PROTOCOLLO DI KIOTO: dalla storia all'attualitą

Il rischio che sta correndo il nostro pianeta è reale e applicare il trattato di Kyoto è indispensabile. Si avverte, dunque, l'esigenza, al fine di tutelare l'ambiente, di una nuova regolamentazione del mercato globale. Il ministro Ruggiero, quando era direttore del WTO, si era battuto per l'introduzione nei trattati commerciali internazionali della clausola sociale in tutto il mondo, includendo la clausola ambientale.
L'Europa sembra decisa a ratificare il protocollo di Kyoto, gli Usa no. Il protocollo propone l'obiettivo di una riduzione del 5,2 % delle emissioni di gas-serra entro il 2012. Sono puri interessi economici che impediscono l'adempimento degli impegni negli accordi Kyoto;
si riportano di seguito alcuni dati storici:
Da Rio a Buenos Aires: il faticoso cammino della diplomazia mondiale
1992, Rio de Janeiro.
Summit della Terra sull'ambiente e lo sviluppo.
Prima, storica, conferenza mondiale sullo sviluppo sostenibile. Gli ambiziosi obiettivi sono descritti nell'Agenda 21, un piano di azione, suddiviso in 40 capitoli, siglato da tutti i leader presenti. Documento fondamentale è la Convenzione quadro sui mutamenti climatici, ratificata da 152 paesi nel 1994. Il documento non contiene vincoli precisi sulla riduzione delle emissioni inquinanti da parte dei singoli paesi, ma indica l'obiettivo generale di non superare la concentrazione di CO2 nell'atmosfera pari a 550 ppmv (parti per milione), considerando che questo provocherà comunque un innalzamento della temperatura terrestre di circa 2 gradi centigradi.

1995, Berlino.
Prima Conferenza delle parti (COP1) Convocata tra i firmatari della convenzione con lo scopo di valutare l'adeguatezza degli impegni esistenti e di prospettare nuove misure per raggiungere gli obiettivi prefissati, la riunione si è svolta all'insegna di grande tensione. L'alleanza tra compagnie energetiche, controllate per lo più dagli Stati Uniti, e i paesi esportatori di petrolio, è riuscita a bloccare qualunque decisione significativa.

1996, Ginevra.
Seconda conferenza delle parti (COP2) Benché anche questo incontro abbia lasciato molte cose irrisolte, ha permesso di fare importanti passi avanti soprattutto riguardo la rimozione da parte degli Usa di alcuni vincoli che avevano impedito un buon esito della Conferenza di Berlino.

1997, Kyoto.
Terza conferenza delle parti (COP3). Di fondamentale importanza per la stesura del "Protocollo di Kyoto", che stabilisce la riduzione entro il 2008-2012 dell'emissione mondiale di CO2 del 5.2% rispetto alle emissioni del 1990, individuando quote massime di emissione per tutti i paesi Ocse e dell'ex-URSS (i paesi del cosiddetto Annex1, responsabili dell'80% dell'attuale effetto serra), mentre rimanda a una seconda fase i vincoli per i paesi in via di sviluppo. Il protocollo (che prevede prima la firma e poi la ratifica) non è stato firmato dagli USA (responsabili, da soli, del 24% delle emissioni mondiali) e, ad oggi, è stato ratificato solo dalle isole Fiji e Antigua e Barbuda. Premessa per cominciare ad agire è invece la ratifica da parte di 55 paesi, responsabili, in totale, di almeno il 52% delle emissioni mondiali.

1998, Buenos Aires.
Quarta conferenza delle parti (COP4). Doveva fissare le modalità di attuazione del protocollo di Kyoto, in realtà il documento firmato è un "Piano di azione" in cui si fissano i punti da negoziare nei prossimi due anni. In pratica si decide di non decidere. Unica nota positiva, la firma da parte degli Usa del protocollo, anche se la successiva ratifica viene vincolata alla richiesta di un impegno preciso anche per i paesi in via di sviluppo, il che di fatto ribalta l'impostazione del protocollo stesso. Insomma tutto rimandato alla conferenza del 2001 in Sudafrica dove, secondo gli ambientalisti e le agenzie internazionali, dopo le presidenziali americane e il rinnovo del congresso, si tireranno le somme del lavoro di questi anni.

PROTOCOLLO DI KYOTO:

Studio degli scienziati e posizione di Bush
Non è stata tanto l'approvazione da parte dei Ministri dell'Ambiente Ue del documento con cui l'Europa ha espresso la sua volontà di ratificare il Protocollo di Kyoto ad allarmare il presidente degli Stati Uniti Bush, quanto il rapporto degli scienziati da lui stesso incaricati nel quale si conferma l'allarme sul ''global warming'' e si concorda sulle cause umane dell'aumento delle temperature. La Casa Bianca sta dunque meditando una revisione della sua posizione.
La proposta italiana per "KYOTO 2"
A quattro anni di distanza dall'accordo di Kyoto sul clima, dopo la ferma intenzione degli Stati Uniti di non ratificarlo e i vani tentativi dell'Unione europea di indurre il presidente americano Bush a recedere dalla sua posizione, si sta facendo strada la convinzione che bisogna andare verso un "Kyoto 2", che fissi obiettivi più severi, più a lungo termine, utilizzando strumenti più flessibili e soprattutto sviluppando nuove tecnologie, efficienza energetica e fonti rinnovabili. Queste linee sono il contenuto di una proposta italiana di compromesso sul clima fra Usa e Ue per il "G8" di Genova delineate nel corso di un incontro scientifico Italia-Usa su clima ed energia, organizzato da Ministero dell'Ambiente e Columbia University a New York.
PROTOCOLLO DI KYOTO E NEGOZIATI WTO:
decisioni del vertice USA-UE
L'incontro di Goteborg tra Unione europea e Stati Uniti è stato dedicato soprattutto ai problemi ambientali e a quelli del commercio mondiale. I Quindici hanno confermato a Bush la scelta di ratificare il Protocollo di Kyoto sulle emissioni gassose inquinanti, recependo i motivi che hanno indotto dell'Amministrazione di Washington a non aderire al trattato, in particolare l'opposizione a larga maggioranza del Congresso e le attuali difficoltà di approvvigionamento energetico degli Stati Uniti. La discussione si è svolta in una atmosfera positiva e si è convenuto di dare vita ad una commissione congiunta di esperti europei ed americani che ricerchi possibili soluzioni in vista della prossima riunione di Bonn sulla messa in applicazione del protocollo.
Dal vertice di OKINAWA 2000: cosa è accaduto?

Gli americani contestano alla Banca centrale europea l'eccessiva timidezza nell'abbassare i tassi di interesse. Gli europei rimproverano agli Stati Uniti una politica di dollaro forte, che continua a drenare dall'Europa verso i mercati americani i flussi di investimento. Nessuno si aspetta decisioni, su questi punti, dal vertice. Gli attriti sull'economia mondiale, d'altra parte, sono un elemento ricorrente nella storia dei vertici dei Grandi. La novità, quest'anno, è che l'economia è solo un capitolo di un contenzioso molto più lungo

Se i Sette Grandi non riescono a stabilire un'agenda, anche il vertice di Doha del Wto, a novembre, che dovrebbe riaprire il negoziato, rischia di impantanarsi. Anche un altro capitolo apparentemente risolto, come la lotta alla povertà, nasconde delle insidie.

Ma il loro export è, in larga misura, agricolo e nessuno dei Grandi sembra pronto a fare il passo successivo: eliminare i sussidi ai propri agricoltori che, oggi, mettono fuori mercato in Occidente, le esportazioni agricole del Sud del mondo.

G8: FINISCE IL VERTICE.
NESSUN ACCORDO SU KYOTO
Cala il sipario sul vertice di Genova. Gli otto "Grandi" posano a Palazzo Ducale per la foto di famiglia e si apprestano a lasciare alla spicciolata il capoluogo ligure.
Il vertice è finito e quello che resta è un documento comune con tanti nodi ancora da sciogliere. A raccontare e spiegare le discussioni di questo vertice, ci sono le nove pagine del comunicato finale: impegni, progetti e proposte che gli otto leader hanno riassunto in un documento che è un po' il resoconto ufficiale di questo G8. Molti i problemi affrontati, dalla povertà nel mondo all'inquinamento, dalla globalizzazione ai problemi legati alla nuove tecnologie.
Ecco, in dettaglio, i principali temi affrontati e le conclusioni

Ambiente
L'incontro di Genova doveva servire anche, e forse soprattutto, a vincere le resistenze americane sul protocollo di Kyoto, ma al riguardo non è stato fatto nessun passo in avanti. Restano lontane le posizioni di Stati Uniti ed Europa. La promessa degli otto è quella di "lavorare insieme intensamente per raggiungere il nostro comune obiettivo", vale a dire la riduzione delle emissioni responsabili dell'effetto serra, ma George W. Bush conferma la sua opposizione al protocollo. Il Giappone comunica che ratificherà l'accordo in occasione della Conferenza Onu sul clima in programma a Rabat in Marocco il prossimo ottobre per farlo entrare in vigore nel 2002, con o senza gli Stati Uniti. Passa la proposta russa di convocare nel 2003 una conferenza mondiale sui cambiamenti climatici. Gli otto assumono inoltre un vago impegno a "inserire le energie rinnovabili nei rispettivi piani nazionali".
Lotta alla povertà
Tra gli impegni riconosciuti dagli otto leader, c'è la lotta alla povertà. "Siamo determinati a far funzionare la globalizzazione per tutti i nostri cittadini - si legge nella dichiarazione finale del vertice di Genova che gli otto stanno per approvare - ed in particolare per i poveri del mondo. Come leader democratici crediamo nella fondamentale importanza di un dibattito pubblico aperto sulle sfide chiave di fronte alle nostre società". Per questo, i "Grandi" continueranno lungo la strada della riduzione del debito dei Paesi in via di sviluppo. Previsto inoltre un fondo di 1,3 miliardi di dollari per combattere l'Aids, la malaria e la tubercolosi.
Istruzione
Il G8 cercherà di "estendere l'utilizzo delle tecnologie informatiche e della comunicazione per la formazione degli insegnanti e per rafforzare le strategie educative".
Sarà inoltre istituita una task force con il compito di valutare "il modo migliore per raggiungere gli obiettivi di Dakar, per offrire un'istruzione di base elementare a tutti entro il 2015".
Lotta al crimine
L'altro imperativo degli otto, e contenuto nel documento finale, è la lotta al crimine organizzato e a quello telematico. Con particolare attenzione al traffico di stupefacenti. I leader del mondo industrializzato confermano "l'impegno a combattere il crimine organizzato su base transanazionale" e a questo fine sostengono "i risultati della conferenza dei ministri della Giustizia che si è
tenuta a Milano".
Sicurezza alimentare
I "Grandi" pongono attenzione alla sicurezza alimentare, dichiarando di voler "ottenere un consenso più generalizzato su come debba applicarsi la precauzione alla sicurezza alimentare quando l'informazione scientifica disponibile è incompleta o contraddittoria". E sarà fatto tutto "il possibile per dare ai consumatori le informazioni pertinenti sulla sicurezza dei prodotti alimentari".

La riforma dei G8
A Genova, più che altrove, è però sembrato in dubbio lo stesso futuro del summit, così come è stato inteso finora. Molte sono state le proposte di riforma, per rendere il vertice più vicino alla società civile.
Su questo punto, Berlusconi precisa: "Il G8 serve ed è utile, ma alla luce degli scontri e delle contestazioni accadute in questi giorni, abbiamo deciso di ridurre le dimensioni dei prossimi incontri". E i "Grandi" non dimenticano la città di Genova, ferita da duri giorni di scontri e violenze. I leader del G8 si dicono "grati ai cittadini del capoluogo ligure per la loro ospitalità" e deplorano "la violenza, la perdita di vite umane e l'insensato vandalismo che essi hanno dovuto sopportare". Il prossimo appuntamento è fissato in Canada, tra il 26 e il 28 giugno 2002. A ospitare il vertice sarà Kananaskis, una cittadina turistica dello stato dell'Alberta.

a cura di Mirella Piscopo