COMUNICATO STAMPA | Notizie dalle Federazioni

News La Forza del Territorio del 15 aprile 2021

15 Aprile 2021
News La Forza del Territorio del 15 aprile 2021

Primo piano

 

PUGLIA

VOLANO PREZZI VERDURE DAL CAMPO ALLA TAVOLA FINO AL 500%

Serve “patto etico di filiera” a tutela dell’economia, dell’occupazione e del territorio

Volano i prezzi al consumo per la verdura e le primizie di stagione come fave fresche e piselli, ma anche carciofi, finocchi, cicorie e zucchine con una forbice dei prezzi dal campo alla tavola che registra percentuali a due zeri fino al 500%. E’ quanto emerge da una analisi di Coldiretti Puglia sulla base dei prezzi riconosciuti in campagna agli agricoltori, a cui corrispondono prezzi stellari sui banchi della vendita al dettaglio.

“Mentre l’inflazione a marzo segna in generale un aumento dei prezzi dei beni alimentari non lavorati del +1% su base tendenziale, si registrano forbici dei prezzi molto larghe dal campo alla tavola con remunerazioni basse riconosciute agli agricoltori tensioni sui prezzi dei beni alimentari con punte più elevate per i prodotti freschi. A pesare è il persistere della chiusura di ristoranti, bar, agriturismi che moltiplicando gli sbocchi di mercato e ampliando la concorrenza svolge una funzione calmieratrice sui prezzi”, afferma Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

Ai pochi centesimi riconosciuti agli agricoltori la forbice si allarga a dismisura al consumo – denuncia Coldiretti Puglia – come per esempio per i piselli che da 1,50 euro al chilo nei campi il prezzo schizza a 4,00  euro al dettaglio con una forbice che segna il +167%, le cicorie che da 0,30 euro pagati agli agricoltori vengono vendute a 1,70 euro al chilo con +467%, i carciofi con prezzi al dettaglio del + 350% rispetto ai campi, i finocchi che da 0,30 euro in campagna sono venduti al consumo a 1,50 euro al chilo con una forbice del 400%, fino a zucchine e fave fresche che subiscono un ricarico del 150%. Il balzo dei prezzi di verdura e frutta è anche un effetto del clima pazzo, con gelo, grandine e bufere di vento che si sono alternati alla siccità con pesanti effetti sulle coltivazioni in sofferenza.

Con l’emergenza Coronavirus i consumatori – sottolinea la Coldiretti regionale – vanno a caccia di vitamine per aiutare a rafforzare il sistema immunitario contro il virus, Una crescita trainata dalla voglia di avere in casa una riserva naturale di vitamine consigliata anche dall’ISS che sul sito, nei consigli sull’alimentazione durante l’emergenza COVID-19, invita proprio ad “aumentare la quota di alimenti vegetali nella nostra dieta” con “più frutta e verdura e più legumi in ogni pasto della giornata”. A pesare sui prezzi sono anche le chiusure della ristorazione che privano di un importante mercato di sbocco produzioni deperibili. Di fronte ad una emergenza senza precedenti serve responsabilità con un “patto etico di filiera” – conclude la Coldiretti – per garantire una adeguata remunerazione dei prodotti agricoli e privilegiare nella distribuzione il Made in Italy a tutela dell’economia, dell’occupazione e del territorio come sostenuto dalla campagna Coldiretti #mangiaitaliano.

 

Dal Territorio

 

SICILIA, DA PALERMO IL “BOSCO DIFFUSO”: 500 MILA PIANTINE PER LE SCUOLE ITALIANE

Insegnare ai bambini il valore delle piante costituisce un presupposto per la crescita della loro coscienza ambientale.

Lo afferma Coldiretti Sicilia che plaude al Raggruppamento Carabinieri della Biodiversità che grazie al progetto “Un albero per il futuro” del Ministero della transizione ecologica donerà in tre anni 500 mila piantine alle scuole italiane. In particolare va sottolineata la duplicazione e la distribuzione dell’albero di Falcone, il maestoso ficus di Via Notarbartolo in cui abitava il giudice assassinato dalla mafia che in una prima fase sarà piantato negli istituti scolastici a lui intitolati. 

Le scuole – aggiunge Coldiretti Sicilia – sono i luoghi simbolo per far crescere una coscienza sociale in linea con l’ambiente soprattutto in considerazione dei cambiamenti climatici che dimostrano quanto siano indispensabili azioni tempestive per evitarne il peggioramento. Trasferire ai piccoli l’amore per la natura significa anche garantire una generazione che tuteli il grande patrimonio boschivo evitando la strage causata dagli incendi che ogni anno distrugge migliaia di ettari. Per ricostruire un bosco – conclude Coldiretti Sicilia – sono necessari almeno 15 anni con danni enormi all’ambiente, all’economia, al lavoro e al turismo.

 

VENETO, CLIMA: ISPRA SCAGIONA 7MILA STALLE IN REGIONE: E’ COLPA E’ DEL TRAFFICO

Il crollo delle emissioni dei gas serra nel 2020 conferma che i veri responsabili dell’inquinamento sono le attività industriali e il traffico che infatti sono stati bloccati dalle misure restrittive legate all’emergenza sanitaria da Covid mentre gli allevamenti italiani hanno continuato a lavorare a pieno regime. Di conseguenza 7mila stalle venete si sentono sollevate da questa accusa – ribadisce Coldiretti –  in riferimento ai dati Ispra che evidenziano la consistente riduzione del 9,8% delle emissioni di gas serra a livello nazionale nell’anno della pandemia rispetto al 2019 a seguito delle “restrizioni alla mobilità dovute al Covid-19″. Un comparto, quello zootecnico, che alimenta economie circolari –sostiene Daniele Salvagno presidente regionale – con la produzione di letame e liquami indispensabili per fertilizzare i terreni, ma anche la produzione di energie rinnovabili come il biogas. Il Veneto regione con una spiccata vocazione eccelle nei numeri di capi, nella qualità lattiero casearia blasonata e nei marchi della carne. Mentre le aziende agricole hanno continuato a lavorare per garantire i rifornimenti alimentari alle famiglie italiane, le restrizioni anti contagio hanno semi paralizzato fabbriche e spostamenti di camion e auto determinando un crollo dei livelli di smog. Gli ultimi dati Ispra sull’andamento dell’inquinamento nell’anno del Covid confermano – sottolinea la Coldiretti – il ruolo principale di industrie e trasporti. La carne e il latte italiani nascono da un sistema di allevamento che per sicurezza e qualità non ha eguali al mondo, con forme di alimentazione controllata, disciplinari di allevamento restrittivi, sistemi di rintracciabilità elettronica e forme di vendita diretta della carne attraverso le fattorie e i mercati di Campagna Amica. Solo il 7% delle emissioni di gas serra in Italia – conclude la Coldiretti – arrivano dall’agricoltura sulla base dei dati Ispra dai quali si evidenzia che industria con il 44,7% e i trasporti con il 24,5% sono di gran lunga i maggiori responsabili.

 

PUGLIA, BENE CONFERMA INCENTIVI A SANSA PER PRODUZIONE AGROENERGIE

Bene la conferma degli incentivi all’impiego delle sanse umide come matrici per la produzione di agroenergia, un segnale concreto di attenzione verso l’intera filiera olivicola e olearia, dall’uliveto al frantoio. E’ il commento di Coldiretti Puglia, in relazione all’incontro richiesto da Unaprol al Comitato tecnico consultivo sui biocarburanti presso il Ministero dello Sviluppo Economico per la valorizzazione delle sanse di oliva umide per la produzione di biocarburante avanzato, dopo che la sospensione degli ecoincentivi destinati agli impianti per la produzione di biogas aveva causato nella campagna olearia 2019/2020 la rescissione dei contratti di conferimento a titolo oneroso delle sanse umide provenienti dai frantoi oleari, con gravissime conseguenze economiche, ambientali e sulla qualità del prodotto.

L’appello di Unaprol ha trovato piena disponibilità e sensibilità da parte delle Istituzioni e questo ha reso possibile – aggiunge Coldiretti Puglia – ottenere l’inserimento delle sanse bifasiche delle matrici per la produzione di biometano avanzato, per cui i frantoi hanno oggi la possibilità di scegliere liberamente se conferire le sanse agli impianti di produzione di biocarburante o ai sansifici, valorizzando in entrambi i casi un sottoprodotto di importanza primaria e contribuendo alla sostenibilità non solo ambientale, ma anche economica della filiera produttiva. La prossima sfida è adesso la conferma in sede europea della tabella delle matrici, una sfida nella quale Unaprol e Coldiretti continueranno a mettere tutto il proprio impegno.

“L’utilizzo delle sanse umide a fini energetici è un passaggio importante a beneficio dell’intera filiera olivicolo-olearia, per la evidente stretta sui costi a carico delle imprese, la netta riduzione dell’impatto ambientale, più alti livelli qualitativi dell’olio e il miglioramento delle rese produttive”, afferma il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia.

Le sanse, infatti, se non vengono rapidamente allontanate e riutilizzate in processi virtuosi come la produzione di agroenergia, si trasformano di fatto in rifiuti speciali e possono rallentare l’attività dell’intera filiera produttiva olivicolo-olearia fino a bloccarla, convertendosi da risorsa economica in costo netto a carico delle imprese.

La destinazione energetica garantisce certezza, capillarità e continuità del ritiro della sansa umida che – aggiunge Coldiretti Puglia – se non viene allontanata nel giro di 24 ore, causa il rallentamento dell’attività dei frantoi con l’aggravio dei costi, il peggioramento della qualità delle olive in giacenza e il rallentamento della raccolta in campo.

Va adottata ogni soluzione virtuosa dal punto di vista economico ed ambientale a sostegno – insiste Coldiretti Puglia – di un asset strategico dell’agroalimentare italiano, la filiera olivicolo-olearia che vale oltre 1,2 miliardi di euro nella sua fase agricola e 3 miliardi in quella industriale.

Coldiretti e UNAPROL si impegneranno in qualsiasi sede per tutelare la dignità della filiera olivicolo olearia italiana, con la Puglia che produce oltre il 50% del olio Made in Italy.

 

ABRUZZO, COVID: AL VIA IN ABRUZZO LA CORSA A OSCAR GREEN

Scatta anche in Abruzzo, per i giovani che hanno scelto di impegnarsi in agricoltura, la corsa all’Oscar Green 2021, il premio all’innovazione per le imprese che creano sviluppo e lavoro per rilanciare l’economia dei propri territori danneggiati dall’emergenza sanitaria: il rinnovato fascino della campagna per i giovani si riflette nella convinzione comune che in tempi di pandemia l’agricoltura sia diventata un settore capace di offrire e creare opportunità occupazionali e di crescita professionale, anche grazie alle grandi possibilità di innovazione che il settore offre sul piano produttivo, ambientale e della sicurezza alimentare. Al premio Oscar Green, promosso a livello nazionale da Coldiretti Giovani Impresa, sarà possibile iscriversi fino al 15 maggio 2021 direttamente sul sito https://giovanimpresa.coldiretti.it/ nella sezione Oscar Green in una delle sei categorie di concorso. Giunto alla sua quindicesima edizione, dal 2006 ad oggi il premio promosso da Coldiretti ha visto decine di migliaia di imprese giovani presentare i propri progetti. 

La prima categoria, “Sostenibilità e transizione ecologica”, premierà quelle imprese che lavorano e producono in modo ecosostenibile, che tutelano, valorizzano e recuperano, e che, rispondono ai principi di economia circolare e alla chimica verde, riducendo al minimo la produzione di rifiuti, risparmiando energia e materiali attraverso processi che tutelano l’ambiente. La categoria “Campagna Amica” – continua Coldiretti – promuove e valorizza i prodotti Made in Italy attraverso la realizzazione di nuove forme di vendita e di consumo volte a favorire l’incontro tra impresa e cittadini. “Creatività” è la parola d’ordine di quelle esperienze imprenditoriali orientate alla introduzione di innovazioni produttive e distributive, anche in grado di creare opportunità lavorative, e alle capacità di raccontarle. “Impresa Digitale” – spiega la Coldiretti – mette sotto i riflettori le aziende che coniugano tradizione e innovazione attraverso l’applicazione di nuove tecnologie e l’introduzione dell’innovazione digitale quale leva strategica per garantire maggiore competitività all’agroalimentare, anche attraverso nuove modalità di comunicazione e vendita quali l’e-commerce o il web marketing. “Fare Rete” prende in esame i progetti promossi nell’ambito di partenariati variegati, che coniugano agricoltura e tecnologia così come artigianato tradizionale e mondo digitale, arrivando fino agli ambiti del turismo, del design e di ricerca accademica. “Noi per il sociale” premia – rileva Coldiretti – le iniziative volte a rispondere a bisogni della persona e della collettività, grazie alla capacità di trasformare idee innovative in servizi e prodotti destinati a soddisfare esigenze generali e al tempo stesso creare valore economico e, soprattutto, etico e sociale. Oltre alle imprese agricole, possono partecipare enti pubblici, cooperative e consorzi capaci di creare sinergia con realtà agricole a fini sociali.

“Nonostante il momento di difficoltà dovuto all’emergenza Covid, la voglia di fare e la creatività dei giovani agricoltori non si ferma – commenta Giuseppe Scorrano, delegato di Coldiretti Giovani impresa Abruzzo – Oscar Green ogni anno racconta le storie di giovani agricoltori under 40 protagonisti di un’agricoltura sempre più sensibile alla tutela dell’ambiente, alla biodiversità, all’innovazione di prodotto e di processo. Si tratta di uno spaccato importante sull’andamento dell’imprenditoria agricola più viva e anche un’occasione di promozione e di confronto per le aziende agricole che si iscrivono”.

“Le imprese che corrono per l’Oscar Green sono rappresentative di un modello di innovazione sostenibile in agricoltura che affonda le sue radici nella terra e nelle comunità – sottolinea la delegata nazionale di Coldiretti Giovani Impresa Veronica Barbati – Storie di giovani, veri protagonisti italiani della transizione ecologica, che nascono tanto dall’esigenza di rendere reale un sogno individuale d’impresa quanto dalla voglia di dare risposte alle necessità di una collettività, realizzando prodotti originali o arricchendo il territorio di servizi altrimenti impossibili da garantire”. 

 

TRENTO, GIOVANI IN AGRICOLTURA: NUOVI POSTI DI LAVORO GRAZIE AD IDEE INNOVATIVE

“I giovani agricoltori, oltre a portare nuove competenze e nuove idee, sono i protagonisti di una cultura del cibo sano e sostenibile rappresentata dalla dieta mediterranea, regime alimentare che per le sue proprietà salutistiche e per la sua varietà si è classificato come il migliore al mondo sulla base del best diet ranking 2021 elaborato dal media statunitense U.S. News & World Report, noto a livello globale per la redazione di classifiche e consigli per i consumatori”.

Questo il commento del Delegato Regionale di Coldiretti Giovani Impresa Trentino Alto Adige Francesco Vanoli, a seguito del vertice fra il il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini e la Delegata Nazionale del Movimento Giovani Imprese Coldiretti Veronica Barbati con il ministro delle Politiche giovanili Fabiana Dadone. Durante l’incontro sono state illustrate al ministro le opportunità che l’agricoltura e la multifunzionalità possono rappresentare per il Paese. Al centro del vertice il ruolo dei giovani agricoltori quale motore per lo sviluppo dei territori e delle aree rurali con un protagonismo crescente dimostrato dal ritorno alla terra delle nuove generazioni under 35 con uno storico balzo del 14% negli ultimi cinque anni.

“Oltre 55mila giovani -spiega Vanoli- hanno già trovato opportunità di occupazione e futuro in agricoltura, spesso proprio grazie alle nuove competenze acquisite attraverso percorsi di formazione e idee innovative. Iniziative di alto livello come l’Oscar Green promosso da Coldiretti rappresentano la principale vetrina dell’innovazione in agricoltura con la partecipazione di migliaia di giovani agricoltori a livello nazionale, esempio della capacità del settore di creare occupazione. Ma l’Oscar Green mette in luce anche la grande capacità dei giovani di affrontare le difficoltà, adattandosi al cambiamento con determinazione e voglia di mettersi in gioco. I giovani di Coldiretti hanno già dimostrato in varie occasioni di essere presenti e partecipi nel promuovere iniziative e occasioni di confronto.

C’è interesse a fare rete, non solo per questioni economiche, ma in quanto portatori di interessi legati, ad esempio, alla cura e alla salvaguardia dell’ambiente in cui viviamo, alla produzione del buon cibo, che sempre più diventa elemento cardine del nostro benessere e, particolare non irrilevante, alla creazione di nuove opportunità lavorative per tanti giovani. Abbiamo voglia di essere protagonisti nelle scelte che possono valorizzare la presenza di tanti giovani nel nostro settore”.

 

LIGURIA, SETTORE ITTICO: SICUREZZA PRIMA DI TUTTO, EVITARE IL PESCE IMPORTATO

Oltre 21 milioni di chili di pesci, crostacei e molluschi arrivano in Italia dalle acque del Giappone, che ha deciso di rilasciare 1,25 milioni di tonnellate di acqua radioattiva trattata dalla centrale nucleare di Fukushima. Per essere sicuri di avere un prodotto sano e genuino è importante scegliere sempre e solo pesce a miglio zero venduto direttamente dai pescatori locali, di qualità e freschezza certamente superiore. E’ quanto emerge dall’analisi di Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi al 2020 che evidenziano, inoltre l’arrivo in Italia di 18 milioni di chili di pesce dalla Cina e di 3,3 milioni di chili dalla Corea, che ha deciso di impugnare al Tribunale internazionale del diritto del mare la scelta nipponica.

“Una decisione devastante – afferma Daniela Borriello, Responsabile Coldiretti Impresa Pesca Liguria – che ha pesanti ripercussioni dal punto di vista ambientale, economico e sanitario a livello globale, sulla quale devono intervenire le istituzioni internazionali. Le importazioni di pesce, non solo in questo caso, fanno da tempo concorrenza, neanche troppo leale, ai nostri pescatori, che svolgono l’attività nel pieno rispetto delle regole, tutelando l’ambiente marino e le specie presenti, e che sono, di fatto, penalizzati da norme nazionali ed europee, sempre più stringenti. Non bisogna dimenticare che i nostri pescatori, nonostante il difficile anno a causa della pandemia, non si sono mai fermati per garantire sempre pesce freschissimo e genuino sulle nostre tavole, rispettando stagionalità e ambiente, ed è quindi fondamentale tutelare il loro lavoro e con esso l’economia e l’occupazione territoriale.”

“Purtroppo anche nella nostra regione – affermano il presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa – si è ridotto negli anni il numero di pescherecci, a causa soprattutto degli effetti combinati delle importazioni selvagge di prodotto straniero, dei cambiamenti climatici e di una burocrazia sempre più asfissiante che pesa sulle imprese mettendo a rischio il futuro del comparto, dove è oltretutto difficile il ricambio generazionale. Ma ad essere in pericolo è anche la salute dei cittadini, poiché con la riduzione delle attività di pesca viene meno la possibilità di portare in tavola pesce Made in Italy, favorendo ancora di più gli arrivi dall’estero di prodotti ittici che non hanno le stesse garanzie di sicurezza, e ovviamente di freschezza dei nostri. Per controllare direttamente l’origine del pesce acquistato il consiglio della Coldiretti è di rivolgersi direttamente ai pescatori locali che ogni giorno portano a terra i frutti del nostro mare o di verificare sempre sul bancone l’etichetta, che per legge deve prevedere la zona di pesca, e scegliere la “zona Fao 37.1” se si vuole acquistare prodotto pescato nel mar Tirreno.”

 

EMILIA ROMAGNA, NUTRISCORE: BENE REGIONE A DIFESA DEL MADE IN ITALY

“Il sostegno della Regione Emilia Romagna da parte dell’Assessore all’Agricoltura Alessio Mammi contro il Nutriscore è un importante segnale di attenzione da parte delle Istituzioni a quello che è un vero e proprio attacco ai prodotti alimentari nazionali”. Lo ha detto Coldiretti Emilia Romagna commentando l’appoggio dell’Assessore Mammi nel contrastare l’inserimento di questo genere di etichettatura in Europa.

Un eventuale via libera a questo sistema rischierebbe di espandersi a livello globale – precisa Coldiretti regionale – mettendo in pericolo il record di 46,1 miliardi di esportazioni agroalimentari tricolori del 2020 con un aumento dell’1,8% realizzato in controtendenza al taglio degli scambi commerciali determinato dalla pandemia Covid.

L’etichettatura Nutriscore francese – fa sapere Coldiretti Emilia Romagna – come quella a semaforo adottata in Gran Bretagna influenza il consumatore, con un bel verde, a scegliere prodotti con ingredienti di sintesi e a basso costo spacciandoli per più salutari. Un sistema fuorviante, discriminatorio e incompleto che finisce per escludere paradossalmente dalla dieta alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle tavole per favorire prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è nota neanche la ricetta.

Si rischia di promuovere cibi spazzatura con edulcoranti al posto dello zucchero e di sfavorire elisir di lunga vita – continua Coldiretti Emilia Romagna – come l’olio extravergine di oliva considerato il simbolo della dieta mediterranea, ma anche specialità come il Grana Padano, il Parmigiano Reggiano e il prosciutto di Parma le cui semplici ricette non possono essere certo modificate.

L’etichetta nutrizionale a colori peraltro boccia ingiustamente quasi l’85% in valore del Made in Italy a denominazione di origine (Dop/Igp) che la stessa UE dovrebbe invece tutelare e valorizzare soprattutto nel tempo del Covid.

In un momento – conclude Coldiretti regionale – difficile per l’economia dobbiamo portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza contrastando le indicazioni fuorvianti ed estendendo l’obbligo di indicare in etichetta il Paese d’origine di tutti gli alimenti per combattere la concorrenza sleale al Made in Italy. L’Italia grazie ai primati nella qualità e nella sicurezza alimentare conquistati a livello europeo ha la responsabilità di svolgere un ruolo di leadership nell’Unione.

 

PIEMONTE, SUINI: CHIEDIAMO AI CONSUMATORI DI VERIFICARE L’ETICHETTA

A circa 2 mesi dall’entrata in vigore dell’etichettatura obbligatoria, prosegue il trend positivo delle quotazioni dei maiali nazionali, ma è fondamentale che, dopo gli sforzi compiuti per ottenerla, vengano indicate davvero in etichetta, in maniera leggibile, le informazioni relative al paese di nascita, di allevamento e di macellazione, la scritta “Origine Italia” o la dicitura “100% italiano”.  E’ quanto sostiene Coldiretti Piemonte che con il supporto delle Associazioni piemontesi Federconsumatori e Movimento Consumatori porta avanti questa “battaglia” di trasparenza per valorizzare i prodotti Made in Piemonte ed offrire ai cittadini la garanzia di tracciabilità. 

“Proprio per questo chiediamo ai cittadini di verificare l’etichetta durante la fase d’acquisto – commentano Roberto Moncalvo Presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale –. E’ necessario intensificare i controlli sugli scaffali di negozi e supermercati per garantire l’effettivo rispetto dell’obbligo di indicazione di origine su tutti i prodotti a base di carne di maiale per tutelare l’intera filiera fino ai consumatori. L’etichetta, fortemente voluta da Coldiretti, obbliga ad indicare la provenienza della carne nei salumi e consente di smascherare l’inganno della carne straniera spacciata per italiana. Una misura importante per consumatori ed allevatori che devono peraltro confrontarsi con il forte aumento delle materie prime per l’alimentazione degli animali che compromette la sostenibilità economica dell’attività. Un passo aventi molto importante per il Piemonte dove la filiera suinicola conta circa 3 mila aziende, un fatturato di quasi 400 milioni di euro e 1 milione e 200 mila capi destinati, soprattutto, ai circuiti tutelati delle principali Dop italiane per la preparazione della miglior salumeria nazionale. Oggi, quindi, è opportuno più che mai costruire con le agroindustrie presenti sul territorio delle filiere per valorizzare i salumi Made in Piemonte”.

 

SICILIA, PER I GIOVANI AGRICOLTORI DELL’ISOLA SCATTA CORSA ALL’ OSCAR GREEN

Hanno comprato appezzamenti di terreno abbandonati facendoli rinascere con coltivazioni storiche. Sono laureati, conoscono le lingue straniere e riscoprono produzioni antiche che piazzano anche fuori dall’Isola. È l’identikit dei giovani agricoltori tracciato da Coldiretti Sicilia in occasione del via all’Oscar Green 2021, il premio all’innovazione per le imprese che creano sviluppo e lavoro per rilanciare l’economia dei propri territori danneggiati dall’emergenza sanitaria.

Il fascino della campagna per i giovani – aggiunge Coldiretti Sicilia – è sempre più forte e proprio nel periodo della pandemia l’agricoltura è diventata un settore capace di offrire e creare opportunità occupazionali e di crescita professionale, anche grazie alle grandi possibilità di innovazione che il settore offre sul piano produttivo, ambientale e della sicurezza alimentare.

Al premio Oscar Green, promosso da Coldiretti Giovani Impresa, sarà possibile iscriversi fino al 15 maggio 2021 direttamente sul sito https://giovanimpresa.coldiretti.it/ nella sezione Oscar Green in una delle sei categorie di concorso. Giunto alla sua quindicesima edizione, dal 2006 ad oggi il premio promosso da Coldiretti ha visto decine di migliaia di imprese giovani presentare i propri progetti. 

La prima, “Sostenibilità e transizione ecologica”, premierà quelle imprese che lavorano e producono in modo ecosostenibile, che tutelano, valorizzano e recuperano, e che rispondono ai principi di economia circolare e alla chimica verde, riducendo al minimo la produzione di rifiuti, risparmiando energia e materiali attraverso processi che tutelano l’ambiente. La categoria “Campagna Amica” valorizza i prodotti Made in Italy attraverso la realizzazione di nuove forme di vendita e di consumo volte a favorire l’incontro tra impresa e cittadini. “Creatività” è la parola d’ordine di quelle esperienze imprenditoriali orientate alla introduzione di innovazioni produttive e distributive, anche in grado di creare opportunità lavorative, e alle capacità di raccontarle. “Impresa Digitale” – spiega la Coldiretti – mette sotto i riflettori le aziende che coniugano tradizione e innovazione attraverso l’applicazione di nuove tecnologie e l’introduzione dell’innovazione digitale quale leva strategica per garantire maggiore competitività all’agroalimentare, anche attraverso nuove modalità di comunicazione e vendita quali l’e-commerce o il web marketing.

“Fare Rete” prende in esame i progetti promossi nell’ambito di partenariati variegati, che coniugano agricoltura e tecnologia così come artigianato tradizionale e mondo digitale, arrivando fino agli ambiti del turismo, del design e di ricerca accademica.

“Noi per il sociale” premia   le iniziative volte a rispondere a bisogni della persona e della collettività, grazie alla capacità di trasformare idee innovative in servizi e prodotti destinati a soddisfare esigenze generali e al tempo stesso creare valore economico e, soprattutto, etico e sociale. Oltre alle imprese agricole, possono partecipare enti pubblici, cooperative e consorzi capaci di creare sinergia con realtà agricole a fini sociali.

 

PIEMONTE, INDENNITÀ COMPENSATIVA: BENE BANDO, ORA INTEGRARE RISORSE

“Auspichiamo che nel più breve tempo possibile possa sbloccarsi la situazione di stallo in essere a livello nazionale riguardante il riparto delle risorse comunitarie, cosicché venga integrata la dotazione finanziaria attualmente assegnata al nuovo bando. E’, infatti, indispensabile riuscire a rispondere, anche in termini di copertura finanziaria, a tutte le domande che verranno presentate, anche perché ricordiamo che lo scorso anno sono state coperte solo il 50% delle effettive esigenze a discapito, quindi, delle imprese agricole che, con il loro lavoro, continuano a svolgere un’insostituibile presidio di territori svantaggiati, altrimenti disabitati”. E’ quanto evidenziano Roberto Moncalvo Presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale nel commentare il via della Giunta regionale alla presentazione delle domande sulla Misura 13 del PSR 2014-2020, relativa all’Indennità Compensativa.

“Sicuramente importante, stante anche le tempistiche da dover rispettare, l’apertura del bando – proseguono Moncalvo e Rivarossa – per dare ai territori rurali delle zone montane del Piemonte vitalità e condizioni che permettano una continuità produttiva e gestionale delle aziende che, oltre a garantire il cibo, si prendono cura del mantenimento dello spazio naturale. Va fatto, però, ogni sforzo, anche a livello nazionale, affinché venga definito il quadro finanziario del periodo di transizione del Programma di Sviluppo Rurale e si possano, in tempi rapidi, fornire certezze alle nostre imprese, anche in termini di programmazione futura in modo tale che questo intervento, di primaria rilevanza, possa essere garantito anche in relazione alle annualità 2022 e 2023”.

 

PADOVA, ASOLIDARIETA’ ALIMENTARI ALLE CUCINE POPOLARI DI PADOVA

Da Coldiretti Padova massimo sostegno e solidarietà alle Cucine Popolari di Padova: “è un’istituzione preziosa e indispensabile per la nostra città con la quale abbiamo intrecciato da tempo un solido rapporto di collaborazione”, afferma Massimo Bressan, presidente di Coldiretti Padova. “Riteniamo che le Cucine Popolari svolgano un servizio meritevole e all’insegna dell’attenzione verso il prossimo, – aggiunge Bressan – per questo abbiamo scelto da tempo di essere vicini a questa istituzione con forme concrete di aiuto. Non comprendiamo pertanto le polemiche e le prese di posizione di questi giorni. Esprimiamo tutta la nostra solidarietà a don Luca Facco, a suor Albina Zandonà e a tutti i volontari che ogni giorno si preoccupano di fornire un pasto caldo a chi bussa alla loro porta, fra i quali ci sono molti nuovi poveri, persone che si trovano in difficoltà anche a mettere insieme pranzo e cena, che nelle Cucine Popolari trovano un aiuto disinteressato”.

Da quasi 140 anni le Cucine Popolari sono una testimonianza di carità della chiesa di Padova, una concreta risposta di aiuto a chi si trova in una situazione di necessità. Nell’ultimo anno la crisi innescata dalla pandemia non ha fatto che aumentare il numero di poveri e di famiglie in difficoltà, rendendo ancora più preziosa e indispensabile attività come queste.

“Noi agricoltori cerchiamo di fare la nostra parte in questo periodo difficile – conclude Bressan – e abbiamo scelto di sostenere concretamente con donazioni di prodotti alimentari alcune realtà sociali del nostro territorio, fra le quali le Cucine Popolari, considerato il servizio che svolgono per la parte più debole della nostra società”.

 

VENETO, VITIVINICOLO: PROMOZIONE CONTINUA PER SOSTENERE AZIENDE DEL SETTORE

I bandi legati all’OCM vino quest’anno assumono una particolare importanza per aiutare il rilancio del settore vitivinicolo. E’ quanto sostiene Coldiretti Veneto in merito alla delibera presentata dall’Assessore Caner che dà il via libera ai nuovi stanziamenti assegnati dal piano nazionale che ammontano a 38,7 milioni di euro. L’emergenza sanitaria ha visto il settore del vino sulle montagne russe, con andamenti altalenanti legati ovviamente alle chiusure obbligate e alla conseguente mancanza dei turisti, oltre che alle nuove abitudini di acquisto praticate dalle famiglie per continuare a consumare le bottiglie preferite in casa.

Il settore, tutto sommato, ha retto il colpo con un bilancio 2020 quasi in pareggio. Per le cantine di piccola media dimensione vocate al canale Horeca è stato un bagno di sangue. A queste realtà Coldiretti Veneto ha sempre riservato attenzione organizzando webinar con i buyers europei ed extra anche durante il lockdown. Germania. Svizzera, Benelux, Francia, Paesi dell’Est, Inghilterra – spiega Coldiretti Veneto – non sono stati trascurati in quanto mercati strategici in particolare per le aziende agricole verticali. Sempre in questa direzione l’Osservatorio Vitivinicolo di Coldiretti sta organizzando incontri on line con gli importatori di Inghilterra, Norvegia, Svizzera e America per posizionare i prodotti delle aziende associate.

Con la crisi degli scambi internazionali il vino italiano ha mantenuto le sue performance in termini quantitativi registrando una piccola perdita in valore -2,3%, con il Veneto prima regione in Italia per l’export con 2,2 miliardi di euro sul totale della voce esportazione nazionale di 6,285 miliardi.   Oltre confine è andata peggio: L’export enologico spagnola come pure quello francese ha registrato perdite significative: -3,2% in Spagna e -10,8% in Francia. Questi numeri consentono ai produttori vitivinicoli italiani di riprendersi lo scettro del Paese con più esportazioni in volume con 20,8 milioni di ettolitri. La forza regionale – commenta Coldiretti Veneto – è data dalla biodiversità e da una gamma di grandi denominazioni che sono di fatto il core business del vigneto veneto. E’ questa la spinta giusta per comprendere che le giacenze (+2,1) pur segnando una sofferenza è limitata ai vini varietali e generici.

Le misure adottate dalla Regione del Veneto in termini di promozione e ristrutturazione dei vigneti – conclude Coldiretti Veneto – sono azioni importanti per attrezzare le cantine alla ripresa. Coldiretti ricorda che sono mancate importanti fiere del settore, l’assenza di questi appuntamenti ha ulteriormente contratto le possibilità di relazioni commerciali, soprattutto con i grandi paesi importatori. Ma i produttori veneti per fare fronte alla mancanza dei tradizionali appuntamenti fieristici – conclude Coldiretti – si sono attrezzati e hanno investito ancora di più nello sviluppo dei loro siti web e sulle vendite on line. Attività che hanno favorito rapporti diretti con i consumatori per la programmazione di consegne a domicilio, degustazioni a distanza, soluzioni che hanno consentito di ridurre i danni sperimentando da subito un rilancio per non perdere i primati storici regionali.

 

PISA, COVID: LA RIAPERTURA ALL’APERTO SALVA 500 AGRITURISMI DELLA PROVINCIA

La possibilità di riaprire le attività di ristorazione a pranzo e a cena sfruttando gli spazi all’aperto salva i 500 agriturismi della provincia di Pisa che possono contare su ampie aree all’esterno per assicurare il necessario distanziamento a tavola. E’ quanto afferma Coldiretti Pisa nel commentare positivamente l’ipotesi contenuta nella bozza delle linee guida sulle riaperture, che le Regioni dovrebbero presentare al Governo alla Conferenza Stato-Regioni. Una misura attesa dopo che le chiusure a singhiozzo dall’inizio della pandemia che hanno fatto registrare il 90% di fatturato in meno nelle strutture agrituristiche. Solo le ultime due chiusura del periodo Pasquale del 2020 e 2021 sono costate 60 mila pernottamenti e 40 mila pranzi fuori porta nel solo indotto agrituristico.   “Gli agriturismi – analizza Fabrizio Filippi, Presidente Coldiretti Pisa nonché Presidente Coldiretti Toscana – che sono spesso situati in zone isolate in strutture familiari con un numero contenuto di posti letto e a tavola e con ampi spazi all’aperto sono probabilmente i luoghi più sicuri dove è più facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza per difendersi dal contagio fuori dalle mura domestiche”.

Secondo Terranostra Coldiretti l’agriturismo è destinato a giocare un ruolo centrale per la vacanza Made in Italy post Covid: “la vacanza in agriturismo – spiega ancora Filippi – contribuisce in modo determinante al turismo di prossimità nelle nostre campagne per garantire il rispetto delle distanze sociali ed evitare l’affollamento. Nelle nostre campagne le distanze si misurano in ettari e non certo in metri”.

La riapertura è molto importante anche per tutti gli altri settori legati all’agroalimentare Made in Pisa come il vino che è il primo settore dell’export Made in Tuscany. La chiusura di ristoranti, bar ed enoteche in Italia e all’estero ha fatto crollare i consumi fuori casa con gravi difficoltà per il settore vitivinicolo in particolar modo quello legato ai vini a denominazioni di origine e indicazione geografica a maggior valore aggiunto. “L’arrivo del bel tempo e la possibilità di vivere all’aria aperta – conclude il presidente di Coldiretti – consente un piano di riaperture che coinvolga tutti i settori della ristorazione e della somministrazione che dall’inizio della pandemia adottano importanti misure di sicurezza, quali il distanziamento dei posti a sedere facilmente verificabile, il numero strettamente limitato e controllabile di accessi, la registrazione dei nominativi di ogni singolo cliente ammesso”.

 

CUNEO, LUPI: CON NUMERI FUORI CONTROLLO A RISCHIO EQUILIBRIO ECOLOGICO

La situazione relativa alla presenza del lupo sul territorio piemontese ha raggiunto ormai il grado di saturazione, tanto che dei 46 branchi e delle 5 coppie nell’arco dell’intera popolazione alpina censita, secondo i dati di Life WolfAlps, in Piemonte si registrano 33 branchi e 2 coppie. A fronte di una ricognizione più recente illustrata dal Vicepresidente regionale Fabio Carosso il mese scorso, si stimerebbe una popolazione compresa tra i 450 ed i 500 lupi quando in tutta la Francia sono complessivamente circa 550. A livello nazionale, la popolazione di lupi ospitata è ragguardevole: circa il 10% rispetto al livello europeo.

“Dopo aver raggiunto la soglia dell’estinzione negli anni ’70 – fa notare Roberto Moncalvo, Delegato Confederale di Coldiretti Cuneo – la popolazione del lupo ora è in rapida espansione al punto da mettere a rischio il motivo stesso per cui la sua presenza è importante: mantenere la biodiversità. Con questi numeri, che provocano una situazione davvero al limite, si mette, infatti, a rischio la funzionalità degli ecosistemi provocando un disequilibrio ecologico. Serve urgentemente, quindi, un nuovo Piano Lupo basato su un modello di gestione innovativo per questo è necessario proseguire con il lavoro avviato dal Vicepresidente Carosso in sede della Conferenza Stato-Regioni, in sintonia con quanto stanno già facendo i Paesi confinanti, come la Francia. Inoltre, è urgente emanare una chiara normativa rispetto alla gestione e definizione degli ibridi che provocano ingenti danni essendo, oltretutto, molto più numerosi dei lupi, e che, però, vanno affrontati con specifiche ed adeguate misure.”

“Ricordiamo – conclude Fabiano Porcu, Direttore di Coldiretti Cuneo – che è in gioco, non soltanto la sicurezza del bestiame ed il lavoro agricolo, ma anche la tutela dell’incolumità di chi vive le nostre montagne e le nostre colline, con il moltiplicarsi di avvistamenti e predazioni anche a bassa quota tanto che i lupi sono ormai arrivati alle porte delle città”.

Per maggiori informazioni visitare il sito web https://cuneo.coldiretti.it

 

MODENA, NUTRISCORE: BENE REGIONE ER A DIFESA DEL MADE IN ITALY

“Il sostegno della Regione Emilia Romagna da parte dell’Assessore all’Agricoltura Alessio Mammi contro il Nutriscore è un importante segnale di attenzione da parte delle Istituzioni a quello che è un vero e proprio attacco ai prodotti alimentari nazionali”. Lo ha detto Coldiretti Emilia Romagna commentando l’appoggio dell’Assessore Mammi nel contrastare l’inserimento di questo genere di etichettatura in Europa.

Un eventuale via libera a questo sistema rischierebbe di espandersi a livello globale – precisa Coldiretti regionale – mettendo in pericolo il record di 46,1 miliardi di esportazioni agroalimentari tricolori del 2020 con un aumento dell’1,8% realizzato in controtendenza al taglio degli scambi commerciali determinato dalla pandemia Covid. L’etichettatura Nutriscore francese – fa sapere Coldiretti Emilia Romagna – come quella a semaforo adottata in Gran Bretagna influenza il consumatore, con un bel verde, a scegliere prodotti con ingredienti di sintesi e a basso costo spacciandoli per più salutari. Un sistema fuorviante, discriminatorio e incompleto che finisce per escludere paradossalmente dalla dieta alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle tavole per favorire prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è nota neanche la ricetta.

Si rischia di promuovere cibi spazzatura con edulcoranti al posto dello zucchero e di sfavorire elisir di lunga vita – continua Coldiretti Emilia Romagna – come l’olio extravergine di oliva considerato il simbolo della dieta mediterranea, ma anche specialità come il Grana Padano, il Parmigiano Reggiano e il prosciutto di Parma le cui semplici ricette non possono essere certo modificate.

L’etichetta nutrizionale a colori peraltro boccia ingiustamente quasi l’85% in valore del Made in Italy a denominazione di origine (Dop/Igp) che la stessa UE dovrebbe invece tutelare e valorizzare soprattutto nel tempo del Covid.

In un momento – conclude Coldiretti regionale – difficile per l’economia dobbiamo portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza contrastando le indicazioni fuorvianti ed estendendo l’obbligo di indicare in etichetta il Paese d’origine di tutti gli alimenti per combattere la concorrenza sleale al Made in Italy. L’Italia grazie ai primati nella qualità e nella sicurezza alimentare conquistati a livello europeo ha la responsabilità di svolgere un ruolo di leadership nell’Unione.

 

VENETO, COVID: APERTURA A CENA VALE L’80% DEL FATTURATO

La possibilità di apertura serale a cena vale l’80% del fatturato di ristoranti, pizzerie ed agriturismi provati dalla chiusura forzata che ha travolto a valanga interi settori dell’agroalimentare regionale che vale un fatturato di oltre 7miliardi di euro. Riaprire l’attività salverebbe oltre mille aziende agrituristiche veneti che possono contare su ampie aree all’esterno per assicurare il necessario distanziamento a tavola. Coldiretti Veneto ricorda che la misura è attesa da molti esercizi dopo i vari stop and go dall’inizio della pandemia che hanno tagliato i redditi degli operatori con perdite di fatturato incalcolabili se si considerano i 30 milioni in un solo mese per la cancellazione di cerimonie ed eventi legati a battesimi, matrimoni e altro. Gli agriturismi, peraltro, spesso situati in zone isolate in strutture familiari con un numero contenuto di posti letto e a tavola e con ampi spazi all’aperto, sono forse – sottolinea la Coldiretti – i luoghi più sicuri dove è più facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza per difendersi dal contagio fuori dalle mura domestiche. L’agriturismo svolge un ruolo centrale per la vacanza Made in Italy post covid perché contribuisce in modo determinante al turismo di prossimità nelle campagne italiane per garantire il rispetto delle distanze sociali ed evitare l’affollamento” sottolinea Diego Scaramuzza presidente di Terranostra nel precisare che “nelle campagne italiane le distanze si misurano in ettari e non in metri”.

 

SONDRIO, GELO SULLE MELE: URGENTI MISURE STRUTTURALI DI PREVENZIONE

I cambiamenti climatici sono “un’incognita pesante” con cui la frutticoltura valtellinese (e, più in generale, l’intero comparto agricolo) dovrà fare sempre più i conti nel presente e nel futuro. Un tema rimarcato più volte, oggi, nell’incontro con l’assessore regionale Fabio Rolfi che è stato in provincia di Sondrio per incontrare i produttori di mele dopo la disastrosa gelata che, la scorsa settimana, ha decimato i frutteti in fioritura.

“Un bilancio aggravato dal fatto che, ad oggi solo il 25% della superficie coltivata a mele è protetta dagli impianti irrigui antibrina” ricorda Silvia Marchesini, presidente di Coldiretti Sondrio. “Uno dei temi affrontati con l’assessore, è la necessità di estendere tali impianti di difesa quanto più possibile, favorendo una stretta collaborazione tra i produttori e puntando su progetti che possono trovare copertura nel Recovery Fund o in misure strutturali ad hoc. Su questo punto, Rolfi ha assicurato una fattiva collaborazione, e ciò è particolarmente importante”.

Da parte di Coldiretti Sondrio è stata evidenziata anche la necessità di prevedere risarcimenti per le imprese colpite (i danni toccano, in alcuni areali, il 100% dell’ettarato coltivato a mele), nel caso con una deroga all’accesso al Fondo di Solidarietà Nazionale e alle altre misure di sostegno previste, in modo che possano essere coperte anche colture “assicurabili” come le mele: “Ma è innanzitutto importante avere garanzie sull’effettiva disponibilità dei fondi” precisa Marchesini.

Positivo, quindi, l’incontro con Rolfi, “di cui vanno apprezzati l’impegno e la sensibilità che lo ha portato, immediatamente, a volersi recare sul territorio per ascoltare la voce dei produttori colpiti dall’ondata di gelo fuori stagione”.  

Come detto, nei territori non difesi dagli impianti antibrina si registrano perdite superiori all’80-90%, specie in alta valle, con punte della totalità del prossimo raccolto da considerarsi perso. Tuttavia, la gelata è stata tanto incisiva da colpire almeno in parte anche i meleti “protetti” e il gelo di questi ultimi giorni ha ulteriormente peggiorato la situazione.

L’aumento degli eventi climatici estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal maltempo alla siccità ha modificato la distribuzione sia stagionale che geografica delle precipitazioni con l’agricoltura italiana che in dieci anni ha subito danni per 14 miliardi di euro.

Intanto è tornata la pioggia, che sta bagnando le campagne di Valtellina e Valchiavenna, oltre all’intero settentrione lombardo.

 

REGGIO EMILIA, REGIONE CONTRO NUTRISCORE A DIFESA DELLE TIPICITÀ

«Il sostegno della Regione Emilia Romagna da parte dell’assessore all’Agricoltura Alessio Mammi contro il Nutriscore è un importante segnale di attenzione da parte delle Istituzioni a quello che è un vero e proprio attacco ai prodotti alimentari nazionali». Lo ha detto Coldiretti Reggio Emilia commentando l’appoggio dell’assessore Mammi nel contrastare l’inserimento di questo genere di etichettatura in Europa.

Un eventuale via libera a questo sistema rischierebbe di espandersi a livello globale – precisa Coldiretti regionale – mettendo in pericolo il record di 46,1 miliardi di esportazioni agroalimentari tricolori del 2020 con un aumento dell’1,8% realizzato in controtendenza al taglio degli scambi commerciali determinato dalla pandemia Covid. L’etichettatura Nutriscore francese come quella a semaforo adottata in Gran Bretagna – fa sapere Coldiretti Reggio Emilia – influenza il consumatore, con un bel verde, a scegliere prodotti con ingredienti di sintesi e a basso costo spacciandoli per più salutari. Un sistema fuorviante, discriminatorio e incompleto che finisce per escludere paradossalmente dalla dieta alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle tavole per favorire prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è nota neanche la ricetta.

Si rischia di promuovere cibi spazzatura con edulcoranti al posto dello zucchero e di sfavorire prodotti – continua Coldiretti Reggio Emilia – come le nostre specialità regionali quali il Parmigiano Reggiano e il prosciutto di Parma, le cui semplici ricette non possono essere certo modificate.

L’etichetta nutrizionale a colori peraltro boccia ingiustamente quasi l’85% in valore del Made in Italy a denominazione di origine (Dop/Igp) che la stessa UE dovrebbe invece tutelare e valorizzare soprattutto nel tempo del Covid.

In un momento – conclude Coldiretti– difficile per l’economia dobbiamo portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza contrastando le indicazioni fuorvianti ed estendendo l’obbligo di indicare in etichetta il Paese d’origine di tutti gli alimenti per combattere la concorrenza sleale al Made in Italy. L’Italia grazie ai primati nella qualità e nella sicurezza alimentare conquistati a livello europeo ha la responsabilità di svolgere un ruolo di leadership nell’Unione.

 

CUNEO, SUINI: IMPORTANTE VERIFICA DA PARTE DEI CONSUMATORI E PIU’ CONTROLLI

Si conferma il trend positivo delle quotazioni dei maiali nazionali, a circa due mesi dall’entrata in vigore dell’etichettatura obbligatoria, ma è fondamentale che, dopo gli sforzi compiuti per ottenerla, vengano indicate davvero in etichetta, in maniera leggibile, le informazioni relative al paese di nascita, di allevamento e di macellazione, la scritta “Origine Italia” o la dicitura “100% italiano”. È quanto sostiene Coldiretti Piemonte che con il supporto delle Associazioni piemontesi Federconsumatori e Movimento Consumatori porta avanti questa “battaglia” di trasparenza per valorizzare i prodotti Made in Piemonte ed offrire ai cittadini la garanzia di tracciabilità. “Proprio per questo – commenta Roberto Moncalvo, Delegato Confederale di Coldiretti Cuneo – chiediamo ai cittadini di verificare l’etichetta durante la fase d’acquisto. È necessario intensificare i controlli sugli scaffali di negozi e supermercati per garantire l’effettivo rispetto dell’obbligo di indicazione di origine su tutti i prodotti a base di carne di maiale per tutelare l’intera filiera fino ai consumatori. L’etichetta, fortemente voluta da Coldiretti, obbliga ad indicare la provenienza della carne nei salumi e consente di smascherare l’inganno della carne straniera spacciata per italiana. Una misura importante per consumatori ed allevatori che devono peraltro confrontarsi con il forte aumento delle materie prime per l’alimentazione degli animali che compromette la sostenibilità economica dell’attività”.

“Un passo avanti – precisa Fabiano Porcu, Direttore di Coldiretti Cuneo – molto importante per la Provincia di Cuneo dove la filiera suinicola conta 800 aziende e quasi 900.000 capi, destinati soprattutto ai circuiti tutelati delle principali DOP italiane per la preparazione della miglior salumeria nazionale. Oggi, quindi, è opportuno più che mai costruire con le agroindustrie presenti sul territorio delle filiere per valorizzare i salumi Made in Cuneo”.

Per maggiori informazioni visitare il sito web https://cuneo.coldiretti.it

 

VERONA, STOP FOTOVOLTAICO A TERRA: PETIZIONE NEI MERCATI E CONCORSO BAMBINI

Arriva anche nella provincia veronese la battaglia di Coldiretti Veneto per dire no al fotovoltaico a terra. La protesta è nata all’inizio di aprile per opporsi all’installazione a terra di pannelli solari distribuiti su 50 ettari a Loreo, in provincia di Rovigo. Un vero scempio del territorio che oggi riguarda la campagna rodigina ma che può estendersi alle altre province venete, rischiando di essere oggetto di investimenti estranei alle finalità legate all’agricoltura.

“E’ possibile raggiungere l’obiettivo sulla produzione di energia da fonti rinnovabili senza utilizzare i terreni agricoli – precisa Daniele Salvagno – Lo dimostrano i numeri che, più di altri, attestano come sia assolutamente necessario accelerare sul Progetto di Legge numero 41 in discussione in Consiglio regionale, bloccando il consumo del suolo agricolo e investendo invece sui tetti, sulle aree compromesse e sulle strutture dismesse, sulle cave in disuso, senza dimenticare l’importante superficie destinata ad attività produttiva e non utilizzate”.

Al via quindi la raccolta firme per la petizione “Stop fotovoltaico a terra” che può avvenire online al link https://www.change.org/p/regione-del-veneto-stop-fotovoltaico-su-suolo-agricolo per schierarsi a fianco dei contadini compilando con le proprie generalità la partecipazione all’iniziativa. La raccolta firme è in corso anche negli uffici zona di Coldiretti Verona e sarà allestita nei mercati a km zero venerdì 16 aprile a Borgo Venezia e successivamente a partire da giovedì 22 aprile all’ex Arsenale.

Sabato 24 aprile a Borgo Roma dalle 8.30 alle 12.30. L’invito – evidenzia Coldiretti Verona – è rivolto a tutte le famiglie che vogliono lasciare ai loro figli e nipoti un territorio curato e ben tenuto, conservato secondo la vocazione naturale dello sviluppo, rispettando i principi tramandati da intere generazioni.

La petizione è promossa dal neonato Gruppo civico “Mamme Zero Consumo Suolo” che insieme a Donne Impresa Coldiretti Veneto lanciano il concorso scuola “L’energia s©olare per dire No al fotovoltaico a terra” aperto a tutte le scuole elementari della Regione del Veneto.

Spiega Chiara Recchia, responsabile Donne Impresa Coldiretti Verona: “Abbiamo aderito con entusiasmo a questa iniziativa rivolta ai bambini perché dalla loro fantasia attraverso i disegni può emergere la bellezza della campagna e la magia di un paesaggio ben conservato. Ma se al posto degli ortaggi e del grano improvvisamente venissero coltivati pannelli solari? Come immaginano i bambini veneti questo sfregio ai campi fertili che intere generazioni di contadini hanno custodito e protetto attraverso le buone prassi agricole?” Al concorso possono partecipare i singoli allievi, o in gruppo, con elaborati realizzati su carta di varia misura, usando ogni tipologia di colori sviluppando liberamente la traccia indicata. Le illustrazioni vanno inviate via mail a: mammezeroconsumosuolo@gmail.com oppure consegnate agli operatori del Mercato di Campagna Amica più vicino alla scuola o negli uffici di Coldiretti alle segreterie provinciali di Donne Impresa entro e non oltre il giorno domenica 9 Maggio 2021 (Festa della Mamma).

Tutti i disegni saranno esposti pubblicamente. Un’apposita giuria premierà i primi tre classificati per ogni provincia di competenza. Premi per tutti i partecipanti. Ai vincitori un buono per la spesa a kmzero e un assegno per l’istituto scolastico di riferimento.

 

ALESSANDRIA, CARNE SUINA: NECESSARIO VERIFICARE SEMPRE L’ETICHETTA D’ORIGINE

Federconsumatori e Movimento Consumatori scendono in campo al fianco di Coldiretti a circa due mesi dall’entrata in vigore dell’etichettatura obbligatoria per i prodotti a base di carne suina per monitorare che vengano davvero indicate in etichetta, in maniera leggibile, le informazioni relative al paese di nascita, di allevamento e di macellazione: per questo viene chiesto ai cittadini di verificare l’etichetta durante la fase d’acquisto e cercare la dicitura “Origine Italia” o la dicitura “100% italiano” per garantire la  tracciabilità.

“Prosegue il trend positivo delle quotazioni dei maiali ma è necessario intensificare i controlli sugli scaffali di negozi e supermercati per garantire l’effettivo rispetto dell’obbligo di indicazione di origine su tutti i prodotti a base di carne di maiale per tutelare l’intera filiera fino ai consumatori – affermano il Presidente e il Direttore Coldiretti Alessandria Mauro Bianco e Roberto Rampazzo -. L’etichetta, fortemente voluta da Coldiretti, obbliga ad indicare la provenienza della carne nei salumi e consente di smascherare l’inganno della carne straniera spacciata per italiana. Una misura importante per consumatori ed allevatori che devono peraltro confrontarsi con il forte aumento delle materie prime per l’alimentazione degli animali che compromette la sostenibilità economica dell’attività. Un passo avanti molto importante per la provincia di Alessandria dove l’allevamento suinicolo conta 400 stalle, con oltre 30.000 capi destinati, soprattutto, ai circuiti tutelati delle principali Dop italiane per la preparazione della miglior salumeria nazionale. A livello regionale la filiera suinicola conta circa 3 mila aziende con un fatturato di quasi 400 milioni di euro e 1 milione e 200 mila capi. Oggi, quindi, è opportuno più che mai costruire con le agroindustrie virtuose filiere che sappiano valorizzare i salumi del territorio.”

 

VARESE, ESONERO CONTRIBUTIVO: BENE PUBBLICAZIONE DELLA CIRCOLARE INPS 

Finalmente l’INPS ha pubblicato la circolare sull’esonero semestrale dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a carico dei datori di lavoro. A darne notizia è Coldiretti Varese che esprime soddisfazione per il raggiungimento del risultato formale e sostanziale, ottenuto grazie all’incessante interlocuzione tra Coldiretti, i Ministeri lavoro ed agricoltura e INPS. Infatti alle imprese agricole che esercitano più attività agricole con diversi codici Ateco, di cui almeno uno indicato nell’allegato 1 al D.M. 15 settembre 2020, l’esonero è riconosciuto per la contribuzione complessiva dell’azienda.

“L’alleggerimento del costo del lavoro è un intervento fortemente voluto dalla Coldiretti. Si tratta di una misura importante di fronte agli effetti della chiusura delle attività di ristorazione che si fanno sentire a cascata sull’intera filiera agroalimentare con disdette di ordini per le forniture di molti prodotti identitari del made in Varese, dal vino all’ortofrutta dalla carne ai formaggi e salumi che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco. Il lockdown incide sull’insieme delle attività economiche ed occupazionali con un perdita stimata in circa 700 milioni di euro”, afferma Fernando Fiori, presidente Coldiretti Varese.

Inoltre, alle imprese agricole che esercitano più attività agricole identificate da diversi codici Ateco, di cui almeno uno indicato nell’allegato 1 al D.M. 15 settembre 2020, l’esonero è riconosciuto – spiega la Coldiretti provinciale – per la contribuzione afferente alla posizione contributiva complessiva dell’azienda, considerato il particolare rapporto di interazione che sussiste nello svolgimento delle attività agricole esercitate complessivamente dall’impresa. L’esonero straordinario dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali è riconosciuto per la sola contribuzione a carico dei datori di lavoro dovuta per il periodo dal 1° gennaio 2020 al 30 giugno 2020.

Nella provincia prealpina, l’approvvigionamento alimentare è assicurato grazie al lavoro – aggiunge Coldiretti Varese – di migliaia di imprese agricole che operano su un territorio impervio e che sono state messe a dura prova dalla crisi generalizzata, accentuata dal blocco della filiera turistica e della ristorazione: nei mesi di lockdown e di “zona rossa”, una capillare rete di distribuzione assicurata dagli agricoltori di Coldiretti e Campagna Amica ha continuato ad essere sostenuta dal servizio di consegna a domicilio e dall’asporto per evitare gli spostamenti anche alle persone più fragili come gli anziani e i disabili.

In Italia e in provincia di Varese, il peso degli oneri contributivi ed assicurativi è pari a più del doppio dei Paesi europei direttamente concorrenti come Francia e Spagna. Il settore agricolo – sottolinea la federazione Coldiretti – è caratterizzato dalla forte stagionalità delle attività e conseguentemente la stragrande maggioranza delle imprese agricole utilizza lavoratori stagionali. Per questo – continua la Coldiretti – in Francia e Spagna, ma anche in Germania e Olanda, sono stati previsti trattamenti contributivi particolarmente agevolati per i lavoratori stagionali al fine di contenere il costo del lavoro e permettere alle loro imprese agricole di vedere a prezzi fortemente concorrenziali proprio con quelli italiani.

A pesare sulle imprese agricole – continua la Coldiretti – sono anche gli oneri burocratici che sottraggono al lavoro nei campi almeno 100 giornate l’anno per adempiere a tutti gli atti richiesti dalla Pubblica Amministrazione. Occorre impegnarsi sulla semplificazione favorendo la comunicazione all’interno della Pubblica Amministrazione mentre non sono accettabili alcuni interventi legislativi in discussione in Parlamento che vogliono introdurre l’Uniemens anche in agricoltura che, di fatto, triplica gli attuali adempimenti burocrati per le denunce contributive.

L’agricoltura in provincia di Varese è capace di offrire prospettive di lavoro in un comparto strategico per l’economia del Paese. In uno scenario reso sfavorevole dal Covid, da crisi di mercato, accordi internazionali negativi, clima impazzito con bruschi cambiamenti delle condizioni meteorologhe, il mondo economico e lavorativo nel suo complesso va accompagnato da azioni concrete, perché le imprese agricole hanno bisogno dei lavoratori e di condizioni di mercato del lavoro che siano realmente sostenibili, con l’agroalimentare può offrire 100mila posti di lavoro green entro i prossimi 10 anni con una decisa svolta dell’agricoltura – conclude Coldiretti Varese – verso la rivoluzione verde, la transizione ecologica e il digitale, ma anche un nuovo welfare in campagna, come previsto dal Piano nazionale di ripresa e resilienza #Next Generation Italia.

 

TREVISO, BANDI OCM VINO IMPORTANTI PER IL RILANCIO

I bandi legati all’OCM vino quest’anno assumono una particolare importanza per aiutare il rilancio del settore vitivinicolo. E’ quanto sostiene Coldiretti in merito alla delibera presentata dall’Assessore Caner che dà il via libera ai nuovi stanziamenti assegnati dal piano nazionale che ammontano a 38,7 milioni di euro. L’emergenza sanitaria ha visto il settore del vino sulle montagne russe, con andamenti altalenanti legati ovviamente alle chiusure obbligate e alla conseguente mancanza dei turisti, oltre che alle nuove abitudini di acquisto praticate dalle famiglie per continuare a consumare le bottiglie preferite in casa.

Il settore, tutto sommato, ha retto il colpo con un bilancio 2020 quasi in pareggio. Per le cantine di piccola media dimensione vocate al canale Horeca è stato un bagno di sangue. A queste realtà Coldiretti Veneto ha sempre riservato attenzione organizzando webinar con i buyers europei ed extra anche durante il lockdown: Germania, Svizzera, Benelux, Francia, Paesi dell’Est, Inghilterra non sono stati trascurati in quanto mercati strategici in particolare per le aziende agricole. Sempre in questa direzione l’Osservatorio Vitivinicolo di Coldiretti sta organizzando incontri on line con gli importatori di Inghilterra, Norvegia, Svizzera e America per posizionare i prodotti delle aziende associate.

“Le misure adottate dalla Regione del Veneto in termini di promozione e ristrutturazione dei vigneti – conclude Coldiretti Treviso – sono azioni importanti per attrezzare le cantine alla ripresa”.

 

CUNEO, INDENNITÀ COMPENSATIVA: BENE IL BANDO, ORA PIÙ RISORSE

“Auspichiamo che nel più breve tempo possibile possa sbloccarsi la situazione di stallo in essere a livello nazionale riguardante il riparto delle risorse comunitarie, cosicché venga integrata la dotazione finanziaria attualmente assegnata al nuovo bando. È infatti indispensabile riuscire a rispondere, anche in termini di copertura finanziaria, a tutte le domande che verranno presentate, anche perché ricordiamo che lo scorso anno sono state coperte solo il 50% delle effettive esigenze a discapito, quindi, delle imprese agricole che, con il loro lavoro, continuano a svolgere un’insostituibile presidio di territori svantaggiati, altrimenti disabitati”. È quanto evidenzia Roberto Moncalvo, Delegato Confederale di Coldiretti Cuneo nel commentare il via della Giunta regionale alla presentazione delle domande sulla Misura 13 del PSR 2014-2020, relativa all’Indennità Compensativa.

“Sicuramente importante, stante anche le tempistiche da dover rispettare, l’apertura del bando – prosegue Moncalvo – per dare ai territori rurali delle zone montane del Piemonte vitalità e condizioni che permettano una continuità produttiva e gestionale delle aziende che, oltre a garantire il cibo, si prendono cura del mantenimento dello spazio naturale”.

“C’è bisogno di ogni sforzo – aggiunge Fabiano Porcu, Direttore di Coldiretti Cuneo – anche a livello nazionale, affinché venga definito il quadro finanziario del periodo di transizione del Programma di Sviluppo Rurale e si possano, in tempi rapidi, fornire certezze alle nostre imprese anche in termini di programmazione futura in modo tale che questo intervento, di primaria rilevanza, possa essere garantito anche in relazione alle annualità 2022 e 2023”.

Per maggiori informazioni visitare il sito web https://cuneo.coldiretti.it

 

Appuntamenti

 

VENETO: ON LINE L’ULTIMO INCONTRO PER I GIOVANI DIRIGENTI DI COLDIRETTI

Lunedì 19 aprile

Ultimo incontro on line per i giovani di Coldiretti Veneto: il ciclo di seminari per i dirigenti under 30 guidati dal delegato regionale Alex Vantini si chiude lunedì 19 aprile prossimo con le testimonianze di successo di realtà agroindustriali raccontate dai direttamente dai protagonisti. Nella scelta di competere sul mercato secondo il progetto di Coldiretti e quindi con la trasparenza dell’origine e la distintività del Made in Italy si concentrano le sfide di Sis Società Italiana Sementi con sede in Emilia Romagna protagonista nell’avvio della filiera che ha portato alla produzione della pasta di grano duro Senatore Cappelli e quella della Cooperativa piemontese Compralatte, nella filiera della polvere di latte con i gruppi Inalpi e Ferrero. Gli interventi di entrambi i Presidenti Mauro Tonello e Raffaele Tortalla saranno da stimolo per il dibattito sempre animato tra i cento agricoltori collegati.  Una media di presenza costante sin dall’inizio della serie di webinar inaugurato il 16 marzo scorso dal Presidente Nazionale Ettore Prandini che attraverso la sua storia personale e la vision progettuale di Coldiretti ha motivato la partecipazione sempre costante dei neo dirigenti. A Prandini i ragazzi hanno chiesto di conoscere il suo percorso di crescita e formazione, la sua esperienza di rappresentanza, ma anche le sfide che il Paese ha davanti e la vision con le progettualità di Coldiretti messe in campo per la ripartenza.

Un impegno che si rinnova grazie all’energia delle nuove generazioni – spiega Alex Vantini – che hanno dimostrato di saper cogliere le giuste battaglie con la responsabilità sociale di chi produce beni alimentari per la comunità. E’ il caso della recente protesta contro il fotovoltaico a terra. L’installazione dei pannelli solari su terreni agricoli – sostiene Vantini – chiama a rapporto tutti coloro che puntano al rispetto del territorio, alla bellezza del paesaggio e all’equilibrio naturale. Agricoltori e cittadini insieme per una protesta che restituisce dignità alla gente dei campi e giustizia ai consumatori. Il corso ha dato degli spunti importanti per costruire le iniziative sostenendo la posizione della collega Federica Vidali di Rovigo paladina della protesta che dalla campagna attraverso i social è arrivata fino al Parlamento.

Prendendo in considerazione tutto l’excursus del programma, gli elementi di conoscenza e gli approfondimenti dei vari relatori si sono dimostrati utili e coinvolgenti. Dal contesto storico nel quale Coldiretti è nata e la capacità di rinnovarsi nei diversi periodi influenzando la politica e l’intera società fino al modello di sviluppo democratico e multifunzionale promosso da Coldiretti anche per altre agricolture mondiali. Scrittori, giornalisti interni, referenti di area confederale e tecnici da Bruxelles con testimonial del territorio, insieme alla delegata nazionale Veronica Barbati, si sono alternati alla cattedra virtuale.

Dagli scenari Europei con le diverse ipotesi di etichettatura dei cibi agli strumenti economici finanziari comprese le scelte del Recovery Found hanno decretato l’importanza della presenza degli under 30 nel sistema agroalimentare. Una conferma sottolineata concretamente dal lavoro svolto da ogni singolo capitano di impresa che è il grande tributo ad una forza sociale riconosciuta dall’opinione pubblica per la sua autorevolezza nel perseguire la trasparenza e la legalità dei processi produttivi esaltando le filiere corte e i mercati di prossimità.

 

Brevi

 

CAMPANIA –  Conferenza stampa online su “Zone vulnerabili nitrati” venerdì 16 aprile 2021 alle ore 19:30 in diretta social su facebook.

Relaziona: prof. avv. Tammaro Chiacchio, ordinario di diritto amministrativo

Intervengono: Salvatore Loffreda, direttore Coldiretti Campania, Gennarino Masiello, presidente Coldiretti Campania. Per collegarsi su fb.com/coldiretti.campania/live_videos

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