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N.681 - 17 Ottobre 2005 |
VIRUS POLLI: ETICHETTA; COLDIRETTI,
SODDISFATTI ALLEVATORI E CONSUMATORI "L'entrata
in vigore della nuova etichetta della carne di pollo e dei suoi derivati è
accolta con grande soddisfazione da allevatori e consumatori italiani che per
l'80% considerano necessario che debba essere sempre indicato il luogo di allevamento
o coltivazione degli alimenti e nei due terzi dei casi sono d'accordo sul fatto
che "se il prodotto alimentare è italiano sono più sicuro da
dove proviene e quindi mi fido di più". E' quanto afferma la Coldiretti
sulla base delle anticipazioni dell'Indagine Coldiretti-Ispo sulle "Abitudini
alimentari degli italiani", che sarà presentata al Forum Internazionale
dell'agricoltura e dell'alimentazione di Cernobbio i prossimi 21 e 22 ottobre.
Si tratta di risultati che - precisa la Coldiretti - trovano riscontro nei pareri
delle Autorità responsabili come la FAO che ha giudicato gli allevamenti
italiani una garanzia di sicurezza contro l'eventuale rischio della circolazione
del virus dell'influenza dei polli, per le buone condizioni igieniche e i controlli
eseguiti. La produzione degli allevamenti italiani - spiega la Coldiretti - è
più che sufficiente a rispondere nelle quantità alla domanda dei
consumatori nazionali e offre le massime garanzie di sicurezza alimentare, come
ripetutamente affermato da autorevoli esponenti del mondo scientifico dai quali
sono venute, peraltro, importanti rassicurazioni sull'assoluta assenza di rischi
nel consumo di carne di pollo. Dall'introduzione dell'etichetta di origine della
carne di pollo si attende - afferma la Coldiretti - un freno all'impatto psicologico
sul mercato determinato dal "virus dei polli" con un calo dei consumi
del 32 % che ha danneggiato allevatori e consumatori considerato che otto famiglie
italiane su dieci consumava pollo che è il tipo di carne con il primato
della convenienza economica nell'assicurare un apporto proteico adeguato all'organismo.
D'altra parte - sostiene la Coldiretti - gli effetti positivi sui consumi alimentari
delle misure per la trasparenza dell'informazione sono confermati da altre esperienze
come il latte fresco dove si è registrato negli acquisti familiari un boom
dell'8 per cento medio nei tre mesi successivi all'obbligo di indicare sulle confezioni
il luogo di provenienza o mungitura previsto a partire dal 7 giugno del 2005.
Ad apprezzare l'entrata in vigore della nuova norma sull'etichettatura dei polli
- continua la Coldiretti - sono soprattutto le casalinghe e gli anziani. La violazione
- precisa la Coldiretti - comporta la sospensione dell'attività da un minimo
di sette ad un massimo di ventuno giorni. Con l'entrata in vigore del nuovo provvedimento
circa la metà della spesa degli italiani è garantita dalla "carta
di identità", ma molto resta da fare e l'etichetta resta anonima per
la carne di maiale, le conserve vegetali e i succhi di frutta, ma anche per l'extravergine
di oliva con la possibilità di commercializzare olio ottenuto da miscele
di origine diversa senza che questo venga indicato in etichetta. Una situazione
- conclude la Coldiretti - alla quale occorre al più presto porre rimedio
completando il percorso virtuoso, per combattere le emergenze alimentari, che
ha già portato all'etichettatura trasparente per la carne bovina l'ortofrutta
fresca, le uova, il miele e il latte fresco. |