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N.699 - 22 Ottobre 200 |
BENZINA: COLDIRETTI, UN MILIONE DI FIRME PER PIU' “GIRASOLI NEI MOTORI” A Cernobbio la Coldiretti lancia la sottoscrizione a sostegno di una proposta di legge di iniziativa popolare per la promozione dei biocarburanti Raccogliere un milione di firme a sostegno di una proposta di legge di iniziativa popolare per la promozione della produzione e dell'impiego di biomasse e di biocarburanti di origine agricola nazionale. E' questa l'iniziativa lanciata da Paolo Bedoni, presidente della Coldiretti, nel corso del Forum Internazionale dell'agricoltura e dell'alimentazione a Cernobbio dove è salpato il primo motoscafo alimentato a olio di girasole ottenuto dalla coltivazioni nazionali. La proposta di legge formulata in otto articoli sarà presentata nelle piazze di tutte le città italiane dove - spiega la Coldiretti - con appositi gazebo verranno illustrati i contenuti e raccolte le firme dei cittadini. Contro il caro petrolio - ha precisato il Presidente della Coldiretti - è necessario investire in energie alternative come i biocarburanti ottenuti da coltivazioni quali cereali, barbabietole e girasole che l'Italia può produrre in abbondanza e che l'aumento dei prezzi del greggio rende più competitivi soprattutto alla luce de l contributo che possono offrire al raggiungimento degli obiettivi fissati dal protocollo di Kyoto con la riduzione delle emissioni di gas serra. Lo sforzo dell'Unione Europea che ha aumentato del 35% la produzione di biodiesel, ottenuto da coltivazioni agricole come la colza, per raggiungere un quantitativo di quasi due milioni di tonnellate non basta nel confronto con gli Stati Uniti dove - precisa la Coldiretti - è stata imboccata una direzione di marcia verso fonti alternative con l'approvazione di un pacchetto di norme sull'energia con il proposito di raddoppiare la produzione di biocarburanti fino a 7,5 miliardi di galloni (28,43 miliardi di litri) che includono biodiesel, bioetanolo e combustibile da biomasse. Nonostante i progressi compiuti, sembra difficile che l'Unione Europea possa raggiungere l'ambizioso obiettivo di sostituire entro il 2005 il 2% dei consumi totali di benzina e gasolio da autotrazione con biocarburanti, per poi salire al 5,75% entro il 2010, per far fronte agli impegni assunti con la firma del protocollo di Kyoto. A livello europeo - continua la Coldiretti - in Germania sono ormai 1900 le stazioni distributrici di biodisel ottenuto dalle coltivazioni agricole mentre in Francia un proprietario di auto diesel su due viaggia utilizzando miscele con energia verde, sette raffinerie su tredici incorporano il biodisel nel gasolio in percentuale del 5%, oltre trenta gruppi industriali utilizzano veicoli con biodisel al 30%. Una scelta fatta con decisione dalla Francia che ha annunciato di voler triplicare la propria capacità di produzione dei biocarburanti, già molto più elevata di quella italiana, con la coltivazione entro il 2007 di un milione di ettari di terreno (cento volte superiore ai circa diecimila ettari coltivati attualmente in Italia). Per questo anche in Italia - continua la Coldiretti - serve la messa a punto di un programma di alimentazione delle autovetture con miscele di biocarburanti anche attraverso l'impegno delle amministrazioni locali e un piano di defiscalizzazione che incentivi accordi per l'utilizzazione e lo sviluppo delle coltivazioni nazionali tra imprese agricole, trasformatori industriali e distributori commerciali. I biocarburanti come l'etanolo e il biodiesel sono ottenuti a partire dai cereali, dalle barbabietole o da sottoprodotti della distillazione del vino e dalla colza o dal girasole, che vengono aggiunti alla benzina o al diesel in una percentuale variabile fino al 30% e consentono una riduzione delle emissioni di gas a effetto serra del 70% in media. In particolare - conclude la Coldiretti - con il biodiesel ottenuto da coltivazioni come il colza e il girasole è possibile ridurre dell'80 per cento le emissioni di idrocarburi e policiclici aromatici e del 50 per cento quelli di particolato e polveri sottili, principali responsabili dello smog in città, ma anche contribuire al raggiungimento degli obiettivi del protocollo di Kyoto con la riduzione di circa 2,5 chilogrammi di anidride carbonica per ogni chilogrammo utilizzato.
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