| Una
premessa di ordine generale |
| Devessere chiara,
a livello di premessa generale, la distinzione da porre tra ricerca scientifica
e applicazione della stessa. La ricerca scientifica è fondamentale
per il progresso, purché sia fatta con mezzi leciti e sia indirizzata
a fini umanistici, e sia quindi a servizio della persona umana e di una
migliore qualità della vita, e non contro. A tali condizioni lindagine
scientifica è da sostenere. Arrivare a poter intervenire positivamente
sul patrimonio genetico dellembrione umano può rappresentare
un traguardo biomedico importante per la cura di malattie ereditarie o congenite
finora inguaribili. Lo stesso vale per il mondo animale e per lambito
vegetale: pare ad esempio che, con queste tecniche, si sia intervenuti in
modo positivo nella struttura genetica dei castagni colpiti da un virus
che li faceva morire tutti. Tutto questo rappresenta un risultato assolutamente
apprezzabile. Non si può dunque esorcizzare la ricerca scientifica
in sé e per sé. Diverso è il discorso delle applicazioni
in rapporto a cui si giocano, in definitiva, la maggior parte dei problemi
di cui si discute. La pecora clonata e altre sperimentazioni in corso possono
rappresentare un risultato scientifico interessante, ma - come è
evidente - portano con sé una grande quantità di dubbi etici.
Fin dove può estendersi il campo delle applicazioni? Dal punto di
vista etico-cristiano è doveroso richiamare almeno quattro principi
di fondo: il primato della persona umana e della sua vita; lunità
organica dellecosistema; la scala gerarchica degli esseri; il valore
unico della vita umana.
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| Primato
della persona umana e della sua vita |
| Vale ovviamente, e
a maggior ragione, anche per il campo dellapplicazione, il duplice
criterio dei mezzi e dei fini : non posso usare mezzi illeciti, qualunque
sia il fine che mi propongo, e non posso perseguire scopi contrari alla
persona umana e alla sua integrità, alla vita e alla sua qualità.
Il valore della persona, come essere unico e irripetibile, con quel di più
di spirito che la distingue da tutti gli altri esseri, è il fondamento
di ogni società e quindi di ogni applicazione dei risultati delle
ricerche scientifiche. Alla luce di questo principio: 1°. Devessere
esclusa ogni clonazione umana : la possibilità di riprodurre in serie
uomini e donne come replicanti di altri esseri umani già esistenti
non può essere accettata in alcun modo; e ciò sia per il rispetto
che si deve ad ogni singolo essere personale e alla sua unicità,
appartenente allessere creati ad immagine e somiglianza di Dio, sia
per le implicazioni evidenti che ciò avrebbe o potrebbe avere su
scala mondiale. Dio ha creato ogni essere come termine di un suo gesto personale
e personalizzante di amore. E una pretesa assurda e pericolosa quella
di voler giocare a fare Dio, come hanno detto anche autorevoli esponenti
del mondo politico e scientifico. 2°. devessere egualmente esclusa
ogni utilizzazione di individui o ovuli umani combinati con geni di esseri
animali o incroci di questa natura : il fatto che ciò sia tecnicamente
possibile non giustifica la sua accettabilità etica. E nota
la preoccupazione sia del mondo laico che del mondo ecclesiale. "Luomo
non deve tentare di fare la parte di Dio", ha detto Clinton agli scienziati..
Il parlamento europeo, come è noto, ha proibito ogni sperimentazione
di clonazione nel campo umano, mentre lha permessa nel campo animale,
ma solo a scopi di ricerca e per leventuale possibilità di
clonare organi da animali che servano ai trapianti umani. La Chiesa, fin
dallinizio, ha fatto presente lesigenza di una legge che vieti
lapplicazione della clonazione alluomo o finisca per ridurre
la vita ad un mero oggetto di manipolazione. In entrambi i casi (clonazione
umana e incroci di individui umani con animali), siamo di fronte ad una
sorta di potenziale "bomba biologica" in mano agli scienziati,
non meno pericolosa della "bomba atomica" in mano ai capi di governo
e ai politici, e alla potenziale "bomba economica" innescata dalle
oligarchie economiche transnazionali con luso indiscriminato di organismi
geneticamente manipolati e la loro massiccia immissione nel mercato agroalimentare.
Tre "bombe potenziali" collegate fra loro da un filo rosso, come
dirò più avanti.. La persona umana e la sua vita non può
essere subordinata a interessi o criteri di ordine esclusivamente economico.
Dovrebbe essere chiaro che le applicazioni scientifiche sono a servizio
della persona umana e della sua vita, e non possono in alcun modo opporvisi.
"Principio, soggetto e fine di tutte le istituzioni - ha affermato
in modo incisivo il Concilio Vaticano II (GS 26) - è e deve essere
la persona umana". Di conseguenza, aggiunge lo stesso Concilio, "nellordinare
le cose ci si deve adeguare allordine delle persone, e non il contrario"
(GS 26). Il santo Padre sta ripetendo in modo instancabile che "non
si può fare della vita umana un oggetto di sperimentazioni, tanto
più pericolose in quanto minacciano lidentità stessa
della persona umana". La vita umana non è un oggetto in nostro
possesso, e ogni applicazione delle tecniche biogenetiche non è mai
una questione solo scientifica; è sempre una questione etica.
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| Lunità
organica dellecosistema |
| Ed ecco allora il secondo
grande principio : lunità organica dellecosistema. Un
ecosistema può essere distrutto in due modi : dallesterno,
con la creazione di condizioni (inquinamento, nube di ozono, ecc.) che compromettono
il rapporto persona-natura, fino a rendere impossibile la vita delluomo
sulla terra; dallinterno, con lintroduzione di squilibri biologici
o alimentari che deteriorano o addirittura immettono virus mortali nel patrimonio
genetico degli esseri. In entrambi i casi non si salvaguarda linterdipendenza
vitale e funzionale degli esseri fra loro. Il creato è un tutto organico.
E come è grave linquinamento atmosferico-ambientale, è
altrettanto grave un impiego delle bio-tecnologie che introducano agenti
chimici o situazioni in grado di minare la struttura genetica degli esseri
viventi. Si è sicuri che modificazioni permanenti introdotte ad esempio
nellambito dei vegetali o del mondo animale non conducano a sconvolgimenti
o ad effetti distruttivi allinterno del sistema-vita, del suo dinamismo
evolutivo e del rapporto uomo-natura? Non sembra affatto dimostrato, ad
esempio, che la clonazione sia animale che vegetale, porti ad un miglioramento
genetico; sembra anzi che lessere clonato risulti geneticamente impoverito
e maggiormente privo di difese immunitarie e quindi più attaccabile
da infezioni esterne o malattie. Se, ciò fosse vero, si sarebbe di
fronte a problemi etici di preoccupante incidenza nella misura stessa in
cui luomo entra in contatto con questi esseri clonati, animali o vegetali,
si ciba delle loro carni o dei loro prodotti (ad esempio latte), o si alimenta
di essi (le piante), finendo per contrarre le loro stesse infezioni o malattie.
In altre parole, si introdurrebbe allinterno dellecosistema
uno sconvolgimento a catena dagli effetti imprevisti e probabilmente disastrosi.
Vi sono dei limiti che non derivano solo dallordine morale, ma dallordine
stesso della natura. "Dio perdona, la natura non perdona", afferma
un principio classico della tradizione cristiana. Il caso delle "mucche
pazze", dove si è voluto far diventare animali carnivori, animali
che sono erbivori, è fin troppo evidente per soffermarsi oltre. |
| La
scala gerarchica degli esseri |
| Tenendo presente questa
solidarietà interattiva dellecosistema, si può parlare
di una certa distinzione tra lintervento genetico a livello di piante
oppure a livello di animali, dando per scontata lesclusione di cloni
umani ? Probabilmente sì, anche se non mancano i problemi. Il campo
animale anzitutto; esso va guardato con attenzione sia per la sua maggiore
vicinanza con luomo, sia per la possibilità di passare dallambito
animale allambito umano in applicazioni dirette o addirittura con
interventi clonanti come quelli che vanno dalla scimmia alluomo, e
viceversa. Non si devono ovviamente escludere sperimentazioni a scopi scientifici,
ma occorreranno regole etiche certe che ne fissino i limiti e ne determino
il significato umanistico. Si dovrà inoltre tener conto delle diversità
di natura tra un intervento e laltro: una cosa sono singoli esperimenti
a scopo di ricerca (il caso dolly); ben altra cosa sono interventi che modificano,
in modo permanente, il codice genetico di animali o introducono nuove specie
di animali nella scala naturale degli esseri, con conseguenze imprevedibili
per il nostro ecosistema. Lo stesso vale, ovviamente, per il campo vegetale.
A parte esperimenti benefici come quello di estrarre dalle piante di tabacco
molecole di emoglobina per la produzione di sostituti artificiali del sangue
privi di rischi, occorrerà evitare di introdurre nella biosfera squilibri
tali da compromettere la qualità stessa della vita. Se si deve fare
in modo che luso dei fitofarmaci in agricoltura sia opportunamente
ordinato e regolato, perché non incida sulla salute degli alimenti
e la vita delle persone e dellambiente, a maggior ragione bisognerà
chiedersi se sia accettabile e fino a che punto una manipolazione genetica
di organismi vegetali tesa a renderli più resistenti alle avversità
esterne o al tempo con lintroduzione in essi di geni antiparassitari.
Non manca chi dice che anche questo secondo tipo di intervento non cambia
la qualità del prodotto e non avrebbe effetti sulluomo e sullhabitat
umano. Ma altri la pensano in modo esattamente opposto. Si è sicuri
che linserzione di insetticidi in alimenti come il mais o la soia,
come si sta già facendo, sia privo di conseguenze dal punto di vista
sanitario, alimentare e ambientale ? Basta una sperimentazione di pochi
mesi per formulare un giudizio? Sappiamo come linfezione derivante
dalla cosiddetta "mucca pazza" si manifesti dopo anni e anni di
incubazione. E evidente, in ogni caso, che in situazioni di dubbio
sui devono far prevalere i principi di cui sopra e in particolare quello
della tutela della salute e del giusto rapporto uomo-natura, e non il contrario.
A riguardo pare inoltre che vi siano inconvenienti più generali:
qualcuno dice che i geni nuovi (introdotti negli organismi vegetali) passino
- almeno in alcuni casi - da una specie allaltra, trasferendo anche
su piante selvatiche situazioni che evidentemente turbano in modo consistente
lequilibrio naturale fra le piante. La difesa dellequilibrio
naturale e delle biodiversità rappresentano evidentemente un bene
da difendere, e non strumentalizzabile. Lessere viene prima dellavere.
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| La
vita umana non è un oggetto di mercato |
| Bisognerà fare
chiarezza su tutta questa materia in termini coerenti e leali. E in
gioco la vita e perfino la sopravvivenza stessa delle future generazioni.
Il problema è che non prevalga il solo criterio degli interessi economici,
tanto più se - come pare - si delinea sempre più una concentrazione
in poche mani dellutilizzazione delle biotecnologie, sementiere e
chimiche. Ci si domanda inoltre in base a quali ragioni non si è
ancora giunti ad etichettare i prodotti geneticamente manipolati, favorendo
così il loro mescolarsi con i prodotti naturali. Si prenda il caso
della soia che, come si sa, entra in migliaia di prodotti, compresi i dolci,
i prodotti dietetici quelli per i bambini. I consumatori non hanno alcuna
difesa di fronte allinvasione di prodotti geneticamente manipolati,
non essendo riconoscibili. Non è etico che io che sia costretto a
comprare ad occhi chiusi e non possa scegliere tra un prodotto e laltro.
Si tenga presente che, nel frattempo, si sta passando sempre più
da "piccole colture genetiche sperimentali" a "grandi piantagioni",
ampliando sempre più il raggio delle utilizzazioni degli organismi
geneticamente manipolati. Oltre alla soia e al mais, è già
in atto o è prossima limmissione sul mercato di altre piante
geneticamente manipolate come la colza, la barbabietola da zucchero, i pomodori,
le patate, e così via. Vari gruppi industriali transnazionali hanno
deciso che questi prodotti sono sicuri per la salute, e incominceranno presto
- così pare - a metterli in commercio, essendo più convenienti
per i loro interessi. Cè il rischio che dietro tutto questo
vi sia solo un enorme business economico. Il Santo Padre ha usato parole
durissime a riguardo, mettendo in guardia dal rischio di fare della vita
umana un oggetto di mercato e ha parlato di mercanti che "fanno del
mercato la loro religione fino a calpestare, in nome di dio-potere,
di dio-denaro, la dignità della persona umana e della sua vita con
abusi di ogni genere". E da questa "nuova religione"
che occorrerà guardarsi. Non è solo una sfida tra opinioni
diverse, ma tra la possibilità che la vita permanga o no, che sia
possibile uno sviluppo scientifico, sociale ed economico per luomo,
e non contro luomo. E tale è la sfida colossale che si presenta
davanti a noi. Sapremo, come credenti o uomini di buona volontà,
rispondere a questa sfida nei termini di un vero umanesimo e di un umanesimo
integrale ? La logica del profitto non può diventare lunico
motore delleconomia; deve prevalere la logica del bene comune, del
valore della vita e della persona umana, della qualità dei prodotti
e di un modello sostenibile di sviluppo. E una battaglia tra due opposte
concezioni della società: una di stampo puramente mercantile e laltra
di stampo personalista-solidarista. La posizione della Chiesa va decisamente
verso il modello personalista-solidarista.
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