KYOTO: SALVARE IL CLIMA CON PRODOTTI DI STAGIONE
Consumando prodotti di stagione una famiglia può risparmiare fino a una tonnellata di anidride carbonica (CO2) all'anno. E' quanto ha stimato la Coldiretti sulla base di uno studio dal quale emerge che per trasportare a Roma un chilo di ciliegie dall'Argentina in aereo per una distanza di 12mila km si consumano 5,4 kg di petrolio mentre per un kg di pesche dal Sudafrica nel viaggio di 8mila chilometri si bruciano 4,35 kg di petrolio e infine gli arrivi di ogni kg di uva dal Cile richiedono la combustione di 5,8 kg di petrolio.
In occasione della giornata del risparmio energetico, a due anni dalla firma del protocollo di Kyoto, la Coldiretti ha invitato dunque a consumare prodotti di stagione e si è mobilitata a difesa del clima per introdurre alcuni semplici comportamenti nella vita quotidiana che contribuiscono a ridurre l'impatto energetico e ambientale con effetti positivi per l'intera collettività. Peraltro scegliere di consumare frutta e verdura di stagione oltre a evitare gli “sprechi energetici” dei prodotti esotici garantisce maggiore qualità e freschezza per la salute e non comporta particolari sacrifici per un Paese come l'Italia che offre la più ampia varietà alimentare.
Consigli e dimostrazioni pratiche per combattere l'emissione di gas serra a tavola sono stati offerti a Roma, venerdì 16 febbraio, dall' “Esposizione per il risparmio energetico a tavola” ad opera della Coldiretti che ha partecipato a “M'illumino di meno” ideata dalla nota trasmissione di Radio Due Caterpillar e patrocinata dal Ministero dell'Ambiente e dal Ministero delle Politiche Agricole. Si tratta dell'avvio di una serie di iniziative per consentire ai consumatori di fare scelte di acquisto consapevoli che non inquinano e salvano il clima: dall'introduzione dell'obbligo di indicare in etichetta la provenienza di cibi in vendita alla disponibilità di spazi adeguati nella distribuzione commerciale dove poter acquistare alimenti locali “a chilometri zero” che non devono essere trasportati per lunghe distanze.
Nel presidio della Coldiretti nel centro di Roma sono stati offerti consigli e presentate dimostrazioni pratiche per combattere l'emissione di gas serra a tavola, ma anche offerti i primi campioni di buste biodegradabili con prodotti locali a chilometri zero. L'Italia ha la possibilità di anticipare l'obiettivo di sostituire le tradizionali bustine della spesa di plastica con materiali biodegradabili di origine agricola nazionale a partire dal 2010 come previsto dalla finanziaria. Per questo obiettivo basta infatti coltivare appena 200mila ettari poiché mezzo chilo di mais e un chilo di olio di girasole sono sufficienti per produrre circa 100 bustine di bioplastica non inquinante con un effetto ambientale che giustifica l'attuale differenza di costo di pochi centesimi e che tende progressivamente a ridursi (8 centesimi per il sacchetto biodegradabile rispetto ai 5 di quello in plastica tradizionale).
GRAVE VIA LIBERA ALLE BIBITE CON L'ARANCIA SOLO NEL COLORE
Via libera alla vendita di “bibite spazzatura” colorate d'arancia senza contenere neanche l'ombra del succo di agrume naturale. Lo ha denunciato la Coldiretti nel riferire la spiacevole novità prevista nel disegno di legge comunitaria 2007 che, con l'articolo 9, modifica la legge 3 aprile 1961, n°286, recante la "Disciplina delle bevande analcoliche vendute con denominazioni di fantasia".
Di fatto con l'approvazione del provvedimento diventa possibile produrre e vendere bibite di fantasia con l'aroma e il colore delle arance, ma senza alcuna garanzia sulla reale loro presenza nella bottiglia. Si tratta di un via libera a bibite che contengono sopratutto zucchero, aromi e coloranti invece della frutta vera, con un inganno all'insaputa dei consumatori grandi e piccini.
Bisogna combattere la mancanza di trasparenza dell'informazione su cibi e bevande in commercio e intervenire nelle case e nelle scuole con una maggiore attenzione ai menu anche delle mense nelle quali devono essere presenti cibi sani e di qualità come frutta e verdura locale e di stagione che troppo spesso mancano dalle tavole. Ma la vendita di bibite che richiamano con aroma e colori alla frutta, senza però contenerla, oltre a ingannare i consumatori si traduce anche in un grave danno economico per i produttori di agrumi in quanto il colorante si sostituisce al succo naturale.
Si stima che per ogni punto percentuale di frutta in meno nelle bibite si registra una riduzione di circa 7 milioni di litri di succo destinato ai consumatori, pari a 235mila quintali di prodotto. Un danno per la salute dei cittadini italiani che consumeranno meno prodotti naturali e anche per le imprese agricole impegnate nella coltivazione degli agrumi localizzati soprattutto nelle regioni del Sud.
BIOLOGICO: ANCORA RITARDI PER IL LOGO MADE IN ITALY
Occorre sostenere il settore con misure di trasparenza, per rendere riconoscibili le specificità e le garanzie offerte dalla produzione Made in Italy, rendendo subito operativo il marchio del biologico italiano e colmare così il ritardo del nostro Paese nei confronti di Francia, Germania, Austria, Belgio, Svizzera, Olanda, Svezia e Danimarca che hanno da tempo fatto questa scelta. E' quanto ha rilevato la Coldiretti nel commentare l'approvazione da parte del Consiglio dei ministri del disegno di legge sull'agricoltura biologica che ritarda, rimandando ad un ulteriore provvedimento, l'adozione del logo per l'identificazione del prodotto biologico nazionale.
Si tratta della novità più attesa dagli imprenditori agricoli e dai consumatori che, secondo un recente sondaggio condotto dal sito www.coldiretti.it, in due casi su tre acquisterebbero più alimenti biologici se fossero garantiti da un marchio l'origine “Made in Italy” dei prodotti in vendita. La conoscenza dell'origine dei prodotti biologici diventa una esigenza sul mercato globale dove le quantità prodotte nelle Americhe, in Europa e in Oceania sono aumentate debolmente di qualche punto percentuale, mentre sono esplosivi i tassi di crescita in Africa (+130 per cento) e soprattutto in Asia con la Cina che diventa un protagonista del mercato mondiale del biologico la cui domanda vale complessivamente 23,5 milioni di euro, cresce del 11,2 per cento e si concentra in Europa e Nord America.
DOPO ANNI IL PIL INVERTE LA TENDENZA E CRESCE IN AGRICOLTURA
L'aumento congiunturale del Pil in agricoltura inverte una tendenza negativa durata due anni e contribuisce alla crescita record dell'economia generale registrata nel 2006. E' quanto afferma la Coldiretti nel commentare l'analisi dell'Istat sull'andamento del Pil in Italia nel 2006 con un aumento del 2 per cento, il più alto dal 2000. Si tratta di un risultato che dimostra – ha sottolineato la Coldiretti - l'importanza di investire sul ruolo insostituibile svolto dalle campagne per la sicurezza ambientale e alimentare dei cittadini consumatori, la salvaguardia del paesaggio, il turismo e, in generale, per la qualità della vita.
Dall'agroalimentare che guarda al mercato può venire un contributo alla crescita dell'economia in valore, qualità e sostenibilità ambientale. Ma le conquiste legislative ottenute dal settore - devono essere completate e applicate perché l'”ultimo miglio” è quello che conta di più, quello che permette a una norma di essere applicata e trasformata in interesse concreto per soddisfare i bisogni dei consumatori e garantire opportunità di reddito alle imprese.
PUNTARE SULLA DIETA MEDITERRANEA PER BATTERE L'OBESITA'
Assicurare nelle scuole la disponibilità di alimenti locali, freschi e sani come frutta e verdura di stagione anche da sgranocchiare e in grado di assicurare senso di sazietà e garantire un adeguato apporto idrico può contribuire a sconfiggere i problemi di eccesso di peso e obesità provocate anche dall'eccessivo consumo di bibite gassate e merendine. E' quanto ha affermato la Coldiretti che ha aderito al piano interministeriale “Guadagnare in salute”, approvato il 16 febbraio dal Consiglio dei Ministri e messo punto dal Ministero della Salute e che coinvolgerà anche altri dicasteri e istituzioni pubbliche.
Impegnarsi ad educare e a promuovere stili di vita corretti, a partire dall'alimentazione, è una scelta di civiltà per un paese come l'Italia che può contare su un patrimonio qualitativo che con la dieta mediterranea si è affermato in tutto il mondo diventando sinonimo di salute. Nelle Regioni europee oggi sono sovrappeso il 20 per cento dei bambini, un terzo dei quali sono già obesi e il loro numero sta crescendo rapidamente tanto che si stima che un bambino su dieci sarà obeso entro il 2010 in Europa, secondo l'allarme lanciato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) alla recente Conferenza Ministeriale Europea.
|