COMUNICATO STAMPA | Notizie dalle Federazioni

News La Forza del Territorio del 1° aprile 2020

2 Aprile 2020
News La Forza del Territorio del 1° aprile 2020

Primo piano

 

PUGLIA

MALTEMPO: NEVICATE PRIMAVERILI FANNO STRAGE DI MANDORLE

Si stima una perdita di produzione di almeno il 90%

Una nevicata improvvisa sulla Murgia barese e tarantina e in provincia di Foggia ha imbiancato i campi azzerando la produzione di mandorle e danneggiando ortaggi, alberi da frutto, cereali e leguminose in una pazza primavera che nei giorni scorsi aveva già gelato le campagne bruciando le produzioni in atto, dopo un inverno bollente. E’ quanto denuncia Coldiretti Puglia che nei giorni scorsi ha già inviato le istanze di calamità e sollecitato i Comuni a chiedere agli uffici regionali competenti di avviare l’iter per le verifiche in campo e la conseguente richiesta di stato di calamità naturale. “Dopo le gelate dei giorni scorsi, le nevicate di queste ultime ore hanno letteralmente mandato in fumo la produzione di mandorle, per cui si stima una perdita di produzione di almeno il 90%. Vanificati in pochi giorni mesi di lavoro in campagna, con intere coltivazioni di carciofi, asparagi, bietole, finocchi, rape, cicorie e piselli pronte per la raccolta distrutte nei campi con l’improvvisa e violenta ondata di maltempo dopo un inverno bollente. La morsa di gelo, pioggia e neve stanno compromettendo anche gli alberi da frutto che erano già fioriti per le temperature alte della primavera pazza e i vigneti di uva da tavola e da vino. Non bastava l’emergenza Coronavirus, ora anche il clima pazzo ha dato il colpo di grazia all’agricoltura”, denuncia Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

Colpiti duramente le campagne nella provincia di Bari, BAT, Taranto e Foggia, la morsa del gelo e della neve – continua la Coldiretti – che si è abbattuta su piante di pesche, albicocche, percoche, susine e mandorli in piena fioritura o con già le gemme gonfie o i frutticini pronti a crescere ma anche sulle viti e sulle verdure in campo. Ma è allarme anche per le api – aggiunge Coldiretti – che sono state ingannate dal caldo e sono uscite dagli alveari ed ora rischiano di subire pesanti perdite.

Lo sbalzo termico primaverile ha colpito le campagne dopo un inverno che si è classificato in Italia come il secondo più caldo dal 1800 a livello climatologico facendo registrare una temperatura addirittura superiore di 2,03 gradi rispetto alla media di riferimento che ha favorito il risveglio della natura con l’anticipo delle primizie di stagione che sono andate distrutte. Sono disastrosi gli effetti sui campi della tropicalizzazione del clima – denuncia Coldiretti Puglia – che azzera in pochi attimi gli sforzi degli agricoltori che perdono produzione e al contempo subiscono l’aumento dei costi a causa delle necessarie risemine, ulteriori lavorazioni, acquisto di piantine e sementi e utilizzo aggiuntivo di macchinari e carburante. Gli imprenditori si trovano ad affrontare fenomeni controversi, dove in poche ore si alternano eccezionali ondate di maltempo a siccità perdurante. Di fronte al ripetersi di queste situazioni imprevedibili diventa sempre più strategico il ricorso all’assicurazione – conclude Coldiretti Puglia – quale strumento per la migliore gestione del rischio, mentre è stato potenziato il servizio di assistenza tecnica alle aziende per la difesa delle colture dalle avversità meteoriche e per il supporto alle scelte operative aziendali. L’agricoltura pugliese per effetto dei cambiamenti climatici – conclude Coldiretti Puglia – ha perso più di 3 miliardi di euro nel corso del decennio tra produzione agricola, strutture e infrastrutture rurali.

Per arginare i danni da gelo – spiega Coldiretti Puglia – sono state anche riscoperte pratiche antiche come l’accensione di fuochi controllati tra i filari per cercare di aumentare la temperatura tra le viti o come l’apertura dei teli antigrandine per creare una sorta di “effetto serra” e alzare di qualche grado le temperature.

 

Dal territorio

 

MODENA, NUOVO COLPO DEL GELO SUI FRUTTETI

Ad una settimana di distanza dall’ultima anomala gelata, le temperature sono di nuovo precipitate a valori invernali abbattendosi sui frutteti nel pieno della fioritura. E’ quanto riferisce Coldiretti Modena nel commentare l’abbassamento delle temperature che nella notte passata si è registrata in tutto il territorio provinciale con punte anche di 5-6 gradi sotto lo zero nella zona di Spilamberto e Vignola.

Ancora una volta – commenta Coldiretti Modena – a pagare il prezzo di questi cambiamenti improvvisi, che dopo alcuni giorni di clima primaverile nella giornata di ieri hanno fatto registrare sbalzi anche di 22/23 gradi tra il giorno e la notte, sono state le colture frutticole già pesantemente provate dal maltempo della settimana scorsa con il gelo che si è abbattuto sulle piante nelle fasi delicate della fioritura e della formazione dei frutti colpendo, ciliegi, susini, albicocchi e pere provocando nel tempo necrosi e compromettendo la futura raccolta. Purtroppo, poi – aggiunge Coldiretti Modena – la perturbazione non è finita e c’è il rischio che nei prossimi giorni si ripetano eventi simili aggravando ulteriormente la situazione.

Ancora una volta siamo di fronte alle evidenti conseguenze dei cambiamenti climatici anche in Italia dove l’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai la norma, con una tendenza alla tropicalizzazione che – conclude la Coldiretti – si manifesta con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi che compromettono le coltivazioni nei campi con costi per oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne.

 

LAZIO, SERVE ACCORDO DI FILIERA, LA VERA MOZZARELLE DI BUFALA RISCHIA DI SPARIRE

Coldiretti Lazio lancia un appello per trovare un accordo di filiera che consenta di salvare il Made in Italy e in particolare la mozzarella di bufala campana DOP, che rischia di sparire dalle tavole degli italiani. E con la mozzarella rischiano di sparire anche tutti quei piatti tipici che richiedono il suo utilizzo: come la pizza margherita, una delle ricette più gettonate in questi giorni in cui l’emergenza sanitaria costringe a restare in casa.

“Per avere un ottimo prodotto, però, bisogna rispettare la filiera a partire dagli allevatori”, sottolinea Coldiretti. E proprio a sostegno degli allevatori, si era già schierato nei giorni scorsi, il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri, battendosi contro la richiesta dei trasformatori di decurtare 40 centesimi da ogni litro li latte. Una decisione imposta, senza alcun confronto e con l’avallo dei consorzi, per sostenere i costi di stoccaggio e congelamento. Sono proprio gli allevatori, ora nuovamente vessati, quelli più colpiti da questa crisi, costretti in queste settimane a sostenere grandi sforzi per continuare a garantire la produzione.

“Siamo pienamente consapevoli – dice il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri – che la chiusura di ristoranti e pizzerie, in generale del canale horeca, stia arrecando ingenti danni.?A tal proposito ci siamo adoperati fin dai primi giorni, per trovare risorse utili a supportare i diversi settori agroalimentari, tanto che negli interventi del Fondo Indigenti del decreto Cura Italia, sono presenti 14.5 milioni di euro a favore dei formaggi DOP. Coldiretti Lazio si è subito adoperata per chiedere fondi alle regioni, necessari ad affrontare i costi del congelamento del latte. Approvata proprio ieri una delibera della Regione Lazio per lo stanziamento di 10 milioni di euro da destinare alle aziende coinvolte dalla crisi per il florovivaismo e lattiero-caseario”. La scelta dei trasformatori rischierebbe di mettere definitivamente in crisi un settore già fortemente compromesso e metterebbe definitivamente a rischio la presenza sulla tavola degli italiani di molti prodotti. Ed è quanto il presidente di Coldiretti Lazio ha ribadito anche in una nota inviata ai consorzi e ai trasformatori.  “Bisogna fare fronte comune per uscire dalla crisi determinata da questa emergenza – conclude Granieri – Siamo convinti che si possano aprire altre formule per aiutare la filiera e così come ci siamo attivati noi, saremo attenti ad accogliere ogni suggerimento, anche per tracciare percorsi comuni a tal proposito.?Per questo motivo riteniamo utile che non si decurti il valore del congelamento del latte dai contratti in essere con gli allevatori, ma proponiamo che questo avvenga in una fase successiva, quando al netto degli interventi, si fattureranno i reali costi sostenuti. Nel massimo della trasparenza e della collaborazione, ci auguriamo che questo percorso venga intrapreso, perché il mondo agricolo si è mosso a favore della filiera e auspichiamo che quest’ultima, faccia una parte importante a favore di tutti i componenti”.

 

EMILIA ROMAGNA, CORONAVIRUS: +90% SPESA A DOMICILIO IN MESE EMERGENZA

Nell’ultimo mese è praticamente raddoppiata la spesa a domicilio con un aumento record del 90% delle consegne nelle case soprattutto di chi come gli anziani ha maggiore difficoltà ad affrontare le lunghe file dei supermercati. È quanto emerge da una analisi di Coldiretti relativa alle ultime cinque settimane di grande emergenza Coronavirus sulla base dei dati Iri. L’aumento esponenziale della domanda – sottolinea Coldiretti – ha mandato in tilt il sistema di consegne della grande distribuzione con un allungamento dei tempi e difficoltà per i cittadini con maggiori problemi ad uscire da casa. Un’esigenza che è stata colta dalle aziende agricole che – precisa Coldiretti – hanno avviato appositamente la fornitura dei prodotti agricoli direttamente alle famiglie, senza intermediazioni. L’obiettivo di Coldiretti è garantire, soprattutto alle fasce più deboli della popolazione, a partire dagli anziani e dai malati, la spesa alimentare direttamente dai contadini con prodotti freschi e di qualità nell’ambito della campagna #MangiaItaliano a difesa del Made in Italy, del territorio, dell’economia e del lavoro. Molte delle iniziative messe in campo in questo periodo nelle diverse regioni d’Italia sono visibili sul sito www.campagnamica.it e vedono coinvolte circa quattromila aziende agricole che nell’ultima settimana hanno effettuato 700mila consegne della spesa contadina. Si tratta – spiega la Coldiretti – di prodotti locali, a chilometri zero, nel rispetto della stagionalità che non devono percorrere grandi distanze prima di giungere a tavola e sono quindi più freschi. In Emilia-Romagna il servizio è attivo nelle province di Bologna, Parma, Reggio Emilia, Forlì Cesena, mentre a Ravenna e Ferrara è possibile ordinare la spesa e ritirarla al mercato coperto di Campagna Amica. “La campagna e l’agricoltura non possono fermarsi e, rispettando tutte le direttive del Governo, abbiamo colto l’opportunità di trasformare la vendita diretta in consegna a domicilio. Sono oltre 2000 le famiglie della regione che in queste prime settimane hanno ordinato i prodotti del territorio ai nostri soci che li hanno recapitati loro a domicilio” ha detto il Presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Nicola Bertinelli. Ma l’acquisto diretto dal produttore – continua Coldiretti – dal produttore è anche un aiuto all’economia, all’occupazione e al territorio in un momento di grande difficoltà. E proprio per aiutare a combattere la nuova crisi alimentare con oltre 3 milioni di poveri bisogno di anche di cibo a Pasqua, gli agricoltori di Campagna Amica che hanno avviato l’iniziativa “Spesa sospesa del contadino a domicilio” che mutua l’usanza campana del “caffè sospeso”, quando al bar si lascia pagato un caffè per il cliente che verrà dopo e che non ha i mezzi per saldare il conto. In questo caso i cittadini che ricevono la spesa a casa attraverso i mercati e le fattorie di Campagna Amica possono decidere di donare un pacco alimentare alle famiglie più bisognose che potranno portare in tavola frutta, verdura, farina, formaggi, salumi o altri generi alimentare Made in Italy, di qualità e a km zero che gli agricoltori di Campagna Amica, in accordo con i Comuni, consegnano gratuitamente entro Pasqua.

 

BASILICATA, “OPERAZIONE TRASPARENZA”

Coldiretti Basilicata plaude all’iniziativa dell’assessore regionale alle Politiche Agricole e Forestali, Francesco Fanelli,  che nei giorni scorsi ha inviato una nota al ministro della Salute, Roberto Speranza, per avere accesso ai dati sulle importazioni di latte e lattici in Basilicata, così da “ avere consapevolezza dei flussi che arrivano nella nostra regione”. “E’ importante – commenta il direttore della Coldiretti Basilicata, Aldo Mattia – perché in questo modo si ha contezza dei quantitativi  di latte che arrivano dall’estero e soprattutto sulla loro destinazione finale sul nostro territorio. Non solo. Tutto questo sarà importante, come annunciato dallo stesso assessore, per indirizzare eventuali aiuti a chi effettivamente raccoglie il latte dai produttori locali e non a chi, diversamente da quanto dichiarato e approfittando della situazione di crisi, continui ad attingere dall’etero a prezzi ovviamente non sostenibili dai nostri allevatori”. Per Mattia si tratta di “un’ennesima posizione a sostegno del comparto lattiero caseario, sempre più colpito dalla pandemia , un intervento tendente a sostenere sempre di più il made in Italy e in particolare  il made in Lucania . Un atto concreto e reale affinché vengano alla luce situazioni mai ben definite . Il sostegno e il rilancio del settore avviene anche attraverso queste iniziative che Coldiretti da anni sta perseguendo e continuerà a perseguire fin quando non si avrà ragione dell’onesto e trasparente lavoro degli allevatori lucani” .  Ma è altrettanto evidente, in attesa di rivedere la “luce fuori dal tunnel” e poter ragionare su come favorire la ripartenza delle attività economiche, che, come Coldiretti, “non possiamo trascurare e quindi segnalare quanto sta accadendo al comparto lattiero-caseario”. Per  Mattia “ il blocco delle attività del sistema HORECA e le difficoltà oggettive verso il mercato estero, punto di forza dell’agroalimentare italiano, stanno provocando un ridimensionamento delle attività di trasformazione del latte, con l’effetto, purtroppo scontato, di indurre i caseifici o le industrie alimentari a ridurre o addirittura sospendere i ritiri del latte alla stalla; queste comunicazioni, in questi giorni, stanno ricevendo alcuni allevatori, soprattutto della Val d’Agri, dell’Alto Bradano  e del Marmo-Melandro. Tale situazione potrebbe provocare il collasso del comparto zootecnico da latte che, dopo un biennio di serenità produttiva, vede svanire la voglia di investire e sviluppare la propria attività di impresa. Ciò è ancora più vero- continuano – se si considera che il latte è un prodotto altamente deperibile, o lo si consegna e lo si trasforma in poche ore o diventa rifiuto; procedura da evitare sicuramente, in un momento così difficile per l’Italia e quindi per la Basilicata”. Per tali ragioni, “sollecitiamo all’assessore Fanelli “verificata meglio la reale dimensione- conclude Mattia –  a valutare eventuali possibili azioni urgenti ed immediate che possano rispondere adeguatamente alla specificità del comparto”.

 

SARDEGNA, COVID19, PER MITIGARE LA CRISI 30 MLN DAL GOVERNO PER L’AGRICOLTURA

Pioggia di milioni per l’agricoltura per mitigare la grave crisi economica del Coronavirus. Dei 30 milioni di euro stanziati (15 per il 2020 e 14,5 per il 2021) destinati per la competitività delle filiere, 8 andranno al settore ovicaprino.

In particolare agli agnelli certificati Igp andranno 9 euro per ogni capo macellato, 6 euro per quelli non IGP ma nati, allevati e macellati in Italia nel periodo dal 1° marzo al 30 aprile con riferimento al numero macellati dal singolo pastore nell’anno precedente alla domanda (2019). Per un totale di 3 milioni, mentre i restanti 4 saranno erogati nel 2021.

Mentre saranno concessi 100 euro per ogni ettaro coltivato a mais o proteine vegetali (legumi e soia), nel limite di 50 ettari, per un totale di 9 milioni di euro nel biennio 2020 – 2021, alle imprese agricole che hanno già sottoscritto contratti di filiera di durata almeno triennale.

Infine, due milioni (per il 2020) andranno alle imprese di di trasformazione del latte bufalino.

Un risultato che abbiamo raggiunto grazie alle serrate interlocuzioni dei nostri dirigenti nazionali guidati dal presidente Ettore Prandini con il governo ed in particolare con il ministro Bellanova  -commenta il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu che esulta anche nella doppia veste di presidente del Consorzio dell’agnello di Sardegna Igp –. Per i due mesi di marzo e aprile gli agnelli cerficiati Igp, la maggior parte dei quali sardi, usufruirà di 15 euro a capo, sommando all’aiuto per il Coronavirus i circa 6 euro del premio accoppiato di cui l’Igp usufruisce ogni anno. Per i non convenzionati ci siamo battutti come Coldiretti affinchè ci fosse la clausola di nati, allevati e macellati in Italia per evitare il rischio di destinare parte degli aiuti ad agnelli arrivati dall’estero”.  “E’ una boccata di ossigeno anche per il settore cerealicolo ma sono già sul tavolo altre proposte anche per agli altri settori gravemente penalizzati da questa terribile crisi come quello vitivinicole – sostiene il direttore di Coldiretti Luca Saba -. Saremo vigili affinché gli aiuti siano immediati perché in questo momento le aziende agricole tutte hanno necessità di liquidità”.

 

CAMPANIA, ALIMENTARE: BENE RISORSE PER GRANO 100% MADE IN ITALY

Bene lo sblocco di oltre 40 milioni di euro per rafforzare la filiera dal grano alla pasta 100% Made in Italy puntando su produzioni di qualità e favorendo nuovi sbocchi di mercato. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare positivamente il via libera arrivato dalla Conferenza Stato-Regioni al decreto del ministero dell’Agricoltura. Il budget di 40 milioni è spalmato dal 2019 al 2022 con 10 milioni per ciascun anno e – spiega la Coldiretti – alle aziende agricole che hanno sottoscritto un contratto di filiera di almeno tre anni è riconosciuto un aiuto di 100 euro a ettaro per un massimo di 50 ettari e nel limite di 20mila euro per beneficiario.

L’obiettivo – sottolinea la Coldiretti – è sostenere le aggregazioni e organizzazioni economiche dei produttori di grano duro, migliorare e valorizzare la qualità, favorire gli investimenti destinati alla tracciabilità e certificazioni della qualità. Si tratta di un intervento importante anche alla luce della conferma da parte del Governo dell’obbligo di indicare in etichetta l’origine della materia prima della pasta finalizzato a promuovere e valorizzare il prodotto simbolo del made in Italy mettendolo al riparo da indicazioni che possano fuorviare le scelte dei consumatori. L’obbligo di indicare in etichetta l’origine del grano per la pasta è entrato in vigore il 13 febbraio 2018 sotto la spinta delle battaglie degli agricoltori della Coldiretti.

Ma oltre quello relativo al grano c’è anche un secondo decreto approvato dalla Conferenza Stato-Regioni che – evidenzia la Coldiretti – dopo la firma del ministro dell’Agricoltura Teresa Bellanova sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Si tratta di un provvedimento che attraverso i fondi inseriti nella Legge di bilancio 2020 mobilita ulteriori fondi per un totale di 29,5 milioni di euro destinati – continua la Coldiretti – alla promozione di filiere produttive fra cui 11 milioni per quella del mais e 9 milioni per quella dei legumi e della soia di cui l’Italia produce il 40% del totale europeo con 1,14 milioni di tonnellate su 2,8 milioni. Ma non mancano interventi a favore di altri due settori particolarmente colpiti dall’emergenza Coronavirus, da quello delle carni ovine a quello del latte di bufala.

Si prevede infatti – spiega la Coldiretti – un aiuto per le carni ovine IGP e da agnelli nati, allevati e macellati in Italia per 7,5 milioni di euro agli allevamenti, con un contributo di 9 euro per ogni capo macellato e certificato IGP e fino a 6 euro per quelli non IGP. Mentre due milioni di euro sono destinati al comparto del latte di bufala un prodotto messo a rischio dalla chiusura di ristoranti, bar e pizzerie. Infine sono stati stanziati 200mila euro per il funzionamento delle Commissioni uniche nazionali (Cun) con l’obiettivo di favorire – conclude la Coldiretti – la formazione del prezzo indicativo nei settori dei maiali, dei conigli e dei polli, dove sono attive le Cun.

 

UMBRIA, CORONAVIRUS: BONUS INPS PER CIRCA 8.000 AGRICOLTORI

Sono 7.910 i coltivatori diretti, coloni e mezzadri e Imprenditori agricoli professionali (IAP), cui si devono aggiungere anche i coadiuvanti familiari e lavoratori stagionali, che in Umbria possono beneficiare dell’indennità dei 600 euro per il mese di marzo prevista dal decreto legge n. 18 del 17 marzo 2020 (Cura Italia). È quanto emerge da un’analisi della Coldiretti in riferimento al via libera alla presentazione online delle domande all’INPS per gli aiuti per la crisi provocata dal coronavirus.

A livello nazionale – sottolinea Coldiretti – sono oltre 650mila gli agricoltori e i coadiuvanti familiari beneficiari: si tratta di una platea composta per la stragrande maggioranza da 412mila coltivatori diretti e 200mila coadiuvanti familiari ma sono compresi anche coloni, mezzadri e Imprenditori agricoli professionali (IAP) impegnati nel settore. L’agricoltura italiana – continua Coldiretti – nonostante le difficoltà ha continuato a produrre per garantire le forniture alimentari alla popolazione. Circa sei aziende agricole su dieci (62%) hanno registrato una riduzione delle attività per l’emergenza coronavirus, secondo l’ultima indagine Coldiretti/Ixe’.

Il Decreto “Cura Italia” – ricorda Coldiretti – prevede un’indennità, per il mese di marzo, di 600 euro, destinata ai lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali INPS (artigiani e commercianti, coltivatori diretti, imprenditori agricoli ed i lavoratori agricoli stagionali con almeno 50 giornate di lavoro nel 2019), non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, fatta eccezione per la Gestione separata. Possono fare richiesta – conclude Coldiretti – anche i soci di società e i coadiuvanti familiari purché iscritti INPS.

I beneficiari dell’indennità INPS

         
 

Coltivatori diretti

Coloni e mezzadri

Imprenditori agricoli professionali

TOTALE

Piemonte

48.011

 

1.103

49.116

Valle d’Aosta

1.529

.

11

1.540

Liguria

8.557

.

192

8.749

Lombardia

40.168

12

3.239

43.419

Trentino-Alto-Adige

27.402

10

153

27.565

Veneto

45.088

6

2.410

47.504

Friuli-Venezia Giulia

8.272

 

433

8.706

Emilia-Romagna

42.050

28

1.789

43.867

Toscana

24.936

24

3.249

28.209

Umbria

6.936

6

968

7.910

Marche

13.370

22

1.692

15.084

Lazio

22.354

22

2.512

24.888

Abruzzo

12.450

19

449

12.918

Molise

5.653

 

274

5.929

Campania

27.303

23

3.171

30.497

Puglia

22.516

 

5.864

28.381

Basilicata

6.655

4

1.683

8.342

Calabria

4.781

8

4.441

9.230

Sicilia

20.349

30

6.156

26.535

Sardegna

23.122

45

894

24.061

TOTALE

411.502

265

40.683

452.450

 

Fonte: Elaborazioni Coldiretti su dati INPS

 

 

LOMBARDIA, AGRITURISMI: BENE VIA LIBERA REGIONE SU CONSEGNE A DOMICILIO

“Accogliamo positivamente l’iniziativa di Regione Lombardia che risponde alle nostre richieste, con la quale si riconosce ufficialmente la possibilità agli agriturismi di effettuare la consegna a domicilio per questo periodo di emergenza”. Così Massimo Grignani, Presidente di Terranostra Lombardia l’associazione per l’agriturismo promossa da Coldiretti, commenta l’emendamento approvato stamattina dal Consiglio regionale, in base al quale chi svolge attività agrituristica in Lombardia potrà effettuare consegne a domicilio per la durata dello stato di emergenza da coronavirus.

“I lavori agricoli nei campi e nelle stalle continuano – spiega Massimo Grignani –, ma le attività agrituristiche sono ferme, nel rispetto delle indicazioni per contenere il diffondersi di Covid-19, con inevitabili conseguenze negative per le imprese. L’emendamento approvato oggi rappresenta un’opportunità per gli agriturismi, perché consente di riattivare l’attività di ristorazione e di portare i prodotti aziendali direttamente nelle case dei consumatori, in attesa di poter riaprire le nostre strutture e tornare ad accogliere tutti gli amanti dei nostri territori e delle nostre tradizioni eno gastronomiche”.

 

VERONA, CORONAVIRUS: BONUS INPS PER 7MILA AGRICOLTORI VERONESI

Sono più di 47 mila gli agricoltori e i coadiuvanti familiari che in Veneto possono beneficiare dell’indennità dei 600 euro per il mese di marzo prevista dal decreto legge n. 18 del 17 marzo 2020 (Cura Italia). Nella provincia veronese si stimano in circa 7000 le domande da presentare per il bonus. E’ quanto emerge da una analisi di Coldiretti Verona in riferimento al via libera alla presentazione online delle domande all’INPS per gli aiuti per la crisi provocata dal coronavirus. Si tratta di una platea composta per la stragrande maggioranza da coltivatori diretti e da coadiuvanti familiari ma sono compresi anche coloni, mezzadri e Imprenditori agricoli professionali (IAP) impegnati nel settore.

Da oggi 1° aprile si potrà presentare domanda accedendo direttamente dal sito Inps alla voce “Indennità 600” dopo aver richiesto il pin Inps, che sarà immediatamente utilizzabile. Coldiretti Verona ricorda che hanno diritto tutti i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali iscritti all’Inps, sia titolari che coadiuvanti purché non titolari di pensione diretta o di reddito di cittadinanza. Sono operativi gli uffici Coldiretti – Epaca per l’assistenza e l’avvio delle procedure automatizzate. Il Patronato è a disposizione degli associati e di chiunque necessiti di informazioni e aiuto per richiedere il contributo.

“Vista la situazione di allerta per la diffusione del Covid19 e il desiderio di contribuire agli sforzi che tutti i nostri concittadini stanno facendo per arginare questa epidemia, vogliamo incrementare le modalità di usufruire dei servizi offerti da Epaca Coldiretti a tutti i cittadini, con l’impegno di non lasciare mai nessuno da solo, garantendo un servizio di assistenza e consulenza senza che il cittadino si sposti dalla propria abitazione” evidenzia, Daniele Salvagno presidente di Coldiretti Verona.

Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito: www.coldirettiverona.it.

Coldiretti ricorda che nonostante le difficoltà l’agricoltura ha continuato a produrre per garantire le forniture alimentari alla popolazione. Circa sei aziende agricole su dieci (62%) hanno registrato una riduzione delle attività per l’emergenza coronavirus, secondo l’ultima indagine Coldiretti/Ixe’.

 

MANTOVA, CORONAVIRUS: SUINICOLTURA IN DIFFICOLTÀ

“I consumatori comprino salumi Dop a partire dai prosciutti di Parma e San Daniele e i trasformatori acquistino solo carne italiana. Oggi più che mai è necessario salvare la suinicoltura italiana, che per la crisi innestata dal Coronavirus incontra difficoltà in ogni anello della filiera”.

A parlare è Thomas Ronconi, allevatore di Marmirolo iscritto a Coldiretti Mantova e presidente di Anas (Associazione nazionale allevatori di suini).

“I macelli stanno lavorando circa il 20%-25% in meno di maiali, con difficoltà di manodopera e di logistica – dichiara Claudio Veronesi, suinicoltore di Sustinente legato a Coldiretti Mantova e commissario in Cun suini grassi da macello -. Il mercato è pesante, anche se i consumi non hanno subito complessivamente dei contraccolpi”.

A zavorrare il sistema, paradossalmente, è proprio il prosciutto, simbolo incontrastato dell’artigianalità del Made in Italy suinicolo, che nelle grandi Dop di Parma e San Daniele ha le punte di diamante dell’agroalimentare. Eppure, oggi la coscia è quella che trascina in basso i prezzi.

“Per risollevare il mercato, sceso giovedì scorso a 1,452 euro al chilogrammo per i suini grassi da  macello – commenta Ronconi – oggi dovremmo eliminare d’un colpo almeno due milioni di cosce. Impossibile, naturalmente”. L’obbligo di rimanere in casa ha penalizzato in maniera assoluta i consumi nel segmento horeca (hotel, ristoranti, catering), che giocano un ruolo significativo nella vendita dei prosciutti di Parma e San Daniele.

Il decreto Cura Italia – ricorda Coldiretti Mantova – prevede che nel pacchetto di fondi (50 milioni di euro) destinati per l’acquisto di prodotti per gli indigenti ben 9 milioni di euro siano finalizzati ai prosciutti crudi Dop e 4 milioni ai salumi Dop e Igp.

Per il presidente di Anas, Thomas Ronconi, servirebbe una politica di più ampio respiro, che coinvolga l’Unione europea. “Bisognerebbe attivare politiche di stoccaggio della carne e delle cosce fresche – dice – sostenendo allo stesso tempo piani per l’export delle grandi Dop, per dare respiro al mercato e ridisegnare una programmazione della filiera che abbia un orizzonte temporale più vasto”.

Nel frattempo, l’appello ai consumatori di scegliere carne, salumeria e italiana e prosciutti Dop. E ai trasformatori di privilegiare il 100% italiano nelle loro forniture.

 

BRESCIA, CORONAVIRUS: BONUS INPS PER 650MILA AGRICOLTORI, OLTRE 4000 A BRESCIA

Sono oltre 650mila gli agricoltori e i coadiuvanti familiari che possono beneficiare dell’indennità dei 600 euro per il mese di marzo prevista dal decreto legge n. 18 del 17 marzo 2020 (Cura Italia). E’ quanto emerge da una analisi di Coldiretti in riferimento al via libera alla presentazione online delle domande all’INPS per gli aiuti per la crisi provocata dal coronavirus. Si tratta – sottolinea Coldiretti –  di una platea composta per la stragrande maggioranza da 412mila coltivatori diretti e 200mila coadiuvanti familiari ma sono compresi anche coloni, mezzadri e Imprenditori agricoli professionali (IAP) impegnati nel settore. L’agricoltura italiana – continua Coldiretti – nonostante le difficoltà ha continuato a produrre per garantire le forniture alimentari alla popolazione. Circa sei aziende agricole su dieci (62%) hanno registrato una riduzione delle attività per l’emergenza coronavirus, secondo l’ultima indagine Coldiretti/Ixe’. In provincia di Brescia saranno oltre 4000 le pratiche in carico all’ufficio EPACA – il patronato di Coldiretti, per informazioni potete contattare l’ufficio zona di competenza oppure mandare una mail al responsabile del servizio manuel.toninelli@coldiretti.it oppure ai responsabili degli uffici: zona di Brescia ketrin.cinquini@coldiretti.it, zona di Breno: teresina.rigali@coldiretti.it, zona di Chiari: monica.facchetti@coldiretti.it, zona di Iseo: emanuele.zotti@coldiretti.it,  zona di Leno: jessica.tosoni@coldiretti.it, zona di Lonato: laura.bono@coldiretti.it, zona di Montichiari: laura.alberti@coldiretti.it, zona di Orzinuovi: elisa.zucchi@coldiretti.it, zona di Rovato: veronica.gatti@coldiretti.it, zona di Salò: chiara.zambelli@coldiretti.it, zona di Verolanuova: jessica.tosoni@coldiretti.it, zona di Vestone chiara.zambelli@coldiretti.it.

 

COMO-LECCO CORONAVIRUS, AGRITURISMI: OK CONSEGNE DOMICILIO

Il pranzo preparato in agriturismo potrà arrivare direttamente a casa dei cittadini lariani: una notizia utile (e attesa) soprattutto in previsione delle prossime festività pasquali e che risponde sia alla domanda dell’utenza, sia alle istanze delle stesse imprese. “Accogliamo positivamente l’iniziativa di Regione Lombardia che risponde alle nostre richieste, con la quale si riconosce ufficialmente la possibilità agli agriturismi di effettuare la consegna a domicilio per questo periodo di emergenza. L’auspicio è che possa essere una valvola di sfogo, per quanto possibile, che aiuti le imprese agrituristiche ad affrontare una crisi senza precedenti, con prenotazioni azzerate nelle settimane cruciali di avvio della stagione”. Così Emanuele Bonfiglio, Presidente di Terranostra Como Lecco l’associazione per l’agriturismo promossa da Coldiretti, commenta l’emendamento approvato stamattina dal Consiglio regionale, in base al quale chi svolge attività agrituristica in Lombardia potrà effettuare consegne a domicilio per la durata dello stato di emergenza da coronavirus.

“Si avvicina il periodo pasquale, molte strutture avranno modo di attrezzarsi, alcune da subito, per la consegna dei pasti. Comunicheremo tutto sui nostri profili social e, in particolare, sul sito como-lecco.coldiretti.it. Per il resto non resta che attendere: anche i nostri agriturismi sono meta di quel turismo internazionale che, sul lago di Como, manca e mancherà ancora per molto tempo. La prima fase della “ripresa”, quando ci sarà, dovrà contare molto probabilmente sul turismo di prossimità, con i primi arrivi dall’Italia o dalla vicina Svizzera. Allo stesso tempo, sarà fondamentale riposizionarci sullo scacchiere del turismo mondiale, anche attraverso un’adeguata azione di marketing territoriale che possa intercettare la clientela e gli operatori fuori dai confini nazionali”.                                                          

“I lavori agricoli nei campi e nelle stalle continuano – spiega Bonfiglio –, ma le attività agrituristiche sono ferme, nel rispetto delle indicazioni per contenere il diffondersi di Covid-19, con inevitabili conseguenze negative per le imprese. L’emendamento approvato oggi rappresenta un’opportunità per gli agriturismi, perché consente di riattivare l’attività di ristorazione e di portare i prodotti aziendali direttamente nelle case dei consumatori, in attesa di poter riaprire le nostre strutture e tornare ad accogliere tutti gli amanti dei nostri territori e delle nostre tradizioni eno gastronomiche”.

In una nota della Regione, l’assessore all’agricoltura lombardo Fabio Rolfi aveva rimarcato che “gli agriturismi svolgono attività agricola a tutti gli effetti”, precisando che, così come altre realtà, in Lombardia “potranno effettuare, in tempi di coronavirus, consegna a domicilio dei propri prodotti, garantendo ovviamente il rispetto delle distanze, in osservanza della normativa, per tutelare la sicurezza delle persone”. Negli agriturismi lombardi, rimarca l’assessore, “si trovano prodotti locali sicuri e di alta qualità. In un momento in cui non si deve uscire di casa, è opportuno scoprire o riscoprire i sapori del territorio”.

Un’opportunità ben accolta, quindi, dalle imprese agrituristiche lombarde e del comprensorio lariano: in provincia di Como le strutture agrituristiche sono 166; 79 in quella di Lecco.

 

LIGURIA, CORONAVIRUS: CHIESTO STATO DI CALAMITA’ PER IL SETTORE FLOROVIVAISTICO 

Dall’inizio dell’emergenza sanitaria Covid-19 ad oggi, la produzione e commercializzazione florovivaistica ligure è stata gravemente compromessa, a causa di ritardi, disdette e blocchi del commercio estero, ai quali si sono sommate le incertezze del mercato nazionale, con drammatiche ripercussioni sulle imprese. Per questo Coldiretti Liguria, attraverso un’azione d’informazione e sensibilizzazione a tutti i livelli, ha tracciato un primo quadro della gravissima situazione che si è venuta a creare, in modo che vengano attivate, dalle Istituzioni, tutte le misure possibili a sostegno del settore, compreso il riconoscimento dello Stato di Calamità. 

È quanto sottolinea Coldiretti Liguria a seguito della lettera inviata a tutti Comuni liguri, ai Prefetti, alla Regione, per cercare di creare un fronte comune e affrontare la pesante situazione che ha danneggiato gravemente uno dei comparti di punta dell’economia regionale ligure, che genera un fatturato annuo complessivo superiore ai 350 milioni di euro. Nel giro di poco più di due settimane, è stata stoppata del 100%, la vendita di ranuncoli e di altri fiori recisi, ormai appassiti nei vivai, mentre non è andata meglio per le vendite di aromatiche, margherite e piante in vaso, a casa della situazione che ha colpito il settore nel momento dell’anno dove, per la maggior parte delle 4200 imprese presenti, si concentra l’80% della produzione.

“Il settore florovivaistico ligure – affermano il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa – è un settore che deve avere la possibilità di ripartire, ma per fare in modo che ciò accada, serve l’impegno di tutti, con il riconoscimento, in primis, delle gravissime conseguenze patite dalle imprese a causa dell’emergenza sanitaria in corso. Questa è una crisi che rischia di compromettere, non solo l’annata 2020, ma la sopravvivenza futura delle imprese, che si sono trovate a perdere quasi interamente la redditualità annuale. Per questo, supportati dalle segnalazioni delle nostre imprese, abbiamo chiesto a tutte le istituzioni di farsi portavoce del problema, arrivando a dichiarare lo Stato di Calamità per l’intero settore regionale. Riteniamo che serva il lavoro di tutti per cercare di far uscire il florovivaismo da questa crisi senza precedenti, con la definizione di misure urgenti ed immediate, che permettano di dare liquidità alle aziende, con finanziamenti a tasso zero e sospensione delle scadenze dei mutui, delle bollette, interventi come la cassa integrazione per i dipendenti e creazione di un fondo straordinario a ristoro della perdita di produzione, cosi come anche chiesto all’Assessore Regionale all’Agricoltura Stefano Mai e al Governatore Giovanni Toti.”

 

VICENZA, CORONAVIRUS: BONUS INPS PER TREMILA AGRICOLTORI VICENTINI

Sono più di 47 mila gli agricoltori ed i coadiuvanti familiari che in Veneto possono beneficiare dell’indennità di 600 euro prevista dal decreto legge n. 18 del 17 marzo 2020 (Cura Italia). Nella provincia di Vicenza si stimano in circa tremila le domande da presentare per il bonus. È quanto emerge da un’analisi di Coldiretti Vicenza, in riferimento al via libera alla presentazione online delle domande all’Inps per gli aiuti per la crisi provocata dal Coronavirus. Si tratta di una platea composta da coltivatori diretti e dai loro coadiuvanti familiari, nonché gli Imprenditori agricoli professionali (Iap) impegnati nel settore.

Da oggi 1 aprile si potrà presentare domanda accedendo direttamente dal sito Inps alla voce “Indennità 600”. Coldiretti Vicenza ricorda che hanno diritto a chiedere l’indennità tutti i coltivatori diretti e gli Imprenditori agricoli professionali iscritti all’Inps, sia titolari che coadiuvanti, purché non titolari di pensione diretta o di reddito di cittadinanza e non iscritti ad altra gestione Inps (ammessa solo gestione separata).

Sono operativi gli uffici Coldiretti – Epaca per l’assistenza e l’avvio delle procedure automatizzate. L’accesso alle procedure può avvenire tramite pin personale Inps, che sarà immediatamente utilizzabile. Ricordiamo che il Patronato Epaca è a disposizione degli associati e di chiunque necessiti di informazioni ed aiuto per richiedere il contributo.

In questo momento di emergenza sanitaria causata dalla diffusione del Covid-19, Coldiretti Vicenza, attraverso Epaca, vuole esser vicino agli associati ed a tutti i cittadini e rendersi strumento utile e concreto per far arrivare i sostegni economici introdotti dall’attuale normativa a favore di aziende e persone in difficoltà, senza che nessuno si debba spostare da casa garantendo così la massima sicurezza.

Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito: www.coldirettivicenza.it.

 

PUGLIA, CORONAVIRUS:, +90% SPESA DOMICILIO; IN PUGLIA 45.000 DA AGRICOLTORI

Nell’ultimo mese è praticamente raddoppiata la spesa a domicilio con un aumento record del 90% delle consegne nelle case soprattutto di chi come gli anziani ha maggiore difficoltà ad affrontare le lunghe file dei supermercati. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti relativa alle ultime cinque settimane di grande emergenza Coronavirus sulla base dei dati Iri. L’aumento esponenziale della domanda – sottolinea la Coldiretti – ha mandato in tilt il sistema di consegne della grande distribuzione con un allungamento dei tempi e difficoltà per i cittadini con maggiori problemi ad uscire da casa. In poco più di un mese sono state 45.000 le consegne a domicilio effettuate direttamente dalla rete delle aziende agricole di Campagna Amica in tutta la Puglia che hanno garantito alle famiglie prodotti locali, a chilometri zero, nel rispetto della stagionalità che non devono percorrere grandi distanze prima di giungere a tavola e sono quindi più freschi.  Una esigenza che è stata colta dalle aziende agricole che – precisa la Coldiretti – hanno avviato appositamente la fornitura dei prodotti agricoli direttamente alle famiglie, senza intermediazioni. L’obiettivo della Coldiretti è garantire, soprattutto alle fasce più deboli della popolazione, a partire dagli anziani e dai malati, la spesa alimentare direttamente dai contadini con prodotti freschi e di qualità nell’ambito della campagna #MangiaItaliano a difesa del Made in Italy, del territorio, dell’economia e del lavoro.

E proprio per aiutare a combattere la nuova crisi alimentare con oltre 176mila poveri che hanno bisogno di cibo a Pasqua, gli agricoltori di Campagna Amica hanno avviato l’iniziativa “Spesa sospesa del contadino a domicilio” che mutua l’usanza campana del “caffè sospeso”, quando al bar si lascia pagato un caffè per il cliente che verrà dopo e che non ha i mezzi per saldare il conto. In questo caso i cittadini che ricevono la spesa a casa attraverso i mercati e le fattorie di Campagna Amica possono decidere di donare un pacco alimentare alle famiglie più bisognose che potranno portare in tavola frutta, verdura, farina, formaggi, salumi o altri generi alimentare Made in Italy, di qualità e a km zero che gli agricoltori di Campagna Amica, in accordo con i Comuni, consegnano gratuitamente entro Pasqua.

L’approvvigionamento alimentare – sottolinea la Coldiretti – è assicurato in Puglia grazie al lavoro di oltre 100mila aziende agricole e stalle, più di 5mila imprese di lavorazione alimentare e una capillare rete di distribuzione tra negozi, supermercati, discount e mercati contadini di Campagna Amica, nonostante le preoccupazioni per la sicurezza, i vincoli, le difficoltà economiche e gli ostacoli oggettivi all’operatività, dalla ridotta disponibilità di manodopera ai blocchi alle frontiere per i trasporti con l’88% delle merci che in Italia viaggia su gomma.

Un impegno quotidiano senza sosta che deve fare i conti con la chiusura di bar e ristoranti ma anche con un balzo degli acquisti delle famiglie in una situazione in cui con l’emergenza Coronavirus quasi 4 italiani su 10 (38%) hanno fatto scorte di prodotti alimentari e bevande per il timore ingiustificato di non trovali più disponibili sugli scaffali di negozi, supermercati e discount, secondo l’indagine Coldiretti/Ixe’.

Nei mercati al coperto di Campagna Amica a Brindisi e a Foggia sono state adottate tutte le precauzioni per garantire la sicurezza con la disponibilità di disinfettanti, l’invito a non toccare la merce e ingressi contingentati per evitare affollamenti ma anche iniziative per l’ordinazione e il ritiro della spesa al Mercato di Campagna Amica di Via della Repubblica 80 a Foggia e la consegna a domicilio della spesa da parte delle aziende agricole del Mercato di Campagna Amica di Via Appia 226 a Brindisi e dei mercati contadini di Piazza del Ferrarese a Bari e di Lecce di Piazza Bottazzi e Piazza Lodovico Ariosto, oltre agli agriturismi di Terranostra che consegnano pizze e piatti pronti a domicilio.

La scelta – sottolinea la Coldiretti – è stata quella di privilegiare alimenti semplici alla base della dieta mediterranea con una grande attenzione però alla conservabilità che ha favorito gli acquisti di prodotti in scatola. Se la farina con un balzo dell’80% rispetto alla media del periodo è stata il prodotto piu’ acquistato sul podio salgono anche – precisa la Coldiretti – carne in scatola con un aumento del 60% e i legumi in scatola con un balzo del 55%. A finire nel carrello della spesa degli italiani sono stati soprattutto nell’ordine – continua la Coldiretti – la pasta con un +51% e il riso con un +39% ma si registra una crescita del 39% anche per le conserve di pomodoro mentre le vendite dello zucchero salgono del 28%, quelle dell’olio da olive del +22, il pesce surgelato del 21% e il latte Uht del 20%, nel periodo dal 24 febbraio all’8 marzo, sulla base delle vendite del mondo Coop.

 

SICILIA, CORONAVIRUS: NELL’ISOLA BONUS INPS PER OLTRE 26.500 AGRICOLTORI 

In Sicilia sono  26.535  gli agricoltori e i coadiuvanti familiari che possono beneficiare dell’indennità dei 600 euro per il mese di marzo prevista dal decreto legge n. 18 del 17 marzo 2020 (Cura Italia). Lo afferma Coldiretti Sicilia sulla base dell’analisi nazionale  in riferimento al via libera alla presentazione online delle domande all’INPS per gli aiuti per la crisi provocata dal coronavirus. A livello nazionale – sottolinea la Coldiretti –  è  una platea composta per la stragrande maggioranza da 412mila coltivatori diretti e 200mila coadiuvanti familiari ma sono compresi anche coloni, mezzadri e Imprenditori agricoli professionali (IAP) impegnati nel settore.

Nonostante la crisi, sottolinea Coldiretti Sicilia le aziende agricole hanno continuato a produrre cibo per le forniture alla popolazioni nonostante la riduzione delle attività a causa dell’emergenza Coronavirus. 

I beneficiari dell’ indennità INPS

         
 

Coltivatori diretti

Coloni e mezzadri

Imprenditori agricoli professionali

TOTALE

Piemonte

48.011

 

1.103

49.116

Valle d’Aosta

1.529

.

11

1.540

Liguria

8.557

.

192

8.749

Lombardia

40.168

12

3.239

43.419

Trentino-Alto-Adige

27.402

10

153

27.565

Veneto

45.088

6

2.410

47.504

Friuli-Venezia Giulia

8.272

 

433

8.706

Emilia-Romagna

42.050

28

1.789

43.867

Toscana

24.936

24

3.249

28.209

Umbria

6.936

6

968

7.910

Marche

13.370

22

1.692

15.084

Lazio

22.354

22

2.512

24.888

Abruzzo

12.450

19

449

12.918

Molise

5.653

 

274

5.929

Campania

27.303

23

3.171

30.497

Puglia

22.516

 

5.864

28.381

Basilicata

6.655

4

1.683

8.342

Calabria

4.781

8

4.441

9.230

Sicilia

20.349

30

6.156

26.535

Sardegna

23.122

45

894

24.061

TOTALE

411.502

265

40.683

452.450

 

Fonte: Elaborazioni Coldiretti su dati INPS

 

 

VENETO, CORONAVIRUS: CONTRO CIMICE VIA A LOTTA BIOLOGICA CON VESPA SAMURAI

Contro la cimice, via alla lotta biologica con la vespa samurai. L’ok arriva dalla Conferenza Stato Regioni – spiega Coldiretti Veneto – che ha approvato il provvedimento per l’introduzione dell’insetto contrastante. La cimice asiatica non ha risparmiato nulla – commenta Coldiretti che l’anno scorso ha calcolato danni sul territorio regionale che superano 150 milioni di euro. Circa 20mila ettari di pere, mele, pesche, nettarine, noci e kiwi sono stati interessati dalla voracità della cimice asiatica, particolarmente pericolosa – sottolinea la Coldiretti Veneto– per l’agricoltura perché prolifica con il deposito delle uova almeno due volte all`anno con 300-400 esemplari alla volta che con le punture rovinano i frutti rendendoli inutilizzabili e compromettendo seriamente parte del raccolto. Una vera emergenza per sistema produttivo perchè capace di colpire centinaia di specie coltivate e spontanee.

Nei mesi di maggio e giugno l’insetto sarà particolarmente attivo – precisa Coldiretti Veneto – motivo questo per organizzare al più presto un coordinamento con il Servizio fitosanitario nazionale al fine di essere operativi con l’assistenza tecnica e un monitoraggio costante sui risultati”.

La lotta alla cimice asiatica è particolarmente difficile perché è in grado di nutrirsi praticamente con tutto, si muove molto per invadere sempre nuovi territori da saccheggiare ed è resistente anche ai trattamenti fitosanitari. Il via libera alla vespa samurai, un insetto antagonista delle dimensioni di poco piu’ di un millimetro, apre dunque – conclude la Coldiretti – nuove prospettive anche se ci vorrà tempo prima di avere risultati significativi.

 

 

Superficie regionale coltivata (ha)

PLV totale media ultimo triennio (€)

Stima danno 2019 (€)

N° aziende interessate

         

Pere

                     2.992  

           44.663.080  

           35.730.464  

                     1.169  

Mele

                     6.127  

         118.177.576  

           59.088.788  

                     2.393  

Pesche / Nettarine

                     2.223  

           34.545.420  

           20.727.252  

                         868  

Noce

                     1.175  

           14.276.250  

             7.138.125  

                         459  

Kiwi

                     3.344  

           59.261.030  

           23.704.412  

                     1.306  

Altri frutti

                     3.814  

           58.000.000  

           17.400.000  

                     1.490  

         

Totale

                   19.675  

         328.923.356  

         163.789.041  

                     7.685  

 

 

 

 

 

Elaborazione di Coldiretti su dati Regione Veneto

 

SIENA, EMERGENZA COVID-19: SPESA SOSPESA NEI MERCATI CAMPAGNA AMICA

Spesa sospesa, anche nei mercati di filiera corta di Coldiretti Siena.

Per aiutare a combattere le nuove povertà e affrontare la crescente emergenza alimentare provocata dalla pandemia di Covid-19, direttamente dagli agricoltori di Campagna Amica arriva l’iniziativa della Spesa Sospesa. Una iniziativa di Coldiretti che da oggi è attiva anche a Siena, nel mercato a Km0 di via Paolo Frajese,7.

Ogni martedì e sabato mattina e ogni giovedì pomeriggio, chi andrà a fare la spesa dagli agricoltori di Coldiretti potrà comprare i prodotti per aiutare  chi ha più bisogno. E si tratta, in un momento simile in cui spesso si privilegiano cibi a lunga conservazione e in scatola per i pacchi alimentari, di un dettaglio importante: frutta, verdura, formaggi, pane potranno essere acquistati e lasciati “sospesi”. Prodotti freschi e genuini del nostro territorio.

Il Presidente dell’Associazione Mercato degli Agricoltori Senesi, Stefano Serafini, ha dichiarato: “Abbiamo fatto una scommessa sulla comprovata generosità dei senesi e quindi abbiamo stretto una collaborazione con l’Arciconfraternita della Misericordia.

I consumatori  che si  rivolgono al nostro mercato, avranno la possibilità di acquistare prodotti  da mettere a disposizione di chi ha più bisogno, oppure lasciare un’offerta che servirà all’acquisto di generi alimentari. L’Arciconfraternita della Misericordia di Siena  passa poi  a ritirare i prodotti lasciati in sospeso da chi va a comprare al mercato di Campagna Amica e provvede alla distribuzione dei pacchi per le famiglie che ne hanno necessità. Contiamo  che i senesi – conclude Serafini – dimostrino una volta di più la grandezza del loro cuore”.

ufficiostampa@coldirettisiena.it

 

MOLISE, CORONAVIRUS: LA “SPESA SOSPESA” DIRETTAMENTE A CASA DEI BISOGNOSI

L’Agrimercato di Campagna Amica di Piazza Cuoco a Campobasso ha attivato, come gli altri mercati di Campagna Amica presenti in tutta Italia, la “spesa sospesa”. Sul modello dell’usanza campana del “caffè sospeso”, quando al bar si lascia pagato un caffè per il cliente che non può permetterselo, con questa iniziativa i consumatori che si recano all’Agrimercato o ricevono la spesa a casa attraverso le aziende dello stesso, potranno donare dei beni alimentari alle famiglie più bisognose.

Queste riceveranno i prodotti direttamente a casa propria, grazie ad una sinergia fra Campagna Amica Coldiretti Molise  e la Croce Rossa – Comitato di Campobasso, i cui volontari provvederanno alla distribuzione della spesa donata ai bisognosi.

I consumatori avranno così la possibilità di donare i prodotti genuini e a km zero delle nostre aziende molisane, sortendo il duplice effetto di aiutare i cittadini indigenti e nel contempo sostenere le aziende locali che stanno vivendo un difficile momento dovuto alla crisi generata dalle misure restrittive anti Covid 19. 

Per chi invece volesse fare una donazione in denaro la Fondazione Campagna Amica ha attivato un apposito Iban IT43V0200805364000030087695. Nella causale del versamento dovrà essere scritto: “Spesa Sospesa” oltre a nome, cognome e indirizzo completo di Comune di residenza del donatore, in tal modo la spesa verrà donata ai bisognosi della provincia di residenza.

 

ALESSANDRIA,  VIA LIBERA PRESENTAZIONE ON LINE DELLE DOMANDE ALL’INPS PER AIUTI

Al via da oggi, 1° aprile, le domande all’INPS  per il Bonus di 600 euro per gli operai del settore agricolo: oltre 650mila tra agricoltori e coadiuvanti familiari. 

L’indennità spetta agli operai agricoli a tempo determinato purché abbiano svolto nell’anno 2019 almeno 50 giornate di effettivo lavoro agricolo.

Non possono farne domanda gli operai agricoli a tempo determinato che siano titolari di pensione, né tantomeno quei soggetti che beneficiano del reddito di cittadinanza.

Le indennità sono previste per il mese di marzo 2020 ed hanno un importo di 600 euro, non soggette ad imposizione fiscale.

Coldiretti Alessandria e Patronato Epaca sono pronti ad offrire assistenza nel richiedere le agevolazioni previste dal DL n.18 del 17 marzo 2020 Cura Italia. Si tratta di una platea composta per la stragrande maggioranza da 412mila coltivatori diretti e 200mila coadiuvanti familiari ma sono compresi anche coloni, mezzadri e Imprenditori agricoli professionali (IAP) impegnati nel settore. “Voi restate a casa ci pensiamo noi ad inviare la vostra domanda. Contattateci e continuate a seguirci sul nostro sito e sui canali social per essere aggiornati e informati.– hanno affermato il Presidente e il Direttore Coldiretti Alessandria Mauro Bianco e Roberto Rampazzo – Anche a distanza continuiamo a lavorare e a garantire i nostri servizi ma in queste settimane è fondamentale il senso di responsabilità di ognuno a tutela e salvaguardia della salute di tutti, Coldiretti Alessandria invita tutti gli imprenditori associati a ridurre per quanto possibile gli spostamenti e a rimandare ogni attività prorogabile, ossia non strettamente necessaria ad assicurare continuità all’attività agricola e a garantire rifornimenti alimentari alle famiglie. La campagna non può fermarsi neppure in tempo di emergenza e gli imprenditori agricoli restano in campo e in stalla per portare avanti i lavori, ma è essenziale il contributo che ciascuno può dare per un più rapido ritorno alla normalità, limitando spostamenti e attività oggi rinviabili”.

L’agricoltura italiana nonostante le difficoltà ha continuato a produrre per garantire le forniture alimentari alla popolazione: circa sei aziende agricole su dieci, il 62%, hanno registrato una riduzione delle attività per l’emergenza coronavirus, secondo l’ultima indagine Coldiretti/Ixe’.

Tutti gli aggiornamenti sul sito https://alessandria.coldiretti.it e sulle pagine social di Facebook, Instagram e Twitter di Coldiretti Alessandria.

 

PIACENZA, CORONAVIRUS: ARRIVA VESPA SAMURAI SALVA RACCOLTI

Per salvare i raccolti italiani e garantire le forniture alimentari arriva il via libera alla diffusione della vespa samurai, nemica naturale della cimice asiatica, l’insetto killer che ha provocato lo scorso anno la strage nei campi con 740 milioni di danni a pere, mele, pesche e nettarine, kiwi, ciliegi e piccoli frutti, albicocche, susine, nocciole, olive, soia, mais e ortaggi. Lo rende noto la Coldiretti nel sottolineare che è stato approvato dalla Conferenza Stato Regioni il provvedimento per l’inizio sperimentale della “lotta biologica” in piena emergenza coronavirus.

La “cimice marmorata asiatica” arriva dalla Cina ed è particolarmente pericolosa – sottolinea la Coldiretti – per l’agricoltura perché prolifica con il deposito delle uova almeno due volte all`anno con 300-400 esemplari alla volta che con le punture rovinano i frutti rendendoli inutilizzabili e compromettendo seriamente parte del raccolto. Una vera emergenza per il nostro sistema produttivo perché capace di colpire centinaia di specie coltivate e spontanee e la sua diffusione interessa tutto il territorio nazionale, con danni che hanno colpite ben 48mila aziende agricole. La lotta alla cimice asiatica è particolarmente difficile perché è in grado di nutrirsi praticamente con tutto, si muove molto per invadere sempre nuovi territori da saccheggiare ed è resistente anche ai trattamenti fitosanitari. Il via libera alla vespa samurai, un insetto antagonista delle dimensioni di poco più di un millimetro, apre dunque – conclude la Coldiretti – nuove prospettive anche se ci vorrà tempo prima di avere risultati significativi.

 

ALESSANDRIA, SOLIDARIETÀ PER BISOGNOSI GRAZIE ALLE AZIENDE CAMPAGNA AMICA

Per aiutare a combattere le nuove povertà e affrontare la crescente emergenza alimentare arrivano azioni di solidarietà promosse da Coldiretti Alessandria in collaborazione con le aziende di Campagna Amica.

“Ci occuperemo in particolare della Mensa San Francesco dei Frati Cappuccini di via Gramsci ad Alessandria. Ogni giorni i produttori Coldiretti di Campagna Amica si alterneranno portando alimenti freschi e di stagione per permettere la realizzazione piatti pronti, una sorta di schiscetta, da donare ai bisognosi, ovviamente seguendo le restrizioni e le regole dettate dall’emergenza. – ha affermato il Presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco -. Un segnale positivo e un’azione di grande responsabilità per permettere agli indigenti di poter mangiare prodotti della nostra agricoltura d’eccellenza, genuini e del territorio proprio sulla scia del #MangiaItaliano”.

Una decisione arrivata a seguito dell’allarme nazionale che registra un aumento di mezzo milione il numero di poveri che hanno bisogno di aiuto per mangiare in questo periodo in cui è più facile che vengano a mancare le opportunità di lavoro, anche occasionale. Un gesto dettato dalla necessità di andare  incontro alle esigenze sempre più impellenti delle diverse realtà, per sostenere in modo concreto anche in tempo di Coronavirus chi si occupa tutti i giorni di coloro che cercano conforto.

“Purtroppo gli indigenti, quelli che non hanno neanche da mangiare, sono in costante aumento e in questo momento di terribile difficoltà il “pacco cibo” è un aiuto indispensabile all’economia di tante famiglie – ha continuato il Direttore Coldiretti Alessandria Roberto Rampazzo -. Da sempre, quando la solidarietà chiama Coldiretti risponde, in prima linea, per portare il proprio sostegno ovunque serva e per continuare a far crescere il territorio. Una forma di solidarietà che abbiamo scelto anche nella consegna della spesa e dei pasti a domicilio, effettuata senza costi aggiuntivi”. Negli ultimi tempi, prima dell’emergenza sanitaria, la fila di persone davanti alla mensa di via Gramsci 10 si era fatta ancora più consistente, un numero sempre in crescita di persone che aspettavano l’apertura della porticina dalla quale nessuno veniva respinto. Un aiuto che oggi continua con forme e modalità diverse, un punto di riferimento importante, “per questo motivo abbiamo scelto assieme ai produttori di Campagna Amica di aiutare la mensa dei frati francescani coordinata da Padre Roberto, il responsabile del “Ristoro francescano”, gestito interamente da volontari, aperto 365 giorni l’anno”, hanno aggiunto Bianco e Rampazzo.

La “nuova” povertà, infatti, colpisce un numero sempre maggiore di persone e i Frati Francescani Cappuccini lo sanno bene poiché ogni giorno “allargano la tovaglia” della fratellanza per 60/70 persone, italiani e stranieri, uomini e donne, giovani e anziani che si trovano nell’impossibilità di provvedere autonomamente ad uno dei bisogni fondamentali dell’esistenza.

Difficile fare un “identikit” dei fruitori della mensa: hanno molte nazionalità, diverse età, differenti storie alle spalle. In comune hanno “solo” la povertà.

“Essere solidali con loro significa essere a fianco di chi si occupa del prossimo, dare conforto a chi ne ha bisogno, cercare di ovviare alle carenze delle istituzioni. Significa anche arricchimento personale per chi lo fa”, hanno concluso Bianco e Rampazzo.

Aggiornamenti sul sito https://alessandria.coldiretti.it e sulle pagine social di Facebook, Instagram e Twitter di Coldiretti Alessandria

 

ROVIGO, ARRIVA, DAVVERO, LA VESPA SAMURAI

Per salvare i raccolti italiani e garantire le forniture alimentari arriva il via libera alla diffusione della vespa samurai, nemica naturale della cimice asiatica, l’insetto killer che ha provocato lo scorso anno la strage nei campi con 740 milioni di danni a pere, mele, pesche e nettarine, kiwi, ciliegi e piccoli frutti, albicocche, susine, nocciole, olive, soia, mais e ortaggi. Lo rende noto la Coldiretti nel sottolineare che è stato approvato dalla Conferenza Stato Regioni il provvedimento per l’inizio sperimentale della “lotta biologica” in piena emergenza Coronavirus.

Le aziende colpite in Italia da questo insetto, di origine cinese, sono circa 48mila e la sua diffusione ha interessato tutta la penisola. La lotta alla cimice asiatica è particolarmente difficile perché è in grado di nutrirsi praticamente con tutto, si muove molto per invadere sempre nuovi territori da saccheggiare ed è resistente anche ai trattamenti fitosanitari. Inoltre, prolifica con il deposito delle uova almeno due volte all`anno con 300-400 esemplari alla volta Il via libera alla vespa samurai, un insetto antagonista delle dimensioni di poco più di un millimetro, apre dunque nuove prospettive anche se ci vorrà tempo prima di avere risultati significativi.

Ora è stato approvato, in via definitiva, il decreto attuativo del provvedimento del presidente della Repubblica numero 102/2019. Il decreto stabilisce la procedura che prevede una serie di passaggi tecnici; le regioni e le province autonome interessate dovranno acquisire lo studio che il Crea ha già predisposto e che contiene i criteri di riproduzione e poi presentare formalmente richiesta al ministero dell’Ambiente. La documentazione pare che sia già tutta pronta. “Non c’è più tempo da aspettare – commenta il presidente Carlo Salvan – abbiamo alle spalle un anno particolarmente difficile per molti soci, abbiamo assistito anche  ad espianti di frutteti per limitare i danni, con una perdita per tutto il territorio in termini economici, dalla manodopera alla gestione del prodotto. In questo 2020 le aziende hanno avute anche altre difficoltà, come le gelate della settimana scorsa che hanno impattato pesantemente sulle produzioni, soprattutto quelle frutticole. Il settore ha bisogno di risposte immediate”. “Non vogliamo e non dobbiamo perdere le nostre produzioni di riferimento – conclude Salvan -, che erano un vanto per i traguardi raggiunti in termini di qualità e di sostenibilità ambientale, tutto compromesso da questo insetto odioso. Speriamo che questa vespa dia respiro a quelle aziende che hanno avuto pesanti problemi di reddito. Non c’è proprio più tempo da perdere per difendere il nostro patrimonio agricolo e cercare di mettere in moto la nuova stagione agricola che sia più regolare di quella del 2019”.

 

PIEMONTE, CIMICE ASIATICA: DIFFUSIONE VESPA SAMURAI PER SALVARE I RACCOLTI

 

Per salvare i raccolti italiani e garantire le forniture alimentari arriva il via libera alla diffusione della vespa samurai, nemica naturale della cimice asiatica, l’insetto killer che ha provocato lo scorso anno la strage nei campi con 740 milioni di danni a pere, mele, pesche e nettarine, kiwi, ciliegi e piccoli frutti, albicocche, susine, nocciole, soia, mais e ortaggi. Lo rende noto la Coldiretti nel sottolineare che è stato approvato dalla Conferenza Stato Regioni il provvedimento per l’inizio sperimentale della “lotta biologica” in piena emergenza coronavirus.

La cimice asiatica, che rovina tutto quello che trova nelle zone dove si riproduce, ha colpito soprattutto, pere, mele, pesche e nettarine, kiwi, ciliegio e piccoli frutti, albicocche, susine, nocciole, soia, mais e ortaggi. I danni in Piemonte ammontano a 180 milioni di euro per un totale di 13500 imprese coinvolte.

“Ora anche il Piemonte è compreso tra le regioni in cui sono previste le misure di emergenza a sostegno delle imprese agricole che hanno subito danni alle colture a causa della cimice asiatica – spiegano Roberto Moncalvo Presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale -. Coldiretti Piemonte già dal 2013 è attenta alla problematica sul territorio attuando uno dei più grandi monitoraggi e stima dei danni, dal 2017 con la Fondazione CRC di Cuneo è stato possibile incrementare l’attività di ricerca ed, in ultimo, lo scorso anno, insieme al Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università degli Studi di Torino – ricordano Moncalvo e Rivarossa –, è stato istituito un osservatorio per allargare e approfondire le metodologie di lotta alla cimice asiatica. L’insetto, infatti, ha trovato in Piemonte un ambiente favorevole alla sua diffusione ed, in questi ultimi anni, si sono registrati danni ingenti su molte colture, dal nocciolo alla frutta. Il via libera alla vespa samurai, un insetto antagonista delle dimensioni di poco più di un millimetro, apre nuove prospettive anche se ci vorrà tempo prima di avere risultati significativi”.

 

LIGURIA, “LA SPESA SOSPESA DEL CONTADINO” A SUPPORTO DI FAMIGLIE IN DIFFICOLTA’

 

Per aiutare a combattere le nuove povertà e affrontare la crescente emergenza alimentare, arriva l’iniziativa la “Spesa sospesa del contadino” dagli agricoltori di Campagna Amica Liguria: i ricavati ottenuti grazie al sostegno della cittadinanza saranno utilizzati per l’acquisto di pacchi alimentari da destinare alle oltre 500 persone bisognose della Comunità genovese di Sant’Egidio.

La prima consegna di pacchi alimentari avverrà mercoledì prossimo presso la sede della comunità.

Lo annuncia Coldiretti Liguria, nel sottolineare che i cittadini, i quali ricevono la spesa a casa tramite “spesa Amica” o che fanno i propri acquisti presso i punti aziendali di Campagna Amica rimasti aperti su tutto il territorio regionale o anche direttamente in azienda, potranno decidere di dare il proprio contributo per donare un pacco alimentare alle famiglie più bisognose, sul modello dell’usanza campana del “caffè sospeso”, quando al bar si lascia pagato un caffè per il cliente che verrà dopo. In questo caso si tratta però di verdura, carne biologica, pesto alla genovese e altri generi alimentari Made in Liguria, di qualità e a km zero che gli agricoltori di Campagna Amica Liguria andranno successivamente a consegnare alla comunità di Sant’Egidio, movimento internazionale attivo in più di 70 paesi che aiuta le persone in gravi difficoltà economiche.

“Si tratta di un’azione di grande responsabilità della nostra agricoltura – affermano il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa –   in una situazione in cui le misure restrittive per contenere il contagio e la perdita di opportunità di lavoro, anche occasionale, hanno aggravato la situazione, facendo aumentare il numero di persone che sono costrette a chiedere aiuto per il cibo attraverso la distribuzione di pacchi alimentari o nelle mense, persone che in Liguria hanno raggiunto il preoccupante numero di 66.580. A differenza di quanto si possa pensare il problema alimentare non riguarda solo il terzo mondo ma anche un Paese industrializzato come il nostro, dove le differenze sociali generano sacche di povertà ed emarginazione che si acuiscono in momenti di crisi come quello che stiamo vivendo. Le persone in difficoltà sono lo specchio di come va un Paese e non soltanto, in generale, bisognerebbe arrivare ad un azzeramento della fame, ma assicurare per tutti una dieta sana, equilibrata e sostenibile per l’ambiente, attenta alla salute dei consumatori, rispettosa della biodiversità presenti, riducendo inoltre drasticamente lo spreco alimentare”.

 

AREZZO, SOLIDARIETA’ INSIEME ALLA CARITAS DIOCESANA, AL VIA LA SPESA SOSPESA

Si è svolta questa mattina durante il mercato di Campagna Amica di Piazza Giotto, la consegna da parte delle aziende di derrate alimentari alla Caritas Diocesana alla presenza del direttore di Coldiretti Arezzo Raffaello Betti e del co-direttore della Caritas Don Alessandro Nelli.

“Negli ultimi anni è sempre stato forte il legame con la Caritas Diocesana che si rinnova anche in questi giorni di grande emergenza – ha spiegato Lidia Castellucci presidente di Coldiretti Arezzo – pensando anche ai più bisognosi che si trovano a fare i conti con un momento difficilissimo. Ecco perché i nostri produttori di Campagna Amica hanno voluto donare derrate alimentari a sostegno di chi maggiormente soffre, la solidarietà è alla base dei principi fondanti delle nostra Associazione e cerchiamo di portare un po’ di ossigeno a chi ne ha più bisogno”.

Nelle ultime settimana la spesa a domicilio è diventata la normalità, con un aumento record delle consegne nelle case soprattutto di chi come gli anziani ha maggiore difficoltà ad affrontare le lunghe file dei supermercati.

“Le nostre aziende hanno colto questa esigenza ed avviato appositamente la fornitura dei prodotti agricoli direttamente alle famiglie, senza intermediazioni – spiega Castellucci – il nostro obiettivo è garantire, soprattutto alle fasce più deboli della popolazione, a partire dagli anziani e dai malati, la spesa alimentare direttamente dai contadini con prodotti freschi e di qualità nell’ambito della campagna #MangiaItaliano a difesa del Made in Italy, del territorio, dell’economia e del lavoro. Si tratta prodotti locali, a chilometri zero, nel rispetto della stagionalità che non devono percorrere grandi distanze prima di giungere a tavola e sono quindi più freschi. Ma l’acquisto diretto dal produttore – continua il presidente – è anche un aiuto all’economia, all’occupazione e al territorio in un momento di grande difficoltà. E proprio per aiutare a combattere la nuova crisi alimentare, gli agricoltori di Campagna Amica hanno avviato con il mercato di questa mattina l’iniziativa Spesa sospesa del contadino a domicilio”.

Si tratta dell’usanza campana del “caffè sospeso”, quando al bar si lascia pagato un caffè per il cliente che verrà dopo e che non ha i mezzi per saldare il conto. In questo caso i cittadini che fanno la spesa o la ricevono a casa attraverso i mercati e le fattorie di Campagna Amica, possono decidere di donare prodotti alimentari alle famiglie più bisognose che potranno portare in tavola frutta, verdura, farina, formaggi, salumi o altri generi alimentare Made in Italy, di qualità e a km zero che gli agricoltori di Campagna Amica, consegnano gratuitamente entro Pasqua. “A nome della Caritas Diocesana ringrazio la presidente della vostra organizzazione, Lidia Castellucci, per aver pensato a destinare parte dei prodotti ortofrutticoli delle aziende Campagna Amica affiliate a Coldiretti a sostegno della popolazione senza dimora che frequenta la mensa di piazza Giotto e le strutture di accoglienza in via Fonte Veneziana ad Arezzo. Caritas nell’emergenza del Coronavirus sta provvedendo ai necessari bisogni delle persone e famiglie che si trovano in difficoltà. Tutto questo grazie al supporto degli operatori e dei volontari presenti anche nelle Caritas locali della diocesi” ha affermato Don Alessandro Nelli, co-direttore della Caritas diocesana di Arezzo-Cortona-Sansepolcro.

 

VENETO, CORONAVIRUS: BONUS INPS PER OLTRE 47 MILA AGRICOLTORI VENETI

 

Sono più di 47 mila gli agricoltori e i coadiuvanti familiari che in Veneto possono beneficiare dell’indennità dei 600 euro per il mese di marzo prevista dal decreto legge n. 18 del 17 marzo 2020 (Cura Italia). E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti  in riferimento al via libera alla presentazione online delle domande all’INPS per gli aiuti per la crisi provocata dal coronavirus. Si tratta – sottolinea la Coldiretti –  di una platea composta per la stragrande maggioranza da 45 mila coltivatori diretti e 2400 coadiuvanti familiari ma sono compresi anche coloni, mezzadri e Imprenditori agricoli professionali (IAP) impegnati nel settore. Coldiretti Veneto ricorda che sono operativi gli uffici Epaca per l’assistenza e l’avvio delle procedure automatizzate.

Per beneficiare dell’indennità, che non concorre a formare reddito,  è  necessario non essere titolari di trattamento pensionistico.

Coldiretti ricorda che nonostante le difficoltà l’agricoltura ha continuato a produrre per garantire le forniture alimentari alla popolazione. Circa sei aziende agricole su dieci (62%) hanno registrato una riduzione delle attività per l’emergenza coronavirus, secondo l’ultima indagine Coldiretti/Ixe’.

 

VERCELLI–BIELLA, “BENE LA PROROGA SULL’ETICHETTATURA D’ORIGINE”

I Ministri delle Politiche agricole alimentari e forestali, Teresa Bellanova, e dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, hanno firmato ieri il decreto ministeriale che prolunga i provvedimenti nazionali che prevedono l’indicazione di origine nelle etichette per  riso, grano per la pasta e pomodoro nei prodotti trasformati in vigore oltre il 1° aprile, data di entrata in applicazione del regolamento europeo 775 del 2018.

“Il provvedimento è di particolare interesse per le nostre province perché prevede che sull’etichetta del riso continuino a essere indicati il paese di coltivazione, il paese di lavorazione e quello di confezionamento. Se le tre fasi avvengono nello stesso Paese è possibile utilizzare la dicitura ‘Origine del riso: Italia’”, spiega Paolo Dellarole, presidente di Coldiretti Vercelli – Biella con delega al settore risicolo. “Un risultato fortemente sostenuto da Coldiretti che ha promosso la campagna #MangiaItaliano e che ha dato vita, oltretutto, insieme a Filiera Italia ad una alleanza salva spesa Made in Italy. Un segnale inviato anche grazie alla mobilitazione per cui Coldiretti, insieme a Campagna Amica, è stata promotrice dell’iniziativa dei cittadini europei che ha raccolto oltre 1,1 milioni di firme in 7 Stati membri e che chiede di estendere l’obbligo di indicazione della materia prima in tutti gli alimenti, promossa con il sostegno di numerose organizzazioni e sindacati di rappresentanza europee. Nella nostra regione abbiamo raccolto oltre 100 mila firme per salvaguardare le produzioni Made in Piemonte facendo un vero e proprio fronte comune per la trasparenza che non può essere più ignorato da una Ue che ha avuto sinora un atteggiamento incerto e contradditorio, obbligando a indicare l’origine in etichetta per le uova ma non per gli ovoprodotti, per la carne fresca ma non per i salumi, per la frutta fresca ma non per i succhi e le marmellate, per il miele ma non per lo zucchero”. Continua Dellarole: “Si tratta di una misura fondamentale per sostenere il Made in Piemonte, soprattutto, per quanto riguarda il riso e i prodotti lattiero caseari, ancor più in un momento difficile come questo che stiamo vivendo in cui dobbiamo portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti”.

 

CAMPANIA, CORONAVIRUS: A PASQUA +45% UOVA VERE BATTONO CIOCCOLATO

Con un aumento record del 45% degli acquisti, le uova vere sono le star del carrello e battono nettamente per Pasqua quelle di cioccolato che fanno registrare un crollo del 30-40% negli ordini secondo l’Unione Italiana Food. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Iri relativi all’ultima settimana rilevata dell’emergenza Coronavirus.

Un boom determinato da un deciso ritorno in cucina degli italiani costretti a rimanere a casa dalle norme anti contagio che saranno prorogate fino al 13 Aprile, il giorno di Pasquetta. Con l’esigenza di passare il tempo fra le mura domestiche si è tornati a preparare dolci, pane e pasta fatta in casa, dove le uova sono spesso un ingrediente fondamentale, secondo una tradizione che appassiona oggi quasi una famiglia su tre (32%) secondo l’indagine Coldiretti Ixè.

Una tendenza che si accentua con l’avvicinarsi della settimana Santa durante la quale saranno ben oltre 400 milioni le uova “ruspanti” consumate secondo tradizione sode per la colazione, dipinte a mano per abbellire le case e le tavole apparecchiate o utilizzate in ricette tradizionali o in prodotti artigianali e industriali.

Una tradizione, quella delle uova “naturali”, che – sottolinea la Coldiretti – resiste nel tempo con piatti come “vovi e sparasi” in Veneto, torta pasqualina in Liguria, la pastiera e il casatiello in Campania e la scarcedda in Basilicata continuano a rimanere presenti sulle tavole della Pasqua.

L’usanza di considerare l’uovo come simbolo di rinascita e buon augurio si fa risalire in Occidente al 1176, quando re Luigi VII rientrò a Parigi dopo la II crociata e per festeggiarlo – ricorda la Coldiretti – il capo dell’Abbazia di St. Germain des Près gli donò metà dei prodotti delle sue terre, incluse un gran numero di uova che furono poi dipinte e distribuite al popolo. Una usanza tramandata dai persiani che, già cinquemila anni fa, festeggiavano l’arrivo della primavera con lo scambio delle uova “portabene” contro pestilenze e carestie secondo un rito che resiste ancora ai giorni nostri.

 

VARESE, CON IL “CURA ITALIA” ANCHE I PARENTI NEI CAMPI A DARE UNA MANO

“Per garantire la disponibilità di alimenti e sopperire alla mancanza di manodopera potranno collaborare nei campi anche i parenti lontani fino al sesto grado, in una situazione in cui molti sono senza lavoro, reddito e con difficoltà anche per la spesa”. Lo rende noto la Coldiretti prealpina attraverso il presidente Fernando Fiori, con riferimento al decreto Cura Italia. Esso prevede infatti, in ordine all’emergenza Coronavirus, che le attività prestate dai parenti e affini fino al sesto grado non costituiscono rapporto di lavoro ne subordinato ne autonomo, a condizione che la prestazione sia resa a titolo gratuito.

Potranno dunque collaborare alla raccolta dei prodotti agricoli anticipata dal caldo inverno – sottolinea Coldiretti Varese – anche nonni, genitori, figli, nipoti, suoceri, generi, nuore, fratelli, zii, cugini, figli di cugini, cugini dei genitori e figli dei cugini dei genitori, fratello/sorella del coniuge, zio del marito rispetto alla moglie e viceversa, cugino/a del marito rispetto alla moglie e viceversa.

“Un provvedimento utile a fronteggiare l’emergenza e ad aiutare l’agricoltura prealpina nel suo compito primario di garantire il cibo” continua il presidente Fiori. “Si tratta di una prassi molto diffusa in agricoltura nel passato quando anche lontani parenti tornavano a dare una mano nelle fattorie e cascine di famiglia in occasione delle campagne di raccolta più importanti, dalla vendemmia alla raccolta delle olive, per collaborare attivamente e ricevere magari in cambio frutta, verdura o vino”.

Una partecipazione che negli ultimi anni era praticamente scomparsa anche per i vincoli burocratici ed amministrativi e che ora è stata resa urgente dalla stretta degli ingressi alle frontiere che ha fermato l’arrivo nelle campagne italiane di lavoratori dall’estero.

“Come più’ volte invocato, ora è necessaria però subito una radicale semplificazione del voucher “agricolo” che possa consentire da parte di cassaintegrati, studenti e pensionati italiani lo svolgimento dei lavori nelle campagne in un momento in cui scuole, università attività economiche ed aziende sono chiuse e molti lavoratori in cassa integrazione potrebbero trovare una occasione di integrazione del reddito proprio nelle attività di raccolta nelle campagne” continua il presidente. “Il momento attuale rende necessaria una radicale semplificazione per favorire la diffusione di uno strumento con importanti effetti sull’economia e il lavoro e che si era dimostrato valido nel favorire l’occupazione e l’emersione del sommerso”.

A livello nazionale il Cura Italia prevede nello specifico – spiega la Coldiretti – l’estensione dal quarto al sesto grado del rapporto di parentela/affinità per l’utilizzo in modo meramente occasionale o ricorrente di breve periodo di parenti ed affini (Art. 105 D.L. 18/2020) disciplinato originariamente dall’articolo 74 della legge Biagi. Un intervento positivo per le attività agricole, e relative attività connesse, che consente di avvalersi di una platea più ampia di soggetti in una situazione in cui con l‘emergenza Coronavirus è diventato più difficile il reperimento della manodopera per le necessità produttive.

 

BRESCIA, STOP SPECULAZIONI SUL LATTE: VOLTINI: “RISPETTARE GLI ACCORDI PRESI”

 

“Nell’ultimo incontro del tavolo latte tutti i soggetti si sono impegnati a garantire uno sforzo comune per superare questo momento difficile. Ci aspettiamo quindi che gli impegni presi vengano mantenuti, rispettando i contratti e condannando ogni singola iniziativa speculativa”. Così Paolo Voltini, Presidente di Coldiretti Lombardia, fa seguito alle parole dell’assessore regionale all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi Fabio Rolfi che chiede anche per il mese di marzo il rispetto dei contratti pattuiti con gli allevatori per l’acquisto del latte, oltre che l’individuazione di un prezzo di riferimento verso il quale attenersi per garantire redditività a tutta la filiera.

“Il mondo agricolo sta facendo la sua parte – continua il Presidente Paolo Voltini – ci aspettiamo che tutti facciano lo stesso. Non possiamo accettare che l’azione di alcuni metta a rischio la tenuta di un comparto fondamentale per l’agroalimentare lombardo e italiano”. Con più di 5 mila allevamenti – conclude la Coldiretti regionale – e con 500 mila vacche da latte, la Lombardia produce oltre il 40% del latte italiano.

 

CUNEO, CIMICE ASIATICA: VESPA SAMURAI IN ARRIVO, NUOVA SPERANZA ALL’ORIZZONTE

Per salvare i raccolti nelle nostre campagne e garantire le forniture alimentari, arriva il via libera alla diffusione della “vespa samurai”, nemica naturale della cimice asiatica, l’insetto killer responsabile di una vera e propria strage nei campi. Lo rende noto Coldiretti nel commentare positivamente l’approvazione da parte della Conferenza Stato-Regioni del provvedimento che consente l’avvio sperimentale in Italia della lotta biologica in piena emergenza Coronavirus.

Da quando, nel 2013, ha fatto la sua comparsa – ricorda Coldiretti Cuneo – la cimice asiatica ha colonizzato velocemente l’intero territorio provinciale, potendosi nutrire di oltre 300 specie vegetali, dalla frutta in guscio all’uva, dall’ortofrutta ai cereali fino alle piante ornamentali, con perdite tra le aziende agricole, variabili di anno in anno e a seconda delle zone, fino all’80% dei raccolti. Nelle campagne piemontesi i danni ammontano a 180 milioni di euro per un totale di 13.500 imprese coinvolte.

La Conferenza Stato-Regioni ha anche approvato il provvedimento che consente di avviare le procedure di indennizzo agli agricoltori per i danni subìti nel 2019. “Ora anche il Piemonte è compreso tra le Regioni in cui sono previste le misure di emergenza a sostegno delle imprese agricole che hanno subìto danni alle colture a causa della cimice asiatica” spiega Roberto Moncalvo, Delegato Confederale di Coldiretti Cuneo, che sottolinea: “La nostra Organizzazione sin dal 2013 segue questa problematica con attenti monitoraggi. Dal 2017 con la Fondazione CRC è stato possibile incrementare l’attività di ricerca e lo scorso anno, insieme al Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università degli Studi di Torino, è stato istituito un Osservatorio per allargare e approfondire le metodologie di lotta”.

Ora il via libera alla “vespa samurai”, insetto antagonista grande poco più di un millimetro, apre nuove prospettive “anche se – conclude Moncalvo – ci vorrà tempo prima di avere risultati significativi in campo”.

Per maggiori informazioni visitare il sito web https://cuneo.coldiretti.it.

 

VERONA, ARRIVA VESPA SAMURAI SALVA RACCOLTI

Contro la cimice asiatica, c’è il via libera alla diffusione della vespa samurai, nemica naturale della cimice asiatica.  La Conferenza Stato Regioni – evdienzia Coldiretti Verona – ha approvato il provvedimento per l’introduzione dell’insetto contrastante. La cimice asiatica l’anno scorso ha causato danni sul territorio regionale che superano 150 milioni di euro e sul territorio provinciale 105 milioni di euro. Oltre 13mila ettari di pere, mele, pesche, nettarine e kiwi sono stati interessati dalla voracità della cimice asiatica, particolarmente pericolosa per l’agricoltura perché prolifica con il deposito delle uova almeno due volte all`anno con 300-400 esemplari alla volta che con le punture rovinano i frutti rendendoli inutilizzabili e compromettendo seriamente parte del raccolto. Una vera emergenza per sistema produttivo perché capace di colpire centinaia di specie coltivate e spontanee.

“Nei mesi di maggio e giugno l’insetto sarà particolarmente attivo – precisa  Daniele Salvagno, presidente di Coldiretti Veneto e Verona – motivo per cui organizzare al più presto un coordinamento con il Servizio fitosanitario nazionale al fine di essere operativi con l’assistenza tecnica e un monitoraggio costante sui risultati”.

La lotta alla cimice asiatica è particolarmente difficile perché è in grado di nutrirsi praticamente con tutto, si muove molto per invadere sempre nuovi territori da saccheggiare ed è resistente anche ai trattamenti fitosanitari. “Il via libera alla vespa samurai, un insetto antagonista delle dimensioni di poco più di un millimetro, apre dunque – conclude Salvagno – nuove prospettive anche se ci vorrà tempo prima di avere risultati significativi”.

La provincia veneta più colpita è Verona in cui è presente il numero maggiore di imprese nel settore frutticolo (4849) e il maggior numero di ettari coltivati (13.122), specie a pesche e nettarine, mele, kiwi, pere e altri frutti. I danni per singole colture sono oltre 16 milioni di euro per le pere, oltre 43 milioni di euro per le mele, oltre 16 milioni per pesche e nettarine, oltre 18 milioni di euro per kiwi e 10 milioni di euro per altri frutti per un totale di oltre 105 milioni di euro. (Fonte: Regione Veneto e stime Coldiretti Veneto su dati ISTAT e Regione del Veneto).

 

           

Colture

Superficie

PLV media triennio 2016-2020 (euro)

Danno 2019 su triennio 2016-2018

Stima danno veneto 2019 (euro)

Stima danno Verona 2019 (euro)

           

Pere

 2.992  

 44.663.080  

80%

 35.730.464  

16.435.000

Mele

 6.127  

 118.177.576  

50%

 59.088.788  

43.660.000

Pesche /nettarine

 2.223  

 34.545.420  

60%

 20.727.252  

16.996.000

Noce

 1.175  

 14.276.250  

50%

 7.138.125  

 

Kiwi

 3.344  

 59.261.030  

40%

 23.704.412  

18.015.000

Altri frutti

 3.814  

 58.000.000  

30%

 17.400.000  

10.440.000

           

TOTALE     

 19.675  

 328.923.356  

 

 163.789.041  

105.546.000

 

 

 

 

 

 

Fonte: Regione del Veneto 2019

     

 

PADOVA, CONTRO LA CIMICE VIA ALLA LOTTA BIOLOGICA CON LA VESPA SAMURAI

Contro la cimice, via alla lotta biologica con la vespa samurai. L’ok arriva dalla Conferenza Stato Regioni – spiega Coldiretti Veneto – che ha approvato il provvedimento per l’introduzione dell’insetto contrastante. La cimice asiatica non ha risparmiato nulla – commenta Coldiretti che l’anno scorso ha calcolato danni sul territorio regionale che superano 150 milioni di euro. Circa 20mila ettari di pere, mele, pesche, nettarine, noci e kiwi sono stati interessati dalla voracità della cimice asiatica, particolarmente pericolosa – sottolinea la Coldiretti Veneto– per l’agricoltura perché prolifica con il deposito delle uova almeno due volte all`anno con 300-400 esemplari alla volta che con le punture rovinano i frutti rendendoli inutilizzabili e compromettendo seriamente parte del raccolto. Una vera emergenza per sistema produttivo perché capace di colpire centinaia di specie coltivate e spontanee.

Una notizia accolta con favore dagli agricoltori padovani, in allarme per l’arrivo della stagione calda che porterà al risveglio dell’insetto alieno e metterà a rischio la produzione di frutta e ortaggi in tutta la provincia, in particolare nella Bassa Padovana.

“L’anno scorso le perdite hanno raggiunto i 40 milioni di euro nella nostra provincia e coinvolto centinaia di aziende. Per alcuni prodotti come le pere abbiamo registrato perdite superiori all’80 per cento – spiega Massimo Bressan, presidente di Coldiretti Padova – ma è tutta l’ortofrutta ad essere seriamente minacciata. Si tratta di diverse centinaia di ettari, solo in parte protetti con le reti anti insetto. Nei mesi di maggio e giugno la cimice sarà particolarmente attiva, motivo questo per organizzare al più presto un coordinamento con il Servizio fitosanitario nazionale al fine di essere operativi con l’assistenza tecnica e un monitoraggio costante sui risultati”.

In soccorso degli agricoltori arriva il nuovo fondo mutualistico messo a punto da Agrifondo Veneto, con il Condifesa Padova, il consorzio che si occupa delle assicurazioni agevolate dei prodotti agricoli. Il nuovo fondo studiato proprio per le infestazioni parassitarie dei frutteti, a partire proprio dalla cimice, dà la possibilità agli agricoltori di aderire versando una quota che sarà integrata da un contributo europeo. In caso di danni superiori al 30 per cento è previsto un contributo di compensazione di 2.000 euro per ettaro fino ad un massimo di 10 mila euro. Le adesioni aprono proprio in questi giorni.

Intanto l’emergenza coronavirus fa slittare al 29 maggio i termini per la presentazione delle domande ad Avepa di risarcimento per i danni subiti dalle aziende frutticole nel 2019 La dotazione finanziaria supera i 3 milioni di euro ed è riservata alle aziende del settore frutticolo.  La Regione ha già pianificato 4,5 milioni di euro di spesa per sostenere non solo l’azione risarcitoria nei confronti dei produttori, ma soprattutto un piano di ricerca scientifica per prevenire e contrastare i danni causati dalle specie aliene. Altre e maggiori risorse sono attese dal piano nazionale del Ministero per le Politiche agricole e dall’Unione Europea.

La lotta alla cimice asiatica è particolarmente difficile perché è in grado di nutrirsi praticamente con tutto, si muove molto per invadere sempre nuovi territori da saccheggiare ed è resistente anche ai trattamenti fitosanitari. Il via libera alla vespa samurai, un insetto antagonista delle dimensioni di poco piu’ di un millimetro, apre dunque – conclude la Coldiretti – nuove prospettive anche se ci vorrà tempo prima di avere risultati significativi.

 

PARMA, RADDOPPIA SPESA A DOMICILIO, SUCCESSO PRODOTTI CAMPAGNA AMICA

 

Nell’ultimo mese è praticamente raddoppiata la spesa a domicilio con un aumento record del 90% delle consegne nelle case. È quanto emerge da una analisi di Coldiretti relativa alle ultime cinque settimane di grande emergenza Coronavirus sulla base dei dati Iri. L’aumento esponenziale della domanda – sottolinea Coldiretti – ha mandato in tilt il sistema di consegne della grande distribuzione con un allungamento dei tempi e difficoltà per i cittadini con maggiori problemi ad uscire da casa. Un’esigenza che è stata colta dalle aziende agricole che hanno avviato appositamente la fornitura dei prodotti agricoli direttamente alle famiglie, senza intermediazioni. L’obiettivo di Coldiretti è garantire, soprattutto alle fasce più deboli della popolazione, a partire dagli anziani e dai malati, la spesa alimentare direttamente dai contadini con prodotti freschi e di qualità nell’ambito della campagna #MangiaItaliano a difesa del Made in Italy, del territorio, dell’economia e del lavoro. “La campagna e l’agricoltura non possono fermarsi e, rispettando tutte le direttive del Governo, abbiamo colto l’opportunità di trasformare la vendita diretta in consegna a domicilio. Sono oltre 2000 le famiglie della regione che in queste prime settimane hanno ordinato i prodotti del territorio ai nostri soci che li hanno recapitati loro a domicilio” ha detto il Presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Nicola Bertinelli.

Come da trend nazionale – comunica Coldiretti Parma – sta riscuotendo buon successo anche a Parma e provincia  il servizio della consegna a domicilio dei prodotti di Campagna Amica, attivato per rispondere alle richieste delle famiglie che non vogliono rinunciare a prodotti freschi, di stagione e a km zero. Per questo è aumentato il numero dei produttori di Campagna Amica a cui rivolgersi per avere la spesa a casa.

La consegna viene effettuata, nel rispetto delle prescrizioni vigenti in tempo di Coronavirus, per servire i cittadini, che restano a casa per evitare il rischio del contagio, in particolare quelli delle fasce più deboli, ma anche le famiglie, sempre più attente ai prodotti genuini e d’eccellenza legati al territorio.

Vasta la gamma dei prodotti che si possono ordinare: dalla frutta e verdura ai formaggi, dalle uova ai salumi, dallo yogurt al miele, dalle carni avicole al burro, al pane, farine e prodotti da forno a base di farro e altre prelibatezze.

Si ricorda che per avere la spesa a casa basta telefonare ai produttori agricoli che hanno attivato il servizio. Tutti i riferimenti si  trovano sul sito Coldiretti www.parma.coldiretti.it  e sui social di Facebook Coldiretti Parma e Campagna Amica Parma.

 

VARESE, CORONAVIRUS: AGRITURISMI, OK CONSEGNE DOMICILIO

Il pranzo preparato in agriturismo potrà arrivare direttamente a casa dei varesotti: una notizia utile (e attesa) soprattutto in previsione delle prossime festività pasquali e che risponde sia alla domanda dell’utenza, sia alle istanze delle stesse imprese. “Accogliamo positivamente l’iniziativa di Regione Lombardia che risponde alle nostre richieste, con la quale si riconosce ufficialmente la possibilità agli agriturismi di effettuare la consegna a domicilio per questo periodo di emergenza”. Così Massimo Grignani, Presidente di Terranostra Lombardia e Terranostra Varese l’associazione per l’agriturismo promossa da Coldiretti, commenta l’emendamento approvato ieri dal Consiglio regionale, in base al quale chi svolge attività agrituristica in Lombardia potrà effettuare consegne a domicilio per la durata dello stato di emergenza da coronavirus.                                                       

“I lavori agricoli nei campi e nelle stalle continuano – spiega Grignani –, ma le attività agrituristiche sono ferme, nel rispetto delle indicazioni per contenere il diffondersi di Covid-19, con inevitabili conseguenze negative per le imprese. L’emendamento approvato oggi rappresenta un’opportunità per gli agriturismi, perché consente di riattivare l’attività di ristorazione e di portare i prodotti aziendali direttamente nelle case dei consumatori, in attesa di poter riaprire le nostre strutture e tornare ad accogliere tutti gli amanti dei nostri territori e delle nostre tradizioni eno gastronomiche”.

In una nota della Regione, l’assessore all’agricoltura lombardo Fabio Rolfi aveva rimarcato che “gli agriturismi svolgono attività agricola a tutti gli effetti”, precisando che, così come altre realtà, in Lombardia “potranno effettuare, in tempi di coronavirus, consegna a domicilio dei propri prodotti, garantendo ovviamente il rispetto delle distanze, in osservanza della normativa, per tutelare la sicurezza delle persone”. Negli agriturismi lombardi, rimarca l’assessore, “si trovano prodotti locali sicuri e di alta qualità. In un momento in cui non si deve uscire di casa, è opportuno scoprire o riscoprire i sapori del territorio”.

 

CAMPANIA, COVID19: IN CAMPANIA BONUS INPS A 30MILA AGRICOLTORI

Sono oltre 30mila gli agricoltori e i coadiuvanti familiari in Campania che possono beneficiare dell’indennità dei 600 euro per il mese di marzo prevista dal decreto legge n. 18 del 17 marzo 2020 (Cura Italia). E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti in riferimento al via libera alla presentazione online delle domande all’INPS per gli aiuti per la crisi provocata dal coronavirus. Si tratta – sottolinea la Coldiretti –  di una platea composta per la stragrande maggioranza da 27mila coltivatori diretti e oltre 3mila coadiuvanti familiari, ma sono compresi anche coloni, mezzadri e Imprenditori agricoli professionali (IAP) impegnati nel settore. L’agricoltura italiana – continua Coldiretti Campania – nonostante le difficoltà ha continuato a produrre per garantire le forniture alimentari alla popolazione. Circa sei aziende agricole su dieci (62%) hanno registrato una riduzione delle attività per l’emergenza coronavirus, secondo l’ultima indagine Coldiretti/Ixe’.

I beneficiari dell’indennità INPS

         
 

Coltivatori diretti

Coloni e mezzadri

Imprenditori agricoli professionali

TOTALE

Campania

27.303

23

3.171

30.497

Fonte: Elaborazioni Coldiretti su dati INPS  

 

PIEMONTE, CORONAVIRUS: 500 KG ALLA SETTIMANA DI ORTOFRUTTA ALLA CARITAS

Per aiutare a combattere le nuove povertà e affrontare la crescente emergenza alimentare, in Piemonte arrivano azioni di solidarietà con le imprese di Campagna Amica. In particolare, Coldiretti Piemonte in collaborazione con Coldiretti Torino dal 1 aprile e ogni mercoledì consegnerà a Snodi agenzia innovativa di Caritas, locale nazionale ed europea, 500 kg di ortofrutta alla settimana che andrà a comporre i pacchi famiglia che la rete di volontari di Snodi-Caritas predisporrà per aiutare i nuclei famigliari bisognosi.

In Piemonte il 5% della popolazione, circa 136 mila persone, ha bisogno di aiuto per mangiare con l’emergenza Coronavirus, secondo l’elaborazione Coldiretti su dati della relazione annuale Fead del giugno 2019.

A livello nazionale aumenta di mezzo milione il numero di poveri che hanno bisogno di aiuto per mangiare in questo periodo in cui è più facile che vengano a mancare le opportunità di lavoro, anche occasionale. E’ quanto emerge da una stima della Coldiretti, in vista della Pasqua, dal quale si evidenzia che si tratta di una nuova fetta rilevante della popolazione che si aggiunge ai quasi 2,7 milioni di persone che in Italia lo scorso anno hanno beneficiato di aiuti alimentari con i fondi Fead distribuiti da associazioni come la Caritas ed il Banco Alimentare. “Con Snodi-Caritas lavoriamo già da tempo e questa iniziativa va a rafforzare una collaborazione che ci consentirà di donare 5 kg di ortofrutta a famiglia ogni settimana – spiegano Roberto Moncalvo Presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale -. Su questa strada, a livello piemontese, sono poi diverse le iniziative che si stanno predisponendo in ogni provincia, grazie alla solidarietà anche di singole aziende di Campagna Amica a favore di altri enti di beneficenza. Un segnale positivo e un’azione di grande responsabilità che permette agli indigenti di poter mangiare prodotti della nostra agricoltura d’eccellenza, genuini e del territorio proprio sulla scia del #MangiaItaliano”.

 

VARESE, CORONAVIRUS: ORA SENZA I FLORO-MANUTENTORI È RISCHIO ALLERGIE

Con il diffondersi di pollini e graminacee, “diventa urgente riattivare le attività dei manutentori del verde e autorizzare la riapertura dei vivai, per prevenire il dilagare di allergie che colpiscono un cittadino su quattro”. Lo rimarca il presidente di Coldiretti Varese Fernando Fiori, che denuncia “una situazione paradossale: florovivaisti e manutentori del verde sono fermi, non solo con le piante invendute e da gettare via nei loro vivai, ma anche con cesoie e attrezzi appesi al chiodo mentre, fuori, è sempre più necessario ripartire con le attività di taglio e cura del verde, anche per rispondere alle numerose ordinanze dei Comuni relative alla presenza di alberi pericolosi. Ed è necessario dar corso agli interventi, pur con tutte le precauzioni del caso: il taglio di un albero o la cura del verde pubblico, va da sé, non prevede peraltro nessun assembramento di persone”.

Già da settimane, nel Varesotto sono ormai entrate nel vivo le fioriture dopo un inverno che si è classificato in Italia come il secondo più caldo dal 1800 a livello climatologico: e con il periodo, dilaga anche il rischio di allergie da pollice e graminacee di cui, secondo le autorità sanitarie, soffre circa un quarto della popolazione.

“Con il ritorno della primavera diventa quindi essenziale provvedere a una corretta manutenzione delle aree verdi urbane per ridurre il rischio sanitario e limitare anche il proliferare di insetti dannosi. Allo stesso modo non si può prescindere dalla messa in sicurezza degli alberi o dei rami che, in base a precise ordinanze delle amministrazioni comunali, rappresentano un pericolo per le persone”.

L’appello del presidente di Coldiretti Varese è quindi all’indirizzo della Regione Lombardia “affinchè valuti attentamente queste richieste, che non vogliono interferire con le misure contro il Coronavirus, ma rispondono innanzitutto a reali esigenze di carattere sanitario e di sicurezza pubblica. Dalle istituzioni ci aspettiamo, infine, risposte importanti sul fronte dei contributi per l’ammasso di prodotti invenduti nel florovivaismo, così come in tutti quei settori in cui la saracinesca è rimasta abbassata a lungo”.

Va peraltro tenuto presente il fatto “che la gente si muove comunque all’interno dei centri urbani, ad esempio per recarsi al lavoro o per fare la spesa. E va garantito loro di potersi muovere in sicurezza: si tratta quindi di lavori non derogabili che vanno affidati a professionisti del settore. Ecco perché vivaisti e manutentori del verde devono essere messi nella condizione di operare”.

Sul fronte del florovivaismo, “la situazione è drammatica. Ogni giorno siamo costretti a gettare le nostre piante, senza sosta. Le imprese sono al collasso, è urgente il cosiddetto ricorso all’ammasso, con un’indennità compensativa che va riconosciuta alle imprese per la merce invenduta. Rischiamo il tracollo di un settore che, nel Varesotto, conta quasi mille imprese attive, senza considerare l’indotto. Parliamo di migliaia di famiglie il cui futuro dipende dalla vita di questo comparto, uno dei più strategici per l’agricoltura prealpina”.

Da Coldiretti Varese “si attendono quindi con apprensione, ma anche fiducia – conclude Fiori – i prossimi provvedimenti per fare in modo che i vivai lombardi possano riaprire dopo la scadenza dell’ordinanza regionale sull’epidemia, anche per alleggerire l’affollamento dei cittadini nei magazzini della Gdo: in ogni caso, purtroppo, ciò non rappresenterà la soluzione del problema, in quanto ci vorrà molto tempo prima che imprese e mercato possano rimettersi in pari coi cicli produttivi. Ma una ripresa è necessaria, perché altrimenti il destino dei florovivaisti è irrimediabilmente segnato. In sintesi, per dare una traiettoria di prospettiva, sono indispensabili un immediato sostegno e una riapertura veloce. Altrimenti sarà tutto inutile.”

 

NOVARA-VCO, BENE LA PROROGA SULL’ETICHETTATURA D’ORIGINE

È stato firmato in settimana dai Ministri delle Politiche agricole alimentari e forestali, Teresa Bellanova, e dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, hanno firmato il decreto ministeriale che prolunga i provvedimenti nazionali che prevedono l’indicazione di origine nelle etichette per  riso, grano per la pasta e pomodoro nei prodotti trasformati in vigore oltre il 1° aprile, data di entrata in applicazione del regolamento europeo 775 del 2018.

“Il provvedimento è di particolare interesse per le nostre province perché prevede che sull’etichetta del riso continuino a essere indicati il paese di coltivazione, il paese di lavorazione e quello di confezionamento. Se le tre fasi avvengono nello stesso Paese è possibile utilizzare la dicitura ‘Origine del riso: Italia’”, spiega Paolo Dellarole, presidente di Coldiretti Vercelli – Biella con delega al settore risicolo.

Commenta Sara Baudo, presidente di Coldiretti Novara – Vco: “Un risultato positivo, e fortemente sostenuto da Coldiretti che ha promosso la campagna #MangiaItaliano e che ha dato vita, oltretutto, insieme a Filiera Italia ad una alleanza salva spesa Made in Italy. Un segnale inviato anche grazie alla raccolta firme dello scorso autunno per cui Coldiretti, insieme a Campagna Amica, è stata promotrice dell’iniziativa dei cittadini europei che ha raccolto oltre 1,1 milioni di firme in 7 Stati membri e che chiede di estendere l’obbligo di indicazione della materia prima in tutti gli alimenti, promossa con il sostegno di numerose organizzazioni e sindacati di rappresentanza europee. Nella nostra regione abbiamo raccolto oltre 100 mila firme per salvaguardare le produzioni Made in Piemonte facendo un vero e proprio fronte comune per la trasparenza che non può essere più ignorato da una Ue che ha avuto sinora un atteggiamento incerto e contradditorio, obbligando a indicare l’origine in etichetta per le uova ma non per gli ovoprodotti, per la carne fresca ma non per i salumi, per la frutta fresca ma non per i succhi e le marmellate, per il miele ma non per lo zucchero. L’origine in etichetta è una misura fondamentale per sostenere il Made in Piemonte, soprattutto oggi per quanto riguarda il riso e i prodotti lattiero caseari, ancor più in un momento difficile come questo che stiamo vivendo in cui dobbiamo portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza”.

 

REGGIO EMILIA, BOOM DELLA SPESA A DOMICILIO+90% CONSEGNE DEGLI AGRICOLTORI

Nell’ultimo mese è esplosa la spesa a domicilio con un aumento record del 90% delle consegne nelle case da parte delle aziende agricole. È quanto emerge da una analisi di Coldiretti relativa alle ultime cinque settimane di grande emergenza Covid19 sulla base dei dati Iri. L’aumento esponenziale della domanda – sottolinea Coldiretti – ha gravato sul sistema di consegne della grande distribuzione con un allungamento dei tempi e difficoltà per i cittadini con maggiori problemi ad uscire da casa. Un’esigenza a cui hanno prontamente risposto le aziende agricole che hanno iniziato a consegnare a domicilio i prodotti agricoli, per garantire prodotti freschi e di qualità nell’ambito della campagna #MangiaItaliano a difesa del Made in Italy, del territorio, dell’economia e del lavoro.    

«La campagna non si ferma – commenta il direttore della Coldiretti reggiana. L’agricoltura ha processi legati alle stagioni che non possono essere sospesi. A Reggio Emilia nonostante i Mercati Contadini siano temporaneamente inattivi – continua la Cerabona –le aziende agricole di Campagna Amica Coldiretti si sono organizzate tenendo aperto i punti vendita per la spesa di prossimità ed hanno attivato i servizi di spedizioni e consegne gratuite a domicilio». Il numero delle consegne da parte dei produttori di Campagna Amica è costantemente in aumento, in linea con i trend nazionali, per rispondere alle richieste delle famiglie che non vogliono rinunciare a prodotti freschi, di stagione e a km zero.

La consegna viene effettuata, nel rispetto delle prescrizioni vigenti in tempo di Covid19, per evitare il rischio del contagio, in particolare delle fasce più deboli.

«L’acquisto diretto dal produttore – continua la Cerabona – è anche un aiuto all’economia, all’occupazione e al territorio in un momento di grande difficoltà. E proprio per aiutare a combattere la nuova crisi alimentare Campagna Amica ha avviato in tutta Italia l’iniziativa “Spesa sospesa del contadino a domicilio”. Ovvero,  chi lo desidera può lasciare una spesa pagata per il cliente che non ha i mezzi per saldare il conto. In questo caso, in accordo con le protezioni civili e le amministrazioni locali, i cittadini più bisognosi riceveranno la spesa a casa attraverso i produttori di Campagna Amica».

Per avere la spesa a casa è necessario contattare direttamente i produttori agricoli che hanno attivato il servizio e tutti i riferimenti si trovano sul sito reggioemilia.coldiretti.it e su fb @campagnamica.re oppure scrivendo a campagnaamica.re@coldiretti.it.

L’Elenco delle produzioni disponibili viene costantemente aggiornato. 

 

Appuntamenti

           

VENETO: CORONAVIRUS. 5MILA CONSEGNE AL GIORNO, E’ BOOM DELLA SPESA A KMZERO

Giovedi’ 2 e sabato 4 aprile

Niente file al supermercato con la consegna della spesa direttamente a casa. È il servizio dei produttori di Coldiretti Veneto accreditati a Campagna Amica che nell’ultimo mese registrano un aumento record degli ordini soprattutto da parte di chi ha difficoltà a muoversi. Con il raddoppio delle domande sono diventate quasi 200 le aziende iscritte all’elenco https://veneto.coldiretti.it/news/campagna-amica-a-casa-tua/ che ogni giorno portano a casa delle famiglie 5mila pacchi salva dispensa.  L’obiettivo della Coldiretti è garantire, soprattutto alle fasce più deboli della popolazione, a partire dagli anziani e dai malati, la spesa alimentare direttamente dai contadini con prodotti freschi e di qualità nell’ambito della campagna #MangiaItaliano a difesa del Made in Italy, del territorio, dell’economia e del lavoro. L’acquisto diretto dal produttore – continua la Coldiretti – al consumatore è anche un aiuto all’economia, all’occupazione e al territorio in un momento di grande difficoltà.

E proprio per aiutare a combattere la nuova crisi alimentare con oltre 97mila  poveri che hanno bisogno di cibo anche a Pasqua.  Gli agricoltori di Campagna Amica hanno avviato l’iniziativa “Spesa sospesa” che mutua l’usanza di lasciare pagato un caffè, ma in questo caso si tratta di frutta, verdura farina, formaggi, salumi o altri generi alimentare Made in Italy  che i cittadini possono decidere di donare agli enti e alle organizzazioni no profit o alle Caritas diocesane.

Coldiretti ricorda che l’iniziativa è partita ufficialmente questa settimana in tutto il Veneto e proseguirà nei prossimi mesi. Il primo appuntamento è previsto oggi al Mercato di Campagna Amica Padova dalle ore 15.00 alle 18.00. A seguire domani mattina a Treviso in Piazza Giustiniani e sabato per tutte le province come da seguente elenco.

     

PROVINCIA

COMUNE

MERCATO CAMPAGNA AMICA

Vicenza

Vicenza

Mercato Coperto Contrà Cordenons,4

Treviso

TREVISO

Mercato Coperto Piazza Giustiniani, 8 Treviso

Venezia

Mestre

Mercato Coperto di Via Palamidese 3/5 – Mestre Venezia

Rovigo

ROVIGO

Mercato coperto Campagna Amica Tassina – via Vittorio Veneto. 87/a – 45100 Rovigo

Padova

Padova

Mercato coperto in Via Vicenza a Padova

 

LAZIO: RIAPERTURA MERCATO CAMPAGNA AMICA IN VIA TIBURTINA 695

Venerdì 3 e sabato 4 aprile

Riapre all’insegna della solidarietà il mercato di Campagna Amica in via Tiburtina 695, dove venerdì e sabato sarà possibile fare la “spesa sospesa”, che mutua l’usanza campana del “caffè sospeso”, ovvero lasciare pagato al bar un caffè per il cliente, che verrà dopo e che non ha i mezzi per saldare il conto. In questo caso i cittadini che si recheranno al mercato, potranno decidere di acquistare dei prodotti per i più bisognosi, che a Roma saranno cosegnati dalla Coldiretti Lazio, a seguito dell’accordo con la sindaca, Virginia Raggi, all’Emporio Caritas della Casilina, alla comunità di Sant’Egidio e inoltre al Circolo di San Pietro. Saranno loro a consegnare cibo ad oltre 1500 famiglie che ne hanno necessità.

Non solo, coinvolti nella beneficenza anche molti agricoltori di tutta la regione, che daranno un considerevole contributo, donando alle stesse associazioni di volontariato i propri prodotti. 

“Verranno prese tutte le precauzione necessarie – spiega il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri – per riaprire il mercato di via Tiburtina nel rispetto delle misure di sicurezza aumentate e delle disposizioni che prevedono entrate e uscite distinte e contingentate, con accessi controllati dai nostri operatori e distanze tra i banchi e le persone di almeno un metro, oltre alla presenza di disinfettanti, guanti e mascherine”. 

Il mercato di Campagna Amica riaprirà dalle ore 8 alle 14 di venerdì 3 e sabato 4 aprile. Una struttura dove sarà possibile acquistare dai produttori agricoli del Lazio, non solo ortofrutta, ma anche uova, carne, mozzarella di bufala, vino e olio, legumi e frutta secca, oltre ai prodotti da forno, formaggi, salumi, pesce, funghi e latticini. “I cittadini possono decidere di donare cibo alle famiglie più bisognose – conclude il presidente Granieri – che potranno portare in tavola frutta, verdura, farina, formaggi, salumi o altri generi alimentare Made in Italy, di qualità e a km zero. Ringraziamo gli agricoltori e le associazioni di volontariato che consegneranno i prodotti, ma anche quanti vorranno aderire a questa iniziativa.

Solo nel Lazio si contano oltre 263 mila persone in condizione di povertà, pari al 10%, ma riteniamo che il numero possa essere molto più alto, a causa delle misure restrittive messe in atto per contenere il contagio, con la conseguente perdita di opportunità lavorative, anche occasionali.

Nel Lazio hanno preso il via una serie di iniziative di solidarietà e altre partiranno nei prossimi giorni fino alla fine dell’emergenza, che vanno dalla consegna dei prodotti a domicilio, alla spesa “sospesa”, fino alla donazione di prodotti da parte dei nostri agricoltori, che coinvolgono anche le associazioni di volontariato”.

Iniziative di solidarietà che Coldiretti Lazio ha avviato in tutta la regione, come ad esempio

quella di Civitavecchia. Qui oggi il presidente della Coldiretti Roma, Niccolò Sacchetti, grazie alla collaborazione della Croce Rossa locale e del suo presidente, Roberto Petteruti, con i mezzi della CRI,

hanno ritirato oltre 45 quintali di ortofrutta al Car di Guidonia, donati dai produttori associati Coldiretti. Prodotti che saranno poi consegnati ad oltre 150 famiglie di Civitavecchia.

O ancora, quelle organizzate a Frosinone in collaborazione con la Caritas Diocesana e i produttori di Campagna Amica.

E poi le iniziative di Viterbo, dove oggi e domani, in collaborazione con la Caritas e le aziende agricole del territorio, è prevista la consegna settimanale fino a cessata emergenza, oltre alle iniziative che si svolgeranno in prossimità della Pasqua.

 

ASCOLI-FERMO, CONSEGNA DELLA PRIMA SPESA SOSPESA: DOMANI È LA VOLTA DI FERMO

Giovedì 2 aprile

 

Domani, giovedì 2 aprile, Coldiretti Ascoli Fermo sarà a Fermo per consegnare 80 chili di  frutta, verdura, pane, pasta e legumi raccolti dagli agricoltori del Mercato di Campagna Amica in piazza Dante attraverso la Spesa sospesa a domicilio. Si tratta dell’iniziativa lanciata da Coldiretti, Campagna Amica e Terranostra per dare una mano ai poveri attraverso una raccolta che prende spunto dalla tradizione partenopea del caffè sospeso. I frequentatori del mercato possono lasciare qualche euro in più, una donazione volontaria per provvedere all’acquisto di generi alimentari per le famiglie meno abbienti. A Fermo il cibo sarà consegnato alla Parrocchia di San Giovanni Bosco e alla Provincia Picena dei Frati Cappuccini. A livello nazionale è stato messo in campo anche il conto corrente della Fondazione Campagna Amica: iban IT43V0200805364000030087695. Nella causale dovrà essere scritto: “Spesa Sospesa”, nome, cognome e indirizzo completo con il comune di residenza del donatore.

 

VICENZA: “LA SPESA SOSPESA DEL CONTADINO” NEI MERCATI CAMPAGNA AMICA

Venerdì 1 Sabato 2, Martedì 7 e mercoledì 8 aprile

Vicenza in prima linea per la solidarietà, pronta a partire con la consegna di prodotti della terra alla Caritas diocesana vicentina. La Coldiretti di Vicenza, infatti, fa parte della rete dei produttori agricoli di Coldiretti Veneto accreditati a Campagna Amica pronti per l’operazione “Spesa sospesa”, ovvero per offrire agli enti ed alle organizzazioni no profit, a partire dalle Caritas diocesane, i prodotti da destinare ai bisognosi.

“Già da questa settimana nei mercati coperti di Campagna Amica si potrà donare una confezione alimentare per i poveri sul modello dell’usanza del “caffè sospeso” – spiega il presidente provinciale di Coldiretti Vicenza, Martino Cerantola – quando al bar si lascia pagato per il cliente che verrà dopo. Oltre che per le proprie necessità, i cittadini potranno fare acquisti anche per chi è in difficoltà scegliendo tra frutta, verdura, farina, formaggi, salumi o altri generi alimentari rigorosamente made in Italy, di qualità ed a kmzero”.

In Veneto sono più di 97mila gli indigenti che si rivolgono ad istituti ed associazioni di carità e che frequentano quotidianamente le mense dei poveri. Si tratta delle categorie più deboli, persone senza fissa dimora, anziani sopra i 65 anni, persone senza lavoro e famiglie numerose con bambini al di sotto dei 15 anni costretti a chiedere aiuto per il cibo.

“Con l’effetto delle limitazioni imposte per contenere il contagio – aggiunge il direttore di Coldiretti Vicenza, Cesare Magalini – la chiusura di moltissime attività produttive e la conseguente perdita di opportunità di lavoro, anche occasionale, il numero della popolazione con difficoltà economiche è in aumento”.

I mercati vicentini di Campagna Amica che hanno aderito all’iniziativa sono il mercato coperto di Vicenza in contrà Cordenons n. 4, operativo il sabato mattina; il mercato di Vigardolo (Monticello Conte Otto), operativo il martedì mattina; Vicenza in Piazza delle Erbe, operativo il martedì mattina; Vicenza a Ca’ Balbi il venerdì pomeriggio; Montecchio Maggiore (mercato Ai Castelli), operativo il mercoledì pomeriggio e Grisignano di Zocco il sabato mattina.

 

PUGLIA: PRODOTTI ALIMENTARI PER INDIGENTI AL BANCO ALIMENTARE DI FOGGIA

Giovedì e venerdì 3 aprile

 

Con l’emergenza Coronavirus e la perdita di opportunità di lavoro anche occasionale si aggrava la situazione e aumenta il numero delle 175.864 persone che in Puglia sono costrette a chiedere aiuto per il cibo da mangiare nelle mense o soprattutto con la distribuzione di pacchi alimentari. Per questo domani 2 aprile, alle ore 10,00, gli agricoltori del mercato contadino di Campagna Amica di Via della Repubblica 80 a Foggia doneranno biscotti, carciofi, cavoli, passate di pomodoro, formaggi al Banco Alimentare in modo da dare un sostegno concreto alle famiglie più fragili. Venerdì 3 aprile la solidarietà degli agricoltori sarà rivolta a 27 nuclei familiari di Campi Salentina, dove le aziende agricole di Campagna Amica di Campi assieme agli agricoltori del punto vendita contadino ‘Salento in Campo’ di Lecce doneranno il cibo a Km0, grazie alla ’Spesa sospesa’, in collaborazione con la Parrocchia di San Francesco D’Assisi e la Protezione Civile.

“Si moltiplicano i gesti di solidarietà degli agricoltori che, nonostante la crisi economica che sta colpendo anche le campagne, mostrano sempre grande generosità verso gli indigenti”, commenta Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

“Soddisfazione per aver ottenuto nel Cura Italia l’aumento di 50 milioni del fondo per l’aiuto agli indigenti – aggiunge dice Pietro Piccioni, delegato confederale di Coldiretti Foggia – per affrontare una situazione che diventa ogni giorno più preoccupante e ad essere offerti dovranno essere prodotti di qualità dell’agroalimentare rigorosamente Made in Italy, come sostenuto dalla campagna #MangiaItaliano”.

E’ già aumentato del 25% il numero di poveri che hanno bisogno di aiuto in Puglia per mangiare per effetto delle limitazioni imposte per contenere il contagio e la conseguente perdita di opportunità di lavoro, anche occasionale, secondo una stima di Coldiretti Puglia, in vista della Pasqua, dalla quale si evidenzia che si tratta di una nuova fetta rilevante della popolazione che si aggiunge alle 175.684 persone che in Puglia  lo scorso anno hanno beneficiato di aiuti alimentari con i fondi Fead distribuiti da associazioni come la Caritas ed il Banco Alimentare che stimano infatti un aumento dal 25% al 30% delle richieste di aiuto nel corso del mese di marzo segnato dall’emergenza Coronavirus.

Per aiutare a combattere la nuova crisi alimentare, un impegno è arrivato direttamente dagli agricoltori di Campagna Amica che hanno avviato l’iniziativa “Spesa sospesa del contadino a domicilio” che mutua l’usanza campana del “caffè sospeso”, quando al bar si lascia pagato un caffè per il cliente che verrà dopo e che non ha i mezzi per saldare il conto. In questo caso i cittadini che ricevono la spesa a casa attraverso i mercati e le fattorie di Campagna Amica possono decidere di donare un pacco alimentare alle famiglie più bisognose che potranno portare in tavola frutta, verdura, farina, formaggi, salumi o altri generi alimentare Made in Italy, di qualità e a km zero che gli agricoltori di Campagna Amica, in accordo con i Comuni, consegnano gratuitamente entro Pasqua. Secondo gli ultimi dati Istat le famiglie italiane spendono per prodotti alimentari e bevande in media 462 euro mensili ma nel mese di marzo segnato dall’emergenza Coronavirus si è verificata – sottolinea la Coldiretti – una accentuata polarizzazione dei consumi e affianco all’aumento degli indigenti è scattata per molti una vera e propria corsa per riempiere il carrello con un aumento dagli acquisti al dettaglio di prodotti agroalimentari del 19% a marzo 2020 rispetto allo steso periodo dello scorso anno, secondo le rilevazioni Ismea. Il risultato è che – precisa la Coldiretti – in quasi 4 case su 10 (38%) sono state accaparrate scorte di prodotti alimentari e bevande con l’accumulo nelle dispense soprattutto nell’ordine, di pasta, riso e cereali (26%), poi latte, formaggi, frutta e verdura (17%), quindi prodotti in scatola (15%), carne e pesce (14%), salumi e insaccati (7%) e vino e birra (5%), secondo le rilevazioni Coldiretti/Ixe.

Un comportamento pericoloso per la salute, per l’attesa nelle lunghe file, ma che favorisce l’aumento dei prezzi con l’inflazione, le speculazioni dal campo alla tavola e anche – evidenzia la Coldiretti – gli sprechi di cibo in un momento delicato per le forniture alimentari del Paese.

 

VENETO: SPESA SOSPESA DEL CONTADINO NEL MERCATI CAMPAGNA AMICA DI TREVISO

Giovedì 2 aprile

Frutta, verdura, formaggi, salumi e altri generi sono stati caricati nell’auto del direttore del Centro Servizio Volontariato di Padova Niccolò Gennaro. Decine di pacchi e scatoloni colmi della generosità dei padovani che oggi hanno fatto una spesa in più: quella destinata agli indigenti che, come conferma Coldiretti, in Veneto sono oltre 97mila. Da oggi per tutta la settimana e i giorni a venire i cittadini insieme ai produttori di Campagna Amica potranno offrire un pasto ai poveri con l’iniziativa “la spesa sospesa del contadino”. Domani, ricorda Coldiretti, l’appuntamento con la solidarietà è a Treviso in Piazza Giustiniani dalle ore 8.00 alle 13.30. “Un grazie a tutti i consumatori per l’aiuto e la collaborazione – commentano gli operatori agricoli impegnati nell’operazione – in un momento così drammatico sentirsi meno soli è una priorità di tutti”.

 

PADOVA: “LA SPESA SOSPESA DEL CONTADINO” NEI MERCATI CAMPAGNA AMICA

Mercoledì 1, Sabato 4 e mercoledì 8 aprile

Parte oggi da Padova l’operazione “spesa sospesa”, con gli imprenditori agricoli mobilitati per offrire agli enti e alle organizzazioni no profit, a partire dalle Caritas diocesane, i prodotti da destinare ai bisognosi. Da oggi al Mercato Coperto di Padova e a seguire nei prossimi giorni negli altri mercati di Campagna Amica nella nostra provincia come in tutto il Veneto si può donare una confezione alimentare per i poveri sul modello dell’usanza del “caffè sospeso”, quando al bar si lascia pagato per il cliente che verrà dopo.

La formula è semplice. Oltre che per le proprie necessità, i padovani potranno fare acquisti anche per chi è in difficoltà scegliendo tra frutta, verdura, farina, formaggi, salumi o altri generi alimentare Made in Italy, di qualità e a km zero. Coldiretti Padova ricorda che sono più di 18 mila gli indigenti a livello provinciale che si rivolgono agli istituti, associazioni di carità e che frequentano quotidianamente le mense dei poveri. Si tratta delle categorie più deboli, persone senza fissa dimora, anziani sopra i 65 anni, persone senza lavoro e famiglie numerose con bambini al di sotto dei 15 anni  costretti a chiedere aiuto per il cibo. Coldiretti segnala che con l’effetto delle limitazioni imposte per contenere il contagio, la chiusura di moltissime attività produttive e la conseguente perdita di opportunità di lavoro, anche occasionale, il numero della popolazione con difficoltà economiche è in aumento.

Da oggi, ogni mercoledì pomeriggio e sabato mattina al Mercato Coperto di Padova, già organizzato per la vendita on line e la consegna a domicilio, è possibile anche fare la spesa solidale.

L’iniziativa aderisce da subito al progetto “Per Padova noi ci siamo” del Centro Servizio Volontariato, Comune e Diocesi: una cordata di solidarietà impegnata nel sostegno delle fasce più svantaggiate della popolazione. I prodotti alimentari freschi saranno consegnati al Banco Alimentare mentre le associazioni della rete del progetto “Per Padova noi ci siamo” raccoglieranno i prodotti non deperibili. Il direttore del CSV Padova Niccolò Gennaro nel pomeriggio ha ritirato la prima consegna al Mercato Coperto di Padova.

“Siamo anche in contatto con i Comuni – spiega il Presidente di Coldiretti Padova Massimo Bressan – per valutare come le risorse messe a disposizione per gli indigenti siano spese per l’acquisto di prodotti  di origine locale. I nostri agricoltori sono pronti a preparare la spesa solidale attraverso i nostri mercati di Campagna Amica. Ci stiamo organizzando con gli amministratori comunali per le forniture e le consegne, in base alla realtà di ogni singola località.”

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