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La risposta al quesito
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FISCO E CONTRIBUTI

 


il quesito

 

   Scrivo dalla provincia di Genova, ho 35 anni e lavoro part-time (25 ore settimanali) come impiegata in una ditta industriale. Mio padre e mio marito possiedono alcuni appezzamenti di terreno (castagneto, uliveto e seminativo) che attualmente vengono coltivati hobbisticamente.
   Vorrei conoscere quali sono i requisiti per l’iscrizione alla Coldiretti,  se è possibile il connubbio della mia attività part-time con l’intraprendere un’attività nel campo agricolo e a chi posso rivolgermi nel caso per avere le delucidazioni necessarie.


La risposta

Con riferimento alla sua richiesta di informazioni si comunica che ai fini previdenziali, la normativa dispone che siano considerati coltivatori diretti i proprietari e affittuari che si dedicano abitualmente e direttamente alla manuale coltivazione del fondo o all’allevamento del bestiame.
In particolare, la legge 9 gennaio 1963 n.9, per il riconoscimento della qualifica di coltivatore diretto richiede la sussistenza di specifici requisiti oggettivi e soggettivi:

Requisiti oggettivi:

a)il fabbisogno lavorativo del fondo non deve essere inferiore alle 104 giornate annue;
b) l’effettiva prestazione di lavoro del nucleo familiare non deve essere inferiore ad 1/3 di quella occorrente per le normali necessità delle coltivazioni del fondo e per l’allevamento del bestiame.
Es. posto che il fabbisogno lavorativo di un fondo sia esattamente di 104 giornate, su tale fondo è sufficiente che il nucleo copra 34,6 giornate di lavoro annuo perché il requisito sia rispettato.

Requisiti soggettivi:

  1. le attività agricole devono essere esercitate direttamente con carattere di manualità;
  2. i soggetti interessati devono dedicarsi in modo esclusivo o almeno prevalente alle attività agricole.
  3. Per attività prevalente deve intendersi quella che impegni il coltivatore diretto per il maggior periodo di tempo nell’anno e che costituisca per esso la maggior fonte di reddito.

    In base alle indicazioni da lei ricevute le consigliamo di rilevare il fabbisogno lavorativo dell’azienda ai fini di accertare il requisito delle 104 giornate; per tale valutazione, che richiede la considerazione della singola realtà aziendale con riferimento alle colture praticate, alla tipologia delle operazioni effettuate, al grado di meccanizzazione e all’ubicazione dei terreni, potrà rivogersi  alla sede provinciale della Coldiretti a lei più vicina.
    In quanto sussiste altra attività di lavoro dovrà, inoltre, essere accertato il requisito della prevalenza del tempo e del reddito, accertamento per il quale ugualmente potrà rivolgersi alle sedi della Coldiretti
    .

    (Maggio 1999)

     

A cura dei Consulenti Inipa - Ager - Coldiretti - Coordinamento per l'Imprenditoria Femminile