COMUNICATO STAMPA | Notizie dalle Federazioni

News La Forza del Territorio del 1° agosto 2019

1 agosto 2019
News La Forza del Territorio del 1° agosto 2019

Primo piano

LAZIO

DA CORTE D’APPELLO SENTENZA SVOLTA, ORA DOP CACIO ROMANO

La Corte di Appello di Roma, con sentenza n. 5216/2019 pubblicata oggi, ha respinto la proposta del Consorzio per la tutela del formaggio Pecorino romano Dop e stabilito che la Formaggi Boccea S.r.l. potrà continuare a utilizzare il marchio Cacio Romano per “la radicale diversità dei prodotti e l’assenza di alcuna similitudine fonetica e logica delle due denominazioni”. Impossibile quindi ipotizzare “un agganciamento parassitario alla notorietà del marchio Pecorino romano”.

 

Nella motivazione della Corte di Appello di Roma si evidenziano anche le diverse caratteristiche dei due prodotti, in quanto, si legge, “il Pecorino romano DOP è un formaggio aromatico piccante, a pasta dura, impiegato essenzialmente come formaggio da grattugia; il Cacio, invece, è un formaggio dolce, semistagionato, che non si può grattugiare ed è impiegato quindi solo come formaggio da tavola”.

La sentenza arriva dopo che, lo scorso dicembre, la Corte di Appello di Roma, attraverso un’ordinanza cautelare, aveva sospeso la sentenza del Tribunale Civile di Roma che vietava l’utilizzo del marchio Cacio Romano da parte della Formaggi Boccea S.r.l. e bloccava la commercializzazione del prodotto in seguito alla richiesta del Consorzio per la tutela del formaggio Pecorino romano Dop.

“E’ una vittoria importantissima per tutto il settore, al termine di una battaglia legale che ha visto Coldiretti Lazio in prima fila per tutelare la Formaggi Boccea e gli allevatori laziali, la cui quota di mercato per la produzione di pecorino romano è ferma al 3%, percentuale irrisoria per un prodotto simbolo dell’agricoltura capitolina – spiega David Granieri, presidente di Coldiretti Lazio – Questa sentenza potrebbe rappresentare un punto di svolta verso il riconoscimento del marchio DOP per il cacio romano. La creazione di una nuova Dop favorirebbe lo sviluppo del sistema zootecnico laziale consentendo di utilizzare una quota significativa di latte ovino per un prodotto di grande distintività e competitivo sul mercato”.

 

Dal territorio

 

SICILIA, GRANO A PREZZO IRRISORIO ANCHE PER LE IMPORTAZIONI. BENE I CONTROLLI

 

Nel 2018 in Sicilia sono stati raccolti oltre 7.600 milioni di quintali di grano duro su una superficie di circa 273 mila ettari.  Si tratta di un prodotto unico, sano e certo non c’è bisogno di averne altro dal Canada. E’ il commento di Francesco Ferreri, Presidente Coldiretti Sicilia, sulla motonave ferma a Pozzallo carica di grano che arriva dallo stato nordamericano.

Finalmente i controlli nei porti dimostrano quello che abbiamo sempre sostenuto in anni di battaglie e cioè che la Sicilia non può essere la base di importazioni di tutto. Per questo auspichiamo sempre maggiori interventi soprattutto su produzioni che possono essere dannose alla salute, mettendo in ginocchio le nostre e gli agricoltori siciliani, tra i primi produttori di grano in Italia.

Per pagare un caffè un agricoltore deve vendere almeno 5 chili di grano, visto che è quotato circa 20 centesimi al chilo – aggiunge Francesco Ferreri -. Bisogna recuperare il giusto compenso agli agricoltori basato sui costi sostenuti.  La nostra agricoltura – prosegue – è sicura, rispetta tutti i canoni dalla semina alla trebbiatura, a differenza di quelle di altri paesi ed è molto più restrittiva nell’ utilizzo di prodotti chimici. Bisogna avere la certezza di cosa si consuma e per questo invitiamo tutti coloro che hanno a cuore la presente e le future generazioni a firmare la petizione #stopciboanonimo per conoscere la provenienza di tutti i prodotti.

Negli ultimi anni – conclude il presidente Ferreri – proprio dalla nostra Regione è partita la rinascita del grano tornando a produzioni antiche che rispondono alle esigenze dei consumatori, una riscossa guidata da agricoltori coraggiosi che sono anche riusciti ad investire nella trasformazione che vendono direttamente nei Mercati Campagna Amica. 

 

PUGLIA, SVIMEZ: RITORNO ALLA TERRA PER 5MILA GIOVANI

 

Uno storico ritorno alla terra che ha portato 5mila giovani under 40 a presentare domanda per l’insediamento in agricoltura in Puglia, ma quasi 9 richieste su 10 (86%) non sono state al momento accolte per colpa degli errori di programmazione dell’Amministrazione Regionale con il rischio concreto di restituzione dei fondi disponibili a Bruxelles. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti Puglia, in riferimento al rapporto SVIMEZ sull’utilizzo delle risorse comunitarie relative ai Piani di Sviluppo Rurale (Psr) del periodo 2014-2020 nelle regioni del Sud, al 1° gennaio 2019.

“La voglia dei giovani pugliesi di investire in agricoltura è testimoniata dal numero di domande presentate per il primo insediamento e il pacchetto giovani del PSR Puglia. Sul bando del PSR per i giovani, a fronte delle 5.202 domande presentate, solo 750 domande sono state ammesse all’istruttoria, poco più di 1 domanda su 10. Di queste solo 1 risulta istruita, mentre si aspetta la sentenza del TAR a settembre”, denuncia Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

Una sconfitta per le speranze di tanti giovani, ma anche per il Paese che – sostiene la Coldiretti – perde opportunità strategiche per lo sviluppo in un settore chiave per la ripresa economica, l’occupazione e la sostenibilità ambientale soprattutto nel Mezzogiorno dove maggiore è il bisogno occupazionale e più elevati sono i tassi di fuga dei giovani come dimostra l’analisi di Svimez sull’emigrazione che supera l’immigrazione al sud.

“Sono troppe le “molestie” che un giovane che vuole fare impresa in agricoltura si trova costretto a subire. Aspettare oltre 3 anni per poter trasformare il proprio sogno in attività imprenditoriale agricola, per colpa di una burocrazia che spesso compromette il destino di un’impresa giovane – insiste il presidente Muraglia –  sottrae ricchezza alla Puglia e all’Italia. Un esercito di giovani talenti patriottici, pronto ad investire in agricoltura, costretto spesso a fare le valigie per lasciare la Puglia, in cerca di un lavoro”, conclude il presidente Muraglia.

Secondo una indagine Coldiretti/Ixè – continua la Coldiretti – le aziende agricole condotte dai giovani possiedono una superficie superiore di oltre il 54 per cento alla media, un fatturato più elevato del 75 per cento della media e il 50 per cento di occupati per azienda in più. La Puglia è al top per numero di imprese giovani under 35 in agricoltura, posizionandosi al secondo posto della classifica nazionale, segnala Coldiretti Puglia, con un aumento del 14% rispetto a tre anni fa.

Cresce l’attitudine alla multifunzionalità in agricoltura, con il 42% dei giovani imprenditori agricoli pugliesi concentrati sulla diversificazione aziendale, con particolare attenzione alla vendita diretta (31%), alla trasformazione agroalimentare (30%) e all’agriturismo (22%), secondo i dati dello studio di Coldiretti Puglia su ‘l’identikit del contadino 4.0’, presentati in occasione della premiazione dei vincitori dell’Oscar Green Puglia 2019. Risultano particolarmente attivi sui mercati locali (65%), su quelli nazionali e internazionali senza intermediazione (37,5) e si rivelano molto attenti all’informatizzazione applicata – continua Coldiretti Puglia – per rendere più efficace ed efficiente la commercializzazione dei prodotti, la contabilità e la comunicazione esterna, i giovani imprenditori agricoli pugliesi scelgono in prima battuta di avviare l’attività facendo ricorso ai finanziamenti pubblici (73%).

 

SARDEGNA, BURACROPOLI: SICCITA’ AL PALO 37 MILIONI (97%)

 

A tre anni dalla terribile siccità e degli altri eventi calamitosi del 2017 sono in pagamento il 3% (1.127.300,11) dei 38 milioni stanziati. Quasi 600 giorni di attesa nei quali gli imprenditori agricoli sardi hanno subito perdite per altre calamità. Non va certo meglio con il Programma di sviluppo rurale. Del settennio 2014 – 2020 (siamo nel 2019) sono stati effettuati pagamenti per il 41%: 529.496.009 su 1.291.010.417 del piano finanziario. A un anno dalla scadenza mancano da spendere 761.514.408 mila euro. Nella misura investimenti 4.1, siamo fermi al 29%, mentre quella per i giovani agricoltori (solo la presentazione delle domande è stato un calvario) siamo al 35%. 

Benvenuti nel mondo di Buracropoli, la burocrazia agricola che Coldiretti Sardegna con un blitz di mille agricoltori questa mattina ha materializzato nell’ente agricolo Argea. Un mondo lento, fatto di paradossi al limite del ridicolo che sta soffocando e mietendo vittime tra le imprese agricole sarde già allo stremo per la remunerazioni delle produzioni in molti settori sotto i costi di produzione.

Il corteo dei mille partito da piazza del Carmine si è trasformato in un corteo funebre che si è fermato a Buracropoli in via Caprera, per l’occasione “via del Cimitero dell’agricoltura” dove erano presenti materialmente sparse per strada delle croci a simboleggiare le aziende morte per burocrazia. “La situazione è insostenibile – è il commento del direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba -. Quella di oggi è stata un’azione dimostrativa, un preavviso, una campana che speriamo non debba essere accompagnata da altre”.

“La burocrazia è nemica dell’agricoltura e non può e non deve dettare i tempi perché altrimenti le campagne sarde saranno davvero disseminate di croci – afferma il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu -. Sta alle persone, quindi a chi ha responsabilità istituzionale renderla umana, amica delle aziende e farla camminare allo stesso passo della vita quotidiana. Le nostre proposte sono nei tavoli in cui si decide il destino delle migliaia di persone che ancora credono nella terra, sta a loro metterle in pratica”. 

Mentre si avvicinano i 600 giorni dalla presentazione delle domande solo 400 aziende su circa 20mila hanno beneficiato del ristoro delle calamità naturali del 2017 (IL 45,5% nella provincia Nuoro Ogliastra).

Mentre per i pastori la regione già da dicembre 2017 ha cominciato a liquidare i denari per tutti gli altri settori agricoli si è deciso di percorrere una strada diversa, tortuosa e paradossale, quasi a voler distinguere e assegnare categorie tra le imprese agricole, creando malumori e contrapposizioni di cui non si sentiva sicuramente la necessità.  

Confusione che crea confusione con la conseguente alta percentuale di domande escluse. Paradossi purtroppo all’ordine del giorno nel Psr (Programma di sviluppo rurale), dove succede anche che le domande siano bloccate perché quando si istruiscono, le carte di identità sono scadute (ovviamente non quando sono state presentate) o si blocchino i premi perché l’applicativo (una macchina), nonostante l’azienda rispetti tutti i requisiti, segnala erroneamente una anomalia. Tradotto in euro (caso concreto) sono 22 mila euro non ricevuti.

In attesa di poter sperimentare in autunno l’organismo pagatore regionale che Coldiretti Sardegna chiedeva da tempo (“non è automatico il suo funzionamento occorre strutturalo adeguatamente come ci insegnano altre Regioni” avvisa Battista Cualbu) ci sono altre riforme urgenti da portare avanti. “Come quella del Super Caa – ricorda ancora il presidente della Coldiretti – presente tra l’altro nel programma della nuova Giunta. Riteniamo sia fondamentale per sburocratizzare il sistema garantendo ai produttori gli auspicati tempi certi e quindi uno snellimento procedurale sostanziale. Non necessita di alcun cambiamento organizzativo in nessuna struttura, ma conferisce solo diversi ruoli ai CAA che, liberando carta e impegni burocratici ad Argea ed altri Enti che potranno dedicarsi con più efficacia ed efficienza, ad altri importanti compiti istruttori”.

“Ribadiamo inoltre la necessità – sottolinea Luca Saba – dell’introduzione di un sistema di valutazione da parte delle aziende agricole stesse del servizio erogato dalle agenzie agricole. Cosi come nelle grandi aziende sarebbe auspicabile un servizio di “customer satisfaction” realizzato da una azienda terza, dando la possibilità agli imprenditori agricoli di poter dare il proprio giudizio sulla loro efficienza ed efficacia e alla pubblica amministrazione gli strumenti per poter migliorare e potenziare le prestazioni”.

Domande:

1) Come mai per il settore ovicaprino la siccità è stata pagata tra novembre 2017 e i primi mesi del 2018 e per tutti gli altri settori ad oggi sono stati pagati solo il 3% dei 38milioni stanziati?

2) Come mai l’iter delle domande cambia a seconda del servizio territoriale? Da una parte sono liquidate e in un altro bocciate?

3) Come mai delle 400 domande della siccità per tutti i settori eccetto ovicaprino, pagate ad oggi, il 45,5% sono in provincia di Nuoro?

 

PISA, GRANO: ANNATA BUONA MA L’IMPORTAZIONE CANADESE VANIFICA GLI SFORZI

 

Aumenta di 7 volte la quantità di grano importato dal Canada in Italia nel 2019 dopo l’entrata in vigore del Ceta – l’accordo di libero scambio fra la UE e il Paese nord americano. È quanto emerge da un’analisi di Coldiretti su dati Istat nei primi quattro mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2018. “Il balzo delle importazioni arriva proprio al termine della stagione di trebbiatura del grano italiano”, commenta Coldiretti. “Un lavoro che rischia di essere vanificato dalla concorrenza sleale delle importazioni canadesi”.

In provincia di Pisa la produzione di grano ha registrato 561.000 quintali nel 2018, tra frumento tenero e duro, su oltre 20.000 ettari di superficie, spesso dislocati su piccoli appezzamenti. “Le nostre produzioni sono limitate rispetto al Canada – spiega Tiziano Busti, vice presidente del Consorzio Agrario del Tirreno e imprenditore agricolo di Santa Luce – e dobbiamo fronteggiare una serie di spese in proporzione di gran lunga superiori, oltre a tempi di lavorazione diversi, che implicano spostamenti e macchinari adatti. In secondo luogo siamo soggetti a restrizioni e norme sanitarie più stringenti, al contrario dei produttori canadesi che, com’è noto, ricorrono al glifosato in pre-raccolta”.

“L’annata agraria è stata soddisfacente – conclude – ma paghiamo lo scotto dei prezzi al quintale: circa 20 euro, variato di poco dallo scorso anno. Una cifra che lascia amarezza e costringe spesso alla riduzione della produzione, con una perdita per le imprese e per i consumatori”.

“Occorre ricordare perché eravamo contrari al Ceta – aggiunge Fabrizio Filippi, presidente di Coldiretti Pisa – sapevamo infatti che questo accordo avrebbe provocato una distorsione del mercato a netto favore dei prodotti importati. Inutile gioire per una buona annata se gli sforzi vengono poi vanificati in questo modo. I nostri prodotti non sono inferiori a quelli dei canadesi, al contrario, siamo in grado di creare un prodotto di qualità e vogliamo che venga valorizzato”.

 

RIETI, FINALMENTE PARTE LA RICOSTRUZIONE AD AMATRICE

E’ scaduto oggi pomeriggio il termine per la presentazione delle domande relative alle procedure per stabilizzare e rendere definitive le strutture produttive e zootecniche. Sono state 18 le richieste degli allevatori della zona del cratere che puntano a riprendere a pieno regime le attività dopo anni estremamente difficili.

“E’ un primo passo importante per avviare un percorso, uscire dalla precarietà e poter finalmente guardare il futuro in maniera più serena – spiega Alan Risolo, presidente Coldiretti Rieti – Rendere definitive queste strutture e far partire concretamente le operazioni di ricostruzione è fondamentale per la ripresa economica del territorio e in particolare del settore agricolo che, negli ultimi 3 anni, ha fatto registrare un calo delle vendite superiore al 70%. Considerando che ci sono altri allevatori che vorrebbero presentare le domande per la stabilizzazione delle stalle è auspicabile che venga concessa una proroga rispetto alla scadenza attuale del 31 luglio”.

 

MODENA, CIMICE ASIATICA: I MODENESI PRONTI A GUIDARE LA BATTAGLIA

 

Danni che possono arrivare fino al 70% della produzione di pere, ciliegie, ma anche kiwi, albicocche e piante da vivaio: è il catastrofico effetto sulle campagne della cimice asiatica, il terribile insetto che rende invivibili anche i giardini, le aree verdi pubbliche e costringe i cittadini a barricarsi in casa con porte e finestre chiuse. E’ quanto dichiara Coldiretti Modena nel candidare, a fronte dell’esperienza maturata in Emilia Romagna, il Consorzio Fitosanitario provinciale e il territorio modenese come soggetti pilota, in Italia, per la sperimentazione di metodi di lotta contro la cimice asiatica.

La nostra provincia – continua Coldiretti Modena – dove la cimice marmorata asiatica è comparsa per la prima volta in Italia nel 2012, è all’avanguardia nella ricerca e nella sperimentazione di metodi di lotta. Dopo il rinvenimento del primo esemplare sono state messe in campo innumerevoli attività di verifica territoriale e sperimentazione per approfondire la biologia della specie, le potenzialità di adattamento alle condizioni locali e l’efficacia dei metodi di lotta con particolare attenzione all’utilizzo di interventi con insetti antagonisti, nemici naturali della cimice.

L’utilizzo di insetti antagonisti naturali appare particolarmente interessante – sottolinea Coldiretti Modena – dal momento che la cimice non si insedia su una sola specie vegetale ma su più essenze che possono costituire l’habitat per gli antagonisti naturali. Su questo versante si registrano gli interessanti risultati preliminari della sperimentazione, avviata da qualche anno, con un insetto autoctono che si nutre delle uova di cimice (Anastatus bifasciatus). Quello che serve – commenta Coldiretti Modena – è quindi una strategia a 360° che non si limiti a combattere la cimice in campagna ma preveda azioni mirate anche nelle aree verdi urbane e nei centri abitati.

Riteniamo che la Regione – continua Coldiretti Modena – oltre a valutare il potenziamento delle risorse a favore di una ricerca mirata, possa attivare, come già avvenuto in passato per altre emergenze, una serie di interventi finanziari e agevolativi per far fronte al mancato reddito delle imprese, attraverso convenzioni con le banche, l’intervento dei Consorzi Fidi, la sospensione di mutui, pagamenti, tasse, contributi per compensare e non appesantire il bilancio delle aziende gravato  dalle spese colturali sostenute per una produzione che rischia di venire azzerata e di non produrre quindi alcun reddito.

La “cimice marmorata asiatica” – rende noto Coldiretti Modena – arriva dalla Cina ed è particolarmente pericolosa per l’agricoltura perché prolifica con il deposito delle uova almeno due volte all`anno con 300-400 esemplari alla volta che con le punture rovinano i frutti rendendoli inutilizzabili e compromettendo seriamente parte del raccolto. La diffusione improvvisa di questi insetti che non hanno nemici naturali nel nostro paese – spiega Coldiretti – è favorita dalle alte temperature e dalla loro polifagia, potendosi spostare su numerosi vegetali, coltivati e spontanei. La lotta in campagna per ora può avvenire attraverso protezioni fisiche come le reti a difesa delle colture.

 

LA SPEZIA, CANALE LUNENSE: UNA DONNA ALLA GUIDA DEL CONSORZIO DI BONIFICA

 

“Congratulazioni alla neo Presidente Francesca Tonelli che assume un incarico di grande responsabilità nel sistema delle bonifiche, delle irrigazioni e dei miglioramenti fondiari”. Interviene così Coldiretti La Spezia all’indomani della prima seduta del nuovo Consiglio del Consorzio di Bonifica Canale Lunense chiamato ad eleggere il Presidente, il Vice Presidente e la Deputazione.

“Un piano per la riduzione del rischio idrogeologico, con l’obiettivo di migliorare significativamente la sicurezza del territorio da allagamenti, alluvioni e frane e un piano degli invasi come risposta alle ricorrenti siccità che penalizzano l’agricoltura, sono fra le prime necessità del nostro territorio” – commentano Sara Baccelli e Francesco Goffredo, Presidente e Direttore di Coldiretti La Spezia. “Ed è inoltre necessario lavorare insieme sulla tutela della biodiversità, sulla gestione sostenibile delle risorse naturali, sulla riduzione degli sprechi, su modelli equi e sostenibili di produzione e consumo, anche portando questi temi nelle scuole facendo crescere i nostri figli con un grande senso di responsabilità nei confronti dell’ambiente”.

Nell’ambito del nuovo consiglio direttivo, composto da 12 soggetti eletti fra gli oltre 14mila consorziati più 3 soggetti nominati fra quelli proposti dai Comuni del comprensorio, sono 7 quelli di espressione Coldiretti: oltre al Presidente Francesca Tonelli di Luni (SP), Giulio Federici (Luni) e Michele Segnani (S. Stefano di Magra) eletti in Deputazione, Laura Angelini (Luni), Marco Boragno (Castelnuovo Magra), Adriano Capetta (S. Stefano di Magra) e Andrea Spagnoli (Arcola) consiglieri.

“Ci auspichiamo infine – conclude Coldiretti La Spezia – che il Canale Lunense lavori in sinergia con Regione Liguria e le Organizzazione Agricole per modificare la legge regionale in materia di consorzi di bonifica; se nel 1882 a loro fu affidato il ruolo di rendere coltivabili le aree paludose del Paese, oggi gli stessi consorzi possono e devono diventare centrali per la tutela e la salvaguardia del territorio. E non possiamo neppure limitarci a pensare che i consorzi di bonifica siano solo al servizio dell’agricoltura, poiché le infrastrutture realizzate da tali enti hanno una valenza per l’intera collettività”.

 

BASILICATA, COLDIRETTI ESPRIME SODDISFAZIONE PER ACCORDO SU RIFORMA AGEA

 

Soddisfazione è stata espressa da Coldiretti Basilicata per l’importante accordo raggiunto sulla riforma dell’Agea, l’ente pagatore di tutti i contributi agricoli, finalizzata ad una sempre maggiore efficienza e semplificazione. “E’ importante che siano state recepite le proposte della Coldiretti – fa sapere l’organizzazione professionale lucana – diverse, infatti, nei mesi scorsi sono state le criticità segnalate anche dalla confederazione agricola lucana in merito a ritardi ed anomalie che si sono registrate nel 2016 e 2017, la cui soluzione è stata possibile solo grazie alla mobilitazione messa in atto dalla Coldiretti.  A questo punto è fondamentale – come ribadito dallo stesso presidente nazionale Prandini – che l’Agea, per il ruolo strategico che svolge a servizio degli agricoltori – conclude Coldiretti Basilicata –  sia sempre più a misura delle nuove necessità dell’impresa che richiede adempimenti snelli e tempi certi dei pagamenti”.

 

MARCHE, ANTICIPO DELLA PAC: ARRIVANO 9 MILIONI PER 4MILA AZIENDE AGRICOLE

 

Quasi 9 milioni di euro per circa 4mila aziende agricole associate a Coldiretti Marche. Buone notizie per gli agricoltori dopo l’erogazione da parte di Agea dell’anticipo del 50% degli importi Pac. Il contributo è stato erogato ieri (mercoledì 31 luglio) a quei produttori che ne avevano fatto richiesta entro lo scorso 1° luglio. Un provvedimento fortemente voluto da Coldiretti Marche e per il quale la presidente regionale Maria Letizia Gardoni e il direttore regionale Enzo Bottos hanno espresso viva soddisfazione. “L’aspetto finanziario – dicono – è un elemento spesso critico per le nostre aziende. L’anticipo Pac rappresenta liquidità immediata che, altrimenti, sarebbe stata disponibile a novembre. Una boccata d’ossigeno davvero importante per gli imprenditori agricoli”.

 

MANTOVA, SVILUPPO RURALE: DA LOMBARDIA 6 MILIONI PER CONSULENZA AZIENDALE

Coldiretti Mantova informa gli agricoltori che fino al 20 settembre prossimo è possibile partecipare all’Operazione 2.1.01 “Incentivi per l’attività di consulenza aziendale” del Programma di sviluppo rurale della Lombardia, con una dotazione finanziaria complessiva pari a 6 milioni di euro.

Coldiretti Mantova insieme con il sindacato regionale ha previsto una rete di assistenza specifica per le domande, alla luce degli obiettivi dell’operazione del Psr e della sicurezza sui luoghi di lavoro. “I servizi di consulenza sono fondamentali per accrescere la competitività delle imprese – spiega Alberto Lombardi, responsabile economico di Coldiretti Mantova –. Nello specifico, gli ambiti riguarderanno l’insieme delle prestazioni tecniche di carattere specialistico, articolate in un progetto, realizzate da tecnici qualificati, finalizzate ad aiutare gli imprenditori agricoli, i silvicoltori nella gestione aziendale, per migliorare risultati economici, la sostenibilità ambientale, il rispetto del clima e la resilienza climatica della loro azienda o investimento, la diffusione dell’innovazione e la crescita delle competenze professionali”.

I beneficiari del finanziamento sono gli Organismi di consulenza riconosciuti, con sede in Lombardia. Il contributo, erogato in conto capitale, è pari all’80% della spesa ammissibile per progetto di consulenza e l’importo dell’aiuto è limitato a 1.500 € per consulenza e fino a un massimo di tre consulenze per ciascun destinatario. Per informazioni contattare Alberto Lombardi: 0376/375420, alberto.lombardi@coldiretti.it; Elena Poltronieri: 0376/375454, elena.poltronieri@coldiretti.it.

 

BENEVENTO, PRIORITÀ A DINAMISMO E GIOVANI, RIQUALIFICARE FIUMI E DIGHE

 

Si è tenuta questa mattina, presso la sede della federazione di Coldiretti Benevento, la conferenza stampa di presentazione del nuovo direttore Gerardo Dell’Orto, che subentra a Michele Errico, destinato a nuovi incarichi nell’organizzazione. Accanto al neo direttore il presidente Gennarino Masiello, che ha affrontato le emergenze emerse al Tavolo Verde in Regione, riattivato dal consigliere per l’Agricoltura Caputo.

Gerardo Dell’Orto è all’esordio nella direzione di una federazione di Coldiretti. Originario di Oliveto Citra in provincia di Salerno, sposato, ha 39 anni ed è papà di una bambina. Si è laureato in Economia e Commercio all’Università degli Studi di Salerno. Figlio di agricoltori, lavora in Coldiretti da circa quindici anni ed è stato segretario di zona ad Eboli, nella Piana del Sele, che si caratterizza per l’agricoltura serricola della quarta gamma e per gli allevamenti zootecnici di bufale.

“In due giorni – ha esordito il direttore Dell’Orto – mi sono già innamorato del Sannio beneventano. È un territorio che rappresenta un’agricoltura dai numeri e dalle potenzialità importanti. Provengo da un’area interna e conosco bene le difficoltà che incontrano ogni giorno gli agricoltori, ma ho avuto anche la fortuna di lavorare in un’area agricola molto dinamica. Voglio mettere questa esperienza a disposizione della Coldiretti di Benevento, facendo lavoro di squadra anzitutto con i giovani che compongono il consiglio di federazione, con i dipendenti dei nostri uffici, con le associazioni del territorio e con le Istituzioni”.

“Al nuovo direttore – ha sottolineato il presidente Masiello – vanno gli auguri miei e dell’intero consiglio di federazione della Coldiretti Benevento. Siamo certi che saprà imprimere il giusto dinamismo che la nostra organizzazione sta portando avanti a tutti i livelli. Al Tavolo Verde in Regione, su cui registriamo un cambio di passo da parte del nuovo consigliere all’Agricoltura Nicola Caputo, abbiamo posto la necessità di accelerare sui bandi del PSR e sulla nuova programmazione, dentro cui il Sannio gioca una grande partita per il futuro. Abbiamo l’obiettivo di creare rapporti chiari e forti tra produttori agricoli e trasformatori, ma anche di mettere in campo scelte che non vadano solo a vantaggio del settore primario, ma di tutti i cittadini. Scelte che riguardano la sostenibilità ambientale e la capacità di creare economia, passando anzitutto attraverso la riqualificazione delle acque. Pensiamo alla diga di Campolattaro e ai grandi fiumi, in primis il Calore, il Sabato e il Tammaro, che possono essere utili all’agricoltura ma anche diventare attrattori turistici. Rendere vivibili i fiumi e infrastrutturare la diga significa creare servizi e costruire un racconto del territorio che si esalta attraverso i percorsi sul cibo di qualità”.

 

EMILIA-ROMAGNA, CIMICE ASIATICA: SERVONO MISURE RAPIDE

 

L’impatto della cimice asiatica sulle colture della nostra regione ha superato i livelli di guardia. Lo afferma Coldiretti Emilia Romagna nel commentare una situazione che nella pianura Padana si sta facendo sempre più insostenibile per gli agricoltori che vedono il loro reddito in pericolo per via dei danni del parassita alieno della “cimice marmorata asiatica”, che dal 2012 imperversa nelle nostre campagne.

Da un lato è necessario accelerare il più possibile i lanci degli insetti antagonisti – sostiene Coldiretti Emilia Romagna – ma dall’altro è importante che le istituzioni non facciano mancare il loro apporto.

Il settore frutticolo dell’Emilia Romagna – afferma Coldiretti regionale – è a rischio e chiediamo a tutte le istituzioni competenti di mettere subito in campo soluzioni che vadano a prevenire e risarcire i danni alle aziende agricole.

Inoltre riteniamo che la Regione – continua Coldiretti Emilia Romagna – possa attivare, come già avvenuto in passato per altre emergenze fossero esse zoopatie o fitopatie,  una serie di interventi finanziari e agevolativi per far fronte al mancato reddito delle imprese, attraverso convenzioni con le banche, l’intervento dei Consorzi Fidi, la sospensione di mutui, pagamenti, tasse, contributi per compensare e non appesantire il bilancio delle aziende gravato  dalle spese colturali sostenute per una produzione che rischia di venire azzerata e di non produrre quindi alcun reddito.

La cimice asiatica è solo l’ultimo dei parassiti alieni che hanno invaso l’Italia con i cambiamenti climatici e la globalizzazione degli scambi commerciali, dal moscerino dagli occhi rossi (Drosophila suzukii) che colpisce ciliegie, mirtilli e uva al cinipide del castagno (Dryocosmus kuriphilus), fino all’Aethina tumida, il coleottero killer delle api, provocando all’agricoltura danni stimabili in oltre un miliardo.

 

L’AQUILA, DOMENICO ROSELLI NOMINATO NUOVO DIRETTORE COLDIRETTI PROVINCIALE

 

Cambio di vertice alla Coldiretti L’Aquila. Domenico Roselli, 49 anni, è il nuovo direttore della federazione provinciale nominato questa mattina dal consiglio direttivo che ha inaugurato così un nuovo percorso per la principale organizzazione agricola a livello nazionale e regionale. Roselli, di origini pugliesi, sposato con due figli, è vissuto tra Milano e Roma con incarichi in Coldiretti soprattutto nel Sud Italia con particolare riferimento alle regioni Sicilia, Puglia, Campania e Calabria, dalla quale proviene. 

“Sono emozionato ed entusiasta per questa nuova ed importante esperienza – ha detto Roselli presentandosi ai dirigenti aquilani – ma anche consapevole che c’è tanto da fare. E la prima cosa sarà la conoscenza del territorio e delle persone da cui scaturiranno le nuove e giuste sinergie per un percorso mirato alla realizzazione di filiere – piccole e grandi – a beneficio delle aziende agricole”.

Le parole d’ordine del nuovo direttore sono: “contaminazione” e conoscenza. “Per rappresentare un territorio – aggiunge Roselli – è necessario imparare a conoscerlo e a riconoscerlo attraverso le persone, le aziende e le eccellenze che esprime. La provincia dell’Aquila è ricca di potenzialità da far conoscere adeguatamente anche rafforzando il ruolo di Coldiretti e del suo progetto economico. Sono quindi molteplici le sfide che ci attendono e che dovremo affrontare con determinazione e velocità”.

Il presidente della Coldiretti L’Aquila, Angelo Giommo, a nome del Consiglio Direttivo della federazione provinciale e alla presenza del direttore regionale di Coldiretti Abruzzo Giulio Federici nonché di Antonio Biso e di Alessandro Fedi dell’Area Organizzazione della Confederazione nazionale Coldiretti, ha porto il più sincero benvenuto al nuovo direttore, sottolineando l’intenzione di “potenziare il lavoro intrapreso a tutela degli imprenditori agricoli aquilani e dei cittadini-consumatori”.

 

SICILIA, INCONTRO FORMAZIONE COLDIRETTI, FITTA AGENDA OBIETTIVI DA RAGGIUNGERE

 

Una fitta agenda con obiettivi da raggiungere per essere all’avanguardia nei tanti servizi dell’attività Coldiretti.  Questo lo scopo della giornata di formazione di tutto il personale della Sicilia che si è svolta oggi ad Enna e alla quale ha partecipato anche Romano Magrini, capo area Lavoro e relazioni sindacali della Confederazione.

Vari i punti all’ordine del giorno primo tra tutti la situazione del Psr e le ricadute sul territorio siciliano, in particolare le vaste aree dove proprio molti giovani vogliono investire in agricoltura. Durante l’introduzione ai lavori, il presidente regionale, Francesco Ferreri, ha ribadito l’importanza della petizione Coldiretti #stopciboanonimo soprattutto alla luce delle importazioni crescenti come dimostra la motonave ferma a Pozzallo con grano canadese.

 

ALESSANDRIA, RELAX E BUONA CUCINA: VACANZE VERDI IDEALI PER TURISTI STRANIERI

 

Sarà un mese di agosto all’insegna delle presenze in agriturismo anche in provincia di Alessandria dove le circa 70 strutture associate a Terranostra – Agriturismo di Campagna Amica, si confermano una delle mete preferite per chi vuole trascorrere le vacanze in relax, a contatto con la natura, riscoprendo le tipicità enogastronomiche del territorio.

In aumento la presenza di turisti internazionali, anche a livello provinciale, che preferiscono l’Italia ad altre mete considerate meno sicure: la maggiore concentrazione delle presenze si registra in agosto ma dell’aumento dei flussi turistici beneficiano soprattutto quelle realtà che hanno saputo meglio diversificare e innovare l’offerta.

Per la scelta resta determinante il passa parola anche se la scelta avviene sempre più di frequente attraverso siti come www.campagnamica.it e con la nuova App di Campagna Amica, il servizio di Coldiretti che sullo smartphone o sul tablet permette di accedere a tutta la rete di Campagna Amica, il più grande circuito europeo di vendita diretta e ospitalità degli agricoltori.

“Le vacanze in agriturismo sono favorite – sottolinea il Presidente di Coldiretti Alessandria Mauro Bianco – dalla tendenza a diversificare il periodo delle ferie, dall’opportunità di scegliere vacanze ripetute, ma più brevi, dalla preferenza accordata ai soggiorni in Italia rispetto all’estero. Oltre alla buona tavola, una delle ragioni principali per scegliere l’agriturismo è anche la costante crescita dell’offerta di programmi ricreativi”.

A spingere i turisti nel verde c’è sicuramente la volontà di allontanarsi dal caos quotidiano delle città e di trascorrere il tempo libero all’aria aperta, ma anche la voglia di gustare i sapori del territorio negli agriturismi dove sono più radicate le tradizioni alimentari ed è ancora possibile gustare autentiche specialità regionali realizzate con ingredienti genuini e ricette uniche.

“Se la buona tavola è una delle ragioni principali per scegliere l’agriturismo, sono sempre più spesso offerti programmi ricreativi come l’equitazione, il tiro con l’arco o il trekking – aggiunge Stefania Grandinetti Agrichef e presidente regionale e provinciale Terranostra – Agriturismi di Campagna Amica – ma non mancano attività culturali come la visita di percorsi archeologici o naturalistici. Inoltre, quasi la metà degli agriturismi viene incontro anche alle esigenze di chi ama portare con sè gli animali in vacanza”.

“Il web è diventato ormai un compagno dell’intera vacanza per verificare le previsioni, raccontare, anche con gli scatti, luoghi visitati, cibi consumati ed emozioni provate. A privilegiare le vacanze nel verde sono, oltre ai gruppi familiari, in misura sempre più crescente anche i giovani – ha affermato il Direttore Coldiretti Alessandria Roberto Rampazzo – con la scelta del luogo che ultimamente avviene soprattutto attraverso internet che offre la possibilità di valutare sulla base della località, servizi offerti e costi e dove si possono trovare anche tutte le indicazioni necessarie per raggiungere la località di villeggiatura, dalla distanza che si deve affrontare per arrivare anche nelle mete più nascoste, ai tempi di percorrenza, alle indicazioni di dove è ubicata l’azienda e i servizi che offre, compresa l’ospitalità per gli animali”.

Il consiglio? Scaricare la nuova App di Campagna Amica per trovare facilmente la mappa dei mercati contadini, delle fattorie e delle botteghe dove poter comprare il vero Made in Italy agroalimentare offerto direttamente dagli agricoltori italiani o assaporare piatti straordinari, veri e propri superfood della nonna, tramandati da generazioni negli agriturismi e oggi riproposti grazie alla rete degli Agrichef di Campagna Amica.

 

PUGLIA, EXPORT: +26,9% FRUTTA E ORTAGGI LAVORATI E CONSERVATI; FOGGIA LEADER

 

Cresce nel primo trimestre 2019 del 26,9% l’export pugliese di prodotti della lavorazione e conservazione di frutta e ortaggi, una conferma della grande dinamicità del settore, nonostante il gap della logistica che la Puglia e l’Italia scontano rispetto ad altri Paesi. E’ Coldiretti Puglia a commentare i dati Istat sulle esportazioni che nel segmento ortofrutticolo pugliese segnano un ulteriore balzo in avanti.

“E’ il successo dell’export legato a precisi distretti produttivi, con Foggia che fa la parte da leone in Puglia, vive una crescita tangibile grazie soprattutto agli sbocchi in Germania e negli Stati Uniti di ortofrutta e conserve che registrano una crescita del 16%”, dice Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

“Oltre agli scambi storici e consolidati verso la Germania – aggiunge il presidente Muraglia – la Puglia si è imposta negli ultimi anni in Tunisia, Francia, Polonia, Regno Unito e Svizzera, oltre a Benelux, Scandinavia, Spagna, Albania, Grecia. La specializzazione strutturale dell’ortofrutticoltura pugliese, legata alla spiccata vocazione pedoclimatica, flessibilità e tradizione imprenditoriale, consente di proporre una amplissima gamma di prodotti, supportata dalle grandi performance produttive. Tutto ciò va tutelato e promosso sui mercati italiani e mondiali”.

Ancora bassa invece la capacità di esportazione in Cina, Russia, Giappone – dice Coldiretti Puglia – un tema su cui impattano problematiche di conservazione degli alimenti, complessità logistica e lontananza dei mercati.

In particolare, le esportazioni dell’agroalimentare pugliese in Russia hanno perso oltre 160milioni di euro in 5 anni, a causa dell’embargo totale sancito dalla Russia con decreto n. 778 del 7 agosto 2014, secondo una analisi di Coldiretti Puglia fatta dopo la decisione del Consiglio europeo di estendere di altri sei mesi le sanzioni economiche alla Russia per la guerra in Ucraina, una decisione che porterà molto probabilmente al rinnovo dell’embargo deciso da Putin come ritorsione quasi 5 anni fa.

“Si registra un crollo del 78% in valore dell’agroalimentare esportato, passato da 55 milioni di euro nel 2014 ad 11 milioni di euro nel 2019 – conclude il presidente Muraglia – un blocco dell’export, dunque, molto dannoso per la Puglia”.

Il dato è confermato anche da Ismea, aggiunge Coldiretti Puglia, che segnala la forte battuta di arresto dell’export a causa dell’embargo russo per alcuni settori chiave come frutta fresca, carni, latte e derivati, prodotti spesso legati ad aree circoscritte come Puglia, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Puglia e Lazio, per le quali il danno economico è ancora più rilevante.

La Puglia, secondo i dati ISMEA, è prima in Italia per aziende ortive in piena area (ortaggi non coltivati in serre), seconda dietro la Sicilia per frutteti, terza per i legumi. In particolare ha numeri da record – aggiunge Coldiretti Puglia – su pesche, uva da tavola e agrumi per quanto riguarda la frutta, mentre nelle produzioni ortive su lattughe, fave, carciofi e pomodori da industria.

 

Regione

2018

2018

2019

Variazione %

Valore

Gennaio – Marzo

Gennaio – Marzo

Puglia

180.566

40.057

50.826

26,9

 

Elaborazione Coldiretti Puglia Fonte dati Istat Commercio estero

Esportazioni “Altri prodotti della lavorazione e conservazione di frutta e ortaggi”

Anni 2018-2019 (valori in migliaia di euro)

 

VICENZA, LUPO: PIANI DI GESTIONE E CONTENIMENTO, FAR TESORO DELL’ESPERIENZA UE

 

Il tema lupo arriva sul tavolo del prefetto di Vicenza, Pietro Signoriello. La Prefettura, sensibilizzata da Coldiretti Vicenza e da alcuni sindaci del territorio, ha così convocato per oggi il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

In occasione dell’importante sessione del Cposp in Prefettura a Vicenza, Coldiretti ha consegnato al prefetto Signoriello il documento “La gestione della diffusione del lupo per la salvaguardia delle attività agricole di montagna”, recentemente stilato, alla presenza del questore, dell’assessore regionale all’Agricoltura Giuseppe Pan e dei rappresentanti provinciali di Carabinieri, Guardia di finanza e Carabinieri forestali, del presidente della Provincia di Vicenza, dei sindaci dell’Altopiano, del presidente dell’Unione montana Spettabile reggenza dei Sette Comuni, nonché di rappresentanti della Regione del Veneto, dell’Ispra, dell’Arpav e dell’Ulss7 Pedemontana.

Il report di Coldiretti, elaborato a livello regionale e presentato a tutti i prefetti è chiaro: occorre proseguire il monitoraggio dell’effettiva distribuzione del lupo, facendo confluire le informazioni in un unico database regionale; bisogna coprire al 100% i costi sostenuti dagli allevatori per la realizzazione di sistemi di prevenzione e contribuire alla messa in atto di altri sistemi volti alla maggiore protezione del bestiame al pascolo, garantendo servizi di formazione ed assistenza tecnica alle imprese agricole zootecniche per la realizzazione di tali misure.

“Occorre porre in atto una serie di interventi rapidi ed urgenti – spiega nel corso dell’incontro il presidente provinciale di Coldiretti Vicenza, Martino Cerantola – ed è necessario attivarsi a livello nazionale per l’immediata attuazione del Piano nazionale che comprende, in una logica a scalare, tutte le misure necessarie fino a prevedere il ricorso alla deroga che prevede, su ordinanza delle amministrazioni deputate, previa individuazione dei soggetti abilitati, il controllo numerico della specie”.

Il prefetto Signoriello ha dimostrato grande disponibilità ed attenzione per il tema e, su richiesta di Coldiretti, ha confermato che si farà parte attiva per trasmettere il documento elaborato ai ministri dell’Ambiente Costa, dell’Agricoltura Centinaio e dell’Interno Salvini.

“Il problema connesso alla diffusione sulla montagna veneta di branchi di lupi è del tutto evidente. Nei primi anni – aggiunge il direttore di Coldiretti Vicenza, Cesare Magalini – si è pensato alla presenza dei grandi carnivori come ad un fatto, se così si può dire, di natura episodica. In realtà, in particolare per il lupo, la territorialità degli stanziamenti che interessano oramai tutto l’arco della inferiore delle Alpi, fa sì che non si possa prescindere dall’attivazione di politiche di salvaguardia dell’attività economica, in particolare della monticazione in malga”.

A quest’ultimo riguardo, il patrimonio delle malghe in Veneto è considerevole ed è in grado di esprimere prodotti caseari di grande qualità. Uno fra tutti l’Asiago, oltre che rappresentare un elemento imprescindibile per la biodiversità nelle aree montane. Va ricordato che la gran parte delle malghe è pubblica, pertanto una corretta gestione implica la compartecipazione tra allevatori ed amministrazioni, anche nell’affrontare l’emergenza.

Il presidente Cerantola, in prefettura a Vicenza con al fianco anche i presidenti di sezione e di zona Coldiretti dell’Altopiano, conclude: “l’attivazione della deroga si profila come soluzione necessaria. Occorre impegnarsi ai livelli di competenza, senza alcun indugio, nei confronti del Governo, al fine di approvare e rendere operativo il Piano di gestione del lupo, che preveda anche la possibilità di contenimento della popolazione alpina”. Ed il direttore Magalini chiosa: “se si vuole affrontare il problema seriamente, è necessario far tesoro dell’esperienza già vissuta in tutta Europa con i Piani di gestione e di contenimento”.

 

RAVENNA, ASSUERO ZAMPINI NUOVO DIRETTORE DELLA COLDIRETTI PROVINCIALE

 

Cambio al timone di Coldiretti Ravenna. Il bolognese Assuero Zampini, 59 anni, è il nuovo direttore della Federazione provinciale. Sposato, due figlie, Zampini ha mosso i primi passi in Coldiretti nella sua Bologna nel lontano 1980 per poi fare la prima esperienza da direttore nel 1996 alla guida della Coldiretti di Novara, Verbano Cusio e Ossola. Ha poi diretto le Federazioni di Modena, Cremona, Macerata e, da ultimo, per quattro anni, quella di Reggio Emilia. Il neo direttore succede a Walter Luchetta che lascia dopo cinque anni per andare a ricoprire un nuovo incarico.

A formalizzare all’unanimità la nomina il Consiglio direttivo della Federazione provinciale, riunitosi alla presenza di Antonio Biso, responsabile dell’area organizzazione e servizi della Confederazione Nazionale Coldiretti, del direttore di Coldiretti Emilia Romagna Marco Allaria Olivieri e del presidente provinciale Nicola Dalmonte. Il presidente e i consiglieri hanno ringraziato il direttore uscente Luchetta per il grande e proficuo lavoro svolto e formulato i migliori auguri per il nuovo incarico al neo direttore Zampini che si è detto a disposizione per “andare da subito sul territorio al fine di confrontarsi con gli associati ed incontrare una ad una le tante realtà imprenditoriali che fanno della provincia di Ravenna uno dei motori dell’agricoltura regionale e nazionale, una zona, come risaputo, altamente vocata alla qualità delle produzioni – ha concluso Zampini – quella qualità che porteremo tutti insieme al grande Villaggio Coldiretti di Bologna a fine settembre”.

 

CALABRIA, CENSURA TAR A MIOPIA REGIONE CALABRIA SUI CONSORZI DI BONIFICA

 

Con due Ordinanze Cautelari depositate il 31 luglio u.s. il Tar Calabria (sezione Prima) ha accolto i ricorsi presentati rispettivamente dal Consorzio di Bonifica dei Bacini Meridionali del Cosentino e dal Consorzio Alto Ionio Reggino (ex Caulonia) nei confronti della Regione Calabria per l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, dell’atto di annullamento del bilancio di previsione emesso dalla Struttura di Controllo sugli Atti dei Consorzi di Bonifica istituita presso il Dipartimento Agricoltura. Il TAR, accogliendo la domanda cautelare degli Enti Consortili, ha ragionevolmente argomentato che “appare allo stato fondata la censura di non immediata e diretta applicabilità ai Consorzi della disciplina in ex D. Lgs.118/2011” (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio di Regioni ed Enti Locali) e quindi ha disposto l’accoglimento della domanda cautelare, limitatamente agli effetti che scaturiscono sul bilancio di previsione dell’anno 2019.

“Ancora una volta – commenta il Presidente di Coldiretti Calabria Franco Aceto –il TAR corregge le “diottrie” della Regione Calabria e le prescrizioni che vengono esposte sono chiare. Ma ancor più- ribadisce – emerge che gli amministratori dei Consorzi di Bonifica e la Coldiretti sono attenti e rispettosi delle regole e delle procedure amministrative nel mentre dall’altra parte si riscontra una netta ed evidente posizione di ostilità e superficialità del Dipartimento Agricoltura al quale consigliamo e chiediamo un maggiore confronto sulle problematiche inerenti la gestione e auspichiamo vivamente di non continuare a  procedere sulla strada intrapresa, al fine di evitare ulteriore inutile dispendio di tempo e di risorse, che sicuramente non giova agli interessi degli agricoltori calabresi”.

 

MOLISE, IN ARRIVO L’ANTICIPO DELLA PAC 2019 PER OLTRE IL 90% DELLE NOSTRE IMPRESE

Coldiretti Molise esprime grande soddisfazione per l’imminente avvio della fase di liquidazione dell’anticipazione del contributo Pac per la quasi totalità delle aziende che si sono rivolte al CAA Coldiretti. In base al D.M.5932/19, Agea (Ente pagatore) ha infatti disposto l’erogazione di oltre 2 milioni e 700mila euro a beneficio delle aziende, socie di Coldiretti, che hanno presentato domanda di contributo per l’annualità 2019.

Queste riceveranno a giorni l’importo pari al 50% della cifra totale loro spettante; un aiuto economico importante che arriva in un momento particolarmente difficile per le molte aziende agricole provate dagli ultimi eventi calamitosi di questi ultimi mesi, nonché dall’atavico problema causato dall’aumento incontrollato della fauna selvatica.

“Si tratta di un ottimo risultato – ha affermato soddisfatto il direttore regionale di Coldiretti Molise, Aniello Ascolese – che va riconosciuto all’impegno ed alla dedizione dell’intera struttura di Coldiretti Molise. L’opportunità di ricevere questo anticipo, di carattere straordinario – ha aggiunto Ascolese – costituisce una boccata d’ossigeno per le imprese molisane, provate da mille difficoltà, ma che con caparbietà e passione continuano a produrre realizzando, spesso, ricavi che non coprono i costi di produzione. Una situazione che, non ci stanchiamo di ribadire, necessita di interventi urgenti da parte dell’intera classe politica regionale”.

 

FRIULI-V.G., POSITIVA AZIONE REGIONE SU GOVERNO PER CONTENERE INVASIONE CIMICI

 

“Visto l’impegno con cui seguiamo una vicenda che penalizza pesantemente l’agricoltura della nostra regione, ma che riguarda anche tutta la cittadinanza, rileviamo con soddisfazione la sollecitazione al ministro Gian Marco Centinaio da parte dell’assessore regionale alle Risorse agricole Stefano Zannier al fine di definire un piano d’azione per contenere quanto possibile la presenza della cimice asiatica sul territorio”. Lo rileva il presidente della Coldiretti Fvg Michele Pavan sottolineando come la Federazione, “che collabora con la Regione nel monitoraggio della problematica, ha proprio una settimana fa stimato i danni sui frutteti nella Bassa friulana: perdite fono al 100% nella zona di Latisana. Consapevoli che l’insetto colpirà nelle prossime settimane anche altre colture, contiamo che il ministro risponda al più presto alla richiesta del Fvg e di altre amministrazioni regionali per dare riscontro al comprensibile allarme delle nostre aziende”.

 

 

Appuntamenti

 

LUCCA: ALLA VERSILIANA DEI PICCOLI GRANI, FARINE E FAGIOLO SCHIACCIONE

Venerdì 2 agosto

 

Il fagiolo schiaccione, varietà versiliese-pietrasantina tra le più antiche, protagonista alla Versiliana dei Piccoli. Le imprese rosa di Coldiretti Lucca in cattedra allo storico spazio della Versiliana, a Marina di Pietrasanta (Lu), in occasione dell’appuntamento venerdì 2 agosto (17.30) con i laboratori pomeridiani. Nell’occasione Alessandra Dati, dell’azienda Agricola “Il Mulino” di Seravezza e l’azienda Simonelli racconteranno i segreti del grano, dei suoi derivati e del fagiolo schiaccione di Pietrasanta. Qui i bambini potranno divertirsi a impastare con acqua e farina e scoprire le particolarità del fagiolo schiaccione. L’iniziativa è promossa da Donne Impresa Coldiretti Lucca.

 

MASSA ENOLOGIA: SALOTTI E CONTADINI AL BANCAREL’VINO DI MULAZZO

Sabato 3 e domenica 4 agosto

 

Salotti e contadini nel borgo di Mulazzo per la 36esima edizione del Bancarel’Vino. Dalle vinacce di Andrea Bocelli che diventano prodotti di bellezza per il corpo alla celebre Marocca di Casola in una inedita sfida passando per la prima linea di prodotti a base di eucalipto Made in Tuscany fino alla narrazione rosa di alcune delle imprenditrici più coraggiose del territorio che sono riuscite a conciliare famiglia e lavoro, ambizione e business ecosostenibile. Sono solo alcuni dei temi al centro di talk show di Coldiretti Massa Carrara in programma tra sabato 3 e domenica 4 agosto (dalle 18.00 in poi con ingresso libero) nell’ambito della storica rassegna enologica nel centro di Mulazzo (Ms). Info ed aggiornamenti su pagina ufficiale Facebook su https://www.facebook.com/bancarelvino/ e sul sito www.comunemulazzo.ms.it 

Promossa dal Comune di Mulazzo attraverso la regia di Coldiretti per la direzione artistica di Marco Bellentani, Bancarel’Vino mette in fila tanti eventi collaterali rivolti al pubblico e agli appassionati di tipicità e del km zero ad impreziosire il prestigioso concorso enologico che quest’anno ha radunato nel borgo il meglio delle piccole etichette di qualità del territorio (150 etichette e 23 aziende in degustazione).

Il calendario si apre sabato 3 agosto, giorno di apertura della rassegna con l’inaugurazione alle ore 18.00 alla presenza del Sindaco, Claudio Novoa ed autorità per proseguire con la sifda con “Marocca vs Marocco” (ore 19.00), la “Cosmetica e vino” a cura di Matteo Bacci dell’azienda agricola “Speziali Lauretani” che produce prodotti per la bellezza utilizzando la vinaccia dell’azienda agricola di Andrea Bocelli (ore 19.30), “L’Eucalipto ed il suo utilizzo” con la prima filiera Made in Tuscany a cura di Elena Giannini (ore 20.00) ed il talk show con le imprenditrici toscane coordinato da Marina Fruzzetti ed Alessandra Menegalli con Silvia Bellè, Alice Conti, Francesca Pascale e Piera Mosti (ore 20.30), un’appendice del Bancarella Cucina (ore 21.30). La seconda giornata, domenica 4 agosto, mette in agenda le premiazioni del concorso (ore 18.00) e lo show culinario culturale dello chef stellato Cristiano Tomei (19.00) con due installazioni, l’orto edibile a base di prodotti offerti dagli associati di Coldiretti Massa Carrara ed il Pollaio, e “La Carbonara Perfetta” insieme alla giornalista Eleonora Cozzella.