L’azienda agricola
ed i fattori produttivi

Indice

•  Cosa si intende per produzione agricola

•  Cosa si intende per azienda agraria

•  I fattori produttivi:

            -terra

            -capitale

            -lavoro

•  Il fattore tempo in agricoltura

•  Sostenibilità del processo produttivo

Cosa si intende per produzione agricola

 

Il processo che lega tra loro i concetti di azienda, impresa, settore e sistema è la produzione agricola definibile come:

l'attività, nell'ambito delle aziende agrarie, attraverso la quale alcuni beni ( i fattori produttivi ) vengono trasformati in nuovi beni ( i prodotti ) aventi una utilità maggiore dei primi

•  produzione di beni e di servizi, diretti e indiretti sottoposta a variabili temporali e spaziali

•  aziende agricole come n unità produttive di un settore dove si realizzano n processi produttivi.

Ognuna delle n aziende e degli n processi produttivi sono inserite/i in filiere (ad es. filiera zucchero) e/o aree territoriali, sistemi locali di sviluppo.

Il modo in cui l'azienda si articola nei sistemi produttivi e territoriali da luogo alla struttura dell'impresa che diviene quindi lo strumento di analisi privilegiato.

 

Cosa si intende per azienda agraria

Secondo la classica definizione di Serpieri l'azienda agraria è:

"è la combinazione elementare dei mezzi di produzione, .....combinazione, perché dei mezzi non si uniscono in un modo qualsiasi, ma vi si coordinano, ai fini della produzione, in determinate qualità e quantità; elementare, perché la risultante combinazione è un'unità che non può scomporsi senza diminuire o distruggerne l'efficienza produttiva".

Ancora Serpieri afferma che

"Il funzionamento dell'azienda agraria esige la cooperazione di persone fisiche, a capo delle quali sta chi, con le sue scelte economiche, attua la combinazione dei mezzi produttivi e la fa funzionare al fine della produzione, cioè ne ha la gestione"

quindi

"A fianco dell'azienda agraria, unità oggettiva, si pone un'unità di gestione, unità soggettiva"

che è possibile identificare nell' impresa , la cui sfera specifica riguarda le scelte aziendali; infatti

"fra tutti i modi tecnicamente possibili di combinare i mezzi di produzione, chi gestisce l'azienda ne sceglie uno a preferenza degli altri. La combinazione produttiva rappresenta un'unità: il problema della scelta di essa è unitario poiché la scelta di ciascun elemento è condizionata da quella degli altri"

 

I fattori produttivi

I mezzi produttivi secondo Serpieri sono:

"come in ogni altra azienda prestazioni di lavoro, strumenti e materie prime o ausiliarie"

Terra

Capitale

Lavoro

La terra

La terra è la base fisica della produzione (suolo e altri elementi ambientali=ambiente pedoclimatico)

ma nella realtà odierna la terra è = caratteri originari + investimenti ( miglioramenti fondiari )

quali investimenti?

Il capitale

Lo sviluppo economico del settore agricolo è funzione di:

aumento della produzione

aumento della produttività dei fattori

La crescita avverrebbe secondo tre direttrici:

la quantità dei fattori di produzione immessi nel ciclo produttivo;

la progressiva sostituzione nell'ambito della funzione di produzione di uno più fattori con altri;

l'aumento della produttività dei fattori senza che cambino i rapporti tra gli stessi ed a parità di quantità dei fattori impiegati, o in altre parole aumento dell'efficienza.

E' possibile sintetizzare questo aspetto nella dizione di progresso tecnico

Che tipo di capitali?

capitali in forma fissa e/o lavoro capitalizzato

capitali immobilizzati nella terra e pertanto intrasferibili (valore di recupero nullo o molto basso)   e che divengono praticamente indistinguibili dalla terra (livellamenti, ammendamenti, sistemazioni idraulico-agrarie, ecc.)

capitali con una efficienza economica temporalmente più definita pur avendo una mobilità praticamente nulla (piantagioni arboree, fabbricati aziendali, ecc.).

•  che danno luogo, insieme alla terra stessa, al capitale fondiario .  

•  il cui peso economico è tale da definire la combinazione produttiva dell'azienda e che definisce il grado d'intensità fondiaria : delle aziende ( intensive ed estensive )

Il capitale pone problemi di scelta e di convenienza in relazione alla remunerazione dei capitali:

l'imprenditore paga un prezzo d'uso = Interesse sul capitale fondiario ( Icf )

il possessore del capitale beneficia di un reddito detto = Reddito fondiario (Rf)

l'imprenditore sostiene le spese per mantenere l'efficienza economica del capitale = Quote di ammortamento (o di perpetuità), (Qaf).

Una seconda classe di capitali impiegati nella produzione agricola da luogo al

capitale agrario o capitale di esercizio    (mobile)

dalla natura estremamente diversificata, e con modi di classificazione differenti

a) In funzione del tempo economico:

capitali a fecondità semplice   (capitale circolante)

capitali a fecondità ripetuta (capitale durevole)

b) In funzione della natura tecnica ed economica:

   capitale di scorta . (capitali tecnicamente differenziati , sia durevoli che a fecondità semplice) Si distinguono scorte vive e scorte morte

   capitale di anticipazione   (tecnicamente indifferenziato, entità monetaria per sostenere le anticipazioni monetarie necessarie per assicurarsi i mezzi funzionali al processo produttivo i cui frutti economici verranno dopo)

In termini finanziari si può considerare come differenza tra gli interessi passivi derivanti dalle anticipazioni e quelli attivi derivanti dai ricavi opportunamente capitalizzata ad inizio di ogni ciclo produttivo

I capitali di scorta possono essere acquisiti sul mercato o prodotti in azienda stessa e definiscono il grado d'intensità d'esercizio :

Data la differente natura dei capitali i costi d'uso che l'imprenditore dovrà sopportare saranno di tipo differente

Per i capitali circolanti il costo è pari al loro intero valore visto che esauriscono il loro ciclo economico nell'unità di rilevazione

Il costo è generalmente indicato con il termine di Spese varie o Spese mercantili (Sv o Sm, + il costo dovuto alla anticipazione monetaria relativa ai mezzi acquistati = Interesse sul capitale agrario (Ica 1 ) che di contro rappresenta un reddito per chi fornisce il capitale = Reddito di esercizio (Re 1 )

Per i capitali durevoli i costi sono analoghi a quelli per il capitale fondiario

a) costo d'uso dato = interesse sul valore dei capitali a fecondità ripetuta (Ica 2 ), (è un reddito per chi li presta = Reddito di esercizio .)

b) Quote di ammortamento sul capitale di scorta

Tipo di capitale

Voci di costo per l'impresa

Voci di reddito

Capitale fondiario

Interesse sul capitale fondiario

Reddito fondiario

Quote di ammortamento

Capitale circolante

Spese mercantili

Interesse sul C. circolante

Reddito di esercizio/1

Capitali durevoli

Interesse sul C. durevole

Reddito di esercizio/2

Quote di ammortamento sul C. di scorta

Il fattore che assume il peso maggiore è la disponibilità di capitale

nelle prime fasi avviene attraverso un aumento di capitale fisso

in una seconda fase l'aumento del capitale avviene in sostituzione degli altri fattori

nell'ultima fase gli investimenti sono in sostituzione dello stock di capitale

Motivazioni private pubbliche nella realizzazione degli investimenti

sostituzione di alcuni fattori produttivi con altri che accrescano la produttività e la convenienza economica

maggiore efficienza ed equità del sistema economico

sostegno dei redditi del settore,

sostegno della domanda del settore agricolo verso altri settori dell'economia

Valutazione degli investimenti

il fattore temporale (costi ed ricavi si realizzano in momenti differenti)

più lontani sono questi momenti maggiore sarà il costo d'uso (interesse o costo-opportunità) del capitale necessario

è necessario confrontare il rendimento atteso dell'investimento con il costo dell'investimento stesso

questo rapporto si chiama efficienza marginale dell'investimento (EMI) ed è dato

per valutare il costo dell'investimento si impiega il saggio di interesse r

la convenienza si avrà ogni volta che EMI > r

La valutazione dipende

variabili note (condizioni di finanziamento, i prezzi)

variabili non conosciute ma prevedibili (risultati economici)

Il volume degli investimenti dipende dal saggio d'interesse (costo opportunità) che influisce sia sulla domanda che sull'offerta di capitali ma anche dalle aspettative di rendimento dei produttori .

Il Lavoro

Il lavoro è il terzo fattore della produzione: differisce dagli altri per vincoli di tipo sociale, psicologico e per la dimensione storica.

Lavoro manuale e intellettuale .

i costi relativi si distinguono in Salari (Sa) e in Stipendi (St), a cui corrispondono due tipi di redditi Redditi da lavoro manuale (Rl) e redditi da lavoro intellettuale (Rd)

L'imprenditore si trova ad anticipare le somme per fare fronte a tali costi e quindi sopporterà un costo che è possibile fare rientrare nella voce già vista Ica 1.

Il lavoro può essere impiegato in misura molto differente in funzione di condizioni interne ed esterne all'azienda (densità demografica, mercato del lavoro, infrastrutture, ecc.)

Un indice utile è:

grado di attività aziendale :   (funzione della tecnologia e in relazione agli ordinamenti aziendali)


Domanda ed offerta di lavoro in agricoltura

La domanda è influenzata da numerose variabili:

risultati economici della produzione

costo dei fattori labour saving

rapporto tra costo del lavoro e prezzi dei prodotti

la struttura del settore a livello zonale: n° di aziende, ordinamenti produttivi, livello tecnologico, ecc.

L' offerta è influenzata da altre variabili:

il rapporto tra reddito agricolo ed extragricolo

la domanda di lavoro in altri settori

la composizione della forza lavoro per classi di età, sesso, scolarizzazione, ecc.

Le difficoltà di adattamento tra domanda e offerta di lavoro sono tipiche e specifiche del settore agricolo, dovute anche ai cicli biologici, e si esprimono anche sotto forme diverse di sottoccupazione:

sottoccupazione stagionale

sottoccupazione nascosta (L/T)


La classificazione dei lavoratori in agricoltura

I lavoratori interessati

                  in forma integrale

                  in forma mista

i lavoratori non interessati

figura miste

Tra i primi:

proprietari coltivatori diretti

affittuari coltivatori diretti

  (autonomi, non autonomi, capitalisti)

Tra i secondi

coloni parziari

i mezzadri

(il contoterzismo)

Tra i terzi:

i salariati a tempo determinato

i salariati a tempo indeterminato

Problemi del lavoro in agricoltura

Problemi definitori:

popolazione rurale e popolazione agricola;

lavoratori secondo le fonti

le persone residenti in azienda

Secondo i dati del Censimento dei 4 milioni di persone che si dichiarano impegnati in agricoltura:

più di due milioni svolgono la loro attività in aziende < di 2 ha;

che salgono a 2,9 milioni se considerando quelle < di 5 ha

Problemi economici:

l'invecchiamento della popolazione agricola

la distribuzione territoriale

la tendenza alla femminilizzazione

l'articolazione nella posizione del lavoro

La combinazione produttiva

"fondamentale è il fondo agricolo, il quale è base territoriale dell'azienda e luogo di applicazione di tutti gli altri mezzi"

L'imprenditore nelle sue scelte di combinazione produttiva prende decisioni relative sia al fondo che all' ordinamento dell'azienda , ossia:

1.   alla organizzazione, risultante da due fattori:

     a) la destinazione produttiva del fondo;

     b) i rapporti tra proprietà, impresa e lavoro;

2.   il modo di esercizio dell'azienda, risultante da due fattori:

     a) i modi di fertilizzazione del fondo;

     b) i modi di esecuzione delle operazioni agricole.

in definitiva la combinazione produttiva

risulta qualitativamente e quantitativamente determinata ...... dal reciproco adattamento dell'ordinamento aziendale e del fondo"


I fattori che condizionano la scelta dell'imprenditore

a) oggettivi:

1) il territorio: ambiente fisico

                       regime fondiario

                       popolazione agricola

2) il mercato: dove a determinati prezzi si acquistano fattori e si vendono merci

3) il campo di scelta:    possibilità tecniche

                       vincoli giuridici (o morali)

b) soggettivi:

1) di natura mercantile: il massimo compenso unitario per i mezzi di produzione apportati

2) di natura extramercantile scelte riguardanti:
il lavoro aziendale
la destinazione della produzione (mercato/autoconsumo)
le consuetudini 
le soddisfazioni non economiche

(questi ultimi sono particolarmente diffusi nel mondo rurale)

Le possibili combinazioni di scelta che l'imprenditore può effettuare riguardano, gerarchicamente:

a) il modo di esercizio dell'azienda, lasciando inalterati fondo ed organizzazione;

b) possono estendersi, oltre all'esercizio, all'organizzazione aziendale;

c) possono infine riguardare, oltre alle sfere di cui sopra, anche il fondo.

Il tempo

Il tempo storico definisce le relazioni causali dell'attività agricola. Nel settore primario il tempo è connesso alla natura biologica della produzione.

Il tempo definisce il ciclo produttivo di ogni processo (cicli annuali e poliennali).

Nel caso dei cicli poliennali si potranno evidenziare diverse fasi (impianto, crescita, maturità, decremento, espianto) con conseguenze economiche e finanziarie.

Il tempo influisce sulla situazione finanziaria ed economica dell'azienda

Il tempo da luogo a un preciso calendario di lavoro .

La dimensione temporale influisce sul ciclo di vita dell'impresa (e della famiglia) ed anche in questo caso è possibile identificare diversi stadi: stabilizzazione, crescita, uscita.

Il tempo poi entra in modo rilevante nella pianificazione delle attività aziendali. Si possono distinguere così i diversi orizzonti dell'impresa:

il periodo breve , in cui i fattori fissi non possono essere modificati

il periodo lungo , nel quale anche i fattori fissi possono essere modificati


Le risorse naturali e il rapporto agricoltura-ambiente

Le risorse naturali a cui ci si riferisce parlando di agricoltura sono:

Suolo

Acqua

Energia

Clima

Biodiversità

Data la scarsità delle risorse si parla di approccio della sostenibilità dello sviluppo.

Una definizione di sviluppo agricolo sostenibile è:

"la sostenibilità dello sviluppo nel settore agricolo può identificarsi con la capacità di mantenere il capitale naturale disponibile nel tempo pur impiegandolo per ottenere utilità derivanti da beni e servizi".

Uno sviluppo può essere definito sostenibile quando la funzione produttiva dei sistemi agricoli (beni e servizi ivi compresi quelli ambientali) non comporti un decremento delle risorse naturali impiegate e le esternalità prodotte non compromettano la capacità di mantenere un determinato livello di qualità dell'ambiente

In termini operativi lo sviluppo sostenibile può essere perseguito attraverso:

un impiego delle risorse rinnovabili tale che il tasso di utilizzo non sia superiore a quello di rigenerazione;

una immissione di rifiuti nell'ambiente pari o minore alla sua capacità di assimilazione.

Un quadro dei rapporti produzione agricola e ambiente

Gli impatti

i possibili impatti che il settore agroforestale evidenzia nei confronti dell'ambiente;

i possibili impatti che l'ambiente agroforestale subisce da altre attività antropiche;

il contributo che il settore agroforestale fornisce in termini di salvaguardia e valorizzazione dell'ambiente.

Per approntare politiche valide è necessario inserire nel quadro informativo altre variabili:

il comparto ambientale nella sua classica ripartizione in suolo, acqua, aria e nel più complesso concetto di ecosistema;

il comparto produttivo, tenendo in considerazione che con le notevoli modificazioni che si sono verificate, ed ancor più in futuro si verificheranno, all'interno del sistema agroalimentare non basta più occuparsi del settore primario ma si deve ragionare in termini di filiera;

le caratteristiche delle risorse sulle quali si manifesta la relazione agricoltura-ambiente (risorse rinnovabili, non rinnovabili, quantità e qualità degli stock, la domanda e gli usi da parte di altri settori).


Inserendo le regole di sostenibilità

a    agricoltura versus ambiente

a 1 Stato delle risorse

impiego eccessivo di risorse naturali rispetto alla rinnovabilità delle stesse, sino al rischio di non riproducibilità (è il caso della fertilità del suolo, delle risorse idriche, di quelle genetiche, di quelle energetiche);

impiego, e quindi contributo all'esaurimento, delle risorse non rinnovabili;

a 2 Pressioni sull'ambiente

immissione di elementi nocivi in concentrazioni tali da superare la soglia di autodepurazione dei sistemi ambientali riceventi (è il caso dei fertilizzanti, dei liquami, dei fitofarmaci, dei gas serra) e quindi depauperamento degli stessi;

 

b    attività antropiche versus ambiente agricolo

b 1   Stato delle risorse

competizione, da parte degli altri settori produttivi, nell'uso di risorse rinnovabili (esempio suolo) o non;

b 2   Pressioni sull'ambiente

immissione, da parte di altri settori produttivi di fattori d'impatto sul territorio agricolo e sulle sue risorse, in misura tale che le funzioni di queste, prima fra tutte quella produttiva, possa essere compromessa in quantità e qualità;


Il suolo

bilancio generale della risorsa

bilancio interno al settore agroforestale

Nel primo caso le variazioni dello stock di capitale sono imputabili al consumo di suolo agrario che si registra nel passaggio tra usi rurali e usi urbani.

Per quanto concerne il bilancio interno al settore agroforestale le variazioni negative nello stock del capitale naturale sono dovute ai fenomeni dell'erosione e della perdita della fertilità.

I due bilanci considerati interagiscono tra loro

La progressiva domanda di suoli per usi non agricoli, in particolare di quelli di più alta qualità, è resa possibile da (ma allo stesso tempo conduce verso) un uso sempre più intensivo della Sau.


La biodiversità

Alcune definizioni:

Biodiversità : la variabilità totale all'interno e tra specie di organismi viventi e loro habitat .

 

Risorse genetiche vegetali : materiale genetico di piante, che comprende le cultivar di moderna costituzione, le varietà originarie, le razze locali, le popolazioni selvatiche delle colture agrarie, e che possiede un valore come risorsa per le presenti e future generazioni umane.

Erosione genetica : perdita di diversità genetica all'interno e tra popolazioni di una stessa specie o riduzione della base genetica di una specie dovuta a intervento umano, cambiamenti ambientali, ecc.

Specie neglette (o sottoutilizzate ) : sono quelle che all'attualità hanno importanza locale o regionale, ma che possiedono il potenziale per una utilizzazione in un ambito più vasto.

Conservazione ex situ : conservazione al di fuori dell'habitat naturale o di origine.

Conservazione in situ : conservazione in una riserva naturale o in campo.

Banca del gene : luogo in cui viene conservato il germoplasma sotto forma di semi, di polline, di colture in vitro o di piante madri.

Accessioni : campioni, piante, semi, linee genetiche o popolazioni tenute in una banca genetica, o inserite in programmi di breeding per la conservazione o l'uso.