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N.496 - 7 luglio 2007 |
“GIÙ LE MANI DALLA QUALITÀ ITALIANA” 11 luglio: scendono in piazza gli agricoltori a Bologna, alle ore 10,00 in Piazza 8 Agosto La piu' grande manifestazione promossa dagli agricoltori negli ultimi anni. E' stata deliberata dal Consiglio nazionale della Coldiretti, su proposta del presidente Sergio Marini, che ha fissato l'appuntamento a Bologna l'11 luglio a partire dalle ore 10,00 in Piazza 8 Agosto da dove sfilerà il corteo tra le principali vie della città per ritornare, attraverso via dell'Indipendenza, nella medesima piazza dove la manifestazione si concluderà con l'intervento del Presidente dal megapalco. Alla manifestazione parteciperanno gli agricoltori provenienti dalle campagne di ogni regione con auto, pullman, treni speciali e aerei. Nella capitale dell'agroalimentare italiano gli agricoltori insieme a cittadini, mamme, giovani e studenti manifesteranno contro l'immobilismo di fronte al dilagare del falso Made in Italy il tentativo di standardizzare e omologare verso il basso la qualità dell'agricoltura italiana per asservirla ad un modello di sviluppo produttivistico, contrario all'interesse delle imprese, dell'ambiente e dei consumatori. Una richiesta che sarà ribadita anche a Roma. La protesta “rimbalzerà” anche a Roma dove nei giorni 10, 11 e 12 luglio saranno presidiati dagli imprenditori agricoli della Coldiretti la Camera , il Senato e il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali . “Ministro, giu' le mani dalla qualità italiana” è lo slogan di una manifestazione necessaria per difendere i primati dell'agroalimentare italiano, e con essi la salute dei cittadini, la qualità dell'ambiente e il reddito delle imprese agricole. Il maldestro tentativo di cancellare la legge sull'obbligo di indicare in etichetta l'origine degli alimenti per favorire le importazioni, il via libera all'invecchiamento artificiale del vino con i trucioli e la proposta di sperimentare gli Ogm in prodotti base dell'agroalimentare nazionale, sono solo gli ultimi esempi delle decisioni assunte dal Ministro delle Politiche Agricole Paolo De Castro sul quale gravano anche le pesanti responsabilità dei ritardi nell'attuazione di praticamente tutte le misure previste in finanziaria per il settore. Dal decreto per le nuove società agricole a quello per la gestione assicurativa delle calamità atmosferiche e per le crisi di mercato, dalla vendita diretta degli agricoltori alle intese di filiera fino al mancato sviluppo delle energie pulite dalla campagna necessarie per contrastare i cambiamenti climatici, diversificare le fonti di approvvigionamento e alleggerire il peso delle bollette su tutti i cittadini.
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