La pacciamatura

- Premessa

La pacciamatura è una tecnica utilizzata su alcune colture agricole con lo scopo di contenere le “malerbe” o di anticipare la maturazione della produzione, per proteggere le coltivazioni dal freddo e da alcuni parassiti, di migliorare le prestazioni produttive o per mantenere pulita dal fango il raccolto ed altro.
Tale tecnica risulta vantaggiosa soprattutto per quelle colture che soffrono particolarmente la competizione con altre essenze o che possano trarre un vantaggio produttivo da uno o più dei precedenti scopi elencati.
In passato si utilizzava materiale pacciamante vegetale, vivo o morto; nel primo caso era seminata e mantenuta una coltura che fosse in grado di limitare lo sviluppo delle altre malerbe ma che non entrasse in competizione con la coltura principale, ad esempio trifoglio o veccia; nel secondo, in qualche caso ancora oggi utilizzata, era stesa ogni sorta di scarto vegetale a copertura del terreno: paglia, erba, raspi di uva, aghi di pino, foglie, etc., per impedire la crescita delle erbe infestanti.
E’ con l’arrivo della “plastica” ed altri prodotti sintetici negli anni 70 e con l’affinamento dei materiali, che questa tecnica produttiva vede aumentare notevolmente le superfici investite. Ovviamente risolto un problema, dei nuovi si presentano, in particolare relativamente ai materiali di sintesi c’è l’alto impatto con l’ambiente, inteso come salvaguardia, e l’applicazione di nuove e corrette tecniche di coltivazione.

- Consistenza e distribuzione delle colture pacciamate in Italia:

L’Italia agricola si è ridotta ormai a meno di 15 milioni di ettari (di cui in agricoltura biologica circa 1.700.000 ha), su una superficie totale che di poco supera 31 milioni di ettari con un numero complessivo di aziende agricole di circa 2.300.000; delle quali oltre un milione di aziende sono al disotto dei 2 Ha e finalizzate alla coltivazione di colture orticole, protette e non, condotte in modo intensivo.
La pacciamatura interessa soprattutto le colture orticole comprendendo in questo gruppo il melone ed il cocomero e la fragola. (In tabella 1 sono riportate le superficie italiane).
La coltivazione di queste colture oltre che alla specializzazione ed alla vocazione pedo-climatica richiede una serie di infrastrutture che hanno limitato le zone di produzione: stoccaggio, trasporto, commercializzazione, reperimento materiale vivaistico, mezzi tecnici ed altri servizi sono indispensabili per la buona riuscita economica della produzione.
In Italia le principali colture che utilizzano e che potrebbero utilizzare la pacciamatura sono:
• Cetriolo;
• Cocomero;
• Fragola;
• Melanzana;
• Melone o popone;
• Peperone;
• Pomodoro;
• Sedano;
• Zucchino.
per un totale di circa 246.000 ha di cui il 30-40% soggette a pacciamatura.
Vengono, inoltre, in alcuni casi utilizzati i teli pacciamanti nelle seguenti altre colture:
• Asparago;
• Carota;
• Cipolla;
• Finocchi;
• Fiori e piante ornamentali o da fronda;
• Frutti-viticoltura;
• Lattughe, radicchio ed altre verdure da foglia;
• Mais;
• Patata;
• Vivaismo.

- Colture e consistenza delle colture pacciamate in agricoltura biologica

Assai difficile è il reperimento di dati precisi sulla consistenza delle superfici di orticole soggette a potenziale pacciamatura in agricoltura biologica.
E’ comunque verosimile valutare una consistenza del comparto approssimativamente intorno ai 15.000-20.000 ha. Data l’impossibilità di utilizzo di prodotti ad azione diserbante, anche se naturali, in agricoltura biologica l’utilizzo della pacciamatura riveste maggior importanza rispetto al convenzionale.

- I materiali di sintesi pacciamanti in agricoltura

I materiali plastici sono diversi ma viene principalmente utilizzato il polietilene (P.E.).

Polietilene (PE)

Il P.E. utilizzato è presente sul mercato in diverse forme, in diverse colorazioni e diversi spessori, soprattutto negli ultimi anni si stanno affermando sul mercato altri prodotti in sostituzione a quelli tradizionali neri o trasparenti.
• Trasperente (stabilizzato UV);
• Nero (stabilizzato UV);
• Bianco-nero;
• Fumè (a diversa gradazione);
• Fotoselettivo Marrone;
• Bianco Latte;
• Verde traslucido;
• Nero-argento.
Per tutti i teli in P.E. è prevista la pre-foratura da indicare al momento dell’acquisto in base al sesto di impianto prescelto.
La durata della coltura in campo, dato che difficilmente il prodotto è riutilizzabile, indica quale spessore è il più opportuno, anche se un ruolo importante è dato dalla facilità di raccolta a fine utilizzo in campo. Questi teli presentano diverse caratteristiche e pertanto vengono utilizzati in maniera differente:
Nero: ottimo nel contenimento delle malerbe, non essendo permeabile ai raggi infrarossi, non possiede nessuna attività di anticipo delle produzioni ed una protezione alla gelate. Inoltre nei climi caldi può favorire le scottature delle colture.
Trasparente: si comporta in maniera inversa, basso o nullo contenimento delle malerbe, che comunque rimangono al di sotto del film, consente un anticipo della produzione e parziale protezione delle gelate; le colture che si sviluppano su questo telo pacciamante non si “scottano”.
Il film bianco-nero presenta la caratteristica di contenere con efficacia le erbe infestanti, impedisce il rischio di scottatura e allontana alcuni insetti, soprattutto afidi (come il telo color argento). Garantisce anche una certa precocità e un maggior rendimento dell’attività fotosintetica della pianta.

Tutti gli altri tipi di colorazioni hanno caratteristiche intermedie fra quelle sopra descritte.

Altri materiali sintetici impiegati in agricoltura

Da alcuni anni sono in commercio diversi materiali pacciamanti sintetici degradabili.
• foto-degradabili
• idro-degradabili
Pur essendo materiali sintetici hanno la possibilità di essere degradati, ma non biodegradati (se non in parte) e pertanto a fine ciclo della coltura è impossibile la loro asportazione dal terreno, con conseguente non rispetto delle norme relative al riciclaggio di materiali inquinanti “rifiuti speciali”.

Polivinil cloruro (P.V.C.)
Pur non essendo esplicitamente vietato in agricoltura biologica, ma rilasciando elementi inquinanti nel terreno e nelle colture, non viene contemplato fra i mezzi tecnici utilizzabili. Inoltre diversi marchi privati di produzioni biologiche (Garanzia AIAB, Garanzia biologica AMAB ed altri.) lo vietano espressamente nei loro disciplinari di produzione.

- Materiali biodegradabili

Cellulosa (carta)
• Color avana
• Color nero (tipo carta crespa)
• Altri colori
Le esperienze danno per questi prodotti una durata nel periodo primaverile di 50-60 giorni , ma con un problema di facile rottura nel punto di interramento. E’ possibile condizionare la durata, variando la grammatura o spessore. Hanno un buon controllo delle malerbe, ma non posseggono la proprietà di poter “anticipare” la maturazione delle produzioni. Il “telo” è facilmente degradato dai microrganismi del terreno, è biodegradabile e pertanto non è necessaria la rimozione a fine ciclo colturale.

Amido di mais
Questo telo presenta caratteristiche di elasticità e resistenza confrontabili con il telo in P.E., ma possiede una durata, in campo, variabile fra 2-3 mesi, è biodegradabile e pertanto non va rimosso a fine ciclo. Tuttora in commercio è possibile rintracciare solo quello colorato nero.

Viscosa
Tessuto biodegradabile, composto da fibre di origine vegetale. Ha una durata di circa 3 mesi, variabile in funzione delle condizioni pedo-climatiche e della fertilità microbiologica del terreno.
Il tessuto viene fornito pre-seminato anche con semente fornita dal produttore e ben si adatta alla coltivazione di verdure da foglia soprattutto in ambiente protetto e con buona disponibilità di acqua, soprattutto nelle fasi iniziali di germogliamento.
E’ efficace nel controllo delle malerbe. E’ rintracciabile normalmente di colore bianco, ma si può richiedere anche di colore nero.

- Riciclaggio pacciamatura in P.E.

Un costo che si deve calcolare nell’applicazione della pacciamatura in P.E. è quello del riciclaggio.
In base al così detto “Decreto Ronchi” ovvero il Dlgs 22/97, tale materiale è da considerare rifiuto speciale con codice CER 020104 Rifiuti in plastica (esclusi gli imballaggi).
Incaricati del ritiro sono i Consorzi POLIECO e COREPLA.
Il quantitativo prodotto e commercializzato nell’anno duemila è di circa 40.000 t/anno.
Il costo di riciclaggio per l’agricoltore è molto spesso limitato,la provincia di Forlì-Cesena in accordo con le aziende Municipalizzate prevede un costo per l’agricoltore di 0,21 €/kg o assente per l’intervento dell’ente pubblico che si fa carico della spesa.

Esempio di costo della pacciamatura nella coltura della fragola (€/ha per l’anno 2002) provincia di Forlì-Cesena:

Posizionamento:
Tipo materiale:
• P.E. stabilizzato UV nero;
• Spessore 50-60 micron (0,05-0,06 mm);
• Larghezza da 100-120 cm
• Costo indicativo €/kg 1,25-1,35 più Iva
• Quantità. Kg/ha 550-500
Costo stendimento (compreso manichetta):
• €/kg 0,45-0,55 (costo contoterzista).

Smaltimento:
Trinciatura piantine, sollevamento parte interrata e raccolta :
• ore manodopera 70-80/ha;
Trasporto al centro di ritiro
• €/kg 0,01;
Costo del riciclaggio per l’agricoltore:
• €/kg 0,03-0,04

– Conclusioni

L’agricoltura biologica non potendo per ora ricorrere a prodotti specifici (i diserbanti), anche se naturali, per il contenimento delle malerbe, in quanto non sono previsti negli allegati di riferimento del Reg. (CE) 2092/91, deve applicare in maniera corretta le pratiche agronomiche finalizzate alla riduzione ed al loro contenimento, quali: la rotazione, gli inerbimenti controllati, la pulizia delle macchine e degli impianti di irrigazione, lavorazioni meccaniche, sovesci, eliminazione delle infestanti in prefioritura, etc.
La pacciamatura, oltre al pirodiserbo ed alla zappa (la penna dell’agricoltore!), è il principale mezzo conosciuto ed applicato. Questo mezzo tecnico, è importante sottolineare, non ha solo la funzione di contenimento delle malerbe, ma permette di migliorare e potenziare le performances produttive delle colture, ovviamente se applicate correttamente.

Tabella 1

Coltura

Superficie pieno campo
(ettari)

Superficie in coltura protetta
(ettari)

Cetriolo

1.703

529

Cocomero

14.864

642

Fragola

6.745

2.606

Melanzana

12.415

1.980

Melone o popone

22.467

1.815

Peperone

14.658

2.571

Pomodoro da mensa

31.060

7.468

Pomodoro da industria

127.435

0

Sedano

dato mancante

122

Zucchino

14.378

2.886

Totale

245.725

20.619

Fonte Istat anno 2001