News La Forza del Territorio del 5 ottobre 2017

5 ottobre 2017
News La Forza del Territorio del 5 ottobre 2017

Primo piano

CAMPANIA

UN TOUR PER PROMUOVERE LA CARNE 100% ITALIANA

Forte interesse e partecipazione da parte degli allevatori campani agli incontri organizzati da Coldiretti per la promozione del contratto di filiera delle carni bovine 100% italiane, tramite la linea vacca-vitello, sostenuto dal Mipaaf.

Il primo incontro si è tenuto martedì a Contursi Terme e ha coinvolto gli imprenditori delle province di Avellino e Salerno. Questa mattina presso le Terme di Telese il secondo incontro con gli operatori zootecnici di Benevento e Caserta. Hanno partecipato agli incontri il presidente regionale di Coldiretti Gennarino Masiello e il vicepresidente Vittorio Sangiorgio, il direttore regionale Salvatore Loffreda e i direttori provinciali Francesco Sossi, Angelo Milo e Vincenzo Tropiano.

Il contratto di filiera per la valorizzazione delle carni bovine linea vacca-vitello 100% made in Italy – spiega Coldiretti – si base sull’adesione a un accordo tra tutti gli attori della filiera, dalle aziende zootecniche fino alle imprese di macellazione e distribuzione. La zootecnia ha un ruolo fondamentale per l’economia agricola e per la salvaguardia delle aree interne. Il rilancio del settore passa necessariamente attraverso accordi di filiera, per favorire l’aggregazione, l’adeguata remunerazione delle imprese con un prezzo minimo garantito e maggiori tutele sui mercati per sviluppare l’innovazione, ridurre i costi e accrescere il valore delle produzioni.

È già possibile sottoscrivere la domanda di ammissione al contratto di filiera presso gli uffici territoriali della Coldiretti. In Campania sono 78mila i capi bovini da carne, ma le statistiche attestano le persistenti difficoltà degli allevamenti proprio a causa della frammentarietà della filiera, dei costi elevati, della forte concorrenza estera. Creare una rete di allevatori per la produzione di vitelli significa inserirsi nel mercato con un prezzo minimo garantito, una possibile contribuzione del Mipaaf e una valorizzazione di una carne 100% italiana, sempre più richiesta dai consumatori.

Negli ultimi 25 anni – sostiene Coldiretti – l’Italia ha perso il 33% dei bovini da carne ma importa quasi la metà della carne consumata. Quando una stalla chiude si perde un intero sistema fatto di animali, di prati per il foraggio, di prodotti tipici e soprattutto di persone impegnate a combattere lo spopolamento e il degrado spesso da intere generazioni. Il contratto consente una piattaforma di dialogo per far crescere gli allevamenti italiani e valorizzare l’intera filiera nell’interprofessione.

Per invertire la tendenza e tornare a far crescere il patrimonio la soluzione – conclude Coldiretti – è puntare alla qualità e all’ecosostenibilità, portando sulle tavole dei consumatori un prodotto sempre più d’eccellenza. La sostenibilità della carne va incontro a una richiesta specifica da parte dei consumatori, sempre più attenti alla qualità e al valore ambientale di quanto portano in tavola. Non a caso, secondo l’indagine Coldiretti/Ixè, il 45% degli italiani privilegia la carne proveniente da allevamenti italiani, il 29% sceglie carni locali e il 20% quelle a marchio Dop, Igp o con altre certificazioni di origine.

 

 

Dal territorio

SIENA, CASTAGNE: PRODUZIONE IN CALO MA DI QUALITÀ. IL CINIPIDE NON FA PIÙ PAURA

Periodo di castagne, che sono già arrivate sui banchi di negozi e nei mercati. In provincia di Siena, come in tutta la Toscana stanno per prendere il via eventi e sagre per festeggiare quello che un tempo veniva definito “pane dei poveri” ed oggi è un frutto pregiato. La Toscana è una regione ricca di boschi con 1.055.000 ettari, pari al 47% del territorio regionale, in prevalenza di cerro (240.000 ettari) e poi quelli a prevalenza di castagno sono i più diffusi (177.000 ettari). La Toscana è saldamente al quarto posto nella produzione nazionale di castagne con il 10% dopo Campania, Calabria e Lazio.

Lo stato della castanicoltura toscana e senese è buono: dopo cinque anni di guerra, l’eroico antagonista torymus sinensi ha praticamente sconfitto il cinipide galligeno, killer che ha fatto strage di castagne, negli anni scorsi. Sul Monte Amiata come nelle altre aree toscane le castagne sono tornate per la felicità degli appassionati.

“Con le gelate primaverili e la siccità estiva e la presenza degli ungulati la produzione di marroni e castagne quest’anno registra un calo del 40%, ma la qualità sarà ovunque di ottimo livello – è il commento di Coldiretti – con quotazioni in aumento: dai 4.5 ai 5.5 euro al kg all’ingrosso fino ad arrivare a 7 euro al kg al consumatore finale. E’ ormai un ricordo l’annus horribilis 2014, quando si è toccato il minimo storico dall’Unità d’Italia”.

La lotta al cinipide si è dimostrata adeguata e “dopo gli anni orribili con la produzione che si è progressivamente ridotta fino all’azzeramento, i primi segnali sono incoraggianti anche se sono lontani i bei tempi in cui i castagneti da frutto della Toscana regalavano fino 24 mila tonnellate fra marroni e castagne. Se il cinipide non fa più paura sono invece gli ungulati ad arrecare danno a questa produzione messa a dura prova anche dalla mancanza di acqua”.

Il castagno riveste un ruolo importante in molte aree collinari e montane, non solo per la produzione di frutti e legno, ma anche per il presidio del territorio e per la salvaguardia dell’assetto ambientale e idrogeologico. La bellezza dei boschi, con castagni spesso centenari, rende fruibili tali luoghi anche per scopi turistici e di svago con l’habitat che risulta fondamentale per la selvaggina, per la produzione del caratteristico miele e per la raccolta dei funghi e dei piccoli frutti. Nel suo complesso, il comparto ha altresì una rilevanza economica notevole in Toscana: su di una superficie di 33.000 ettari, di cui 16.000 ettari coltivati con castagni da frutto, si ottengono quasi 200 mila quintali di castagne per una PLV media annua di oltre 90 milioni di euro.

“Non bisogna però abbassare la guardia perché è sempre alto il rischio di trovarsi nel piatto, senza saperlo, castagne straniere provenienti soprattutto dalla Spagna, dal Portogallo, dall’Albania. Da qui la richiesta di Coldiretti di assicurare più controlli sull’origine delle castagne messe in vendita in Italia per evitare che diventino tutte, incredibilmente, tricolori”. Un modo per tutelare l’alta qualità della produzione made in Italy che conta ben quindici prodotti a denominazione di origine legati al castagno dei quali ben cinque si trovano in Toscana e sono il Marrone del Mugello Igp, il Marrone di Caprese Michelangelo Dop, la Castagna del Monte Amiata Igp, la Farina di Neccio della Garfagnana DOP e la Farina di Castagne della Lunigiana DOP.

AREZZO,TERREMOTO: RETE DI SOLIDARIETA’ A SOSTEGNO DI UN IMPRENDITORE AGRICOLO

Quando ad Arezzo si mette in moto la rete della solidarietà è sempre un momento importante e questa volta, è proprio il caso di dirlo, si è accesa nel vero senso della parola, sì perché grazie all’Associazione di Volontariato O.A.S.I., è stato donato un trattore ad un agricoltore marchigiano delle zone colpite dal terremoto dello scorso anno che è stato messo realmente in moto questa mattina durante la conferenza stampa di presentazione della donazione.

“Quando l’Associazione O.A.S.I. ci ha contattato, per aiutarli nel metterli in contatto con un imprenditore agricolo delle zone colpite dal terremoto, ci siamo subito mobilitati –  commenta il Presidente di Coldiretti Toscana e Arezzo Tulio Marcelli – la provvisorietà, dovuta agli ingenti danni dal terremoto, sta diventando normalità per le persone che hanno subito profondi disagi e poter ricevere, come in questo caso, un mezzo utile, per il lavoro quotidiano nell’impresa agricola è un’azione concreta che porta beneficio all’imprenditore agricolo e che crea una solidarietà fatta di sostanza. Gettare questi piccoli semi nel terreno fa sì che le persone non si allontanino e restino nel proprio territorio.

Coldiretti, lo ha dimostrato anche lo scorso fine settimana a Milano con il primo Villaggio – illustra Marcelli – ha un cuore immenso e infatti, all’interno del mercato straordinario di Campagna Amica della manifestazione, è presente una zona proprio dedicata alla vendita dei prodotti degli agricoltori aderenti al circuito delle zone colpite dal sisma”.

Il trattore che è stato rimesso a punto dall’Associazione di Volontariato O.A.S.I. è stato donato a Pietro Astolfi, agricoltore del comune di Valfornace (Macerata) colpito dal terremoto del centro Italia e conduttore di un’azienda zootecnica e di seminativi, accompagnato ad Arezzo per l’occasione da Terenzio Malvestito, Segretario di Zona della Coldiretti di Camerino.

“C’è una rete di Coldiretti, molto attenta ai problemi del paese, noi nel nostro piccolo – commenta il Direttore Rossi – cerchiamo di fornire il nostro contributo, andando a ricostruire lì dove le disgrazie sono state enormi anche con azioni come questa. Le aziende agricole – prosegue Rossi – sono costrette a rimanere sui territori colpiti dal sisma perché non possono delocalizzare le loro attività – e quindi per gli imprenditori agricoli è più difficile riemergere da catastrofi come quella dello scorso anno ma noi vogliamo fortemente tutelare e salvaguardare anche i territori colpiti che sono caratterizzati da una forte identità anche nel settore dell’agricoltura.

La grande volontà dei produttori agricoli – conclude Rossi – è immensa, basti pensare che venerdì 6 ottobre, alla vigilia dell’inverno gli agricoltori, i pastori e gli allevatori terremotati che non hanno voluto abbandonare stalle e aziende porteranno i primi raccolti dopo il sisma all’inaugurazione del nuovo mercato di Roma Capitale di Campagna Amica al Circo Massimo, questo ci dimostra ancora una volta come la tenacia e l’impegno dei nostri soci sia encomiabile”.

TREVISO, LA BOMBA DI MONFUMO E’ UN FATTO CHE NON VOGLIAMO SOTTOVALUTARE

“Un episodio grave per la nostra categoria, per le nostre campagne, per il tessuto sociale e non solo economico. Un episodio di una gravità immensa sul quale chiediamo a gran voce che venga fatta chiarezza e che ci spieghino in che direzione vanno le indagini”. Con queste parole di preoccupazione e rabbia Walter Feltrin, presidente di Coldiretti Treviso porta l’attenzione sulla bomba esplosa a Monfumo ai danni di un imprenditore vitivinicolo.

“Non sappiamo certo leggere i motivi – continua Feltrin – che sia un tentativo di furto o un’intimidazione resta un fatto grave che non può essere ignorato da chi a ha cuore la sicurezza dei territori rurali da sempre più deboli perché marginali e soprattutto più difficili da controllare con attività preventive”. Coldiretti di Treviso sta valutando la richiesta di un incontro con le autorità competenti per comprendere i motivi che si covano dietro all’episodio di Monfumo.

L’argomento sarà portato all’attenzione dei vertici Zonali della Coldiretti trevigiana che come si sa è organizzata in Zone di competenza con relativi Presidenti e Responsabili oltre che con consigli zonali e sezionali, ben 93 nella Marca, quasi uno per comune.

“La capillarità di Coldiretti è sempre stata un punto di forza anche nel mutuo aiuto tra le famiglie rurali che nei territori si occupano non solo di coltivazione e tutela dell’ambiente in cui vivono e lavorano, ma anche di sociale con la presenza costante degli agricoltori nelle associazioni di volontariato del territorio. La bomba di Monfumo e tutte le conseguenze, dalla paura dei furti a quella eventuali minacce di stampo mafioso, entreranno nell’ordine del giorno delle prossime riunioni di assemblea e consigli, da quelle zonali a quella provinciale” conclude Feltrin.   

VARESE, AGRITURISMO: DAL RISOTTO ALLA FORMAGGELLA A QUELLO CON LA PORETTI

Dal risotto alla birra Poretti, a quello con la Formaggella del Luinese; dal risotto porcini e luganega, a zucca e guanciale, Varese è pronta a riscoprire una delle qualità di riso più pregiate d’Italia, il vero Carnaroli. A raccontarlo è la Coldiretti provinciale alla vigilia del via al progetto “Le vie del riso Carnaroli”, grazie al quale si potranno degustare nella nostra provincia i piatti a base di riso originale da sementi Carnaroli.

“I nostri agriturismi, baluardo delle tradizioni contadine, dei prodotti locali e del Made in Italy, hanno creduto fortemente ad un’iniziativa volta a valorizzare un importante prodotto dell’eccellenza lombarda — sottolinea il presidente di Terranostra Varese e vicepresidente di Terranostra Lombardia, Massimo Grignani — Per esaltarne le peculiarità abbiamo creato degli abbinamenti particolari come il risotto alla 7 luppoli e zola, o quello funghi e castagne, ma proporremo anche i classici della cucina di campagna come il risotto pere e zola. L’obiettivo è raccontare i nostri territori e la nostra tradizione enogastronomica dove da sempre il riso è elemento fondamentale”.

Basti pensare — spiega Coldiretti — che quasi la metà di tutto il riso italiano viene prodotto in Lombardia, con circa centomila ettari di risaie su poco più di 220mila a livello nazionale. Il riso lombardo è concentrato in particolare fra Pavia (prima risaia d’Europa con 80mila ettari, di cui 6mila di tutti i 9mila ettari d’Italia dedicati alla produzione della varietà Carnaroli), Milano e Lodi. Nella nostra provincia — prosegue Coldiretti Varese — sono 8 gli agriturismi che tra sabato 7 e domenica 8 ottobre proporranno menù a base di Carnaroli, mentre in 32 quelli dell’intera Lombardia.

“Il riso – conclude Alessandra Morandi, presidente di Terranostra Lombardia – è uno degli alimenti più eclettici che esistono. Si può preparare in mille varianti dolci e salate, può essere un primo piatto o un contorno, oppure può essere preparato con frutta e salumi. Ma è chiaro che serve una materia di prima qualità come quella che vogliamo dare con il vero Carnaroli originario che proprio grazie all’alto contenuto di amilosio (una delle componenti dell’amido, ndr.) è molto resistente ed elastico: durante la cottura non scuoce e rimane compatto. Per le sue preziose qualità organolettiche il riso Carnaroli è apprezzato in tutte le cucine, da quelle dei grandi chef a quelle più casalinghe”.

 

CALABRIA, IL MANCATO PAGAMENTO DEI PREMI PSR ALIMENTA LA TENSIONE SOCIALE

 

Ecco, ci risiamo! Pensavamo che dopo le ultime riunioni, ci fosse stata una scossa nell’erogazione dei pagamenti del PSR invece, evidenzia Coldiretti Calabria in una lettera al Presidente Oliverio e ai Dirigenti del Dipartimento Agricoltura, –  continuano a persistere diverse criticità gestionali del PSR e si continuano a determinare ritardi nell’erogazione dei pagamenti dei premi relativi alle annualità pregresse (2011-2016) e agli anticipi 2017, da erogare dal 15 ottobre al 30 novembre. E la cifra non è di poco conto: oltre 90 milioni di euro! La maggiore preoccupazione – si legge nella lettera – deriva dallo stato di avanzamento delle istruttorie in carico al Dipartimento Agricoltura che con un effetto a catena, sta generando un evidente collasso operativo e di conseguenza si è senza una proiezione dei tempi conclusivi e certi per garantire incassi tempestivi agli agricoltori.

Potrebbe essere, se non si interviene subito, uno tsunami che si abbatte su uno stato di già grave difficoltà economica in cui versa la maggior parte degli agricoltori a causa di danni nelle produzioni derivanti anche dalle calamità degli ultimi tre anni (ancora non indennizzate!), e un danno finanziario che rischia di causare una emergenza sociale nelle campagne. “Chiediamo – afferma Molinaro presidente di Coldiretti Calabria – che si intervenga prontamente sulle inefficienze gestionali del PSR e sui ritardi nei pagamenti degli aiuti, superando alibi e dando luogo al pieno esercizio delle competenze e responsabilità. Siccome non ci piace solo denunciare le inefficienze, – sottolinea Molinaro – suggeriamo il percorso che si potrebbe intraprendere.

È necessario – spiega- che vengano emessi i pagamenti, attraverso l’utilizzo puntuale degli incroci dei dati aziendali validati e certificati nei fascicoli aziendali, aggiornati al 2017, superando le anomalie “informatiche” e le istruttorie supplementari che generano ritardi. L’attuale situazione, infatti, produce duplicazione dei processi di controllo di ammissibilità delle superfici che ricordiamo sono già effettuati in sede di elaborazione delle domande. Il fascicolo aziendale – aggiunge – è il contenitore omogeneo, aggregato e certificato di informazioni che caratterizzano l’azienda agricola e dai cui sono state generate le domande di pagamento per gli aiuti a superficie e per i capi allevati, per le razze autoctone e per il benessere animale; per questo motivo deve e può essere lo strumento utile a superare lo stato di impasse che si è venuto a creare.

Non apparteniamo al club “dell’avevamo detto” ma questo stato di cose sta alimentando a cascata uno stato di tensione sociale sui territori. Al fine di evitare scenari peggiori – conclude –  occorre, in trasparenza, individuare con solerzia una via di uscita. La soluzione non può che essere un intervento deciso e preciso del Governatore al fine di attivare il Dipartimento Agricoltura ed Arcea per garantire, in tempi rapidi, i pagamenti arretrati e l’erogazione degli anticipi relativi all’annualità 2017 (PAC e PSR) e, nel contempo, di concretizzare il più volte ’annunciato processo di semplificazione amministrativa che è la soluzione ottimale per velocizzare i procedimenti e rafforzare l’efficienza gestionale”.

PADOVA, ASCESA EXTRAVERGINE COLLI EUGANEI: OTTIMA ANNATA NONOSTANTE IL CALO

Sui Colli Euganei le olive si raccolgono anche alla luce della luna piena: solo così si ottiene un olio extravergine unico, dal gusto travolgente, con acidità ridotta al minimo e ricco contenuto di polifenoli. La raccolta notturna è l’ultima frontiera dell’olivicoltura euganea, una produzione di nicchia che si sta ricavando spazi sempre maggiori e più qualificati, nonostante le difficoltà legate al meteo. Roberto Callegaro è un giovane imprenditore di Arquà Petrarca, titolare insieme al papà Guerrino e alla sorella Silvia dell’azienda Evo del Borgo.

A loro si deve l’olio “moonlight”, raccolto esclusivamente di notte per mantenere intatte le peculiarità di questo prodotto. Il primo olio del 2017 promette bene, nonostante il calo quantitativo e l’annata difficile. “Sarà un olio eccezionale – osserva Roberto Callegaro – perché le olive sono sane e di ottima qualità. La prima impressione è senz’altro positiva. Per quanto ci riguarda siamo riusciti ad ottenere circa il 70 per cento di produzione rispetto allo scorso anno grazie ad un costante e attento lavoro nei nostri 15 ettari e fra i 3600 ulivi della nostra azienda”. Coldiretti Padova ha scelto questa azienda innovativa per il debutto dell’olio extravergine d’oliva dei Colli Euganei 2017 e per per fare il punto sulle potenzialità e le prospettive della olivicoltura euganea insieme all’Aipo Veneto, l’associazione che rappresenta i produttori olivicoli.

“La nostra regione è all’avanguardia e copre circa la metà della produzione di olio d’oliva del nord Italia con 120 mila quintali di olive e oltre 13 mila quintali di olio. – spiega Enzo Garbin, direttore di Aipo Veneto – Padova conta circa 450 ettari di ulivi e 80 mila piante circa. La produzione è di circa 12-15 mila quintali di olive che porteranno ad ottenere intorno ai 2 mila quintali d’olio. La produzione, come noto, questo anno sarà in calo, con flessioni anche significative a seconda delle zone, in media intorno al 40 per cento. Va detto però che lo scorso anno avevamo raccolto una quantità ben sopra la media. La qualità comunque, come vediamo qui oggi, promette molto bene perché le olive sono sane. Certo conta molto anche la tecnica di spremitura e l’attenzione delle risorse singoli produttori. In provincia di Padova gli olivicoltori, per professione o per hobby, sono circa 900”.

“L’olivicoltura è una coltivazione che qualifica l’attività agricola sui Colli Euganei sia sotto il profilo ambientale che in quello della qualità del prodotto – spiega Federico Miotto, presidente di Coldiretti Padova – e che permette di continuare a fare impresa con successo e soddisfazione. È una attività che sta evolvendo rapidamente grazie ad imprenditori disposti ad impegnarsi a portare sul mercato un prodotto unico ed inimitabile. È il caso dell’azienda Evo del Borgo che grazie alla competenza e alla passione dei giovani titolari ha saputo ritagliarsi un ruolo di spicco per il suo particolare olio extravergine d’oliva.

È questo il futuro dei Colli Euganei, un territorio prezioso e fragile al tempo stesso, vocato, grazie alla varietà dei terreni e dei microclimi, a produzioni agricole di qualità che meritano di uscire dalla nicchia. Il nostro impegno è mettere questi imprenditori nelle condizioni ideali di far bene il proprio lavoro e di permettere al settore di continuare a crescere nonostante le difficoltà legate alle condizioni climatiche e alle caratteristiche ambientali. Questa agricoltura d’eccellenza fa bene al territorio e permette di evitare lo spopolamento o l’abbandono della coltivazione nella nostra area collinare. Dobbiamo favorire e incoraggiare filiere come l’olio extravergine d’oliva che qualificano l’intero comparto agroalimentare padovano”. La qualità, aggiunge Alessandro Di Paolo, docente universitario di strategia d’impresa “garantisce il valore aggiunto indispensabile per sostenere il reddito dei produttori”.

 

NOVARA-VCO, VENDEMMIA VERSO IL GRAN FINALE: PERFORMANCE DELLE UVE NEBBIOLO

Vendemmia alle ultime battute, ma con un’eccezionale sprint finale: è quello delle uve Nebbiolo, tradizionalmente le ultime ad essere raccolte tra le produzioni autoctone del territorio, sia esso delle Colline Novaresi come delle Valli Ossolane. “Uve che daranno vini da manuale, grazie all’ottimo tenore zuccherino agevolato anche dal bel sole di settembre e dalle alte temperature che si sono protratte per tutta la durata della vendemmia” stima l’ufficio vitivinicolo di Coldiretti Novara Vco.

Un ‘gran finale’ per una vendemmia partita molto bene sotto il profilo della qualità, anche se le grandinate e le gelate primaverili hanno compromesso la possibilità di effettuare buoni numeri in termini quantitativi: già le premesse di fine estate, indicavano come la vendemmia 2017 – iniziata con anticipo – avrebbe potuto essere ricordata per i vini di ottimo corpo ed equilibrio che saranno generati dalla lavorazione delle uve raccolte.

Un’annata, quindi, che potrà elevare al massimo le caratteristiche peculiari di quest’uva, che si distingue per lo straordinario corpo, acidità, aromi persistenti e volatili, robustezza alcolica: il Nebbiolo si presta ad essere vinificato in purezza o con i giusti apporti che sono peraltro alla base delle principali Doc del territorio (in particolare, ben ‘sposa’ Vespolina e Bonarda): è ben indirizzato a produrre vini definibili “nobili” di gran corpo e durata, con adeguato affinamento.                                                                                                                                       

A condizionare tutto, nel bene e nel male, è stato il clima: un’estate calda, che ha portato a uno sviluppo ottimale delle uve, anche se la siccità ha determinato una contrazione produttiva, soprattutto per le uve precoci nell’areale delle Colline Novaresi: i vigneti delle Valli Ossolane, invece, non ne hanno sofferto, così come quelli dell’Alto Novarese a ridosso delle montagne della Valsesia e Basso Cusio, dove, oltrechè per i Nebbioli, si sono registrate prime punte di eccellenza per Vespolina, Bonarda, Uva Rara ed Erbaluce.

Il Novarese e l’Ossola – Terre di vini e uve autoctone – La viticoltura in provincia di Novara conta oltre 560 ettari di superficie, a cui vanno aggiunti i circa 40 dell’Ossola: mediamente, la produzione totale, negli ultimi anni ha superato mediamente i 34.000 e i 2.570 quintali. I territori delle due province generano etichette di assoluto prestigio, come la Docg Ghemme e le doc Fara, Sizzano, Boca, Colline Novaresi e, nella provincia azzurra, il Valli Ossolane.

CALABRIA, MANGIATORELLA DI STILO E PICCOLI FRUTTI DI PLATI’: ADESIONE A COLDIRETTI

Il ramo agricolo – forestale della nota azienda Mangiatorella S.p.A. di Stilo (RC) e il gruppo di produttori di piccoli frutti (ribes, lamponi e mirtilli) soci della Cooperativa sant’Orsola del Trentino, operanti nel comune di Platì (RC) (vedi foto allegata) hanno aderito a Coldiretti Calabria. I produttori di Piccoli frutti complessivamente gestiscono la propria attività su circa 40 ettari di serre, danno lavoro a oltre 400 lavoratori e generano un fatturato di oltre 12milioni di €uro. I produttori di piccoli frutti sono ventuno anni che svolgono questa attività in un rapporto fecondo, positivo e di reciprocità tra sud e nord. Gli impianti serricoli, gestiti da molti giovani, presentano un grado ed un alto tasso di innovazioni produttive.  “Siamo davvero felici – ha commentato Molinaro Presidente di Coldiretti Calabria – perché proprio nel cuore dell’Aspromonte, ci sono persone e attività capaci di essere simboli e testimoni straordinari di una cultura produttiva di un territorio”.

 

Appuntamenti

VENETO: CONTO ALLA ROVESCIA PER LA GIORNATA DELLE FATTORIE APERTE

Domenica 8 ottobre

 

Dal numero dei contatti social e le visite al sitowww.regione.veneto.it la giornata delle fattorie didattiche aperte si preannuncia già un successo. Domenica 8 ottobre grandi e piccini potranno partecipare alle attività programmate da ogni singola azienda.

“Coldiretti offre a tutti la possibilità di passare del tempo in un vera e propria aula di campagna. – spiega Franca Castellani responsabile di Donne Impresa – Gran parte delle realtà coinvolte nell’iniziativa ha titolarità femminile – sottolinea Castellani – e sono promotrici di esperienze d’avanguardia favorevoli all’approccio pedagogico. L’ambiente rurale, infatti, favorisce il contatto con la natura, con gli animali domestici, la conoscenza dei frutti della terra e una condivisione famigliare aperta ai valori e alle tradizioni contadine”.

“Per dare continuità all’evento – dice Castellani – le imprenditrici di Coldiretti hanno proposto a tutte le scuole elementari e medie un progetto di educazione da sviluppare nell’arco dell’anno per imparare a distinguere la tipicità dai prodotti straordinari spesso presenti nella spesa quotidiana. Attraverso lezioni in classe; caccie al tesoro tra le bancarelle dei mercati agricoli, gare per diventare mini tutor degli acquisti, gli alunni potranno approfondire la stagionalità, conoscere i saperi dell’agricoltura e scovare gli eventuali intrusi tra i prodotti a kmzero. Pensiamo che i piccoli “detective” di oggi saranno i grandi consumatori consapevoli di domani, per questo è forte la nostra responsabilità di imprenditori prima di tutto ma anche genitori e poi dirigenti”.

Scegliete e poi prenotate secondo i vostri interessi le molte visite guidate, merende concordate e passeggiate nei campi, i giochi sull’aia, intrattenimenti con l’agritata e racconti del filò, perchè assicurato, come la professionalità degli operatori sostenuti nell’attività dalla formazione dalla struttura regionale preposta che non lascia nulla al caso, visto che il Veneto è stato tra le prime regioni in Italia ad istituire un albo dedicato.

NORD SARDEGNA:BALLI FOLK E LABORATORIO DI PASTICCERIA ANIMANO MERCATO DI C.A.

Sabato 7 ottobre

 

Il mercato Campagna Amica del centro commerciale Luna e Sola ospita un laboratorio di pasticceria dedicato alla preparazione di dolci tipici della tradizione con l’aiuto dei prodotti a chilometro zero. I tutor d’eccezione dell’iniziativa sono Gaia Ruiu, Roberta Sechi e Rosa Sanna dell’Istituto Alberghiero di Sassari mentre i partecipanti al laboratorio sono i bambini della scuola elementare di via Togliatti accompagnati dalle maestre Roberta Sanna, Paola Boero, Speranza Spanedda, Sara Pisano e Giusy Lampis.

Il compito di animare la mattinata nel mercato coperto della Coldiretti Nord Sardegna è affidato al gruppo folk Arcidanese, guidato dalla voce solista di Francesco Fais e dall’organetto di Francesco Zedda, con una selezione di balli e canti tipici della tradizione oristanese.

Sempre nella giornata di sabato 7 ottobre è previsto uno spazio informativo sulla prevenzione della sclerosi multipla.

«Il mercato coperto Campagna Amica del centro commerciale Luna e Sole sta diventando sempre più un punto di riferimento per tutti i consumatori che scelgono i prodotti del territorio – afferma il direttore della Coldiretti Nord Sardegna, Ermanno Mazzetti. Nei nostri stand è possibile acquistare frutta e verdura di stagione, marmellate e confetture, prodotti sott’olio, conserve di pomodoro, pane fresco, miele e tanto altro».

Il mercato Campagna Amica dell’Emiciclo Garibaldi, invece, ospita la manifestazione Latte di mamma a millimetro zero promossa in collaborazione con ATS – ASSL Sassari, l’agenzia Laore Sardegna e il sostegno dell’Ersu. L’iniziativa è del Consultorio familiare di Rizzeddu, da sempre promotore dell’allattamento al seno per l’enorme ricaduta positiva, documentata da tutta la produzione scientifica internazionale, sugli esiti di salute non solo dei bambini e delle mamme ma dell’intera comunità.

“Siamo felici di ospitare per il terzo anno consecutivo un’iniziativa della quale condividiamo appieno gli obbiettivi – afferma il presidente della Coldiretti Nord Sardegna, Battista Cualbu. Si tratta di una manifestazione mirata a diffondere l’importanza del latte materno nella fase di crescita del bambino. Un valore che ben si sposa con quelli promossi nei nostri mercati Campagna Amica, basati su un’alimentazione sana e a chilometro zero”.

EMILIA ROMAGNA: CONVEGNO A CAMUGNANO, LE FORESTE CHE PULISCONO L’ARIA

Sabato 7 e domenica 8 ottobre

Come incrementare, qualificare e valorizzare le foreste in Emilia Romagna. Sarà questo il tema del convegno che si svolgerà sabato 7 ottobre alle ore 15.00 presso la sala convegni dell’Enea in località Brasimone a Camugnano (Bologna). Il convegno su “Qualificazione, valorizzazione e innovazione nel settore forestale”, si inserisce all’interno della fiera “Forestandia” che per due giorni, sabato 7 e domenica 8 ottobre, affronterà gli aspetti della gestione dei boschi e delle foreste con esposizione e dimostrazione di macchine e attrezzature forestali.

Promossa da Coldiretti Bologna in collaborazione con il Comune di Camugnano, ForestAmica, Consorzio Agrario dell’Emilia e Banca di Credito Cooperativa Felsinea, la fiera sarà l’occasione per fare il punto sulla forestazione in Emilia Romagna, la regione più verde d’Italia, e per riscoprire il ruolo di boschi e foreste in termini economici, soprattutto in riferimento all’occupazione, e ambientali, in termini di assorbimento di CO2 dall’atmosfera.

BRESCIA: COLDIRETTI PORTA A CASTEGNATO GIOVANI, LATTE E NON SOLO…

Da venerdì 6 a domenica 8 ottobre

 

Latte e formaggio i protagonisti della storica rassegna “Franciacorta in Bianco” che da domani e fino a domenica 8 ottobre animerà il comune di Castegnato. L’apertura venerdì 6 ottobre alle 18.30 con la tavola rotonda organizzata da Coldiretti Giovani Impresa Brescia dal titolo “Giovani, latte e non solo. Esperienze a confronto” che vedrà protagoniste le storie dei giovani imprenditori bresciani che investono sul territorio e credono nel futuro in agricoltura.

“Il dinamismo e le storie di questi giovani – precisa Giancarlo Picco delegato provinciale di Giovani Impresa Brescia – testimoniano la vitalità della nostra agricoltura. In un momento di crisi come l’attuale assistiamo al ritorno alla terra da parte di ragazzi e ragazze che vedono nel comparto un’attività su cui scommettere per fare reddito, tutelare il territorio e rilanciare l’economia nazionale e noi dobbiamo accompagnarli e supportarli in questo percorso”.

A seguire l’inaugurazione della rassegna e l’apertura ufficiale con il buffet di degustazione realizzato con i prodotti d’eccellenza delle aziende agricole bresciane aderenti a Campagna Amica, che saranno presenti con la vendita diretta nel secondo padiglione della fiera per tutte le tre giornate. 

Compagnia Amica ospiterà all’interno del suo spazio un’area solidale con aziende provenienti dalle zone colpite dal sisma. “Una bellissima occasione aiutare i nostri colleghi che tuttora, nonostante il tempo trascorso, vivono una situazione di difficoltà, Campagna Amica è anche questo!”. Queste le parole di Elvira Lazzari, Presidente di Agrimercato Brescia nel raccontare la presenza alla kermesse Franciacorta in Bianco dove le aziende presenti faranno degustare ai visitatori i prodotti dell’agroalimentare italiano: olio, formaggi caprini e bovini, farine e derivati, frutta, verdura e trasformati come frullati e macedonie, miele e confetture e vino cotto.

Ma non solo sapori e profumi, domenica 8 ottobre alle ore 14.00 nel terzo padiglione, il gruppo Donne Impresa Brescia animerà i numerosi bambini presenti con un divertente “laboratorio del pane” raccontando e facendo vivere ai piccoli cittadini un’esperienza nuova impastato il pane e scoprendo le tradizioni contadine attraverso il gioco.

CUNEO: COLDIRETTI ACCOGLIE LE PENNE NERE A SALUZZO

Da venerdì 6 a domenica 8 settembre

Le eccellenze enogastronomiche delle aziende di Coldiretti accompagneranno un evento di grande risonanza, che si terrà nel fine settimana a Saluzzo: il 20esimo raduno del Primo Raggruppamento Alpini del Nord Ovest con le penne nere che arriveranno dal Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta e dalla Francia del Sud. All’evento, che si terrà da domani a domenica 8 ottobre, sfileranno diecimila alpini e sono attese ventimila presenze. Un’occasione ideale per presentare ai visitatori il meglio delle produzioni a km zero: vini, nocciole, frutta fresca e trasformata, prodotti da forno, riso, trasformati orticoli, dolci e liquori.

L’appuntamento con i sapori e le delizie del territorio inizia, domani, venerdì 6 ottobre, nel pomeriggio a partire dalle ore 14 e, per le intere giornate di sabato 7 e domenica 8 ottobre, anche al mattino, dalle ore 9 in poi, nel mercato di Campagna Amica, che colorerà di giallo piazza XX Settembre.

Nel corso della manifestazione, Coldiretti promuoverà anche le eccellenze enogastronomiche della Granda, riconosciute e valorizzate dai marchi di origine, all’interno di un’area dedicata, sempre in piazza XX Settembre. Protagonista la Mela Rossa Cuneo IGP, “regina” del territorio saluzzese, da sempre votato alla produzione ortofrutticola.

“Per tutti i visitatori richiamati a Saluzzo dal Raduno Alpini, le proposte Coldiretti e Campagna Amica saranno un’occasione imperdibile per conoscere e gustare le eccellenze dei produttori Campagna Amica e per apprezzare le qualità e la bontà della Mela Rossa Cuneo IGP, uno dei prodotti di punta dell’economia del nostro territorio”, commentano la presidente di Coldiretti Cuneo, Delia Revelli, e il direttore, Tino Arosio.

MILANO-LODI-MONZA: ALLA SCOPERTA DEL VERO CARNAROLI: 2000 ETTARI NEL MILANESE

Sabato 7 e domenica 8 ottobre

Dal risotto alla monzese a quello con taleggio e pere, passando per quello con zucca e aceto balsamico. Gli agriturismi di Campagna Amica della provincia di Milano sono pronti a celebrare il principe dei risi, il Carnaroli, protagonista di un’iniziativa promossa in Lombardia da Terranostra Campagna Amica. Sabato 7 e domenica 8 ottobre – spiega la Coldiretti di Milano, Lodi, Monza e Brianza – lungo “Le vie del riso Carnaroli” in 32 aziende si potranno gustare piatti a base di vero Carnaroli originale, ottenuto da semente Carnaroli.

In provincia di Milano, gli agriturismi che parteciperanno all’iniziativa sono: Le cave del ceppo di Trezzo sull’Adda e la Cascina di Mezzo di Liscate. Altre strutture aderenti si trovano in provincia di Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Mantova, Varese, Pavia. E proprio in quest’ultimo territorio – spiega la Coldiretti – si concentrano 6mila di tutti i 9mila ettari coltivati a livello nazionale con il vero Carnaroli originario, uno dei risi più pregiati d’Italia. In provincia di Milano si contano 2mila ettari, mentre in provincia di Lodi oltre 370 ettari.

“Il riso è uno degli ingredienti base della tradizione enogastronomica lombarda e milanese in particolare – spiega Raffaele Dondoni, agrichef e Presidente di Terranostra Milano, Lodi, Monza e Brianza – Con questa iniziativa, promossa in collaborazione con Regione Lombardia, vogliamo valorizzarlo al meglio, attraverso il vero Carnaroli originale, che grazie all’alto contenuto di amilosio (una delle componenti dell’amido, ndr.) è molto resistente ed elastico: durante la cottura non scuoce e rimane compatto. Per le sue preziose qualità organolettiche il riso Carnaroli è apprezzato in tutte le cucine, da quelle dei grandi chef a quelle più casalinghe”. Tutte le informazioni su ricette e agriturismi aderenti all’iniziativa si possono trovare sulla pagina Facebook di Terranostra Lombardia e di Coldiretti Lombardia.

Il riso Carnaroli – spiega la Coldiretti di Milano, Lodi, Monza e Brianza – nasce negli anni Quaranta del secolo scorso dall’incrocio tra la varietà di riso Vialone e Lencino, ed è stato selezionato per la prima volta da Ettore De Vecchi, appartenente a una famiglia di risicoltori di Vialone. Per una promessa fatta, De Vecchi chiamò questo riso con il cognome di un suo collaboratore.

Quasi la metà di tutto il riso italiano – spiega Coldiretti Lombardia – viene prodotto nella nostra regione, con circa centomila ettari di risaie su poco più di 220mila a livello nazionale. Il riso lombardo è concentrato in particolare fra Pavia (prima risaia d’Europa con 80mila ettari), Milano (oltre 13mila ettari) e Lodi (2.300 ettari).

PORDENONE: A PORDENONE E BARCIS CON I PRODUTTORI AGRICOLI DI CAMPAGNA AMICA

Sabato 7 e domenica 8 ottobre

 

Saranno due gli appuntamenti nel fine settimana con i produttori di Campagna Amica. Il primo è in programma sabato dalle 8 alle 13, a Pordenone (borgo Sant’Antonio), al mercato coperto di Campagna Amica, dove oltre alle aziende abituali, ci saranno altri due produttori ospiti. Per l’occasione sarà presentato il formaggio di montagna dell’azienda agricola La Mantova di Barcis di Mattia Boz e il miele dell’apicoltura Pedrigne di Sesto al Reghena di Elia Infanti. Due imprenditori giovanissimi, appassionati del lavoro che l’agricoltura offre nei suoi numerosi settori. Saranno a disposizione per spiegare l’attività nei lori rispetti camparti e naturalmente per le degustazione. L’appuntamento fa parte della serie di eventi che l’associazione Campagna Amica organizza al mercato coperto. Per il mese di ottobre sono in programma l’incontro con gli esperti del patronato Epaca. Gli operatori saranno a disposizione per dare informazioni su pensioni, previdenza e infortuni. I fiori di stagione e la zucca saranno gli argomenti trattati negli appuntamenti successivi.

Domenica 8 ottobre a Barcis nell’ambito della settima edizione del Mercato d’Autunno intitolato: forme e colori, tra gli espositori provenienti dal Triveneto che proporranno i prodotti della terra ci saranno dieci aziende di Campagna Amica che presenteranno i prodotti locali a chilometro zero legati al territorio.

VENEZIA: GIORNATA DELLE FATTORIE DIDATTICHE APERTE.

Domenica 8 ottobre

Molte sono le proposte previste dalle aziende agricole di Coldiretti durante la giornata delle fattorie didattiche aperte: dai laboratori creativi,  alla visita agli animali da cortile, alla raccolta delle pannocchie in campo, alla straordinaria esperienza di navigazione sul fiume Silone e Siloncello con partenza da Altino fino all’arrivo in laguna a Sant’Erasmo dove visitare le coltivazioni di carciofo violetto,  questi sono solo alcuni  esempi delle molteplici originali iniziative previste per Domenica 8 Ottobre. L’intento è quello di passare qualche ora a contatto con la natura e all’aria aperta ma non solo, anche di vedere dal vivo in cosa consiste il lavoro dell’imprenditore agricolo.

Lo si potrà fare in questa occasione speciale gratuitamente nelle aziende agricole iscritte all’Albo delle Fattorie Didattiche del Veneto che hanno aderito all’iniziativa. Tali aziende hanno seguito un iter di preparazione professionale e predisposto le strutture per poter offrire tale servizio e poi essere iscritte all’Albo: hanno deciso di investire il proprio tempo in un’attività educativa allo scopo di valorizzare l’impresa non solo come luogo di produzione ma anche come luogo di apprendimento “attivo” ed hanno organizzato anche dal punto di vista logistico gli spazi dell’azienda per i visitatori. Si tratta di agriturismi, di imprese agricole famigliari dove si alleva o si coltivano ortaggi, frutta, seminativi. E’ in queste realtà e attraverso gli agricoltori che il contatto con la stagionalità, la tipicità diventa educazione alimentare, ambientale. “Le fattorie didattiche rappresentano una formazione a portata di mano, spontanea che va oltre i banchi della scuola. In campagna è facile apprendere dalle gesta degli agricoltori, dalle tradizioni, dai racconti, dai ritmi naturali che di questi tempi spesso si tende a dimenticare, ”afferma il presidente di Coldiretti Venezia Iacopo Giraldo.

L’iniziativa “Fattorie Didattiche Aperte” giunta alla quindicesima edizione, è organizzata dalla Regione Veneto con la collaborazione delle Organizzazioni Professionali Agricole tra cui Coldiretti Venezia. E’ in ogni caso necessario prenotare la visita: l’elenco e gli indirizzi sono reperibili dal sito Internet della Regione del Veneto nel sitowww.regione.veneto.it/web/agricoltura-e-foreste/giornata-aperta-fattorie e alla pagina Facebookwww.facebook.com/fattoriedidattichedelvenetodove è possibile anche conoscere eventuali programmi particolari.