News La Forza del territorio del 3 ottobre 2017

3 ottobre 2017
News La Forza del territorio del 3 ottobre 2017
Primo piano
 
CAMPANIA
CIBO AUTENTICO E CUCINA ANTISPRECO
Boom di iscrizioni al 2° corso dell’Agrichef Campagna Amica Academy, promosso da Coldiretti e Terranostra regionali. Le iscrizioni gratuite si sono chiuse con una settimana di anticipo, raggiungendo il limite massimo.
 
Sicurezza alimentare, cucina autentica, prodotti tracciabili e cucina antispreco. Questi i temi del secondo corso dell’Agrichef Campagna Amica Academy, promosso da Coldiretti e Terranostra Campania. Le iscrizioni gratuite si sono chiuse con una settimana di anticipo, raggiungendo il limite massimo. Saranno 25 i partecipanti, cuochi di altrettanti agriturismi provenienti da ogni angolo della Campania: dalle colline irpine e sannite ai monti casertani del Matese, dall’isola d’Ischia all’area archeologica di Pozzuoli, dal Parco Nazionale del Cilento a Palinuro.
L’Academy si trova a Montoro (Avellino) presso la GB Agricola. Ad aprire il corso sarà Ermanno Coppola, esperto di sicurezza alimentare per la fondazione Campagna Amica. Sarà poi Diego Scaramuzza, primo agrichef d’Italia e presidente nazionale di Terranostra, a tenere la prima lezione di tecnica di cucina, valorizzando in particolare i prodotti poveri della nostra terra. Nella seconda giornata docente sarà lo chef Pietro Parisi, il “cuoco contadino”, che trasferirà le sue competenze in materia di cucina antispreco, sfruttando anche i cosiddetti scarti per ridurre i rifiuti.
A seguire lezioni su degustazione di cipolla ramata, formaggi e birra artigianale da filiera agricola. Ultima giornata di corso dedicata ad approfondimenti sulla multifunzionalità agricola, sulle esperienze didattiche per i bambini in campagna, oltre a focus sui prodotti che rappresentano l’eccellenza della Campania nel mondo: la mozzarella di bufala Dop, l’olio extravergine di oliva (a cura di Aprol Campania), la pasta 100% da grano italiano, il pomodoro San Marzano Dop, il pomodorino del piennolo del Vesuvio Dop, il miele, la carne marchigiana Igp, l’ortofrutta e naturalmente i vini. A chiudere la tre giorni sarà la lectio magistralis sul marketing delle aziende agricole del professor Piero Mastroberardino.
“Il successo del secondo corso – afferma Manuel Lombardi, presidente di Terranostra Campania – testimonia che la strada intrapresa è quella giusta. Gli agriturismi hanno capito che alzare il livello qualitativo significa aumentare le opportunità di reddito per le aziende agricole. Per chi ha già fatto il primo corso continueremo ad organizzare momenti di approfondimento non solo sulle tecniche di cucine, ma anche sulla gestione di sala, il marketing aziendale e le lingue straniere”.
“L’intuizione dell’Agrichef Academy – aggiunge Salvatore Loffreda, direttore di Coldiretti Campania – si conferma la strada giusta per difendere il vero agriturismo da chi utilizza in maniera scorretta questa denominazione, che appartiene alla multifunzionalità agricola. L’agriturismo è ambasciatore del territorio, ma è anche custode delle tipicità, delle tradizioni produttive e della capacità di lavorazione delle materie prime”.
 
 
Dal territorio
 
VENETO, A MESTRE COLDIRETTI IN ASSEMBLEA CON IL PRESIDENTE ZAIA
 
“I valori dell’autonomia devono bilanciarsi sulle differenze: se per l’agricoltura non fosse così non si potrebbe parlare di biodiversità, di affermazione delle identità, della tutela delle tipicità e il riconoscimento dei popoli che le custodiscono”. Lo hanno detto oggi Pietro Piccioni e Martino Cerantola rispettivamente direttore e presidente di Coldiretti Veneto che in occasione dell’assemblea dei dirigenti hanno incontrato il Governatore Luca Zaia. 
Nell’introduzione ai lavori è stato tracciato un quadro dove il primario con i suoi numeri e le performances, rivela tutto il suo potenziale: 5,5 miliardi di euro di PLV e prima regione per export di vino. Una politica regionale attenta – è stato detto – ha sostenuto il settore ormai sulla strada della sburocratizzazione e semplificazione con esperienze concrete di federalismo come l’istituzione di Avepa e la collaborazione operativa dei Caa. Le grandi intuizioni, ad esempio, il rilancio del Pinot Grigio con la denominazione più grande d’Europa, ha proiettato gli agricoltori del Nord Est verso sfide commerciali globali. L’agroalimentare, però, fa i conti anche con questioni ambientali che spesso rovinano la reputazione del buon lavoro contadino e delle corrette prassi agronomiche: è il caso della vicenda dei Pfas che grava sugli agricoltori pur originando da una cattiva gestione industriale.
Coldiretti che riconosce il valore di chi “ci mette la faccia” non può non considerare l’impegno di una Regione che ha deliberato lo StopCeta e il NoOgm, si è impegnata per tendere al consumo zero del suolo e si appresta ad affrontare con una visione moderna il problema della gestione della risorsa idrica.  Su questo fronte anche il Presidente Zaia esprime la necessità di un master plan per l’irrigazione. In merito all’appuntamento elettorale del 22 ottobre una forza sociale come Coldiretti condivide l’opportunità di comunicare alla base le motivazioni e le ragioni del referendum per dare a tutti la possibilità di scegliere in assoluta consapevolezza.
 
REGGIO EMILIA, LA ‘RISCOSSA’ DEL BURRO FA BENE ANCHE AL PARMIGIANO REGGIANO
 
Il prezzo del burro in Italia è raddoppiato nell’ultimo anno (+113%) per l’aumento della domanda dovuta al riconoscimento di positive proprietà salutistiche, soprattutto in alternativa all’olio di palma che un numero crescente di grandi gruppi industriali sta abbandonando.
“Nei mesi scorsi il prezzo alla produzione per il burro pastorizzato nazionale ha raggiunto un picco alla produzione di 5,04 euro al chilo, il massimo da almeno cinque anni – commentano i vertici della Coldiretti di Reggio Emilia Vitangelo Tizzano e Assuero Zampini. Il riconoscimento del giusto valore per il burro – continua Coldiretti Reggio Emilia – comporta una ricaduta positiva diretta anche alla filiera del Parmigiano Reggiano nel cui processo di lavorazione viene eliminata dal latte una parte di panna utilizzata per la produzione di burro”.
Il burro sta riacquistando popolarità ed è tornato ad essere uno dei grassi più usati in cucina. Un ritorno che ha favorito il balzo delle quotazioni lattiero casearie dopo quelle insostenibili del passato per gli allevamenti- «Un segnale importante per salvare le stalle italiane – commentano Tizzano e Zampini – dopo l’obbligo di indicare in etichetta l’origine entrato in vigore in Italia sotto il pressing della Coldiretti lo scorso 19 aprile 2017”.
“La zootecnia bovina reggiana – commentano i vertici della Coldiretti di Reggio Emilia, Vitangelo Tizzano e Assuero Zampini – conta oltre un migliaio di allevamenti bovini, vocati quasi totalmente alla produzione Dop del Parmigiano Reggiano. Questi allevamenti hanno operato per anni al di sotto dei costi di produzione nonostante la qualità del loro prodotto provocando in poco più di un decennio la riduzione del 50% delle stalle”.
“La chiusura di una stalla non significa solo perdita di lavoro e di reddito – concludono Tizzano e Zampini – ma anche un danno ambientale poiché gli allevamenti rappresentano per oltre il 50% l’agricoltura delle zone montane e svantaggiate che svolge un ruolo insostituibile di presidio e assicura la giusta manutenzione”.
“La tutela dei formaggi italiani e la difesa dall’attacco del latte in polvere sostenuta da Coldiretti – commentano la Coldiretti reggiana – ha evitato il crollo del prezzo del latte e le ripercussioni disastrose su tutta la filiera del Parmigiano Reggiano”.
La riscossa del burro – sottolinea la Coldiretti – è giustificata da recenti studi scientifici che hanno fatto cadere pregiudizi nei confronti di un prodotto che viene oggi percepito come più naturale e salutare con l’incremento della domanda di alcuni Paesi a partire dalla Cina.
A pesare in modo determinante peraltro è la riduzione delle importazioni di olio di palma per uso alimentare che sono calate in Italia del 51% nel primo semestre del 2017 con sei italiani su dieci che evitano di acquistare prodotti alimentari che contengono olio di palma, a conferma della diffidenza che sta portando un numero crescente di imprese ad escluderlo dalle proprie ricette, secondo elaborazioni Coldiretti su dati Eurispes.
 
CUNEO, EVENTI CLIMATICI ECCEZIONALI: BANCHE DEL TERRITORIO SOSTENGANO IMPRESE
 
Coldiretti si è rivolta agli Istituti bancari del territorio, chiedendo di avviare tutte le azioni utili, a partire dalle operazioni di sospensione e di allungamento della durata dei finanziamenti, per le aziende danneggiate dagli eventi climatici eccezionali che, dall’alluvione del novembre 2016, alle gelate del mese di aprile e alla prolungata siccità estiva, hanno seriamente compromesso la campagna agraria.
Paradossalmente, non appena risollevate da un’emergenza, le aziende hanno dovuto affrontare, in sequenza, le problematiche legate ai successivi eventi atmosferici, non prevedibili, che hanno avuto gravi ripercussioni sull’andamento economico.
Il Cuneese è stato particolarmente colpito sia dall’evento alluvionale dello scorso inverno, che aveva provocato ingenti danni oltre che alle infrastrutture e alla viabilità, alle aziende agricole e ai terreni coltivati, in particolare nell’alta Val Tanaro, con centinaia di ettari allagati dalle esondazioni, in Valle Monge, Corsaglia e nel Saluzzese, sia dalle gelate primaverili che dalla eccezionale siccità dell’estate.
Vista la gravità della situazione, la Federazione regionale ha chiesto agli Istituti bancari di attivare le misure necessarie, in particolare quelle previste nell’ambito dell’Accordo per il Credito 2015, per favorire l’accesso al credito delle imprese. Sono circa 30 gli Istituti bancari che hanno aderito a tale accordo e le filiali sono diffuse su tutto il territorio.
“L’obiettivo – spiegano Delia Revelli, presidente e Tino Arosio, direttore di Coldiretti Cuneo – è quello di sostenere le aziende che, con un grandissimo impegno, sono riuscite a mantenere intatti gli alti standard qualitativi, ma hanno subìto il calo delle rese produttive e sono in balìa di un andamento dei prezzi di mercato altalenante”. Coldiretti Cuneo, attraverso gli uffici di Zona e di recapito attivi in tutta la provincia, è a disposizione degli imprenditori per fornire il supporto adeguato.
 
GROSSETO, SFERA: LA SERRA PIU’ GRANDE E TECNOLOGICA D’ITALIA AD ALTO IMPATTO
 
Inizia l’impatto di Sfera sul territorio. Sfera, la serra più grande e tecnologica d’Italia, l’unica serra ecosostenibile mai realizzata, che sta sorgendo nel comune di Gavorrano esattamente alla Castellaccia. Il primo frutto della collaborazione tra Sfera e Coldiretti Grosseto è la partnership con un’impresa locale, una azienda agricola della Castellaccia, l’azienda Girassasso di Colasanti Riccardo che opera sul territorio nel settore ortofrutticolo. Girasasso è specializzata nella produzione di pomodori cuori di bue e datterini a cui Sfera presterà le proprie competenze per un progetto di “lotta biologica integrata”.
Questo perché, come dice Galimberti fondatore e AD Sfera: “in Sfera vorremmo fare i pomodori a zero residui chimici e per ottenere questo combattiamo i parassiti e le infezioni dall’esterno della nostra azienda. Nasce così l’importanza di collaborare con le realtà del territorio limitrofo nel migliore dei modi, con i migliori prodotti e con le migliori competenze. Oggigiorno la maggior parte delle aziende cerca di creare alleanze strategiche in ambito commerciale, l’esatto contrario di Sfera, che sviluppa relazioni tese al miglioramento della qualità dei prodotti, certa che il consumatore, attento ed informato, ne apprezzerà le caratteristiche”.
Ribadisce il concetto Riccardo Colasanti: “Sono veramente entusiasta di questa collaborazione perché sono sempre stato propenso alla ricerca e soprattutto alla qualità. Credo nel gioco di squadra e nella condivisione di esperienze in tutti i livelli. Noi abbiamo bisogno di eccellenze e di essere protagonisti sul mercato e avere il supporto da una grande azienda leader nell’ecosostenibilità come Sfera per noi è una benedizione”.
Esprime grande soddisfazione anche Andrea Renna, il direttore di Coldiretti Grosseto che aggiunge: “Per noi è un motivo di vanto e di orgoglio essere stati utili al progetto così come intendiamo continuare a rappresentare, per la Sfera WaterFood, un primo riferimento per tutte le altre attività da realizzare. Ai giovani, anche mediante questa attività, dobbiamo lanciare un messaggio di ottimismo e speranza affinché non si scoraggino, puntando in alto e lavorando sodo. Far partire un progetto come Sfera è molto complesso e servono competenze specifiche, ma l’effetto imitatore che tramite questa attività potrebbe far nascere altre attività di successo”.
Conclude Galimberti: “quello che potremmo fare in Maremma grazie al virtuosismo di Coldiretti è mettere in moto processi di collaborazione competitiva. Fino a che i produttori di pomodoro della Maremma continueranno a guardarsi come concorrenti l’un l’altro, non avremo altro che una battaglia vana, senza vincitori né profitti. Se invece gli stessi produttori iniziassero a guardarsi come colleghi e partner tra loro, in primis né otterrà un beneficio il prodotto, ma anche lo stesso consumatore con una conseguente immensa soddisfazione dell’azienda, esattamente come accade già nei paesi più evoluti nel settore dell’agricoltura”.
 
RAVENNA, PER NOI SEMAFORO ROSSO, MA INTANTO ARRIVANO LE PERE E MELE ASIATICHE
 
La Cina non consente l’ingresso di ortofrutta Made in Italy ma invade il nostro Paese con la sua frutta. Nei negozi della grande distribuzione, anche sul nostro territorio – denuncia Coldiretti – è infatti facile trovare pere nashi di coltivazione cinese. Un bel controsenso col quale i produttori ravennati di frutta, e in particolare di pere, faticano e non poco a convivere.
Ci si chiede, infatti, perché siano presenti pere nashi cinesi nei punti vendita italiani visto che il nashi è coltivato anche in Italia. Sono i consumatori che le chiedono – si domanda Coldiretti – e la grande distribuzione, “contro voglia”, si adatta o è la grande distribuzione stessa che cerca di proporle ai consumatori? O forse sono gli immigrati cinesi che le richiedono? Misteri della globalizzazione. Ma il vero quesito è: come mai le pere (e le mele) cinesi arrivano tranquillamente in Italia, possono essere importate senza problemi, mentre le pere (e le mele) italiane non possono essere esportate in Cina? Le pere (e le mele) italiane per essere vendute nel paese asiatico dovranno essere oggetto di una lunga trattativa (non ancora iniziata perché era in corso quella per le arance e i cinesi seguono un dossier per volta!) che definisca un minuzioso protocollo fitosanitario che dovrà essere rispettato dai produttori italiani per non incorrere nelle ire delle dogane di Pechino.
E per evitare che con le nostre pere (e mele) portiamo qualche parassita made in Italy in Cina. Ma a quale protocollo fitosanitario sono assoggettate le pere (e le mele e altri prodotti) cinesi che arrivano in Ue (si, perché l’accordo per l’import l’ha stipulato l’Unione Europea)? Una legittima perplessità visto che il cinipide del castagno (Dryocosmus kuriphilus), il tarlo asiatico (Anoplophora chinensis), la cimice asiatica (Halyomorpha halys), il moscerino dei piccoli frutti (Drosophila suzukii) e la pericolosissima vespa velutina, meglio nota come calabrone asiatico ‘mangia api’, solo per citarne alcune, arrivano tutte da quelle parti. Misteri dell’Ue.
 
MOLISE, LA COLDIRETTI PLAUDE AL RINVIO DELL’ACCORDO CETA
 
Anche la Coldiretti Molise plaude al rinvio in Senato, a data da destinarsi, dell’accordo Ceta, il trattato di libero scambio tra Canada e Unione Europea che, se approvato in via definitiva, consentirebbe al Paese Nordamericano di invadere l’Europa, senza alcuna barriera doganale, con i propri prodotti spesso in concorrenza se non addirittura tentandone la contraffazione delle nostre produzioni agroalimentari, con conseguente sfruttamento di indicazioni geografiche. Im poche parole quello che viene comunemente chiamato falso Made in Italy o più propriamente Italian Sounding.
“Questo rinvio costituisce il primo risultato di una rivolta popolare contro un accordo sbagliato e pericoloso per l’Italia che ci ha visti protagonisti su tutto il territorio nazionale dove hanno già espresso contrarietà 14 Regioni, 1973 Comuni e 69 Consorzi di tutela delle produzioni a denominazioni di origine”. E’ quanto afferma il presidente nazionale della Coldiretti, Roberto Moncalvo, in riferimento alla scelta doverosa di far slittare in Senato la ratifica del trattato di libero scambio tra Unione Europea e Canada (Ceta) sotto il pressing di un’inedita ed importante alleanza tra diverse organizzazioni: Coldiretti, Cgil, Arci, Adusbef, Movimento Consumatori, Legambiente, Greenpeace, Slow Food International, Federconsumatori, Acli Terra e Fair Watch.
“Per la prima volta nella storia l’Unione Europea legittima, più o meno consapevolmente – denuncia la Coldiretti – in un trattato internazionale la pirateria alimentare a danno dei prodotti Made in Italy più prestigiosi, accordando esplicitamente il via libera alle imitazioni che sfruttano i nomi delle tipicità nazionali, dall’Asiago alla Fontina dal Gorgonzola ai Prosciutti di Parma e San Daniele, ma sarà anche liberamente prodotto e commercializzato dal Canada il Parmigiano Reggiano tarocco con la traduzione di Parmesan. La svendita dei marchi storici del Made in Italy agroalimentare non è solo un danno sul mercato canadese ma – sottolinea la Coldiretti – è soprattutto un pericoloso precedente nei negoziati con altri Paesi anche emergenti che sono autorizzati cosi a chiedere le stesse concessioni”.
Secondo la Coldiretti su un totale di 291 denominazioni italiane riconosciute, ben 250 non godono di alcuna tutela nel trattato. Il Ceta – denuncia il delegato confederale di Coldiretti Molise, Eugenio Torchio – uccide il grano duro italiano e quello molisano in particolare, con il crollo dei prezzi favorito dall’azzeramento strutturale dei dazi per l’importazione dal Canada dove peraltro viene fatto un uso intensivo di glifosate nella fase di pre-raccolta, vietato in Italia. E pesa anche – conclude Torchio – l’impatto di circa 50.000 tonnellate di carne di manzo e 75.000 tonnellate di carni suine a dazio zero da un Paese dove si utilizzano ormoni della crescita vietati in Italia”.
Da parte sua il direttore regionale Saverio Viola coglie l’occasione per ringraziare nuovamente le circa 80 amministrazioni comunali, le Province e la Regione Molise per la sensibilità che hanno dimostrato nel condividere la battaglia di Coldiretti. “Siamo anche in ottima compagnia – continua Vola – dal momento che abbiamo l’onore di avere al nostro fianco sua Eccellenza Monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana e pugliese doc, che nei giorni scorsi sui media nazionali ha fatto sentire la propria autorevole voce in favore di quanti come Coldiretti dicono no all’accordo Ceta e facendo riferimento proprio ai duri contraccolpi che si ripercuoterebbero sull’agricoltura e sulla cerealicoltura pugliese e molisana, territori che egli suole abitualmente percorrere, non tralasciando una dura condanna all’uso del glifosate, da parte del Canada, in fase di preraccolta del grano, con i conseguenti rischi per la salute dei consumatori”.
 
ASTI, AVVERSITÀ: “MORATORIA” SUI PRESTITI E AGEVOLAZIONI SULL’ACCESSO AL CREDITO
 
L’alluvione del novembre scorso, le gelate del mese di aprile e la siccità prolungata fino all’estate, hanno avuto conseguenze negative sulla campagna agraria. Con i cambiamenti climatici sempre più evidenti, sta aumentando l’esposizione delle imprese agricole al rischio atmosferico che incide in modo imprevedibile sulla possibilità di programmare l’attività con ripercussioni sull’andamento economico. 
“Vista la situazione – evidenzia Antonio Ciotta, direttore di Coldiretti Asti – abbiamo chiesto di attivare tutte le misure necessarie, in particolare quelle previste nell’ambito dell’”Accordo per il Credito 2015”, per poter favorire l’accesso al credito e supportare il processo gestionale delle imprese che stanno vivendo questo momento di difficoltà a cui potrebbero associarsi tensioni di tipo finanziario”.
L’obiettivo di Coldiretti è di sostenere le imprese colpite dagli eventi atmosferici che stanno provocando il calo delle rese produttive, pur mantenendo alti standard qualitativi, ed un andamento dei prezzi di mercato altalenante.
“Sarebbe molto utile alle nostre imprese – specifica Roberto Cabiale, presidente di Coldiretti Asti – poter attivare operazioni di sospensione (la cosiddetta “moratoria”) e di allungamento della durata dei finanziamenti in essere. Questo potrebbe poter rispondere alle eventuali esigenze di liquidità delle imprese agricole e rivitalizzarne così l’attività laddove in difficoltà”.
“Abbiamo interessato – puntualizza Ciotta – 30 Istituti bancari, ovvero le banche che hanno aderito a tale accordo, le cui filiali sono diffuse su tutto il territorio piemontese. Coldiretti Asti, attraverso gli uffici di zona e di recapito attivi in provincia di Asti, è a disposizione degli imprenditori per fornire un supporto adeguato”.
 
ALESSANDRIA, SOSTEGNO AD AZIENDE AGRICOLE COLPITE DA EVENTI CLIMATICI AVVERSI
 
Produzioni agricole costrette “a fare i conti”, è proprio il caso di dirlo, con gelate, siccità e grandine: prima l’alluvione del novembre 2016, poi le gelate del mese di aprile e la siccità prolungata fino all’estate hanno avuto una diretta conseguenza negativa sulla campagna agraria. Con i cambiamenti climatici sempre più evidenti, sta aumentando l’esposizione delle imprese agricole al rischio atmosferico che incide in modo imprevedibile sulla possibilità di programmare l’attività con ripercussioni sull’andamento economico. 
L’Alessandrino è stato particolarmente colpito sia dall’evento alluvionale dello scorso inverno, che aveva provocato ingenti danni oltre che alle infrastrutture e alla viabilità, alle aziende agricole e ai terreni coltivati.
“Vista la situazione, abbiamo chiesto di attivare tutte le misure necessarie, in particolare quelle previste nell’ambito dell’Accordo per il Credito 2015, per poter favorire l’accesso al credito e supportare il processo gestionale delle imprese che stanno vivendo questo momento di difficoltà a cui potrebbero associarsi tensioni di tipo finanziario – spiegano Roberto Paravidino e Leandro Grazioli Presidente e Direttore Coldiretti Alessandria – L’obiettivo è proprio quello di sostenere le imprese colpite dagli eventi atmosferici di quest’anno che stanno provocando il calo delle rese produttive, pur mantenendo alti standard qualitativi, ed un andamento dei prezzi di mercato altalenante. Sono circa 30 gli Istituti bancari che sono stati interessati, ovvero le banche che hanno aderito a tale accordo, le cui filiali sono diffuse su tutto il territorio piemontese. I nostri Uffici Zona, presenti in tutto il territorio provinciale alessandrino, sono a disposizione degli imprenditori per fornire il supporto adeguato”.
 
CALABRIA, CONSORZIO DI BONIFICA EX LAO CENSURATA LA GESTIONE COMMISSARIALE
 
L’ordinanza del 18 settembre scorso emessa dal Tribunale Civile di Paola – Sezione Lavoro, arricchisce sensibilmente il corollario e la sciaguratezza degli atti prodotti dalla Gestione Commissariale del Consorzio di Bonifica Tirreno Cosentino – ex Valle Lao – con sede a Scalea(CS) che dura ormai, in spregio alla legge, da febbraio 2016 e quindi oltre il massimo consentito e con la nomina di ben tre commissari che si sono via via succeduti. Il giudice ha condannato il Consorzio (ci piace di più dire la Regione che ha voluto commissariamento) a risarcire il Direttore che era stato licenziato, con una somma complessiva di € 125.755,03 oltre oneri. Ed ancora cause di lavoro, che ha visto il Consorzio contumace e che hanno appesantito il bilancio di ben un milione di €uro l’anno. Chi paga ci si chiede?
“Noi siamo fermi su una posizione – sottolinea Pietro Molinaro presidente di Coldiretti Calabria – certamente non gli agricoltori che sono stati scippati del loro diritto di amministrare il Consorzio e di scegliersi i propri rappresentanti stravolgendo i principi della rappresentanza democraticamente eletta.”.  Il commissariamento, voluto dalla Regione Calabria, continua, è frutto di forzature, di usi e abusi che stanno favorendo la deriva economico-finanziaria del Consorzio di Bonifica.
Questo porta a dire che la vigilanza del Dipartimento Regionale Agricoltura sui Consorzi di Bonifica è ad intermittenza, rigida (spesso al limite dell’abuso di potere) con le amministrazioni elette dai consorziati e quantomeno disattenta con quelle dei Commissari nominati dalla stessa Regione. E non dovrebbe essere così, visto che entrambe le modalità di governance devono avere come unici riferimenti la Legge e lo Statuto Consortile”. La situazione incresciosa dell’ex Valle Lao ci porta a porre alcune domande alla Regione. Perché ancora, dopo oltre un anno e mezzo di gestione commissariale, nonostante la Legge Regionale sancisca che il commissariamento può essere confermato per una sola volta e per sei mesi, non è stato fatto alcun atto per l’elezione degli organi consortili?
Perché non è stata costituita la Consulta nonostante questa sia prevista dalla Legge Regionale? Naturalmente anche i servizi del Consorzio al territorio latitano. Tutto questo, apre scenari che non fanno onore alla Regione Calabria e di tutto questo ufficialmente non si parla. Tra l’altro, siamo preoccupati per l’incancrenirsi della situazione economica del Consorzio, sulla quale non abbiamo notizie ufficiali. Non vorremmo che dopo appunto oltre un anno e mezzo di commissariamento, si pensi di scaricare eventuali costi e appesantimenti economici sugli agricoltori. Crediamo che sia venuto il momento di fare chiarezza contro, a dir poco, l’arroganza del commissario e del Dipartimento Regionale Agricoltura; un atteggiamento irresponsabile che non può ricadere neanche sui cittadini. Ci fermiamo qui – conclude Molinaro – ma potremmo continuare ancora! Gli elementi sono più che sufficienti per chiedere al Presidente della Giunta Regionale di attivarsi affinché l’onere derivante dalla sentenza del Giudice ricada sui responsabili”.
 
 
 
Appuntamenti
 
EMILIA-ROMAGNA/FERRARA: ARRIVA LA CARNE “GREEN” CON LA STALLA 4.0
Giovedì 5 ottobre
 
Rivoluzione nelle campagne italiane con il progetto Made in Italy per l’allevamento integrato e sostenibile che sarà presentato da Assocarni e Coldiretti giovedì, 5 ottobre 2017 – ore 10.30 via Luigi Cavicchini, 2 – Jolanda di Savoia (FE) a Bonifiche Ferraresi, la piu’ grande azienda agricola italiana dove sarà possibile conoscere dal vivo la stalla del futuro con l’utilizzo delle più moderne tecnologie nel rispetto del benessere animale e dell’ambiente.
L’importanza dell’allevamento, la dipendenza dell’Italia dall’estero, le nuove richieste dei consumatori, le opportunità economiche ed occupazionali sono al centro dell’incontro che ha l’obiettivo di far tornare gli animali nelle aree interne del Paese dopo anni di abbandono che hanno provocato spopolamento e degrado ambientale.
Intervengono tra gli altri Marco Baldi dell’Area Economia e Territorio CENSIS Roberto Moncalvo presidente Coldiretti, Luigi Scordamaglia AD Inalca e vicepresidente Assocarni, Federico Vecchioni, AD di Bonifiche Ferraresi, Paolo De Castro Commissione Agricoltura Parlamento Europeo, Maurizio Martina Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali e Beatrice Lorenzin Ministro della salute. Modera Alessandro Cecchi Paone divulgatore scientifico.
All’incontro interverrà un’ampia delegazione di dirigenti e produttori di Coldiretti Emilia Romagna.
 
PADOVA: SUI COLLI EUGANEI LE OLIVE SI RACCOLGONO AL CHIARO DI LUNA PIENA
Giovedì 5 ottobre
 
L’olio extravergine d’oliva dei Colli Euganei sfida i big del settore e lancia sul mercato nuovi prodotti che esaltano le peculiarità dell’area collinare, dal microclima ai terreni. La novità è l’olio “Moonlight” ottenuto da olive raccolte al chiaro della prima luna piena d’autunno. Nasce da un’idea dei giovani titolari dell’azienda agricola Evo del Borgo, già finalisti al concorso Oscar Green di Coldiretti per il volto giovane dell’innovazione in agricoltura. La raccolta notturna esalta e amplifica le caratteristiche organolettiche delle olive e restituisce un olio unico nel suo genere.
La mattina successiva alla raccolta, giovedì 5 ottobre, ad Arquà Petrarca dalle ore 9 nell’uliveto dell’azienda Evo del Borgo (via Fonteghe 17) Coldiretti Padova presenta le nuove frontiere dell’olivicoltura d’autore con il focus group  insieme ad esperti e produttori. Sarà l’occasione per fare il punto sulle prospettive della olivicoltura euganea, insieme all’associazione dei produttori Aipo. Verrà proiettato anche il film della raccolta al chiaro di luna fino alle prime luci dell’alba. 
Al termine la degustazione dell’olio extravergine d’oliva dei Colli Euganei Dop, protagonista della “merenda del poeta” con i prodotti del territorio offerti dalle aziende agricole di Campagna Amica e della rete d’impresa Intreccio.
 
ORISTANO: ASSEMBLEA TERRITORIALE COLDIRETTI A PAULILATINO
Mercoledì 4 ottobre
 
Prosegue il tour informativo e di confronto dei dirigenti di Coldiretti Oristano con gli iscritti della provincia.  Mercoledì 4 ottobre, alle ore 11,00 presso la sala riunioni della sede comunale Coldiretti, in via S. Giovanni n. 15, incontro con le aziende agricole di Paulilatino. Diversi i temi al centro dell’attenzione. In particolare si farà il punto sulle problematiche del comparto zootecnico, dal prezzo del latte ovino al futuro degli allevamenti del bovino da carne. Spazio anche alla olivicoltura e ad altre tematiche sindacali, a partire dalle vertenze in atto, con i risultati ottenuti nel Tavolo Verde regionale e della strategia per sbloccare in modo celere i premi comunitari e PSR. Argomenti che saranno illustrati dal Presidente provinciale Coldiretti Giovanni Murru e dal Direttore provinciale Giuseppe Casu.
Una relazione costante con i nostri iscritti – sottolineano Murru e Casu – è basilare per una attività sindacale che pone al centro dell’attenzione le problematiche dei comparti agricolo e zootecnico sulla base delle sollecitazioni che provengono dal territorio. Da queste interlocuzioni – concludono Murru e Casu – emerge lo stato di salute delle nostre aziende. In aree collinari come questa, dove non esistono zone irrigue, le azioni e  gli strumenti indispensabili per pianificare il futuro di comparti produttivi caratterizzanti il paesaggio (insostituibili per le realtà economiche locali), si costruiscono proprio con le idee e il dialogo con gli operatori.   
 
UMBRIA: COLDIRETTI DONNE IMPRESA E ANT, “LA FORZA DELLE DONNE IN AGRICOLTURA”
Giovedì 5 ottobre
 
“La Forza delle Donne in Agricoltura”, questo il titolo della tavola rotonda in programma giovedì prossimo alle ore 17,30 presso il Golf Club di Perugia, organizzata da Coldiretti Donne Impresa Umbria e Fondazione ANT (Assistenza Nazionale Tumori), in occasione di Eubiosia, il progetto di assistenza socio-sanitaria gratuita a domicilio.
Come donne impegnate in agricoltura – afferma la responsabile nazionale Coldiretti Donne Impresa Lorella Ansaloni, tra i relatori – avvertiamo forte l’esigenza di sensibilizzare i cittadini sull’importanza che una sana alimentazione assume per la prevenzione di molte malattie. Una dieta corretta e ricca di principi nutritivi genuini come quella mediterranea – aggiunge Ansaloni – risulta decisiva in quest’ottica ed occorre prestare sempre più attenzione a quanto acquistiamo, sull’origine certa dei cibi e sulla loro qualità. Per questo tanti consumatori si rivolgono direttamente al produttore, con cui si instaura uno stretto rapporto di fiducia e in grado di spiegare pure la “storia” e le caratteristiche di quanto arriverà in tavola.
Anche quest’anno – afferma Carol Piermarini, responsabile regionale di Coldiretti Donne Impresa – un’iniziativa importante per esprimere la solidarietà e vicinanza del mondo agricolo locale alle attività della Fondazione in favore di quanti stanno soffrendo. Proprio la sana e corretta alimentazione rappresenta un alleato indispensabile per la nostra salute, con il buon cibo capace di generare un circuito virtuoso utile alla collettività, sotto molteplici aspetti.
La capacità di coniugare la sfida con il mercato, il rispetto dell’ambiente e la qualità della vita a contatto con la natura sono oggi – sottolinea Coldiretti – tra le principali ragioni della presenza e del successo femminile nelle campagne. In Umbria sono oltre diecimila le imprese a conduzione femminile, circa un terzo del totale: una presenza che è particolarmente rilevante nelle attività più innovative e multifunzionali come dimostra il protagonismo delle donne nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica, negli agriturismi e fattorie didattiche. La tavola rotonda, oltre ad affrontare questi temi, sarà l’occasione per parlare di ricambio generazionale, di cura e assistenza, nonché di spirito imprenditoriale innovativo, tutti declinati al femminile con la testimonianza di alcune imprenditrici, tra cui Isabella Spagnolo, Iris Vigneti – Mareno di Piave (Tv), Sara Coccia dell’azienda agricola e agrituristica il Sentiero delle Fate di Castelluccio di Norcia ed Elena Pennacchi dell’azienda agrituristica San Giovanni al Monte di Collazzone (Pg), presidente di Terranostra Umbria.
Alla tavola rotonda interverranno inoltre, il presidente Coldiretti Umbria Albano Agabiti, l’Assessore regionale all’Agricoltura Fernanda Cecchini, Deborah Scarcella nutrizionista ANT, Cecilia Chirieleison, Docente di Economia Aziendale dell’Università di Perugia e Claudia Codeluppi coordinatrice regionale ANT. Infine – conclude Coldiretti – saranno le eccellenze delle imprese agricole umbre di Campagna Amica, a far da cornice all’evento grazie ad un’apericena a km zero.
 
FRIULI-V.GIULIA: CASTAGNO GIGANTE DI PULFERO-PEGLIANO, FINE SETTIMANA DI FESTA
Da venerdì 6 a domenica 8 ottobre
 
Le dimensione è imponente: 25 metri di altezza, 9 di circonferenza. Gli anni sono dunque tantissimi: siamo attorno ai 400. È il castagno di Pegliano, estrema frazione del comune di Pulfero. Dopo la prima dell’anno scorso, il 6-7-8 ottobre andrà in scena la seconda festa in onore di questo imponente albero del 1600, uno dei più vecchi d’Europa, «un simbolo nell’ambito del progetto per il recupero delle piante secolari», fa sapere Mauro Pierigh, presidente della sezione Coldiretti di Pulfero e dell’associazione culturale Tarcetta.
Il programma del fine settimana si aprirà venerdì 6 ottobre con le scuole del territorio in visita al castagno e proseguirà sabato 7, a partire dalle 17 nella sala consiliare di Pulfero, con il convegno “La castanicoltura nella Valli del Natisone, sviluppi e prospettive”. Per Coldiretti è previsto l’intervento del presidente regionale Dario Ermacora, parteciperanno anche esperti dell’Università di Torino (“Ricerca su varietà autoctone e analisi dna per certificazione varietale”) e dell’Ersa (“Il processo di rilancio della castanicoltura in Friuli Venezia Giulia”), con conclusione dei lavori affidata all’assessore regionale per le Politiche agricole Cristiano Shaurli.
Domenica 8, alle 8.30, è poi in agenda un’escursione guidata al castagno con partenza dalla sala polifunzionale di Tarcetta (che sarà sede di una mostra mercato delle aziende agricole dalle 10 alle 18) e passaggio per la chiesetta di San Donato che presenta una copertura dell’abside a foggia di trullo. Alle 14.30 seguirà la conferenza “Verdi tesori per il benessere” a cura dell’associazione Parco del Natisone e alle 16.30 chiusura con “L’usignolo e l’imperatore”, spettacolo per bambini di Antonella Caruzzi con Elena De Tullio.
 
NOVARA-VCO, CAMPAGNA AMICA APRE A TRECATE IL NUOVO ‘AGRIMERCATO’
Giovedì 5 ottobre
 
Giovedì prossimo, 5 ottobre, è convocata a Trecate, presso la sede municipale in piazza Cavour 24 alle ore 9.30 una conferenza stampa con cui verrà presentato il nuovo AgriMercato di Campagna Amica che aprirà a Trecate Sabato prossimo, e che si terrà in città la mattina di ogni primo sabato del mese, in piazza Cavour. Alla conferenza stampa saranno presenti il presidente di Coldiretti Novara Sara Baudo, il presidente dell’Associazione Agrimercato Fabrizio Rizzotti e, per il Comune di Trecate, il sindaco Federico Binatti, l’assessore al commercio Maria Caterina Simeone e il consigliere incaricato alle attività produttive, artigianato e agricoltura Patrizia Dattrino
Insieme all’AgriMercato di Oleggio, la cui apertura è di queste settimane, la nuova realtà trecatese porterà il territorio delle due province ad ospitare ben quattro Mercati di Campagna Amica insieme agli oltre 60 Punti vendita di Campagna Amica dislocati presso le aziende agricole.
“Un’iniziativa che nasce dalle richieste dei cittadini, supportate dall’amministrazione comunale, alle quali i produttori di Coldiretti e Campagna Amica hanno risposto con prontezza” commenta il presidente di Coldiretti Novara Vco Sara Baudo. “Con l’AgriMercato, la qualità del chilometro zero raggiunge i cittadini e le loro tavole in una delle formule più gettonate ed apprezzate dal pubblico, quella dei ‘farmer’s market’: è la campagna che va in città per essere vicina ai consumatori e alla popolazione. Infatti, nei Mercati di Campagna Amica vengono venduti solo prodotti agricoli, italiani, provenienti dai territori regionali quindi rigorosamente a km zero.”
Sotto i gazebo gialli di Campagna Amica, i consumatori avranno la possibilità di acquistare le specialità rurali del territorio, come salumi, carne di coniglio, vini, formaggi vaccini, farine, zafferano e, ovviamente il riso e frutta e verdura di stagione. “Un importante valore aggiunto per la nostra città, che nasce sulla scorta di esperienze positive già riscontrate su tutto il territorio italiano, oltreché nelle nostre province” commenta il sindaco di Trecate Federico Binatti.
“E’ un’iniziativa che premia il legame tra la città e la campagna, una ruralità che ha da sempre rappresentato un elemento molto importante della nostra realtà locale. “La nascita di questo Mercato Agricolo, da un lato risponde alle esigenze di consumatori sempre più attenti che avranno una nuova possibilità di acquisto da filiera garantita, dall’altro consente alle imprese agricole del territorio l’occasione di presentare ai cittadini consumatori il meglio delle loro produzioni”.
 
 
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