di formaggio pecorino. Il tutto viene fritto e, una volta tolto dall’olio, si cosparge di miele di corbezzolo.

Se il classico panino imbottito e la pizza restano molto diffusi lungo tutta la Penisola, negli ultimi decenni soprattutto tra i più piccoli si sono affermate le merendine confezionate. Tuttavia, con la svolta salutista degli italiani, si assiste anche ad un ritorno della frutta e verdura il cui livello di consumo delle nuove generazioni – sottolinea la Coldiretti – resta però lontano da quanto suggerito nelle linee guida sulla sana alimentazione con il 20,4% dei bambini che la consumano meno di una volta al giorno mentre sono appena l’8,5% quelli che la consumano 5 o più volte al giorno come consigliato.

 La Coldiretti è impegnata nel progetto “Educazione alla Campagna Amica” che coinvolge alunni delle scuole elementari e medie in tutta Italia che partecipano a lezioni in programma nelle fattorie didattiche e nei laboratori del gusto organizzati nelle aziende agricole e in classe. L’obiettivo – conclude la Coldiretti – è quello di formare dei consumatori consapevoli sui principi della sana alimentazione e della stagionalità dei prodotti per valorizzare i fondamenti della dieta mediterranea e ricostruire il legame che unisce i prodotti dell’agricoltura con i cibi consumati ogni giorno e fermare il consumo del cibo spazzatura.

 

Appuntamenti

 

VALLE D’AOSTA: COLDIRETTI VALLE D’AOSTA PARTECIPA AL VILLAGGIO DI BOLOGNA

Da venerdì 27 a domenica 29 settembre 

Anche Coldiretti Valle d’Aosta parteciperà venerdì 27 settembre all’apertura del Villaggio Coldiretti #iostocoicontadini in programma a Bologna fino a domenica 29 settembre.

A Bologna, città dove si realizza oltre un terzo della produzione agricola nazionale e nascono le eccellenze del Made in Italy alimentare che conquistano il mondo, il Villaggio Coldiretti si estende da Piazza dell’Otto Agosto al Parco della Montagnola fino a Piazza XX Settembre.

Nel centro città accorreranno decine di migliaia di agricoltori dalle diverse regioni, assieme al presidente di Coldiretti Ettore Prandini per far conoscere il lavoro, le produzioni e le ricette della tradizione nazionale. Alla giornata inaugurale saranno presenti, tra gli altri, il Ministro delle Politiche agricole Teresa Bellanova, il Governatore della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini e il sindaco di Bologna Virginio Merola.

Nei tre giorni della manifestazione si alterneranno incontri sui temi dell’alimentazione, del turismo dell’ambiente, della scuola e della salute, così come spettacoli di animazione e concerti. Sarà, inoltre, possibile scoprire le piante e gli animali della fattoria italiana messi a rischio dai cambiamenti climatici e dall’invasione degli insetti alieni che saranno mostrati per la prima volta.

Per la prima volta si potrà andare a scuola dagli agrichef per imparare a cucinare i piatti della nonna e le ricette salvaclima usando i veri ingredienti Made in Italy e visitare il più grande mercato a chilometri zero con Campagna Amica – dove non mancherà la Fontina DOP – per acquistare direttamente dagli agricoltori provenienti da tutta Italia.

“Il Villaggio Coldiretti – evidenziano Alessio Nicoletta e Richard Lanièce Presidente e Direttore di Coldiretti Valle d’Aosta – rappresenta un’occasione unica per far scoprire ai visitatori il meglio dell’agricoltura italiana con le storie, le passioni e il duro lavoro dei nostri contadini”.

Per informazione sui transfer organizzati, contattare gli uffici Coldiretti di Aosta (0165 262143), Châtillon (0166 62933) o Verrès (0125 920728).

 

LOMBARDIA/BRESCIA: GIOVANI, LE IDEE INNOVATIVE CHE NASCONO DALLA TERRA

Mercoledì 18 settembre 

Dai prodotti fatti con il latte d’asina di montagna al gelato alla bava di lumaca fino alla bottega solidale che vende prodotti alimentari biologici, a Km 0 e sfusi, gestita da persone svantaggiate. Sono solo alcune delle innovazioni che verranno presentate domani mercoledì 18 settembre 2019 alle ore 18.00 al salone della creatività agricola allestito presso la Terrazza 12 in via Durini 28 a Milano per la consegna degli Oscar Green 2019 della Lombardia, i premi all’innovazione giovane che la Coldiretti regionale assegna alle idee imprenditoriali più interessanti e curiose sviluppate su tutto il territorio.

Non mancherà un’importante rappresentanza di giovani imprenditori bresciani che presenteranno interessanti innovazioni green “i ragazzi sono attenti all’innovazione sostenibile – precisa Davide Lazzari delegato provinciale di Giovani Impresa Brescia – è importante oggi sviluppare questo settore perché i cittadini consumatori sono particolarmente attenti al tema e orientano gli acquisti anche in base a questi elementi; il concorso esalta questa parte di imprenditorialità”.

Alla giornata interverranno: Ettore Prandini, Presidente Nazionale di Coldiretti; Paolo Voltini, Presidente di Coldiretti Lombardia; Fabio Rolfi Assessore all’Agricoltura di Regione Lombardia; Pierfrancesco Maran, Assessore all’Urbanistica, Verde e Agricoltura del Comune di Milano; Veronica Barbati, Presidente Giovani Impresa Coldiretti; Carlo Maria Recchia, Delegato Coldiretti Giovani Impresa Lombardia.

In occasione della settimana della moda, Pasqualina Tripodi giovane imprenditrice agricola calabrese presenterà i suoi agri-gioielli realizzati con l’utilizzo di materiali di riciclo, tessuti grezzi naturali e con l’aggiunta in alcuni casi di metalli e pietre semipreziose.

 

ALESSANDRIA: FINE SETTIMANA DEDICATO A “TUTTO IL GUSTO DELLA NOCCIOLA”

Sabato 21 e domenica 22 settembre 

Tutto pronto per il diciassettesimo compleanno della Fiera Mercato della Nocciola Piemonte che ogni anno si svolge con rinnovato interesse da parte di esperti del settore e di pubblico alla Piagera di Gabiano, in Val Cerrina, in collaborazione con Coldiretti Alessandria.

Formula che vince non si cambia, dopo il successo degli ultimi due anni torna anche per questa edizione 2019 l’appuntamento su due giornate.

Un fine settimana all’insegna della valorizzazione delle qualità organolettiche, per gusto, sapore, aroma e persistenza della Nocciola Tonda Gentile del Piemonte.

Obiettivo dell’incontro dare importanti informazioni sia per quanto riguarda le tecniche colturali come la raccolta, la difesa sanitaria o la potatura e sia per quello che concerne l’aspetto della commercializzazione, con espliciti riferimenti all’apertura dei mercati e alla concorrenza delle nocciole turche.

Per tutta la durata della fiera saranno esposte macchine agricole specifiche per la coltivazione, la raccolta e la lavorazione delle nocciole.

Il programma prevede alle 7.30 l’arrivo degli espositori con il deposito dei campioni di nocciole da parte dei produttori monferrini, alle 8.30 prelievo delle nocciole per il premio qualità e dalle 9 alle 10.30 l’esame dei campioni depositati, alle 10.45 il saluto delle autorità, in particolare del Sindaco Avv. Domenico Priora, che aprirà ufficialmente la fiera.

A seguire il convegno “Annata 2019” al quale prenderanno parte il presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco, il presidente della Cooperativa “Monferrato Frutta” Giovanni Brusasca e per la parte tecnica il responsabile corilicolo di Coldiretti Alessandria Alberto Pansecchi. La giornata proseguirà alle 12.30 con la premiazione del concorso qualità “Tutto il gusto della nocciola”.

Domenica 23 settembre allestimento del mercato di Campagna Amica e, per l’intera giornata, intrattenimento musicale con degustazione di dolci a base di nocciole abbinati ai vini tipici del territorio gabianese.

“La fiera di Gabiano rappresenta un punto di riferimento per un settore che vanta numeri importanti: la Nocciola Igp Piemonte, coltivata su una superficie complessiva di oltre 20 mila ettari di cui 15 mila sono impianti attivi e la produzione totale è di 240 mila quintali di cui 103 mila certificati Igp, è tra le eccellenze agroalimentari del Piemonte, conosciuta oltre i confini nazionali. – hanno affermato il Presidente e il Direttore Coldiretti Alessandria Mauro Bianco e Roberto Rampazzo – Il convegno sarà l’occasione per puntare l’attenzione sui danni procurati da cascola e cimice asiatica ma anche ribadire l’importanza della difesa del Made in Italy e di consolidare sempre di più i contratti di filiera per tutelare il nostro patrimonio agroalimentare da passaggi di proprietà che spesso significano solo delocalizzazione della produzione, chiusura di stabilimenti e perdita di occupazione”.

 

PIACENZA: LE AZIENDE DI CAMPAGNA AMICA PIACENZA AL VILLAGGIO DI BOLOGNA

Da venerdì 27 a domenica 29 settembre 

Per la prima volta si torna alle origini per scoprire le ragioni del successo del Made in Italy con il Villaggio della Coldiretti dove vivere autenticamente un giorno da contadino tra le aziende agricole ed i loro prodotti, sui trattori, a tavola con gli agrichef, in sella ad asini e cavalli, nella stalla con mucche, pecore, capre, maiali, conigli e galline, o nelle fattorie didattiche e negli agriasili dove i bambini possono imparare a impastare il pane o a fare l’orto.   Per l’appuntamento è stata scelta Bologna, nel cuore nella food valley italiana, dove si realizza oltre un terzo della produzione agricola nazionale e nascono le eccellenze del Made in italy alimentare che conquistano il mondo.

 Nel centro città da Piazza dell’Otto Agosto al Parco della Montagnola fino a Piazza XX Settembre, accorreranno decine di migliaia di agricoltori dalle diverse regioni, assieme al presidente di Coldiretti Ettore Prandini, a partire dalle ore 9,00 di Venerdì 27 settembre, per far conoscere il lavoro, le produzioni e le ricette della tradizione nazionale. Alla giornata inaugurale saranno presenti, tra gli altri, il Ministro delle Politiche agricole Teresa Bellanova, il Governatore della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini e il sindaco di Bologna Virginio Merola.

Nei tre giorni della manifestazione si alterneranno esponenti istituzionali, rappresentanti della società civile, studiosi, sportivi e artisti che discuteranno su esclusivi studi e ricerche elaborate per l’occasione dalla Coldiretti sui temi dell’alimentazione, del turismo dell’ambiente, della scuola e della salute, ma non mancheranno spettacoli di animazione e concerti.

Ci sarà una vera e propria Arca di Noè dove scoprire le piante e gli animali della fattoria italiana messi a rischio dai cambiamenti climatici e dall’invasione degli insetti alieni che saranno mostrati per la prima volta.

Per la prima volta si potrà andare a scuola dagli agrichef per imparare a cucinare i piatti della nonna e le ricette salvaclima usando i veri ingredienti Made in Italy, degustare olio extravergine, vini e birra agricola nell’Oil&wine bar del Villaggio, o seguire le lezioni di agrocosmesi con i trucchi di bellezza della nonna.

Spazio al più grande mercato a chilometri zero con Campagna Amica dove acquistare direttamente dagli agricoltori provenienti da tutta Italia esclusivi souvenir del gusto per se stessi o da regalare agli altri. Saranno presenti anche le aziende piacentine di Campagna Amica e ci saranno aree dedicate alla solidarietà per aiutare le categorie più deboli, con i prodotti delle aziende terremotate di Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo e quelli prodotti dalle aziende di agricoltura sociale impegnate nel reinserimento socio lavorativo di soggetti disagiati, disabili o problematici, nell’educazione ambientale e nei servizi alle comunità locali.

Un intero settore è dedicato alla pet therapy e al ruolo degli animali nella cura del disagio. Ma al Villaggio ci saranno anche gli orti con i tutor e il Villaggio delle idee con i giovani imprenditori agricoli fa fanno innovazione nel Paese.

Verranno organizzati pullman per Bologna da Piacenza e provincia, in tutte le giornate. Informazioni nelle sedi di Coldiretti Piacenza.

 

PIEMONTE: PIÙ DI 2000 DAL PIEMONTE AL VILLAGGIO COLDIRETTI A BOLOGNA

Da venerdì 27 a domenica 29 settembre 

Per la prima volta si torna alle origini per scoprire le ragioni del successo del Made in Italy con il Villaggio Coldiretti. L’appuntamento è a partire dalle ore 9,00 di venerdì 27 settembre, per far conoscere il lavoro, le produzioni e le ricette della tradizione nazionale. Tre giorni in cui le attività saranno molteplici: dagli showcooking con agrichef alle fattorie didattiche e agriasili fino ad una vera e propria Arca di Noè dove scoprire le piante e gli animali salvati dall’estinzione, grazie al lavoro di generazioni, messi a rischio dai cambiamenti climatici e dall’invasione degli insetti alieni.

Coldiretti Piemonte sarà al Villaggio con oltre 2000 presenze durante la 3 giorni con tutte le Federazioni provinciali insieme al presidente Roberto Moncalvo e al Delegato Confederale Bruno Rivarossa. Numerosi i giovani imprenditori piemontesi che, insieme a quelli provenienti dal resto d’Italia, prenderanno parte al Villaggio delle Idee per lavorare a progetti d’innovazione che verranno presentati nella giornata conclusiva di domenica 29 settembre.  

“Dal riso alle nocciole il Made in Piemonte trionferà tra i banchi del grande mercato di Campagna Amica offrendo la possibilità ai consumatori ed ai turisti di assaporare il meglio della nostra Regione – evidenziano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale -. Portare nel cuore di Bologna, fulcro della food valley italiana, le eccellenze della nostra agricoltura e del vero cibo Made in Italy è una sfida per far conoscere il frutto del lavoro dei nostri imprenditori grazie ai quali possiamo vantare eccellenze enogastronomiche conosciute in tutto il mondo e presidiare territori che altrimenti sarebbero andati distrutti, oltre a far vivere un’esperienza unica a chi verrà a visitare il Villaggio”.

#STOCOICONTADINI è anche l’unico posto al mondo dove per l’intero week end tutti potranno vivere per una volta l’esperienza da gourmet con il miglior cibo italiano al 100% a soli 5 euro per tutti i menu preparati dai cuochi contadini. 

Non mancheranno aree dedicate alla solidarietà per aiutare le categorie più deboli, con i prodotti delle aziende terremotate di Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo e quelli delle aziende di agricoltura sociale impegnate nel reinserimento socio lavorativo di soggetti disagiati, disabili o problematici, ma anche nell’educazione ambientale e nei servizi alle comunità locali. Un intero settore, infine, sarà dedicato alla pet therapy e al ruolo degli animali nella cura del disagio.

 

MANTOVA, CIMICE: CONVEGNO DI COLDIRETTI CON L’ASSESSORE LOMBARDO ROLFI

Mercoledì 18 settembre

Emergenza cimice asiatica: che fare? Ne parla domani, mercoledì 18 settembre, Coldiretti Mantova. L’appuntamento è nella sala convegni dell’Hotel La Favorita, al Centro direzionale Boma di Mantova alle ore 10:30.

Al convegno parteciperanno, il presidente di Coldiretti Mantova Paolo Carra, l’assessore lombardo all’Agricoltura Fabio Rolfi, Daniele Lanfredini responsabile Servizio produzioni animali, strutture, Uma, calamità dell’Utr Val Padana, Andrea Azzoni dirigente Sviluppo industrie e Filiere agroalimentari zootecnia e politiche ittiche, Beniamino Cavagna Direzione Generale Agricoltura servizio fitosanitario di Regione Lombardia.

Coldiretti Mantova è stata la prima ad accendere i riflettori nel 2019 sull’invasione della cimice asiatica, flagello che ha colpito in particolare i frutteti dell’area padana, con perdite fino al 100% del prodotto, con il rischio di trasformarsi in un’emergenza devastante, che lo stesso assessore lombardo Rolfi aveva paragonato alla Xylella fastidiosa.

“Ringraziamo Regione Lombardia per la presenza assicurata al convegno organizzato da Coldiretti Mantova – dichiara il presidente Paolo Carra -. Il problema è particolarmente sentito in provincia e, più specificatamente, nel Basso mantovano. Sono necessarie misure efficaci e tempestive per contrastare l’insetto alloctono, che in provincia di Mantova ha provocato perdite stimate in oltre 10 milioni di euro”.

 

ASTI: 300 ASTIGIANI VISITERANNO IL VILLAGGIO COLDIRETTI A BOLOGNA

Da venerdì 27 a domenica 29 settembre 

Con il Villaggio Coldiretti di Bologna, per la prima volta, si torna alle origini per scoprire le ragioni del successo del Made in Italy. L’appuntamento è a partire dalle ore 9 di venerdì 27 settembre, per far conoscere il lavoro, le produzioni e le ricette della tradizione nazionale. Tre giorni in cui le attività saranno molteplici: dagli showcooking con agrichef alle fattorie didattiche e agriasilo fino ad una vera e propria Arca di Noè dove scoprire le piante e gli animali salvati dall’estinzione, grazie al lavoro di generazioni, messi a rischio dai cambiamenti climatici e dall’invasione degli insetti alieni.

Dall’Astigiano la trasferta sarà affrontata con almeno sei pullman, due per ogni giornata.

Venerdì di buon mattino partiranno i primi due pullman da Asti (nei pressi della sede provinciale in Corso Felice Cavallotti, angolo Via Vigna); sabato sarà la volta dei due pullman dalle zone di Canelli, Nizza Monferrato e Vesime; domenica la trasferta in pullman sarà affrontata dagli associati delle zone di Castelnuovo don Bosco, Moncalvo, San Damiano e Villanova.

Ovviamente le adesioni sono ancora in corso e alla fine dall’Astigiano potrebbero andare in visita al Villaggio Coldiretti di Bologna dalle 300 alle 500 persone.

La delegazione sarà guidata dal presidente provinciale Marco Reggio, dal direttore Diego Furia e dal leader dei giovani astigiani e piemontesi Danilo Merlo. L’arrivo a Bologna di ogni delegazione è previsto in mattinata e il ritorno dal Villaggio Coldiretti è programmato per il pomeriggio. La partecipazione è gratuita e comprensiva di un buono degustazione per il pranzo. Per prenotare il posto in pullman si possono contattare gli uffici Coldiretti di zona.

Durante la tre giorni saranno presenti al Villaggio tutte le Federazioni Coldiretti d’Italia, sia provinciali che regionali, per il Piemonte ci saranno il presidente Roberto Moncalvo e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa. Con Danilo Merlo ci saranno numerosi giovani imprenditori piemontesi che, insieme a quelli provenienti dalle altre regioni, prenderanno parte al “Villaggio delle Idee” per lavorare a progetti d’innovazione che saranno presentati nella giornata conclusiva di domenica 29 settembre. 

“Ci saranno i prodotti di tutta Italia e anche una selezione dell’Astigiano al Villaggio Coldiretti di Bologna – sottolinea il direttore Diego Furia – dove trionferà l’essenza del vero made in Italy tra i banchi del grande mercato di Campagna Amica, offrendo la possibilità ai consumatori e ai turisti di assaporarne la loro unicità”.

“Portare nel cuore di Bologna, fulcro della food valley italiana, le eccellenze nostrane – evidenzia il presidente Marco Reggio – è una sfida per far conoscere il frutto del lavoro dei nostri imprenditori grazie ai quali possiamo vantare produzioni enogastronomiche conosciute in tutto il mondo e presidiare territori che altrimenti sarebbero andati distrutti, oltre a far vivere un’esperienza unica a chi verrà a visitare il Villaggio”.

#STOCOICONTADINI è anche l’unico posto al mondo dove per l’intero week end tutti potranno vivere per una volta l’esperienza da gourmet con il miglior cibo italiano al 100% a soli 5 euro per tutti i menu preparati dai cuochi contadini.

Non mancheranno aree dedicate alla solidarietà per aiutare le categorie più deboli, con i prodotti delle aziende terremotate di Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo e quelli delle aziende di agricoltura sociale impegnate nel reinserimento socio lavorativo di soggetti disagiati, disabili o problematici, ma anche nell’educazione ambientale e nei servizi alle comunità locali. Un intero settore, infine, sarà dedicato alla pet therapy e al ruolo degli animali nella cura del disagio.

 

CUNEO: IN 700 DA CUNEO PER IL VILLAGGIO COLDIRETTI A BOLOGNA

Da venerdì 27 a domenica 29 settembre 

Dopo l’ultima tappa milanese, da venerdì 27 a domenica 29 settembre il Villaggio Coldiretti conquisterà Bologna, portando in città la grande bellezza delle campagne italiane, cuneesi comprese.

Tra Piazza dell’Otto Agosto, Parco della Montagnola e Piazza XX Settembre, sarà un lungo weekend di scoperte, divertimento e riflessione, per dire #StoCoiContadini e conoscere da vicino il lavoro, le produzioni e le ricette della tradizione agroalimentare Made in Italy.

Nel corso delle tre giornate Coldiretti Cuneo sarà al Villaggio di Bologna con 700 imprenditori agricoli da ogni angolo della Granda. Non mancheranno i giovani imprenditori cuneesi che, insieme ai colleghi dal resto d’Italia, parteciperanno al “Villaggio delle Idee” per lavorare a progetti d’innovazione, in collaborazione con l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo.

Una rappresentanza cuneese prenderà parte anche al più grande mercato Campagna Amica a Km zero, con aziende agricole da ogni parte dello Stivale.

“Portare nel cuore di Bologna, fulcro della food valley italiana, le eccellenze della nostra agricoltura e del vero cibo Made in Italy, con un gustoso assaggio delle produzioni cuneesi, è una sfida per far conoscere a consumatori e turisti il frutto del lavoro dei nostri imprenditori grazie ai quali possiamo vantare eccellenze enogastronomiche conosciute in tutto il mondo e presidiare territori che altrimenti sarebbero andati distrutti, oltre a far vivere un’esperienza unica a chi verrà a visitare il Villaggio” dichiara Roberto Moncalvo, Delegato Confederale di Coldiretti Cuneo.

Saranno tre giorni fitti di attività, fra showcooking con gli Agrichef, degustazioni, fattorie didattiche, laboratori ed esperienze sull’educazione alimentare e sulla sostenibilità, pet therapy, agriasilo per i più piccoli e una vera Arca di Noè in cui scoprire da vicino la biodiversità che anima le campagne italiane, con piante e animali – salvati dall’estinzione grazie al lavoro di produttori agricoli e allevatori – messi a rischio dai cambiamenti climatici e dall’invasione di insetti alieni.

Al Villaggio Coldiretti, infine, tutti potranno vivere l’esperienza da gourmet con il miglior cibo italiano al 100% a soli 5 euro per tutti i menu preparati dai cuochi contadini.

 

REGGIO EMILIA: ALLE ORIGINI DEL MADE IN ITALY AL VILLAGGIO COLDIRETTI

Da venerdì 27 a domenica 29 settembre 

Per la prima volta si torna alle origini per scoprire le ragioni del successo del Made in Italy con il Villaggio della Coldiretti dove vivere autenticamente un giorno da contadino tra le aziende agricole ed i loro prodotti, sui trattori, a tavola con gli agrichef, in sella ad asini e cavalli, nella stalla con mucche, pecore, capre, maiali, conigli e galline, o nelle fattorie didattiche e negli agriasili dove i bambini possono imparare a impastare il pane o a fare l’orto. Per l’appuntamento è stata scelta Bologna, nel cuore nella food valley italiana, dove si realizza oltre un terzo della produzione agricola nazionale e nascono le eccellenze del Made in italy alimentare che conquistano il mondo.

 Nel centro città da Piazza dell’Otto Agosto al Parco della Montagnola fino a Piazza XX Settembre, accorreranno decine di migliaia di agricoltori dalle diverse regioni, assieme al presidente di Coldiretti Ettore Prandini, a partire dalle ore 9,00 di Venerdì 27 settembre, per far conoscere il lavoro, le produzioni e le ricette della tradizione nazionale. Alla giornata inaugurale saranno presenti, tra gli altri, il Ministro delle Politiche agricole Teresa Bellanova e il Governatore della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini.

Nei tre giorni della manifestazione si alterneranno esponenti istituzionali, rappresentanti della società civile, studiosi, sportivi e artisti che discuteranno su esclusivi studi e ricerche elaborate per l’occasione dalla Coldiretti sui temi dell’alimentazione, del turismo dell’ambiente, della scuola e della salute, ma non mancheranno spettacoli di animazione e concerti.

Ci sarà una vera e propria Arca di Noè dove scoprire le piante e gli animali della fattoria italiana messi a rischio dai cambiamenti climatici e dall’invasione degli insetti alieni che saranno mostrati per la prima volta.

Per la prima volta si potrà andare a scuola dagli agrichef per imparare a cucinare i piatti della nonna e le ricette salvaclima usando i veri ingredienti Made in Italy, degustare olio extravergine, vini e birra agricola nell’Oil&wine bar del Villaggio, o seguire le lezioni di agrocosmesi con i trucchi di bellezza della nonna.

Spazio al più grande mercato a chilometri zero con Campagna Amica dove acquistare direttamente dagli agricoltori provenienti da tutta Italia esclusivi souvenir del gusto per se stessi o da regalare agli altri. Saranno presenti aree dedicate alla solidarietà per aiutare le categorie più deboli, con i prodotti delle aziende terremotate di Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo e quelli prodotti dalle aziende di agricoltura sociale impegnate nel reinserimento socio lavorativo di soggetti disagiati, disabili o problematici, nell’educazione ambientale e nei servizi alle comunità locali.

#STOCOICONTADINI è anche l’unico posto al mondo dove per l’intero week end tutti potranno vivere per una volta l’ esperienza da gourmet con il miglior cibo italiano al 100% a soli 5 euro per tutti i menu preparati dai cuochi contadini che hanno conservato i sapori antichi del passato, dal risotto Carnaroli al Lambrusco Igt o Arborio alla zucca emiliana ai tortellini in crema di parmigiano reggiano, dalla pasta di grano italiano all’amatriciana alle casarecce funghi e salsiccia, dalla carne servita nelle bracerie ai galletti fritti, ma sarà possibile gustare i più pregiati salumi e formaggi italiani a denominazione di origine (Dop). Una occasione unica anche per assaggiare nei diversi gusti la pizza autenticamente tricolore, dalla farina all’olio, dal pomodoro alla mozzarella, lo street food green dal cartoccio di pesce di mare, come alici e gamberi, allo gnocco fritto e alla tigella, dai dolci come il gelato al latte d’asina o allo sciroppo di rosa e pesca e la torta di riso fino alle arachidi tutte italiane tostate a legna e al raviggiolo col miele.

Un intero settore è dedicato alla pet therapy e al ruolo degli animali nella cura del disagio. Ma al Villaggio ci saranno anche gli orti con i tutor e il Villaggio delle idee con i giovani imprenditori agricoli fa fanno innovazione nel Paese.

Per tutte e tre le giornate verranno organizzati pullman da Reggio Emilia e provincia per Bologna. Informazioni nelle sedi di Coldiretti Reggio Emilia.

 

TORINO: CENTINAIA GLI AGRICOLTORI IN PARTENZA DA TORINO AL VILLAGGIO COLDIRETTI

Da venerdì 27 a domenica 29 settembre 

Agrichef, mercato km0, street food, agriasilo, fattoria degli animali, pet terapy, cosmetica green, tutor dell’orto, wine, beer & oil bar: si torna alle origini per scoprire le ragioni del successo del Made in Italy con il Villaggio Coldiretti in programma a Bologna, dal 27 al 29 settembre 2019. L’appuntamento è, a partire dalle ore 9, di venerdì 27 settembre 2019, per far conoscere il lavoro, le produzioni e le ricette della tradizione nazionale. Tre giorni in cui le attività saranno molteplici: dagli showcooking con agrichef alle fattorie didattiche e agriasili fino all’Arca di Noè, dove scoprire le piante e gli animali salvati dall’estinzione, grazie al lavoro di generazioni, messi a rischio dai cambiamenti climatici e dall’invasione degli insetti alieni.

Gli agricoltori di Coldiretti Torino saranno al Villaggio nella pattuglia dei duemila, attesi nei tre giorni con tutte le altre Federazioni provinciali, insieme al presidente regionale Roberto Moncalvo e al delegato confederale Bruno Rivarossa. Numerosi i giovani imprenditori piemontesi che, insieme a quelli provenienti dal resto d’Italia, prenderanno parte al Villaggio delle Idee per lavorare a progetti d’innovazione presentati nella giornata conclusiva di domenica 7 luglio. 

Fabrizio Galliati, presidente Coldiretti Torino e vice presidente Coldiretti Piemonte, spiega: «A partire dal riso e fino alle nocciole il Made in Piemonte trionferà tra i banchi del grande mercato di Campagna Amica offrendo la possibilità ai consumatori ed ai turisti di assaporare il meglio della nostra Regione. Portare nel cuore di Bologna, fulcro della food valley italiana, le eccellenze della nostra agricoltura e del vero cibo Made in Italy è una sfida per far conoscere il frutto del lavoro dei nostri imprenditori grazie ai quali possiamo vantare eccellenze enogastronomiche conosciute in tutto il mondo e presidiare territori che altrimenti sarebbero andati distrutti».

#STOCOICONTADINI è anche l’unico posto al mondo dove per l’intero week end tutti potranno vivere per una volta l’esperienza da gourmet con il miglior cibo italiano al 100 per cento a soli 5 euro per tutti i menù preparati dai cuochi contadini. Non mancheranno aree dedicate alla solidarietà per aiutare le categorie più deboli, con i prodotti delle aziende terremotate di Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo e quelli delle aziende di agricoltura sociale impegnate nel reinserimento socio lavorativo di soggetti disagiati, disabili o problematici, ma anche nell’educazione ambientale e nei servizi alle comunità locali. Un intero settore, infine, sarà dedicato alla pet therapy e al ruolo degli animali nella cura del disagio.

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