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N. 664 - 12 Ottobre 2005 |
PETROLIO: DA AGRICOLTURA ALTERNATIVE SOSTENIBILI AL CARO PREZZI "Contro
il caro petrolio che pesa anche sul prezzo del gasolio nel settore agricolo è
necessario investire in energie alternative come i biocarburanti ottenuti da coltivazioni
quali cereali, barbabietole e girasole che l'Italia può produrre in abbondanza".
E' quanto afferma la Coldiretti dopo che l'analisi dell'Ismea relativa al mese
di agosto ha evidenziato una crescita del 9,8% rispetto all'anno precedente del
prezzo dei carburanti in agricoltura. Con il prezzo del petrolio che ha raggiunto
livelli record diventa competitivo investire nella produzione di benzina e gasolio
ecologici, come il bioetanolo e il biodisel, anche per il contributo che possono
offrire al raggiungimento degli obiettivi fissati dal protocollo di Kyoto con
la riduzione delle emissioni di gas serra. Negli Stati Uniti - ricorda la Coldiretti
- è stata recentemente approvata una normativa per raddoppiare la produzione
di etanolo mentre in Brasile la maggior parte dei venti milioni di automobilisti
utilizza benzina che contiene il 25% di bioetanolo ottenuto dalla canna da zucchero.
A livello europeo - continua la Coldiretti - in Germania sono ormai 1900 le stazioni
distributrici di biodisel ottenuto dalle coltivazioni agricole mentre in Francia
un proprietario di auto diesel su due viaggia utilizzando miscele con energia
verde, sette raffinerie su tredici incorporano il biodisel nel gasolio in percentuale
del 5%, oltre trenta gruppi industriali utilizzano veicoli con biodisel al 30%
e nei prossimi tre anni verrà triplicato il contingente defiscalizzato.
Per questo anche in Italia - continua la Coldiretti - serve la messa a punto di
un programma di alimentazione delle autovetture con miscele di biocarburanti anche
attraverso l'impegno delle amministrazioni locali e un piano di defiscalizzazione
che incentivi accordi per l'utilizzazione e lo sviluppo delle coltivazioni nazionali
tra imprese agricole, trasformatori industriali e distributori commerciali. Il
bioetanolo - spiega la Coldiretti - viene prodotto tramite processi di fermentazione
e distillazione di materiali zuccherini, amidacei o sottoprodotti come cereali,
barbabietola da zucchero e prodotti della distillazione del vino, mentre il biodisel
deriva dall'esterificazione degli oli vegetali ottenuti da colture come il colza
e il girasole. Con il biodisel - conclude la Coldiretti - è possibile ridurre
dell'80 per cento le emissioni di idrocarburi e policiclici aromatici e del 50
per cento quelli di particolato e polveri sottili mentre con il bioetanolo si
riducono le emissioni di idrocarburi aromatici come il benzene del 50% e di oltre
il 70% anidride solforosa mentre cali più contenuti si hanno anche per
il particolato e per le polveri sottili. |