COMUNICATO STAMPA | Notizie dalle Federazioni

News La Forza del Territorio del 17 giugno 2019

17 giugno 2019
News La Forza del Territorio del 17 giugno 2019

 

Primo piano

 

PIEMONTE

DAZI: INDIA NUOVA OPPORTUNITÀ PER LE NOSTRE MELE

L’India è un mercato dal grande potenziale con le mele che sono il prodotto d’importazione più consumato e per questo quelle piemontesi, in particolare le varietà Gala e Red Delicious – segnala la Coldiretti regionale – sono particolarmente richieste e adatte ad un viaggio di 4 settimane che non ne altera la croccantezza e il gusto

 

Le mele italiane possono avvantaggiarsi della guerra commerciale tra Usa e India dopo che le esportazioni nazionali del frutto simbolo del peccato nel Paese asiatico hanno superato per la prima volta i 30 milioni di chili nel primo trimestre del 2019 con un aumento record di quindici volte rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sui dati Istat in occasione dell’imposizione da parte dell’India di dazi su 28 prodotti statunitensi, tra cui mandorle e mele dopo la decisione del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump di ritirarsi dal trattato commerciale preferenziale con l’India.

La domanda delle mele Made in Italy ha avuto una crescita esplosiva negli ultimi mesi in India che è destinata a consolidarsi con le misure adottate dal Paese asiatico nei confronti degli Stati Uniti che sono il principale esportatore mondiale di mele del mondo mentre l’Italia si trova al terzo posto.

La produzione di mele piemontese, tipica della zona compresa tra Pinerolo e Cuneo, si attesta su 2,5 milioni di quintali, 4 mila aziende, una ed una superficie di oltre 6 mila ettari.

“L’India è un mercato dal grande potenziale con le mele che sono il prodotto d’importazione più consumato per questo quelle piemontesi, in particolare le varietà Gala e Red Delicious, sono particolarmente richieste e adatte ad un viaggio di 4 settimane che non ne altera la croccantezza e il gusto – spiegano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale -. La nostra regione esporta già l’80% della produzione di mele e i Paesi arabi sono già grandi consumatori delle nostre mele, oltre a Canada, Stati Uniti ed Europa. Aprirsi a nuovi mercati rappresenta per le nostre imprese una opportunità molto interessante anche per far fronte a situazioni come quella russa in cui l’embargo continua a provocare pesanti ripercussioni dal 2014 ad oggi”.

 

 

Dal territorio

 

MOLISE, AIUTI A PMI AREA DI CRISI: OCCORRONO ANCHE RISORSE PER GLI ALLEVATORI 

Coldiretti Molise intervenendo sulla pubblicazione del bando a favore delle imprese lattiero casearie, inserito nelle misure per il sostegno all’Area di Crisi, pur valutando, nel suo complesso, positivamente l’intervento del Governo regionale a sostegno dell’occupazione e dell’imprenditoria locale, denuncia la mancata attenzione della Regione verso il settore zootecnico molisano.

Solo alcune settimane fa il direttore regionale di Coldiretti, Aniello Ascolese, subito dopo la presentazione delle quattro misure per le piccole e medie imprese del terziario da parte del Governatore Donato Toma, aveva inviato a quest’ultimo una nota nella quale, in relazione al sostegno previsto per il  comparto della trasformazione lattiero casearia, evidenziava “la necessità di sostenere tali iniziative imprenditoriali, valorizzando il rapporto tra le imprese agricole ad indirizzo zootecnico e quelle dell’agroalimentare”, convinto del fatto che dovesse trattarsi  “di un  rapporto vero, fondato sulla reale disponibilità dell’industria di trasformazione a voler valorizzare, in modo non ‘simbolico’ o strumentale, il prodotto made in Molise”.

In altri termini il direttore di Coldiretti chiedeva e suggeriva che una premialità fosse concessa a quelle aziende lattiero casearie che non solo assumessero personale ma che si impegnassero ad utilizzare almeno una quota parte di latte molisano, innescando in tal modo un meccanismo virtuoso che potesse sostenere e rivitalizzare tutta l’economia locale dal produttore all’industria di trasformazione.

“Non è, a nostro avviso, plausibile – scriveva Ascolese nella sua missiva al Governatore – che la Regione riconosca finanziamenti ad imprese agroindustriali ubicate sul territorio regionale, che non garantiscano l’utilizzo certo di produzione agricola molisana, naturalmente non in maniera esclusiva. Troppo spesso, infatti, abbiamo dovuto registrare abusi perpetrati da imprenditori senza scrupoli che, approfittando delle farraginosità della macchina burocratica e delle distrazioni degli organi di controllo, hanno fatto man bassa di risorse finanziarie del Molise eludendo gli impegni assunti, derivanti dalla normativa e sfruttando anche l’immagine dei territori”.

“In ultima analisi – conclude il direttore di Coldiretti – si fa un gran parlare di sostegno al settore zootecnico, e poi quando si presenta l’occasione di poter dare un segnale concreto, a costo zero, ci si dimentica dei veri attori delle nostre eccellenze”.  

 

PUGLIA: GIORNATA DESERTIFICAZIONE: 57% TERRITORIO A RISCHIO SICCITA’

Gli eventi climatici estremi aggravano il rischio di desertificazione in Puglia, dove in soli 2 mesi sono stati registrati ben 25 episodi meteorologici straordinari tra tornado, trombe d’aria e grandinate improvvise, che si alternano a persistenti periodi siccitosi. E’ quanto emerge da uno studio di Coldiretti Puglia, in occasione della Giornata mondiale della lotta contro la desertificazione e la siccità, sulla base di dati dell’Ispra e del Ministero dell’Ambiente, secondo i quali “vaste aree del foggiano, del leccese e del tarantino sono ad alto rischio desertificazione, il rischio medio è stato registrato in alcune zone della provincia di Bari. In Puglia le aree a rischio desertificazione sono pari al 57% del territorio regionale e il conto pagato dall’agricoltura, soggetta ai cambiamenti climatici e alla siccità è salato. Servono intervertenti infrastrutturali per non disperdere l’acqua piovana e manutenzione ordinaria e straordinaria di canali di scolo e reti irrigue, abbandonati a se stessi da decenni”, denuncia Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

Per l’ISPRA in Italia si valuta che circa il 10% del territorio sia molto vulnerabile e circa il 49,2% abbia una media vulnerabilità ai diversi fattori di degrado a causa di erosione e disaggregazione, salinizzazione, contaminazione (locale e diffusa), diminuzione di sostanza organica, perdita di biodiversità, consumo di suolo, fatti aggravati negli ultimi anni dall’aumento quantitativo e qualitativo di fenomeni siccitosi e la Puglia rappresenta proprio una delle aree più vulnerabili, rileva Coldiretti Puglia.

“La Puglia convive da sempre con un vero e proprio paradosso idrico. Da un lato – aggiunge il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – è dilaniata da annosi fenomeni siccitosi, dall’altro è colpita da alluvioni e piogge torrenziali, con l’aggravante che l’acqua non viene riutilizzata a fini irrigui. Il caldo anomalo e le precipitazioni violente rischiano ormai ogni anno di incrinare l’andamento del settore agricolo pugliese. L’andamento climatico impazzito, poi, si abbatte su un territorio fragile, dove 232 comuni su 258 (78%) è a rischio idrogeologico con diversa pericolosità idraulica e/o geomorfologica.  Sono 8.098 i cittadini pugliesi esposti a frane e 119.034 quelli esposti ad alluvioni”.

Dall’inizio della primavera sono stati 3 i tornado in Puglia, a Monopoli in provincia di Bari, Brindisi e Marina di Mancaversa in provincia di Lecce, 4 trombe d’aria su Bari e provincia, Sava, Manduria, San Pietro in Bevagna e a maggio sono stati 11 i violenti fenomeni di grandine grossa a Ginosa, Castellaneta Marina, Palagiano, Mottola, Castellaneta, Fragagnano, San Marzano di San Giuseppe, Guagnano, Salice Salentino, Poggiardo, Sternatia. Grandinate frequenti si sono verificate anche a Crispiano, Grottaglie, Martina Franca, Castellaneta, Castellaneta Marina, Ginosa, Ginosa Marina, Palagiano, Palagianello, Mottola, Torricella, Maruggio, in provincia di Lecce di Campi Salentina, Nardò, Salice Salentino e Guagnano, in provincia di Bari ad Alberobello, Gioia del Colle, Bitetto, Bitritto, Conversano, Turi, Monopoli, Grumo Appula, Monteroni, Galatina, Sternatia, Poggiardo, Surano, Ruffano, Parabita e Matino. E’ quanto emerge da un’analisi di Coldiretti Puglia su dati ESWD, l’anagrafe europea degli eventi meteo estremi, sul clima pazzo che ha caratterizzato la maledetta primavera 2019, iniziata a marzo con temperature massime in Puglia superiori di 5 gradi rispetto al mese precedente, secondo i dati UCEA, che hanno fatto fiorire mandorli, albicocchi e peschi, con la maturazione contemporanea degli ortaggi e le primizie di fave e piselli, e proseguita fino a giugno con l’alternarsi di bombe d’acqua, raffiche di vento fino a 120 chilometri orari, grandinate killer e piogge quotidiane che hanno spazzato le campagne di Puglia, danneggiando tendoni, teli, strutture e produzioni agricole.

I cambiamenti climatici – osserva la Coldiretti – impongono una nuova sfida per le imprese agricole che devono interpretare le novità segnalate dalla meteorologia e gli effetti sui cicli delle colture, sulla gestione delle acque e sulla sicurezza del territorio. Servono – conclude la Coldiretti – interventi di manutenzione, risparmio, recupero delle acque, campagne di informazione ed educazione sull’uso corretto dell’acqua, un impegno per la diffusione di sistemi di irrigazione a basso consumo, ma anche ricerca e innovazione per lo sviluppo di coltivazioni a basso fabbisogno idrico.

 

BRESCIA, SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE: UN ESEMPIO VIRTUOSO A MANERBIO 

L’agricoltura bresciana è attenta all’ambiente, e anche molto operativa. Lo dimostra l’impegno “green” di realtà imprenditoriali come l’azienda agricola Sturla Vittorio di Manerbio che dal 1970 alleva bovini e suini investendo in tecnologie sostenibili per ridurre inquinamento e sprechi. Oltre al fattivo contributo in diversi studi di ricerca promossi da Regione Lombardia, l’azienda bresciana ha avuto un ruolo pioneristico nel biogas e, oggi, nel miglioramento della qualità dell’aria, con la realizzazione di un moderno impianto di strippaggio che permette un abbattimento dell’azoto nei reflui zootecnici dell’80%.

Una sensibilità alle tematiche ambientali pienamente condivisa da Coldiretti e ribadita questa mattina nell’incontro organizzato proprio negli spazi dell’azienda agricola Sturla, in occasione della visita al rinnovato impianto di strippaggio. Dopo i saluti e i ringraziamenti del vice presidente di Coldiretti Brescia Claudio Cestana, sono intervenuti: Massimo Albano, direttore di Coldiretti Brescia, Anna Carolei, Responsabile Ufficio Ambiente e Territorio di Coldiretti Brescia, il titolare dell’azienda Vittorio Sturla, l’ing. Diego Binaghi, che ha illustrato la novità impiantistica e Massimo Ornaghi e Fabio Losio, rispettivamente direttore e vice presidente dell’Ersaf (Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste di Regione Lombardia).

“Sturla è stata la prima azienda bresciana a investire nel biogas – spiega Anna Carolei – e continua il percorso di innovazione tecnologica presentando oggi un altro esempio di sostenibilità in agricoltura”. L’integrazione tra i sistemi consente a Sturla di produrre energia elettrica e calore – con l’impianto di biogas – ridurre l’azoto nei reflui con lo strippaggio, utilizzare un concime organico stabile, sterile e inodore, di più facile assorbimento per le proprie colture e vendere un fertilizzante certificato.

“Ersaf nasce come ente di sperimentazione che offre all’assessorato regionale strumenti utili a costruire nel tempo piani di finanziamento a supporto dell’agricoltura sostenibile”, interviene Fabio Losio, vice presidente Ersaf. Per questo è importante uscire dal singolo caso e, come sistema, lavorare con il mondo politico per creare azioni strutturali a supporto di tutte le realtà agricole lombarde, per accompagnarle in questo percorso a favore dell’ambiente. “La strada è lunga – aggiunge il direttore di Ersaf Massimo Ornaghi – ma le tecnologie sono a disposizione”.

L’impianto di strippaggio realizzato nell’azienda agricola Sturla, è costituito da reattori badge (due grandi torri) che si caricano in funzione della quantità quotidiana di digestato necessaria alle normali attività. Il digestato viene messo in strippaggio con aria per tempi lunghi, circa 8 ore, questa attività consente una reazione chimica che consiste nella dissociazione dei carbonati, presenti nei reflui, la basicizzazione automatica del sistema (ph 9.4 – 9.8), liberando CO2 che va nella colonna di assorbimento,il solfato di ammonio ricavato da questo secondo step è a tutti gli effetti un fertilizzante certificato . Inoltre il digesto strippato sarà sterile privo di qualsiasi patogeno.

“E’ importante fare sistema con aziende, istituzioni e mondo bancario per fare la differenza nell’economia circolare – conclude il direttore Albano -l’attenzione il consumatore e la salvaguardia ambientale rappresentano temi centrali per lo sviluppo delle imprese agricole”.

 

BERGAMO, A FARA GERA D’ADDA NONNA ANGELA FESTEGGIA I CENTO ANNI 

Un secolo di vita dedicata alla famiglia e all’agricoltura. E’ l’importante traguardo raggiunto dalla signora Angela Andreini di Fara D’Adda (Bg). Nata il 1 maggio 1919 a Mornico al Serio, ultima di quattro fratelli, all’età di vent’anni, dopo un’esperienza di due mesi come infermiera, ha iniziato il suo percorso lavorativo nel settore agricolo, prima accudendo il bestiame del patrigno, poi lavorando nella stalla dell’azienda gestita dal marito Paolo Facchinetti con i cognati. Un impegno che ha portato avanti fino agli anni 70, quando le operazioni di mungitura sono state meccanizzate.

 “In tutti questi anni – afferma Angela Andreini – ho visto cambiare molte cose, L’agricoltura si è trasformata completamente: un tempo si faceva tutto a mano e la fatica era enorme, oggi invece per fortuna si può contare sull’aiuto delle macchine. Chi lavora nei campi però continua a svolgere un lavoro fondamentale, anche se non sempre viene adeguatamente riconosciuto”.

Angela Andreini ha avuto sei figli cui si è dedicata con amore e devozione. Nonostante i numerosi impegni familiari, si è comunque sempre interessata dell’andamento dell’azienda agricola di famiglia, che ora è gestita dai figli Alessandro e Giovanni unitamente al nipote Gabriele.

“L’agricoltura bergamasca – sottolinea il presidente dell’Associazione Pensionati Coldiretti Bergamo Romeo Andreini – deve molto alle persone come Angela Andreini, che con grande sacrificio e determinazione hanno costruito la storia di una parte importante della nostra comunità e della nostra economia”.

Poiché è ancora attiva e crede nell’importanza di un’alimentazione di qualità, Angela Andreini ha voluto dare il proprio sostegno al Made in Italy, firmando la petizione “Stop cibo anonimo” promossa da Coldiretti e Campagna Amica per chiedere l’Unione Europea di rendere obbligatoria in etichetta l’indicazione del paese di origine per tutti gli alimenti trasformati e non trasformati in circolazione nell’Ue.

 

EMILIA-ROMAGNA, FRUTTA: IN RIVIERA BOOM PER SMOOTHIES, FRULLATI E CENTRIFUGATI

Per difendersi dalla straordinaria e improvvisa ondata di caldo gli italiani hanno aumentato del 20% gli acquisti di frutta nella prima metà di giugno allo stesso periodo del mese precedente. E’ quanto stima Coldiretti Emilia Romagna sulla base delle indicazioni dei mercati degli agricoltori di Campagna Amica in riferimento all’impatto sugli acquisti provocato dal forte innalzamento delle temperature.  Una decisa svolta con l’aumento delle temperature che – sottolinea Coldiretti regionale – ha cambiato il menu e spinto a portare in tavola o in spiaggia cibi freschi genuini e dietetici che dissetano, reintegrano i sali minerali persi con il sudore e riforniscono di vitamine.

La frutta – precisa Coldiretti Emilia Romagna – aiuta a “catturare” i raggi del sole ed è anche in grado di difendere l’organismo dalle elevate temperature e dalle scottature. La dieta adeguata per una abbronzatura sana e naturale si fonda – precisa Coldiretti regionale – sul consumo di cibi ricchi in Vitamina A che favoriscono la produzione nell’epidermide del pigmento melanina che protegge dalle scottature e dona il classico colore scuro alla pelle. Sul podio del “cibo che abbronza” secondo la speciale classifica stilata dalla Coldiretti salgono albicocche, carote e radicchi, ma sono d’aiuto anche insalate, lattughe, meloni, pomodori, fragole o ciliegie. L’andamento positivo dei consumi oltre che dai cambiamenti climatici è spinto anche – sostiene Coldiretti Emilia Romagna – dalle preferenze alimentari di giovani e meno giovani che fanno sempre più attenzione al benessere a tavola con la preferenza accordata a cibi. Con gli stili di vita più salutistici si affermano anche nuove modalità di consumo favorite anche dalla disponibilità di tecnologie casalinghe low cost, dalle centrifughe agli essiccatori che aiutano a far apprezzare cibi salutari anche ai più piccoli.

Un vero boom – precisa Coldiretti regionale – per smoothies, frullati e centrifugati a casa, al bar e sulle spiagge della Riviera Adriatica. Quest’anno a causa di una primavera maledetta si rischia di perdere un frutto su quattro nelle campagne della regione, dalle fragole alle ciliegie, dalle nespole alle albicocche, dalle pere ai meloni fino ai cocomeri per l’ondata di pioggia, grandine e allagamenti che ha devastato le coltivazioni e ridotto le disponibilità dei primi raccolti nel carrello della spesa. In queste condizioni – sostiene Coldiretti Emilia Romagna – è importante aumentare le attività di controllo per evitare che vengano spacciati per Made in Italy prodotti importati. Ma per ottimizzare la spesa, ottenere il miglior rapporto prezzi-qualità e aiutare il proprio territorio e l’occupazione, il consiglio di Coldiretti regionale è quello di verificare l’origine nazionale, acquistare prodotti locali che non devono subire grandi spostamenti, comprare direttamente dagli agricoltori nei mercati o in fattoria e non cercare per forza il prodotto perfetto perché piccoli problemi estetici non alterano le qualità organolettiche e nutrizionali, i cosiddetti “brutti ma buoni”.

 

PIEMONTE, NUOVA GIUNTA REGIONALE: PRONTI A LAVORARE IN SINERGIA 

Il presidente Alberto Cirio ha nominato la nuova Giunta regionale che, con 11 assessori, lo affiancherà al governo del Piemonte per i prossimi 5 anni. La Giunta si insedia ufficialmente oggi lunedì 17 giugno.

“Auguriamo buon lavoro alla nuova Giunta – commentano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale – con l’auspicio che fin da subito possa concentrarsi sulle priorità di cui il Piemonte necessita. Siamo pronti a lavorare in sinergia con presidente ed assessori affinché l’agroalimentare possa veramente continuare a far da traino all’economia piemontese e, anzi, generare sempre più nuove traiettorie di futuro. Il presidente Cirio ha sottoscritto il nostro manifesto con le dieci priorità per il cibo Made in Piemonte: da qui vogliamo partire, con proposte concrete che ci auguriamo di condividere al più presto con Marco Protopapa, assessore all’agricoltura, cibo, caccia e pesca. In attesa di conoscere nel dettaglio le deleghe di ogni assessore, vogliamo ringraziare il presidente Cirio e le forze politiche di maggioranza per aver voluto ampliare le competenze dell’assessorato all’agricoltura introducendo la tematica del cibo.

Con questa decisione, ci sono le condizioni affinché il primo punto del nostro manifesto possa diventare realtà: un assessorato che affianca al comparto agricolo le politiche riguardanti, appunto, il cibo a 360°, dal campo alla tavola. Una scelta importante – concludono Moncalvo e Rivarossa – per garantire decisioni efficaci e scelte coerenti lungo tutta la filiera, dalla produzione agricola alla trasformazione alimentare, dall’agriturismo alla ristorazione collettiva, dalla gestione dell’acqua sui territori al controllo degli animali selvatici e predatori”.

 

LIGURIA, SCEGLIERE PESCE ITALIANO PER ESSERE SICURI DI FRESCHEZZA E DI QUALITA’

Quasi 8 pesci su 10 che arrivano sulle nostre tavole sono stranieri, spesso ad insaputa degli stessi consumatori, soprattutto a causa della mancanza dell’obbligo dell’indicazione di origine sui piatti consumati al ristorante, che consente di spacciare per nostrani prodotti provenienti dall’estero: per avere sempre la certezza di acquistare pesce fresco, sano e genuino è bene rivolgersi ai pescatori liguri, che ogni giorno portano a terra i prodotti del nostro mare.

È quanto riporta Coldiretti Liguria in base ai dati del rapporto “Sos pesce italiano” elaborato da Coldiretti Impresapesca in occasione della giornata nazionale del pesce italiano, festeggiata a Genova presso il mercato ittico di Campagna Amica nella Darsena per l’occasione animato, grazie alla collaborazione dei pescatori locali, con le ricette della tradizione marinara locale a base di pesce di stagione quale triglie, palamite, sardine, sgombri e le immancabili acciughe. L’iniziativa è tesa a far conoscere caratteristiche, qualità del pescato locale ed aiutare a fare scelte di acquisto consapevoli di un prodotto che impatta in maniera estremamente positiva sulla nostra salute.

“Mangiare pesce soprattutto azzurro – afferma la Responsabile di Coldiretti Impresa Pesca, Daniela Borriello – fa bene alla nostra salute, dal momento che contiene importanti caratteristiche nutrizionali che proteggono il cuore, sostengono il metabolismo e combattono l’invecchiamento, al punto che molte raccomandazioni internazionali e nazionali ne consigliano il consumo almeno 2 volte a settimana. Per essere sicuri del prodotto acquistato si ribadisce l’importanza di scegliere sempre pesce locale, a miglio zero, venduto direttamente dai pescatori verificando, anche sul bancone, l’etichetta, che per legge deve prevedere la zona di pesca.  Quando questo non è possibile per difendere, la nostra salute, è comunque assolutamente necessario assicurarsi che il pesce sia fresco controllando alcune caratteristiche. Ad esempio che la carne abbia una consistenza soda ed elastica, che le branchie abbiano un colore rosso o rosato e siano umide e gli occhi non siano secchi o opachi, mentre l’odore non deve essere forte e sgradevole. Per molluschi e mitili, è essenziale che il guscio sia chiuso, mentre per i gamberi serve verificare che non abbiano la testa annerita. Meglio, infine, non scegliere i pesci già mutilati della testa e delle pinne”.

“Il nostro settore ittico – affermano il Presidente di Coldiretti Liguria, Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa –  troppo spesso subisce la concorrenza sul mercato di pesce importato che non garantisce livelli di sicurezza paragonabili a quello nazionale. Per non cadere in inganni pericolosi per nostra salute e quella delle nostre famiglie è indispensabile garantire la trasparenza dell’informazione ai consumatori dal mare alla tavola estendendo l’obbligo dell’indicazione di origine anche ai menù dei ristoranti con una vera e propria ‘carta del pesce’”

 

BRESCIA, SETTORE VITIVINICOLO: COLDIRETTI INCONTRA REGIONE LOMBARDIA

Un pomeriggio di confronto con l’assessore Fabio Rolfi su diverse tematiche che saranno protagoniste di finanziamenti futuri inerenti il settore vitivinicolo. “Un ringraziamento all’assessore per la disponibilità dimostrata; in tema vitivinicolo è necessario semplificare l’iter per la realizzazione di progetti a favore delle imprese giovani e soprattutto per la promozione delle produzioni vinicole all’estero – interviene Silvano Brescianini vicepresidente di Coldiretti Brescia e presidente del Consorzio Franciacorta – auspichiamo anche in una partenza efficace dell’attività dell’enoturismo per dare ulteriore sviluppo delle imprese vitivinicole”.

Al centro della discussione il tema dell’enoturismo, novità per le cantine vitivinicole,  che l’assessore Rolfi assicura verrà gestita con la massima semplicità: “Regione Lombardia sta lavorando per valorizzare in modo concreto i vini del territorio regionale: basti pensare che, grazie alla nostra nuova legge, negli agriturismi lombardi saranno serviti solo vini lombardi – precisa l’assessore Rolfi – siamo una grande regione vitivinicola e dobbiamo essere coscienti dell’enorme potenziale, anche economico, del settore.

A seguire il confronto è passato al tema delle vinacce, per Coldiretti è importante la valorizzazione dello scarto all’interno di un economia circolare in grado di farle rientrare nel suolo come fertilizzante naturale.

In tema di PNS e PSR la richiesta è quella di semplificare e snellire il più possibile le pratiche necessarie per ottenere i finanziamenti, in tal senso l’assessore Rolfi conclude “la semplificazione burocratica, oltre alla disponibilità di risorse, dev’essere la stella polare dell’azione amministrativa volta all’aiuto delle imprese nel campo vitivinicolo intendiamo operare in questo senso anche in vista delle grandi novità introdotte nel settore dal decreto enoturismo”.

 

 

VICENZA, ULTIMO GIORNO DI SCUOLA CON UN CUORE DI LARICE DELL’ALTOPIANO

Ultimo giorno di scuola particolare per i bambini dell’Istituto dell’Infanzia Sacro Cuore di Schio in provincia di Vicenza. I piccoli hanno stretto un cuore di larice confezionato da Donne Impresa Coldiretti per la campagna solidale #adottaunbosco promossa dalle imprenditrici per ricostruire le foreste venete atterrate dal maltempo nelle zone dell’Altopiano dei Sette Comuni e in provincia di Belluno.

“La grande sensibilità delle maestre e dei genitori – commenta Chiara Bortolas presidente regionale delle agricoltrici – ha portato fino a Mestre la richiesta di una fornitura di pezzi di legno accompagnata dal video realizzato sulle montagne vicentine dove si vedono i tronchi abbattuti, compreso il disastro provocato dalla calamità, ma allo stesso tempo si percepisce il messaggio di ricostruzione lanciato proprio dalle mamme di Coldiretti”.

L’insegnante Maria Cristina Costa ha consegnato ai piccoli alunni il souvenir quale simbolo delle conquiste fatte durante l’anno. “Consideriamo questo gesto – ha detto – portatore di una riflessione ambientale, del rispetto verso la natura e di un rinnovato sodalizio tra uomo e territorio. L’augurio è che ogni famiglia raccolga l’invito alla speranza dalle mani dei loro figli per incoraggiare l’impegno di tutti a favore del ripristino della bellezza del paesaggio”.

 

FERRARA, L’AGRITURISMO CRESCE IN CONTROTENDENZA: PRESENZE ESTIVE IN AUMENTO

In controtendenza rispetto all’andamento generale, crescono del 3% le presenze in agriturismo nell’estate 2019 spinte dal turismo verde a contatto con la natura ma anche di quello enogastronomico con la capacità di mantenere inalterate le tradizioni culinarie nel tempo che è la qualità più ricercata. E’ quanto emerge dalle prime stime della Coldiretti sulla base delle prenotazioni delle strutture associate a Campagna Amica a integrazione dell’analisi effettuata da Cst-Assoturismo Confesercenti.

Si tratta di un aumento sostenuto dalla qualificazione dell’offerta con gli agriturismi italiani che – sottolinea la Coldiretti – offrono servizi innovativi per sportivi, nostalgici, curiosi e ambientalisti, come l’equitazione, il tiro con l’arco, il trekking o attività culturali come la visita di percorsi archeologici o naturalistici, ma anche corsi di cucina e wellness.

Tra le motivazioni non manca – sottolinea la Coldiretti – la spinta alla ricerca di tranquillità per le paure dopo i recenti episodi internazionali che condiziona la scelta delle vacanze di molti italiani. Sono oltre 23mila gli agriturismi presenti nella Penisola – conclude la Coldiretti – per un fenomeno che negli ultimi dieci anni ha visto un vero e proprio boom, con percentuali di crescita in doppia cifra, dal numero di aziende (+32%) a quello dei posti a tavola (+37%), dai posti letto (+40%) alle piazzole di sosta (+67%), fino allo stesso valore economico del settore, salito a 1,36 miliardi (+24%), secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat. “Anche nel territorio ferrarese – evidenzia Paolo Magagna, presidente degli Agriturismi di Campagna Amica Ferrara – non mancano le occasioni di una vacanza in agriturismo, con la possibilità di alloggiare a poca distanza dal centro cittadino, raggiungibile anche in bicicletta, o da altri centri di interesse storico o naturalistico, che consentono una vacanza slow, tra bici, barca, passeggiate ed il buon cibo che cattura sempre più l’attenzione ed il gradimento dei turisti. Auspichiamo che Ferrara riesca ad essere un vero polo di attrattiva turistica, integrando il territorio interno con la costa per vacanze che possono abbinare molti aspetti di interesse”.

 

LIGURIA, MAREGGIATA DI OTTOBRE: ARRIVANO GLI AIUTI PER IL SETTORE ITTICO  

Dopo i pesanti danni stimati a 12 milioni di euro subiti da tutte le marinerie liguri, buone notizie arrivano per i mitilicoltori e pescatori della nostra regione: tutte le attività colpite potranno usufruire dei fondi governativi. È quanto riporta Coldiretti Liguria, sottolineando che nella mareggiata storica dello scorso ottobre non era stata risparmiata nessuna zona della costa, con decine di pescatori, mitilicoltori e di imprese della filiera ittica e dell’acquacoltura che avevano riportato ingenti danni, mettendone a rischio la continuità nell’attività.

Per dare nuovo slancio al settore è importante, quindi, la decisione governativa, la quale prevede che, parte dei 300 milioni stanziati a livello nazionale per le emergenza saranno destinati a ristorare i danni subiti dal comparto ittico.

“Il provvedimento approvato che consentirà l’assegnazione dei contributi al settore ittico – affermano il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri, il Delegato Confederale Bruno Rivarossa e la Responsabile di Impresa Pesca Liguria Daniela Borriello – è di grande importanza per il nostro territorio, dal momento che potrà aiutare i tanti pescatori e mitilicoltori che hanno subito gravi danni economici e interruzione dell’attività a causa della perdita della propria imbarcazione e del prodotto. Ad esempio l’intera mitilicoltura spezzina ha riportato gravissime perdite sia per gli stabilimenti a terra, sia per le reste e le imbarcazioni in mare. La piccola pesca d’altro canto ha contato la perdita di numerose imbarcazioni e neanche i piccoli pescherecci, che effettuano la pesca a strascico, sono rimasti illesi dal passaggio del mare. Come Coldiretti Liguria dobbiamo prendere positivamente atto dell’impegno dell’Assessore Regionale all’agricoltura e pesca S. Mai e dei suoi funzionari e altresì del ruolo importante svolto dall’On. L. Viviani della Commissione agricoltura e Pesca della Camera. Questo darà un sostegno vero e celere alle imprese e al territorio ligure, e potrà evitare la perdita di quel patrimonio, anche ambientale, che il settore pesca genera”.

 

ABRUZZO, PESCE AZZURRO ADDIO, DA -10% ALICI A -15% SGOMBRI

Crollano gli acquisti di pesce azzurro in Italia che fanno segnare un calo che varia dal -5% per le sarde al -10% per le alici fino al -15% per lo sgombro. E’ quanto emerge dal rapporto “SOS pesce italiano” elaborato da Coldiretti Impresapesca sulla base di dati relativi al primo quadrimestre del 2019 dell’Ismea e presentato in occasione della giornata nazionale del pesce italiano per far conoscere caratteristiche, qualità ed aiutare a fare scelte di acquisto consapevoli in tutta Italia, nei mercati di Campagna Amica in città, nei porti, sulle barche e negli allevamenti ittici (www.campagnamica.it).

In occasione della giornata nazionale, festa del pesce anche nel mercato di Campagna Amica di Teramo, dove è stato proposto ai clienti del mercato il pesce povero dalla rete ai fornelli: protagoniste proprio le alici spinate proposte in bruschetta e cotte al sugo con calamari e pasta di Senatore Cappelli. A fare gli onori di casa, le tutor del mare che hanno illustrato i segreti delle antiche ricette dell’Adriatico distribuendo materiale informativo e una brochure con consigli per la conservazione e la scelta del pesce fresco.

Per rilanciare i consumi complessivi di pesce e aiutare gli italiani a portare in tavola prodotto di qualità, in occasione della Giornata del pesce italiano Coldiretti Impresapesca ha infatti elaborato alcuni consigli su come riconoscere il prodotto appena pescato, nell’ambito del progetto “Un mare di salute”. Innanzitutto – hanno evidenziato a Teramo le tutor del mare – è preferibile acquistarlo, laddove possibile, direttamente dal produttore che ne garantisce la freschezza, verificando anche sul bancone l’etichetta, che per legge deve prevedere la zona di pesca. “Occorre poi – continua Coldiretti Abruzzo – controllare che la carne abbia una consistenza soda ed elastica, che le branchie abbiano un colore rosso o rosato e siano umide e gli occhi non siano secchi o opachi, mentre l’odore non deve essere forte e sgradevole. Per molluschi e mitili, è essenziale che il guscio sia chiuso, mentre per i gamberi serve verificare che non abbiano la testa annerita. Meglio, infine, non scegliere i pesci già mutilati della testa e delle pinne”.

Tornando all’andamento dei consumi, il consumo pro capite degli italiani è di circa 28 kg di pesce all’anno: superiore alla media europea ma decisamente basso se confrontato con quello di altri Paesi che hanno un’estensione della costa simile, come ad esempio il Portogallo, dove se ne mangiano quasi 60 kg, praticamente il doppio. “Non a caso – rileva Coldiretti – il pesce rappresenta solo la sesta voce di spesa nel carrello alimentare delle famiglia italiane per un valore che nel 2018 è stato di 488 euro, sostanzialmente sui livelli di dieci anni fa, secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat. E intanto la flotta peschereccia italiana è scesa a quota 12mila imbarcazioni, il 35 per cento in meno rispetto agli anni ’80.

La diminuzione del consumo di pesce azzurro impatta direttamente – spiega Coldiretti – anche sulla salute degli italiani, visto che questo tipo di prodotti ittici ha importanti caratteristiche nutrizionali, essendo il più ricco in assoluto per contenuto di Omega3, che proteggono il cuore, sostengono il metabolismo e combattono l’invecchiamento. Mangiare pesce, soprattutto azzurro, fa bene, infatti, a tutte le età – ricorda Coldiretti Impresapesca – e nelle diverse fasi della vita, dall’infanzia, all’adolescenza, all’età adulta, alla gravidanza e menopausa, fino alla terza età, al punto che molte raccomandazioni internazionali e nazionali ne consigliano il consumo almeno 2 volte a settimana.

Ma in realtà a subire un netto calo – sottolinea Coldiretti – sono anche gli acquisti di pesce bianco con la riduzione dei consumi che coinvolge soprattutto le triglie in calo del 14,2%, merluzzi – 4,3%, le sogliole -3,6%, e le orate -2,1% mentre in controtendenza le spigole in aumento del 6,1%. In forte crescita è invece la domanda dei molluschi, dai polpi (+18,6%) alle seppe (+10,6%) fino alle vongole (+25,6%). Un fenomeno che si spiega soprattutto – rileva Coldiretti – con gli effetti del cambiamento degli stili di vita e la nuova tendenza da parte dei consumatori a preferire tipologie di pescato più facile da utilizzare in cucina, meglio se privo di spine o comunque semplice da pulire, oltre che dal sapore più delicato.

 

VENETO, #STOPCIBOANONIMO: PETIZIONE CONTINUA DI GIORNO FIN OLTRE IL TRAMONTO

La raccolta firme di Coldiretti #stopciboanonimo continua. Donne e Giovani Impresa sono impegnati nei banchetti allestiti nelle piazze, nei mercati di Campagna Amica, negli agriturismi di Terranostra e su tutto il territorio regionale ovunque ci siano iniziative di aggregazione sociale.

Gli agricoltori, ricordando il patto per la trasparenza delle informazioni in etichetta siglato con i consumatori, sollecitano la condivisione dell’iniziativa a tutti i cittadini che intendano impegnarsi per il rispetto del diritto di conoscere l’origine di tutti i prodotti agroalimentari.

Un’azione importante verso le istituzioni europee: ”Bruxelles deve sentire il nostro peso – spiega Chiara Bortolas vice presidente nazionale di Donne Impresa  – perché ciò che chiediamo è legittimo. Con un documento alla mano, penna e il vostro autografo – continua – possiamo contare di più: anche solo una sigla può fare la differenza. Cercateci, ci troverete nei punti gialli, pronti ad accogliervi sia con la luce del giorno che con quella del tramonto, come testimoniano queste foto scattate sabato scorso durante la “Passeggiata sotto la luna” a Quinto Vicentino (VI), a Conegliano (TV) in occasione della “Giornata della sostenibilità” e in centro a Selvazzano, in provincia di Padova, vicino alle bancarelle dei produttori”.

 

COMO-LECCO, TERRITORIO SEMPRE PIÙ PROTAGONISTA: TURISTI DA TUTTO IL MONDO

La filiera corta trionfa nei 245 agriturismi lariani. Ora anche per legge: le modifiche apportate alla normativa regionale sull’agricoltura, infatti, mettono al centro i sapori del territorio, con almeno 4 prodotti agricoli su 5 (pari all’80%) serviti negli agriturismi che dovranno essere “made in Lombardia” e non solo: per quanto riguarda il vino ed il pesce, gli stessi dovranno essere 100% prodotti lombardi. “In questo modo le nostre aziende saranno ancora di più ambasciatrici delle tipicità locali” spiega Massimo Grignani, presidente di Terranostra Lombardia, l’associazione agrituristica promossa da Coldiretti.

Nella nostra regione – continua la Coldiretti Lombardia – le strutture attive sono in totale 1688 e di queste, oltre un migliaio sono le aziende che offrono servizio di ristorazione. Nelle due province lariane, il numero degli agriturismi è considerevole, con 166 nel comasco e 79 nel lecchese.

Alle base del loro successo – sottolinea la Coldiretti lariana – c’è la possibilità di mangiare i piatti della tradizione, i cui segreti sono conservati da generazioni di cultura gastronomica contadina.

“Il cibo – commenta Emanuele Bonfiglio, presidente di Terranostra Como Lecco – rappresenta il vero valore aggiunto per chi viene in vacanza nelle nostre province e diventa espressione del vero legame che unisce territorio, memoria e ambiente rafforzando così la connessione sempre più forte con il territorio, in un ambito regionale che può contare su un’agricoltura in grado di produrre oltre trecento tesori della tavola certificati, con 34 tra Dop e Igp, 41 denominazioni vinicole tra Docg, Doc e Igt e 251 prodotti tradizionali. Si tratta di un valore aggiunto importante, che consente al consumatore di essere certo sull’origine lombarda di ciò che troverà nel piatto: è certamente un’opportunità valorizzare ulteriormente, anche sotto il profilo della promozione dei nostri agriturismi lariani, meta di turisti da tutto il mondo, dove il territorio, cuore pulsante, è veramente al centro della vacanza. In questo modo, le nostre strutture divengono ancora di più ambasciatrici del tessuto agroalimentare lariano e lombardo nel mondo”.

 

ALESSANDRIA, SELVATICI: IL PIANO DI CONTROLLO È UN PASSO AVANTI MA NON BASTA

Cinghiali e caprioli alle porte dei centri abitati: l’ennesimo incidente è avvenuto questa mattina con gravi conseguenze in regione Fugassa, sulla strada che da Vignale porta a Fubine in seguito allo scontro fra la moto su cui viaggiavano padre e figlia e un capriolo che ha attraversato la strada all’improvviso.

Una drammatica occasione per ribadire la posizione di Coldiretti in merito al proliferare incontrollato della fauna selvatica.

“La nostra Organizzazione – dichiara Mauro Bianco presidente Coldiretti Alessandria – è da sempre in prima linea per contrastare il numero crescente di cinghiali e caprioli, responsabili di danni ingenti che, oltre a rappresentare un pericolo per la sicurezza stradale, colpiscono il reddito delle imprese agricole con conseguenze tangibili per l’intera collettività. Grazie al pressing di Coldiretti in Regione e in Provincia è stato varato un Piano di controllo della fauna selvatica che consente ai proprietari e conduttori dei fondi di intervenire direttamente nell’azione di contenimento dei cinghiali, previa adeguata attività formativa. Un passo avanti importante per una problematica che è stata inserita ai primi posti nel documento programmatico di Coldiretti consegnato in occasione delle elezioni regionali”.

Cresce il rischio per la sicurezza delle persone e conseguenze devastanti per le colture: “Purtroppo anche il nostro territorio continua ad essere alla ribalta della cronaca per i danni procurati da cinghiali e fauna selvatica in generale – ha aggiunto il direttore Coldiretti Alessandria Roberto Rampazzo – Siamo per la tutela dell’ambiente ma ciò non deve mai far dimenticare la sicurezza stradale e l’incolumità delle persone, per questo non devono esserci impedimenti ad intervenire in modo concreto, senza intralci amministrativi”.

 

MOLISE, AGRITURISMI, ANCHE L’ANCI CHIEDE AI COMUNI DI RICONSIDERARE IMPORTI TARI

Anche l’Anci, per il tramite del suo Istituto per la Finanza e l’Economia Locale (IFEL), chiede di rivedere l’applicazione della tariffa dei rifiuti urbani per gli agriturismi. Il suggerimento dell’Anci ai Comuni pone le basi sulla “specificità dell’attività agrituristica che ha come obiettivo primario quello di recupero del patrimonio edilizio rurale e di valutare la stagionalità dell’attività e la minor capacità ricettiva rispetto agli alberghi, legata al numero massimo di posti letto offerti”.

Già nello scorso mese di aprile La Coldiretti Molise aveva inviato una missiva a tutti i Sindaci della Regione facendo proprie le motivazioni della sentenza n. 1162/2019 del Consiglio di Stato che aveva previsto per gli agriturismi una “ragionevole graduazione della somma da pagare mediante riduzioni ed esenzioni, in rapporto all’effettivo e oggettivo carico di rifiuti prodotti”.

“Gli agriturismi – spiega il direttore regionale di Coldiretti Molise, Aniello Ascolese – non possono pagare la Tari come gli alberghi perché di fatto non lo sono. La stragrande maggioranza di essi non sono aperti tutti i giorni, ma di frequente solo il fine settimana e, anche nel corso dell’anno, hanno lunghi periodi di chiusura; cosicché producono necessariamente un quantitativo di rifiuti inferiore agli alberghi che restano aperti tutto l’anno, sette giorni su sette”.

Scendendo più nel dettaglio della proposta, l’IFIL fornisce ai Comuni una serie di criteri oggettivi cui basarsi: un abbattimento dell’aliquota in maniera percentuale in rapporto al numero delle presenze registrate in azienda; una percentuale di riduzione progressiva a seconda dell’ammontare dell’imposta da pagare; un abbattimento della tassa in misura percentuale sull’estensione dell’immobile utilizzato per l’attività agrituristica.

 

PUGLIA, SUOLO: 197MILA HA ‘MANGIATI’ DA ERBE INFESTANTI: SUBITO TAVOLO REGIONALE

Sono 197mila gli ettari di campi dell’area Natura 2000 letteralmente ‘mangiati’ dalle erbe infestanti, divenute resistenti a qualunque trattamento, che soffocano grano duro e tenero, compromettendo gravemente il raccolto, con il rischio che la situazione si aggravi irrimediabilmente, denuncia Coldiretti Puglia. Coldiretti con una delegazione di agricoltori di Spinazzola, Minervino e Poggiorsini ha accompagnato l’Assessore regionale all’Ambiente Gianni Stea in un sopralluogo nei campi di Minervino per toccare con mano la gravità del problema.

“L’impossibilità di ricorrere alla bruciatura delle stoppie, pratica vietata dai regolamenti comunitari in quell’area, ha moltiplicato le erbe infestanti, rendendo inutile il ricorso al diserbo e a qualunque intervento fungicida, che comunque va ridotto ai minimi per tutelare l’ambiente. Per questo abbiamo chiesto all’Assessore Stea la convocazione urgente di un tavolo tecnico regionale, perché il problema è diffuso su un’area estesa, pari al 12% della superficie agricola complessiva non consente di porre rimedio all’infestazione progressiva del suolo agricolo”, denuncia Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Bari.

Le tipologie colturali più rappresentate nell’ambito delle aree Natura 2000 sono costituite da seminativi (134.347,13 ha), colture legnose agrarie (34.232,11 ha), prati e pascoli (64.812,89 ha), rileva Coldiretti Puglia.

“La tecnica della bruciatura delle stoppie non solo non toglie fertilità al terreno, come dimostrato da numerose pubblicazioni scientifiche, non compromette la presenza della fauna selvatica e risulta pressoché indispensabile alla preparazione dei terreni e a garantire la monosuccessione dei cereali in tali aree. Inoltre, è molto valida sul piano della eliminazione di patogeni ed infestanti in genere, anche e soprattutto per l’agricoltura biologica. Tra l’altro, nelle nostre zone non si possono effettuare arature profonde per la presenza di rocce che rendono impossibile l’interramento di residui colturali. Con la bruciatura delle stoppie, le minori lavorazioni avrebbero, tra l’altro, un impatto positivo sull’ambiente, perché contribuiranno a ridurre l’emissione di 2 milioni di chilogrammi di CO2 nell’atmosfera”, aggiunge Michele Ressa, presidente di Coldiretti Spinazzola, Minervino e Poggiorsini.

La pratica del ringrano è utilizzata nelle aree interne non irrigue, difficili e marginali e dove il frumento (o le graminacee in genere) rappresenta, al momento, l’unica coltivazione effettuabile – secondo Coldiretti Puglia – ed in grado di fornire reddito all’impresa agricola. Sul piano agronomico, in zone che da un punto di vista agro-ecologico vengono definite caldo-aride, la tecnica ha la funzione, quasi indispensabile, di consentire una migliore tenuta “in tempera” dei terreni, onde facilitare le lavorazioni e la successiva utilizzazione agronomica del suolo per una nuova coltura agraria.

Le colture intercalari (o ripetute) vengono, invece, praticate nelle aree irrigue dove, dopo la raccolta del grano (entro giugno) quale coltura principale, si procede all’eliminazione dei residui colturali (stoppie) e alla successiva introduzione di una coltura ortiva in pieno campo (es. broccolo, cavolo, ecc…), intercalare appunto, prima della semina di una nuova coltura principale – conclude Coldiretti Puglia – con un positivo ritorno in termini di giornate lavorative e di reddito per il comparto e con evidenti miglioramenti delle caratteristiche chimico-fisiche-biologiche del terreno.

 

SICILIA, GIORNATA DESERTIFICAZIONE: RIPOPOLARE LE AREE INTERNE 

Il rischio desertificazione che riguarda un quinto del territorio nazionale non risparmia la Sicilia soprattutto a causa del progressivo consumo di suolo e della mancata valorizzazione dell’attività agricola nelle aree più difficili. E’ quanto afferma la Coldiretti regionale in occasione della giornata mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Secondo il Centro Euromediterraneo per i Cambiamenti Climatici – riferisce la Coldiretti – “entro fine secolo in Italia la temperatura potrà aumentare tra 3 e i 6 gradi” con un’estremizzazione del nostro clima accompagnata da precipitazioni violente alternate a periodi di aridità. Una evoluzione che – sottolinea la Coldiretti – si è manifestata in tutta la sua drammaticità già quest’anno con il primo quadrimestre dell’anno segnato da una grave siccità con circa 1/4 di pioggia in meno al quale ha fatto seguito un mese di maggio straordinariamente piovoso con grandine e temporali che hanno provocato pesanti danni alle coltivazioni.

L’abbandono delle zone interne, soprattutto a causa di infrastrutture adeguate – sottolinea Coldiretti Sicilia –  rappresenta una pericolo reale non solo perché intere aree possono essere depredate ma perché ormai i cambiamenti climatici hanno dimostrato quanto siano non prevedibili fenomeni atmosferici.  Su un territorio meno ricco e più fragile per l’abbandono forzato dell’attività agricola in molte aree interne si abbattono – continua l’organizzazione – gli effetti dei cambiamenti climatici, favoriti anche dal fatto che l’ultima generazioni in 25 anni è responsabile della cementificazione e dell’abbandono provocati da un modello di sviluppo sbagliato.

L’’agricoltura è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici, ma è anche il settore più impegnato per contrastarli – conclude Coldiretti Sicilia – . Servono – interventi di manutenzione, risparmio, recupero e riciclaggio delle acque, campagne di informazione ed educazione sull’uso corretto dell’acqua, un impegno per la diffusione di sistemi di irrigazione a basso consumo, ma anche ricerca e innovazione per lo sviluppo di coltivazioni a basso fabbisogno idrico.

 

PUGLIA, SPRECHI ALIMENTARI: IN PATTUMIERA 310MILA TON CIBO L’ANNO

In Puglia il cibo buttato supera le 310mila tonnellate all’anno. E’ quanto afferma Coldiretti Puglia, in occasione della presentazione della campagna di comunicazione della Regione Puglia per la lotta agli sprechi alimentari che ha come testimonial due attori simbolo della pugliesità, Emilio Solfrizzi e Antonio Stornaiolo.  Fare la lista della spesa, leggere attentamente la scadenza sulle etichette, verificare quotidianamente il frigorifero dove i cibi vanno correttamente posizionati, effettuare acquisti ridotti e ripetuti nel tempo, privilegiare confezioni adeguate, scegliere frutta e verdura con il giusto grado di maturazione, preferire la spesa a km 0 e di stagione che garantisce una maggiore freschezza e durata, riscoprire le ricette degli avanzi, dalle marmellate di frutta alle polpette fino al pane grattugiato, ma anche non avere timore di chiedere la doggy bag al ristorante, sono alcuni dei consigli elaborati dalla Coldiretti per arginare gli sprechi alimentari.

“La biodiversità può essere uno strumento strutturale nella lotta agli sprechi alimentari e nutrizionali, perché il maggior valore riconosciuto alle varietà biodiverse recuperate determina più attenzione agli sprechi e minori perdite, avvicinando produttori e consumatori nelle filiere corte, ecologiche, locali. Ogni pugliese butta nella spazzatura nel corso dell’anno fino a 80 chili di prodotti agroalimentari. Meglio, dunque, prediligere i prodotti di stagione, scegliendo la frutta e le verdure al giusto grado di maturazione e conservandola adeguatamente, dividendo quella che si intende consumare a breve con quella che si prevede di conservare più a lungo”, dice Savino Muraglia, presidente regionale della Coldiretti.

Il mondo agricolo potrebbe svolgere uno straordinario ruolo di sussidierà e utilità sociale, recuperando e donando alle persone bisognose prodotti agricoli e agroalimentari, ritirati dalla vendita per assenza di domanda, per eventuali danni provocati da eventi meteorologici o invenduti a causa di errori nella programmazione della produzione aziendale.

“Gli sprechi alimentari si rivelano per il 54 per cento al consumo, per il 21 per cento nella ristorazione, per il 15 per cento nella distribuzione commerciale, per l’8 per cento nell’agricoltura e il 2 per cento nella trasformazione. La nostra grande rete delle fattorie e dei mercati a chilometro zero di Campagna Amica – ricorda Angelo Corsetti, direttore di Coldiretti Puglia – è già impegnata da anni nel contenimento degli sprechi, perché la vendita diretta contribuisce a ridurre le distanze ed i tempi di trasporto e garantisce maggiore freschezza e periodi più lunghi di conservazione degli alimenti”.

Eppure per evitare di buttare il cibo basterebbe seguire pochi semplici accorgimenti, come spiega il decalogo della Coldiretti. Importante innanzitutto è programmare la propria spesa, magari facendo la tradizionale lista, ma anche prediligendo acquisti ridotti ma più frequenti. La classica maxispesa quindicinale o mensile negli ipermercati aumenta infatti – ricorda Coldiretti – il rischio di ritrovarsi nel frigo prodotti scaduti. Fare poi la spesa a chilometri zero in filiere corte con l’acquisto di prodotti locali taglia del 60% lo spreco alimentare rispetto ai sistemi alimentari tradizionali, secondo una analisi della Coldiretti sulla base dello studio Ispra. Lo spreco alimentare – sottolinea la Coldiretti – scende dal 40-60% per i sistemi alimentari di grande distribuzione alimentare ad appena il 15-25% per gli acquisti diretti dal produttore agricolo. Coloro che si approvvigionano esclusivamente tramite reti alimentari alternative sprecano meno perché – conclude la Coldiretti – i cibi in vendita sono più freschi e durano di più e perché non devono percorrere lunghe distanze con le emissioni in atmosfera dovute alla combustione di benzina e gasolio.

 

CUNEO, GUERRA COMMERCIALE USA-INDIA: NUOVE FRONTIERE PER LE MELE CUNEESI

Ci sono concrete prospettive di crescita per le mele cuneesi, legate alla guerra dei dazi in atto tra Stati Uniti e India. Alla decisione del Presidente americano Trump di ritirarsi dal trattato commerciale preferenziale con l’India, il Paese asiatico ha risposto imponendo dazi su 28 prodotti statunitensi, tra cui le mele. Con queste misure, che danneggiano gli Stati Uniti, il principale esportatore di mele al mondo – in una classifica che vede il nostro Paese piazzarsi al terzo posto – la domanda di mele italiane è destinata a crescere.  Già nel primo trimestre 2019, le esportazioni di mele Made in Italy in India hanno superato per la prima volta i 30 milioni di chili con un aumento record di quindici volte rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Le mele sono il prodotto d’importazione più consumato in India, il cui mercato è in costante crescita. Tra le varietà più in linea con le richieste del Paese asiatico figurano le Gala, le Red Delicious e le Granny, che presentano le caratteristiche più adatte a sostenere un viaggio di quattro settimane mantenendo inalterati la croccantezza e il gusto che le caratterizzano.

Proprio le Gala e le Red Delicious sono i gruppi varietali più importanti per gli impianti di meli delle aziende agricole cuneesi, che producono l’80% delle mele in Piemonte, tra le regioni produttrici più importanti d’Italia e d’Europa. Sono poco più di 2.000 i produttori cuneesi che coltivano mele su quasi 5.300 ettari di superficie dedicata.

“La guerra dei dazi – dichiara Roberto Moncalvo, Delegato Confederale di Coldiretti Cuneo – è un elemento distorsivo e pericoloso per il commercio mondiale, ma nel nuovo scenario venutosi a creare si aprono anche opportunità per le eccellenze cuneesi, che dobbiamo saper cogliere. Aprirsi a nuovi mercati è essenziale per la crescita delle nostre imprese, già alle prese con ostacoli che frenano il nostro export, dall’embargo russo alle barriere commerciali in Cina”.

“L’India – aggiunge Tino Arosio, Direttore di Coldiretti Cuneo – rappresenta uno sbocco commerciale dalle grandi potenzialità in particolare per le Red Delicious cuneesi, considerando che l’export di questa varietà di mele si è ridotto molto negli ultimi tempi in Medio Oriente, per mutate esigenze di mercato, e nel Nord Africa, per ragioni di instabilità politica”.

 

VERCELLI-BIELLA, INVASIONE DI CIMICI ASIATICHE: SIAMO PRONTI A COMBATTERLA

Anche nelle provincie di Vercelli e Biella ci si aspetta nei prossimi giorni il boom della “cimice marmorata asiatica”, un insetto originario dal sud est asiatico che non ha competitori tra gli insetti locali. Con il ritorno del caldo, puntuale torna l’invasione, in tutto il Nord Italia. Monitorata per la prima volta in Emilia Romagna nel 2014, nel 2016 questo insetto è arrivato nelle nostre provincie causando danni specialmente nella zona frutticola del vercellese, dove nel 2017 sono state danneggiate circa il 30% delle produzioni, secondo stime di Coldiretti, che torna a portare l’attenzione su questa emergenza.

Più grande della cimice comune, quella asiatica (Halyomorpha halys) è anche più vorace: colpisce ortaggi, piante in vivaio, soia, mais, frutta, che punge e deforma. È anche più prolifica: deposita le uova almeno due volte l’anno con 300-400 esemplari alla volta.

Quest’anno ci si aspetta una nuova invasione, con un numero di esemplari maggiore rispetto allo scorso anno perché le temperature miti dell’inverno ne hanno facilitato la sopravvivenza, ma la task force messa a punto lo scorso anno, in cui Coldiretti è stata parte attiva con i suoi tecnici, è già ripartita e, in base ai risultati del 2018, le speranze di riuscire a limitare la proliferazione della cimice e i danni sono buone.

Nel 2018, infatti, Coldiretti Piemonte, insieme al Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università degli Studi di Torino, a Fondazione Agrion e al Gruppo Ferrero hanno istituito un osservatorio per allargare e approfondire la ricerca sulle strategie di lotta alla cimice asiatica. Sono state installate centinaia di trappole, di cui una quindicina nella provincia di Vercelli e Biella, in particolare intorno alla zona del lago di Viverone, dove sono particolarmente presenti questi insetti. Grazie alle catture si è monitorato il ciclo di vita delle cimici e si è studiato quando procedere ai trattamenti in maniera più efficace e tempestiva per poterle colpire, diminuendo in modo significativo trattamenti e danni. Nelle sole provincie di Vercelli e Biella nel 2018 si è registrato solo il 5/10% di raccolto frutticolo danneggiato. Coldiretti Vercelli-Biella ha coinvolto anche le autorità locali, contribuendo a informare la popolazione e collaborando con i sindaci per ottimizzare le attività di contrasto.

Paolo Dellarole, presidente di Coldiretti Vercelli – Biella, spiega: “Stiamo al momento riuscendo a contenere il fenomeno grazie a trattamenti mirati ed alla costante azione di monitoraggio dei nostri tecnici che, visti i risultati, non si fermerà. La sinergia sui territori ha reso possibile lo studio di strategie appropriate, adottando i metodi più sostenibili, con una particolare attenzione all’ambiente al fine di salvaguardare la qualità delle produzioni. È importante proseguire a marcia spedita con la ricerca per interventi a basso impatto ambientale, attività già avviata con importanti centri universitari”.

Si è trovato anche un antagonista naturale, sempre proveniente da Oriente, per ora monitorato in maniera sperimentale: si tratta della cosiddetta “Vespa Samurai” (Trissolcus japonicus). La Commissione Agricoltura del Senato ha approvato all’unanimità ad aprile una risoluzione che impegna il governo ad approvare rapidamente il decreto ministeriale per l’immissione di specie e popolazioni non autoctone di organismi antagonisti di insetti alieni nel territorio italiano e ad accelerare le altre fasi dell’iter per autorizzare l’uso della vespa samurai, antagonista naturale della cimice, e Coldiretti chiede che sia data la massima priorità ad accelerare quanto più possibile le fasi dell’iter di autorizzazione in modo da consentire l’azione in campo contro la cimice asiatica già durante la campagna agricola 2019.

 

NOVARA-VCO, AVIS IN FESTA: PREMIATA ANCHE EPACA COLDIRETTI  

Sabato 15 giugno si è svolta la manifestazione “Avis in Festa” organizzata da Avis Novara, una giornata in cui si sono ricordati i valori dell’Associazione Italiana Volontari Sangue, che tante vite ha salvato con la sua attività e attraverso le donazioni di sangue.

Anche Epaca Coldiretti Novara-VCO, nella persona di Paolo Favini, ha ricevuto una targa di riconoscimento per la collaborazione con Avis. L’Ente di Patrocinio e Assistenza per i Cittadini e l’Agricoltura, il patronato di Coldiretti, ha infatti stabilito una convenzione che permette a tutti i soci donatori Avis di usufruire dei servizi alla persona erogati da Epaca Coldiretti e dal Caf. Nella stessa giornata all’Avis sono stati donati anche cinquanta chilogrammi di Riso Carnaroli da parte dell’Azienda Agricola Rizzotti, rappresentata dal titolare Fabrizio Rizzotti, associato Coldiretti e presidente dell’Associazione Agrimercato Novara Vco.

 

MACERATA, CARNE E ORTOFRUTTA PER IL PRANZO DEL PAPA TRA I TERREMOTATI 

La sosta pranzo del Papa con i prodotti genuini del territorio forniti dagli agricoltori di Coldiretti Macerata. Pare che Francesco, in visita ieri a Camerino, abbia particolarmente apprezzato il menu che gli è stato servito alla Comunità San Paolo durante il ristoro di metà giornata. Tanto da alzarsi a fine pasto e andare a ringraziare in cucina. Merito dei cuochi ma anche della bontà degli ingredienti utilizzati. Arrivati direttamente dalle mani dei produttori maceratesi chiamati da Coldiretti, su invito dell’arcivescovo di Camerino, S.E. Francesco Massara, per la fornitura. Come i soci della Bovinmarche che hanno messo a disposizione la carne 100% marchigiana, Paolo Froccani e Vittorio e Gianmario Menatta che hanno portato patate, verdure, erbe di campo, meloni, fragole e albicocche. Il tutto è finito in un menu semplice e gustoso per il Pontefice e le decine di religiosi che erano al suo seguito.

“A nome di tutti – commenta il presidente di Coldiretti Macerata, Francesco Fucili – voglio ringraziare i soci che hanno risposto presente a questa chiamata e hanno messo a disposizione i frutti del loro lavoro. Abbiamo apprezzato molto la semplicità e la vicinanza che il Santo Padre ci ha confermato con la sua visita. Confidiamo che le sue parole riescano a far partire realmente una ricostruzione in forte ritardo con il conseguente rischio per questi territori di essere lasciati all’abbandono”.

 

VARESE, AGRITURISMO: AL CENTRO IL TERRITORIO: ALMENO 4 PRODOTTI SU 5 LOMBARDI

Dalla pianura, ai laghi, alle montagne, gli agriturismi della provincia di Varese rappresentano una meta sempre più ambita per turisti italiani e stranieri, che hanno modo di riscoprire i sapori di un territorio dalle mille potenzialità. Lo rimarca Coldiretti Varese, commentando positivamente le modifiche apportate alla legge regionale sull’agricoltura che mette al centro i sapori del territorio. Infatti, almeno 4 prodotti agricoli su 5 (pari all’80%) serviti negli agriturismi dovranno essere made in Lombardia.

“In questo modo le nostre aziende saranno ancora di più ambasciatrici delle tipicità locali” spiega Massimo Grignani, Presidente di Terranostra Lombardia e Terranostra Varese (Terranostra è l’associazione agrituristica promossa da Coldiretti)”. “Inoltre, in generale, pesce e vini serviti potranno essere solo di origine lombarda”.

Alla base del successo degli agriturismi della provincia di Varese – sottolinea la Coldiretti – c’è la possibilità di mangiare i piatti della tradizione, i cui segreti sono conservati da generazioni nelle campagne. Il cibo – conclude la Coldiretti – rappresenta il vero valore aggiunto delle vacanze nel territorio prealpino e lombardo: la nostra regione, infatti, può contare su un’agricoltura in grado di produrre oltre trecento tesori della tavola certificati, con 34 tra DOP e IGP, 41 denominazioni vinicole tra Docg, Doc e Igt e 251 prodotti tradizionali.

 

PUGLIA, PESCE AZZURRO ADDIO: SOLO 56,6% NE MANGIA UNA VOLTA ALLA SETTIMANA

Crollano gli acquisti di pesce azzurro che fanno segnare un calo che varia dal -5% per le sarde al -10% per le alici fino al -15% per lo sgombro, di contro cresce il consumo di spigole del 6,1%. E’ quanto emerso dal rapporto “SOS pesce italiano” elaborato da Coldiretti Impresapesca sulla base di dati relativi al primo quadrimestre del 2019 dell’Ismea, presentato in occasione della Giornata Nazionale del Pesce Italiano, celebrata al Mercato di Campagna Amica di Via Appia a Brindisi, per far cambiare la rotta dei consumi, conoscere caratteristiche, qualità ed aiutare a fare scelte di acquisto consapevoli.

A subire un netto calo sono anche gli acquisti – continua la Coldiretti – di pesce bianco con la riduzione dei consumi che coinvolge soprattutto le triglie in calo del 14,2%, merluzzi – 4,3%, le sogliole -3,6%, e le orate -2,1%. In forte crescita è invece la domanda dei molluschi, dai polpi (+18,6%) alle seppe (+10,6%) fino alle vongole (+25,6%). Un fenomeno che si spiega soprattutto – rileva Coldiretti – con gli effetti del cambiamento degli stili di vita e la nuova tendenza da parte dei consumatori a preferire tipologie di pescato più facile da utilizzare in cucina, meglio se privo di spine o comunque semplice da pulire, oltre che dal sapore più delicato. Questo trend è sostenuto anche dalla produzione dell’acquacoltura, dalle spigole alle orate.

“In Puglia paradossalmente i consumi di pesce sono tra i più bassi d’Italia, nonostante sia una regione con 800 chilometri di costa e una tradizione marinara molto forte. Solo il 56,6% dei pugliesi consuma pesce almeno una volta alla settimana, al 14esimo posto della classifica nazionale, ne mangiano meno di campani, marchigiani, lucani, umbri, abruzzesi, toscani, valdostani e liguri. La diminuzione del consumo di pesce azzurro impatta direttamente anche sulla salute, visto che questo tipo di prodotti ittici ha importanti caratteristiche nutrizionali, essendo il più ricco in assoluto per contenuto di Omega3, che proteggono il cuore, sostengono il metabolismo e combattono l’invecchiamento”, spiega Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

Il Tutor del Mare, il biologo Pierpaolo Martano, ha spiegato, pesci alla mano, varietà, qualità e caratteristiche organolettiche del ‘buon pescato’, dando consigli utili per riconoscere il vero pesce a miglio0 dalle imitazioni importate dall’estero.  Quasi 8 pesci su 10 consumati in Italia sono stranieri spesso senza che i consumatori lo sappiano, soprattutto a causa della mancanza dell’obbligo dell’indicazione di origine sui piatti consumati al ristorante che consente di spacciare per nostrani prodotti provenienti dall’estero che hanno meno garanzie rispetto a quello Made in Italy, dice Coldiretti.

Il consumo pro capite degli italiani è di circa 28 kg di pesce all’anno – sottolinea Coldiretti -, superiore alla media europea ma decisamente basso se confrontato con quello di altri Paesi che hanno un’estensione della costa simile, come ad esempio il Portogallo, dove se ne mangiano quasi 60 kg, praticamente il doppio. Non a caso il pesce rappresenta solo la sesta voce di spesa nel carrello alimentare delle famiglia italiane per un valore che nel 2018 è stato di 488 euro, sostanzialmente sui livelli di dieci anni fa, secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat. E intanto la flotta peschereccia pugliese, denuncia Coldiretti, ha perso oltre 1/3 delle imprese e 18.000 posti di lavoro, con un contestuale aumento delle importazioni dal 27% al 33%.

Di assoluto rilievo i numeri del settore in Puglia, segnala Coldiretti, il cui valore economico è pari all’1% del PIL pugliese e arriva fino al 3,5% se si considera l’intero indotto, conta 1500 imbarcazioni, 5000 addetti, 10 impianti di acquacoltura e mitilicoltura. Le aree vocate sono prioritariamente Manfredonia, Molfetta, sud Barese, Salento, dove il pescato più importante è costituito da gamberi, scampi, merluzzi.

Una crisi quella del settore ittico, che si trascina da 30 anni – rileva Coldiretti Puglia – in un mercato, quello del consumo del pesce, che aumenta, ma sempre più in mano alle importazioni. La produzione ittica derivante dall’attività della pesca è da anni in calo e quella dell’acquacoltura resta stabile, non riuscendo a compensare i vuoti di mercato creati dell’attività tradizionale di cattura. Una rinascita che passa per il mercato e sulla quale Coldiretti sta cercando di impegnarsi a fondo, facendo partire iniziative nei Mercati di Campagna Amica che hanno come obiettivo la vendita diretta, la semplificazione e la tracciabilità.

I consumatori al Mercato di Campagna Amica di Via Appia a Brindisi sono stati presi per la gola, grazie alla maestria culinaria del Fischerchef Pietro Ligorio che ha cucinato il pesce con ‘carta d’identità’ dell’azienda InMare di Aldo Reho di Gallipoli, dilettando i palati con le frittatine di ombrina, la zuppa di polpo, calamaro, scorfano, gallinella e lutrino, il polpo fritto su crema di patata di Galatina DOP, la palamita all’aceto con contorno di bucce fritte di patata di Galatina DOP, le friselline di ombrina affumicata, il turbante di spigola con verdurine croccanti su crema di zucchine all’aglio.

Il consiglio di Coldiretti Impresapesca è di verificare sul bancone l’etichetta, che per legge deve prevedere l’area di pesca (Gsa). Le provenienze da preferire sono quelle dalle Gsa 9 (Mar Ligure e Tirreno), 10 (Tirreno centro meridionale), 11 (mari di Sardegna), 16 (coste meridionali della Sicilia), 17 (Adriatico settentrionale), 18 (Adriatico meridionale), 19 (Jonio occidentale), oltre che dalle attigue 7 (Golfo del Leon), 8 (Corsica) e 15 (Malta). Per quanto riguarda il pesce congelato c’è l’obbligo di indicare la data di congelamento e nel caso di prodotti ittici congelati prima della vendita e successivamente venduti decongelati, la denominazione dell’alimento è accompagnata dalla designazione “decongelato”.

 

BERGAMO, CINGHIALI: UN TAVOLO CON AGRICOLTORI, MONDO VENATORIO E ISTITUZIONI

Un incontro con i rappresentanti del mondo agricolo, del mondo venatorio e del mondo istituzionale per affrontare il grave problema dei danni causati dai cinghiali. Lo ha organizzato Coldiretti Bergamo per lunedì 17 giugno p.v. alle ore 18,30 presso la Sala Consiliare del Comune di Berzo San Fermo sita in via Monsignor Trapletti nr. 15.

“Abbiamo messo in atto questa ulteriore iniziativa – spiega il presidente di Coldiretti Bergamo Alberto Brivio – visto il perdurare delle difficoltà patite da innumerevoli aziende agricole in alcune aree della provincia di Bergamo a causa dell’incontrollata proliferazione degli animali selvatici in particolare i cinghiali il cui numero è, negli ultimi anni, cresciuto in modo preoccupante e non più sostenibile”.

Coldiretti Bergamo sottolinea che i rischi di tale eccessiva presenza non sono legati solamente agli ingenti danni procurati alle colture agrarie, ma anche al fatto che mettono a rischio la sicurezza dei cittadini come testimoniato dai recenti incidenti stradali provocati. Inoltre i cinghiali, in quanto soggetti non confinati, possono diventare vettori di alcune malattie trasmissibili quali la peste suina che rischierebbe di minare l’importante attività di allevamento suinicolo della nostra provincia.

Nel corso dei lavori si parlerà delle emergenza dei danni provocati all’agricoltura dai selvatici in generale, ungulati in primis, ma anche dalle nutrie, piccioni inselvatichiti, ecc. affinché si possa portare ai livelli di vera decisione politica il contributo del tavolo.

 

 

Appuntamenti

 

MASSA C.: PESCATURISMO, RISTORAZIONE E RISORSE PER DIVERSIFICARE ATTIVITA’

Martedì 25 giugno

Un bando rivolto ai pescatori del Mar Tirreno: presentazione in Camera di Commercio a Carrara.

Parola d’ordine: diversificare. Non solo più e soltanto pesca, il futuro per i pescatori del Mar Tirreno, sarà la diversificazione o la multifunzionalità. Come? Attraverso attività secondarie collegate alla tradizionale pesca come la ristorazione, il pescaturismo, la didattica fino agli investimenti per rendere più efficiente e moderna l’attività a bordo rendendola sostenibile e più rispettosa dell’ambiente. Sono alcune delle attività previste dal bando “Flag Alto Tirreno” mette a disposizione dei pescatori risorse per finanziare gli investimenti che contribuiscono alla diversificazione del reddito tramite lo sviluppo di azioni complementari correlate, come anticipato, all’attività principale della pesca. Lo rendono noto Impresa Pesca Coldiretti che ha organizzato, al fine di illustrare le possibilità di pescatori, un incontro pubblico di presentazione in programma martedì 25 giugno (dalle ore 10.30) presso la sede della Camera di Commercio di Massa Carrara a Carrara (Ms). Il bando scade alle ore 13.00 del 20 luglio 2019. 

 

PISA/LIVORO, CONFERENZA STAMPA CONTRO LA XYLELLA

Martedì 18 giugno

Martedì 18 giugno dalle 9:30, si terrà a Pisa presso la sede di Coldiretti in via Nenni 24, la riunione dei partecipanti al progetto LIFE-Resilience – Pratiche agricole sostenibili per prevenire la Xylella fastidiosa negli impianti intensivi olivicoli e mandorlicoli. L’obbiettivo dell’incontro è di condividere i progressi del progetto, per valutare le prossime attività e le eventuali ulteriori azioni da intraprendere. Si tratta di un progetto di grande valore scientifico e ambientale, che punta alla prevenzione della malattia e alla conservazione della biodiversità.

Al termine dell’incontro è convocata una conferenza stampa alle ore 12, per illustrare le principali novità emerse dal progetto. Partecipano: – il dott. Claudio Cantini, CNR-IVALSA; – Fabrizio Filippi, presidente di Coldiretti Toscana e del Consorzio Olio Toscano Igp. Per ulteriori informazioni sul progetto LIFE-Resilience: http://www.liferesilience.eu/ Per info sull’incontro di domani:

Xylella, a Pisa la riunione del progetto LIFE-Resilience

 

CALABRIA: L’ENOTURISMO UNA GRANDE OPPORTUNITÀ PER IL TERRITORIO

Giovedì 20 giugno 

Accogliere enoturisti sarà adesso più semplice tutto l’anno. Il Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo ha emanato le linee guida che regolano le attività di conoscenza del vino espletate nel luogo di produzione. L’attività delle aziende vitivinicole diventa attività connessa e per accogliere in vigna e in cantina gli enoturisti basterà presentare al Comune la Scia (Segnalazione certificata di inizio attività). Le imprese potranno far degustare e vendere il proprio vino in abbinamento ad alimenti tipici locali ‘freddi’.  Per illustrare le novità di questa importante regolamentazione che crea notevoli opportunità di sviluppo per il territorio e per le imprese agricole,

Coldiretti Calabria e la Fondazione Campagna Amica hanno organizzato un seminario/convegno che si terrà giovedì 20 giugno p.v. a partire dalle 16,30 nell’Agriturismo Villa Santa Caterina –Via Carigliato,76 a Montalto Uffugo (CS). Interverranno tra gli altri Klaus Algieri Presidente della Camera di Commercio di Cosenza, Gennaro Convertini Presidente Enoteca Regionale, Laura Barbieri Presidente Fipe-Confcommercio Cs, Demetrio Stancati Presidente Consorzio Dop Terre di Cosenza, Vito Senatore imprenditore vitivinicolo di Cirò e Franco Aceto Presidente Coldiretti Calabria.

Le relazioni saranno tenute da esperti legali e fiscali della Confederazione Nazionale Coldiretti. I lavori saranno moderati da Attilio Salerno, Responsabile Area Fiscale Coldiretti Calabria. “Una semplificazione notevole –spiega Francesco Cosentini, direttore di Coldiretti Calabria- che permetterà alle nostre aziende di valorizzare e monetizzare il loro patrimonio, che non è fatto solo di eccellenti vini, ma è anche cultura, paesaggio e buona alimentazione.

Tra le iniziative che rientrano nella normativa anche quelle a carattere didattico e ricreativo nell’ambito delle cantine. Si accentua, insomma, la caratteristica delle moderne imprese agricole di essere multifunzionali, con risvolti ambientali, occupazionali e naturalmente economici molto positivi. Inoltre, con queste novità si valorizza ulteriormente la rete delle aziende di Campagna Amica che si arricchisce con nuove funzioni”. In questi ultimi anni – conclude Coldiretti – in Calabria oltre ad un notevole salto di qualità delle cantine, testimoniato da una forte partecipazione al Vinitaly, si è assistito al fenomeno dell’enoturismo che ha fatto riscoprire tante realtà a volte nascoste. Agricoltori certo, ma anche co-attori importanti della valorizzazione turistica del territorio.

 

PADOVA: #TINTARELLA DAY AL MERCATO DI C.A. DEL QUARTIERE FORCELLINI

Martedì 18 giugno

Mirtilli, meloni, albicocche, ma soprattutto carote, pomodori di tutti i colori, radicchi e lattuga per fare il pieno di vitamina A e preparare la pelle ai raggi del sole di questa estate tanto sospirata. Nei mercati di Campagna Amica di Coldiretti sono tante le possibilità di abbinare frutta e verdura per aiutare il colore ambrato: dagli estratti alle macedonie, dalle insalate al pinzimonio tutto è possibile durante il #tintarelladay.

Domani, martedì 18 giugno dalle 14 alle 19 appuntamento al Mercato di Campagna Amica del Quartiere Forcellini a Padova, con estratti, centrifughe di frutta e verdura e consigli per un’abbronzatura 100% naturale, il tutto grazie ai prodotti a chilometro zero. L’invito degli agricoltori è di andare tra le bancarelle per conoscere la top ten dei prodotti che fanno bene alla pelle e aiutano l’abbronzatura elaborata su basi scientifiche e commentata dagli esperti. Inoltre saranno presentati i piatti freddi dell’estate messi a punto dall’agrichef Manuel Innocenti e proposti in degustazione insieme alle centrifughe a “km zero”.

Il consiglio per tutti è di esporsi gradualmente al sole evitando le ore più calde soprattutto in caso di carnagione chiara ma anche l’alimentazione – sottolinea Coldiretti Padova – aiuta a “catturare” i raggi del sole ed è anche in grado di difendere l’organismo dalle elevate temperature e dalle scottature.

La dieta adeguata per una abbronzatura sana e naturale si fonda – precisa la Coldiretti – sul consumo di cibi ricchi in Vitamina A che favoriscono la produzione nell’epidermide del pigmento melanina che protegge dalle scottature e dona il classico colore scuro alla pelle. Sul podio del “cibo che abbronza” secondo la speciale classifica stilata dalla Coldiretti salgono carote, radicchi e albicocche, ma sono d’aiuto anche insalate, cicoria, lattughe, meloni, peperoni, pomodori, fragole o ciliegie. Il primo posto è conquistato indiscutibilmente dalle carote che contengono ben 1200 microgrammi di Vitamina A o quantità equivalenti di caroteni per 100 grammi di parte edibile. Al posto d’onore – continua Coldiretti Padova – salgono gli spinaci che ne hanno circa la metà, a pari merito con il radicchio mentre al terzo si posizionano le albicocche seguite da cicoria, lattuga, melone giallo e sedano, peperoni, pomodori, pesche gialle, cocomeri, fragole e ciliege che presentano comunque contenuti elevati di vitamina A o caroteni.

Con il caldo infatti è importante consumare frutta e verdura fresca, fonte di vitamine, sali minerali e liquidi preziosi per mantenere l’organismo in efficienza e per combattere i radicali liberi prodotti come conseguenza dell’esposizione solare. Antiossidanti “naturali” sono infatti le vitamine A, C ed E che – sottolinea Coldiretti Padova – sono contenute in abbondanza in frutta e verdura fresca. Alla buona alimentazione vanno accompagnate regole di buon senso nell’esposizione al sole soprattutto all’inizio della stagione. E’ quindi importante conoscere il proprio fototipo ed utilizzare creme adeguate alla propria pelle, soprattutto su bambini, ridurre al minimo le esposizioni ai raggi solari, specie nelle ore centrali della giornata, non esporsi al sole con profumi ed essenze e – spiega la Coldiretti – utilizzare indumenti adeguati (cappelli, magliette, occhiali). In caso di scottature o di disidratazione della pelle possono essere utili – conclude la Coldiretti – anche alcuni rimedi naturali come impacchi di yogurt bianco intero oppure maschere con fette di anguria oppure la polpa di mela grattugiata stesa sulle zone più arrossate.

Il #tintarelladay continua per tutto il mese di giugno nei mercati di Campagna Amica della nostra provincia. I prossimi appuntamenti: giovedì 20 giugno a Noventa Padovana ore 14-19; venerdì 21 a Bresseo di Teolo ore 8-13; martedì 25 giugno a Montegrotto ore 8-12.30; mercoledì 26 giugno Padova Quartiere Cave ore 8-12 e al pomeriggio ore 15-19 quartiere Mandria.

 

VENETO: VITICOLTURA D’ALTA QUOTA, CONVEGNO COLDIRETTI A STABIE DI LENTIAI

Oggi

Oggi 17 giugno alle ore 10e30 in località Stabie di Lentiai nella sala del ristorante Miravalle, i giovani viticoltori di alta quota di Coldiretti Belluno saranno i protagonisti del convegno dal tema “Viticoltura ed ambiente: tecniche di difesa a basso impatto ambientale e vitigni resistenti alle malattie”.

Quella della provincia bellunese sta diventando un caso studio – commentano i tecnici di Coldiretti Veneto – sia per i nuovi viticoltori cosiddetti eroici che per la questione dei cambiamenti climatici che ha spostato molte delle coltivazioni di pianura in montagna oltre che per le scelte innovative a ridotto impatto ambientale intraprese dalle nuove generazioni”.

Il programma della giornata prevede gli interventi del professor Roberto Causin dell’Università di Padova, del dottor Riccardo Velasco del Centro Ricerca di Conegliano e dopo la pausa pranzo a cura dell’Agrichef Marco Casagrande la presentazione di alcune realtà locali che testimonieranno la produzione enologica provinciale e gli sviluppi possibili del comparto in un territorio pronto a giocarsi la sfida dei mercati internazionali.

 

VICENZA: AL VIA CORSO DI FORMAZIONE PER 13 NUOVI AGRICHEF A CASTELGOMBERTO

Martedì 18 giugno 

Tredici nuovi chef contadini, vicentini e padovani, ai fornelli e 112 ore di formazione sul campo. Sono questi i numeri del nuovo grande corso di formazione per agrichef che prenderà il via domani, martedì 18 giugno 2019 all’Agriturismo Le Poscolo di Castelgomberto. Docente d’eccezione sarà Diego Scaramuzza, presidente nazionale di Terranostra e da anni uomo simbolo della cultura contadina a tavola, grazie alla straordinaria capacità di esaltare in tavola i sapori del territorio.

La storia di un territorio, infatti, passa anche attraverso il cibo e le sue tradizioni, e sono proprio questi i valori che i 13 aspiranti agrichef dovranno cercare di far propri, attraverso un progetto di formazione ambizioso, che avrà quale sede uno degli agriturismi simbolo del territorio berico.

“Siamo molto fieri di questo percorso che affronteranno i 13 aspiranti agrichef – commentano il presidente provinciale di Coldiretti Vicenza, Martino Cerantola ed il direttore Cesare Magalini – in quanto rappresenta il migliore dei modi per qualificare l’offerta agrituristica nel territorio e, soprattutto, per portare nel piatto un’esperienza straordinaria fatta non solo di sapori, ma anche di tradizione e cultura. Non dobbiamo dimenticare, infatti, che molti visitatori degli agriturismi sono turisti, quindi è importante garantire un servizio di qualità sempre maggiore”.

Durante il percorso, curato da Diego Scaramuzza e supportato da esperti messi in campo da Coldiretti Vicenza, verranno affrontate le preparazioni con prodotti tipici. Particolare attenzione sarà dedicata ai diversi cicli di preparazione dei cibi per le persone celiache e con allergie alimentari. Ricordiamo, infatti, che prima ancora che un piacere, è un dovere per gli agriturismi rispettare le regole, offrendo agli ospiti prodotti del territorio.

Entusiasta per l’iniziativa il presidente nazionale di Terranostra, Diego Scaramuzza: “L’iniziativa è in linea con la buona qualità delle strutture vicentine e padovane e costituisce un valore aggiunto per gli agriturismi del territorio, capaci di offrire un’accoglienza eccellente sotto ogni punto di vista”.

Concetti ribaditi anche dal presidente provinciale di Terranostra Vicenza, Riccardo Lotto: “Valorizzare i prodotti locali attraverso la cucina tradizionale è un modo per tutelare e far conoscere l’unicità delle nostre strutture ricettive: i piatti e l’accoglienza che offriamo ci permettono di far vivere realmente il nostro territorio. I corsi Agrichef di Campagna Amica nascono proprio per rispondere alle esigenze degli agriturismi che vogliono distinguersi, attraverso la qualità del servizio offerto. Avere sempre nuovi stimoli, consigli e linee guida per l’ospitalità sono le carte vincenti per far sì che le nostre strutture siano competitive sul mercato e rispondano alle esigenze del nuovo turismo esperienziale, che anche nella nostra regione sta prendendo sempre più piede”.

La figura dell’Agrichef è espressione sia dell’impresa agricola che del territorio e del suo cibo: un connubio che conferisce valore alle produzioni ed al lavoro degli imprenditori. Con il loro lavoro, le figure formate attraverso questi corsi, sono diventate veri e propri custodi della tradizione culinaria, in grado di rispondere alla domanda del turismo legato alla buona cucina.

“Il nostro è un patrimonio culturale e gastronomico che va tutelato – concludono Cerantola e Magalini – e insieme dobbiamo scommettere sul nostro territorio e sui nostri prodotti, non scendendo mai a compromessi che rischiano di banalizzarci e farci diventare un’offerta commerciale”.

 

CAMPANIA: AGRICAMPUS 2019, AL VIA LA DUE GIORNI DEI GIOVANI DI COLDIRETTI

Sabato 22 e domenica 23 giugno

Agricoltura, innovazione e aree protette. Saranno questi i temi della due giorni di Agricampus 2019, l’appuntamento annuale dei giovani di Coldiretti Campania. Il raduno si terrà dal 22 al 23 giugno a Castello del Matese, in provincia di Caserta, presso l’azienda agrituristica Falode. Il programma prevede approfondimenti ma anche momenti di socializzazione, grazie allo sport. Per l’occasione, infatti, la kermesse di Coldiretti si svolge in contemporanea e in collaborazione con la Matese Half Marathon.

Nella mattina di sabato 22 l’assemblea dei giovani di Coldiretti, con i delegati delle cinque province della Campania, si riunirà per eleggere il nuovo delegato regionale del movimento giovanile. Ad aprire i lavori sarà la delegata uscente Veronica Barbati, eletta lo scorso gennaio leader nazionale di Coldiretti Giovani Impresa. Partecipano all’assemblea elettiva il vicepresidente nazionale di Coldiretti Gennarino Masiello e il direttore regionale Salvatore Loffreda. Nel pomeriggio dalle ore 16 si apriranno le gare sportive intorno al lago del Matese.

Domenica 23 giugno alle 10.30 si terrà il convegno di apertura sul tema “Agricoltura e innovazione nelle aree protette”, con focus dedicati ai vincoli e alle opportunità che le zone ad alta tutela ambientale offrono ai giovani. Sarà affrontato, in particolare, il tema della sostenibilità delle attività agricole rispetto agli obiettivi di tutela di flora e fauna selvatica. Alle 12.30 è previsto l’inizio della cerimonia di premiazione di Oscar Green 2019, finale regionale. I candidati della Campania sono 33 per 6 categorie in concorso ed altrettanti finalisti.

Le categorie sono: “Impresa 4.Terra”, che premia i progetti di quelle giovani aziende agroalimentari che creano una cultura d’impresa esemplare, riuscendo a incanalare creatività, originalità e grande abilità progettuale per lo sviluppo e la crescita dell’agricoltura italiana coniugando tradizione e innovazione attraverso, tra l’altro, l’applicazione di nuove tecnologie; “Campagna Amica”, che premia i progetti che valorizzano i prodotti tipici italiani su scala locale, nazionale e mondiale rispondendo alle esigenze dei consumatori in termini di sicurezza alimentare, qualità e tutela ambientale; “Sostenibilità”, che premia i progetti che hanno ricadute positive sullo sviluppo e la promozione del territorio, sulla trasparenza per agevolare scelte di consumo consapevoli, che puntano alla produzione ecosostenibile e che rispondono al meglio ai principi di economia circolare riducendo al minimo la produzione di rifiuti, risparmiando energia e materiali attraverso processi che tutelano l’ambiente; “Fare Rete”, che premia i progetti che valorizzano la partnership, il legame che unisce quei modelli di imprese, cooperative, Consorzi agrari, società agricole e start up, capaci di creare reti sinergiche con i diversi soggetti della filiera, in grado di massimizzare i vantaggi delle aziende agroalimentari e del consumatore finale, coniugando agricoltura e tecnologia così come artigianato tradizionale e mondo digitale, arrivando fino agli ambiti del turismo, del design e della ricerca accademica; “Noi per il Sociale”, che premia i progetti di agricoltura sociale che rispondono ai bisogni della persona e della collettività, grazie alla capacità di trasformare idee innovative in servizi e prodotti destinati a soddisfare esigenze generali e al tempo stesso creare valore economico e, soprattutto, sociale, aprendo la partecipazione anche ad Enti pubblici, cooperative e consorzi capaci di creare sinergia con realtà agricole; “Creatività”, che premia la creatività dell’idea, che apporti un’innovazione di prodotto e/o di processo, puntando sull’efficienza e rispondendo ad una domanda di mercato sempre più variegata ed eterogenea.

 

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