N. 8 - 10 gennaio 2004

BIBITE: COLDIRETTI, LA FRUTTA C'E' SOLO IN FOTOGRAFIA
Via libera alle "bevande al gusto di arancia senza arance"

Le cosiddette "bevande di fantasia al gusto di frutta" possono non contenere succo di arancia, limone o altro e riportare comunque in etichetta la dizione "al gusto di ….." o "al sapore di …." con addirittura immagini sulle confezioni che fanno esplicito riferimento alla frutta assente. Lo rende noto con preoccupazione la Coldiretti nel riferire i contenuti di una circolare del Ministero delle Attività Produttive (N.168/2003). L'interpretazione della circolare - riferisce la Coldiretti - consente la vendita di bibite "al gusto di…" o "al sapore di…." con contenuti marginali o addirittura l'assenza totale di succo di frutta, sostituito dalla presenza di aromatizzanti, coloranti, acqua e zucchero. Ma - continua la Coldiretti - è anche permesso riportare sulle confezioni figure o indicazioni che fanno riferimento a frutta non presente, ma di cui la bibita ha il sapore grazie solo all'impiego di specifici aromi. Secondo la circolare ministeriale - spiega la Coldiretti - non è più in vigore l'articolo 29 del D.P.R. n.719/1958, che giustamente, in quanto ingannevoli nei confronti dei consumatori, vieta per le bevande analcoliche con denominazioni di fantasia, l'utilizzo di immagini richiamanti frutta non presente o presente in percentuali insignificanti. Il via libera alle bevande "al gusto" o "al sapore" di arancia senza arance - continua la Coldiretti - calpesta il sacrosanto diritto dei consumatori a un'informazione corretta e trasparente sugli alimenti acquistati, permette l'utilizzo di figure e fotografie come "specchietto per le allodole" ingannevole sui contenuti del prodotto e spinge verso un'ulteriore preoccupante riduzione del consumo nazionale di frutta. Si rischia peraltro - prosegue la Coldiretti - che possa essere aggirata l'attuale normativa per le bevande analcoliche "a base di" frutta che stabilisce un contenuto di succo non inferiore al 12 %, in riferimento al quale l'Ispettorato Repressione Frodi ha eseguito nel corso del 2003 numerosi sequestri. La correttezza dell'etichetta e la sua necessaria verifica si conferma ancora una volta uno strumento indispensabile di trasparenza nel rapporto tra produttori e consumatori e per questo la Coldiretti ha raccolto un milione di firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare per "l'indicazione obbligatoria nell'etichettatura dell'origine di tutti i prodotti alimentari" che è già all'esame della Commissione agricoltura del Senato.

 
 
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