N. 149 - 1 marzo 2006

BENZINA: E' OBBLIGO "PULIRLA" CON 400MILA TON. DI BIOCARBURANTE COLTIVATO
Coldiretti: l'energia dei campi sarà presente per legge nei serbatoi di tutte le auto in circolazione

Nei serbatoi di tutte le auto dovranno essere aggiunte ai normali carburanti circa 400mila tonnellate di biocarburanti, come bioetanolo e biodiesel che possono essere ottenuti indirizzando a coltivazioni energetiche 273mila ettari di terreno nazionale, destinati peraltro a moltiplicarsi negli anni successivi per arrivare a quasi un milione e 400mila ettari nel 2010. E' questo l'effetto stimato dalla Coldiretti della conversione definitiva in legge del decreto agricoltura nel quale si prevede che "dal primo luglio 2006 i produttori di carburanti diesel e di benzina sono obbligati a immettere al consumo biocarburanti di origine agricola" "in misura pari all'1 per cento" che "è incrementata di un punto per ogni anno, fino al 2010". Con la rivoluzione nei serbatoi sollecitata dalla Coldiretti che ha promosso con centinaia di agricoltori un presidio di due giorni al Senato, dove è stato anche allestito uno speciale distributore di biocarburanti, l'Italia coglie una opportunità che concilia le esigenze di ridurre l'inquinamento ambientale previste dal protocollo di Kyoto con la necessità di trovare fonti energetiche alternative al gas e al petrolio. Si tratta di un determinante passo in avanti per rispettare l'obiettivo fissato dall'Unione Europea di utilizzare i biocarburanti per sostituire entro il 2010 il 5,75 per cento dei carburanti derivanti dal petrolio utilizzati per i trasporti. I biocarburanti derivano dalle coltivazioni agricole che l'agricoltura italiana produce in abbondanza e in particolare il bioetanolo - spiega la Coldiretti - viene prodotto tramite processi di fermentazione e distillazione di materiali zuccherini, amidacei o sottoprodotti come cereali, barbabietola da zucchero e prodotti della distillazione del vino, mentre il biodiesel deriva dall'esterificazione degli oli vegetali ottenuti da colture come il colza e il girasole. Con il biodiesel - sottolinea la Coldiretti - è possibile ridurre dell'80 per cento le emissioni di idrocarburi e policiclici aromatici e del 50 quelli di particolato e polveri sottili mentre con il bioetanolo si riducono le emissioni di idrocarburi aromatici come il benzene del 50 per cento e di oltre il 70 per cento l'anidride solforosa, mentre cali più contenuti si hanno anche per il particolato e per le polveri sottili. La fornitura di energia pulita dai campi - precisa la Coldiretti - viene condizionata alla stipulazione di intese di filiera, accordi quadro o di un contratto di programma e alla garanzia di tracciabilità necessaria a ricostruire il percorso del biocarburante attraverso tutte le fasi della produzione, trasformazione e distribuzione con particolare riferimento all'origine del prodotto agricolo utilizzato. Non sono solo le coltivazioni però a essere chiamate in aiuto all'emergenza energetica e il provvedimento - continua la Coldiretti - prevede anche che "il gestore della rete di trasmissione nazionale assicura la precedenza, per una quota annuale fino al 30 per cento, all'energia elettrica prodotta da biomasse o da biogas" ottenuto dai reflui e dalle deiezioni degli allevamenti e che viene equiparato al gas normale. L'Unione Europea ha recentemente adottato un progetto di comunicazione sul piano strategico per lo sviluppo di biocarburanti per l'Unione nei prossimi anni nel quale si evidenzia che in Europa - riferisce la Coldiretti - il 4 per cento del fabbisogno energetico è attualmente soddisfatto dalla biomassa; se si sfruttasse l'intero potenziale di tale risorsa, di qui al 2010 tale valore potrebbe più che raddoppiare, passando da 69 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio del 2003 a circa 185 nel 2010. Un ruolo importantissimo in tale prospettiva dovrebbe giocare appunto l'agricoltura, contribuendo a tale risultato tramite le colture energetiche per oltre 45 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio. I benefici che si ricaverebbero dal raggiungimento di tali risultati sono la riduzione di oltre il 40 per cento dell'energia importata, un forte contenimento delle emissioni di gas responsabili dell'effetto serra necessaria per il rispetto degli accordi di Kyoto e l'incremento dei posti di lavoro, soprattutto nelle aree rurali di circa 300 mila unita, dei quali circa il 10 per cento in Italia. Negli Stati Uniti si punta a raddoppiare la loro già elevata produzione entro il 2012 con 28,4 miliardi di litri tra bioetanolo, biodiesel e combustibile da biomasse.

I CAMPI DA COLTIVARE PER RIEMPIRE IL SERBATOIO

 

CONSUMI (tonn.)

APPORTO BIOCARBURANTI

ETTARI DA COLTIVARE

BENZINA

14.926.000

149.260

29.850

GASOLIO

24.321.000

243.210

243.210

TOTALE (I anno)

39.247.000

392.470

273.060

TOTALE (II anno)

 

 

576.420

TOTALE (2010)

 

 

1.395.600

Fonte: Elaborazioni Coldiretti con ipotesi che 1 ettaro produca o 5 tonnellate di bietanolo o 1 di biodiesel.


 
 
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