N.53 - 1 febbraio 2006

PREZZI: ISTAT, COLDIRETTI, RICOTTA SULLE TAVOLE DI TRE ITALIANI SU QUATTRO
Nel 2005 boom degli acquisti con + 6,1% per il formaggio piu' presente nella busta della spesa

L'inserimento della ricotta nel paniere dei prodotti ISTAT per valutare l'andamento dei prezzi nei beni consumati dagli italiani rappresenta un riconoscimento della crescita record nei consumi familiari nel 2005 del 6,1 per cento per un prodotto che tre italiani su quattro hanno messo nel piatto almeno una volta e che è il "formaggio" più presente sulle tavole nazionali con un indice di penetrazione del 76 per cento secondo i dati Ismea - Ac Nielsen. E' quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che peraltro l'Italia con la ricotta romana Dop è l'unico Paese europeo ad avere una propria specialità del particolare latticino iscritta nel prestigioso registro comunitario delle denominazioni di origine. Nel corso del 2005 gli italiani hanno aumentato gli acquisti familiari in quantità di ricotta del 6,1 per cento e - stima la Coldiretti - ne hanno consumata 53.500 tonnellate per una spesa di 255 milioni di euro ad un prezzo medio di 4,8 euro in aumento solo dello 0,9 per cento. La ricotta - continua la Coldiretti - in realtà non è un vero e proprio formaggio perché viene ottenuta lavorando il siero di latte che si libera dalla cagliata e va dunque più correttamente considerata un latticino. Sono in commercio - precisa la Coldiretti - ricotte prodotte da latte di pecora, vacca, bufala e capra e il nome deriva dal latino recoctus, che indica la ricottura del siero dopo la produzione del formaggio. La ricotta - afferma la Coldiretti - ha importanti proprietà nutrizionali ed è infatti un' ottima fonte di proteine mentre ha un contenuto in grassi e calorie abbastanza basso, dalle 130 alle 240 kcal/100 g. anche se bisogna fare i distinguo del caso perchè è un alimento molto variabile, in funzione del metodo di preparazione. La ricotta è un prodotto fresco che non possiede la capacità di difendersi dall'attacco di microrganismi e di conseguenza va consumata freschissima. L'unica ricotta europea ad aver ottenuto in a Denominazione di origine protetta è quella Romana Dop i cui primi riferimenti storici - riferisce la Coldiretti - risalgono a Marco Porzio Catone che raccolse le norme che regolavano la pastorizia nella Roma repubblicana dove il latte di pecora aveva tre destinazioni: religiosa, come bevanda e la trasformazione in formaggi con l'uso residuo del siero per ottenere appunto la ricotta. La "Ricotta Romana" viene prodotta principalmente nel periodo compreso tra novembre e giugno ed il siero per ottenerla deve provenire da latte intero di pecora (Sarda, Siciliana e Comisana alimentate per il 10% con foraggio e per il 90% in pascolo) raccolto dal territorio della regione Lazio dove devono obbligatoriamente avvenire le operazioni di lavorazione, trasformazione e condizionamento. I consumatori possono riconoscerla facilmente perché il prodotto viene confezionato in cestelli tronco-conici di vimini, di plastica o di metallo con capacità massima di due chili, oppure avvolta in carta pergamena o sottovuoto. La confezione - conclude la Coldiretti - deve obbligatoriamente contenere l'etichetta con il simbolo comunitario e la denominazione scritta con caratteri chiari e indelebili e inoltre deve essere indicato il nome, la ragione sociale e l'indirizzo dell'azienda produttrice nonché il logo che contiene una testa di ovino e le scritte "ricotta" in giallo e "romana" in rosso.

LA RISCOSSA DELLA RICOTTA IN CIFRE
Consumi familiari: 53.500 tonnellate
Spesa totale per acquisti familiari: 255 milioni di Euro
Aumento dei consumi familiari in quantità: + 6,1 per cento
Prezzo medio di vendita: 4,8 Euro
Variazione del prezzo: 0,9 per cento
Indice di penetrazione: 76 per cento (nella spesa di 3 italiani su 4)
Fonte. Elaborazioni Coldiretti su dati Ismea- Ac Nielsen 2005

 
 
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