COMUNICATO STAMPA | Notizie dalle Federazioni

News La Forza del Territorio del 17 ottobre 2019

17 ottobre 2019
News La Forza del Territorio del 17 ottobre 2019

Primo piano

MILANO

CLIMA: L’ATTILA DELLE PIANTE E’ ARRIVATO A MONZA

L’avanzata della Popillia japonica non si ferma, avvistata in 115 comuni tra Milanese e Brianza 

Non si ferma l’avanzata della Popillia japonica: tra zone infestate e aree cuscinetto, salgono a 191 i comuni dell’area metropolitana milanese, della provincia di Monza e Brianza e del Lodigiano coinvolti nella lotta contro il coleottero giapponese che è arrivato anche nei quartieri più a ovest del capoluogo lombardo. E’ quanto emerge da un’elaborazione della Coldiretti di Milano, Lodi e Monza Brianza su dati regionali in occasione del summit sugli insetti alieni organizzato presso l’agriturismo Cascina Palazzo di Abbiategrasso (MI) per la tradizionale Fiera di ottobre.

La Popillia – spiega la Coldiretti interprovinciale – è in grado di attaccare 295 specie vegetali, tra cui il mais, la vite, il pomodoro, i meli e i fiori. E’ stata segnalata per la prima volta in Lombardia nel luglio 2014 lungo il Naviglio Vecchio a Turbigo (MI) e da allora il numero delle aree interessate è andato crescendo di anno in anno: se nel 2015 – continua la Coldiretti– erano 5 i comuni focolaio in tutta la regione, alla fine dello scorso luglio il loro numero è salito a 350, dei quali 94 nella sola area metropolitana e 22 nella provincia di Monza e Brianza. I comuni della zona cuscinetto, che confinano con le aree infestate e dove per precauzione si applicano le misure di contenimento, sono 226 in Lombardia, 29 nel Milanese, 29 in Brianza e 17 nella provincia di Lodi.

“Purtroppo – commenta Alessandro Rota, Presidente della Coldiretti di Milano, Lodi e Monza Brianza – negli ultimi anni abbiamo assistito a una vera e propria esplosione di specie straniere che si diffondono in Italia a causa dei cambiamenti climatici e alla globalizzazione degli scambi. Va cambiato radicalmente il sistema dei controlli dell’Unione Europea, con frontiere colabrodo che lasciano passare materiale vegetale infetto e parassiti vari, senza che siano applicate le cautele e le quarantene che devono invece superare i prodotti nazionali quando vengono esportati. Tanto più – conclude Rota – che da noi questi insetti nocivi non hanno nemmeno degli antagonisti naturali come invece accade nei loro Paesi d’origine”.

Tra la specie aliene che minacciano la biodiversità italiana c’è anche la cimice asiatica, che secondo una stima Coldiretti su dati Ispra ha causato 600 milioni di euro di danni al comparto agricolo in Italia. Si tratta di un insetto che arriva dalla Cina ed è particolarmente pericoloso per l’agricoltura perché prolifica con il deposito delle uova almeno due volte all`anno con 300-400 esemplari alla volta, che con le punture rovinano i frutti rendendoli inutilizzabili e compromettendo seriamente parte del raccolto. Si tratta di insetti polifagi che dove si sono diffusi hanno decimato i raccolti, distruggendo meli, peri, kiwi, ma anche peschi, ciliegi, albicocchi e piante da vivai. A livello nazionale – continua la Coldiretti – si attende urgentemente il via libera del Ministero dell’Ambiente che, sentiti il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e il Ministero della salute, deve emanare le linee guida per il via libera alla vespa samurai, nemica naturale della cimice, ma ci vorranno anni prima che la lotta sia efficace. E’ necessario colmare questo arco di tempo con sostegni adeguati per consentire alle aziende agricole di sopravvivere all’assedio del pericoloso insetto.

Dell’invasione aliena al convegno di Abbiategrasso hanno parlato, oltre ad Alessandro Rota, Presidente della Coldiretti di Milano, Lodi e Monza Brianza, anche Silvia Scurati, Consigliere regionale della Lombardia, e Beniamino Cavagna e Alessandro Bianchi del Servizio Fitosanitario di Regione Lombardia.

La Fiera di Abbiategrasso continuerà sabato 19 e domenica 20 ottobre, quando dalle ore 10 alle 12 – spiega la Coldiretti interprovinciale – una decina di produttori di Campagna Amica porterà nell’area del Castello il mercato contadino con le specialità agroalimentari a km zero: dai formaggi ai piccoli frutti, dal miele alle arachidi e alle farine. Dalle 15 alle 18, in entrambi i giorni, accanto al farmers’ market si terranno i laboratori didattici sugli antichi mestieri della cardatura della lana e della sgranatura del mais.

Sabato 19 ottobre, dalle ore 10.30 alle 13.00, nel cortile del quartiere fieristico di via Turati, il gruppo Coldiretti Donne Impresa Milano, Lodi e Monza presenterà il libro “Spunti antichi per donne moderne” con i consigli delle nonne su salute, bellezza e cura della casa e illustrerà il progetto di educazione alimentare per le scuole “Dal chicco di grano al pane”. Durante il week end alla Fiera di Abbiategrasso ci saranno poi un’esposizione di macchine agricole e la fattoria degli animali. Funzionerà anche un servizio di agribar con possibilità di assaggiare la vellutata di zucca oltre a pane e salame, mentre domenica 20 ottobre a mezzogiorno – conclude la Coldiretti di Milano, Lodi e Monza Brianza – è prevista una degustazione di polenta e gorgonzola.

 

Dal territorio

PUGLIA, BREXIT: NON SIA AGRICOLTURA A PAGARE; EXPORT REGIONALE +41,5% IN 5 ANNI

A pagare il conto della Brexit non deve essere l’agricoltura che è un settore chiave per vincere le nuove sfide che l’Unione deve affrontare, dai cambiamenti climatici all’immigrazione alla sicurezza. E’ quanto afferma Coldiretti Puglia, nel commentare positivamente l’accordo raggiunto sull’uscita ordinata della Gran Bretagna dall’Unione Europea. Un risultato che – sottolinea Coldiretti – evita il rischio dell’applicazione immediata delle regole WTO in caso di “hard Brexit” e quindi dell’arrivo di dazi e ostacoli amministrativi e doganali alle esportazioni Made in italy. 

Le esportazioni di prodotti agroalimentari dalla Puglia al Regno Unito sono aumentate del + 41,5 % negli ultimi 5 anni, aggiunge Coldiretti Puglia, un valore che rischia di essere pesantemente colpito dalle barriere tariffare e dalle difficoltà di sdoganamento che potrebbero nascere da una Brexit senza accordo.

“Su un valore totale di 139 milioni di prodotti agroalimentari pugliesi esportati, oltre il 70% dell’export riguarda l’ortofrutta, pari a 97,5 milioni di euro, mentre si assiste ad un calo del 31% negli ultimi 5 anni delle importazioni dal Regno Unito. Per sostenere crescita e nuove opportunità di lavoro occorre investire sulla competitività del Made in Italy a partire dall’agroalimentare che è un elemento di traino per l’intera economia in Italia e all’estero”, ha detto il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia.

I dazi per ora ‘bloccati’ – afferma Coldiretti Puglia – saranno gli stessi di quelli cui sono soggette le merci provenienti da paesi 3^ con cui l’UE non ha concluso accordi commerciali che sono in media del 44,8% per i prodotti lattiero-caseari, del 17,8% per la carne e dell’11,4% per il pesce, secondo l’elaborazione della Commissione UE.

“Parallelamente sui mercati ci troviamo ad arginare iniziative come quella dell’etichetta a semaforo inglese – ha concluso il presidente Muraglia – legata principalmente all’azione di 4 grandi multinazionali del cibo come Coca cola, Pepsi Co, Mars e Nestlè, colossi che dispongono di risorse e leve pubblicitarie e commerciali finalizzate ad influenzare i comportamenti e gli orientamenti all’acquisto del consumatore medio”.

Con l’accordo – continua Coldiretti – si creano le condizioni anche per il mantenimento della tutela giuridica dei prodotti a indicazioni geografica e di qualità (Dop/Igp), almeno fino alla fine del periodo transitorio, che incidono per circa il 30% sul totale dell’export agroalimentare Made in Italy e che, senza protezione europea, rischiavano di subire la concorrenza sleale dei prodotti di imitazione da Paesi extracomunitari. Nel prossimo quadro finanziario dell’Ue bisogna però evitare di indebolire l’agricoltura, che è l’unico settore realmente integrato dell’Unione, poiché ciò significherebbe minare – aggiunge Coldiretti – le fondamenta della stessa Ue in un momento particolarmente critico per il suo futuro. Il 90% dei cittadini europei secondo Eurobarometro – conclude la Coldiretti – sostiene infatti la politica agricola a livello comunitario per il ruolo determinante che essa svolge per l’ambiente, il territorio e salute.

MODENA, DAZI: SCURE SU RECORD MADE IN ITALY IN USA (+8,3%) 

La scure dei dazi si abbatte sul record storico per il Made in Italy negli Stati Uniti, che rappresentano il principale mercato di sbocco fuori dai confini europei, con un balzo del +8,3% nei primi otto mesi del 2019. E’ quanto emerge da un’analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi al commercio estero ad agosto, in occasione dell’entrata in vigore dei dazi Usa sui prodotti europei a partire dalle ore 00.01 (eastern time) del 18 ottobre secondo il Federal Register che ha pubblicato la black list definitiva dei prodotti Ue colpiti, decisa dalla Rappresentanza Usa per il commercio (Ustr) nell’ambito della disputa nel settore aereonautico che coinvolge l’americana Boeing e l’europea Airbus.

Sul mercato Usa – sottolinea la Coldiretti – il Made in Italy è cresciuto fino ad ora più del doppio rispetto al mercato mondiale dove la crescita è stata pari ad appena il 2,6% nei primi otto mesi.

Ad essere maggiormente interessati dai dazi sono peraltro i prodotti alimentari che fanno registrare in Usa un boom del 13% da gennaio ad agosto 2019 dopo aver messo a segno nel 2018 – sottolinea la Coldiretti – il record dell’export a 4,2 miliardi. Dal Parmigiano Reggiano al Grana Padano fino al Gorgonzola ma anche salumi, agrumi, succhi e liquori per un valore delle esportazioni di circa mezzo miliardo di euro saranno colpiti da dazi aggiuntivi del 25% che provocheranno il rincaro dei prezzi al consumo ed una preoccupante riduzione degli acquisti da parte dei cittadini e ristoratori statunitensi.

“E’ quindi importante l’apertura del presidente degli Stati Uniti Donald Trump all’Italia che rischia di essere ingiustamente punita dai dazi Usa per la disputa tra Boeing e Airbus che è essenzialmente un progetto francotedesco a cui si sono aggiunti Spagna e Gran Bretagna” afferma il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini nell’apprezzare l’intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che in Usa ha esortato a “trovare un metodo di confronto collaborativo per evitare uno scambio di provvedimenti ritorsivi tra le due parti”.

“In questo contesto è importante che la proposta della Coldiretti di attivare aiuti compensativi per azzerare l’effetto dei dazi americani su alcuni prodotti agroalimentari sia stata accolta dal Governo italiano e portata all’attenzione dell’Unione Europea” conclude Prandini nel sottolineare che “occorre rafforzare i programmi di promozione dei prodotti agricoli nei paesi terzi e concedere aiuti nazionali agli agricoltori che rischiano di subire gli effetti di una tempesta perfetta tra dazi Usa e Brexit, dopo aver subito fino ad ora una perdita di un miliardo di euro negli ultimi cinque anni a causa dell’embargo totale della Russia”.

EMILIA ROMAGNA, SCUOLA: COLDIRETTI, RIPARTE PROGETTO CORRETTA ALIMENTAZIONE 

Un percorso multidisciplinare di educazione alimentare e ambientale, di avvicinamento al mondo agricolo con il fine di educare gli studenti, futuri cittadini e consumatori, a corretti stili di vita per il loro stesso benessere e per quello dell’ambiente. È questo l’obiettivo dell’edizione 2019-2020 di Educazione alla Campagna Amica. A comunicarlo è Coldiretti Emilia Romagna che annuncia il via del nuovo progetto realizzato in collaborazione con Donne Impresa e Coldidattica Emilia Romagna, rivolto agli alunni della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo e secondo grado della regione.

Il progetto mira a educare gli studenti a corretti stili di vita per il loro stesso benessere e per quello dell’ambiente e coinvolgerà oltre 10.000 alunni. A ciascuna classe partecipante si richiederà di realizzare una ricerca approfondita sul tema proposto con il fine di realizzare un dipinto, una scultura, creazioni tessili o in carta pesta, video, tesine o progetti multimediali che rappresenti la sintesi delle riflessioni sul tema svolte durante l’anno.

“Il progetto è importante” ha dichiarato Luciana Pedroni, delegata regionale di Coldiretti Donne Impresa, “perché oltre diffondere un’adeguata conoscenza della stagionalità dei prodotti agricoli e della provenienza degli alimenti e favorire la conoscenza e la scelta di sani stili alimentari, mira a sensibilizzare i ragazzi su temi come il valore dell’acqua, il ruolo dell’agricoltura come custode del territorio e la necessità di evitare ogni forma di spreco alimentare. Ci aspettiamo la partecipazione di studenti e insegnanti, da sempre entusiasti del progetto, cresca ulteriormente sulla scia del grande successo del Villaggio Coldiretti in occasione del quale oltre 1000 bambini hanno partecipato ai nostri laboratori”.

MOLISE, PARCO DEL MATESE: BISOGNA TUTELARE AGRICOLTORI E DEGLI ALLEVATORI 

“La nascita del Parco nazionale del Matese non può prescindere dalla tutela degli agricoltori e degli allevatori”. Lo ha detto il direttore regionale della Coldiretti Molise, Aniello Ascolese, intervenendo al convegno “Parco Nazionale del Matese: Una questione ancora aperta”, svoltosi mercoledì 16 presso il centro commerciale Cotton Village a Piedimonte Matese (CE).

Organizzato da Coldiretti Campania e Coldiretti Caserta, l’incontro ha visto la partecipazione, fra gli altri, del vice Presidente nazionale di Coldiretti, Gennarino Masiello, del capo area Ambiente e Territorio di Coldiretti, Stefano Masini, dei direttori di Coldiretti Campania e Coldiretti Caserta, Salvatore Loffreda e Angelo Milo, oltre che del presidente nazionale di FareAmbiente, Vincenzo Pepe, del responsabile nazionale Aree protette e biodiversità di Legambiente, Antonio Nicoletti, oltre ad esponenti del mondo accademico legale ed amministrativo. Presenti in sala, insieme con numerosi studenti, anche molti sindaci e rappresentanti di Comunità Montane, nonché il presidente del Parco regionale del Matese.

“Nella fase in cui il Ministero dell’Ambiente sta lavorando alla stesura del Decreto di Istituzione del Parco nazionale del Matese, per definirne il perimetro e le norme di prima salvaguardia – ha osservato il direttore Ascolese – bisogna coinvolgere i Comuni e le popolazioni residenti per giungere alla stesura di norme il più possibile condivise. Questo – ha spiegato Ascolese – per evitare che le norme che verranno emanate non risultino in contrasto con le attività delle imprese agricole e zootecniche. Ciò potrebbe, infatti, comportare la messa in crisi del settore con conseguente chiusura delle attività produttive ad oggi operanti ed il conseguente spopolamento dei centri ricadenti nell’area del Parco”.

Coldiretti Molise avvierà una serie di azioni al fine di sensibilizzare le Istituzioni, le popolazioni e gli imprenditori ricadenti nell’area del Parco, per giungere ad una linea di pensiero condivisa per costruire un percorso condiviso da sottoporre al Ministero dell’Ambiente.

CUNEO, NOCCIOLE CUNEESI: PRODUZIONE A PICCO, COLDIRETTI CHIEDE STATO DI CRISI 

È crisi nera per la produzione cuneese di nocciole, che quest’anno registra un crollo del 40-50% rispetto allo scorso anno. L’intervento di Coldiretti, a tutela di un prodotto d’eccellenza dell’agricoltura Made in Cuneo e delle aziende corilicole, non si è fatto attendere con la richiesta alla Regione dello stato di crisi.

L’andamento climatico anomalo ha inciso pesantemente sulla resa produttiva nei noccioleti, che hanno patito i repentini abbassamenti di temperatura e le frequenti precipitazioni primaverili. A queste criticità si aggiunge la presenza massiccia della cimice asiatica.

Coldiretti stima per il 2019 una produzione complessiva di 45.000-60.000 quintali in Provincia di Cuneo ma, a fronte di una produzione in calo, non viene in alcun modo toccata la qualità delle nocciole cuneesi che, anche quest’anno, si confermano eccellenti.

Altrettanto non si può dire delle nocciole importate dalla Turchia, Paese che sta invadendo l’Unione europea con svariati prodotti che non vengono controllati adeguatamente mettendo a rischio la salute dei consumatori.

La Granda è particolarmente vocata alla produzione di nocciole tanto che qui, specialmente nelle Langhe, si concentra buona parte della produzione piemontese, metà della quale – 85.000 quintali in totale – certificata nella scorsa campagna con il riconoscimento IGP Nocciola Piemonte.

Quasi 5.000 aziende cuneesi coltivano nocciole su oltre 15.000 ettari, con un incremento delle superfici dedicate pari al 30% soltanto negli ultimi cinque anni.

“È fondamentale dare supporto alle aziende per affrontare questo momento di crisi del comparto. Per questo chiediamo alla Regione di intervenire, nel più breve tempo possibile, riconoscendo lo stato di crisi ed attivando tutte le misure necessarie a sostegno delle imprese che, grazie al loro costante lavoro, presidiano e custodiscono territori altrimenti lasciati all’abbandono e danno vita a produzioni di eccellenza, identificative del nostro territorio, anche oltre i confini nazionali” dichiara Roberto Moncalvo, Delegato Confederale di Coldiretti Cuneo.

VARESE, FAO: “16 MLD CIBO NEL BIDONE SPAZZATURA” “RICETTE RURALI” ANTISPRECO            

L’esperienza e i rimedi contadini per recuperare, in modo goloso, il “cibo buono” destinato a finire nella spazzatura. E’ il buon senso della cucina popolare e delle ricette che ottimizzano il recupero della dispensa la risposta al grave fenomeno dello spreco alimentare testimoniato dal rapporto sullo Stato dell’alimentazione e dell’agricoltura 2019 (Sofa) presentato dalla Fao, che ha aperto la Settimana mondiale dell’alimentazione.

Particolarmente rilevanti a livello nazionale sono gli sprechi domestici che – denuncia Coldiretti – rappresentano in valore ben il 54% del totale e sono superiori a quelli nella ristorazione (21%), nella distribuzione commerciale (15%), nell’agricoltura (8%) e nella trasformazione (2%).

“Non si tratta solo di un problema etico ma che determina anche – commenta il presidente di Coldiretti Varese Fernando Fiori – effetti sul piano economico ed anche ambientale per l’impatto negativo sul dispendio energetico e sullo smaltimento dei rifiuti”.

La crescente sensibilità sul tema nel Varesotto ha però portato oltre sette cittadini lariani su dieci (74%, secondo le nostre rilevazioni effettuate negli AgriMercati) a diminuire o annullare gli sprechi alimentari adottando nell’ultimo anno strategie che vanno dal ritorno in cucina degli avanzi ad una maggiore attenzione alla data di scadenza, ma anche la spesa a chilometri zero dal campo alla tavola con prodotti più freschi che durano di più.

Ma è proprio la “cucina del recupero” ad essere l’asso nella manica dei nostri consumatori: gli esempi non mancano, dalla frittata rognosa con la salsiccia (uno dei “piatti contadini” per eccellenza che si cucinava nei giorni immediatamente successivi alla macellazione del maiale) agli gnocchi di pane e al pancotto.

Con la carne macinata e gli avanzi dei salumi si può interpretare, invece, una delle ricette-simbolo della tradizione milanese e, più in generale, lombarda: si tratta dei mondeghili, le tradizionali polpette di carne, che le nostre nonne preparavano con pane secco, latte, biancostato, mortadella di fegato, uova, salsiccia e patate. Una curiosità: questa preparazione si diffonde in Lombardia sotto l’occupazione spagnola, come dimostra il nome derivato, appunto, dallo spagnolo albondeguito (e a sua volta dall’arabo al-bunduc!) che indica un consimile piatto tutt’oggi in voga nella penisola iberica.

Altrettanto “rurale” e “antispreco” il tortino di patate e cipolle. I formaggi contenuti nel frigo possono essere invece utilizzati per impreziosire le tradizionali polente. Ma anche il pan dorà (una vera “bistecca dei poveri” dei tempi passati) si prepara utilizzando il pane raffermo, reimpanato a guisa di una cotoletta. E non mancano, ovviamente, le torte di pane diffuse in particolare nelle zone d’altura. Scorrendo indietro nei secoli, troviamo uno dei più autorevoli esponente della storia della cucina lombarda e italiana, Bartolomeo Scappi, nativo di Dumenza, che già nel XVI secolo proponeva nei suoi ricettari molti esempi di cucina economica rurale, tra cui una “minestra di herbe”, frittelle di ricotta, cacio grasso e fiori di sambuco oltre a varie zuppe, ravioli e “torte” (salate) con i prodotti dell’orto.

PARMA, LA COLDIRETTI E LA SCUOLA: PROGETTO PER UNA CORRETTA ALIMENTAZIONE 

Un percorso multidisciplinare di educazione alimentare e ambientale, di avvicinamento al mondo agricolo con il fine di educare gli studenti, futuri cittadini e consumatori, a corretti stili di vita per il loro stesso benessere e per quello dell’ambiente. È questo l’obiettivo dell’edizione 2019-2020 di Educazione alla Campagna Amica. Un nuovo progetto con relativo concorso, realizzato in collaborazione con Donne Impresa e Coldidattica Emilia Romagna, che coinvolgerà gli alunni delle scuole di tutte le province della nostra regione. Coldiretti Parma ha già coinvolto il Provveditorato e inviato il progetto alle scuole materne, elementari, medie e superiori di Parma e Provincia. A ciascuna classe partecipante viene chiesto di realizzare un elaborato sul tema proposto, attraverso ricerche, disegni, plastici, video, tesine o progetti multimediali che rappresenti la sintesi delle riflessioni sul tema svolte durante l’anno. Alle scuole aderenti al concorso – informa Coldiretti– verranno distribuiti una dispensa con approfondimenti e spunti operativi per i lavori in classe. Al termine dell’anno scolastico – conclude Coldiretti Parma – saranno premiati, in una grande festa finale, i migliori elaborati prodotti dalle scuole sul tema assegnato e allestita una mostra ad hoc di tutti i lavori presentati. “Il progetto è importante – commenta Luciana Pedroni, responsabile regionale di Coldiretti Donne Impresa- perché oltre diffondere un’adeguata conoscenza della stagionalità dei prodotti agricoli e della provenienza degli alimenti e favorire la conoscenza e la scelta di sani stili alimentari, mira a sensibilizzare i ragazzi su temi come il valore dell’acqua, il ruolo dell’agricoltura come custode del territorio e la necessità di evitare ogni forma di spreco alimentare”.  “Confidiamo in una partecipazione numerosa delle scuole della nostra città e provincia – evidenzia Mara Pratissoli, responsabile Coldiretti Donne Impresa Parma – da sempre entusiaste del nostro progetto, e ci auguriamo di veder crescere ulteriormente il numero delle adesioni anche attraverso la collaborazione con nuovi istituti scolastici. Lo scopo è, infatti, quello di coinvolgere una platea sempre più ampia di alunni da accompagnare in un percorso educativo alla scoperta del nostro territorio con le sue produzioni tipiche e del ruolo fondamentale dell’agricoltura nella produzione di cibo e nel rispetto dell’ambiente”.

Le scuole interessate a partecipare possono iscriversi inviando alla Federazione provinciale Coldiretti di Parma (tel.0521/901411 – Email parma@coldiretti.it – Fax 0521/291674) la scheda di adesione entro il prossimo 29 novembre.

RAVENNA, CARNE ROMAGNOLA: SANA, GREEN, ETICAMENTE SOSTENIBILE 

Sana, green ed eticamente sostenibile. Tre buoni motivi per portare in tavola la carne romagnola e ravennate opponendosi, con scelte di acquisto consapevoli, alle intese commerciali con le quali l’Unione Europea favorisce l’importazione agevolata di prodotti agroalimentari ottenuti dallo sfruttamento del lavoro, anche minorile, o mediante l’utilizzo di sostanze da tempo vietate in italia e nella stessa Europa.

Tra i trattati di libero scambio approvati dall’UE, preoccupa e non poco quello siglato con i Paesi del mercato comune dell’America meridionale di cui fanno parte Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay (Mercosur). Proprio il Brasile, infatti, è reduce dal più grande scandalo mondiale sulla carne avariata e non a caso il manzo refrigerato e il pollame giunti dalla nazione verdeoro si sono classificati, per i casi di Escherichia Coli-Shigatoxin, nella top ten dei cibi più pericolosi per numero di allarmi alimentari che hanno fatto scattare in Italia in tutto il 2018 e, ancora, nel paese sudamericano, dall’inizio dell’anno sono stati approvati ulteriori 211 pesticidi, molti dei quali vietati in Europa.

Dato che 1 prodotto alimentare su 5 importato che arriva in Italia dall’estero non rispetta le normative in materia di tutela della salute e dell’ambiente o i diritti dei lavoratori vigenti nel nostro Paese – a partire da quella sul caporalato – dati sottolineati da Coldiretti in occasione dei vertice interministeriale sul caporalato con il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo, e del Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Teresa Bellanova, è necessario fare fronte comune per evitare importazioni che aggirando le norme previste in Italia non solo creano concorrenza sleale, penalizzando le nostre produzioni, ma pongono in pericolo anche la salute dei consumatori. A tale riguardo, a circa tre anni dall’approvazione della legge sul caporalato, l’esperienza dimostra che la necessaria repressione da sola non basta ed è invece necessario agire anche sulle leve economiche che spingono o tollerano lo sfruttamento, dalla lotta alle pratiche commerciali sleali fino alle agevolazioni concesse dall’Unione Europea alle importazioni low cost da Paesi a rischio. Le nocciole dalla Turchia, le cui importazioni sono cresciute del +18,4% in quantità nel 2018, arrivano da un Paese sul quale pende l’accusa di sfruttamento del lavoro delle minoranze curde ora assediate in Siria, ma il problema riguarda anche i fiori dalla Colombia dove è stato denunciato lo sfruttamento del lavoro femminile. A preoccupare, come detto, è anche l’accordo di libero scambio siglato con i Paesi del Mercosur. Se per l’Argentina sono segnalati preoccupanti casi di sfruttamento del lavoro nella produzione dell’uva, per il Brasile le ombre riguardano l’allevamento bovino e quello di polli.

 

EMILIA ROMAGNA, DAZI: COLDIRETTI, SCURE SU RECORD MADE IN E-R IN USA (+29,4%) 

La scure dei dazi si abbatte sul record per il Made in Emilia Romagna negli Stati Uniti, che rappresentano il principale mercato di sbocco fuori dai confini europei, con un balzo del +29,4% nel secondo trimestre del 2019 rispetto al 2018. È quanto emerge da un’analisi di Coldiretti regionale sulla base dei dati Istat relativi al commercio estero, in occasione dell’entrata in vigore dei dazi Usa sui prodotti europei a partire dalle ore 00.01 (eastern time) del 18 ottobre secondo il Federal Register che ha pubblicato la black list definitiva dei prodotti Ue colpiti, decisa dalla Rappresentanza Usa per il commercio (Ustr) nell’ambito della disputa nel settore aereonautico che coinvolge l’americana Boeing e l’europea Airbus.

Sul mercato Usa – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – il Made in Emilia Romagna è cresciuto fino a ora dai 106,8 milioni del secondo trimestre del 2018 ai 138,2 del 2019.

Ad essere maggiormente interessati dai dazi sono peraltro i prodotti alimentari che fanno registrare in Usa un boom del 13% da gennaio ad agosto 2019 dopo aver messo a segno nel 2018 – sottolinea la Coldiretti – il record dell’export a 4,2 miliardi. Primo fra tutti il Parmigiano Reggiano ma anche salumi, agrumi, succhi e liquori per un valore delle esportazioni di circa mezzo miliardo di euro saranno colpiti da dazi aggiuntivi del 25% che provocheranno il rincaro dei prezzi al consumo ed una preoccupante riduzione degli acquisti da parte dei cittadini e ristoratori statunitensi.

“È quindi importante l’apertura del presidente degli Stati Uniti Donald Trump all’Italia che rischia di essere ingiustamente punita dai dazi Usa per la disputa tra Boeing e Airbus che è essenzialmente un progetto francotedesco a cui si sono aggiunti Spagna e Gran Bretagna” afferma il Presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Nicola Bertinelli nell’apprezzare l’intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che in Usa ha esortato a “trovare un metodo di confronto collaborativo per evitare uno scambio di provvedimenti ritorsivi tra le due parti”.

“In questo contesto è importante che la proposta della Coldiretti di attivare aiuti compensativi per azzerare l’effetto dei dazi americani su alcuni prodotti agroalimentari sia stata accolta dal Governo italiano e portata all’attenzione dell’Unione Europea” conclude Bertinelli nel sottolineare che “occorre rafforzare i programmi di promozione dei prodotti agricoli nei paesi terzi e concedere aiuti nazionali agli agricoltori che rischiano di subire gli effetti di una tempesta perfetta tra dazi Usa e Brexit, dopo aver subito fino ad ora una perdita di un miliardo di euro negli ultimi cinque anni a causa dell’embargo totale della Russia”.

PIEMONTE, LA REGIONE ATTIVI STATO DI CRISI PER LE NOCCIOLE, -50%LA PRODUZIONE 

Gli sconvolgimenti climatici si sono fatti sentire sulle nocciole piemontesi che hanno patito, soprattutto, i repentini abbassamenti di temperatura e le frequenti precipitazioni primaverili. A queste criticità si aggiunge, ormai da diversi anni, la presenza della cimice asiatica. A pagarne le spese la produzione, in calo del 40-50% rispetto allo scorso anno.

“A fronte di una produzione in calo, non viene in alcun modo toccata la qualità delle nocciole piemontesi che, anche quest’anno, si confermano eccellenti e di cui possiamo garantire, appunto, l’origine. Cosa che non è possibile fare, invece, con quelle importate dalla Turchia che sta invadendo l’Unione Europea con svariarti prodotti che non vengono controllati adeguatamente mettendo a rischio la salute dei consumatori – spiegano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale -. La corilicoltura in Piemonte è in forte espansione, raggiungendo una superficie di 24 mila ettari e coinvolgendo di più di 8.100 aziende. Purtroppo tutte le zone vocate alla coltivazione di nocciole sono state colpite dagli effetti del meteo, anche se con entità diverse.  E’ fondamentale, quindi, dare supporto alle aziende per affrontare questo momento di crisi che sta vivendo il comparto. Per questo chiediamo alla Regione di intervenire, nel più breve tempo possibile, riconoscendo lo stato di crisi ed attivando tutte le misure necessarie a sostegno delle imprese che, grazie al loro costante lavoro, presidiano e custodiscono territori altrimenti lasciati all’abbandono e danno vita a produzioni di eccellenza, simbolo del Made in Piemonte anche oltre i confini nazionali”.

ALESSANDRIA, NOCCIOLE, STATO DI CRISI PER IL SETTORE. PRODUZIONE IN CALO DEL 50% 

Servono incentivi e atti concreti a favore del comparto corilicolo, un settore in forte espansione che riveste un’estrema importanza per l’economia della provincia alessandrina.

“Il 2019 ha visto un drammatico calo del ciclo produttivo della nocciola e la situazione contingente si sta ripercuotendo negativamente sull’intera filiera, dall’impresa agricola alle grandi aziende di trasformazione – ha affermato il presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco – Tutto ciò è stato principalmente causato dai cambiamenti climatici, che hanno determinato una scarsa impollinazione del nocciolo e, di conseguenza, scarse produzioni”.

Tale situazione ha pesantemente condizionato l’esito produttivo e qualitativo della campagna corilicola e, dalla prime e più ottimistiche stime, la produzione si attesterebbe in calo del 20–40 per cento.

Lo stesso fenomeno della cascola, che caratterizza la varietà Tonda Gentile Trilobata, mai si è verificata con un’intensità tale negli ultimi anni, variando da un 20% fino ad un 50-60% di prodotto.

“La cascola è da sempre una costante della coltivazione del noccioleto ma quest’anno le percentuali hanno raggiunto livelli davvero preoccupanti. – ha aggiunto il direttore Coldiretti Alessandria Roberto Rampazzo – Tutto questo senza dimenticare l’apprensione destata dalla cimice asiatica che sembra aver individuato nel nostro areale un luogo ottimale per svilupparsi manifestando la propria presenza in misura difforme ma consistente un po’ ovunque sul territorio provinciale. E’ molto difficile in questo momento fare una stima del quantitativo di nocciole che verranno raccolte, ma le previsioni sono preoccupanti”.

Alla luce di tale situazione Coldiretti chiede l’avvio delle procedure per ottenere il riconoscimento, da parte della Regione Piemonte, dello stato di crisi per il settore, attivando le misure di sostegno necessarie che possano, perlomeno, attenuare lo stato di sofferenza in cui versano gli operatori del comparto.

“Il 2019 verrà archiviato come l’anno nero della corilicoltura – concludono il Presidente Bianco e il direttore Rampazzo – e ad aumentare la preoccupazione si aggiunge da una parte la quantità di nocciole importate, soprattutto dalla Turchia, nel nostro Paese che fanno concorrenza a quelle del territorio e dall’altra la condizione di sostanziale schiavitù in cui vengono prodotte e raccolte”.

Lo sviluppo del settore passa attraverso accordi di filiera come quello stipulato da Coldiretti col gruppo dolciario Novi-Elah-Dufour di Novi Ligure, che coinvolge i produttori alessandrini e astigiani, vengono conferiti circa 10 mila quintali di nocciole, esempio virtuoso di un’agroindustria che ha come obiettivo la tutela del Made in Italy per lo sviluppo economico ed occupazionale del Paese, per mantenere e valorizzare la distintività delle produzioni d’eccellenza.   

BASILICATA: COLDIRETTI AL SINDACO POLICORO PER CARENZA STRUTTURE ACCOGLIENZA

E’ ormai “persistente la mancanza di personale da impiegare nelle attività agricole della fascia jonica, anche quale conseguenza di complessi processi burocratici per l’assunzione di personale extra-comunitario nonché, in particolar modo, della mancanza di adeguate strutture per l’accoglienza”. E’ il disagio evidenziato in una lettera al sindaco di Policoro, dal presidente della locale sezione della Coldiretti, Vincenzo Padula, a seguito delle segnalazioni degli iscritti e di numerosi imprenditori dell’area.  “Il settore agricolo, che rappresenta una ricchezza per il Paese affermandosi come settore di maggior sviluppo nel Sud Italia – scrive Padula –  deve fare i conti con questa carenza strutturale di manovalanza. La stessa coltivazione della fragola, fiore all’occhiello del metapontino, rischia un freno economico per via di tale fenomeno. Io stesso, in qualità di imprenditore, non posso che avvalorare l’esigenze che mi sono state manifestate. Mio malgrado devo dar atto che oramai è impossibile trovare personale comunitario ed i freni all’ospitalità ci costringono ad una sempre più drastica riduzione della produzione. Al contempo, il personale assunto, oramai specializzatosi per le nostre finalità rappresenta un valore aggiunto per produrre ricchezza nel nostro territorio. Per tali motivi le chiedo un incontro con cortese sollecitudine,- conclude Padula –  per approfondire insieme la possibilità di dare ospitalità in locali idonei a disposizione dell’Amministrazione, assicurando dignità umana e igiene”.

REGGIO EMILIA, SICUREZZA SUL LAVORO: VINTO RICORSO CONTRO INAIL 

Un’azienda agricola reggiana ha vinto il ricorso presentato nei confronti dell’Inail in merito alla domanda sull’avviso pubblico ISI 2014 che finanzia progetti di miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Lo rende noto Coldiretti Reggio Emilia nell’esprimere soddisfazione per il buon esito dell’azione legale che riconosce all’azienda agricola, assistita dall’avv. Elisa Ghetti del foro di Bologna, il diritto a ricevere il contributo di euro 95.924,00 oltre le spese legali. 

L’azienda, già assegnataria del contributo, veniva in un secondo momento esclusa, ritenendo Inail, in modo erroneo, insufficiente, la documentazione presentata in fase di rendicontazione. Immediato il ricorso al Giudice ordinario.

L’ordinanza del Tribunale di Bologna “annulla e dichiara inefficace il provvedimento di esclusione della ricorrente dal finanziamento” e condanna l’Inail al pagamento dell’intero contributo, permettendo così all’azienda di intervenire sul miglioramento continuo del livello generale di sicurezza sul lavoro. 

 

CALABRIA, GASOLIO AGRICOLO: DECRETO LACUNOSO DEL DIRETTORE GENERALE 

In questa fase cruciale dell’annata agraria (per lo più di semina e raccolta), l’attesissimo decreto autorizzativo delle assegnazioni delle maggiorazioni del gasolio agricolo, più volte sollecitato da Coldiretti, lascia ancora vuoti i serbatoi di oltre tremila agricoltori della Calabria, rimasti da mesi senza gasolio ed obbligati ad acquistarlo a prezzo pieno. Coldiretti, ritorna in modo dettagliato sulla questione gasolio e continua: Il Dirigente Generale probabilmente distratto da altre attività propagandistiche, non ha ancora “realizzato” le gravi conseguenze causate dai frammentari provvedimenti (ben 4), incompleti ed iniqui emessi a partire dal 20 agosto scorso, risultati inefficaci per la drammatica emergenza gasolio, determinata dall’andamento climatico e ancora in pieno emergenza nelle campagne calabresi. Il Dirigente Generale ignora non solo i diritti soggettivi, ma anche gli interessi legittimi e preferisce, con perseveranza, mantenere la linea del diniego. Mai nella storia della Regione, una gestione così rigida del Dipartimento Agricoltura dove l’assenza di una guida politica autorevole ha concentrato nelle mani di un unico soggetto l’attività politica e quella amministrativa, scegliendo con atti cosa fare e come applicarli, ignorando le giuste istanze delle imprese agricole supportate da norme nazionali chiare, imparziali e prive di discrezionalità interpretativa. Il livello di attenzione al problema delle aziende, rimaste da mesi senza gasolio, è dimostrata dal “finto decreto”, quale 4° provvedimento, assunto il 10 ottobre u.s. – dopo oltre 15 giorni di riflessioni (per gli agricoltori sono tanti) – non condiviso con le Rappresentanze Agricole e, reso noto, solo con la pubblicazione sul BURC (15 ottobre).  La struttura regionale avrebbe il dovere di adottare provvedimenti corretti ed imparziali con tanto di note esplicative, al fine di assicurare corretta applicazione e nessuna discrezionalità interpretativa. Ma, c’è dell’altro! Il provvedimento modifica soltanto il “vestito” dell’atto amministrativo, visto che recepisce precedenti note del dirigente (si trasforma da lettere a decreto) e, nella sostanza, lascia tutte le contraddizioni e le incoerenze, allarga la confusione ed espone gli agricoltori al rischio di gravi addebiti penali. Il problema è molto semplice!  Il Dirigente Generale nel decreto ammette (finalmente!) di aver dimenticato la provincia di Reggio Calabria nelle precedenti “lettere autorizzative” e, per la quarta volta, autorizza le maggiorazioni per le sole operazioni agrarie che hanno già causato il maggior consumo di carburante e l’esaurimento della dotazione. In sostanza rinnova l’autorizzazione ad assegnare altro carburante per continuare ad irrigare non solo le colture irrigue ma anche le colture non irrigue, escludendo tutte le operazioni agrarie da eseguire diverse dall’irrigazione quali aratura, raccolta delle produzioni, fresature ecc., tipiche di questa fase dell’anno. Un provvedimento, quindi, non condivisibile,  – afferma Coldiretti – incoerente rispetto al bisogno reale e alle norme nazionali e addirittura in contraddizione con le norme regionali adottate dallo stesso Dipartimento Agricoltura il 31 gennaio 2017 ((D.D.G. n.743) dove al  capitolo 7 è  disposto che: “i supplementi in caso di eventi eccezionali (calamità, siccità ecc.) possono essere concessi limitatamente a quelle lavorazioni e attività ancora ammissibili nel corso dell’anno che possono essere svolte successivamente alla presentazione della relativa domanda protocollata. Le assegnazioni suppletive potranno essere effettuate solo se gli utenti UMA dimostrino e dichiarano che il carburante già assegnato è stato consumato, per sopperire alle esigenze dovute agli eventi climatici”. Ancora una volta – conclude Coldiretti –  si conferma l’atteggiamento “distratto” e “omissivo” di un Dipartimento Agricoltura impegnato molto nelle contabilità fatte con il pallottoliere e sordo rispetto alle istanze, ormai urlate, degli agricoltori calabresi.

COMO-LECCO, FAO: “16 MLD DI CIBO BIDONE SPAZZATURA” “RICETTE RURALI” VS SPRECO      

L’esperienza e i rimedi contadini per recuperare, in modo goloso, il “cibo buono” destinato a finire nella spazzatura. E’ il buon senso della cucina popolare e delle ricette che ottimizzano il recupero della dispensa la risposta al grave fenomeno dello spreco alimentare testimoniato dal rapporto sullo Stato dell’alimentazione e dell’agricoltura 2019 (Sofa) presentato dalla Fao, che ha aperto la Settimana mondiale dell’alimentazione.

Particolarmente rilevanti a livello nazionale sono gli sprechi domestici che – denuncia Coldiretti – rappresentano in valore ben il 54% del totale e sono superiori a quelli nella ristorazione (21%), nella distribuzione commerciale (15%), nell’agricoltura (8%) e nella trasformazione (2%).

“Non si tratta solo di un problema etico ma che determina anche – commenta il presidente di Coldiretti Como Lecco Fortunato Trezzi – effetti sul piano economico ed anche ambientale per l’impatto negativo sul dispendio energetico e sullo smaltimento dei rifiuti”.

La crescente sensibilità sul tema nelle nostre province di Como e Lecco ha però portato oltre sette cittadini lariani su dieci (74%, secondo le nostre rilevazioni effettuate negli AgriMercati) a diminuire o annullare gli sprechi alimentari adottando nell’ultimo anno strategie che vanno dal ritorno in cucina degli avanzi ad una maggiore attenzione alla data di scadenza, ma anche la spesa a chilometri zero dal campo alla tavola con prodotti più freschi che durano di più.

Ma è proprio la “cucina del recupero” ad essere l’asso nella manica dei nostri consumatori: gli esempi non mancano, dalla  frittata rognosa con la salsiccia (uno dei “piatti contadini” per eccellenza “che si cucinava nei giorni immediatamente successivi alla macellazione del maiale” come sottolinea l’Agrichef di Campagna Amica Giulia Di Scanno) agli gnocchi di pane e strangolapreti: altro piatto storico, quest’ultimo la cui ricetta compare nel 1842 nel libro “La cucina degli stomachi deboli” di Angelo Dubini, medico milanese che si ritirò a vivere a Lecco al termine della sua carriera. Il nome, va da sé, è curioso: gli strangolapreti, come si intuisce, hanno un fondo di ironia nei confronti del clero.

Con la carne macinata e gli avanzi dei salumi si può interpretare, invece, una delle ricette-simbolo della tradizione milanese e, più in generale, lombarda: si tratta dei mondeghili, le tradizionali polpette di carne, che le nostre nonne preparavano con pane secco, latte, biancostato, mortadella di fegato, uova, salsiccia e patate. Una curiosità: questa preparazione si diffonde in Lombardia sotto l’occupazione spagnola, come dimostra il nome derivato, appunto, dallo spagnolo albondeguito (e a sua volta dall’arabo al-bunduc!) che indica un consimile piatto tutt’oggi in voga nella penisola iberica.

Altrettanto “rurale” e “antispreco” il tortino di patate e cipolle, che valorizza due produzioni identitarie per il territorio lariano: la patata bianca comasca e la cipolla di Brunate, ma anche il burro di fattoria, il Taleggio Dop e l’olio extravergine che si produce lungo le coste del lago di Como. Pare ne andasse matto Alessandro Volta, che curava personalmente le sue coltivazioni di patate a Camnago. I formaggi contenuti nel frigo possono essere utilizzati per preparare la tradizionale polenta uncia (che risulta straordinaria utilizzando Taleggio, Bitto o Semuda). Ma anche la miascia si prepara utilizzando il pane raffermo, così come le torte di pane diffuse nell’area montana. Scorrendo indietro nei secoli, troviamo il più autorevole esponente della storia della cucina lariana, il Maestro Martino da Como, che già nel XV secolo proponeva nei suoi ricettari molti esempi di cucina economica rurale, tra cui le “frictele de fior di sambuco” una “minestra di herbette”, giungendo persino a proporre una delle prime ricetta con il riso (che, a quel tempo, iniziava la sua diffusione nell’area tra Milano e Pavia anche grazie al coevo Leonardo Da Vinci): anche questo piatto è in forma di “frittelle” e si tratta di una sorta di “arancini” ante litteram.

 

PARMA, DAZI: COLDIRETTI, SCURE SU RECORD MADE IN E-R IN USA (+29,4%) 

La scure dei dazi si abbatte sul record per il Made in Emilia Romagna negli Stati Uniti, che rappresentano il principale mercato di sbocco fuori dai confini europei, con un balzo del +29,4% nel secondo trimestre del 2019 rispetto al 2018. È quanto emerge da un’analisi di Coldiretti regionale sulla base dei dati Istat relativi al commercio estero, in occasione dell’entrata in vigore dei dazi Usa sui prodotti europei a partire dalle ore 00.01 (eastern time) del 18 ottobre secondo il Federal Register che ha pubblicato la black list definitiva dei prodotti Ue colpiti, decisa dalla Rappresentanza Usa per il commercio (Ustr) nell’ambito della disputa nel settore aereonautico che coinvolge l’americana Boeing e l’europea Airbus.

Sul mercato Usa – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – il Made in Emilia Romagna è cresciuto fino a ora dai 106,8 milioni del secondo trimestre del 2018 ai 138,2 del 2019.

Ad essere maggiormente interessati dai dazi sono peraltro i prodotti alimentari che fanno registrare in Usa un boom del 13% da gennaio ad agosto 2019 dopo aver messo a segno nel 2018 – sottolinea la Coldiretti – il record dell’export a 4,2 miliardi. Primo fra tutti il Parmigiano Reggiano ma anche salumi, agrumi, succhi e liquori per un valore delle esportazioni di circa mezzo miliardo di euro saranno colpiti da dazi aggiuntivi del 25% che provocheranno il rincaro dei prezzi al consumo ed una preoccupante riduzione degli acquisti da parte dei cittadini e ristoratori statunitensi.

“È quindi importante l’apertura del presidente degli Stati Uniti Donald Trump all’Italia che rischia di essere ingiustamente punita dai dazi Usa per la disputa tra Boeing e Airbus che è essenzialmente un progetto francotedesco a cui si sono aggiunti Spagna e Gran Bretagna” afferma il Presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Nicola Bertinelli nell’apprezzare l’intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che in Usa ha esortato a “trovare un metodo di confronto collaborativo per evitare uno scambio di provvedimenti ritorsivi tra le due parti”.

“In questo contesto è importante che la proposta della Coldiretti di attivare aiuti compensativi per azzerare l’effetto dei dazi americani su alcuni prodotti agroalimentari sia stata accolta dal Governo italiano e portata all’attenzione dell’Unione Europea” conclude Bertinelli nel sottolineare che “occorre rafforzare i programmi di promozione dei prodotti agricoli nei paesi terzi e concedere aiuti nazionali agli agricoltori che rischiano di subire gli effetti di una tempesta perfetta tra dazi Usa e Brexit, dopo aver subito fino ad ora una perdita di un miliardo di euro negli ultimi cinque anni a causa dell’embargo totale della Russia”.

VERCELLI –BIELLA: OTTIMO RISULTATO ATTIVITÀ CONTROLLO PROLIFERAZIONE CINGHIALE 

La Provincia di Biella, con una nota diramata in settimana, ha ripristinato l’attività di controllo della proliferazione del cinghiale, attività che solitamente in periodo di caccia viene sospesa. “Siamo molto soddisfatti del fatto che la Provincia di Biella abbia accolto le istanze degli agricoltori riconoscendo la gravità della situazione: i cinghiali nelle nostre campagne, spesso incrociati con i suini, hanno purtroppo avuto una proliferazione enorme e non solo continuano a causare ingenti danni alle colture ma sono anche un pericolo per i cittadini” – spiega Roberto Mercandino, vicepresidente di Coldiretti Vercelli – Biella. “Essendo in sovrannumero e molto prolifici, alterano anche l’equilibrio dell’ecosistema rispetto agli altri animali selvatici. Ora, dopo questa delibera, sarà possibile proseguire l’attività di controllo anche attraverso i “tutor”, cioè agricoltori che si sono formati e che hanno adeguata licenza di caccia, che possono intervenire tempestivamente nei fondi. Questa attività in periodo di caccia normalmente viene sospesa ma la Provincia ha saputo ascoltare le segnalazioni che abbiamo portato avanti per evidenziare l’eccezionalità della situazione. Come Coldiretti Vercelli – Biella non possiamo che reputarla una prima vittoria ed una importante apertura, per la quale ringraziamo le autorità e auspichiamo che possa essere uno stimolo anche alle province limitrofe di Vercelli e Novara per poter cominciare a limitare la diffusione incontrollata di questi animali”.

 

Appuntamenti

 

ABRUZZO, NEL FUCINO NON SOLO ORTAGGI, NUOVE OPPORTUNITA’ CON IL GRANO TENERO

Venerdì 18 ottobre 

“La filiera del grano tenero nel Fucino” è il titolo dell’incontro previsto domani 18 ottobre alle ore 17.00 ad Avezzano, nella sede del Consorzio Agrario in via Nuova  97, per fare il punto sulle prospettive di mercato del frumento tenero e sulle opportunità di produzione in una zona che è tradizionalmente associata alla coltivazione degli ortaggi ma che potrebbe dare un impulso importante alla filiera cerealicola italiana offrendo nuove opportunità a vantaggio delle aziende agricole del Fucino e dell’intero comprensorio.

All’iniziativa, promossa dal Consorzio agrario del Centro Sud in collaborazione con Coldiretti L’Aquila, saranno presenti il presidente di Coldiretti L’Aquila Angelo Giommo e il direttore Domenico Roselli oltre ai responsabili dell’ente consortile nelle persone del presidente Domenico Pasetti, del direttore Fabio Colonna e del responsabile commerciale Giacomo Di Pietro.

Gli obiettivi dell’incontro sono diversi: offrire nuove opportunità per le aziende agricole aderenti alla filiera tra cui la certezza del ritiro e del conferimento dei cereali e un prezzo di vendita definito; favorire la gestione autonoma da parte delle aziende delle rotazioni colturali nonché interventi agronomici più sostenibili per l’ambiente; promuovere una maggiore attenzione del consumatore all’acquisto di prodotti nazionali trasformati; incentivare la produzione cerealicola italiana attualmente insufficiente a soddisfare il fabbisogno interno.

Un modo per creare, quindi, grazie alla sinergia tra Consorzio agrario e Coldiretti, nel solco tracciato a livello nazionale, una filiera del grano anche nel Fucino in linea con le nuove esigenze di imprese e consumatori.

“Una importante occasione per i soci e per quanti vorranno aderire – dice Angelo Giommo, Presidente di Coldiretti L’Aquila – nel corso dell’incontro approfondiremo i vantaggi, agronomici e ed economici, della creazione di una filiera cerealicola in una zona che, seppur vocata tradizionalmente alla produzione di ortaggi, potrebbe avere ora ulteriori nuove opportunità di sviluppo”. Soddisfatto anche il direttore generale del Consorzio Agrario Centro Sud, Fabio Colonna, per il quale “una filiera attenta e strutturata, con prodotti agricoli di qualità della nostra terra, con regole certe e trasparenti, valorizza il vero made in italy e remunera in un modo equo tutti gli attori della filiera compreso il consumatore”. 

SARDEGNA: NUORO OGLIASTRA, SPORT E BUONA ALIMENTAZIONE A KM0

Sabato 19 ottobre 

Sabato 19 ottobre Coldiretti Nuoro Ogliastra assieme a diverse aziende di Campagna Amica, parteciperà all’evento Ogliastra Nuoto, che si tiene in questo fine settimana nelle splendide acque ogliastrine.  Sport e buona alimentazione rappresentano il connubio indispensabile per raggiungere il benessere fisico. Per questo motivo è necessario promuovere l’attività sportiva, specialmente se questa viene svolta in un territorio famoso per essere Blue Zone, ad alta densità di centenari, dove è proprio l’alimentazione un elemento che contribuisce a tenere alti i numeri. Nel prossimo fine settimana, l’Ogliastra ospiterà un evento sportivo di livello, e Coldiretti Nuoro Ogliastra, con le aziende di Campagna amica non poteva di certo mancare per promuovere il cibo buono e a km 0. Sabato 19 ottobre a Cardedu all’Hotel Corte Bianca saranno dunque presenti le aziende: Caseificio di Davide Chiai di Barisardo con il “Casu ascedu” e la Società Agricola Pranu Tuvara dei Fratelli Mulas di Cardedu con i loro Vini “Fudora”. Lo scopo è quello di promuovere uno stile di vita corretto e una alimentazione sana. Dove gli stili di vita personali e collettivi siano in grado di incidere positivamente sull’ambiente e le sue risorse mettendo in essere azioni sinergiche che abbiano il presupposto della sostenibilità economica della dieta, la diffusione tra le persone di informazioni nutrizionali corrette e con il recupero della antica cultura culinaria.  

“Una iniziativa – commenta Alessandro Serra Direttore della Coldiretti Nuoro Ogliastra – che abbiamo   sostenuto e che dimostra come la tutela e lo sviluppo di un territorio possa trovare la sua strada attraverso i prodotti locali e lo sport”.

Dello stesso avviso il Presidente Coldiretti Nuoro Ogliastra Leonardo Salis, per il quale “si pone in essere un’ulteriore iniziativa per consolidare una già forte alleanza tra le potenzialità del territorio per lo svolgimento di attività sportiva ed eventi collegati, e la grande tradizione enogastronomica valorizzata attraverso i nostri produttori”.

PIACENZA, ALPACA SHOW NEL WEEK-END A PIACENZA EXPO

Sabato 19 e domenica 20 ottobre 

Piacenza si prepara ad ospitare l’International Alpaca show. L’appuntamento è fissato per il 19 e il 20 ottobre nell’ambito del Petsfestival in programma come ogni anno a Piacenza Expo. Un evento che richiamerà allevatori e appassionati dei camelidi dall’Italia e dall’estero, per assistere al fitto programma delle due giornate che prevede in particolare la mostra degli alpaca e della fibra e la sfilata con prodotti realizzati al 100% con la lana di alpaca. Giudice di gara per la due giorni sarà l’inglese Barbara Hetherington e i visitatori potranno scoprire e ammirare anche le attrezzature necessarie all’allevamento di questi animali. La manifestazione, con il patrocinio di Coldiretti e Campagna Amica di Piacenza, nasce sotto la regia della SIA, Società Italiana Alpaca, che vede alla vicepresidenza la giovane allevatrice piacentina Gloria Merli, che a Ziano oggi alleva dodici alpaca, di cui tre nati nel suo allevamento nelle ultime settimane. Gloria, dopo gli studi di architettura, si è lanciata con coraggio e non senza grossi sacrifici in quest’avventura insieme alla madre Giuseppina Penna (che già gestiva un’azienda agricola dedita ai vigneti, grande vocazione della zona).

“Allevare alpaca è un’attività indubbiamente innovativa – commenta Gloria, che è anche viceresponsabile provinciale di Coldiretti Donne impresa– ma si sposa molto bene anche con la tradizione, perché la lana dei miei animali viene lavorata a mano richiamando le arti antiche. Da questa si ricavano indumenti ed accessori, incredibilmente soffici e soprattutto anallergici, in quanto la pregiata lana di alpaca è priva di lanolina”.

L’appuntamento con gli alpaca a Piacenza Expo (sabato dalle 9 alle 20 e domenica dalle 9 alle 19) consentirà a tutti di avvicinarsi a questo mondo. “Lo show – spiega Gloria – sarà una grande occasione anche per far conoscere il fascino di Piacenza e delle sue tradizioni e tipicità, con il coinvolgimento di Coldiretti e delle aziende di Campagna Amica”.

E Coldiretti Piacenza si avvicinerà ai visitatori del Petsfestival lanciando un nuovo servizio: nelle prossime settimane verrà attivato uno sportello informativo con un veterinario che offrirà consulenze gratuite e sarà aperto all’intera cittadinanza. I dettagli verranno forniti proprio alla manifestazione.

Da ricordare infine che allevare alpaca oggi è un’attività che rientra nel reddito agrario. A sancirlo è la misura contenuta nel decreto del Ministero dell’Economia e del Mipaaft che nel fissare i requisiti relativi a numero di capi e potenzialità dei terreni per l’applicazione del reddito agrario negli allevamenti per il biennio 2018-2019, ha previsto l’aggiunta di nuove specie.

Lo show a Piacenza Expo è così strutturato:

– show della fibra;

– show morfologico

Nella formula organizzativa è stata inserita una sfilata di prodotti artigianali 100% in lana di alpaca realizzati proprio da alcuni allevamenti che portano avanti la filiera corta aziendale. Per l’occasione cinque modelle indosseranno pezzi unici.

GORIZIA, INAUGURAZIONE MERCATO COPERTO COLDIRETTI CAMPAGNA AMICA A GORIZIA

Sabato 19 Ottobre

Si inaugura sabato 19 ottobre a Gorizia alle 10.30 il Mercato di Coldiretti Campagna Amica in via IX Agosto 4/b, circa 400 metri quadrati di esposizione del meglio dell’agricoltura locale. Presenti il direttore nazionale di Campagna Amica Carmelo Troccoli e il consigliere ecclesiastico don Paolo Bonetti, Coldiretti Fvg parteciperà alla cerimonia con il presidente regionale Michele Pavan e i vertici delle Federazioni provinciali, a partire da quella di Gorizia con la presidente Angela Bortoluzzi. Tra le autorità, con i rappresentanti delle forze dell’ordine, il Capo di gabinetto della Prefettura Giacomo Toma, il deputato Germano Pettarin, il sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna con l’assessore alle Attività produttive Roberto Sartori, il consigliere regionale Diego Moretti e altri amministratori locali.

BERGAMO: DAZI, LA TAVOLA DEGLI INGANNICON I FINTI FORMAGGI ITALIANI MADE IN USA

Venerdì 18 Ottobre 

Nel giorno in cui entrano in vigore i dazi Usa sui prodotti europei, per la prima volta a Bergamo sarà apparecchiata la “tavola degli inganni” con diversi esempi di formaggi che imitano le vere produzioni italiane, scovati in giro per il mondo, a cominciare proprio da quelli realizzati negli Stati Uniti d’America dove il 99 per cento dei formaggi di tipo italiano sono tarocchi.

L’appuntamento è per domani, venerdì 18 ottobre, a partire dalla ore 14.30 allo stand di Coldiretti Bergamo presso il padiglione B della Fiera Nuova in via Lunga a Bergamo, in occasione di “Forme” la manifestazione dedicata ai formaggi. Per l’occasione il Presidente di Coldiretti Bergamo, Alberto Brivio, illustrerà il peso economico dell’italian sounding sul comparto lattiero-caseario e gli effetti sul lavoro degli agricoltori.

La presenza di Coldiretti alla Fiera Nuova di Bergamo proseguirà fino a domenica 20 ottobre, con iniziative dedicate alle novità nel mondo dei formaggi bergamaschi e focus sugli allevamenti da latte presenti sul territorio provinciale, da quelli bovini a quelli caprini fino a quelli bufalini.

NOVARA – VCO: COLDIRETTI CELEBRA I 75 ANNI DEL “SOGNO DI BONOMI” A ROMENTINO

Domenica 27 Ottobre 

75 anni fa, dal “Sogno” di Paolo Bonomi, nasceva la Coldiretti. In occasione di questa ricorrenza Coldiretti Novara – Vco e il Comune di Romentino, il paese che ha dato i natali al fondatore di questo sindacato, organizzano una giornata di celebrazioni.

Si comincia al mattino con il Mercato di Campagna Amica, che riempirà piazza S. Giovanni, la piazza centrale del paese, con specialità tipiche dei produttori della zona. Mentre il mercato prosegue fino al pomeriggio, alle 10.00 vi sarà un momento di celebrazione con la S. Messa e l’offertorio dei doni della terra.

Seguirà poi un incontro presso la Sala Parrocchiale in Via Don Bosco, a partire dalle 11.00, in cui ci si addentrerà nella storia di Coldiretti, partendo dalla figura di Bonomi, per poi arrivare ad affrontare le sfide presenti e future per questo sindacato e per il settore agricolo in Piemonte e non solo. All’incontro saranno infatti presenti Nunzio Primavera, giornalista e autore del libro “La gente dei campi e il sogno di Bonomi. La Coldiretti dalla fondazione alla Riforma Agraria”, Roberto Moncalvo, Presidente di Coldiretti Piemonte, oltre alle presenze istituzionali del sindaco di Romentino Marco Caccia e della presidente di Coldiretti Novara – Vco Sara Baudo.

Così Baudo spiega il senso e lo svolgersi della giornata: “Coldiretti è un sindacato che ha fatto la storia dell’Italia e non potevamo non cogliere l’occasione fornitaci dall’Amministrazione Comunale di Romentino, che ringraziamo, per celebrare 75 anni ci conquiste, dai diritti degli agricoltori alle battaglie culturali, nel paese che ha dato i natali a Paolo Bonomi, che con la sua lungimiranza ha dato la possibilità alla ‘gente dei campi’ di aver sempre maggiore dignità. Questo è il tema che guiderà l’incontro presso la sala parrocchiale: grazie alla presenza di Nunzio Primavera potremo percorrere le tappe fondamentali che hanno fatto grande questo sindacato, per arrivare a parlare delle sfide presenti e future con il Presidente di Coldiretti Piemonte Roberto Moncalvo. Affronteremo i temi della difesa del cibo vero, del coltivarlo in maniera sostenibile, della trasmissione di cultura attraverso il cibo. Tutti concetti che mettiamo in pratica ogni giorno, attraverso il lavoro quotidiano con gli agricoltori e con i Mercati di Campagna Amica. Per l’occasione ne abbiamo organizzato uno speciale nella piazza centrale del paese”.

 

CUNEO: AGRICHEF ALL’OPERA ALLA FIERA NAZIONALE DEL MARRONE

Da venerdì 18 a domenica 20 Ottobre 

A Cuneo il buon cibo si prepara a dare spettacolo. Si scaldano i fuochi nei laboratori del gusto che Coldiretti organizza alla Fiera nazionale del Marrone tra domani e domenica.

Tre gli show cooking in programma in piazza Galimberti, nell’area degustazioni allestita presso lo stand Coldiretti: domani, venerdì 18 ottobre, alle ore 17, sabato 19 ottobre alle ore 11 e domenica 20 ottobre alle ore 17. Tre appuntamenti imperdibili, tra i sapori autentici e genuini della cucina autunnale di campagna, che vedranno all’opera gli agrichef degli agriturismi Campagna Amica di Coldiretti.

Saranno veri spettacoli di cucina dove si potrà ascoltare, guardare, assaggiare, ma soprattutto conoscere da vicino l’utilizzo in cucina di prodotti locali di eccellenza – a cominciare dalla regina della Fiera, la Castagna Cuneo IGP – e imparare “trucchi da maestro” dagli chef contadini.

Tutti i piatti saranno preparati sul momento, con possibilità per i partecipanti di degustarli. Ad ogni preparazione sarà abbinata una birra agricola Baladin o un vino di produttori Campagna Amica.

Si incomincia domani alle ore 17 con gli gnocchi di patate e zucca con sugo di porri, salsiccia e castagna, ricco piatto che si degusterà in abbinamento ad un assaggio di birra del birrificio agricolo Baladin.

Sabato alle ore 11 sarà la volta dei ravioli di grano saraceno con sugo di funghi e castagne, con cui sarà servita una Barbera d’Alba DOC.

Domenica alle ore 17 si chiuderà con le tagliatelle di castagna con toma e pere, abbinate ad un Dogliani Superiore DOCG.

Si compone, così, un magnifico collage di gusti e aromi dedicati agli estimatori dell’enogastronomia della Granda e ai più curiosi che, grazie al racconto degli agrichef, conosceranno storie e curiosità legate alle ricette, alle materie prime utilizzate e al territorio.

Gli show cooking di Coldiretti Campagna Amica sono gratuiti e accessibili fino ad esaurimento dei posti disponibili. Le prenotazioni si effettuano allo stand Coldiretti in piazza Galimberti.

 

PADOVA: LINEA VERDE TRA PIOVESE E CHIOGGIA, DOMENICA 20 OTTOBRE SU RAI UNO

Domenica 20 Ottobre 

Linea Verde fa tappa in Veneto, tra il Piovese e Chioggia. La puntata di domenica prossima 20 ottobre, dalle 12.20 su Rai Uno, è dedicata alla Laguna Veneta, al fiume Brenta e alle vie d’aqua tra Padova e Venezia con l’agricoltura del territorio tra innovazione grandi classici. Accompagnati da Coldiretti Padova i presentatori Beppe Convertini e Ingrid Muccitelli insieme alla troupe sono entrati in alcune aziende agricole del territorio per conoscere alcune particolarità del settore primario. A partire dai dieci ettari, non di terra ma di acqua, della società agricola Vittoria di Chioggia, affacciata sulla laguna veneta. A bordo del suo peschereccio, il titolare Brunetto Marcolongo accompagna Beppe Convertini tra l’allevamento di vongole, illustrando tutte le fasi produttive, dalla “semina” alla pulizia dei fondali fino alla raccolta e vagliatura delle vongole.

Il viaggio continua a Codevigo, nell’azienda di Daniele Fincato, produttore di radicchio rosso, tra le principali coltivazioni di questa area. C’è tempo anche per conoscere i Casoni della Fogolana e Valle Millecampi, con il suo particolare ambiente naturale. Poco lontano, a Conche di Codevigo, le telecamere della Rai entreranno nelle grandi serre dell’azienda Serenissima dei fratelli Caltarossa, impegnata nella produzione dell’alga spirulina biologica “Algavenice”, unico impianto in Europa ad adottare una particolare tecnologia di produzione messa a punto con l’Università di Firenze. Linea Verde raggiungerà quindi Piove di Sacco per far visita al singolare allevamento di bufale, con oltre 650 capi, dell’azienda agricola di Simone Scacco, e assaggiare le celebri mozzarelle che hanno reso famosa questa attività.

La puntata si conclude con la navigazione del Brenta da Venezia a Padova, in compagnia di due campioni del mondo: Gianni Calaon, quattro volte vincitore del campionato mondiale della pizza, per l’occasione presenta, restando in tema, le “focaccine del Brenta” con il tricolore, grazie agli impasti alla spirulina, al pomodoro e alla farina bianca, condite con mozzarelle di bufala e radicchio rosso. Il barman Samuele Ambrosi, campione del mondo di cocktail, ha preparato due particolari drink, uno verde, per richiamare il colore della campagna, all’ortica coltivata in serra e l’altro di colore blu, ispirato ai fiumi e alla laguna, ottenuto con l’impiego di un frutto esotico, il tutto accompagnato da prodotti freschi e di stagione delle aziende agricole di Coldiretti Campagna Amica Padova.

PADOVA: LE PATATE DOLCI DEI GIOVANI FRATELLI GIROTTO AI CASONI DELLA FOGOLANA

Sabato 19 Ottobre 

La patata dolce o patata americana è una delle prelibatezze dell’autunno, coltivata fin dall’Ottocento nella campagna padovana. Questo prodotto tipici della nostra terra sarà il protagonista del nuovo appuntamento della rassegna “Sapori e tradizioni tra i Casoni della Fogolana”, dedicata alle tipicità a km zero dell’agricoltura padovana presentate dalle aziende di Coldiretti Campagna Amica Padova. Sabato 19 ottobre a partire dalle 20 la serata è dedicata per l’appunto alle patate dolci made in Padova. A presentarne le caratteristiche e le qualità saranno i titolari dell’azienda agricola SLE di Anguillara Veneta, condotta dai giovani e appassionati fratelli Silvia, Luigi ed Edoardo Girotto, che si dedicano alla coltivazione della celebre patata dolce che porta il nome del paese ma anche di fiori e altre tipicità di stagione, dai quali ottenere creme e altri prodotti per la cura del corpo. Il menù messo a punto dallo staff dei Casoni della Fogolana in collaborazione con Coldiretti prevede: sformatino di patata dolce e speck croccante con tortelletta di patata dolce e menta, vellutata di patata dolce con funghi, filetto di maiale con patate dolci al rosmarino, tortino di patata dolce con coulisse di cioccolato e granella di nocciole. Ai piatti saranno abbinate altre tipicità del territorio, fra cui il vino a marchio Doc o Docg e l’olio extravergine d’oliva dei Colli Euganei. Il costo è di 30 euro.

La rassegna di Coldiretti si conclude il 26 ottobre con la zucca dell’azienda agricola di Benedetto Pozzato, per poi ripartire a novembre con il gemellaggio al Mercato Coperto di Campagna Padova. Per informazioni e prenotazioni tel. 393 9089331, mail: info@casonifogolana.it

Situati nel Comune di Codevigo, i Casoni della Fogolana sono strutture dedicate alla promozione della sostenibilità, inserite nell’area Patrimonio Mondiale UNESCO “Venezia e la sua Laguna”. La magia del paesaggio lagunare è la destinazione ideale per una gita fuori porta rivolta a chi desidera godere di uno stile di vita lento, immerso a 360° nella natura selvaggia della Valle Millecampi, interagendo con il territorio.

VERONA: CIMICE ASIATICA, CONFRONTO PER SOLUZIONI URGENTI COMPARTO AGRICOLO

Venerdì 18 Ottobre 

Confronto tra produttori e Istituzioni per il flagello della cimice asiatica. L’appuntamento, organizzato da Coldiretti Verona dal titolo “Cimice asiatica, nuova calamità per le imprese agricole”, si terrà venerdì 18 ottobre alle 18.45 a Castagnaro, al Centro Servizi in via Stazione.

I saluti di apertura saranno a cura di Alessandro Montagnoli, consigliere della Regione Veneto; Andrea Trivellato, Sindaco di Castagnaro;?Tarcisio de Grandis, presidente Coldiretti Castagnaro e Lucindo Furia, presidente Consorzio Tutela Cavolo dell’Adige. A seguire, interverranno, moderati dal direttore di Coldiretti Verona Giuseppe Ruffini, il presidente regionale e provinciale Daniele Salvagno,? Gianluca Fregolent, Direzione Agroambiente, caccia e pesca Regione Veneto? e Manuel Beninca’, capo area Ambiente e Territorio Coldiretti Veneto e

“Servono risorse finanziarie straordinarie per far fronte ad una vera e propria calamità ma anche una politica europea che vigili sull’ingresso di prodotti agroalimentari e florovivaistici ed applichi le stesse cautele e le quarantene che  devono invece superare i prodotti nazionali quando vengono esportati” è quanto afferma il presidente Daniele Salvagno nel sottolineare che sono stimati in 100 milioni di euro in Veneto, di cui 80 a Verona, i danni causati nel 2018 dalla cimice asiatica al comparto agricolo e che sono destinati a crescere nel 2019. “A livello nazionale si attende urgentemente il via libera del Ministero dell’Ambiente che, sentiti il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e il Ministero della salute, deve emanare le linee guida per il via libera alla vespa samurai nemica naturale della cimice ma ci vorranno anni prima che la lotta sia efficace” conclude Salvagno nel precisare che è necessario colmare questo arco di tempo con sostegni adeguati, come un congruo sostegno economico all’installazione delle reti anti insetto, per consentire alle aziende agricole di sopravvivere all’assedio del pericoloso insetto.

Al termine dell’incontro si terrà la presentazione del libro celebrativo per il 25° anniversario della Festa Regionale del Cavolo dell’Adige.

 

PADOVA, NUOVA VITICOLTURA E CAMBIAMENTI CLIMATICI CON IL “PROGETTO RISORSA”

Venerdì 18 Ottobre 

I cambiamenti climatici in corso impegnano produttori, istituzioni ed Unione Europea ad una profonda riflessione, rivedendo progetti, programmi e risorse. A questo proposito è stato organizzato un incontro con esperti e addetti ai lavori, per approfondire un tema quanto mai attuale e per conoscere i dettagli di una iniziativa volta a migliorare l’efficienza degli interventi in vigneto e a rendere la viticoltura più sostenibile.

L’appuntamento è per venerdì 18 ottobre a Terrazzo (VR) – in Sala Civica dalle ore 20.30 – per conoscere i dettagli del Progetto Risorsa del Consorzio di Tutela Vini Merlara Doc e Condifesa Padova, il consorzio che si occupa delle assicurazioni in agricoltura, in sinergia con Collis Veneto Wine Group, Cantina Colli Euganei, Conselve Vigneti e Cantine.

Dopo i saluti di Luigino De Togni, presidente del Consorzio Merlara, del sindaco di Terrazzo Simone Zamboni e del direttore di Avepa Fabrizio Stella apre gli interventi Tiziano Girotto, direttore del Condifesa Padova, su “Clima e vendemmia 2019, una “risorsa” per il vigneto moderno.

Quindi la parola passa a Giuseppe Piancetino e Costanza Fregoni di Horta per la presentazione di Vite.net, applicazione a supporto delle decisioni del produttore per una viticoltura sostenibile. Paolo De Castro della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale del Parlamento Europeo farà il punto della riforma della Pac, la politica agricola comunitaria dell’Ue, mentre le conclusioni sono affidate a Gianni Dal Moro, della Commissione Agricoltura della Camera. Modera Aldo Lorenzoni, direttore del Consorzio di Tutela Vini Merlara Doc.

Il “Progetto Risorsa” è una rete innovativa per la sostenibilità rurale e sensibile alla salute e nutrizione del vigneto. Il progetto prevede la realizzazione di una rete di monitoraggio per rilevare i diversi aspetti dei vigneti, le condizioni climatiche e di umidità del terreno, lo stato della pianta, della soluzione circolante e dei sistemi d’irrigazione utilizzati.

E’ una iniziativa del Consorzio Tutela DOC Merlara in collaborazione con Gal Patavino, Cantina Colli Euganei, Conselve Vigneti e Cantine e Condifesa Padova, il consorzio padovano di difesa delle attività e produzioni agricole.

“Per avviare la fase sperimentale abbiamo installato delle centraline meteo su aziende socie delle Cantine individuate in area Gal Patavino. – spiega Tiziano Girotto, direttore di Condifesa Padova – Saranno raccolti costantemente (con aggiornamento orario) i parametri di temperatura, umidità relativa dell’aria, pluviometria e velocità del vento.

Con sonde a terra rileveremo temperatura e umidità del suolo per una profondità di 60 cm con intervalli ogni 10.  E’ un progetto realizzato in collaborazione con Horta srl che arricchirà il servizio Vite.net con uno strumento sull’irrigazione e fertirrigazione per gestire i dati rilevati dalle centraline e sonde posizionate sui vigneti posti nel territorio Gal Patavino. Agli agricoltori del territorio saranno fornite indicazioni: sui fabbisogni idrici e nutrizionali della vite e sui rischi di attacchi parassitari e necessità di interventi fitosanitari. I risultati attesi prevedono un notevole risparmio idrico e di energia, una distribuzione mirata dei nutrienti, garantendo le migliori condizioni di accrescimento delle piante, una sensibile riduzione di utilizzo dei prodotti fitosanitari e una maggior sensibilità dei produttori dal punto di vista ambientale, attenti al rispetto delle risorse naturali quali acqua, fertilità del suolo, biodiversità, e riduzione delle sostanze chimiche inquinanti”. 

 

Brevi

BRESCIA – Conferenza stampa di presentazione del Progetto scuola «Il cibo sano per ogni bambino – IV Edizione» – Lunedì 21 ottobre 2019 alle ore 12:00 presso la Sala dei Giudici Palazzo Loggia a Brescia

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