N. 232 - 31 Marzo 2006

BENZINA: SONO 4 MLD I KM PERCORSI IN ITALIA CON BIOCARBURANTE COLTIVATO

Sono 4 miliardi i chilometri percorsi in un anno dalle auto circolanti in Italia con l'energia a basso inquinamento prodotta dalle coltivazioni agricole, grazie al nuovo obbligo scaturito dalla legge 81/2006 nella quale si prevede che "dal primo luglio 2006 i produttori di carburanti diesel e di benzina sono obbligati a immettere al consumo biocarburanti di origine agricola" "in misura pari all'1 per cento" che "è incrementata di un punto per ogni anno, fino al 2010". E' quanto è emerso nel corso del Forum Internazionale l'Energia del futuro promosso dalla Coldiretti in collaborazione con lo Studio Ambrosetti a Venezia per conciliare le esigenze di ridurre l'inquinamento ambientale previste dal protocollo di Kyoto con la necessità di trovare fonti energetiche alternative al gas e al petrolio. Nei serbatoi di tutte le auto - precisa la Coldiretti - dovranno essere aggiunte ai normali carburanti circa 400mila tonnellate di biocarburanti, come bioetanolo e biodiesel che possono essere ottenuti indirizzando a coltivazioni energetiche 273mila ettari di terreno nazionale, destinati peraltro a moltiplicarsi negli anni successivi per arrivare a quasi un milione e 400mila ettari nel 2010. Si tratta di un determinante passo in avanti, sostenuto con la raccolta da parte della Coldiretti di quasi sessantamila firme a sostegno di una proposta di legge di iniziativa popolare, per rispettare l'obiettivo fissato dall'Unione Europea di utilizzare i biocarburanti per sostituire entro il 2010 il 5,75 per cento dei carburanti derivanti dal petrolio utilizzati per i trasporti per contribuire al raggiungimento del target fissato dal protocollo di kyoto. Un obiettivo rafforzato dall'ultimo Consiglio Europeo che ha previsto "di espandere l'utilizzo di biocarburanti nel settore dei trasporti, con la prospettiva di aumentare entro il 2015 la proporzione di utilizzo fino all' 8 per cento, attraverso un dialogo costruttivo con il settore petrolifero" anche perché - sottolinea la Coldiretti - secondo la Commissione con il prezzo del petrolio attorno ai sessanta euro al barile la produzione europea di biodiesel ottenuta dalle coltivazioni agricole è competitiva con il normale carburante già con le attuali tecnologie e senza considerare i minori costi ambientali determinati dalla riduzione dell'inquinamento. I biocarburanti derivano dalle coltivazioni agricole che l'agricoltura italiana produce in abbondanza e in particolare il bioetanolo - spiega la Coldiretti - viene prodotto tramite processi di fermentazione e distillazione di materiali zuccherini, amidacei o sottoprodotti come cereali, barbabietola da zucchero e prodotti della distillazione del vino, mentre il biodiesel deriva dall'esterificazione degli oli vegetali ottenuti da colture come il colza e il girasole. Con il biodiesel - sottolinea la Coldiretti - è possibile ridurre dell'80 per cento le emissioni di idrocarburi e policiclici aromatici e del 50 quelli di particolato e polveri sottili mentre con il bioetanolo si riducono le emissioni di idrocarburi aromatici come il benzene del 50 per cento e di oltre il 70 per cento l'anidride solforosa, mentre cali più contenuti si hanno anche per il particolato e per le polveri sottili. Gli aumenti record del prezzo del petrolio sono causa di una crescita di costi per le imprese e per i consumatori che vanno affrontati con interventi strutturali per individuare fonti di energia alternative e rinnovabili che consentano di uscire da situazioni di crisi ormai ricorrenti. Dalla luce, dalle coltivazioni di cereali e oleaginose e con il riciclaggio dei prodotti naturali è possibile produrre energia rinnovabile in grado di generare un circolo virtuoso che concilia il rispetto dell'uso corretto e non intensivo delle risorse ambientali con l'esigenza di ridurre l'inquinamento atmosferico. Potenziando le coltivazioni dedicate alla produzione di biocarburanti (biodiesel e bioetanolo), utilizzando residui agricoli, forestali e dell'allevamento e installando pannelli solari nella aziende agricole - sostiene la Coldiretti - è possibile arrivare a coprire entro il 2010 fino al 13 per cento del fabbisogno energetico nazionale, risparmiare oltre 12 milioni di tonnellate di petrolio equivalenti e ridurre le emissioni di anidride carbonica di origine fossile di 30 milioni di tonnellate. Da un ettaro di canna comune delle aree golenali - conclude la Coldiretti - è possibile produrre biomasse sufficienti a garantire energia elettrica per le esigenze di una intera famiglia come pure dall'installazione di pannelli solari sul tetto di una stalla e dal biogas dei reflui prodotti da un allevamento di 10 mucche.

 
 
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