N.85 - 11 MAGGIO 2011

Primo piano

PIEMONTE

ortaggi, ACCORDo con sacla’ per una FILIERA tutta italiana

L’intesa sottoscritta dai vertici dell’azienda e della Coldiretti regionale

Al fine di realizzare una filiera agricola tutta italiana anche nel settore degli ortaggi, tra la F.lli Saclà Spa di Asti e la Coldiretti del Piemonte è stato siglato un accordo di filiera della durata di cinque anni, che punta all’utilizzo di ortaggi del Piemonte. In buona sostanza l’accordo prevede il ritiro da parte della F.lli Saclà Spa dei seguenti ortaggi: sedano - 800 quintali (canne di sedano tagliate in salamoia); carote - 3.000 quintali (scollettate asciutte in fusti); cavolfiori - 1.200 quintali (sfiocchettati in fusti in salamoia); cipolle - 2.000 quintali (pelate messe in fusti in salamoia); peperoni - fino a 1.500 quintali (detorsolati messi in fusti); rape - 1.200 quintali (pelate in fusti con salamoia). Le condizioni economiche in termini di prezzo sono stabilite franco stabilimento ogni anno. Per quanto concerne la campagna 2011 i prezzi al chilo, al netto di IVA sono i seguenti: sedano 0,50 euro/chilo, carote 0,35 euro/chilo, cavolfiori 0,70 euro/chilo, cipolle (dorata) 0,70 euro/chilo, peperoni 1,00 euro/chilo, rape 0,45 euro/chilo. Dice Paolo Rovellotti, presidente di Coldiretti Piemonte: “La nostra Organizzazione sta lavorando con grande intensità sui contratti di filiera, dopo quello della polvere di latte con la Inalpi-Ferrero e quello sulle nocciole con la Sebaste. Per gli ortaggi abbiamo trovato nella Saclà un’azienda che ha fatto della materia prima Made in Italy, il proprio business, condividendo con noi il progetto della filiera agricola tutta italiana”. Aggiunge il Presidente e Amministratore Delegato della F.lli Saclà Spa, Cav. d. Lav. Lorenzo Ercole: “Il progetto Coldiretti di una filiera agricola tutta italiana, che oggi con noi si concretizza in questo accordo di fornitura degli ortaggi piemontesi, è un’autentica garanzia di tracciabilità e di percorso etico-economico all’interno della filiera. Sono soddisfatto dell’accordo raggiunto e, come sottoscritto nell’intesa, auspico si possa lavorare al meglio per il futuro, al fine di incrementare ulteriormente l’approvvigionamento di prodotti agricoli locali ed incentivare così l’economia piemontese”. Conclude Bruno Rivarossa, direttore di Coldiretti Piemonte: “Il progetto si è realizzato grazie ad una fattiva collaborazione tra le strutture territoriali di Coldiretti. In particolare con le Federazioni provinciali di Asti, Alessandria, Torino e Cuneo abbiamo avviato, anche grazie alla capillare assistenza tecnica da noi erogata alle imprese associate, una serie di contatti con imprenditori agricoli che ora si stanno organizzando in cooperativa per gestire l’organizzazione, la raccolta e la consegna degli ortaggi alla Saclà”.

Dal territorio

MODENA, INCONTRO GIOVANI: RICAMBIO GENERAZIONALE PER RILANCIARE IL PAESE

Più di cinquanta giovani imprenditori agricoli hanno partecipato agli incontri di Pavullo e Mirandola promossi nei giorni scorsi da Coldiretti Giovani Impresa Modena, il movimento che si occupa della formazione socio-culturale, professionale, imprenditoriale e sindacale degli agricoltori dai 18 ai 30 anni. Credito e energie rinnovabili sono stati gli argomenti posti all’attenzione dei presenti per far conoscere gli strumenti e le opportunità a favore delle nuove imprese e sostenere il processo di ricambio generazionale nelle aziende in agricoltura. Alla presenza del presidente provinciale di Coldiretti, Maurizio Gianaroli, e del direttore Giuseppe Ruffini, i temi sono stati presentati rispettivamente da Pierluigi Nolletti, direttore di Creditagri Emilia Romagna, e Dino Tartagni esperto di fonti energetiche alternative. La platea ha mostrato vivo interesse per le due relazioni che hanno offerto notevoli spunti di approfondimento soprattutto nell’ottica del progetto di Coldiretti per la valorizzazione della filiera agricola tutta italiana, unica carta vincente delle giovani imprese sul mercato globale. I due incontri sono stati anche l’occasione per preparasi alla storica assemblea nazionale in programma martedì 17 maggio 2011 all’Auditorium della musica di Roma dal titolo: “Italia 150: il Paese che si rinnova - La filiera agricola tutta italiana per il ricambio generazionale”. Saranno duemila i giovani agricoltori che parteciperanno all’evento per affermare la necessità di puntare sul ricambio generazionale per rinnovare e rilanciare il Paese. Un evento che per dimensioni ed età dei partecipanti è un appuntamento storico per l’agricoltura italiana. La riscossa dell’ economia vera capace di attrarre giovani imprenditori che alla guida delle imprese agricole producono reddito e nuova occupazione. A confermarlo sono i risultati di studi ed indagini condotti da Coldiretti ed SWG che saranno illustrati nell’occasione. Numerose sono peraltro le esperienze concrete di innovazioni imprenditoriali realizzate da giovani agricoltori che saranno esposte nell’ambito dell’ Assemblea. Una dimostrazione dell’enorme potenziale di crescita che i giovani imprenditori agricoli possono offrire alla ripresa. All’appuntamento saranno presenti esponenti istituzionali e rappresentanti delle forze economiche e sociali, insieme al Presidente della Coldiretti Sergio Marini e al Delegato Coldiretti Giovani Impresa Vittorio Sangiorgio. L'assisse sarà trasmessa in diretta sul sito www.coldiretti.it

NOVARA VCO, AGROALIMENTARE PROVINCIALE PROTAGONISTA A "TUTTOFOOD“

L’agroalimentare “made in Novara e Vco” è stato tra i protagonisti dell’edizione 2011 di Tuttofood, la fiera dedicata al mondo del cibo che si chiude oggi a Fieramilano (nuovo polo di Rho Pero). Presenti, tra gli espositori, anche alcune aziende agricole di Coldiretti che hanno ben rappresentato il territorio e le sue peculiarità produttive: tra esse (come si vede nella foto allegata, l’azienda agricola Fornace di Fabrizio Rizzotti (produttore di riso a Vespolate), la casa vinicola di Paolo e Antonello Rovellotti (con la docg Ghemme e i vini delle Colline Novaresi) e l’azienda agricola Valsesia, produttrice a Sillavengo di apprezzati salumi tipici. Dal Verbano Cusio Ossola non sono mancati il miele e i formaggi tipici, con anche degustazioni “on the road” di piatti di tradizione come gli gnocchi all’ossolana. Presenti a Tuttofood anche molti tra i principali produttori di Gorgonzola, con i propri stand di rappresentanza nell’ampio padiglione dedicato al comparto lattiero caseario: giova ricordare che con il latte prodotto nel Novarese e nelle altre province piemontesi e lombarde contemplate dal disciplinare si produce la totalità del Gorgonzola Dop presente sul mercato (che, pure, è ai primissimi posti dell’export caseario nazionale). In occasione di Tuttofood sono stati illustrati anche i risultati dell'indagine statistica realizzata da Interactive market research per il mensile Espansione, secondo la quale il 74% degli italiani considera sicuri, probabili o comunque non da escludere danni alla salute per chi mangia prodotti alimentari geneticamente modificati (ogm) e il 55,8% non assaggerebbe un piatto ogm o comunque sarebbe molto in dubbio se gli fosse proposto dal suo ristorante preferito. “La marcata contrarietà espressa dagli italiani conferma il valore alla scelta lungimirante fatta dall’Italia per un agricoltura libera da ogm grazie all’impegno di un vasto schieramento che comprende Coldiretti, ambientalisti, consumatori e istituzioni in rappresentanza della maggioranza dei cittadini e agricoltori contrari al biotech nei campi e a tavola” commenta il direttore di Coldiretti Novara Vco Francesco Renzoni. Per l’Italia ai crescenti dubbi sul piano sanitario e ambientale si aggiungono quelli determinati dalla necessità di tutela del Made in Italy a tavola, autentico orgoglio per l’economia e le tradizioni della nostra nazione. Gli organismi geneticamente modificati spingono verso un modello di sviluppo che è il grande alleato dell'omologazione e il grande nemico della tipicità, della distintività e del Made in Italy.

PARMA, ACCORDO DI FILIERA PER LA VALORIZZAZINE DEL PARMIGIANO REGGIANO

Miglioramento della competitività del settore agricolo, della commercializzazione e distribuzione dei prodotti tipici o di nuove produzioni, rafforzamento dell’efficienza produttiva accompagnata da ammodernamento, riduzione dei costi e minimizzazione dell’impatto ambientale, sono le finalità principali dei cosiddetti “progetti di filiera”. Progetti basati su un accordo contrattuale tra imprese operanti nell’ambito di uno stesso segmento produttivo e orientati all’aggregazione fra diversi soggetti economici che assumono specifici impegni in funzione di obiettivi comuni. E’ in tale contesto che – ha detto il Direttore di Coldiretti Parma Marco Allaria Olivieri nel corso della conferenza stampa “Buono perché. Progetto innovativo di filiera corta per la produzione del Parmigiano Reggiano”, tenutasi oggi presso la sala Bocchi della sede centrale di Cariparma, cui sono intervenuti l’Assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni, l’Assessore provinciale all’agricoltura e vice presidente provincia di Parma Pier Luigi Ferrari, Antonella Salvatori, Capo Regione Emilia di Cariparma e Massimo Tripuzzi Direttore centrale retail private di Cariparma- – è nato il progetto denominato “Qualificazione e valorizzazione commerciale del Formaggio Parmigiano Reggiano e dei prodotti caseari del Caseificio sociale Coduro di Fidenza” presieduto da Castegnaro Gianfranco, socio Coldiretti. Un progetto che rappresenta –ha evidenziato Marco Allaria Olivieri – un ottimo esempio di filiera corta, sapendo coniugare il momento produttivo con quello commerciale fino ad arrivare al consumatore finale. Il progetto, infatti, coinvolge diversi soggetti della catena alimentare: il caseificio Coduro di Fidenza, cinque aziende agricole che conferiscono il latte e una società commerciale, Errefood Spa avente il compito di gestire e distribuire i prodotti attraverso una propria rete di negozi. Nell’accordo che sta alla base di questa iniziativa – ha sottolineato Allaria Olivieri – si possono ravvisare tutti gli elementi per la concreta realizzazione dei contenuti del nostro progetto economico “Una filiera agricola tutta italiana firmata dagli agricoltori”, teso a valorizzare i prodotti agricoli italiani, rafforzandone il legame con il territorio d’origine, garantendo una giusta redditività alle aziende agricole e la fornitura di prodotti di qualità con certezza dell’origine, ad un prezzo giusto per i consumatori. Coldiretti Parma tramite i propri funzionari e i propri tecnici– è stato evidenziato alla conferenza stampa - ha fornito consulenza qualificata e il supporto necessario seguendo direttamente tutto l’iter procedurale, dalla predisposizione delle domande con annessa documentazione, alla loro presentazione presso la Regione Emilia Romagna. Parallelamente tutta l’elaborazione economico-finanziaria del finanziamento al progetto riguardante il “Caseificio sociale Coduro” è stata eseguita da CreditAgri Coldiretti in accordo con Cariparma Credit Agricole, in virtù della partnership sottoscritta da entrambi a livello nazionale, che ha consentito di individuare la soluzione più vantaggiosa per l’erogazione dell’intero investimento. Un bel successo – conclude Coldiretti – per un’operazione sinergica volta al raggiungimento di importanti obiettivi come la valorizzazione del prodotto principe del territorio parmense e dei suoi derivati (burro e ricotta), l’ampliamento della gamma produttiva proposta (caciotte e altri formaggi freschi), il miglioramento della qualità e salubrità dei prodotti (latte Ogm free), innovazione della proposta commerciale attraverso il marchio “Buono perché” e relativa campagna di promozione. Nell’ambito dell’accordo in oggetto i soggetti coinvolti si sono impegnati a realizzare le operazioni/interventi riferite al Piano di sviluppo rurale relativamente alle misure: - misure 121 – 114 ( ristrutturazione stalla, acquisto attrezzature e consulenza aziendale) per le aziende agricole; - misure 123 – 133 – 124 - 132 (ristrutturazione caseificio , promozione – sviluppo nuovi prodotti .- mantenimento sistemi di qualità) per il caseificio; - misura 123 (strutture per l’organizzazione logistica della distribuzione e lo stoccaggio dei prodotti confezionati) per la struttura di commercializzazione .

PISA, PRIMA USCITA A CASCINA PER IL MERCATO DI CAMPAGNA AMICA

La prima volta del mercato di Campagna Amica a Cascina. Debutta in Piazza Gramsci, sulla scia del successo delle esperienza di Pisa, Pontedera, Ponsacco e Volterra (per conoscere tutti gli appuntamenti vai su www.campagnamica.it) con oltre 3 mila clienti a settimana, 50 aziende e un centinaio di agricoltori coinvolti, il mercato esclusivo degli agricoltori promosso da Coldiretti (info su www.pisa.coldiretti.it) in collaborazione con l’amministrazione comunale. Taglio del nastro in programma venerdì 13 maggio (alle ore 9,30) alla presenza del primo cittadino del Comune di Cascina, Moreno Franceschini, del Presidente Provinciale Coldiretti, Fabrizio Filippi, e del parlamentare e Presidente Fondazione Symbola, Ermete Realacci. Una decina i produttori che settimanalmente, ogni venerdì, dalle 8 alle 12,30, porteranno in Piazza Gramsci, i prodotti dell’agroalimentare e della zootecnia locale: dagli ortaggi e frutti di stagione fino alla carne di bovino sottovuoto e di agnello, agli insaccati, ai formaggi di capra, pecora e mucca fino all’olio, Igp e non, e al vino. E con la primavera arriveranno molte primizie di stagione come le fragole e le ciliegie, oltre ad insalate e pomodori. Rapporto qualità-prezzo, stagionalità, sostenibilità e filiera corta: ecco le caratteristiche dei mercati esclusivi degli agricoltori promossi da Coldiretti per permettere al consumatore di riscoprire i sapori veri dell’agricoltura risparmiando anche fino al 30% rispetto ai tradizionali canali commerciali. “I mercati di Campagna Amica – spiega Fabrizio Filippi, Presidente Provinciale Coldiretti presentando l’appuntamento inaugurale – garantiscono qualità e convenienza ristabilendo un corretto equilibrio nella filiera; una filiera che è tornata ad essere corta, se non cortissima, con decine di aziende che raccolgono la mattina per poi arrivare ai mercati esclusivi degli agricoltori e vendere direttamente”. E le esperienza, fin qui molto positive in tutta la Toscana – 57 complessivamente i mercati, ben 6 appuntamenti settimanali nel pisano – parlano chiaro: 500 visitatori per ogni appuntamento e una spesa media di 26 euro. In crescita rispetto al 2010. “Oggi la filiera corta dei nostri mercati è il terzo canale di commercializzazione più importante. I mercati di Campagna Amica – analizza Aniello Ascolese, Direttore Provinciale Coldiretti - hanno riportato al centro della nostra comunità e della nostra economia l’agricoltura e l’impresa agricola. Grazie a questo canale di vendita le imprese possono guardare al futuro con ottimismo, come i tanti giovani che hanno deciso di investire in agricoltura”. Ma non c’è solo l’aspetto economico. I mercati “stimolano” il consumatore a scoprire dove si producono cavoli e patate, e dove si spremono le olive o si raccolgono i grappoli d’uva. “La spesa a km zero – conclude Ascolese – è un pretesto straordinario per riscoprire i profumi veri e genuini della campagna”.

BERGAMO, ALLARME SICCITÀ, CALDO RECORD NEL MESE DI APRILE

E’ rientrato l’allarme per il sequestro del ramo di Boltiere della roggia Brembilla e gli agricoltori della zona tirano un sospiro di sollievo, ma la mancanza di pioggia in generale continua a preoccupare. “Visto il perdurare della siccità – sottolinea il presidente di Coldiretti di Bergamo Giancarlo Colombi - la decisione del magistrato di dissequestrare la roggia è stata molto importante: come abbiamo più volte evidenziato, le coltivazioni in campo hanno assolutamente bisogno di acqua. Il Consorzio di Bonifica ha avuto un ruolo fondamentale per la soluzione positiva di questa vicenda. Nelle scorse settimane infatti aveva inviato diverse richieste formali al magistrato sottolineando la gravità della situazione che si stava delineando nelle campagne ed era pronto ad intervenire anche con un canale temporaneo per aggirare il tratto interessato dal provvedimento”. Gli effetti della siccità iniziano a sentirsi anche in montagna dove l’erba dei pascoli non sta crescendo e - poiché il primo taglio è a rischio - gli agricoltori temono di non avere sufficiente foraggio per alimentare il bestiame, visto anche dell’approssimarsi della stagione degli alpeggi. Nell’ultimo mese si stima che ci sia stata il 75 -100 per cento di pioggia in meno, mentre le temperature sono state superiori dai 2 ai 4,5 gradi centigradi rispetto alla media. Per salvare le colture è necessario che arrivi presto la pioggia e che cada in maniera costante, duratura e in modo non troppo intenso. Il mese di aprile 2011 è stato il quarto più caldo degli ultimi 210 anni, secondo le elaborazioni Coldiretti sui dati Isac - Cnr relativi all’intera penisola. In Lombardia situazioni analoghe si sono registrate nel 2007 e nel 2003, quando l’estate torrida fece strage di vitellini appena nati.

MARCHE, IMPRESE AGRICOLE AL TOP PER AFFIDABILITA' NEI PAGAMENTI

Nonostante la crisi abbia colpito duramente il nostro territorio, le imprese marchigiane sono al terzo posto per affidabilità verso i fornitori. Lo sottolinea Coldiretti, nel commentare i risultati dello studio di Cribis sulle abitudini di pagamento delle aziende italiane. Secondo i numeri, relativi al primo trimestre del 2011, le imprese della regione pagano alla scadenza nel 48,4 per cento dei casi (contro una media nazionale del 41,9 per cento), mentre un altro 47,8 per cento lo fa entro trenta giorni. Meglio delle Marche solo Emilia Romagna (49,2 per cento) e Trentino (48,7 per cento). Analizzando per macrosettori, sottolinea Coldiretti, l’agricoltura è seconda solo ai servizi finanziari, ma davanti ai servizi vari, all’industria, all’edilizia, al commercio e ai trasporti. “Un dato che ha tanto più valore se si considera che alle imprese agricole che riforniscono i supermercati e la grande distribuzione i prodotti vengono pagati diversi mesi dopo nonostante l’ultima normativa abbia fissato il periodo di sessanta giorni, che sono comunque tanti – sottolinea Giannalberto Luzi, presidente di Coldiretti Marche -. Gli agricoltori sono sempre stati abituati a ricorrere anche al credito pur di essere in regola con i pagamenti, ma è chiaro che con l’aumento dei costi di produzione la situazione diventa sempre più difficile”. “Le nostre imprese scontano i furti di identità e valore aggiunto e lo strapotere della grande distribuzione organizzata ed è per questo che abbiamo lanciato un grande progetto per una filiera agricola tutta italiana – aggiunge il direttore di Coldiretti Marche, Angelo Corsetti -. Un progetto capace di tagliare le intermediazioni e recuperare valore aggiunto attraverso la vendita diretta dei prodotti degli agricoltori attraverso la rete di Consorzi Agrari, cooperative, farmers market, agriturismi e imprese agricole”.

LUCCA, A MASSAROSA SBARCANO I PRODUTTORI DI CAMPAGNA AMICA

La Campagna Amica di Coldiretti arriva finalmente anche a Massarosa. Dopo le fortunate esperienze di Viareggio, Seravezza e Camaiore, il mercato della filiera corta promosso da Coldiretti è pronto al grande debutto in Piazza degli Alpini venerdì 13 maggio, per il taglio del nastro, alla presenza dei vertici provinciale dell’organizzazione agricola (info su www.lucca.coldiretti.it), del Sindaco, Franco Mungai e dell’Assessore all’Agricoltura, Mariano Donati. Rapporto qualità-prezzo, stagionalità, sostenibilità e filiera corta: ecco le caratteristiche dei mercati esclusivi degli agricoltori promossi da Coldiretti per permettere al consumatore di riscoprire i sapori veri dell’agricoltura risparmiando anche fino al 30% rispetto ai tradizionali canali commerciali. Una decina i produttori impegnati tutti i venerdì dalle 8 alle 13, in Piazza degli Alpini per guidare mano nella mano il consumatore dentro la stagionalità dei prodotti: ortaggi e frutta rigorosamente locale, olio e vino Igt, Doc, confetture e miele, formaggi freschi e stagionali, insaccati e persino piante primaverili. “I mercati di Campagna Amica – spiega Dina Pierotti, Presidente Provinciale Coldiretti presentando l’appuntamento inaugurale – garantiscono qualità e convenienza ristabilendo un corretto equilibrio nella filiera; una filiera che è tornata ad essere corta, se non cortissima, con decine di aziende che raccolgono la mattina per poi arrivare ai mercati esclusivi degli agricoltori e vendere direttamente”. E le esperienza, fin qui molto positive in tutta la Toscana – 57 complessivamente i mercati – parlano chiaro: 500 visitatori per ogni appuntamento e una spesa media di 26 euro. In crescita rispetto al 2010. “Oggi la filiera corta dei nostri mercati è il terzo canale di commercializzazione più importante. I mercati di Campagna Amica – analizza Francesco Ciarrocchi, Direttore Provinciale Coldiretti - hanno riportato al centro della nostra comunità e della nostra economia l’agricoltura e l’impresa agricola. Grazie a questo canale di vendita le imprese possono guardare al futuro con ottimismo, come i tanti giovani che hanno deciso di investire in agricoltura”. Ma non c’è solo l’aspetto economico. I mercati “stimolano” il consumatore a scoprire dove si producono cavoli e patate, e dove si spremono le olive o si raccolgono i grappoli d’uva. “La spesa a km zero – conclude Ciarrocchi – e è un pretesto straordinario per riscoprire i profumi veri e genuini della campagna”. Per visionare tutti gli appuntamenti settimanali dei mercati di Campagna Amica vai su www.campagnamica.it

BERGAMO, INIZIATO IL FESTIVAL “TERRA & CIBO A KM ZERO”

È iniziato il Festival enogastronomico “Bergamo Terra & Cibo a Km Zero” ideato da Ascom, Coldiretti e Confesercenti per valorizzare la filiera corta del territorio bergamasco. La manifestazione, patrocinata da Regione Lombardia – Assessorato all’Agricoltura; Provincia di Bergamo – Assessorato Urbanistica e Agricoltura; Comune di Bergamo, Turismo Bergamo, e che vede tra i Partner Camera di Commercio di Bergamo, UBI Banca – Banca Popolare di Bergamo e Consorzio Agrario di Bergamo, coinvolge 35 ristoranti di Bergamo e provincia che dal 10 maggio al 10 giugno proporranno menu a Km Zero, preparati in prevalenza con prodotti tipici locali, forniti da 24 produttori bergamaschi aderenti all’iniziativa. Il Festival nasce per valorizzare la filiera corta produttore – ristoratore – consumatore e, quindi, i prodotti genuini e tipici che bene si prestano ad esaltare la creatività dei ristoratori bergamaschi. Mangiare a Km Zero vuol dire accorciare le distanze, prediligere i cibi del territorio apprezzandone la stagionalità, la genuina bontà, la laboriosità di chi li produce e di chi li trasforma in piatti appetitosi. Scegliere “Bergamo Terra & Cibo a Km Zero” significa preferire qualità, freschezza e ricchezza della nostra terra valorizzate in piatti gustosi, nostrani, unici proposti dalla nostra ristorazione. Gli abbinamenti tra ristoratori e produttori, i menu proposti e i relativi prezzi sono riportati nella Guida al Festival, strumento indispensabile per scegliere dove e cosa mangiare a Km Zero. La Guida, in formato cartaceo, è disponibile, oltre che nei ristoranti che partecipano all’iniziativa e nelle sedi delle Associazioni promotrici, all’Ufficio Relazioni con il Pubblico del Comune e della Provincia di Bergamo e della Camera di Commercio; Turismo Bergamo (Urban Center); Uffici di Informazione e Accoglienza Turistica (IAT) di Città Alta e Aeroporto Orio al Serio; in tutte le filiali cittadine di UBI – Banca Popolare di Bergamo e nelle principali filiali della provincia; nella Sede territoriale della Regione Lombardia. Parola d’ordine: assaggiare! Stimolare la curiosità, far conoscere i prodotti della nostra terra e le tante, varie preparazioni che con l’abilità degli chef si possono realizzare con ingredienti a Km Zero. Assaggiare tutti e 35 i menu “à la carte” è l’obiettivo della fidelity card del Festival. Allegata alla Guida cartacea, la tessera fedeltà è da riempire con i timbri Bergamo Terra & Cibo a Km Zero: ogni menu a Km Zero dà diritto a un timbro. Al raggiungimento di cinque timbri la card va riconsegnata al ristoratore (quello che con il quinto timbro la completa), per ritirare un gustoso omaggio a Km Zero, offerto dai produttori che partecipano al Festival e dall’Azienda Belotti conserve alimentari. La Guida, i ristoranti e tutti i menu, i produttori e i prodotti del Festival sono anche on-line su www.bergamoterraecibo.it, il sito del Festival a Km Zero dove scoprire i vantaggi della filiera corta e valutare l’iniziativa compilando il questionario di gradimento (solo on-line).

COMO-LECCO, MERCATO AGRICOLO DI CANTU’: LA REPLICA DI COLDIRETTI

Siamo rimasti stupiti per le considerazioni, francamente un po’ superate, delle associazioni dei commercianti di Cantù a proposito della presenza del mercato agricolo di Campagna Amica di Coldiretti in città (si veda l’articolo apparso su La Provincia del 7 maggio scorso). I commercianti dicono: “no ai mercatini in piazza”. Noi diciamo: sentiamo il parere anche dei cittadini di Cantù. Se il mercato degli agricoltori è frequentato costantemente forse la pensano diversamente. I dati Ismea-Istat ci confermano che è proprio così: nel primo trimestre 2011 scendono pesantemente (purtroppo) i consumi alimentari, mentre volano gli acquisti (+ 28%) fatti direttamente presso gli agricoltori. I commercianti spiegano anche perché non vogliono il mercato degli agricoltori. Dicono: ci fanno concorrenza, vanno in contrasto con noi. Appare strano che la concorrenza sia considerata un male. Le cause della crisi del commercio di prossimità sono ben note. Se si continua però a trovare il colpevole sempre fuori da sé, la crisi non la si risolverà mai. La concorrenza fa bene ma va fatta sulle cose vincenti. Va fatta differenziandosi, caratterizzando ciò che si fa, puntando sulle “diversità” che i consumatori chiedono: il prodotto legato al territorio, il vero made in Italy indicato in etichetta, la riscoperta di sapori veri scomparsi per via della omologazione, l’eticità nel fare impresa, ecc. I nostri agricoltori dei mercati di Campagna Amica hanno ben capito che la possibilità di stare sul mercato, di vincere le sfide della concorrenza, stanno proprio nell’esaltazione di questi valori. E così i mercati si moltiplicano (in provincia di Como siamo arrivati a otto, in Italia a 1300) e hanno successo. I prodotti che i consumatori trovano qui non sono gli stessi che trovano nei negozi o nei centri commerciali. E’ proprio per questo che vincono sugli altri: i formaggi sono fatti con il latte (non con le cagliate importate da chissà dove) delle stalle del vicinato; i salumi con i suini allevati nel circondario e non con i maiali allevati nel nord Europa; la verdura è quella di stagione, raccolta all’alba della stessa giornata del mercato e non quella che prima di arrivare sul banco del commerciante ha fatto migliaia di chilometri e tre passaggi di proprietà. Ma soprattutto sono fatti direttamente dalle mani dell’agricoltore, e questa cosa piace molto ai consumatori perché – lo dicono loro – si fidano di più. Allora la sfida per noi, ma anche per i commercianti, è questa: diversifichiamo le botteghe delle nostre città caratterizzandole per la presenza dei prodotti della filiera agricola e italiana. Proprio come abbiamo chiamato il progetto di Coldiretti. Se così facessimo la competizione sarebbe con chi continua avere sugli scaffali il finto made in Italy non agricolo, e l’obiettivo sarebbe quello di conquistare alla nostra causa i consumatori italiani desiderosi di trovare i prodotti che cercano e che non trovano per ora se non nei nostri spacci e nei nostri mercati. E infine: smettiamola di dire che ci sono quelli che rispettano le normative molto rigide e quelli che invece non le rispettano. Le imprese agricole rispettano tutte le leggi italiane, europee e regionali, sia quelle fiscali, sia quelle sanitarie, sia quelle ambientali. E per ogni ciclo di produzione subiscono decine di diversi controlli!

PERUGIA, CONFRONTO CON GLI AGRICOLTORI SU SICCITA’ E ZOOTECNIA

La situazione del settore zootecnico umbro, che rappresenta oltre il 30% della produzione lorda vendibile agricola e l’allarme siccità che sta interessando anche parte del territorio umbro, sono stati due degli argomenti più rilevanti al centro del Consiglio Direttivo della Coldiretti Perugia tenutosi martedì scorso, preceduto da un incontro con gli allevatori suinicoli del marscianese, che hanno ribadito la difficile situazione legata in particolare alla “questione biodigestore”. Le preoccupazioni per il futuro della zootecnia espresse dagli allevatori di Marsciano, confermano, se ce ne fosse bisogno, l’importanza che riveste per l’Umbria la predisposizione del Piano zootecnico - ha sottolineato il presidente della Coldiretti Perugia Luca Panichi. Il Piano - ha aggiunto il direttore Coldiretti Perugia Alberto Bertinelli - potrebbe rappresentare, tra l’altro, la “sede” più idonea, dove adottare la stessa metodologia prevista in materia di nitrati dal recente Accordo Stato-Regioni. È importante infatti - ha spiegato Bertinelli - il principio sancito da tale Accordo, ovvero quello di andare ad individuare con maggiore precisione le reali fonti di inquinamento da nitrati, finora ad “appannaggio” quasi esclusivo delle aziende agricole. Gli obblighi previsti dalla direttiva nitrati - ha ribadito il direttore Coldiretti - costituiscono per gli imprenditori locali solo uno dei “problemi” che stanno penalizzando il comparto, alle prese tra l’altro, con un aumento dei costi di produzione e con una scarsa valorizzazione delle produzioni, che mettono a rischio il patrimonio delle carni di qualità Made in Umbria e la tutela ambientale e il mantenimento delle zone marginali che l’importante opera degli allevatori consente. Intendiamo rilanciare quindi - ha sostenuto il presidente Panichi - la “vertenza zootecnia” aperta qualche mese fa a livello locale e su cui anche a livello nazionale Coldiretti sta moltiplicando i propri sforzi. Le emergenze del settore zootecnico - ha aggiunto Panichi - sono infatti di varia natura: di sostenibilità ambientale (con le questioni ancora “aperte” di Marsciano e Bettona), ma anche di commercializzazione e di mercato. Tutte tematiche che Coldiretti ha posto al centro della Piattaforma per il rilancio del settore, presentata nello scorso settembre agli Assessori regionali all’agricoltura e all’ambiente. Intanto, come emerso nel corso del Consiglio Direttivo della Coldiretti Perugia, è scattato l’allarme siccità per le campagne, soprattutto nei territori dell’eugubino-gualdese, dove la quasi assenza di precipitazioni nell’ultimo mese e mezzo, sta compromettendo le coltivazioni di grano, orzo, foraggi, mais e girasole, con conseguenze negative anche sulle prossime produzioni di fieno e paglia. In alcuni casi si è dovuto provvedere all’irrigazione di soccorso, per far nascere i semi non germinati o portare sollievo alle coltivazioni, in un periodo in cui solitamente non si irriga; le imprese agricole segnalano inoltre alcuni problemi per il bestiame, vista la difficoltà di crescita dell’erba sui pascoli. I tecnici e gli uffici periferici della Coldiretti, stanno monitorando la situazione e raccogliendo le segnalazioni di disagio, al fine anche di valutare eventuali azioni da intraprendere.

VERONA, CALANO I CONSUMI DI PRODOTTI IN TAVOLA IN ANCHE NEL NOSTRO TERRITORIO

Preoccupanti i dati per il calo dei consumi sulla tavola che scendono in quantità del 4% con punte del 9% per la frutta e dell’8% per i prodotti ittici ma diminuiscono anche il pane (-7%), i prodotti lattiero caseari (-6%) e le carni bovine (-5%). E’ quanto emerge da un’analisi della Coldiretti sui dati Ismea e Istat relativa al primo trimestre del 2011 su scala nazionale. “Assistiamo a un calo quantitativo dei consumi – sottolinea Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Verona – che accentua il trend negativo del 2010 che si è chiuso con una diminuzione dell’1%. E’ un dato che riscontriamo anche a Verona esaminando ad esempio le giacenze delle mele, prodotto tipico del nostro territorio con almeno sei varietà, non si discosta dal dato nazionale che a marzo 2011 era di 833.000 tonnellate, il 2% in meno rispetto al 2010 ma contemporaneamente la produzione è calata nello stesso periodo del 20%, dimostrando un evidente calo nei consumi”. In generale - sottolinea la Coldiretti - gli acquisti di tutti i prodotti alimentari risultano in calo anche se a tenere maggiormente sono i vini (-1,3%), le carni di pollo (-1,9%), la pasta di semola (-2,3%), ortaggi e patate (-2,6%) e carni suine e derivati (-2,7%). “Il prezzo – aggiunge Piccioni – resta un fattore di forte condizionamento per il consumatore e dalle rilevazioni emergono riduzioni particolarmente accentuate delle quantità acquistate per i prodotti interessati dai maggiori rincari. Infatti, quando i prezzi dell’ortofrutta aumentano oltre un certo valore, il consumatore si orienta su altri prodotti. Ad esempio in inverno al posto delle zucchine troppo costose, si comprano patate o cipolle. Il fatto grave è che oggi non è così e quindi il rischio è che si tratti di una rinuncia ai consumi”. Tra i motivi dell’aumento dei prezzi vi è anche il rincaro del gasolio destinato all'attività agricola. Oltre all'aumento dei costi per il movimento delle macchine come i trattori, in agricoltura il caro petrolio colpisce sopratutto le attività agricole che utilizzano il carburante per il riscaldamento delle serre (fiori, ortaggi e funghi), di locali come le stalle, ma anche per l'essiccazione dei foraggi destinati all'alimentazione degli animali. “La filiera corta – conclude il direttore – è senz’altro una delle risposte per contenere i prezzi al consumo eliminando i trasferimenti in nave o in camion dei prodotti. Il mercato a km zero permette ai produttori di vendere direttamente i propri prodotti, accorciando la filiera e consentendo a loro maggior ricavo e ai consumatori maggiori risparmi acquistando cibi freschi e colti al giusto grado di maturazione”. E’ infatti positivo l’andamento dei mercati a kilometro zero degli agricoltori di Campagna Amica sia a livello nazionale che locale, saliti a trentuno in città e provincia.

Appuntamenti

NUORO: RIUNIONE A FONNI SU CRISI PREZZO DEL LATTE E RITARDI NEI PAGAMENTI

Giovedì 12 Maggio

Il prossimo 12 maggio, con inizio alle ore 10,30, si terrà un incontro a Fonni presso i locali del Centro Sociale "Don Muntoni" al quale interverranno i dirigenti della Coldiretti Nuoro Ogliastra per discutere delle diverse criticità che l’agricoltura nuorese sta attraversando. Prezzo del latte ovino, settore bovino, ritardi nei pagamenti e costante aumento dei costi di produzione, sono solo alcune delle "spade di Damocle" che pendono sulle imprese agricole del territorio. Gli ultimi dati disponibili rendono un quadro impressionante: in 10 anni le imprese agricole in Sardegna sono passate da 90.000 a poco più di 60.000, il tasso di crescita delle aziende agricole iscritte alla CCIIAA nel biennio 2008/2009 è stato del – 2,9%, il trend di occupati in agricoltura (2008/2009) è stato di - 4.000 unità. Il settore ovi-caprino, trainante per il territorio sta vivendo un’altra stagione drammatica con un prezzo sempre non remunerativo a fronte di una legge regionale che si sta dimostrando, come già denunciato dalla Coldiretti, non adeguata. La produzione di latte ovino in Sardegna ammonta a 3,2 milioni di quintali annui, il 60 per cento del latte ovino è però trasformato dagli industriali. La produzione di formaggi ovini è 580mila quintali annui e quella di pecorino romano Dop di 290mila quintali annui. Il formaggio ovino prodotto dalle cooperative ammonta a 260mila quintali annui. Oltre il 70 per cento della produzione delle cooperative è rappresentato dal pecorino romano. Il fatturato delle cooperative lattiero-casearie è di circa 140/150 milioni di euro all'anno.

FROSINONE: AD AQUINO TORNA IL BATTESIMO DELLA SELLA

Venerdì 13 maggio

Torna, presso il centro ippico “La Staffa”, di Aquino la manifestazione denominata, “Il Battesimo della Sella”. L’infaticabile Gino Iadecola, titolare dell’azienda ippica che si fa apprezzare anche come impresa agrituristica e fattoria didattica, ha pianificato nei minimi dettagli, il programma di questa nuova edizione che, come le precedenti, richiamerà certamente il pubblico delle grandi occasioni. L’iniziativa, completamente gratuita per i ragazzi sino a 18 anni, parte venerdì prossimo 13 maggio 2011, alle ore 9.00, con l’accoglienza e l’avvio ufficiale della manifestazione. Dopo la degustazione dei prodotti tipici della Ciociaria, in programma per l’ora di pranzo, alle ore 16.00 verrà presentata la Fattoria Didattica e, un’ora dopo, alle 17.00, tutti a cavallo e sul calesse per le procedure del battesimo. Il giorno seguente ancora spazio, sempre per l’ora di pranzo, per le degustazioni delle specialità ciociare del circuito di imprese di Campagna Amica. Alle 16.00 ci sarà la presentazione della razza del Pony di Esperia con fattrici, puledri e stalloni protagonisti. Alle 18.00 sfilata in costume del corteo storico con la conclusione del secondo giorno della kermesse dedicata ancora all’eno-gastronomia. Questa volta saranno fagioli, ceci, cicerchie, verdure, pizze e carne ad allietare il palato di tutti i partecipanti durante la Cena Medievale. Domenica 15 maggio la giornata conclusiva che prevede, dopo l’accoglienza degli ospiti prevista alle ore 9.00, il pranzo rigorosamente a base di prodotti tipici prima della ripresa delle attività a cavallo e la classica chiusura della manifestazione con il brindisi con i bicchieri della staffa che idealmente darà appuntamento all’edizione 2012.“Una manifestazione che cresce di anno in anno e si consolida – ha commentato Paolo De Cesare, direttore Coldiretti Frosinone – e che permette, da un lato di conoscere uno spaccato dell’offerta agrituristica della nostra provincia, e dall’altro di porre in essere il percorso di avvicinamento dei cittadini-consumatori alle realtà locali che operano in ambito agricolo per far familiarizzare i più piccini con gli animali e, in modo particolare, con i cavalli.” L’azienda Iadecola – ha aggiunto Loris Benacquista, presidente provinciale di Coldiretti – rappresenta ormai un punto di riferimento importante per operare nel concreto nel progetto della filiera agricola tutta italiana quella sana sinergia utile a rappresentare un riferimento importante per le famiglie della nostra provincia e non solo. Il turismo equestre, d’altronde, rappresenta un settore che ancora è poco sviluppato in Ciociaria e che invece grazie a Iadecola ed i suoi collaboratori potrà essere nei prossimi tempi lanciato come esempio da imitare e come ulteriore e concreta opportunità”.

ROVIGO: INSALATA DI LUSIA IGP, PROVE DI GUSTO

Venerdì 13 maggio

Partono venerdì 13 maggio, in barba agli iettatori, le prove di gusto per l’Insalata di Lusia Igp. Un gruppo di assaggiatori, scelti tra giornalisti ed enogastronomi, si sottoporrà ad un assaggio guidato sulla sapidità di alcune varietà di Insalata di Lusia Cappuccia e Gentile. In gergo si chiama panel test e consiste nel raccogliere le varie valutazioni gustative in apposite schede di giudizio, le quali orienteranno i tecnici di Veneto agricoltura, di Opo Veneto e di alcune ditte sementiere, nella scelta della varietà di lattuga di riferimento per il marchio Igp. Il Consorzio di tutela, organizzatore dell’iniziativa col patrocinio del Mipaaf, in collaborazione col Mercato ortofrutticolo di Lusia e Veneto agricoltura, sta infatti, perseguendo l’obiettivo di ricercare un’uniformità di prodotto, in vista della commercializzazione organizzata, sia sotto il profilo visivo, che sotto quello gustativo. Per questo motivo, sono già in corso le analisi dei cespi di lattuga in campo, all’interno di alcune aziende produttrici locali. Dopo le prove di resistenza alle malattie, di consistenza dei cespi e di altre caratteristiche visive, le iniziali 40 varietà d’insalata si sono ridotte a 4-5 e su queste si concentrerà l’attenzione degli assaggiatori. Il panel test si svolgerà alla Trattoria al Ponte di Bornio di Lusia, ristorante già insignito del marchio “km zero” dalla Coldiretti polesana, il quale, al termine della giornata, nello spirito che lo contraddistingue, servirà una cena tutta a base di insalata e verdure locali. Per il territorio di Lusia sarà uno speciale momento promozionale, poiché il Consorzio di tutela ha organizzato per i giornalisti e assaggiatori un giro per le aziende produttrici, alla scoperta degli “orti di Lusia”.


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