COMUNICATO STAMPA | Notizie dalle Federazioni

News La Forza del Territorio del 16 luglio 2019

16 luglio 2019
News La Forza del Territorio del 16 luglio 2019

Primo piano

MARCHE

TREBBIATURA DIFFICILE MA LA QUALITÀ È SALVA

Una stagione da incubo per via del meteo, ma la perizia degli agricoltori marchigiani ha salvato la qualità. A trebbiatura finita si iniziano a tirare le somme nelle campagne delle Marche, terza regione cerealicola d’Italia per quanto riguarda il grano duro.

 

La stima di qualche giorno fa, che vedeva un calo medio tra il 5 e il 10% della produzione dovrebbe essere rispettata ma la situazione in regione è totalmente disomogenea, sulla base di quanto conferito dagli agricoltori ai Consorzi agrari. Si passa da zone di pianura dove si è registrata una buona resa, a campi in collina che più hanno subito l’andamento scostante del clima con i primi mesi privi di piogge, un maggio freddo e piovoso e il torrido giugno. La tromba d’aria che la scorsa settimana ha attraversato la regione è arrivata quando il più era fatto. Nelle aree più vicine alla costa la trebbiatura era già conclusa. In quelle collinari, dove le operazioni erano agli sgoccioli, la forza degli elementi è stata meno distruttiva.

“Il grano marchigiano continua a rappresentare un’eccellenza agricola del nostro territorio – commenta Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Marche – Nonostante i disagi e i danni subiti dalle ripetute ondate di maltempo, la trebbiatura è andata a buon fine non solo in termini quantitativi ma anche qualitativi con un’ottima percentuale di proteina. La tecnica e la capacità produttiva dei nostri imprenditori, legate ai contratti di filiera e al recupero di antiche varietà, fanno del frumento un comparto economico di indiscusso rilievo per una regione come la nostra da sempre riconosciuta come culla dell’attività cerealicola”.

Le Marche dovrebbero mantenere la terza piazza d’Italia come produzione di grano duro, dietro a Puglia e Sicilia. Le province che vantano la produzione maggiore sono Ancona e Macerata. Secondo un’elaborazione di Coldiretti Marche su dati Istat rappresentano, con oltre 3,5 milioni di quintali, quasi l’80% del totale regionale. Bene l’orzo sia per produzione che per qualità: si stima una produzione in aumento tra il 5 e il 10%. Bene anche il grano tenero.

 

Dal territorio

 

BASILICATA, FILIERA AGROALIMENTARE: ENI E COLDIRETTI ACCORDO DI COLLABORAZIONE 

Eni e Coldiretti Basilicata hanno siglato oggi il primo accordo attuativo in Italia – che segue il Memorandum d’Intesa siglato a livello nazionale lo scorso 5 luglio – volto alla valorizzazione del settore agroalimentare regionale. Nel dettaglio la collaborazione prevede lo sviluppo congiunto di iniziative in tre ambiti: sviluppo della competitività dei prodotti lucani tramite progetti di valorizzazione agroalimentare e il supporto al marchio “Io sono Lucano”, lanciato da Coldiretti Basilicata nel 2019 e finalizzato a promuovere sul mercato la filiera agroalimentare della Basilicata, valorizzandone la qualità. La seconda area di intervento è la sostenibilità sociale che punta alla diversificazione economica e allo sviluppo della filiera agroalimentare attraverso iniziative per la commercializzazione dei prodotti lucani. Infine, la sostenibilità ambientale che prevede l’avvio di un progetto di monitoraggio della qualità dei prodotti locali, anche nelle aree di operatività di Eni attraverso l’uso di strumenti digitali.

Le parti, inoltre, studieranno possibili iniziative di sinergia, mettendo a fattor comune risorse, competenze tecnologiche e network di ricerca.

Il Presidente Coldiretti Basilicata, Antonio Pessolani, ha commentato “Il progetto ‘Io Sono Lucano’ assume oggi una valenza strategica e trainante per l’intero comparto agricolo e agroalimentare di Basilicata. L’unica via possibile è la rete che parte dalla filiera. Tutti gli attori in campo con un unico obiettivo: fare massa critica, non trascurando la qualità e ad un prezzo equo e giusto per il consumatore oltre al produttore. Non esisterà agricoltura di qualità senza una giusta remunerazione per l’agricoltore. Fare qualità vuol dire anche sostenibilità ambientale e sociale per il territorio. Siamo orgogliosi della grande attenzione verso i progetti Coldiretti di un importante partner quale Eni per le attività di Filiera Italia a livello nazionale e di ‘Io Sono Lucano’ a livello locale. Oggi con la sottoscrizione di questa partnership, l’agricoltura diventa centrale e dimostra che è attrattiva anche per mondi imprenditoriali impensabili in altri tempi”.

Il Responsabile Coordinamento Progetti Val d’Agri di Eni, Walter Rizzi, ha commentato “Ancora una volta abbiamo scelto la Basilicata come la prima Regione in Italia dove concretizzare un’Intesa raggiunta a livello nazionale. Data la nostra presenza sul territorio, da sempre siamo impegnati a rafforzare il dialogo e il legame con la comunità, cercando di unire le nostre competenze e risorse con quelle dei principali attori locali. L’accordo siglato oggi è particolarmente importante in quanto avvia una nuova collaborazione con il settore agroalimentare, strategico per la Basilicata, in grado di contribuire a uno sviluppo duraturo e sostenibile della regione con positive ricadute sull’economia locale. Infine, siamo particolarmente orgogliosi di poter avviare un progetto complesso di analisi ambientali e biologiche, che assicura il controllo della qualità dei prodotti anche nelle aree interessate dalla presenza delle nostre attività nella convinzione di poter ribadire l’assoluta possibile coesistenza fra il mondo agricolo e quello dell’energia, offrendo un nuovo modello innovativo di trasparenza che coinvolge tutti gli attori e va fino ai consumatori finali”.

 

LIGURIA, CALCIO: TRA I GRANDI BOMBER SCENDE IN CAMPO L’AGRICOLTURA ITALIANA 

La prossima stagione calcistica avrà un grande vincitore tra le sue file: per la prima volta la grande “squadra” dei contadini italiani scenderanno in campo negli stadi per promuovere la conoscenza e il consumo del vero cibo Made in Italy, con oltre 11mila tra fattorie, mercati e agriturismi di Campagna Amica. Il fine del progetto è valorizzare le produzioni locali tra le quali spiccano quelle liguri, come olio, basilico e molto altro, ed assieme ad esse l’intera campagna italiana.

È quanto riporta Coldiretti Liguria a seguito della firma del primo accordo tra Coldiretti e  Lega Pro per la valorizzazione, fra tifosi e calciatori delle migliori produzioni agroalimentari del territorio a chilometri zero. L’intesa firmata a Firenze dal Presidente di Coldiretti Ettore Prandini e dal Presidente di Lega Pro Francesco Ghirelli, alla presenza del Presidente della FIFA Gianni Infantino e del Presidente della FIGC Gabriele Gravina, prevede una collaborazione su un ampio progetto legato alla sana e corretta alimentazione nello sport, rivolto ai bambini, ai ragazzi e a tutti gli appassionati di calcio che frequentano gli stadi. L’accordo prevede presenze negli stadi, in occasione delle partite organizzate dalla Lega Pro, con oasi del gusto degli agricoltori di Coldiretti, partecipazione degli agrichef di Campagna Amica con i propri prodotti durante eventi o manifestazioni, coinvolgimento della Lega Pro in percorsi di approfondimento sui temi della legalità e nel progetto “Educazione alla Campagna Amica” nelle scuole italiane con la partecipazione a iniziative su tutto il territorio nazionale.

“Negli stadi non più solo hot dog e noccioline, patatine e popcorn – affermano il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa – ma anche prodotti tipici del nostro territorio, venduti direttamente da chi ogni giorno lavora la nostra terra. La rete didattica di “Educazione alla Campagna Amica” sarà estesa, d’ora in poi, dai banchi di scuola agli stadi con l’obiettivo di formare consumatori consapevoli sui principi della sana alimentazione e della stagionalità dei prodotti, per cercare di fermare il consumo del cibo spazzatura e valorizzare i fondamenti della dieta mediterranea e il legame fra i prodotti dell’agricoltura ai cibi consumati ogni giorno. 

Scegliere le eccellenze del territorio ligure, quali olio, miele, formaggi, salumi, frutta e verdura, fino al pesce del nostro mare è un segnale forte di attenzione al proprio territorio, alla tutela dell’ambiente e del paesaggio, ma anche un sostegno all’economia e all’occupazione della nostra regione”.

 

SALERNO, PIACE SEMPRE PIU’ VACANZA IN AGRITURISMO, PRENOTAZIONI AL 70% ON LINE

Sono “social” i turisti che scelgono le vacanze in agriturismo in provincia di Salerno. Il 70% dei turisti e degli escursionisti che scelgono le strutture – in Campania – passano prima da una ricerca sul web. A spiegarlo è Coldiretti Campania sulla base di un’indagine effettuata tra le aziende agrituristiche aderenti alla rete Campagna Amica. I turisti cercano prima la struttura tramite i social, poi passano alla prenotazione telefonica. Solo un 20% delle prenotazioni negli agriturismi arrivano direttamente da sistemi online. Un dato basso rispetto al turismo tradizionale, che invece nel 2019 ha visto il 50% delle prenotazioni direttamente dalla rete (indagine Coldiretti/Ixé). Un gap che Coldiretti Campania e Terranostra Campania – l’associazione che promuove gli agriturismi della rete Campagna Amica – puntano a superare attraverso un corso di formazione che partirà in autunno.

“In provincia di Salerno registriamo un vero e proprio boom di vacanze in agriturismo – conferma il presidente di Coldiretti Salerno, Vito Busillo – grazie alla qualità offerta dalle nostre strutture che vantano servizi di eccellenza oltre al classico alloggio e ristorazione. Le presenze sono in forte crescita: i più gettonati sono gli agriturismi che sanno diversificare l’offerta, con servizi e iniziative molteplici, facendo vivere un’esperienza che non si ferma al pernottamento ma sa coniugare ambiente, enogastronomia, cultura, escursioni e sport. I nostri agriturismi salernitani hanno ben recepito le richieste dei turisti e stanno diventando sempre più attenti alle richieste di mercato”. 

 

ABRUZZO, DISIMPEGNO: COLDIRETTI CHIEDE UFFICI REGIONALI OPERATIVI IN AGOSTO 

“La ricerca dei colpevoli è a questo punto fuorviante e rischia di far perdere tempo prezioso. E’ necessario lavorare immediatamente e recuperare i mesi persi perché la sopravvivenza di migliaia di imprese è in pericolo”. Lo dice Coldiretti Abruzzo in merito alla possibile perdita di fondi comunitari che potrebbe verificarsi entro il 31 dicembre a danno delle aziende agricole della Regione Abruzzo con il disimpegno di ben 30milioni di euro relativi al Programma di sviluppo rurale.

“E’ un rischio sempre più realistico di cui abbiamo parlato più volte e che abbiamo cercato di evitare non solo con le parole – dice Coldiretti Abruzzo – non più tardi della scorsa estate abbiamo anche consegnato all’assessorato un documento programmatico, in cui evidenziavamo l’emergenza e fornivano soluzioni sul da farsi”. Ma il tempo è passato e i risultati sono noti. “Abbiamo tre mesi per rimediare – aggiunge Coldiretti Abruzzo – la ricetta è sempre valida, ora però occorre uno sforzo straordinario che può arrivare solo dalla struttura regionale. Confidiamo in tal senso nell’attenzione e nell’impegno dei dipendenti che vorranno farsi carico delle sorti delle imprese”.

Per Coldiretti due sono le strade da seguire: da una parte fronteggiare l’emergenza con la risposta immediata degli uffici dell’assessorato regionale che dovrebbero recuperare il tempo perso con un “superlavoro” nei mesi estivi e con una linea di azione ben definita: concludere le istruttorie iniziate, pubblicare le graduatorie e mettere a bando le misure restanti con un occhio di riguardo a quelle più gettonate come il primo insediamento, l’ammodernamento e l’agroambiente. Niente bandi a sportello, però, sottolinea Coldiretti, che per tutelare le richieste di aiuto propone principalmente la formula dello “Stop and go”, già attuata in regioni come Lombardia, Umbria, Basilicata e Valle d’Aosta. “In tali tipologie di avvisi il bando è diviso in una serie di intervalli temporali denominati finestre – spiega Coldiretti – A ciascuna finestra è associata una dotazione che è una quota parte della dotazione complessivamente messa a bando.

Al termine di ogni finestra vengono stilate delle graduatorie che riguarderanno tutte le domande presentate nell’ambito della fase di riferimento”. Altro discorso per il prossimo futuro, che dovrà essere caratterizzato da una rivisitazione dell’impostazione generale del PSR che premi “un generale snellimento della burocrazia e delle procedure che pesi meno su un apparato regionale evidentemente sofferente e sulle tasche degli agricoltori che fanno le spese di queste inefficienze”. Ma per Coldiretti bisogna fare presto. Ogni minuto è prezioso e non può essere sacrificato. 

 

SICILIA, CIBO SANO PER I GOL SICILIANI GRAZIE AD ACCORDO TRA COLDIRETTI E LEGA PRO   

Mangiare pane di grano siciliano con una fetta di ragusano Dop mentre si assiste alle gesta della squadra del cuore. Questa è solo una delle possibilità per degustare il proprio menù “da stadio” grazie all’accordo con la Lega Pro per la valorizzazione fra tifosi e calciatori delle migliori produzioni agroalimentari del territorio. Lo afferma Francesco Ferreri, presidente regionale Coldiretti commentando l’intesa firmata a Firenze dal Presidente di Coldiretti Ettore Prandini e dal Presidente di Lega Pro Francesco Ghirelli, per il prossimo campionato.  

L’intesa – spiega Francesco Ferreri –  prevede una collaborazione su un ampio progetto legato alla sana e corretta alimentazione nello sport rivolto ai bambini, ai ragazzi e a tutti gli appassionati di calcio che frequentano gli stadi. Si tratta di un radicale cambiamento culturale che siamo certi avrà un ottimo riscontro.

Ogni partita – specifica Coldiretti Sicilia   – le squadre e i loro tifosi avranno l’occasione di conoscere e provare il patrimonio agroalimentare del territorio percorrendo un itinerario diverso, un vero viaggio fra i tesori del gusto conservati e protetti dagli agricoltori

Negli stadi non più solo cibo poco salubre ma anche – sottolinea Coldiretti Sicilia – prodotti tipici del territorio, dai salumi ai formaggi dal pane alla frutta e alla verdura di stagione. L’obiettivo è orientare i consumatori verso scelte alimentari corrette e sicure, nel rispetto della stagionalità con prodotti 100% Made in Italy della rete di Campagna Amica che garantisce l’identità, l’origine e la tracciabilità di tutta la filiera dal campo alla tavola.

L’accordo prevede presenze negli stadi, in occasione delle partite organizzate dalla Lega Pro, con oasi del gusto degli agricoltori di Coldiretti, partecipazione degli agrichef di Campagna Amica con i propri prodotti durante eventi o manifestazioni, coinvolgimento della Lega Pro in percorsi di approfondimento sui temi della legalità e nel progetto “Educazione alla Campagna Amica” nelle scuole. 

 

ALESSANDRIA, GIOVANNI BRUSASCA PRESIDENTE COOPERATIVA MONFERRATO FRUTTA 

Giovanni Brusasca, imprenditore corilicolo di Gabiano, è il nuovo presidente della Cooperativa Monferrato Frutta. E’ stato eletto all’unanimità dall’Assemblea che si è riunita nella sala multimediale di Coldiretti Alessandria. Nata nel 2016, la Cooperativa “Monferrato Frutta”, costituita tra imprenditori di Alessandria e di Asti, ha visto la sua realizzazione dopo un percorso di crescita e un lasso di tempo che è servito per far maturare sul territorio l’esperienza acquisita grazie alla collaborazione tra gli imprenditori corilicoli dell’Alessandrino e dell’Astigiano.

E oggi i numeri parlano chiaro e sono fortemente incoraggianti: 278 il numero dei soci per un totale di circa 8.000 quintali conferiti durante la campagna nocciole 2018 per un prezzo che ha toccato i 363 euro.

La Cooperativa “Monferrato Frutta” sorta nell’ambito di Coldiretti, prosegue l’intento di coordinare i produttori e stipulare accordi con diverse società, proponendosi di migliorare le condizioni economiche dei soci per promuovere il perfezionamento della produzione agricola, e corilicola in particolare, organizzando in forma cooperativistica il rifornimento delle scorte, il miglioramento delle colture e delle vendite collettive dei prodotti agricoli, nonché attuando le iniziative necessarie per dare nuova centralità all’impresa e garantire giusto reddito al settore.

“Si tratta di un importante  tassello che va a consolidare il percorso di collaborazione con diverse le realtà locali, quelle industrie dell’agroalimentare virtuose che stanno aprendosi ad un concreto rapporto operativo che si faccia garante della scelta dei prodotti legati al territorio, con scelte aziendali orientate a proteggere sia la salute che i portafogli della clientela. – afferma il presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco – In particolare, l’accordo recentemente rinnovato con la Novi ne esce rafforzato, un’occasione per guardare al futuro con più ottimismo e determinazione”.

La strategia vincente è accorciare la filiera e affinare sempre più la qualità.

“La Cooperativa Monferrato Frutta costituisce un importante valore aggiunto per portare sul mercato dalle colline del Monferrato, patrimonio dell’Unesco, l’eccellenza della nocciola tonda, gentile, trilobata. Per me è un onore assumere la presidenza di Monferrato Frutta, una cooperativa che in pochi anno ha saputo imporsi nel panorama corilicolo per difendere e tutelare le nocciole Made in Piemonte. – ha affermato il neo presidente Giovanni Brusasca – Colgo l’occasione per ringraziare chi mi ha preceduto, Dino Bertolè, che ha raccolto la sfida con serietà e competenza.  Considerando che oggi ci sono molti impianti nuovi che gradualmente andranno in produzione, stiamo quindi lavorando per garantire uno standard qualitativo elevato e ottenere l’immissione sul mercato di un prodotto che possa essere assorbito con successo e fornire continuità reddituale ai produttori”.

Il presidente Brusasca sarà affiancato e supportato dal Consiglio di Amministrazione composto da Giuseppe Ferrero di Asti, Emiliano Bracco di Alessandria, Roberto Cabiale di Asti e Marco Scarrone di Alessandria.

“Auguro buon lavoro a Presidente e Consiglieri e colgo l’occasione per ribadire l’importanza strategica del settore corilicolo – ha aggiunto il direttore Coldiretti Alessandria Roberto Rampazzo – In questo modo, grazie alla collaborazione con i nostri tecnici corilicoli viene rafforzato l’obiettivo di commercializzare prodotti delle imprese associate accorciando la filiera ed evitando passaggi commerciali e facendo crescere sul territorio il progetto del km.0. Il lavoro di squadra continuerà ad essere fondamentale e a fare la differenza per la crescita economica delle aziende e del territorio”.

 

VENETO/VERONA, TIFO DA STADIO PER IL MENU’ A KM0: ACCORDO COLDIRETTI/LEGA PRO 

“Gli stadi da sempre luoghi di aggregazione sociale, espressione del tempo libero e templi dello sport, ora anche base per promuovere la conoscenza e il consumo del vero cibo Made in Italy”. Lo afferma Daniele Salvagno, presidente di Coldiretti Veneto e Verona che proprio nella città scaligera ha promosso, con la squadra degli Agrichef del territorio, operatori di Campagna Amica e produttori locali, menù a kmzero nelle tribune e tra gli spalti, ingaggiando gemellaggi tra tipicità avversarie. Una esperienza apripista che trova oggi conforto nell’accordo con la Lega Pro per la valorizzazione fra tifosi e calciatori delle migliori produzioni agroalimentari del territorio. L’intesa firmata a Firenze dal Presidente di Coldiretti Ettore Prandini e dal Presidente di Lega Pro Francesco Ghirelli, alla presenza del Presidente della FIFA Gianni Infantino e del Presidente della FIGC Gabriele Gravina, prevede una collaborazione su un ampio progetto legato alla sana e corretta alimentazione nello sport rivolto ai bambini, ai ragazzi e a tutti gli appassionati di calcio che frequentano gli stadi.

Ogni partita – spiega la Coldiretti – le squadre e i loro tifosi delle diverse regioni d’Italia avranno l’occasione di conoscere e provare il patrimonio agroalimentare del territorio facendo al tempo stesso un viaggio fra i tesori del gusto conservati e protetti da generazioni di agricoltori nelle campagne. Negli stadi non più solo hot dog e noccioline, patatine e popcorn ma anche – sottolinea la Coldiretti – prodotti tipici del territorio, dai salumi ai formaggi dal pane alla frutta e alla verdura di stagione. L’obiettivo è orientare i consumatori verso scelte alimentari corrette e sicure, nel rispetto della stagionalità con prodotti 100% Made in Italy della rete di Campagna Amica che garantisce l’identità, l’origine e la tracciabilità di tutta la filiera dal campo alla tavola. L’accordo prevede presenze negli stadi, in occasione delle partite organizzate dalla Lega Pro, con oasi del gusto degli agricoltori di Coldiretti, partecipazione degli agrichef di Campagna Amica con i propri prodotti durante eventi o manifestazioni, coinvolgimento della Lega Pro in percorsi di approfondimento sui temi della legalità e nel progetto “Educazione alla Campagna Amica” nelle scuole italiane con la partecipazione a iniziative su tutto il territorio nazionale.

Oltre a coinvolgere alunni delle scuole elementari e medie in tutta Italia con lezioni nelle aziende agricole e in classe – spiega la Coldiretti – la rete didattica di “Educazione alla Campagna Amica” si estende agli stadi con l’obiettivo di formare consumatori consapevoli sui principi della sana alimentazione e della stagionalità dei prodotti per fermare – sottolinea la Coldiretti – il consumo del cibo spazzatura e valorizzare i fondamenti della dieta mediterranea e il legame fra i prodotti dell’agricoltura ai cibi consumati ogni giorno. La dieta mediterranea – evidenzia la Coldiretti – è stata dichiarata la migliore dieta al mondo nel 2019 sulla base del best diet ranking 2019 elaborato dal media statunitense U.S. News & World Report, noto a livello globale per la redazione di classifiche e consigli per i consumatori. La dieta mediterranea – sottolinea la Coldiretti – ha vinto la sfida tra 41 diverse alternative grazie agli effetti positivi sulla longevità e ai benefici per la salute. La dieta mediterranea ha consentito all’Italia di conquistare una speranza di vita che è tra le più alte a livello mondiale con 80,8 anni per gli uomini e 85, per le donne. Si tratta – afferma la Coldiretti – della conferma della bontà di un regime alimentare che rispecchia il valore e la grande varietà enogastronomica italiana.

“Acquistare prodotti locali è un segnale di attenzione al proprio territorio, alla tutela dell’ambiente e del paesaggio, ma anche un sostegno all’economia e all’occupazione – sottolinea il presidente della Coldiretti Ettore Prandini – si tratta di una responsabilità sociale che si è diffusa tra i cittadini nel tempo della crisi con la crescita dei mercati contadini che in Italia sono diventati – conclude Prandini – non solo luogo di consumo, ma anche momenti di educazione, socializzazione, cultura e solidarietà”.

 

TOSCANA, CALCIO: ARRIVA DA FIRENZE MENU’ CONTADINO A KM 0 PER SQUADRE E TIFOSI 

Per la prima volta i contadini italiani scendono in campo negli stadi per promuovere la conoscenza e il consumo del vero cibo Made in Italy con una squadra di oltre 11mila tra fattorie, mercati e agriturismi di Campagna Amica.  E’ quanto spiega la Coldiretti in occasione della firma del primo accordo con la Lega Pro per la valorizzazione fra tifosi e calciatori delle migliori produzioni agroalimentari del territorio a chilometri zero. L’intesa firmata a Firenze dal Presidente di Coldiretti Ettore Prandini e dal Presidente di Lega Pro Francesco Ghirelli, alla presenza del Presidente della FIFA Gianni Infantino e del Presidente della FIGC Gabriele Gravina, prevede una collaborazione su un ampio progetto legato alla sana e corretta alimentazione nello sport rivolto ai bambini, ai ragazzi e a tutti gli appassionati di calcio che frequentano gli stadi.

Ogni partita – spiega la Coldiretti – le squadre e i loro tifosi delle diverse regioni d’Italia avranno l’occasione di conoscere e provare il patrimonio agroalimentare del territorio facendo al tempo stesso un viaggio fra i tesori del gusto conservati e protetti da generazioni di agricoltori nelle campagne. Negli stadi non più solo hot dog e noccioline, patatine e popcorn ma anche – sottolinea la Coldiretti – prodotti tipici del territorio, dai salumi ai formaggi dal pane alla frutta e alla verdura di stagione.

“L’obiettivo – spiega il presidente di Coldiretti Toscana Fabrizio Filippi – è orientare i consumatori verso scelte alimentari corrette e sicure, nel rispetto della stagionalità con prodotti 100% Made in Italy della rete di Campagna Amica che garantisce l’identità, l’origine e la tracciabilità di tutta la filiera dal campo alla tavola”.

L’accordo prevede presenze negli stadi, in occasione delle partite organizzate dalla Lega Pro, con oasi del gusto degli agricoltori di Coldiretti, partecipazione degli agrichef di Campagna Amica con i propri prodotti durante eventi o manifestazioni, coinvolgimento della Lega Pro in percorsi di approfondimento sui temi della legalità e nel progetto “Educazione alla Campagna Amica” nelle scuole italiane con la partecipazione a iniziative su tutto il territorio nazionale.

Oltre a coinvolgere alunni delle scuole elementari e medie in tutta Italia con lezioni nelle aziende agricole e in classe – spiega la Coldiretti – la rete didattica di “Educazione alla Campagna Amica” si estende agli stadi con l’obiettivo di formare consumatori consapevoli sui principi della sana alimentazione e della stagionalità dei prodotti per fermare – sottolinea la Coldiretti – il consumo del cibo spazzatura e valorizzare i fondamenti della dieta mediterranea e il legame fra i prodotti dell’agricoltura ai cibi consumati ogni giorno. “La dieta mediterranea – evidenzia Filippi – è stata dichiarata la migliore dieta al mondo nel 2019 sulla base del best diet ranking 2019 elaborato dal media statunitense U.S. News & World Report, noto a livello globale per la redazione di classifiche e consigli per i consumatori, vincendo la sfida tra 41 diverse alternative grazie agli effetti positivi sulla longevità e ai benefici per la salute”.

La dieta mediterranea ha infatti consentito all’Italia di conquistare una speranza di vita che è tra le più alte a livello mondiale con 80,8 anni per gli uomini e 85, per le donne. Si tratta della conferma della bontà di un regime alimentare che rispecchia il valore e la grande varietà enogastronomica italiana.

“Acquistare prodotti locali è un segnale di attenzione al proprio territorio, alla tutela dell’ambiente e del paesaggio, ma anche un sostegno all’economia e all’occupazione – spiega il Presidente Filippi – si tratta di una responsabilità sociale che si è diffusa tra i cittadini nel tempo della crisi con la crescita dei mercati contadini che anche nella nostra regione sono diventati – conclude Filippi – non solo luogo di consumo, ma anche momenti di educazione, socializzazione, cultura e solidarietà”.

 

CAMPANIA, VACANZE IN AGRITURISMO: IN CAMPANIA IL 70% PASSA PRIMA DAL WEB 

Vacanze in campagna sempre più social e digitali. Il 70% dei turisti e degli escursionisti che scelgono gli agriturismi della Campania passano prima da una ricerca sul web. È quanto afferma Coldiretti Campania sulla base di un’indagine effettuata tra le aziende agrituristiche aderenti alla rete Campagna Amica. A catalizzare l’attenzione sono i siti web aziendali, ma soprattutto i social network, attraverso i quali è possibile interagire con le foto, i servizi e il contesto territoriale di riferimento. Il passaggio successivo è legato nella gran parte dei casi alla prenotazione via telefono. Solo un 20% delle prenotazioni negli agriturismi arrivano direttamente da sistemi online. Un dato basso rispetto al turismo tradizionale, che invece nel 2019 ha visto il 50% delle prenotazioni direttamente dalla rete (indagine Coldiretti/Ixé). Un gap che Coldiretti Campania e Terranostra Campania – l’associazione che promuove gli agriturismi della rete Campagna Amica – puntano a superare attraverso un corso manageriale che partirà in autunno.

Internet – sottolinea la Coldiretti – è entrato nelle abitudini vacanziere degli italiani che per il 27% hanno prenotato da soli sui siti web delle strutture recettive, mentre il 23% si è affidato a siti specializzati lasciandosi guidare anche dai giudizi degli altri ospiti. Tra i tradizionalisti – continua la Coldiretti – il 17% contatta telefonicamente le strutture, il 18% preferisce non prenotare e appena il 13% si rivolge a tour operator o agenzie mentre il 2% non risponde.

Le motivazioni che spingono un numero crescente di turisti a scegliere il web sono la possibilità di confrontare prezzi e servizi offerti, vedere le foto della struttura in anticipo e consultare le recensioni mentre un freno è rappresentato ancora dai timori di essere vittima di raggiri e frodi informatiche inserendo le informazioni della propria carta di pagamento.

Ma la rete – precisa la Coldiretti – è diventata in realtà per molti una compagna dell’intera vacanza per verificare le previsioni, raccontare, anche con gli scatti, luoghi visitati, cibi consumati ed emozioni provate.

Uno strumento – continua la Coldiretti – utilizzato anche per prenotare o esprimere il proprio gradimento o meno riguardo alle strutture di ospitalità, ai luoghi di divertimento o ai ristoranti e addirittura per trovare esclusivi prodotti tipici come souvenir. Su siti come www.campagnamica.it o scaricando la nuova App di Campagna Amica – conclude la Coldiretti – è possibile trovare la mappa dei mercati contadini, delle fattorie e delle botteghe dove poter comprare il vero made in Italy agroalimentare dei luoghi di vacanza offerto direttamente dagli agricoltori italiani.

 

PIACENZA, CALCIO: ARRIVA MENU CONTADINO A KM 0 PER SQUADRE E TIFOSI 

Per la prima volta i contadini italiani scendono in campo negli stadi per promuovere la conoscenza e il consumo del vero cibo Made in Italy con una squadra di oltre 11mila tra fattorie, mercati e agriturismi di Campagna Amica. E’ quanto spiega la Coldiretti in occasione della firma del primo accordo con la Lega Pro per la valorizzazione fra tifosi e calciatori delle migliori produzioni agroalimentari del territorio a chilometri zero. L’intesa firmata a Firenze dal Presidente di Coldiretti Ettore Prandini e dal Presidente di Lega Pro Francesco Ghirelli, alla presenza del Presidente della FIFA Gianni Infantino e del Presidente della FIGC Gabriele Gravina, prevede una collaborazione su un ampio progetto legato alla sana e corretta alimentazione nello sport rivolto ai bambini, ai ragazzi e a tutti gli appassionati di calcio che frequentano gli stadi.

Ogni partita – spiega la Coldiretti – le squadre e i loro tifosi delle diverse regioni d’Italia avranno l’occasione di conoscere e provare il patrimonio agroalimentare del territorio facendo al tempo stesso un viaggio fra i tesori del gusto conservati e protetti da generazioni di agricoltori nelle campagne. Negli stadi non più solo hot dog e noccioline, patatine e popcorn ma anche – sottolinea la Coldiretti – prodotti tipici del territorio, dai salumi ai formaggi dal pane alla frutta e alla verdura di stagione. L’obiettivo è orientare i consumatori verso scelte alimentari corrette e sicure, nel rispetto della stagionalità con prodotti 100% Made in Italy della rete di Campagna Amica che garantisce l’identità, l’origine e la tracciabilità di tutta la filiera dal campo alla tavola. L’accordo prevede presenze negli stadi, in occasione delle partite organizzate dalla Lega Pro, con oasi del gusto degli agricoltori di Coldiretti, partecipazione degli agrichef di Campagna Amica con i propri prodotti durante eventi o manifestazioni, coinvolgimento della Lega Pro in percorsi di approfondimento sui temi della legalità e nel progetto “Educazione alla Campagna Amica” nelle scuole italiane con la partecipazione a iniziative su tutto il territorio nazionale.

Oltre a coinvolgere alunni delle scuole elementari e medie in tutta Italia – di cui 3mila ogni anno nel Piacentino – con lezioni nelle aziende agricole e in classe la rete didattica di “Educazione alla Campagna Amica” di Coldiretti si estende agli stadi con l’obiettivo di formare consumatori consapevoli sui principi della sana alimentazione e della stagionalità dei prodotti per fermare – sottolinea la Coldiretti – il consumo del cibo spazzatura e valorizzare i fondamenti della dieta mediterranea e il legame fra i prodotti dell’agricoltura ai cibi consumati ogni giorno. La dieta mediterranea – evidenzia la Coldiretti – è stata dichiarata la migliore dieta al mondo nel 2019 sulla base del best diet ranking 2019 elaborato dal media statunitense U.S. News & World Report, noto a livello globale per la redazione di classifiche e consigli per i consumatori. La dieta mediterranea – sottolinea la Coldiretti – ha vinto la sfida tra 41 diverse alternative grazie agli effetti positivi sulla longevità e ai benefici per la salute. La dieta mediterranea ha consentito all’Italia di conquistare una speranza di vita che è tra le più alte a livello mondiale con 80,8 anni per gli uomini e 85, per le donne. Si tratta – afferma la Coldiretti – della conferma della bontà di un regime alimentare che rispecchia il valore e la grande varietà enogastronomica italiana.

“Acquistare prodotti locali è un segnale di attenzione al proprio territorio, alla tutela dell’ambiente e del paesaggio, ma anche un sostegno all’economia e all’occupazione – sottolinea il presidente di Coldiretti Piacenza Marco Crotti- si tratta di una responsabilità sociale che si è diffusa tra i cittadini nel tempo della crisi con la crescita dei mercati contadini che anche nel Piacentino sono diventati – conclude Crotti – non solo luogo di consumo, ma anche momenti di educazione, socializzazione, cultura e solidarietà”.

 

LIGURIA, SOSTENERE COMPETITIVITA’ MADE IN ITALY, VALORIZZARE PRODUZIONI LOCALI 

L’agroalimentare italiano è un elemento di traino per l’intera economia nazionale: per sostenere crescita e nuove opportunità di lavoro occorre investire sulla competitività delle produzioni locali, che in Liguria contano, tra le altre, olio, vino e pesce della nostra costa.

È quanto commenta Coldiretti Liguria a seguito dell’incontro di Coldiretti al Viminale con il Vicepremier Matteo Salvini, dove è stato proposto un pacchetto di misure che va dall’obbligo di indicare in etichetta l’origine in tutti gli alimenti al superamento e dire basta al segreto di Stato sulla destinazione delle importazioni agroalimentari, allo sblocco delle infrastrutture per favorire il trasporto delle merci, fino alla revisione degli accordi di libero scambio sulla base di principi di equità.

“A livello nazionale l’agroalimentare vale 205 miliardi e rappresenta il 12% del Pil – affermano il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa – ma è soprattutto un elemento di traino per l’intera economia all’estero, dove rappresenta uno dei veri simboli del Made in Italy. La notorietà dei prodotti Liguri deriva dalla qualità e dal duro lavoro degli imprenditori, che custodiscono e mantengono vivo il territorio regionale. Per fare in modo che venga riconosciuto il giusto valore all’agricoltura e alla pesca del nostro territorio occorre dare ai consumatori la possibilità di scegliere consapevolmente la propria spesa, avendo così la possibilità di sostenere il lavoro e l’economia nazionale, con un sistema di etichettatura chiara che impedisca di spacciare come Made in Italy prodotti che inquinano, sfruttano il lavoro minorile e sono pericolosi per la salute. ui mercati esteri è invece importante valorizzare il ruolo e il lavoro dell’ICE (Istituto per il commercio estero) a sostegno delle vere produzioni Made in Italy un comparto che conta 41,8 miliardi di euro di esportazioni e 1,3 milioni di addetti a livello nazionale. E infine per agevolare le nostre imprese, in un momento difficile per l’economia come quello dove ci troviamo, occorre snellire la burocrazia, per cercare di ridurre i costi per le imprese e puntare sull’alternanza scuola lavoro per una reale formazione dei giovani, in modo da colmare il divario con il resto della UE. Solo così si potrà dare un reale slancio ai nostri territori e alle nostre produzioni, che vanno custodite e valorizzate quali segni della nostra storia e cultura”.

 

PIEMONTE, IL MADE IN PIEMONTE SCENDE IN CAMPO CON ACCORDO COLDIRETTI/LEGA PRO 

A scendere in campo per la prima volta negli stadi saranno i contadini per promuovere la conoscenza ed il consumo del vero cibo Made in Italy con una squadra di oltre 11mila tra fattorie, mercati e agriturismi di Campagna Amica. E’ quanto spiega la Coldiretti in occasione della firma del primo accordo con la Lega Pro per la valorizzazione fra tifosi e calciatori delle migliori produzioni agroalimentari del territorio a chilometri zero. L’intesa, firmata a Firenze dal Presidente di Coldiretti Ettore Prandini e dal Presidente di Lega Pro Francesco Ghirelli, alla presenza del Presidente della FIFA Gianni Infantino e del Presidente della FIGC Gabriele Gravina, prevede una collaborazione su un ampio progetto legato alla sana e corretta alimentazione nello sport rivolto ai bambini, ai ragazzi e a tutti gli appassionati di calcio che frequentano gli stadi.

“Negli stadi non più solo hot dog e noccioline, patatine e popcorn, ma anche prodotti tipici del nostro territorio, dai salumi ai formaggi dal pane alla frutta fino alla verdura di stagione – spiegano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale -. L’obiettivo è orientare i consumatori verso scelte alimentari corrette e sicure, nel rispetto della stagionalità con prodotti della rete di Campagna Amica che garantisce l’identità, l’origine e la tracciabilità di tutta la filiera dal campo alla tavola. La nostra regione, a livello calcistico, è presente non soltanto in serie A, ma sono diverse le squadre in Lega Pro, dall’Alessandria, al Cuneo, dal Novara al Gozzano, dalla Juventus under 23 alla Pro Vercelli. Vari, quindi, i momenti in cui il Made in Piemonte può scendere in campo, presentando le sue eccellenze. D’altronde, acquistare prodotti locali è un segnale di attenzione al proprio territorio, alla tutela dell’ambiente e del paesaggio, ma anche un sostegno all’economia e all’occupazione – proseguono Moncalvo e Rivarossa – e i mercati sono diventati, non solo luogo di consumo, ma anche momenti di educazione, socializzazione, cultura e solidarietà”.

 

CUNEO, SPORT E SANA ALIMENTAZIONE: IN ARRIVO NEGLI STADI MENU CONTADINO A KM0 

I contadini si preparano a scendere per la prima volta negli stadi italiani per promuovere la conoscenza e il consumo del vero cibo Made in Italy, con una squadra in campo di oltre 11.000 tra fattorie, mercati e agriturismi di Campagna Amica. È quanto spiega Coldiretti in occasione della firma del primo accordo con la Lega Pro per valorizzare fra tifosi e calciatori le migliori produzioni agroalimentari italiane a Km zero.

L’intesa, firmata a Firenze dal Presidente di Coldiretti Ettore Prandini e dal Presidente di Lega Pro Francesco Ghirelli, alla presenza del Presidente della FIFA Gianni Infantino e del Presidente della FIGC Gabriele Gravina, prevede una collaborazione su un ampio progetto legato alla sana e corretta alimentazione nello sport rivolto ai bambini, ai ragazzi e a tutti gli appassionati di calcio che frequentano gli stadi.

“Non ci saranno più solo hot dog e noccioline, patatine e popcorn. Eccellenze del territorio quali salumi, formaggi, pane, frutta e verdura di stagione entreranno finalmente negli stadi italiani – spiega Roberto Moncalvo, Delegato Confederale di Coldiretti Cuneo -. E così anche nella nostra Provincia che vanta una squadra in Lega Pro, il Cuneo. L’obiettivo è orientare i consumatori verso scelte alimentari corrette e sicure, con prodotti della rete Campagna Amica che garantisce l’identità, l’origine e la tracciabilità della filiera dal campo alla tavola”.

“D’altra parte acquistare prodotti locali – sottolinea Moncalvo – è un segnale di attenzione al proprio territorio, alla tutela dell’ambiente e del paesaggio, ma anche un sostegno all’economia e all’occupazione”.

 

PISA, IL BUON CIBO ENTRA NEGLI STADI CON L’ACCORDO LEGA PRO E CAMPAGNA AMICA 

“Siamo felici di aver contribuito, nel nostro piccolo, all’evoluzione di questa iniziativa che porterà il buon cibo negli stadi”. Coldiretti Pisa plaude all’accordo fra Lega Pro e Campagna Amica per la valorizzazione fra tifosi e calciatori delle migliori produzioni agroalimentari del territorio a chilometro zero. “Abbiamo sperimentato qui a Pontedera la presenza ristoratrice dei prodotti di Campagna Amica durante le partite, per la pausa tra un tempo e l’altro. Ora questa iniziativa potrà estendersi a livello nazionale e ne siamo molto felici”.

L’intesa firmata a Firenze dal Presidente di Coldiretti Ettore Prandini e dal Presidente di Lega Pro Francesco Ghirelli, alla presenza del Presidente della FIFA Gianni Infantino e del Presidente della FIGC Gabriele Gravina, prevede una collaborazione su un ampio progetto legato alla sana e corretta alimentazione nello sport rivolto ai bambini, ai ragazzi e a tutti gli appassionati di calcio che frequentano gli stadi.

Negli stadi non più solo hot dog e noccioline, patatine e popcorn ma anche – sottolinea la Coldiretti – prodotti tipici del territorio, dai salumi ai formaggi dal pane alla frutta e alla verdura di stagione. “L’obiettivo – spiega il presidente di Coldiretti Toscana Fabrizio Filippi – è orientare i consumatori verso scelte alimentari corrette e sicure, nel rispetto della stagionalità con prodotti 100% Made in Italy della rete di Campagna Amica che garantisce l’identità, l’origine e la tracciabilità di tutta la filiera dal campo alla tavola”.

L’accordo prevede la presenza negli stadi, in occasione delle partite organizzate dalla Lega Pro, di oasi del gusto degli agricoltori di Coldiretti, degli agrichef di Campagna Amica con i propri prodotti durante eventi o manifestazioni, e il coinvolgimento della Lega Pro nei percorsi di approfondimento sui temi della legalità e nel progetto «Educazione alla Campagna Amica» nelle scuole italiane.

 

PUGLIA, XYLELLA, AL VIA TAVOLO ‘SALVA FRANTOI’ DEL SALENTO 

E’ importante l’impegno concreto e immediato per salvare i 251 frantoi salentini che senza interventi sono a rischio chiusura in un periodo stimato al massimo di 12 mesi, visto che negli ultimi anni, per colpa delle responsabilità e dei ritardi regionali nella gestione della Xylella con errori, incertezze e scaricabarile, hanno già dismesso numerose linee di produzione, con l’azzeramento della forza lavoro. E’ quanto dichiara Coldiretti Puglia, in occasione del tavolo operativo avviato al Ministero delle Politiche Agricole, come stabilito nell’incontro in Puglia con il Ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio e il presidente della Coldiretti Ettore Prandini.

Al tavolo hanno partecipato il capo di gabinetto Luigi Fiorentino e il direttore generale Giuseppe Blasi, insieme ad una delegazione di frantoiani della provincia di Lecce, guidata dal presidente di UNAPROL Consorzio Olivicolo Italiano, David Granieri e Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia. “Abbiamo chiesto certezza e tempestività nella spesa dei 70 milioni per il 2019 e di 150 milioni per il 2020, fondi CIPE da mettere a disposizione immediatamente anche dei frantoi aziendali, cooperativi e industriali, per anni rimasti ingiustamente esclusi da ogni tipo di sostegno”, ha detto il presidente Granieri. Sono complessivamente 491 i frantoi operanti nel Salento, di cui 251 nella sola provincia di Lecce (altri 143 si trovano nel territorio di Brindisi e 97 in quello di Taranto e nel Piano Centinaio, approvato il 13 febbraio scorso in conferenza stato regioni, è stato fatto un preciso riferimento al sostegno dell’ammodernamento degli impianti di molitura e a supporto della dismissione e diversificazione parziale o totale degli impianti, come richiesto da Unaprol e Coldiretti al tavolo con il ministro, a cui va data oggi sostanza con provvedimenti certi. “La Xylella fastidiosa ha minato profondamente l’intero tessuto produttivo olivicolo e oleario del Salento con una perdita progressiva della produzione lorda vendibile dai 50 milioni di euro della campagna 2016-2017 ai 300 milioni di euro della campagna 2018-2019.

I frantoi cooperativi, aziendali e industriali, hanno registrato un calo significativo del quantitativo di olive molite del 50% nella campagna 2016- 2017, del 75% nella campagna 2017-2018 e del 90% nella campagna 2018-2019, con l’equivalente crollo del fatturato e la riduzione del personale impiegato del 90%, oltre al danno stimato per difetto al patrimonio olivetato di 1,2 miliardi di euro”, ha aggiunto il presidente Muraglia. Per affrontare l’emergenza – ha sottolineato Coldiretti Puglia – serve una strategia condivisa tra il Ministero all’agricoltura, il Mise, il Ministero per il Sud e del Lavoro per rendere operativo il Piano Centinaio, approvato il 13 febbraio scorso in conferenza stato-regioni che, partendo dalla moratoria sui mutui per garantire la sopravvivenza dei frantoi, preveda urgenti e necessarie misure per l’integrazione al reddito per 5 anni per i frantoi cooperativi, aziendali e industriali, e interventi economici a supporto della rottamazione parziale e totale dei frantoi. E’ avanzato inesorabilmente verso nord ad una velocità di più 2 chilometri al mese – denuncia Coldiretti Puglia – il contagio della Xyella che ha già provocato con 21 milioni di piante infette una strage di ulivi lasciando un panorama spettrale mentre si continua a perder tempo con annunci, promesse ed inutili rimpalli di responsabilità.

 

VENETO, COLDIRETTI DAI PREFETTI PER FIRMA PROTOCOLLO SUI GRANDI CARNIVORI 

I dirigenti di Coldiretti Veneto riuniti oggi in assemblea per approvare il bilancio si sono confrontarsi sulle problematiche dell’agroalimentare regionale con il direttore del Dipartimento agroambiente, caccia e pesca Gianluca Fregolent e per la parte innovativa tecnologica con il Commissario di Veneto Agricoltura Alberto Negro. Al centro del dibattito animato, il tema della presenza dei grandi carnivori sul territorio. “Nel 2018 sono stati registrati 190 attacchi con più di 370 capi morti – è stato rilevato dal presidente Daniele Salvagno – pertanto non possiamo non considerare il livello di esasperazione degli allevatori che pur attivando tutte le misure previste dal patto siglato con l’assessorato competente – ha continuato – segnalano bovini e ovini alla mercè di lupi e altri predatori. Con o senza recinzione, vicino o lontano dalle abitazioni poco importa i lupi “fanno il loro mestiere”: essendo bestie opportuniste nelle stagioni propizie preferiscono gli animali domestici a quelli selvatici”.

Per questo motivo i presidenti di Coldiretti hanno convenuto tutti di presentare, nei prossimi giorni, un documento di denuncia e di proposta ai Prefetti, che in quanto autorità territoriali del Governo, potranno trasmettere a livello nazionale lo stato di allarme degli imprenditori zootecnici.

“Infatti – ha sottolineato il direttore Pietro Piccioni – la decisione rispetto alle attività spetta al Ministro dell’Ambiente. Proprio a lui ci rivolgiamo per il tramite delle Prefetture affinchè, oltre a quanto disposto in ordine alla prevenzione, anche l’attività di controllo sia intensificata”. Il testo contiene un’analisi della situazione con i dettagli provinciali, un excursus di quanto finora svolto e una richiesta di rafforzamento delle politiche attive. 

 

VARESE, “BANDIERE DEL GUSTO”: IMPORTANTE IL CONTRIBUTO DEL MADE IN VARESE 

Dalle Pesche sciroppate del lago di Monate ai salumi tradizionali, soprattutto quelli a base di capra come il violino. Ma anche lo Zincarlin de Varées o ancora il Furmagit di Curiglia e il Furmag de Segia, che si produce nelle Valli del Luinese e ha la caratteristica di essere composto a strati e di ricordare, come indica il suo nome, la forma di una sedia.

Sono solo alcuni dei prodotti della provincia di Varese che concorrono a determinare, nel 2019, il successo storico per le Bandiere del Gusto italiane, giunte a quota 5155, numero-record di sempre.

Il dato emerge dal nuovo censimento 2019 delle specialità ottenute secondo regole tradizionali protratte nel tempo per almeno 25 anni, presentato da Coldiretti. In Lombardia sono 249 le specialità censite, che costituiscono un contributo importante al risultato raggiunto grazie anche ai numerosi prodotti delle province di Como e Lecco: tra essi non mancano i dolci tipici, come i Brutti e Buoni, il Dolce Varese e gli Amaretti di Gallarate, oltre alla Birra della Valganna che è l’unica presente tra quelle lombarde.

I prodotti derivati dall’allevamento caprino, come detto, rappresentano una quota importante dell’elenco: oltre al già citato violino (una rarità, la cui tradizione si rintraccia solo in poche altre zone alpine del nord Italia, come la Val Chiavenna e la Val Vigezzo), sono da ricordare i salamini di capra e il capretto da latte pesante.

E, ovviamente, è altrettanto rappresentata la tradizione lattiero casearia, dove ritroviamo anche il burro di montagna e il Formaggio d’alpe misto.

“Dietro ad ogni prodotto c’è una storia, una cultura ed una tradizione che è rimasta viva nel tempo ed esprime al meglio la realtà del comprensorio in cui operiamo” afferma Fernando Fiori, presidente di Coldiretti Varese. “Il nostro impegno è quella di continuare a difendere queste produzioni che nascono da una tradizione che va valorizzata nei suoi percorsi di filiera dal campo alla tavola: dobbiamo salvaguardare il futuro di questi prodotti, la cui sopravvivenza, in molti casi, è affidata al lavoro e impegno di poche imprese, come nel caso dei formaggi caprini o del violino. E’ una tradizione che non solo va salvata, ma che va posta al centro di una rinnovata valorizzazione dell’identità agroalimentare made in Varese”.

 

MODENA, SECONDA IN REGIONE PER EXPORT AGROALIMENTARE 

Con quasi 1,4 miliardi di euro, Modena è la seconda provincia dell’Emilia-Romagna per l’export agroalimentare. E’ quanto sottolinea Coldiretti Modena in occasione della pubblicazione dei dati sul commercio estero dell’Istat che evidenzia uno storico balzo del 9,4% a maggio rispetto allo scorso anno dell’export dell’alimentare nazionale.

Sulla base dei dati del Rapporto sul sistema agroalimentare dell’Emilia-Romagna, la nostra provincia – continua Coldiretti Modena – si colloca subito dopo Parma, prima con 1,58 miliardi di euro, staccando Ravenna (720 milioni), Reggio Emilia (625 milioni), Bologna (circa 600), Forlì-Cesena (oltre 560), Piacenza (circa 420), Ferrara (oltre 390) e Rimini oltre 220 milioni).     

Si tratta – sottolinea la Coldiretti – del consolidamento del successo dell’alimentare nazionale nel mondo che nei primi cinque mesi dell’anno fa registrare un aumento record dell’8,3%, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente per un totale di 15 miliardi di euro. A spingere la domanda estera del cibo Made in Italy è – precisa la Coldiretti – il boom fatto registrare per le esportazioni in Usa dove si registra un aumento del 13,7% nonostante il clima di incertezza legato ai dazi minacciati dal presidente Trump contro una serie di prodotti europei. Buoni risultati – continua la Coldiretti – anche in Europa con aumenti del 13,3% in Francia e del 4,2% in Germania, mentre rallenta l’andamento in Gran Bretagna con un -8,2% sotto la pressione della Brexit.

Un trend che evidenzia – sottolinea Coldiretti – la capacità del settore alimentare tricolore di intercettare la nuova domanda globale di alta qualità e tipicità ma anche i rischi determinati dalla tensioni internazionali che gravano sul comparto. A preoccupare è la minaccia di dazi del presidente degli Stati Uniti Donald Trump che – precisa la Coldiretti – ha stilato un black list che comprende quasi la metà dei prodotti agroalimentari italiani esportati in Usa, dal Prosecco al Parmigiano Reggiano, dal Pecorino Romano all’olio di oliva e molto altro. Gli Usa – conclude la Coldiretti – si collocano al terzo posto tra i principali italian food buyer dopo Germania e Francia, ma prima della Gran Bretagna.

 

VERONA, FOTOGRAFIA DEL COMPARTO VITIVINICOLO: PIÙ QUALITÀ E MINORE PRODUZIONE 

Meno produzioni ma di maggiore qualità con un ritorno alla valorizzazione della vigna. E’ questo il messaggio, in sintesi, emerso dall’incontro “Analisi di mercato e scelte vendemmiali 2019” organizzato ieri da Coldiretti Verona alla Cantina Ca’ Rugate di Montecchia di Crosara. All’appuntamento sono intervenuti tutti i rappresentanti dei Consorzi di Tutela delle denominazioni veronesi che hanno delineato una panoramica della vitivinicoltura della provincia scaligera a qualche settimana dalla prossima vendemmia. Dopo i saluti di Franca Castellani, vice presidente di Coldiretti Verona, che ha evidenziato la necessità di alzare la qualità delle produzioni con il giusto riconoscimento alle aziende agricole, Domenico Bosco, responsabile settore vitivinicolo della Coldiretti nazionale, ha moderato l’incontro e introdotto i relatori. Daniele Salvagno, presidente di Coldiretti Verona ha detto, nelle conclusioni, che: “E’ necessario il confronto continuo tra i produttori e i Consorzi di Tutela il cui ruolo attivo nell’interpretare il mercato e orientare le scelte produttive è sempre più importante per garantire un’equa distribuzione, valore lungo la filiera”.

Andrea Sartori, presidente del Consorzio di tutela vini Valpolicella, ha ricordato che “l’evoluzione della produzione è più veloce di quella del mercato. Negli ultimi 10 anni il territorio del Consorzio ha visto crescere la propria superficie vitata di circa il 30%, con un incremento produttivo che sfiora il 40%, e con un +50% di uve messe a riposo per Amarone e Recioto”. Quasi 8.200 sono gli ettari di vigneto e una produzione complessiva della DO di oltre 60 milioni di bottiglie. La produzione di Amarone è di circa 17 milioni bottiglie. “Il Consorzio, inoltre – ha aggiunto Sartori – in sede di assemblea dei soci ha di recente approvato misure straordinarie di riduzione sia delle rese (da 120 a 110 quintali/ettaro) che della cernita delle uve destinate all’appassimento e richiesto il blocco degli impianti per tre anni”. Il presidente del Consorzio di tutela del Chiaretto e Bardolino, Franco Cristoforetti, ha sottolineato il successo riscosso dal Chiaretto, con volumi quasi raddoppiati negli ultimi otto anni raggiungendo circa 10 milioni di bottiglie. In controtendenza invece il Bardolino che fa registrare una contrazione dei volumi (-7%) con una produzione di 15-16 milioni di bottiglie. “La doc Bardolino ha iniziato un percorso di valorizzazione che ha portato, lo scorso anno, all’approvazione da parte dell’assemblea dei soci del Consorzio di due disciplinari indipendenti del Chiaretto e del Bardolino, a sua volta suddiviso in tre sottozone. Tale proposta è in attesa dell’iter di approvazione che purtroppo non potremo ottenere per la vendemmia del 2019. Il Consorzio, inoltre, propone una riduzione della Doc Bardolino a 100 quintali ettaro, che sarà discussa all’assemblea della prossima settimana”.

Luciano Piona, presidente del Consorzio di tutela vini Custoza, ha ricordato che è stato approvato il nuovo disciplinare che prevede da quest’anno la riduzione da 150 a 130 quintali per ettaro, una nuova possibilità di gestire la base ampelografica, identificando vitigni storici e autoctoni della denominazione e altri aspetti per la commercializzazione del vino. “Abbiamo avuto l’approvazione per la modifica del concetto di ‘taglio d’annata’ – ha detto – che può essere possibile con il vino dell’annata precedente ed entro il 31 dicembre. Il problema principale del Custoza rimane quello della commercializzazione i cui prezzi si attestano su valori che non riescono a remunerare adeguatamente le imprese”. Una realtà in crescita è quella del Consorzio Lessini Durello rappresentato dal presidente Paolo Fiorini. “La denominazione è piccola ma è un gioiello – ha evidenziato – attualmente ci sono poco meno di 400 ettari vitati a Durella. I nuovi disciplinari, in attesa di essere approvati, prevedono una divisione: il vino prodotto con metodo Classico si chiamerà Monti Lessini, mentre la versione Charmat si chiamerà Lessini Durello”. Nel 2018 sono state imbottigliate 1,2 milioni di bottiglie con un trend in crescita che dovrebbe essere quest’anno di 1,5 milioni di bottiglie. Importanti novità sono state espresse da Sandro Gini, presidente del Consorzio di tutela del Soave.

“Vogliamo riportare il vino Soave a quella visibilità e importanza che ha sempre avuto nella storia – ha detto Gini – con un piano di produzione per un nuovo modo di pensare alla gestione della denominazione. Attualmente si imbottigliano circa 54 milioni di bottiglie in 7000 ettari ma il vino venduto è prodotto in 4000 ettari. Il cambiamento partirà da una nuovo modo di gestire i vigneti, che sono la base produttiva, e comprenderà tutta la filiera. Fondamentale è programmare e impostare il vigneto ancora prima della potatura: quindi scegliere quali vigneti sono più adatti per il Soave e quali per altri vini. La qualità si costruisce in vigneto”.

Emanuele Urbani, vice presidente del Consorzio del Lugana, ha evidenziato che l’assemblea del Consorzio ha deliberato l’attivazione di una serie di misure sullo stoccaggio del vino, il controllo dei vigneti al terzo anno d’impianto e il blocco delle rivendicazioni. “A fronte di una dinamicità sul piano commerciale (nel 2018 +9% e nella prima metà del 2019 +15%)– ha precisato –la denominazione del Lugana ha dovuto affrontare per la prima volta uno squilibrio fra l’eccesso dell’offerta rispetto alla domanda di mercato. Ciò è riconducibile all’ampliamento della superficie vitata iscritta alla Doc Lugana: in otto anni, dal 2000, la superficie del Lugana Doc si è infatti quadruplicata fino ad arrivare a quasi 2.500 ettari”.

Stefano Faedo, presidente del Consorzio Arcole doc e Luigino De Togni, presidente della Doc Merlara hanno evidenziato le potenzialità delle loro denominazioni anche alla luce deli territori che rappresentano. In rappresentanza del Consorzio Doc delle Venezie, Giuseppe Cattarin ha evidenziato che il “2018 è stata la prima vera vendemmia della nuova Doc del Pinot grigio. Affronteremo la vendemmia di quest’anno con preoccupazione per il mercato ma con tranquillità per i risultati produttivi. Il Pinot grigio è un vitigno internazionale con concorrenti anche stranieri e noi esportiamo in Nord America, Regno Unito e Germania. Il nostro impegno è quello di allargare il mercato in nuovi paesi e valorizzare il prodotto anche in Italia”. “E’ importante fare una riflessione – ha concluso Cattarin – e ritornare al vigneto, senza vederlo solo come macchina produttiva ma come nuovo inizio”.

Domenico Bosco ha concluso che: “Molti Consorzi di tutela stanno applicando nuovi strumenti di governo inseriti nel Testo unico del vino, all’articolo 39. Tale indicazione è stata fortemente voluta dalla Coldiretti perché il successo delle denominazioni passa dal lavoro dei Consorzi e dal legame con i territori”.

 

ALESSANDRIA, DEFLAZIONE NEI CAMPI: -30%, SOPRATTUTTO PER PESCHE E ALBICOCCHE 

Fabio Chiaborelli ha i frutteti a Monleale, nel Tortonese, pesche e albicocche in particolare, e la crisi del settore la sta vivendo con conseguenze che si ripercuoto in modo drammatico sulla sua azienda. Manca la domanda, vendite dimezzate rispetto alla campagna 2018 ma soprattutto prezzi in caduta libera.

“La situazione è difficile, poca richiesta e il prezzo inevitabilmente si abbassa pur di vendere il prodotto. La causa? Per le pesche la siccità, hanno un calibro troppo piccolo e il mercato non le vuole mentre per le albicocche si parla di superproduzione, mai tante come quest’anno. Conseguenza, ce ne sono troppe e il prezzo scende. Senza contare le decine di quintali che ogni giorno rimangono a terra nel frutteto”.

5 chili di grano per potersi pagare una bottiglietta di acqua al bar e 3 chili di frutta per un caffè. Il paragone non ha bisogno di molte parole ma rende perfettamente l’idea di come sopravviva il comparto in tutte le zone dello stivale, da Nord a Sud, dove gli agricoltori stanno facendo i conti con una difficile produzione a causa delle condizioni climatiche, sulla quale si innescano fenomeni speculativi e importazioni dall’estero che fanno crollare le quotazioni al di sotto dei costi.

Non è immune la nostra provincia dove, risparmiata per fortuna dagli ultimi eventi disastrosi che hanno colpito altre regioni, si trova però a dover fare i conti con la crisi, una deflazione che riguarda soprattutto pesche e albicocche pagate pochi centesimi, circa il 30% in meno rispetto allo scorso anno. Per ottimizzare la spesa, ottenere il miglior rapporto prezzi-qualità e aiutare il proprio territorio e l’occupazione, il consiglio è quello di verificare l’origine nazionale, acquistare prodotti locali che non devono subire grandi spostamenti, comprare direttamente dagli agricoltori negli Agrimercati, nei Mercati Coperti di Campagna Amica o in azienda.

“Un trend drammatico che ha effetti pesanti sul piano economico e occupazionale per le imprese agricole, ma anche dal punto di vista ambientale e per la salute dei consumatori”, hanno  affermato il presidente e il direttore di Coldiretti Alessandria Mauro Bianco e Roberto Rampazzo – “occorre intervenire per promuovere i consumi sul mercato interno e per sostenere le esportazioni e combattere il business delle Agromafie che punta a distruggere la concorrenza ed il libero mercato legale soffocando l’imprenditoria onesta, compromettendo in modo gravissimo la qualità e la sicurezza dei prodotti, con l’effetto indiretto di minare profondamente l’immagine dei prodotti italiani ed il valore del marchio Made in Italy”.

 

COMO-LECCO, LE SPECIALITÀ LARIANE: IDENTITÀ AGROALIMENTARE UNICA 

La tradizionale meascia, dolce o salata. Ma anche salvia e rosmarino di Montevecchia o ancora il masigott, dolce tipico di Erba che affonda le proprie tradizioni nel lontano Cinquecento. Sono solo alcuni dei prodotti lariani che concorrono a determinare, nel 2019, il successo storico per le Bandiere del Gusto made in Italy, giunte a quota 5155, numero-record di sempre. Il dato emerge dal nuovo censimento 2019 delle specialità ottenute secondo regole tradizionali protratte nel tempo per almeno 25 anni, presentato da Coldiretti.

In Lombardia sono 249 le specialità censite, che costituiscono un contributo importante al risultato raggiunto grazie anche ai numerosi prodotti delle province di Como e Lecco: tra essi non mancano i prodotti del lago, come il coregone o i missoltini del Lario, e nemmeno i dolci di tradizione, come il pan meìno o la resta, oltre ad alcuni caposaldi storici dell’agricoltura lariana come la cipolla di Brunate o la patata bianca comasca.

E, ovviamente, è altrettanto rappresentata la tradizione lattiero casearia, dalla rara Semuda allo stracchino della Valsassina, allo Zincarlin, la cui antica memoria sconfina nella vicina provincia di Varese e nel Canton Ticino.

“Dietro ad ogni prodotto c’è una storia, una cultura ed una tradizione che è rimasta viva nel tempo ed esprime al meglio la realtà del comprensorio in cui operiamo” afferma Fortunato Trezzi, presidente di Coldiretti Como-Lecco. “Il nostro impegno è quella di continuare a difendere queste produzioni che nascono da un’agricoltura di tradizione, che va valorizzata nei suoi percorsi di filiera dal campo alla tavola: dobbiamo salvaguardare il futuro di questi prodotti, la cui sopravvivenza, in molti casi, è affidata al lavoro e impegno di poche imprese, come nel caso della Semuda o della cipolla di Brunate. E’ una tradizione che non solo va salvata, ma che va posta al centro di un rinnovato recupero dell’identità agroalimentare lariana”.

Si tratta di un patrimonio culturale per l’intera collettività che la nostra regione può oggi offrire con orgoglio sul palcoscenico mondiale, grazie a un’agricoltura in grado di produrre oltre trecento tesori della tavola certificati, con 34 tra DOP e IGP, 41 denominazioni vinicole tra DOCG, DOC e IGT e 251 prodotti tradizionali.

“I prodotti tipici – conclude Trezzi – sono oltretutto, vengono acquistati come souvenir dalla maggioranza dei turisti che trascorrono le loro vacanze a Como e Lecco: questo grazie al fatto che il comprensorio lariano – unitamente all’intero sistema-Paese – può contare primati nella qualità, nella sostenibilità ambientale e nella sicurezza della propria produzione agroalimentare”.

 

EMILIA-ROMAGNA, E’ DEFLAZIONE NEI CAMPI CON -30% PREZZI FRUTTA 

Gli agricoltori stanno facendo i conti con una difficile produzione a causa delle condizioni climatiche, sulla quale si innescano fenomeni speculativi e importazioni dall’estero che fanno crollare le quotazioni al di sotto dei costi. È quanto denuncia Coldiretti Emilia Romagna nel commentare i dati Istat sull’inflazione a giugno dai quali si evidenziano aumenti dei prezzi al consumo dello 0,7% rispetto allo scorso anno mentre nei campi in crisi è deflazione, dalle albicocche alle pesche pagate pochi centesimi, circa il 30% in meno rispetto allo scorso anno.

Gli agricoltori – sottolinea Coldiretti regionale – ne devono vendere tre chili per potersi permettere un caffè. Per ottimizzare la spesa, ottenere il miglior rapporto prezzi-qualità e aiutare il proprio territorio e l’occupazione, il consiglio di Coldiretti Emilia Romagna è quello di verificare l’origine nazionale, acquistare prodotti locali che non devono subire grandi spostamenti, comprare direttamente dagli agricoltori nei mercati o in fattoria. In un momento di difficoltà – continua Coldiretti Emilia Romagna – si tratta di un atto di solidarietà a favore degli agricoltori, ma anche di un aiuto al proprio benessere per combattere il grande caldo con il consumo di alimenti, come le albicocche, le pesche e in generale la frutta fresca, indispensabili per la salute e per mettersi in forma.

 

Appuntamenti

 

LUCCA: VERSILIA, WORKSHOP SU STRATEGIE VENDITA DIRETTA E GESTIONE DEL CLIENTE

Giovedì 25 luglio 

Strategie di vendita e gestione del cliente ma anche prove pratiche e simulazione di vendita. Sono i temi al centro del workshop tecnico-pratico promosso da Coldiretti attraverso il progetto Coltiform-Psr in programma giovedì 25 luglio (ore 14.30) presso la sala convegni della sede versiliese in Piazza Magnani, 1 a Lido di Camaiore (Lu). L’incontro, rivolto alle imprese agricole iscritte alla rete di vendita diretta di Campagna Amica e alle aziende che vogliono puntare sulla filiera corta, fornisce strumenti, tecniche e strategie avanzate per proporre i prodotti agricoli ed agroalimentari ai clienti. Si parlerà della preparazione del banco vendita, di come valorizzare i prodotti attraverso l’incontro con il pubblico, di strategie di marketing e di come evitare i più comuni errori fino all’importanza del brand e del contatto diretto. Non solo formazione con i facilitatori Matteo Fazzi e Alessandro Di Fonzo ma anche tanta pratica e simulazioni di vendita per essere pronti ad affrontare il mercato. Per informazioni ed iscrizioni rivolgersi al Coldiretti Lucca al 0583.343653 o scrivere a lucca@coldiretti.it

 

NUORO OGLIASTRA: AL VIA I PERCORSI DI C.A. PER RACCONTARE SAPORI DEL TERRITORIO

Giovedì 18, sabato 20 luglio, giovedì 1, mercoledì 7, domenica 25 agosto

Prendono il via giovedì 18 i percorsi estivi di Campagna Amica. Appuntamenti serali itineranti promossi da Campagna Amica Nuoro Ogliastra che attraverseranno tutto il territorio dell’ex provincia di Nuoro. Si comincia giovedì, appunto, a Nuoro con i percorsi del mare, un agriaperitivo a base di ostriche e cozze della cooperativa pescatori d’Ogliastra che saranno accompagnate con il vermentino di Sardegna DOC e il vermentino di Gallura DOCG. Il tutto si terrà in piazza Mazzini, nel bar Nuovo Nuoro a partire dalle 20, grazie alla collaborazione con il Centro commerciale naturale locale e il patrocinio del comune di Nuoro.

“Saranno delle serate a tema del buon gusto e del cibo giusto – spiega il presidente di Coldiretti Nuoro Ogliastra Leonardo Salis – ma anche della buona cultura e storia, perché le eccellenze del territorio si potranno apprezzare non solo con il palato ma si conoscerà anche la loro storia, il percorso che le ha portate dalla terra, in questo caso dal mare, alla tavola direttamente dai produttori e pescatori”.

Dopo Nuoro, sabato 20 (dalle 18 alle 23) sarà la volta di Posada, dove all’interno di “Joko”, il festival dei bambini, Campagna Amica, in collaborazione con Coldiretti Donne e Giovani, intratterrà i bambini con laboratori didattici per contribuire ad una educazione al mangiar sano e al rispetto della natura

Si continua giovedì 1° agosto a Nuoro dalle 20 con un agriaperitivo di Campagna Amica nel caffè Retro del Corso. Mentre il 7 agosto ci si trasferisce a La Caletta (a partire dalle 20 nel giardino dell’ex casello del Genio civile) per una serata enogastronomica con al centro la Pompia. L’agrume raro sarà valorizzato con diversi piatti tradizionali ai quali saranno abbinati i vini e le birre della rete locale di Campagna Amica.              

Il 25 agosto, invece, i percorsi di Campagna Amica accompagneranno la festa del Redentore di Nuoro con lo street food a km0. In tutte le tappe dei Percorsi di Campagna Amica si potrà sottoscrivere la petizione #stopciboaninimo promossa a livello europeo per chiedere alla Commissione europea di rendere obbligatoria l’indicazione di origine degli alimenti.

 

RAVENNA: L’AGRICOLTURA E’ ROSA SOTTO LE STELLE DEL CANALE NAVIGLIO

Giovedì 18 luglio

Le eccellenze agricole prodotte e firmate dalle imprenditrici di Coldiretti Donne Impresa saranno protagoniste, giovedì 18 luglio, dalle ore 19,00 a Bagnacavallo, sotto le stelle del Canale Naviglio. Nell’aia dell’azienda Terra Aguta-Frutti Nostri (via Canale Naviglio 26, Bagnacavallo) Coldiretti ripropone l’evento ‘L’agricoltura rosa sotto le stelle’, tappa speciale del Festival Itinerante del Cibo Contadino. La serata è una vetrina del gusto e della grande innovazione e fantasia portata dalle donne in agricoltura. In programma picnic a km zero e degustazioni curate nei dettagli dalle agrichef degli agriturismi di Campagna Amica. Il tutto, ovviamente, all’insegna della qualità, tipicità e tradizione. I piatti saranno accompagnati dai vini delle aziende vitivinicole Coldiretti condotte da donne, mentre i dolci saranno a base di frutta locale e di stagione. Ulteriori informazioni e aggiornamenti sulla pagina Facebook Campagna Amica Ravenna.

 

LUCCA: WEEKEND DIVINO A TONFANO, DEGUSTAZIONI, VITICOLTURA EROICA, WINELOWERS

Sabato 20 e domenica 21 luglio 

La viticoltura eroica sbarca per la prima volta sul mare della Versilia. Weekend con i vini Doc del territorio a Tonfano con “Marina diVino”, la prima edizione della due giorni promossa dal Consorzio di Tutela del Candia dei Colli Apuani in collaborazione con Coldiretti e Marina Eventi in programma da sabato 20, nel contesto della Notte Bianca di Marina di Pietrasanta, e domenica 21 luglio dalle 18.00 alle 23.00 in via Versilia.

Bianco, rosso, vermentino, amabile, secco o spumantizzato, rose’ e bollicine, Doc e Igt: da degustare, attraverso un percorso itinerante tra gli ombrelloni che richiama il mare, le piccole cantine ed etichette emergenti, il meglio della viticoltura dalle Alpi Apuane alle colline lucchesi passando per la Versilia. Parola d’ordine: promuovere le etichette del territorio attraverso incontro diretto con i viticoltori-eroi che producono i loro vini tra ripidi vigneti e lavoro esclusivamente manuale. “L’obiettivo del format – spiega Andrea Elmi, Presidente Coldiretti Lucca – è quello di educare il consumatore a scegliere e preferire prodotti legati al territorio (a km zero), di qualità e di provenienza certa ma anche di far conoscere l’enorme patrimonio agricolo ed agroalimentare della nostra terra con particolare riferimento alle aziende vitivinicole. Il nostro territorio, dalla Lunigiana alla Garfagnana, è ricchissimo di esperienze vitivinicole che devono essere promosse perché la loro presenza in aree svantaggiate e difficili hanno un ruolo di tutela e salvaguardia delle biodiversità e di contrasto al dissesto idrogeologico”.

Marina diVINO è pronta a trasformare Via Versilia in una piccola Vinitaly. In rassegna, da conoscere, incontrare, apprezzare, degustare ci saranno i vini Doc del Candia, delle Colline Lucchesi e di Montecarlo ma anche naturalmente della Versilia con alcune delle esperienze più coraggiose e di qualità. Importante anche il coinvolgimento dei commercianti di Marina Eventi: in ristoranti e bar, gelaterie ed esercizi, uva e vigne saranno il tema di continuità ma anche ingredienti e curiosi abbinamenti. In programma anche la presentazione di libri presso lo spazio di Marina Eventi. “La nostra amministrazione – spiega Andrea Cosci, Assessore agli Eventi – vuole potenziare le attività legate alla promozione delle eccellenze del territorio che significa sostenere le aziende agricole, i piccoli produttori e l’occupazione. Il nostro è un territorio generoso che ha solo bisogno di essere sostenuto, valorizzato e promosso. Non a caso abbiamo inserito la kermesse all’interno della Notte Bianca: vogliamo spingere il territorio”.

 

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