Piano di Sviluppo Rurale 2000-2006

MISURA e (2.5)

Zone svantaggiate e zone soggette a vincoli ambientali

Riferimenti normativi

    Titolo II, Capitolo V, articoli da 13 a 21 del Regolamento.

Motivazioni dell’intervento e obiettivi

L’obiettivo primario è la salvaguardia del territorio e delle risorse che si sostanzia però in modo molto diverso a seconda delle aree sulle quali si sviluppa l’azione.

L’intervento infatti mira nelle aree marginali a sostenere il mantenimento e lo sviluppo dell’attività agricola, mentre nelle zone sottoposte a vincoli ambientali intende stimolare l’utilizzo di tecniche agricole ecocompatibili; in ogni caso è necessario, attraverso un sostegno finanziario, colmare il divario di redditività che, in zone di questo tipo, i maggiori costi e le minori rese determinano.

E’ evidente che pur con un obiettivo di fondo comune l’intervento si sviluppa necessariamente in ambiti e su tipologie differenti che rendono necessaria la definizione di tre azioni:

La Regione intende attivare immediatamente l’azione 5.1"Zone svantaggiate" garantendo la continuità con i precedenti periodi di programmazione e concretizzando la strategia di riconoscimento della valenza sociale ed ambientale che l’agricoltura di montagna riveste.

Per quanto riguarda le azioni 5.2 "Zone sottoposte a vincoli ambientali" e 5.3 "Zone con svantaggi specifici" la Regione è conscia dell’importanza e della necessità di dare un concreto riconoscimento volto a compensare i vincoli e le limitazioni esistenti, sostenendo così lo svolgimento dell’attività agricola. Per questo intende approfondire la valutazione dei reali svantaggi che gravano su chi esercita tale attività in zone sottoposte a vincolo ambientale e paeseggistico al fine di definire puntualmente adeguati strumenti di compensazione.

Si intende quindi attivare l’intervento, eventualmente, con queste tipologie di azione in fase di revisione del Piano a seguito della valutazione intermedia, anche in funzione dell’utilizzo delle risorse finanziarie.

Azione 2. 5.1

Zone svantaggiate

Riferimenti normativi

Titolo II, Capitolo V, articolo 18 del Regolamento.

Motivazioni dell’intervento e obiettivi

L’intervento ha come obiettivo primario quello di mantenere la presenza umana sul territorio, attraverso la prosecuzione dell’attività agricola nelle aree marginali, affinché venga garantito quel presidio del territorio necessario ad assicurarne la salvaguardia e di compensare i disagi legati allo svolgimento dell’attività agricola in montagna.

Inoltre è importante assicurare che siano mantenuti:

Beneficiari

Le imprese, titolari di partita I.V.A., iscritte presso la Camere di Commercio al Registro delle Imprese – Sezione speciale imprenditori agricoli e Sezione coltivatori diretti – e le cooperative agricole iscritte alla Sezione III dell’Albo prefettizio.

Condizioni

L’indennità compensativa è concessa:

agli allevatori che rispettino le seguenti condizioni:

agli agricoltori che coltivano una superficie minima pari a 0,5 ha a vigneto (limitatamente alle superfici comprese in zone D.O.C.. o D.O.C.G.), oliveto (limitatamente alle superfici comprese in zone D.O.P.) e frutteto monospecifico e rispettano le seguenti condizioni:

Tipologie d’intervento

L’indennità è commisurata agli ettari di:

Nel caso di cooperative il limite massimo viene triplicato.

Nel caso di utilizzo di pascoli comuni l’allevatore percepisce l’indennità proporzionale all’uso effettivo della superficie.

Limiti e divieti

I limiti sono quelli fissati dall’art. 14 paragrafo 3 del Regolamento.

Zonizzazione

L’indennità compensativa è riservata alle imprese situate nei Comuni montani e svantaggiati ai sensi dell’art. 18 del Regolamento, individuati nell’allegato 1.

Entità degli aiuti

L’indennità compensativa ammonta a:

La porzione di territorio interessata a vigneto nella provincia di Sondrio, i cui comuni ricadono tutti in aree svantaggiate, è di ha 1.750 (dati 1997), nella stessa provincia la superficie a foraggere permanenti, a cui al massimo viene data una indennità compensativa di Euro 150/ha, è di ha 62.000.

Pertanto considerato che per ogni ettaro a vite vi sono potenzialmente 3542 ettari a foraggere nella sola provincia di Sondrio, senza quindi includere tutte le altre aree svantaggiate a foraggere della Lombardia, si evince che la media delle indennità compensative non supera Euro 200.

L’ammontare del premio è graduato a seconda della gravità dello svantaggio cui l’azienda è sottoposta.

I diversi livelli di svantaggio sono definiti sulla base della classificazione del territorio montano effettuata ai sensi della normativa regionale vigente.

Connessione con altre misure

Monitoraggio

Controlli

Il controllo del rispetto dei requisiti fissati nella buona pratica agricola normale, di cui all’allegato 5 del presente piano, verrà effettuato tramite la verifica della corretta tenuta dei registri di magazzino dei prodotti fertilizzanti e dei fitofarmaci e dei registri delle operazione colturali effettuate. Inoltre il beneficiario è tenuto a conservare in azienda le fatture comprovanti l’acquisto dei fattori di produzione connessi alla verifica della buona pratica agricola normale.