COMUNICATO STAMPA | Notizie dalle Federazioni

News La Forza del Territorio del 15 luglio 2019

16 luglio 2019
News La Forza del Territorio del 15 luglio 2019

Primo piano

 

PIEMONTE/ROVIGO

CANNABIS: CI VUOLE CHIAREZZA PER TUTELARE LE IMPRESE

Serve un intervento definitivo del legislatore per tutelare i cittadini senza compromettere le opportunità di sviluppo del settore con centinaia di aziende agricole che hanno investito nella cannabis e i terreni coltivati in Italia che, nel giro di cinque anni, sono aumentati di dieci volte dai 400 ettari del 2013 ai quasi 4000 stimati per il 2018. La situazione in Piemonte e il gruppo organizzativo veneto sulla canapa, presentato alla corte Benedettina a Legnaro, per una vera filiera a sostegno del reddito agricolo.

 

Serve un intervento definitivo del legislatore per tutelare i cittadini senza compromettere le opportunità di sviluppo del settore con centinaia di aziende agricole che hanno investito nella cannabis e i terreni coltivati in Italia che, nel giro di cinque anni, sono aumentati di dieci volte dai 400 ettari del 2013 ai quasi 4000 stimati per il 2018. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare le motivazioni della sentenza emessa a fine maggio dalle Sezioni Unite della Cassazione sui limiti della legge 242 del 2016 che, tra l’altro, osserva: “resta ovviamente salva la possibilità per il legislatore di intervenire nuovamente sulla materia, nell’esercizio della propria discrezionalità e compiendo mirate scelte valoriali di politica legislativa,  cosi da delineare una diversa regolamentazione del settore che coinvolge la commercializzazione dei derivati della cannabis sativa nel rispetto dei principi costituzionali e convenzionali”.

In Piemonte, soprattutto nella provincia di Torino, fin dal Medioevo, ci sono tracce di coltivazioni di canapa, quando i monaci dell’abbazia di Casanova, nei pressi di Poirino, diedero un forte impulso a questa attività. Nel carmagnolese, nella frazione San Bernardo, a partire dal 1600, nacque la tradizione della produzione di cordami e i mastri cordai divennero presto rinomati e richiesti anche all’estero. Un’altra importante peculiarità di questa coltura è la sua capacità di recuperare suoli contaminati: è in grado, infatti, di assorbire sostanze inquinanti presenti nel terreno.

“Il progetto di filiera italiana per la Canapa Sativa può rappresentare un grande passo avanti per l’economia agricola sia locale sia nazionale, ma occorre fare immediata chiarezza per quanto riguarda la commercializzane dei prodotti che da essa derivano e tutelare le aziende che fino ad ora hanno investito – affermano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale -. Una opportunità che va attentamente valutata, quindi, per uscire dalla dipendenza dall’estero, ma che deve basarsi, come per tutti i settori produttivi dell’agroalimentare, sul concetto di legalità ed origine trasparente per tutelare davvero i produttori e i consumatori”.

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Canapa? Si può coltivare, la legge non lo vieta per il settore agroalimentare e industriale. Non lo dice la Coldiretti Rovigo, ma il chiarimento uscito l’11 luglio da parte delle sezioni uniti della Cassazione che hanno fissato le motivazioni a fronte della sentenza di fine maggio. La coltivazione della canapa è consentita, ma solo per ottenere prodotti elencati nella L. 242 del 2016 per ricavarne alimenti, fibre, carburanti, ma non altre miscele o per altri fini che non siano quelli legati all’agroalimentare o industriale. È caduto proprio a fagiolo, come si suol dire, il convegno “Produrre canapa nella filiera alimentare e agro industriale” il quale ha fatto una panoramica sull’argomento, molto caldo, della canapa, ma è stata soprattutto l’occasione per presentare il gruppo operativo che si è formato e il progetto che è stato finanziato con le misure 16.1 e 16.2 del Psr 2014-2020.

Il convegno è stato moderato da Silvio Parizzi direttore di Coldiretti Rovigo che è capofila del progetto. Hanno portato i saluti Carlo Salvan, presidente della Coldiretti Rovigo e il consigliere regionale Nazzareno Gerolimetto. La descrizione delle attività del gruppo e del progetto sono state curate da Dina Merlo, consulente di Impresa Verde Rovigo e Morena Umana coordinatrice della sviluppo rurale di Impresa Verde Treviso e Belluno. Giampaolo Grassi del Crea di Rovigo ha parlato della sperimentazione agronomica e la scelta varietale, seguito da Lucia Bailoni dell’Università di Padova che si è occupata invece della caratterizzazione chimica e nutrizionale della canapa e l’impiego nell’alimentazione animale. Hanno chiuso i lavori Alberto Bertin dell’ufficio legislativo di Coldiretti Veneto con la riflessione sulla normativa e gli aspetti giuridici del settore e Alberto Zannol della Direzione agroalimentare della Regione che ha illustrato la proposta di legge del Veneto a sostegno dello sviluppo della filiera della canapa.

Il convegno, che ha visto una grande partecipazione di interessati non solo dal Veneto, ma anche altre regioni limitrofe, è servito a fare chiarezza su diversi fronti mettendo in mostra il gruppo operativo che sta lavorando per il rilancio della coltura. Ma perché la canapa? Questa coltura, per i suoi molteplici impieghi e utilizzi, può essere una valida alternativa per il mondo agricolo che si occupa di colture estensive. Tutto ciò con una premessa importante: è necessaria una filiera che sostenga l’intero percorso dalla semina, alla raccolta e alla commercializzazione. Inoltre, la canapa può dare un forte contributo all’ambiente in quanto è notoriamente risaputo che ha grandi capacità di assorbimento dell’anidride carbonica e ha poco o nulla fabbisogno di mezzi chimici come il diserbo. La canapa può essere una valida alternativa per quelle imprese attente al mercato in continua evoluzione e che cercano prodotti innovativi, in quanto si può impiegare nel settore alimentare, sia per la specie umana, ma anche quella animale che è in via di sperimentazione, c’è poi il settore della cosmesi, ma anche l’utilizzo in bioedilizia o come biomasse. Potrebbe essere un buon sostituito della paglia nelle lettiere animali. E, infine, si pensa di riprendere anche il settore tessile che è stato abbandonato qualche decennio fa ma è una strada certamente ripercorribile.

“Per tanti motivi abbiamo bisogno di colture nuove – ha spiegato Salvan –, in questo caso si tratta di una coltura ritrovata in quanto, nel secolo scorso, il Polesine era tra i maggiori produttori e l’Italia secondo produttore al mondo. Ora dobbiamo affrontare la strada in maniera organica, creando una struttura che dia una reale prospettiva, per dare respiro e dignità alle aziende. Confido nell’interesse e il sostegno di tutti, seguendo il binario della legalità e correttezza auspicando che il Legislatore gestisca e regoli anche questo settore”. “Si può addirittura arrivare ad avere dei Dop” ha sottolineato Grassi, mentre la docente Bailoni ha affermato che “il prodotto della canapa si inserisce bene in una economia circolare”. Insomma le grandi potenzialità economiche dovute alle numerose applicabilità del prodotto sono state riconosciute anche dalla Regione Veneto, rappresentata in questa sede da Zannol. L’ente andrà ad approvare, presumibilmente entro fine luglio, il progetto di legge n. 325 “Sostegno e promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa (Canapa Sativa L.)” già approvato dalla III Commissione e che prevedrà un investimento di 300 mila euro in diversi step.

Tra sementi, varietà, normative e processazione si è poi aperto un grosso dibattito con il numeroso pubblico presente. Prossimo appuntamento il 22 luglio alle 10 al Crea di Rovigo per la visita in campo e una dimostrazione pratica sull’argomento.

 

 

Dal territorio

 

PUGLIA, MALTEMPO: IN 15 GIORNI 3 TORNADO, 5 TROMBE D’ARIA E 10 GRANDINATE KILLER 

In 15 giorni in Puglia dall’1 al 15 luglio si sono abbattuti 3 tornado, 5 trombe d’aria e 10 grandinate killer che hanno messo KO le produzioni pronte per essere raccolte come pomodori, angurie, meloni, hanno danneggiato gravemente serre di ortaggi e tendoni di uva da tavola e i violenti nubifragi hanno provocato smottamenti e allagamenti. E’ quanto emerge dall’analisi di Coldiretti Puglia rispetto all’ultima straordinaria ondata di maltempo che ha investito l’intera regione, distruggendo verdure, frutta e cereali prossimi alla raccolta e mandando in fumo un intero anno di lavoro, sulla base della Banca dati europea sugli eventi estremi ESWD.

“L’assessorato regionale all’agricoltura deve attivare le immediate verifiche in campo per la richiesta di declaratoria di stato di calamità naturale. E’ indispensabile che i territori rurali vengano tutelati con efficacia ed immediatezza rispetto ad eventi di tale eccezionalità”, ribadisce Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

Piante e ulivi sradicati, albicocche, pesche, meloni e angurie falcidiati, campi di grano allettati dall’acqua e dalle raffiche di vento, smottamenti e allagamenti – dice Coldiretti Puglia – sono il risultato dei temporali intensi accompagnati da grandinate killer che hanno colpito il territorio a macchia di leopardo.

“Il clima impazzito continua ad avere effetti disastrosi sul territorio e si abbatte su un territorio fragile, dove 232 comuni su 258 (78%) sono a rischio idrogeologico con diversa pericolosità idraulica e geomorfologica, secondo i dati Ispra. Sono 8.098 i cittadini pugliesi esposti a frane e 119.034 quelli esposti ad alluvioni, mentre a pagare il conto economico più salato sono proprio le 11.692 imprese che operano su quei territori”, rileva ancora Muraglia.  “E’ molto grave che all’appello manchino 162mila ettari di suolo consumato sulla totale della superficie territoriale pugliese. I cambiamenti in atto – conclude il presidente Muraglia – riguardano contesti prevalentemente agricoli o naturali per il 67%, perché in Puglia la terra frana e si consuma anche a causa dell’abbandono delle aree rurali per fattori diversi, a cui si aggiungono fenomeni meteorologici sempre più intensi, concentrati in poche ore e su aree circoscritte, con alluvioni e danni anche in aree non eccessivamente antropizzate, per non parlare della criminalità sempre più dilagante”.

In Puglia nel 2017 sono andati in fumo altri 410 ettari di suolo, pari all’8,35% della superficie territoriale – conclude Coldiretti Puglia – con un aumento di suolo consumato in 1 anno dal 2016 al 2017 dello 0,25%, passati da 161.606 ettari consumati nel 2016 a 162.016 nel 2017, secondo i dati del Rapporto sul consumo del suolo dell’ISPRA.

Sono gli effetti dei cambiamenti climatici che – conclude la Coldiretti – si manifestano con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, grandine di maggiore dimensione, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi che compromettono le coltivazioni nei campi con costi per oltre 2 miliardi di euro in un decennio, tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne.

 

VERCELLI–BIELLA: DANNI ALLE STRUTTURE DELLE AZIENDE COLPITE DALLA GRANDINE 

La grandine caduta sulla zona sud ovest del vercellese nella notte di sabato 6 luglio ha danneggiato pesantemente le colture ma anche le strutture delle aziende agricole, e in questi giorni di pioggia sorgono per gli agricoltori nuovi problemi.

“Dai sopralluoghi effettuati nelle aziende agricole dai nostri tecnici abbiamo potuto verificare come siano state danneggiate pesantemente tettoie, tetti a copertura di magazzini, essiccatoi, ricoveri degli attrezzi, porticati, ed anche tutto ciò che contenevano, compromettendo le scorte sotto ricoverate. Le piogge di questi giorni non hanno fatto altro che peggiorare la situazione” spiega Paolo Dellarole, presidente di Coldiretti Vercelli – Biella.

“Ci siamo attivati per chiedere agli agricoltori che provvedano a segnalare al più presto i danni alle amministrazioni comunali di competenza, in modo che queste possano a loro volta procedere alla comunicazione alla Regione, come previsto dal decreto legislativo relativo ai danni da calamità naturali o eccezionali avversità atmosferiche. È sempre poi opportuno che coloro i quali hanno avuto danni provvedano a documentare e a circostanziare anche con fotografie la situazione in cui versano le proprie strutture. Purtroppo non è possibile richiedere un rimborso per le colture già assicurate e quelle che avrebbero potuto esserlo, ma faremo tutto quello che è tra le nostre possibilità per sensibilizzare gli enti preposti affinché si attivino in modo che venga data la giusta attenzione alle aziende danneggiate, che già attraversano un momento non facile per il comparto risicolo”, assicura Dellarole.

Coldiretti Vercelli Biella insiste anche sul fatto che, in questo momento in cui gli eventi climatici sono di sempre più forte intensità e sempre più devastanti, è più che mai opportuno che ci si rivolga ai consorzi di difesa in modo da assicurare opportunamente i propri raccolti. In questo senso, ribadisce la federazione interprovinciale, è indispensabile che vengano stanziati sempre fondi sufficienti per sostenere questi costi.

 

BRESCIA, MALTEMPO: CRISI DELL’APICOLTURA BRESCIANA CON -70% MIELE DI ACACIA 

Una stagione da dimenticare anche per gli apicoltori lombardi: gli eventi atmosferici degli ultimi mesi hanno messo in ginocchio le produzioni di miele di acacia e millefiori in tutta la Lombardia, danneggiando irrimediabilmente anche l’attività dei produttori bresciani.

Di fronte a una situazione di reale criticità per le imprese, Coldiretti Brescia plaude l’iniziativa dell’assessore regionale all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi, che ha recentemente inviato una lettera alla Commissione Politiche agricole della Conferenza Stato-Regioni per chiedere la valutazione, nella prossima seduta, di una deroga per il ristoro dei danni subiti dal comparto apistico. Le polizze assicurative per questo settore sono infatti previste dal Piano di Gestione dei Rischi, ma al momento sul mercato non esistono prodotti assicurativi agevolati per gli apicoltori.

“Dobbiamo unire le forze per affrontare una vera e propria emergenza – commenta Edoardo Mombelli, apicoltore di Quinzano d’Oglio – veniamo da quattro anni difficili, ma questo 2019 è particolarmente duro per i produttori bresciani. Il maltempo di maggio ha generato una perdita consistente: per il miele di acacia, soprattutto nelle zone collinari, si supera il 70%. Facciamo sempre più fatica a coprire la domanda del mercato, il miele italiano e di qualità è molto richiesto e apprezzato. Spiace non poter rispondere adeguatamente, favorendo di fatto l’importazione di prodotti dall’estero”.

Quanto alle cifre della crisi produttiva in Lombardia, per il miele di acacia e millefiori nel 2019 si parla di 0 – 5 kg/alveare, nettamente sotto la media regionale di 10 kg/alveare, e di azzeramento della produzione in collina e in montagna. Gli apicoltori bresciani lamentano la peggiore annata di sempre del miele di acacia, che passa dai 15-20 kg/alveare del 2018 ai circa 5-7 kg/alveare prodotti nelle basse colline bresciane, con rare “punte” di 10 kg/alveare in pianura.

Agli esiti di questa annata “killer” dal punto di vista climatico si uniscono le difficoltà di mercato legate alla concorrenza dei mieli d’importazione, spesso di bassa qualità – conclude Coldiretti –  serve agire il prima possibile per tutelare le imprese agricole e un prodotto di eccellenza per il nostro territorio.

 

VENEZIA, IL MALTEMPO NON DA TREGUA IN CAMPAGNA 

Solo il sud della provincia si è salvato ieri nel tardo pomeriggio dalle violente grandinate che hanno colpito ancora una volta duramente le campagne veneziane. Partendo dal portogruarese a Summaga, Cessalto, San Stino fino a Martellago, Scorzè l’effetto visivo di ieri pomeriggio era di un manto di neve caduto in abbondanza.

Colpite le colture in campo dai seminativi: rotte le foglie della soia e il mais che proprio in questi giorni stava iniziando a fiorire, ma anche i vigneti, frutteti e orticole facendo salire il conto dei danni nelle campagne in un’estate anomala segnata da eventi metereologici estremi. “Per gli agricoltori diventa sempre più indispensabile assicurare il proprio reddito per far fronte a questi eventi violenti sempre più frequenti in cui in pochi minuti si vede sfumare il lavoro dell’intero anno.” Dichiara il presidente di Coldiretti Venezia Andrea Colla.  

 Le tempeste di luglio confermano le anomalie di un 2019 che – riferisce la Coldiretti – è stato segnato dai primi mesi dell’anno particolarmente siccitosi ai quali ha fatto seguito un maggio freddo e bagnato ed un mese di giugno tra i più caldi ed ora si sta verificando una tendenza alla tropicalizzazione che – conclude la Coldiretti – si evidenzia con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, grandine di maggiore dimensione, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi che compromettono le coltivazioni nei campi con costi esorbitanti, tra perdite della produzione agricola e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne.

 

FOGGIA, TERZA TROMBA D’ARIA SUL GARGANO IN 7 GIORNI. STRAPPATI VIA I POMODORI 

Terza tromba d’aria in 7 giorni sul Gargano, con epicentro a Manfredonia, mentre grandinate e nubifragi hanno allagato le campagne, provocato smottamenti e strappato via interi campi di pomodori. E’ l’ennesimo bollettino di guerra in campagna, con le segnalazioni giunte a Coldiretti Foggia dagli agricoltori di Manfredonia, Mattinata, San Marco in Lamis, San Nicandro, Vieste, Lesina e Vico del Gargano, con danni a macchia di leopardo tra il 30 e l’80% sulle colture di pomodori, zucche e ortaggi e su vigneti e oliveti.

E’ l’ultimo episodio in ordine di tempo, dopo le violente grandinate dei giorni scorsi ad Apricena, Poggio Imperiale, Lesina, Serracapriola, San Severo. Tromba d’aria tra San Severo e San Marco in Lamis in provincia di Foggia, oltre all’alluvione – aggiunge Coldiretti Puglia – che ha creato vere e proprie cascate d’acqua a San Giovanni Rotondo.

Si sta verificando una tendenza alla tropicalizzazione che – conclude la Coldiretti – si evidenzia con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, grandine di maggiore dimensione, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi che compromettono le coltivazioni nei campi con costi per oltre 2 miliardi di euro in un decennio, tra perdite della produzione agricola e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne.

 

ROVIGO, GLI AGRICOLTORI SI PIEGANO ANCORA SOTTO LA FORZA DELLA NATURA 

Grandine, vento e pioggia hanno colpito duramente una grossa fetta della nostra provincia portando ingenti danni in questo pazzo 2019 che si ricorderà come anno dei fenomeni estremi. “Coldiretti Rovigo – afferma il presidente Carlo Salvan – a poche ore dall’ultima ondata di maltempo, sta cercando di capire quante sono le aziende e quali colture sono andate perse per i fenomeni del maltempo delle ultime 24 ore. Rovigo, Canda, San Bellino, Castelguglielmo e Canaro sono i comuni che hanno avuto più ripercussioni. Abbiamo assistito alla grandinata di venerdì pomeriggio a Rovigo, ma all’alba del sabato ne è caduta un’altra che ha letteralmente imbiancato i paesi quasi come fosse neve”.

Tra i disagi più grossi ci sono allagamenti e scoperchiature di serre, dovute al vento di una tromba d’aria oltre ai danni della grandine, fenomeno climatico tra i più temuti dagli agricoltori. “Ormai assistiamo a una tendenza alla tropicalizzazione – conclude Salvan – con manifestazioni violente e troppo ravvicinate e uno sfasamento stagionale mai visto prima; non sappiamo cosa raccoglieremo a fine stagione, compromesso sia il settore ortofrutta che quello cerealicolo. A fronte di queste situazioni emerge, ancora di più, l’importanza di ricorrere a strumenti assicurativi che coprano i danni derivanti da eventi come questi”.

La federazione nazionale di Coldiretti stima che dall’inizio dell’estate 2019 si conti una media di sei grandinate al giorno, esattamente in doppio rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con effetti devastanti sulle coltivazioni agricole colpite. I dati emergono da un’analisi della Coldiretti sulla base dei dati Esws (European Severe Weather Database) in occasione dell’ultima ondata di maltempo che si è abbattuta sulla Penisola. Tra le regioni colpite della fascia adriatica c’è anche il Veneto e la provincia di Rovigo.

 

NUORO-OGLIASTRA, A LUGLIO OLTRE 2 INCENDI AL GIORNO. AGRICOLTURA, DANNI INGENTI 

Si comincia a fare la conta dei danni dell’incendio che nel fine settimana ha colpito l’Ogliastra ed in particolare il territorio di Tortolì.  Ad essere interessati sono stati circa 850 ettari, in particolare l’incendio ha danneggiato la zona di Orrì dove si trova un’area Sic (Sito di interesse comunitario), in cui è presente un bosco di lentisco e olivastri ed alcune casette in legno, ma ha interessato anche agrumeti e frutteti e diverse attrezzatture. Sono morti anche diversi animali selvatici e domestici e danneggiate delle case coloniche.

“Siamo vicini a chi ha subito danni da questo incendio ed in particolare alle aziende agricole, che continuano a subire danni, ora anche dal fuoco – sottolinea il presidente di Coldiretti Nuoro Ogliastra Leonardo Salis -.Il danno economico e ambientale è incalcolabile  Dopo lo scampato pericolo dello scorso anno dovuto alle continue piogge, quest’anno gli incendi si stanno confermando una piaga per l’intera isola e purtroppo soprattutto per il patrimonio naturale e per le aziende agricole”.

“Da sabato siamo in costante contatto con le aziende agricole e con l’amministrazione comunale – afferma il direttore di Coldiretti Nuoro Ogliastra Alessandro Serra –. Stiamo raccogliendo i dati dei danni e li presenteremo alle istituzioni per capire come si può intervenire in soccorso di queste aziende. Ce ne sono diretti pesanti e tanti indiretti visto che è stato colpito un polmone verde importante della nostra isola. Per fortuna non ci sono conseguenze per il turismo, già ieri le spiagge era stracolme e non è venuto meno nessun servizio”. 

In 44 giorni, dal 1° giungo al 14 luglio, nella ex provincia di Nuoro-Ogliastra, secondo l’elaborazione di Coldiretti Nuoro Ogliastra del notiziario giornaliero con dati forniti dal Corpo Forestale per il tramite del sistema Fire Cloud e/o direttamente dal referente presente nella Sala Operativa Unificata Permanente (SOUP), risultano divampati 48 incendi, oltre uno al giorno, 30 dei quali a luglio (oltre due al giorno) e per ben 32 volte è stato richiesto l’intervento di un mezzo aereo (20 a luglio). Il picco si è registrato sabato 13 luglio, giorno dell’incendio di Tortolì, con ben 8 casi e ben 5 interventi aerei.

 

COMO-LECCO, AGRITURISMI, CRESCONO NUMERI E REPUTAZIONE DI QUELLI LARIANI 

Crescono gli agriturismi in Lombardia, che raggiungono il numero di 1.688 con un aumento del 35% rispetto al 2009: lo confermano i numeri elaborati da Coldiretti Lombardia sugli ultimi dati Istat e regionali in occasione della partecipazione di Paolo Voltini, Presidente di Coldiretti Lombardia, a “The best in Lombardy”, oggi in piazza Città di Lombardia a Milano.

Sono invece 245 le strutture nelle due province lariane, suddivise tra i 166 di Como e i 79 di Lecco: alla base del loro successo – sottolinea la Coldiretti interprovinciale – c’è la possibilità di trascorrere le vacanze a contatto con la natura ma anche di mangiare i piatti della tradizione, i cui segreti sono conservati da generazioni nelle campagne.

Il cibo – sottolinea Coldiretti – rappresenta il vero valore aggiunto delle vacanze anche in Lombardia, che può contare su un’agricoltura in grado di produrre oltre trecento tesori della tavola certificati grazie a 34 tra DOP e IGP, 41 denominazioni vinicole tra DOCG, DOC e IGT e circa 250 prodotti tradizionali.

Dati positivi, che si incrociano con quelli del territorio, che vedono una media reputazionale altissima per gli agriturismi di Como-Lecco: tra i commenti dei viaggiatori, un apprezzamento particolare al cibo, alla quiete, alla qualità delle strutture e delle camere dove viene offerta ospitalità.

Il termometro, che poi è uno specchio privo di filtri, è quello dei principali motori di ricerca turistica, con le relative recensioni del pubblico” commenta Fortunato Trezzi, presidente di Coldiretti Como Lecco.

“I commenti dei recensori rispecchiano la qualità dei servizi offerti quanto a camere, ristorazione, pulizia e accoglienza, che sono gli elementi-chiave della soddisfazione degli ospiti dei nostri agriturismi” commenta Emanuele Bonfiglio, presidente di Terranostra Como Lecco, l’associazione che riunisce gli agriturismi in seno a Coldiretti.

In vetta alla classifica degli ospiti stranieri più soddisfatti della loro esperienza in agriturismo sul lago di Como ci sono soprattutto francesi e tedeschi (che sono anche quelli più avvezzi a lasciare una propria recensione), ma non mancano feedback a punteggio pieno da Stati Uniti, Gran Bretagna, Repubblica Ceca, Israele, Olanda, Svezia, Paesi Baltici, Malta oltrechè dalla vicina Svizzera. “Very friendly staff”, “good food”, “great views” sono le osservazioni più ricorrenti che rimarcano l’affabilità del personale, il buon cibo e il panorama grandioso che si gode dalle alture lariane.

Non mancano ospiti più lontani, come Tom che, dagli Emirati Arabi Uniti, evidenzia “la posizione panoramica e remota, sbalorditiva” che si gode dall’alto lago di Como. Oppure come Gina che, dal Regno Unito, osserva che “quando la gente del posto si presenta per un pasto, come accade qui, sai che il cibo è incredibilmente buono”. Recensioni positive anche dalle Isole Cook (ad esempio, Lisan ha scritto di aver apprezzato la convenienza economica, la pulizia e la qualità della cena dell’agriturismo dov’è stata accolta) al Canada, all’Australia.

“Raccontare il territorio al turista diventa quindi strategico anche nell’ambito agroalimentare, a partire dalla presenza nelle principali fiere di settore in Italia e all’estero” conclude il presidente Trezzi. “Il contesto agricolo e rurale del Lario può dare molto, così come il resto dei laghi prealpini che, per loro conformazione, costituiscono una demarcazione tra la pianura e la montagna, con i rispettivi prodotti tipici: dalla carne, al latte, ai salumi, ai formaggi di pianura e d’alpe, fino all’olio e al pesce di lago, con le rispettive cucine che si sono trasformate nei secoli, arricchendosi di nuove tradizioni”.

 

MARCHE, GIOVANI E AGRICOLTURA: ECCO I 6 VINCITORI DEGLI OSCAR GREEN 

L’agriturismo che diventa custode del cibo e di un bene archeologico, gli alpaca per escursioni in montagna, nuove pratiche per abbattere gli sprechi e tutelare l’ambiente. Tra il dire e il fare, tra l’idea e la sua realizzazione, c’è la tenacia delle nuove leve dell’imprenditoria agricola a fare la differenza. Contadini del futuro sotto i riflettori, ieri pomeriggio, a San Benedetto del Tronto: 6 di loro hanno ricevuto l’Oscar Green 2019, il premio che da anni, siamo alla 13esima edizione, Coldiretti mette in palio per gli under 40 che hanno saputo coniugare tradizione e innovazione in campagna.

Ben 43 partecipanti da tutta la regione suddivisi in 6 categorie. Premiazione in uno scenario da favola, sul molo Tiziano allestito con un tappeto d’erba vera, circondato da bandiere gialle, una barca ormeggiata piena di striscioni della stessa livrea a fare da fondale e un’altra in mare per un inchino di benvenuto. “Oscar Green è un momento di racconto e di indagine sull’impegno dei giovani imprenditori agricoli – ha evidenziato Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Marche – Con questo premio dimostriamo con storie reali ciò che è stata la rivoluzione verde nel nostro Paese attraverso giovani che, arrivando anche da altri settori, hanno saputo reinterpretare e modernizzare l’agricoltura. Oscar Green racconta un’Italia differente, una generazione che non ha avuto timore, giovani che non si sono tirati indietro di fronte alla difficoltà e hanno investito, rispetto a tantissimi ragazzi che una volta terminato il percorso di studi non hanno sbocchi lavorativi e sono costretti ad andare all’estero o ad affrontare precariato e carenza di opportunità lavorative. L’agricoltura dà risposte concreti a problemi sociali: c’è un’Italia fondata sui giovani”.

Questi i vincitori:

Stefano Marino, giovane di Genga (Ancona) ha vinto nella categoria Impresa 4.Terra. Guida ambientale ed escursionistica di 33 anni, Stefano alleva alpaca per la produzione di lana, sciarpe, cappelli e guanti, coltiva erbe officinali. Con gli stessi animali accompagna i turisti alla scoperta delle bellezze del Parco della Gola della Rossa. Non molto distante da lui, a Sassoferrato, Guido Mingarelli gestisce l’agriturismo Antico Muro dal quale sforna ricette senza tempo e custodisce uno dei luoghi più importanti d’Italia dal punto di vista archeologico: Sentinum, sede nel 295 A.C. della Battaglia delle Nazioni tra i popoli italici e i Romani. Il 36enne agrichef ha vinto nella categoria Campagna Amica: la struttura è stata restaurata preservando le antiche rovine romane, con tecniche di bioedilizia che ne garantiscono la completa autosufficienza energetica. Con la sua attività, è custode della fruibilità e della salvaguardia di un sito archeologico così importante. Si preserva la storia, si preserva l’ambiente con iniziative imprenditoriali a basso impatto ambientale. Come quella dello jesino Marco Moglie, vincitore nella categoria Sostenibilità, che con la sua Agritech produce e commercializza alga Spirulina e fertilizzanti naturali. Edizione dedicata alla sostenibilità ambientale anche per la presenza di Rossano Ercolini, presidente dell’Associazione Zero Waste Europe e vincitore del Nobel alternativo per l’ambiente.

“Questi giovani – ha detto Alba Alessandri, presidente regionale di Coldiretti Giovani Impresa – stanno osando e portando progetti di vita innovativi e sostenibili. Abbiamo visto quanto queste nostre aziende abbiano un legame profondo l’ambiente: la sostenibilità e il risparmio energetico portano anche al benessere di tutta la società”. Idee anche innovative che sfruttano la rete e le nuove tecnologie. A Montefiore all’Aso, il 33enne Giacomo Centanni, vincitore nella categoria Creatività, ha piazzato telecamere e macchine fotografiche in vigna e in cantina. Un anno di riprese di tutte le fasi vegetative realizzando lo spot “Il ciclo della vite” per comunicare al meglio la tradizione, il territorio, il lavoro e la passione che finiscono dentro una bottiglia di Pecorino. Smartphone e tanta fantasia anche per Nadia Stacchiotti, social media manager di Filottrano. La 30enne ha collaborato con i giovani di Coldiretti per raccontare sul blog www.raccontidimarche.it e sui social le Marche agricole degli under a colpi di hashtag #teladoiolacampagna.

A rappresentare i giovani, per ricevere insieme a lei l’Oscar per la categoria Fare Rete, c’era Barbara Bonifazi, di Camerino. Agricoltura che guarda anche alle comunità, al sociale. Per la categoria Noi per il Sociale, il premio è andato a Stefano Treggiari che con la sua associazione Libero Spirito, a Venarotta, ha attivato percorsi di memoria storica e riflessioni paesaggistiche sui monti Sibillini. A premiarli erano presenti anche il sindaco di San Benedetto Pasqualino Piunti, l’assessore Filippo Olivieri, il presidente della Camera di Commercio delle Marche, Gino Sabatini, e Carlo Maria Recchia, membro del Comitato esecutivo nazionale Coldiretti Giovani Impresa.

Campagna amica on the beach – La cerimonia degli Oscar Green è stata preceduta dall’inaugurazione del mercato di Campagna Amica on the beach che ravviverà San Benedetto del Tronto anche oggi, domenica 14 luglio. Oltre 50 aziende agricole provenienti da tutte le Marche ma anche da Abruzzo, Umbria, Emilia Romagna, Puglia e Calabria con il meglio del paniere nazionale a chilometro zero. “Tutti testimoni del vero Made in Italy – ha detto Romano Magrini, responsabile area sindacale Coldiretti nazionale – che cercano di contrastare i falsi che invadono i banchi alimentari. Una bellissima iniziativa che mette insieme i nostri prodotti con il territorio e una spiaggia molto importante come quella di San Benedetto del Tronto”. Al taglio del nastro anche l’esibizione della corale Cento Torri di Ascoli Piceno. “Un evento che non è solo acquisto di prodotti – ha sottolineato Armando Marconi, presidente di Coldiretti Ascoli Fermo – ma che promuove anche cultura. Siamo cresciuti negli anni perché è sempre maggiore la sensibilità dei consumatori verso la qualità e la sostenibilità ambientale e la sicurezza alimentare che riusciamo a garantire ai cittadini mettendoci il nostro lavoro e la nostra faccia”.

 

PUGLIA, XYLELLA: CON MONITORAGGIO IN 3 ANNI TROVATI 5243 ULIVI INFETTI 

Con l’attività di monitoraggio dell’Osservatorio fitosanitario regionale e di Arif dal 2016 al 2019 sono stati ritrovati e conclamati infetti 5.243 ulivi nelle province di Brindisi e Taranto e l’inerzia negli abbattimenti non ha estinto tempestivamente focolai infetti e fonti di inoculo che hanno causato il dilagare della Xylella fastidiosa. Ne dà notizia Coldiretti Puglia che ha elaborato i dati del monitoraggio, raccolti dal gruppo di studio di Infoxylella, incrociandoli con le aree di maggiore diffusione della malattia che si è allargata alla Piana degli Ulivi Monumentali. “Dai dati del primo monitoraggio risalenti all’ottobre 2016 condotto nelle province di Brindisi e Taranto fino all’ultimo del 9 giugno 2019, gli ulivi infetti da Xylella risultano 5.243. La mancata tempestività negli espianti ha lasciato attivi focolai e fonti di inoculo che hanno determinato la diffusione della malattia. Abbiamo chiesto al nuovo Commissario Arif Milillo di intensificare le attività di monitoraggio e abbattimento, in modo da salvare il patrimonio degli ulivi pugliesi, già gravemente compromesso”, denuncia Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

“Emblematico quanto accaduto a Martina Franca, dove nel 2016 è stato ritrovato un unico ulivo infetto e l’averlo espiantato tempestivamente ha bloccato l’avanzata della malattia, tanto che in quel comune non sono più stati accertati casi di ulivi positivi alla Xylella. Ne è stato abbattuto 1 per salvare tutti gli altri”, aggiunge Muraglia.

La Xylella nella zona di contenimento ha continuato ad infettare ulivi, tutti prossimi alle piante positive ritrovate con il monitoraggio 2017/18 ad Ostuni – aggiunge Coldiretti Puglia – ovvero quando il focolaio ricadeva in zona cuscinetto e quindi le norme comunitarie imponevano l’abbattimento delle piante ospiti ricadenti nel raggio dei 100 metri. “Evidentemente se fosse stata applicata per tempo e alla lettera la normativa comunitaria – insiste il presidente Muraglia – il focolaio sarebbe stato estinto, piuttosto che risultare ad oggi ancora attivo, con piante malate che costituiscono fonte di inoculo e diffusione ulteriore della Xylella. Nell’area di Fasano, Ostuni, Carovigno e Monopoli sono presenti 250mila ulivi, esemplari di pregio straordinario – incalza il presidente Muraglia – che potrebbe fregiarsi della prestigiosa dichiarazione di ‘sito patrimonio dell’Unesco’, azione per cui abbiamo sostenuto il Parco delle Dune Costiere nel percorso di riconoscimento della Piana degli ulivi monumentali quale patrimonio dell’Unesco. E’ impensabile che questo immenso patrimonio vada perduto”.

“Abbiamo già pagato noi agricoltori, e non i negazionisti che continuano a trovare spazio e credito in un contesto di confusione opportunistica, lo scempio che si è già perpetrato per esempio ad Oria e Francavilla, dove per non abbattere 47 ulivi malati, con espianti bloccati dai ricorsi al TAR, hanno fatto morire 3100 alberi – continua Muraglia – per colpa del batterio killer e consentito al vettore di continuare ad infettare migliaia di esemplari anche monumentali. La Xylella è certamente la peggior fitopatia che l’Italia potesse conoscere, che ‘cammina’ ad una velocità impressionante, considerato che in 5 anni il danno del patrimonio olivetato solo nel Salento ha superato 1,2 miliardi di euro”, ricorda il presidente Muraglia.

“Il sistema dei monitoraggi e campionamenti va potenziato – dice Muraglia – perché ancora oggi si basa principalmente su analisi visiva di ulivi troppo spesso asintomatici e blindato con procedure inattaccabili, per tutelare sia gli agenti dell’Arif che i laboratori di analisi. Monitoraggi e campionamenti, considerato che non esiste ancora una cura per la batteriosi restano l’unica soluzione per ridurre la velocità di avanzamento della infezione. L’efficacia e sistematicità sono garanzia per le aree indenni della Puglia e delle regioni limitrofe e non vanno messe in alcun modo in discussione”.

“Va recuperato il ritardo della Regione Puglia sul protocollo per regolamentare la pratica degli innesti per salvare gli ulivi monumentali. L’innesto può rappresentare una speranza per il mondo produttivo olivicolo-oleario, ma soprattutto può rappresentare la speranza della tutela paesaggistica della Piana degli Ulivi Secolari e del Salento, attraverso un protocollo tecnico di utilizzo, in modo da avere riferimenti chiari”, conclude il presidente Muraglia.

 

MONITORAGGIO 2016/17: TOTALE ULIVI INFETTI        893 

MONITORAGGIO 2017/18 TOTALE ULIVI INFETTI         3836

MONITORAGGIO 2018/19 TOTALE ULIVI INFETTI         514     

TOTALE ULIVI INFETTI 2016/2019                                             5243               

                                                                                 

* Elaborazione Coldiretti Puglia su fonte dati Infoxylella

 

PISTOIA, IL PIANO INTEGRATO TERRITORIALE A.L.T.A. MONTAGNA PISTOIESE È PARTITO 

Il progetto integrato territoriale coinvolge il 40% delle aziende agricole operanti sul territorio di riferimento (tra i comuni di Abetone-Cutigliano e San Marcello-Piteglio) ed è stato presentato venerdì 12 luglio a cittadini ed istituzioni nel corso dell’evento made in P(i)T, tenutosi a Campotizzoro. A.L.T.A. Montagna Pistoiese, Progetto Integrato Territoriale, investirà fondi del Psr della Toscana per contrastare gli effetti del cambiamento climatico, migliorare la gestione delle risorse idriche, preservare la biodiversità ed il paesaggio.

Un progetto all’insegna dell’ecosostenibilità che opera in un’area montana che, come descritto negli interventi dei relatori, presenta tante criticità di natura ambientale, sociale ed economica. “L’agricoltura in tutte le sfaccettature è il settore che meglio si adatta a dare un rilancio alle zone montane -ha spiegato Simone Ciampoli, direttore di Coldiretti Pistoia -. Il nostro Pit parte da dati preoccupanti, con popolazione in calo e con la riduzione di superficie agricola. Per questo abbiamo concepito un Progetto che prevede interventi su ampia scala e differenziati”.

Il progetto cofinanziato con i fondi del Piano di sviluppo rurale della Regione Toscana, prevede investimenti da parte di 19 soggetti, a cui si aggiungono altri 21 partecipanti indiretti. In totale 40 soggetti tra enti di ricerca, aziende agricole, associazioni, enti locali coordinati da Impresa Verde-Coldiretti Pistoia, che è capofila del Pit.

DAGRI (Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari Ambientali e Forestali dell’Università degli Studi di Firenze); UCAP (Unione di Comuni Appennini Pistoiese); Consorzio di Bonifica 1 Toscana Nord, Melograno Servizi collaborano con le aziende agricole nel progetto, fornendo ognuno il proprio contributo. Tra le attività previste c’è la sperimentazione di buone pratiche e la loro diffusione a tutti i soggetti partecipanti (diretti e indiretti), a cominciare dalle aziende agricole: ben 26 su un totale di 67 che operano sul territorio coinvolto nel PIT (quasi il 40%).

Di rilievo sarà il ruolo di tante associazioni che collaboreranno con le attività del progetto. Il filo conduttore di tutto il Pit è l’ecosostenibilità, a cominciare dagli interventi per migliorare il controllo delle risorse idriche: circa il 25% degli investimenti è destinato alla realizzazione e ripristino di laghetti e/o di piccoli invasi per la raccolta e la conservazione delle acque meteoriche e superficiali per finalità ambientali, compresa la messa in sicurezza, ripristino di fossi e di fosse livellari per la regimazione delle acque superficiali in eccesso.

Il 20% circa degli investimenti è destinato al ripristino di elementi tipici del paesaggio, quali abbeveratoi, sentieri, ripristino di muretti a secco, gradonamenti, ciglionamenti, utilizzando preferibilmente elementi reperiti in loco secondo le tecniche costruttive tradizionali locali.

Di rilievo, circa il 26% degli investimenti, gli interventi per favorire il mantenimento della biodiversità, a cominciare dalla convivenza tra fauna selvatica e animali allevati: realizzazione o ripristino di siepi e di alberature con funzione di corridoio ecologico; realizzazione di recinzioni per la prevenzione dei danni causati dalla fauna selvatica; recupero o realizzazione di zone umide finalizzate alla conservazione della biodiversità.

Sono intervenuti a made in P(i)T, cittadini e istituzioni. Presenti Luca Marmo, presidente della Provincia di Pistoia, nonché sindaco di San Marcello-Piteglio; Marco Niccolai, consigliere regionale della Toscana; Marco Minucci, funzionario di Regione Toscana: Autorità di gestione Feasr/sostegno allo sviluppo delle attività agricole.

Le relazioni sono state a cura di Gabriele Scozzafava, Silvia Parrini e Valentina Becciolini del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari Ambientali e Forestali dell’Università degli Studi di Firenze – DAGRI; Michele Bellandi, responsabile tecnico di Impresa Verde Pistoia. Ha moderato l’incontro Simone Ciampoli, direttore di Coldiretti Pistoia.

 

BERGAMO, DOMANDE REALIZZAZIONE E SVILUPPO DI ATTIVITÀ DI PRODUZIONE DI ENERGIA 

Dalla Regione Lombardia arrivano finanziamenti per la realizzazione e lo sviluppo di attività di produzione di energia. Lo comunica Coldiretti Bergamo, sottolineando che l’iniziativa si pone l’obiettivo di stimolare la competitività del settore agricolo e di garantire la gestione sostenibile delle risorse naturali e contribuire alle azioni per il clima attraverso lo sviluppo di attività complementari a quella agricola rivolte alla produzione e all’utilizzo delle energie rinnovabili.

La spesa minima ammissibile per domanda di contributo è pari a € 25.000,00 e le domande possono essere presentate dal 12 luglio alle ore 12.00 del 5 settembre 2019.

Coldiretti Bergamo precisa che possono accedere: gli imprenditori agricoli individuali, le società agricole di persone, capitale o cooperative. L’ammontare del contributo, espresso in percentuale della spesa ammessa, risulta compreso tra il 40% e il 50 % (aree di montagna)

Gli interventi ammissibili sono: impianti fotovoltaici realizzati in una microimpresa o in una piccola impresa condotta da giovane agricoltore, impianti fotovoltaici realizzati in una media impresa condotta da giovane agricoltore, interventi diversi dagli impianti fotovoltaici realizzati da una PMI condotta da giovane agricoltore, interventi di cui ai punti precedenti realizzati da micro-piccole e medie imprese non condotte da giovane agricoltore.

I contributi ottenuti con questo Bando non sono cumulabili con le agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie e il risparmio energetico. E’ quindi vietato richiedere tali agevolazioni per gli interventi finanziati. Tuttavia i contributi in conto capitale concedibili con il presente avviso sono compatibili con altri contributi a sostegno della produzione di energia nei limiti previsti dalle norme nazionali vigenti. Gli Uffici di Coldiretti Bergamo sono a disposizione per fornire ulteriori precisazioni.

 

BRESCIA, CAMPAGNA CIBO SANO: TAPPA AL COLMETTO DI RODENGO SAIANO 

Una giornata tutta al femminile, la “Domenica Rosa in Cascina” del 14 luglio, per raccontare ai più piccoli il bello del cibo sano e della campagna. Con oltre 50 bambini e tante famiglie coinvolte, la tappa bresciana dell’iniziativa itinerante promossa da Donne Impresa Coldiretti Lombardia ha ricreato in Franciacorta una nuova “puntata” del progetto di educazione alimentare Coldiretti. Protagonisti la storia, i sapori e le tradizioni del territorio, in un programma ricco di sorprese, nella grande aia dell’agriturismo “Il Colmetto” di Rodengo Saiano (BS). Dal giro in carrozza alla visita alla stalla delle caprette, dai giochi alle degustazioni per grandi e piccini, fino ai tre laboratori didattici sul latte, il pane e i colori contadini, le imprenditrici agricole bresciane hanno saputo trasmettere agli ospiti diversi aspetti della vita rurale.

“Il contatto con la natura – precisa Nadia Turelli olivicoltrice di Sale Marasino e presidente di Donne Impresa Brescia – è un elemento importante nell’educazione dei bambini e nella formazione di futuri consumatori consapevoli. Grazie a iniziative come questa è possibile imparare divertendosi e apprezzare la qualità dei prodotti del territorio”.

“Abbiamo aderito con piacere a questa bellissima iniziativa, nata per avvicinare adulti e bambini al mondo agricolo – commenta Roberta Agosti titolare del Colmetto – noi donne imprenditrici insieme siamo una forza e lo dimostra il successo della giornata. Le attività proposte raccontano la nostra storia e i nostri valori, alla scoperta del vivere sano e del percorso che accompagna sulle nostre tavole il vero cibo italiano”.

Anche oggi, come in tutte le iniziative Coldiretti sul territorio bresciano, è stata l’occasione per proseguire la campagna di raccolta firme per chiedere all’Europa di rendere obbligatoria l’indicazione di origine degli alimenti.

 

LIGURIA, VACANZE: MARE, MA NON MANCANO GITE IN CAMPAGNA E RELAX NEL VERDE

L’85% degli italiani non cambia la propria decisione di partire anche in caso di previsioni sfavorevoli e quasi 35milioni di persone si mettono in viaggio per le vacanze estive. Per chi lascia le calde città alla ricerca di pace e relax, in Liguria sceglie principalmente le mete balneari, ma attira sempre di più il grande fascino dei piccoli borghi, dove si è sviluppato specialmente il turismo enogastronomico grazie alle 299 produzioni tipiche che vi si possono trovare.

È quanto commenta Coldiretti Liguria all’indagine Coldiretti/Ixè sull’impatto delle condizioni climatiche nelle vacanze dell’estate 2019. In Liguria, rispetto ad altre regioni d’Italia, il clima è stato più clemente, ma anche nella nostra regione la stagione turistica ha visto una partenza ritardata a causa delle piogge del mese di maggio, e delle giornate di maltempo che hanno segnato questa prima parte di luglio. Più di 3 italiani su quattro (77%) cercano informazioni in televisione, alla radio sui giornali e on line sulle condizioni del tempo per il viaggio, ma raramente sono disponibili a cambiare i comportamenti programmati, discorso che cambia totalmente nel caso di spostamenti in giornata, nei quali sole e caldo sono determinati nella decisione.

Oltre la metà degli italiani in viaggio ha scelto di alloggiare in case di proprietà, di parenti e amici o in affitto, ma nella classifica delle preferenze ci sono, tra gli altri, alberghi e agriturismi, quest’ultimi scelti, anche nella nostra regione, grazie alla qualificazione e diversificazione dell’offerta, e per l’ottimo rapporto tra prezzi/qualità.

“In Liguria il turismo è una risorsa fondamentale per l’economia locale – affermano il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa – e se a farla da padrone è ancora il turismo balneare, scelto a livello nazionale da 7 italiani su 10 (70%), anche da noi il viaggiatore va sempre più spesso alla ricerca di alternative meno affollate, scoprendo il nostro meraviglioso entroterra, dove è possibile passare la propria vacanza immersi nel verde a contatto con la natura e le tradizioni di una volta. Per questo genere di vacanze è possibile rivolgersi agli Agriturismi di Campagna Amica Liguria strutture ricettive che si distinguono per l’offerta di qualità che propongono, e che danno la possibilità di incontrare quella combinazione tra cibo, ambiente e cultura che fa della nostra regione una delle mete da sempre preferite da italiani e stranieri”. 

 

VENETO, GRANDI CARNIVORI: IL PATTO CON LA REGIONE VENETO NON BASTA 

Coldiretti Veneto sul tema dei grandi carnivori pur nella prospettiva di trovare una strada per la convivenza ha denunciato l’urgenza di trovare una soluzione per non mandare in ulteriore affanno il comparto della zootecnia montana con tutto l’indotto che ne deriva. Di qui il patto con la Regione e le organizzazioni degli allevatori e produttori lattiero caseari per fronteggiare i danni arrecati dalla presenza di lupi e orsi sulle montagne venete. La giunta regionale ha dato il via libera ad un protocollo che prevede il monitoraggio sull’effettiva distribuzione dei predatori e la presenza di eventuali ibridi nonchè a coordinare gli organi competenti per affrontare il problema dei cani vaganti.

Quanto ai danni subiti dagli imprenditori agricoli c’è la copertura dei costi sostenuti per recinti elettrificati e animali da guardiania, a contribuire all’adozione di ulteriori sistemi di protezione del bestiame, come la presenza di vigilanti nelle malghe e sui pascoli, ad erogare gli indennizzi non oltre tre mesi dalla data dell’accertamento delle perdite subite. Nell’accordo è contenuto il mandato istituzionale di poter intervenire con forme di controllo numerico della specie soprattutto in aree fortemente antropizzate “qualora non siano state garantite adeguate misure alternative”. Coldiretti ricorda inoltre l’attività intrapresa di formazione e assistenza tecnica agli allevatori impegnati nelle zone montane interessate dalla presenza del lupo.

Ciò nonostante la tolleranza degli agricoltori è al limite – continua Coldiretti Veneto – è urgente trovare nuove modalità strategiche all’interno dei piano di governo della fauna selvatica che permettano di organizzare in maniera piu’ efficace un sistema di gestione del proliferare di questi grandi carnivori da considerare non piu’ esemplari in via d’estinzione.

 

EMILIA-ROMAGNA, ZUCCHERO: STRANIERI 4 PACCHI SU 5, SOS MADE IN ITALY 

Oltre 4 pacchi di zucchero su 5 arrivano dall’estero mentre la produzione Made in Italy rischia di essere azzerata dalla concorrenza sottocosto dei Paesi del Mercosur che nell’ambito dell’accordo di libero scambio con l’Unione Europea hanno ottenuto maggiori concessioni con il dazio zero sul contingente di 180mila tonnellate. È l’allarme lanciato da Coldiretti Emilia Romagna in riferimento all’incontro del Consiglio Agricoltura della Ue che si terrà a Bruxelles il 15 luglio durante il quale il commissario all’Agricoltura Phil Hogan riferirà ai ministri sulle conclusioni dei lavori del gruppo ad alto livello, composto dai rappresentanti degli Stati membri e dell’Esecutivo Ue, per evitare ulteriori ridimensionamenti produttivi in Italia e a livello europeo del settore.

Un rischio aggravato dalla Brexit poiché l’Unione Europea è un esportatore netto di zucchero nel Regno Unito che in mancanza di accordo ha annunciato l’applicazione di tariffe all’importazione sullo zucchero bianco (euro 150 / tonnellata) che ridurrebbe o eliminerebbe l’attuale surplus commerciale netto con effetti pesanti sul mercato comunitario. C’ è il rischio concreto di un peggioramento della situazione e pertanto – conclude Coldiretti Emilia Romagna – la Commissione deve agire rapidamente con interventi urgenti per il settore dello zucchero.

 

PIACENZA, SUCCESSO A SAN PROTASO PER LA FESTA DEI GIOVANI COLDIRETTI 

Successo nella serata di venerdì 12 luglio al campo sportivo di San Protaso per la festa di Coldiretti Giovani Impresa di Piacenza. L’evento – trasmesso da Radio Sound 95- ha rappresentato un’occasione di aggregazione e divertimento per il movimento giovanile guidato da Davide Minardi. E’ stata l’occasione per riflettere sul contributo fondamentale delle nuove generazioni nel settore. L’Italia è al vertice in Europa per numero di giovani in agricoltura con gli under 35 che sono alla guida di 57.621 imprese nel 2018, in aumento del 4,1% rispetto all’anno precedente.  Numeri significativi anche nel Piacentino, dove dal 2015 al 2018 sono nate quasi 200 nuove imprese grazie al sostegno finanziario del Psr.

“Al riguardo va ricordato – ha affermato Minardi – che fino al 22 ottobre è possibile presentare le nuove domande al bando per il primo insediamento 2019”. Per il secondo anno, dunque, San Protaso ha ospitato il tradizionale momento di festa, che ha avuto inizio con un agriaperitivo ed è proseguito con la cena negli stand gastronomici e con birra e gelato a km zero, grazie alla presenza dell’azienda agricola “Green Dog Brewery” di Lugagnano e della gelateria di Campagna Amica “Mil Sabores” di Pontenure.  A fare gli onori di casa, insieme a Minardi, sono stati il presidente provinciale Marco Crotti, il direttore Claudio Bressanutti e il segretario di Coldiretti Giovani Impresa Valerio Galli. Presente il movimento femminile, Coldiretti Donne Impresa, che ha allestito un angolo della festa.

Sul palco è intervenuta anche Piera Ghirardelli, responsabile Polo affari di Credit Agricole a Carpaneto. “Siamo lieti – ha affermato – di essere presenti per la nostra attenzione al vostro settore, che affianchiamo con prodotti e consulenze specifiche.  Crédit Agricole Italia sostiene i territori in cui è presente. Il Piacentino per il nostro Gruppo è un territorio storico e di primaria importanza, al quale il Gruppo non ha mai fatto mancare il proprio sostegno”. Chiara Gemmati, responsabile comunicazione del Consorzio di Bonifica, ha ricordato invece le numerose attività didattiche sul valore dell’acqua organizzate dal Consorzio nelle scuole. A dimostrazione di quanto la Bonifica creda nelle nuove generazioni sono anche le figure professionali inserite negli ultimi anni, a cominciare dall’ufficio progettazione.

Durante la festa – sostenuta anche da Condifesa e Vh Italia – è proseguita la raccolta firme della petizione europea “Stop Cibo Anonimo” per chiedere che venga esteso l’obbligo dell’etichetta d’origine su tutti gli alimenti. Molto apprezzata infine l’esposizione del mezzo del Consorzio agrario Terrepadane, New Holland T6.165 in formato Dynamic.

 

NORD SARDEGNA, ALLARME CORNACCHIE: PERSE TONNELLATE DI ANGURIE 

Sono mature, pronte ad arrivare nei banchi per essere vendute, dopo mesi di lavoro, ma marciranno nei campi. E’ la fine delle angurie bucate dalle cornacchie che stanno devastando i campi degli agricoltori di Alghero, Valledoria, Sorso e tutto il territorio circostante. Ore ed ore di lavoro e sacrificio buttati al vento proprio nel momento in cui doveva essere ripagato dalle vendite. Stesso destino per tantissime coltivazioni di meloni. Ma i volatili stanno prendendo di mira anche le vigne.

Perdite incalcolabili che si aggiungono alle calamità naturali che quest’anno si sono materializzate in questi stessi territorio nelle vesti del vento salino che ha bruciato le coltivazioni ed in particolare i vigneti, in autunno era stata la volta del tornado e della grandine.

I settori agricoli sono tutti sotto attacco anche da altri selvatici, fra tutti i cinghiali che ogni anno scorrazzano e devastano le colture.

“C’è tanta rabbia tra gli agricoltori che proprio nel momento del raccolto assistono impotenti alle razzie delle cornacchie che buttano al vento investimenti e lavoro. Non si sono neppure programmati gli abbattimenti selettivi che dove sperimentati qualche risultato l’hanno dato” denuncia Coldiretti Nord Sardegna per bocca del direttore Ermanno Mazzetti. 

“Non si può continuare a tergiversare e assistere passivi agli assalti dei selvatici che ormai sono fuori controllo – evidenzia Battista Cualbu, presidente Coldiretti Nord Sardegna -. Occorre prendere delle decisioni immediate e strutturali che diano risposte concrete. Chi risarcisce le imprese agricole di queste perdite? Come possono programmare e sottoscrivere accordi con i fornitori? Come possono essere competitivi? E’ un problema serio che riguarda tutti i settori agricoli e tutto il territorio sardo. Oggi sono le cornacchie che stanno tormentando e danneggiando le aziende in diversi territorio, dal nord al sud Sardegna, domani saranno i cinghiali, da altre parti i cervi, oppure i cormorani e altri selvatici”. 

 

 

Appuntamenti

 

UDINE: MARTEDÌ “BY NIGHT” AL MERCATO COPERTO DI UDINE CON L’ESTRATTORE

Martedì 16 luglio 

Dopo la prima del 9 luglio, si replica anche martedì 16 in viale Tricesimo a Udine con l’esperienza “by night”. È infatti prevista l’apertura serale dalle 17 alle 21, con vendita diretta, street food agricolo, eventi e degustazioni (in previsione anche spettacoli teatrali e musica).  Martedì 16 si festeggia all’insegna delle vitamine nel bicchiere (estratti di frutta e verdura). Gli altri giorni di apertura del Mercato coperto, dalle 8 alle 13, sono venerdì e sabato.

 

PADOVA: LETTERATURA E MONTAGNA DA SALVARE A NOVENTA PADOVANA CON FLUMINA

Mercoledì 17 luglio 

Quinto e ultimo appuntamento della fortunata rassegna letteraria “Flumina” con la collaborazione di Coldiretti Padova e del Mercato di Campagna Amica. La terra fra i due fiumi si conferma luogo di incontro fra letteratura e tipicità, il cibo per la mente e quello per il corpo si raccontano negli spazi di Villa Valmarana, simbolo di Noventa Padovana. “Flumina” propone un interessante calendario di appuntamenti con la letteratura e gli autori. Mercoledì 17 luglio alle 20.45 la serata conclusiva con Emanuela Canepa vincitrice nel 2017 all’unanimità del Premio Calvino con il suo romanzo “L’animale femmina” che sarà presentato nel corso della serata. L’autrice dialogherà con Elisa Salvato. La giuria, durante la cerimonia, ha definito il romanzo “compiuto, maturo, di esemplare nitidezza nella struttura e incisivo nella lingua, che mette in campo uno spiazzante gioco di seduzione senza sesso e che, pur attento alla psicologia maschile, dà in particolare voce, con stringente analitica, alla forza carsica del femminile”.

Al termine le parole lasceranno spazio ai sapori dell’agricoltura padovana con i prodotti freschi e di stagione dei produttori di Coldiretti Campagna Amica proposti in assaggi estivi per concludere la serata. Gli stessi prodotti si possono trovare ogni giovedì pomeriggio nella barchessa di Noventana su iniziativa degli agricoltori che animano uno dei primi mercati di Campagna Amica aperti in provincia, diventato ormai un punto di riferimento per i cittadini e le famiglie alla ricerca di prodotti freschi, del territorio e garantiti da chi li coltiva. Coldiretti rivolge un sentito ringraziamento all’amministrazione comunale per la lunga collaborazione e per il coinvolgimento in questa iniziativa che ha riscosso il successo del pubblico e coniugato l’amore per la cultura con l’attenzione per il cibo sano e buono. L’ingresso è libero.

 

MOLISE: PREMIAZIONE VINCITORI SELEZIONE REGIONALE PREMIO OSCAR GREEN 2019

Martedì 16 luglio 

Si terrà domani 16 luglio, a partire dalle ore 18.00, nella suggestiva cornice della Palazzina Liberty di Venafro, la premiazione della selezione regionale del premio Oscar Green 2019. I vincitori della fase regionale del concorso parteciperanno poi alla selezione nazionale che si terrà a Roma. Giunto alla 13ma edizione, l’Oscar Green è il premio promosso da Coldiretti Giovani Impresa che punta a valorizzare il lavoro di tanti giovani che hanno scelto per il proprio futuro l’Agricoltura. Obiettivo dell’iniziativa è promuovere l’agricoltura sana del nostro Paese che ha come testimonial le tante idee innovative di giovani agricoltori.

Come sempre, nello spirito del concorso, saranno premiate quelle idee imprenditoriali che hanno saputo maggiormente coniugare tradizione e innovazione. La premiazione sarà preceduta da un incontro-dibattito dal tema “Giovani imprenditori: tra vocazioni e potenzialità agricole del territorio”. I lavori si apriranno con i saluti del Sindaco di Venafro, Alfredo Ricci, del Direttore regionale di Coldiretti Molise, Aniello Ascolese, e del Delegato regionale di Coldiretti Giovani Impresa, Mario Di Geronimo.

A seguire gli interventi dell’Assessore regionale all’Agricoltura, Nicola Cavaliere, del Presidente della Camera di Commercio del Molise, Paolo Spina, dell’imprenditore Claudio Papa e del Delegato Confederale di Coldiretti Molise, Giuseppe Spinelli. Le conclusioni saranno affidate al Delegato Regionale della Lombardia e membro dell’Esecutivo nazionale di Coldiretti Giovani Impresa, Carlo Recchia. A moderare l’incontro sarà la giornalista Rai Chiara Balestrazzi.

 

PADOVA: AMNESTY INTERNATIONAL OSPITE AL MERCATO COPERTO DI VIA VICENZA

Mercoledì 17 luglio 

Accanto alle tipicità fresche e di stagione dell’agricoltura padovana spazio anche alle iniziative sociali al Mercato Coperto di Campagna Amica a Padova in via Vicenza 23. Mercoledì 17 luglio, dalle 15 alle 19, sarà presente Amnesty International con alcuni volontari che forniranno informazioni sulla campagna di sensibilizzazione “mai più spose bambine”. Nel mondo la pratica dei matrimoni forzati e delle spose bambine è estremamente radicata e incredibilmente diffusa. Ogni giorno nel mondo 37.000 spose bambine sono costrette a scegliere in matrimonio uomini che non amano, spesso molto più grandi di loro. Amnesty International è in prima linea per difendere l’infanzia e Coldiretti Padova accoglie i volontari per sensibilizzare i cittadini che frequentano il mercato.

Come sempre le oltre venti aziende agricole di Campagna Amica Coldiretti Padova presentano il meglio delle tipicità fresche e di stagione del territorio dalla frutta alla verdura fresca, dalla carne ai latticini, dal miele e vino alle confetture, dal pane alle piante. C’è anche la possibilità di farsi consegnare la spesa gratuitamente a domicilio grazie ad un pratico furgone elettrico messo a disposizione dal Mercato per raggiungere i clienti direttamente a casa. Tutte le informazioni durante l’orario di apertura.

Il Mercato Coperto Padova km 0 ospita, in uno stabile da 600 metri quadrati completamente ristrutturato, circa venti aziende agricole padovane che hanno intrapreso con convinzione la strada della vendita diretta. Il mercato è aperto ogni sabato mattina dalle 8 alle 13 e mercoledì pomeriggio dalle 15 alle 19. Sulla pagina Facebook Mercato Coperto Padova Km0 saranno puntualmente riportate tutte le novità sulle iniziative del mercato coperto di Padova.

 

VERONA: CONSORZI TUTELA VINO VERONESE A CONFRONTO ALLA CANTINA CA’ RUGATE

Oggi 

Coldiretti Verona riunisce i rappresentanti e produttori dei Consorzi di tutela del vino veronese in un incontro dal titolo “Analisi di mercato e scelte vendemmiali 2019”. L’appuntamento di oggi, lunedì 15 luglio, alle 19 alla Cantina Ca’ Rugate di Montecchia di Crosara sarà l’occasione per fare il punto sulla prossima vendemmia e sulla gestione dei territori vitati. Moderatore dell’incontro sarà Domenico Bosco, responsabile settore vitivinicolo della Coldiretti nazionale.

 

VARESE: SOLIDARIETÀ, AGRICOLTURA E CIBO A VILLE PONTI PER “SORRISO DI STELLE”

Martedì 16 luglio

Un appuntamento tra gusto e solidarietà con i prodotti tipici del Made in Varese: i mirtilli, ma anche i formaggi caprini della Valcuvia, i piccoli frutti, il miele prealpino d’acacia Dop, lo zafferano di Angera, gli ortaggi, i succhi di frutta e le pesche di Monate-Travedona che saranno l’ingrediente principale di un inedito risotto.

Tanti coprotagonisti, dunque,  dalle 18 di domani sera (16 luglio) a  “Sorriso di Stelle”, l’evento al quale non mancherà, anche quest’anno, il supporto di Coldiretti Varese nella suggestiva atmosfera di Ville Ponti: qui si tiene l’evento benefico promosso da Confcommercio-Uniascom e le altre importanti realtà che vi collaborano, i cui proventi sosterranno quest’anno l’Associazione di volontariato Onlus “Tincontro” – Associazione Genitori per la terapia Intensiva per il progetto “Banca del Latte Umano Donato” BLUD, con sede presso l’Ospedale del Ponte di Varese.                                                                                                                                                                                                                                                           

I produttori di Coldiretti Varese e Campagna Amica saranno impegnati, come detto, con i loro prodotti: tra gli imprenditori agricole quest’anno coinvolte nella serata: “Le Selve” di Luca Franzetti, “A Poc a Poc” di Federico ed Enrico Montonati; Le terre di Solomon” di Ronzan Sabrina; “Caprivalcuvia” di Paride Peloso; “Le Sinergie” di Carmela Pappalardo; “Vecchietti di Montegrino” di Natalia Baltina”; “Carera Andrea”.

“Quando la solidarietà chiama, Coldiretti c’è e i suoi produttori sono felici di esserci e portare il loro contributo. Ci sono tutti i presupposti per bissare il buon successo degli ultimi anni” commenta il presidente provinciale dell’organizzazione agricola Fernando Fiori.

“Un’agricoltura sana lo è anche nei principi: il progetto di Coldiretti guarda in positivo ed è fatto innanzitutto di valori, che partono dall’attenzione dei più deboli alla trasparenza assoluta nei confronti dei consumatori. Vogliamo costruire una filiera agricola tutta italiana che sappia valorizzare i nostri prodotti agroalimentari d’eccellenza e che allo stesso tempo sappia anche essere attenta ai più deboli”.

 

ROVIGO: COME DEBELLARE LA CIMICE ASIATICA, ESPERIENZE A CONFRONTO

Martedì 16 luglio 

Coldiretti Rovigo organizza per domani sera (16 luglio 2019) alle ore 20,30 un convegno sul tema della cimice asiatica. Appuntamento nella sala dell’ufficio di Rovigo in zona centro commerciale “La Fattoria”. L’entrata è libera e l’invito è esteso a tutti i soci oltre che agli interessati. Strategie di contenimento, insetti antagonisti efficaci, difese da questo parassita e molto altro saranno i temi su cui verterà l’incontro.

Introdurrà Silvio Parizzi, direttore Coldiretti Rovigo, seguirà poi la relazione dell’agronomo Luca Casoli, direttore del Consorzio fitosanitario provinciale di Modena e Reggio Emilia che interverrà sull’argomento “Cimice asiatica: esperienza e gestione territoriale in provincia di Modena e Reggio Emilia”. Sarà poi il turno di Alberto Pozzebon docente del Dipartimento di agronomia, animali, alimenti, risorse naturali e ambiente dell’Università di Padova che relazionerà su “Sintesi dei risultati delle ricerche su cimice asiatica in Veneto”. Le conclusioni saranno affidate a Carlo Salvan, presidente della Coldiretti Rovigo. Per informazioni si può contattare Coldiretti Rovigo al numero 0425/2018 o all’e-mail rovigo@coldiretti.it .

 

CALABRIA: PREMIO OSCAR GREEN: LA FINALE REGIONALE A LORICA

Mercoledì 24 luglio 

Osare è futuro. Si presenta con questo slogan la tredicesima edizione del premio Oscar Green, il concorso di Coldiretti dedicato ai giovani agricoltori che premia l’agricoltura sana del Paese attraverso la tradizione, l’innovazione, la tutela e l’arricchimento del territorio. La finale regionale si svolgerà mercoledì 24 luglio dalle ore 10,30 a Lorica, nella location del “Brillo Parlante” sul Lungo lago Arvo”. Saranno premiati, nelle sei categorie di concorso, under 40 che hanno realizzato progetti legati alla cultura d’impresa, alla qualità, alla sostenibilità, alla creatività ed allo sviluppo del territorio. Nel corso della manifestazione si darà spazio anche agli Agrichef di Terranostra – Campagna Amica che, in una avvincente gara ai fornelli, delizieranno i partecipanti. Dall’aperitivo, al dolce, dall’acqua al vino saranno esaltate le “bandiere del gusto” della Calabria.

 

 

Brevi 

BASILICATA – Eni e Coldiretti Basilicata terranno domani, martedì 16 luglio alle ore 10.30, presso la Camera di Commercio di Basilicata a Potenza un incontro per lapresentazione del primo Accordo di collaborazione regionale, che rafforza l’Intesa raggiunta a livello nazionale lo scorso 5 luglio, finalizzato a sostenere il progetto agroalimentare “Io Sono Lucano”, mediante tre aree di intervento: sostenibilità ambientale, sostenibilità sociale e competitività delle imprese e del territorio lucano.

 

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