COMUNICATO STAMPA | Notizie dalle Federazioni

News La Forza del Territorio del 22 dicembre 2017

22 dicembre 2017
News La Forza del Territorio del 22 dicembre 2017
Primo piano
 
SARDEGNA
“NATALE CON I TUOI” PER L’80% DEGLI ISOLANI
I sardi trascorreranno il Natale in famiglia e acquisteranno prodotti locali. E’ quanto emerge da una indagine condotta dalla Coldiretti regionale su un campione in tutto il territorio regionale. 8 sardi su 10, il 25 dicembre, pranzeranno con i propri cari tra le mura di casa. Appena il 18% lo farà in ristorante o negli agriturismi.
 
Nel giorno della natività i sardi si mantengono dunque tradizionalisti non solo negli affetti familiari ma anche con il cibo. Quasi tutti affermano infatti di voler portare a tavola dei prodotti locali che acquisteranno nei negozi e nei mercati civici e di Campagna Amica.
L’indagine è stata condotta su circa 200 persone di tutta la Sardegna, il 75% donne, età media da 40 ai 60 anni. Dal nord al sud dell’Isola gusti e tradizioni sono più o meno uniformi. Aldilà delle tradizioni locali che si discostano soprattutto tra i primi e i dolci, ciò che accomuna tutti i sardi rimane sempre l’agnello che sarà presente in più di 8 tavole su 10.   
A scegliere la comodità delle mura di casa per festeggiare il Natale saranno intorno all’80% dei sardi. Stime più o meno uniformi da un capo all’altro della Sardegna. Il più tradizionalista in questo caso è il centro Sardegna con punte anche dell’85%. Circa il 18% dei sardi preferisce invece godere con i propri cari e/o amici del servizio della ristorazione, rappresentato per il 30% dagli agriturismo. Molta attenzione alla tradizione e alla propria terra sarà data anche per la scelta dei prodotti da portare in tavola.
 
DOVE CONSUMERA’ IL PRANZO DI NATALE?
IN FAMIGLIA
80%
IN RISTORANTE
12%
IN AGRITURISMO
6%
ALTRO
2%
 
Oltre il 75% vuole un menù con più della metà dei prodotti sardi. Il 15% pretende che in tavola sia tutto esclusivamente e solo sardo. Richiesta che peserà anche nella scelta del ristorante o dell’agriturismo. 
 
 
QUANTO COMPRERA’ SARDO?
0%
2%
FINO AL 30%
22%
FINO AL 60%
61%
100%
15%
 
Il piatto natalizio sarà confezionato per il 26% nei negozi e nei mercati civici e, soprattutto per l’acquisto dei prodotti a km0, nei mercati di Campagna Amica (16%).  Il 39% invece farà la spesa nei super mercati ed ipermercati. Ed il 17% andrà un po’ ovunque.
 
DOVE FARA’ LA SPESA PER IL PRANZO DI NATALE?
MERCATI DI CAMPAGNA AMICA
16%
NEGOZI E MERCATI CIVICI
26%
SUPER-IPERMERCATI
39%
UN PO IN TUTTI
17%
 
Sul secondo da portare a tavola i sardi non hanno dubbi. Un sardo su due andrà a cercare l’agnello IGP. Accontenta tutti l’unico che garantisce l’origine sarda.
 
NEL SUO MENU’ SARA’ PRESENTE L’AGNELLO?
SI
89%
NO
11%
 
CERCA IL MARCHIO AGNELLO IGP DI SARDEGNA?
 
 
SARDO IGP
46%
INDIFFERENTE
52%
 
“Natale è la festa degli affetti e della ricongiunzione familiare – commenta il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba -. L’analisi che abbiamo condotto conferma il legame forte che resiste in Sardegna alla famiglia e alla nostra terra. Cresce la sensibilità e l’attenzione nella scelta del cibo. Sempre di più si sta attenti all’etichetta e si cerca la provenienza del prodotto. Su questa strada dobbiamo fare ancora dei passi da gigante. Dobbiamo avere, infatti, la possibilità di consultare la carta di identità di tutti i prodotti, come finalmente è arrivata quest’anno per il latte e i suoi derivati e il prossimo febbraio scatterà l’obbligo definitivo anche per la pasta ed il riso ed a seguire anche per i derivati del pomodoro”. 
“L’attenzione ai prodotti a km0 è confermata dal sempre maggiore successo dei nostri mercati di Campagna Amica che in pochi anni hanno conquistato il titolo di rete di vendita diretta dei contadini più grande del mondo – sottolinea il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu che rimarca come – l’agnello si conferma il principe della tavola a Natale. In questo caso, l’origine sarda ci è garantita dal marchio Igp che certifica gli agnelli nati e allevati in Sardegna secondo un disciplinare. Sta a noi, anche in questi ultimi giorni che ci separano dal Natale, stare attenti all’etichetta ed acquistare prodotti sardi, per quanto concerne l’agnello solo quello che riporta l’etichetta agnello Igp di Sardegna, l’unico autenticamente sardo”.
 
 
Dal territorio
 
PIEMONTE, LA TRADIZIONE PIEMONTESE NELLA CORSA FINALE AI REGALI DI NATALE  
 
Mancano pochi giorni al Natale ed è corsa all’acquisto degli ultimi regali. L’agroalimentare con regali enogastronomici, pranzi e cenoni è la voce più importante del budget che le famiglie italiane destinano alle feste di fine anno, con una spesa complessiva per imbandire le tavole del Natale e del Capodanno di 4,8 miliardi di euro, il 10% in più dello scorso anno.
Il Piemonte vanta numerose produzioni che sono ideali per i tipici cesti natalizi e per preparare gustosi piatti da portare a tavola nei giorni delle feste. Conta, oltretutto, 14 Dop, 9 igp, 18 Docg, 42 Doc, oltre ad un gran numero di biodiversità che contribuiscono ad accrescere il patrimonio agroalimentare Made in Italy ed in Piemonte.
“Nei mercati e presso le aziende di Campagna Amica è possibile trovare specialità del nostro territorio, oltre a golose curiosità e antiche ricette – spiegano Delia Revelli presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale – Dalle produzioni agricole ai trasformati è variegata l’offerta che le nostre imprese presentano ai consumatori: dal vino alle nocciole, dai formaggi ai salumi, dal riso alle marmellate dal torrone al miele e molto altro ancora. Non dimentichiamo che gli acquisti e le scelte del Natale hanno un impatto determinate sull’economia e sull’occupazione regionale – concludono Revelli e Rivarossa – oltre al fatto che, scegliendo i prodotti targati Campagna Amica, si ha la garanzia di portare in tavola o di regalare qualità, freschezza e genuinità, preservando la sicurezza alimentare”.  Sul sito www.campagnamica.it è possibile trovare i mercati e le aziende, suddivise per province, dove acquistare i prodotti e tante curiosità su come imbandire le tavole di Natale e Capodanno.
 
TOSCANA, 2017: PLV AGRICOLA IN CALO MA LARGO A GIOVANI E DONNE
 
E’ questo il giudizio di sintesi di Coldiretti Toscana sul 2017 che volge alla fine. Un anno drammatico per le campagne toscane segnate da eventi calamitosi che hanno inciso pesantemente sulle produzioni. Secondo le stime dell’organizzazione la plv agricola quest’anno si fermerà a 2milioni e350mila euro con un calo del 9,6% rispetto al 2016 che fu anch’esso un anno di crisi. Ma intanto continuano ad essere oltre la percentuale media nazionale aziende giovani ed in rosa.
Riuniti oggi a Firenze gli Stati Generali di Coldiretti Toscana con l’Assessore Marco Remaschi hanno tracciato il quadro di sintesi dell’annata trascorsa e rilanciato proposte e progetti per il futuro.
La siccità ha segnato la Toscana ed ha lasciato ferite profonde, stimate dalla Regione in 428milioni di euro, colpendo in modo pesante un po’ tutti i settori ed in particolare seminativi, ortofrutta, miele ma anche vino ed olio. Il settore che porta il segno positivo è quello floro-vivaistico che, sebbene stabile nelle produzioni, ha visto un forte rialzo dell’attività commerciale con un +10%. Altro settore che segna un +8% nel 2017 è l’agriturismo cresciuto in termini di imprese e di recettività confermandosi leader nazionale con 4530 strutture, un quarto di quelle presenti a livello nazionale.
Nel complesso il valore della produzione agricola regionale nel 2017 dovrebbe attestarsi intorno ai 2.350 milioni di euro, con un calo del 9.6% rispetto ai 2.600 milioni di euro 2016 che fu già un anno di flessione. La composizione della PLV Agricola vede al vertice il floro-vivaismo con oltre 30% e 760 milioni di euro, unico settore ad avere il segno positivo, seguito dagli allevamenti al 22% con 540 milioni di euro, poi i seminativi al 16% con 380 milioni di euro, che hanno subito un vero e proprio tracollo. Discorso a parte merita il settore vitivinicolo che seppure ha subito una perdita nelle uve raccolte del 36% la plv è scesa solo del 12% perché le quotazioni hanno subito rialzi significativi per le diverse denominazione dal 20% fino anche al 40%. Con una grande richiesta di export che sale di 5 punti percentuali. 15% con 390 milioni di euro. Le proiezioni per l’olio restano intorno al meno 4% con contributo in termini di plv di 100 milioni di euro
Sul versante occupazionale a fronte di un leggero calo in termine di operari agricoli assunti, si ha un incremento delle aziende agricole iscritte ad Inps. Significativo resta l’apporto delle donne che vede alla guida di circa il 40% delle imprese autonome. Pure significativa la presenza di titolari under 40 che salgono al 16.5% delle imprese agricole
“Nonostante quest’annata drammatica possiamo segnare alcuni risultati raggiunti. Segnali di nuove opportunità vengono dalle norme introdotte sulla origine obbligatoria in etichetta per latte e derivati, per la pasta e presto per il pomodoro – ha detto Tulio Marcelli, presidente di Coldiretti Toscana – Dal 19 Aprile 2017 è in vigore l’obbligo di indicare l’origine in etichetta per il latte UHT ed i prodotti lattiero-caseari. Il prossimo 17 Febbraio 2018 scatta l’obbligo dell’indicazione dell’origine in etichetta del grano utilizzato per la pasta, e siamo in attesa della pubblicazione del decreto sul pomodoro per l’indicazione obbligatoria su conserve, sughi e derivati – continua Marcelli – che vanno nella direzione di tutelare il vero Made in Italy”.
“Diverse sono, comunque, le questioni aperte su cui Coldiretti sta lavorando, come l’insostenibile situazione dei danni arrecati dalla fauna selvatica e dai predatori.  – sottolinea Antonio De Concilio Direttore di Coldiretti Toscana – Son problematiche che trovano ulteriore esasperazione anche perché le aspettative sulla ripresa dalla crisi che ha duramente colpito l’Europa e l’Italia negli ultimi anni, sono rimaste parzialmente disattese anche nel 2017. Così come le altre economie regionali, anche quella toscana continua a risentire degli effetti della recessione”. 
La situazione congiunturale nel settore agricolo presenta una condizione di difficoltà. “Nonostante ciò, l’agricoltura resta un settore di punta dell’economia regionale – continua De Concilio – svolgendo funzioni di ordine economico, ma anche ambientale e sociale, garantendo un presidio costante sul territorio e la salvaguardia ambientale, ostacolando la disgregazione delle comunità rurali e favorendo la coesione sociale. Anche sul piano strettamente economico, il valore aggiunto a valle della filiera diviene straordinario, se si pensa al solo valore di esportazioni come quella vinicola con cui si superano i 900 milioni di euro, e che l’export regionale presenta una significativa quota agro-alimenatare di oltre 2000milioni di euro pari al 23% del totale delle esportazioni regionali”.
Il 2018 vedrà Coldiretti impegnata nell’espansione del progetto di Campagna Amica, una rete di vendita diretta che nella sola Toscana ha toccato il tetto dei 390.000 acquisti da parte dei cittadini, presso i 75 mercati presenti sul territorio regionale. In pratica un toscano su dieci ha fatto almeno una volta la spesa nei mercato targati Coldiretti che sviluppano un giro di affari 11milioni e 700mila euro.
Buone notizie per il settore agricolo arrivano dalla manovra di bilancio 2018, che procede nell’iter parlamentare, con lo storico via libera allo street food contadino dal campo alla tavola e le altre importanti misure come la conferma per la decontribuzione per giovani agricoltori, l’introduzione del “bonus verde” e la sterilizzazione delle aliquote Iva.
Florovivaismo – In Toscana risultano censite circa 3.600 aziende florovivaistiche che operano su una superficie di 7.500 ettari ripartiti tra vivaismo (6.500 ha) e floricoltura (1.000 ha). Rappresentano il 3,4% delle aziende agricole totali, solo lo 0.9% della Sau toscana, ma contribuiscono per circa il 30% al valore della produzione agricola regionale. Nel 2017 la produzione è stata stabile con un leggero calo della floricoltura. Forte incremento delle vendite rispetto al 2016 con +10%.
Viti-vinicolo – Le superficie vitate nella Toscana sono oltre 58mila ettari con una produzione di circa 3milioni e 500mila quintali di uve che vengono trasformati in 2milioni e 800mila ettolitri di vino. Quest’anno la produzione di vino si ferma introno a 1milione e 700mila ettolitri.  La Toscana rappresenta il 6.3% del vino italiano attestandosi come sesta regione per produzione. Oltre il 70% dei vini è venduto sui mercati esteri (export 900 milioni di euro). In pratica una bottiglia su cinque di vino italiano bevuta oltre confine, viene dalla Toscana. Produzione di uva 2017 -36%.
Allevamento bovino – Gli allevamenti bovini in Toscana si confermano fortemente orientati alla produzione della carne. Risultano censiti 88800 capi bovini. Sono circa 3000 le aziende agricole orientate alla produzione di carne e poco più di 200 quelle che producono latte. Tra i capi macellati la percentuale dei capi nati e allevati in Toscana è pari al 40%. Tralasciando i capi che sono introdotti per la sola macellazione (circa il 18%, quasi tutti di provenienza francese), una percentuale rilevante (circa il 42%), è rappresentata da capi macellati dopo l’ingrasso in aziende toscane. In Toscana si assiste ad un progressivo decremento delle aziende che producono latte bovino, ad oggi sono 211 stalle con 11.799 vacche da latte ed una produzione di 580.000 q.li di latte. Quest’anno si è registrata una minore produzione di latte a causa della siccità ed un aumento dei costi di produzione.
Allevamento ovino – Sono 1.100 le aziende ovicaprine che contribuiscono alla produzione dei 550mila quintali di latte regionale, che in gran parte viene conferito ai caseifici e in minima parte viene lavorato direttamente dall’allevatore.
Grano duro e tenero – La superficie investita a grano è scesa a 80.000 ettari dei quali 57.000 a grano duro e 23.000 a tenero. Sono circa 7.500 le imprese agricole interessate. Quest’anno la produzione è crollata del 40% a fermandosi 2,2 milioni di quintali. Gli ettari seminati a grano sono diminuiti del 26%.
Olivicoltura – L’oliveto toscano copre 91.500 ettari (l’11% della superficie agricola regionale) con 48mila aziende agricole che caratterizzano fortemente il paesaggio. Mediamente vengono prodotti circa 170mila quintali di olio. Quest’anno la produzione è molto diversificata con un calo medio del 30% attestandosi intorno a 120 mila quintali di olio. Le rese particolarmente elevate hanno compensato in parte il calo produttivo.
 
FRIULI-V.GIULIA, PAOLA GANDIN PRESIDENTE DI UE.COOP REGIONALE
 
L’assemblea regionale dell’Unione Europea delle cooperative (Ue.Coop) riunita a Basiliano ha rinnovato le cariche sociale e nominato il nuovo presidente, Paola Gandin, già a capo della cooperativa sociale Terranova di Turriaco. Nel corso dei lavori, alla presenza del Coordinatore organizzativo Vincenzo Sette, gli enti mutualistici aderenti hanno anche nominato i delegati per l’assemblea nazionale in programma a Roma a prossimo febbraio per la nomina del nuovo consiglio. La neo eletta, nel saluto di ringraziamento, ha sottolineato la peculiarità di Ue.Coop in termini di etica e spirito cooperativistico, «valori intramontabili di cui l’associazione deve farsi portavoce a tutti i livelli». Ha quindi invitato gli associati a prendere parte attivamente a momenti di progettazione comune, creazione di reti d’impresa, partecipazione in rete a bandi nazionali e europei. Gandin sarà affiancata nel prossimo quinquennio da Pierangelo Spagnolo (Spagnolo Agroenergia di Spilimbergo), Nives Querini (Tecnocoop di Gorizia), Dario Ermacora (Consorzio Agrario Fvg di Basiliano) e Roberto Marani (Società Cooperativa San Martino di Marano Lagunare).
 
RAVENNA, TRADIZIONALE SCAMBIO DI AUGURI TRA COLDIRETTI E ARCIVESCOVO GHIZZONI
 
L’Arcivescovo della Diocesi di Ravenna-Cervia, Monsignor Lorenzo Ghizzoni, ha fatto visita a Coldiretti Ravenna per il tradizionale scambio di auguri natalizi. Ad accoglierlo il Direttore Walter Luchetta insieme al personale della Federazione. Nell’augurare buon Natale a tutta l’Organizzazione agricola, Monsignor Ghizzoni ha rivolto un pensiero particolare alle famiglie e ai più giovani, auspicando che “nel 2018 cresca l’attenzione verso le nuove generazioni e le giovani famiglie da parte delle istituzioni e delle forze economiche che operano nel territorio della Diocesi. A tal fine – ha ricordato il Monsignore – abbiamo posto in cima all’agenda delle priorità il tema del sostegno alle nascite e alle giovani coppie invitando il Comune di Ravenna e tutti gli attori economici cittadini a sedersi attorno a un tavolo per ragionare su mirati interventi di tipo sociale, fiscale e di welfare a favore degli under 35”.
Un auspicio, quello dell’Arcivescovo, pienamente condiviso da Coldiretti che vede nei giovani, motore dell’innovazione agricola, la risorsa per assicurare sviluppo e futuro all’intero settore, nonché la linfa indispensabile per dare nuovo slancio anche all’azione di rappresentanza dell’Organizzazione stessa che può contare in provincia in più di 120 associati sotto i 30 anni e quasi 800 under 40. “L’agricoltura provinciale è viva e vegeta – afferma il Direttore Luchetta – è il settore chiave per il rilancio dell’economia locale, dell’intero Paese e dell’Europa tutta (non è un caso che in Italia si trovi il maggior numero di giovani agricoltori dell’intera Unione Europea) e questo lo si deve proprio ai tanti ragazzi e ragazze che decidono di portare avanti l’attività di famiglia o di mettersi in gioco ‘tornando alla terra’.
Un trend che Coldiretti fa di tutto per sostenere e consolidare e che è certificato anche dai dati della Camera di Commercio sulle nuove imprese giovanili aperte in provincia. Negli ultimi 12 mesi il loro numero ha subito una flessione di 173 unità pari al -6%. In un contesto così negativo, l’agricoltura, insieme a quello dei servizi all’impresa, è l’unico settore che cresce, totalizzando il saldo positivo più elevato pari al 7,2%. A conclusione dell’incontro augurale, Coldiretti Ravenna ha omaggiato Monsignor Ghizzoni con una selezione di prodotti agroalimentari d’eccellenza e solidali provenienti dalle zone del Centro Italia colpite dal sisma.
 
BERGAMO, DALLA MANOVRA MISURE UTILI PER L’AGRICOLTURA PROVINCIALE
 
Coldiretti Bergamo commenta positivamente la manovra che contiene importanti misure per il settore agricolo, dalla decontribuzione per giovani agricoltori, al bonus verde fino alla sterilizzazione delle aliquote Iva. E’ stato inoltre dato il via libera allo street food contadino dal campo alla tavola. Per la prima volta gli agricoltori potranno vendere direttamente i propri prodotti anche derivati da processi di manipolazione o trasformazione e pronti per il consumo, altresì in forma itinerante.
“E’ un’opportunità importante” – afferma la presidente d Agrimercato Campagna Amica Lucia Morali – non solo per i produttori che hanno uno spaccio aziendale ma anche quelli che partecipano ai farmers market di Campagna Amica. Ad esempio i cittadini potranno finalmente acquistare direttamente dagli agricoltori la polenta in tutte le sue versioni, ma anche le chips realizzate con le varietà locali di patate o gli arrosticini con la garanzia della genuinità, della qualità e dell’origine delle materie prime impiegate. Sarà un modo per valorizzare ulteriormente l’identità culturale dei nostri territori e per assicurare ai turisti italiani e stranieri il valore aggiunto delle nostre tradizioni rurali e gastronomiche”.
In provincia di Bergamo la rete di Campagna Amica che potrà beneficiare di questo via libera è costituita da 5 mercati fissi e un centinaio di aziende accreditate. Il cibo da strada contadino non è l’unica novità. Nella manovra infatti è contenuto anche il “Bonus verde” ossia la detrazione ai fini Irpef del 36% delle spese per lavori di “sistemazione a verde” di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi nonché per la realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili. Il bonus si applica nel limite massimo di spesa di 5.000 euro per interventi sulle singole unità immobiliari e sulle parti esterne condominiali.
Secondo Coldiretti Bergamo è un passo importante anche sul fronte dell’inquinamento in quanto un ettaro di piante elimina circa 20 chili di polveri e smog in un anno. E’ stato riservato un occhio di riguardo anche ai giovani agricoltori under 40. Per loro è stato riconfermato l’esonero triennale dal pagamento dei contributi previdenziali e una riduzione contributiva nel limite del 66% per il successivo anno e del 50% per l’ulteriore anno.
“E’ una misura importante – sottolinea il delegato di Giovani Impresa Coldiretti Bergamo Daniele Filisetti – ed è una risposta valida alla crescente domanda di giovani che vogliono fare impresa in agricoltura. In questi giorni stiamo incontrando i giovani agricoltori su tutto il territorio provinciale e il dinamismo e la passione che stiamo riscontrando fanno ben sperare per il futuro del settore. C’è consapevolezza delle difficoltà ma anche tanta voglia di guardare oltre e di mettersi in gioco per costruire progetti e iniziative”.
Per gli allevatori invece è stato previsto l’innalzamento delle percentuali di compensazione IVA sulle cessioni di animali vivi della specie bovina e suina in misura rispettivamente non superiore al 7,7% e all’8% per ciascun anno nel 2018, 2019 e 2020.
Infine è determinante nella manovra la sterilizzazione degli aumenti Iva e accise che interessa anche beni di prima necessità come carne, pesce, yogurt, uova, riso, miele e zucchero con aliquota al 10% e il vino e la birra al 22% che rappresentano componenti importanti nei consumi delle famiglie. “L’aumento dell’Iva – afferma il presidente di Coldiretti Bergamo Alberto Brivio – sarebbe stato un duro colpo per la spesa delle famiglie italiane in alimenti e bevande”.
Per Coldiretti Bergamo è significativo anche l’emendamento alla manovra, approvato alla commissione Bilancio del Senato, con cui viene definita la cornice normativa dell’enoturismo (turismo che pone al centro dell’attenzione il vino). L’emendamento in manovra prevede il via libera alle attività realizzate nei luoghi di produzione, per cui basterà presentare la Scia (segnalazione certificata di inizio attività) al comune di competenza. Spetterà alle Regioni definire in dettaglio le disposizioni applicative.
“E’ un passo in avanti verso la valorizzazione di un settore che nella Bergamasca è in continua crescita – prosegue  Brivio – ed  è strettamente legato al nostro territorio e alla sua cultura. Devono ancora essere messe a punto alcuni aspetti della norma, soprattutto dal punto di vista sanitario, ma poi le cantine potranno proporre degustazioni di vino a pagamento accompagnate dalle tipicità locali”.
 
AREZZO, DIFENDIAMO GLI INTERESSI DELL’AGRICOLTURA PER IL FUTURO DEL TERRITORIO
 
Un anno quello di Coldiretti Arezzo che è stato raccontato nei giorni scorsi, nel corso dell’incontro organizzato e promosso dall’Associazione che si è tenuto all’Agriturismo Terranostra – Campagna Amica La Colmata di Montagnano. Una sala gremita di ospiti, a cominciare dai dirigenti della struttura, dalle molte istituzioni ed enti presenti, dalle tantissime amministrazioni comunali capitanate dai loro sindaci, vicesindaci ed assessori e da tutta la squadra di Coldiretti Arezzo.
“Le battaglie a difesa delle imprese agricole e della nostra agricoltura condotte senza soste da Coldiretti hanno portato ad alcuni spiragli positivi in una situazione di gravi crisi per i prezzi, le speculazioni, il clima impazzito – spiega il Presidente di Coldiretti Toscana e Arezzo Tulio Marcelli – questo è stato un anno veramente duro per le nostre imprese e anche per i danni causati dai selvatici in sovrannumero che si vanno a sommare all’allarme lupo oramai alto nelle nostre campagne. Noi ci siamo costantemente impegnati e continueremo a farlo per la tutela delle aziende agricole e del lavoro quotidiano che svolgono nonostante le difficoltà”.
Molto significativi i saluti e gli interventi fatti durante la serata a cominciare da quello del Direttore Regionale di Coldiretti De Concilio, da quello del Vicepresidente del Consiglio Regionale De Robertis e poi ancora la testimonianza dell’Assessore Regionale Ceccarelli, quella delle tante amministrazioni comunali presenti a cominciare dal Vicesindaco del Comune di Arezzo Gianfrancesco Gamurrini, dal Sindaco di Bibbiena Bernardini, dal Vicesindaco di Foiano della Chiana Franci, dall’Assessore del Comune di Monte San Savino Rampini.
E molti altri rappresentati dei comuni della provincia sono stati invitati alla serata per porre la firma al protocollo d’intesa del progetto sulla “Sana e Corretta alimentazione”, infatti, altri cinque comuni con i sindaci e gli assessori con altrettanti altri cinque istituti scolastici con i loro dirigenti, si sono seduti insieme al Provveditore agli studi di Arezzo Dott. Curtolo ed congiuntamente a Coldiretti per siglare l’accordo che prevede l’avvio di un percorso che, incarnando i valori di territorialità, genuinità, tracciabilità, intende promuovere la valorizzazione educativa dell’agricoltura in chiave “multifunzionale” come garante della sicurezza e prevenzione alimentare, con il fine di restituire al mondo agricolo l’interesse e la centralità che meritano in un contesto economico che ha profondamente cambiato i comportamenti d’acquisto e le abitudini dei cittadini come obiettivo principale quello di arrivare a fornire le mense scolastiche.
“Veder entrare cinque nuovi comuni ed altrettanti istituti scolastici a far parte del nostro progetto è per noi motivo di grande orgoglio – commenta il Direttore di Coldiretti Arezzo Mario Rossi – inizieremo infatti  a lavorare con Cortona, Sansepolcro, Anghiari, Monterchi e Loro Ciuffenna. Coldiretti vuole riavvicinare la realtà rurale con la società, partendo proprio dalle scuole, luoghi privilegiati dove far comprendere l’importanza di una buona alimentazione, promuovendo l’inserimento nei programmi scolastici, di elementi di conoscenza della cultura agricola e delle produzioni agroalimentari tradizionali, il progetto scuola è una risposta alla multifunzionalità delle aziende agricole”.
L’Associazione, grazie al partenariato con le amministrazioni comunali e gli istituti scolastici intende sensibilizzare i genitori ed i bambini sulle buone pratiche di corretta alimentazione, aprendo un dialogo proficuo con gli stessi consumatori.
Obiettivo primario è quello di far incontrare il mondo della scuola e l’agricoltura, sensibilizzando i giovani ai valori della sana alimentazione, della tutela ambientale e dello sviluppo sostenibile, del territorio come luogo di identità e di appartenenza. Le molteplici attività che si realizzano durante lo svolgimento dell’iniziativa progettuale aiutano i ragazzi a sentirsi protagonisti di una relazione forte con l’agricoltura ed a scoprire che veramente la campagna è loro amica.
Il progetto ha dei partner fondamentali quali il Movimento Donne Impresa di Coldiretti Arezzo con la Responsabile Elena Bertini, l’Associazione Pensionati Coldiretti con Giuliano Scattolin, la rete delle fattorie didattiche e poi ancora le Pro loco, la Uisp ed i medici specializzati come la Dottoressa Barbara Lapini dietista e la Dottoressa Eleonora Gori Psicoteraputa anch’esse presenti all’incontro e intervenute sull’importanza del lavoro che Coldiretti sta portando avanti oramai da anni. Alla serata ha presenziato anche il consigliere ecclesiastico Don Giancarlo Gatteschi insieme al Delegato dei Giovani Gabriele Conticini.
“Un anno decisamente particolare non solo per Arezzo ma anche per tutta Italia – sottolinea prosegue il Direttore Rossi parlando dell’anno agli sgoccioli – che ha regalato luci e ombre ma sicuramente anche tante prospettive per un settore comunque caratterizzato da un importante dinamismo in un mondo sempre più interessato al cibo e all’agroalimentare. Ci auspichiamo un 2018 caratterizzato da uno snellimento burocratico e dalla maggiore efficienza degli uffici regionali che purtroppo incide sulla vita delle imprese più dinamiche”.
Ma il 2017 per Coldiretti è stato anche un anno di grandi battaglie vinte, a cominciare dall’entrata in vigore dell’obbligo dell’etichettatura per il latte e per i derivati, per il grano, la pasta ed il riso e poi la firma dei decreti per l’avvio dell’obbligo di origine per conserve, sughi e derivati. “Grandi passi importanti, tutti pezzi fondamentali di un puzzle – concludono Marcelli e Rossi – che va a tutelare le imprese agricole e a costruire l’immagine del Made in Italy e che come associazione abbiamo fortemente sollecitato e voluto”.
 
FORLI’-CESENA, MANOVRA 2018: STORICO VIA LIBERA ALLO “STREET FOOD” CONTADINO
 
Si chiude il 2017 ed è tempo di bilanci e nuove sfide per Campagna Amica Forlì-Cesena, la più vasta rete italiana di aziende agricole e mercati promossa da Coldiretti per accorciare la filiera e favorire l’acquisto di prodotti agroalimentari a chilometro zero. I tanti eventi organizzati sul territorio ogni anno da marzo a dicembre al fine di promuovere la filiera corta – afferma il Presidente Coldiretti Forlì-Cesena Andrea Ferrini – hanno consentito di far rinascere e potenziare il vero commercio di prossimità offrendo un servizio non solo economico, ma anche sociale al territorio”. 
Ora, con l’arrivo dell’inverno, i nostri mercati vanno ‘in letargo’ fino alla prossima primavera, ma dopo la pausa torneranno con la formula ormai consolidata della vendita diretta che verrà anche potenziata grazie allo storico via libera allo ‘street food’ contadino previsto dalla manovra economica 2018 che consentirà finalmente agli agricoltori di vendere direttamente i propri prodotti anche derivati da processi di trasformazione e anche in forma itinerante.
“Una opportunità importante per i consumatori – sottolinea Ferrini – dato che dall’indagine Coldiretti/Ixè sul 2017 risulta che 1 italiano su 2 (50%) ha mangiato cibo da strada nell’ultimo anno in tutte le sue forme, ma anche un risultato di rilievo alla vigilia dell’anno del cibo italiano nel mondo perché consentirà di valorizzare e tutelare meglio l’identità culturale dei centri storici, sempre più minacciata dalla banalizzazione e dall’omologazione, con le nostre strade e piazze invase da kebab, sushi e dalla frutta fuori stagione come le caldarroste congelate disponibili durante tutto l’anno”.
Ora, grazie alla novità prevista in Manovra, sarà finalmente possibile farlo acquistando direttamente a chilometri zero dagli agricoltori e dagli allevatori a garanzia della genuinità e della qualità, ma anche del rispetto degli ingredienti e della vera tradizione enogastronomica Made in Italy. In attesa, dunque, di tornare in primavera con tante novità, Coldiretti Forlì-Cesena e i produttori Campagna Amica ci tengono ad augurare buone feste e un felice anno nuovo a tutti gli affezionati consumatori.
 
 
Appuntamenti
 
VICENZA: DALL’ALTOPIANO DI ASIAGO ARRIVA IN CITTÀ LA CIASPOLATA
Sabato 23 dicembre
 
Nel weekend che precede il Natale Coldiretti Vicenza non spegne i motori, ma continua a promuovere il mercato coperto di Campagna Amica di via Cordenons n. 4, in una zona della città, San Lorenzo, che taluni tacciavano per “sfortunata”, ma che l’organizzazione più rappresentativa del mondo agricolo ha saputo rivitalizzare. “Il nostro non è un semplice mercato – commentano il presidente provinciale di Coldiretti Vicenza, Martino Cerantola ed il direttore Roberto Palù – è anzitutto un luogo d’incontro tra produttori e consumatori, dove i cittadini possono anche informarsi, imparare e presentare le proprie istante, per far sì che il mondo agricolo cerchi di farle proprie, per la riscoperta delle tradizioni e delle eccellenze agroalimentari del territorio”.
Con questo spirito, sabato dalle 9 alle 18 sarà possibile continuare ad acquistare i cesti della solidarietà, con prodotti tipici delle aziende terremotate del Centro Italia, ed i cesti della biodiversità, con le tipicità della Penisola. Un modo diverso per mettere sotto l’albero e donare ad amici e parenti il meglio dell’agroalimentare made in Italy e per lanciare un messaggio forte di trasparenza e buon senso: consumare cibo del territorio significa credere nel proprio paese e stimolare la crescita economica. È record storico sulle tavole delle festività anche all’estero, con l’export di vini, spumanti, grappa e liquori, panettoni, formaggi e salumi solo per il periodo di Natale che supera i 3,5 miliardi di euro, in aumento del 6% sulla base delle proiezioni Coldiretti per il mese di dicembre 2017.
Un’ottima premessa per l’anno che verrà, con il 2018 che è stato proclamato anno internazionale del cibo italiano nel mondo, al quale l’Italia si presenta con la mappa dei tesori dell’economia locale che può contare su 5047 prodotti alimentari tradizionali censiti dalle regioni ottenuti secondo regole tradizionali protratte nel tempo per almeno 25 anni, 292 specialità Dop/Igp riconosciute a livello comunitario e 523 vini Doc/Docg/Igt, ma anche con il primato green delle quasi 60mila aziende agricole biologiche in Europa e la scelta di vietare le coltivazioni Ogm a tutela del patrimonio di biodiversità.
Al mercato coperto di Campagna Amica, promosso da Coldiretti Vicenza, sabato 23 dicembre, dalle 15 alle 16, avrà luogo un evento unico nel suo genere e certamente una prima assoluta per Vicenza: la Ciaspolata in città, resa possibile grazie a Malgasiago, con partenza dalla sede del mercato, in via Cordenons 4. “L’idea della Ciaspolata in città nasce per valorizzare il nuovo mercato coperto di Vicenza con attività che parlino del territorio e dei suoi prodotti. Qualche volta ci si dimentica che anche la montagna fa parte del panorama vicentino – spiega Massimiliano Gnesotto di Malgasiago – ed a differenza della “Bassa”, dove il frutto dell’inverno sono cavoli e radicchi, il nostro “prodotto” è la ciaspolata: un modo per raccontare il territorio attraverso una camminata lenta, facile, adatta a tutti. Così si spiega questa nostra seconda discesa a valle”. Malgasiago è una piccola azienda agricola montana nata sui dolci pendii dell’Altopiano dei Sette Comuni, che produce zafferano, miele, erbe e melliti e lavora intensamente e con passione nel turismo, soprattutto come fattoria didattica e come guide turistiche, d’estate e d’inverno, con AsiagoGuide.
“Porteremo in città un pò della nostra montagna – conclude Gnesotto – porteremo neve e ciaspole per far ciaspolare nel centro storico. Chi vorrà potrà provare gratuitamente questa attività. Cercheremo di simulare ciò che avviene in montagna, nel lento avanzare tra boschi e pascoli, raccontando il lavoro del malghese, l’arte del casaro, le peculiarità dell’Asiago Dop di montagna, la sostenibilità dell’attività alpigiana, dove nulla viene sprecato e tutto valorizzato”.
 
LAZIO: DAGLI AGRICOLTORI TERREMOTATI I MENU DELLE FESTE SOLIDALI
Sabato 23 dicembre
 
Per consentire di fare la spesa con gustosi regali last minute e ingredienti “Doc” per i menu di pranzi e cenoni, stando anche attenti alla solidarietà, il mercato degli agricoltori di Campagna Amica al Circo Massimo, in via San Teodoro 74, a Roma sabato 23 dicembre dalle ore 9,30 ospiterà gli agricoltori e gli allevatori marchigiani e delle altre aree terremotate che, a causa dello spopolamento, sono rimasti senza un mercato di sbocco.
Sarà possibile acquistare direttamente alcune delle specialità simbolo del sisma, dal pecorino dei Sibillini al vino cotto, assieme ad altri prodotto delle zone marchigiane terremotate. Ma saranno date indicazioni anche per trovare le specialità salvate dal sisma nelle altre città e on line.
Ai danni diretti alle aziende agricole si aggiungono infatti quelli provocati dall’abbandono forzato di interi Paesi dove, in attesa dell’arrivo delle casette, non esiste piu’ mercato per i prodotti delle terra. Il terremoto ha colpito un territorio a prevalente economia agricola con una significativa presenza di allevamenti che è importante sostenere concretamente affinchè la ricostruzione vada di pari passo con la ripresa dell’economia che in queste zone significa soprattutto cibo e turismo. Sarà presentata l’indagine Coldiretti sulla difficile situazione nelle aree terremotate e sull’importanza della solidarietà per la ripresa.
 
UMBRIA: DAGLI AGRICOLTORI TERREMOTATI I MENU DELLE FESTE SOLIDALI
Sabato 23 dicembre
 
Per consentire di fare la spesa con gustosi regali last minute e ingredienti “Doc” per i menu di pranzi e cenoni, stando anche attenti alla solidarietà, il mercato degli agricoltori di Campagna Amica al Circo Massimo a Roma sabato 23 dicembre dalle ore 9,30 ospiterà gli agricoltori e gli allevatori delle aree terremotate che, a causa dello spopolamento, sono rimasti senza un mercato di sbocco. È quanto ricorda Coldiretti Umbria che sottolinea come sarà possibile acquistare direttamente la lenticchia di Castelluccio di Norcia, zafferano, pecorino, salumi, olio extravergine, vino cotto e molte altre specialità salvate dal sisma di Lazio, Abruzzo, Marche e Umbria, ma saranno date indicazioni anche per trovarle nelle altre città e on line.
Ai danni diretti alle aziende agricole si aggiungono infatti quelli provocati dall’abbandono forzato di interi paesi dove non esiste più mercato per i prodotti delle terra. Il terremoto – afferma Coldiretti – ha colpito un territorio a prevalente economia agricola con una significativa presenza di allevamenti che è importante sostenere concretamente affinché la ricostruzione vada di pari passo con la ripresa dell’economia che in queste zone significa soprattutto cibo e turismo.
Intanto secondo quanto emerge dall’analisi Coldiretti/Ixe’ “Il Natale nel piatto”, quasi un italiano su tre (30%) ha scelto di regalare per le festività di fine anno prodotti alimentari tipici e tra questi ben il 60% anche in forma di tradizionali cesti natalizi.
Si conferma anche quest’anno – precisa Coldiretti – una spinta verso regali utili e all’interno della famiglia, tra i parenti e gli amici a partire dall’enogastronomia, per l’affermarsi di uno stile di vita attento alla riscoperta della tradizione a tavola, che si esprime con la preparazione fai da te di ricette personali per serate speciali o con omaggi per gli amici che ricordano i sapori e i profumi della tradizione del territorio.
Il regalo di prodotti dell’enogastronomia è quello meno riciclato ma, da segnalare, è anche – prosegue Coldiretti – la preferenza accordata all’acquisto di prodotti Made in Italy per aiutare l’economia nazionale o garantire maggiori opportunità di lavoro a sostegno della ripresa. Per la ricerca del regalo – continua Coldiretti – si registra la tendenza a scovare la curiosità e il miglior rapporto prezzo/qualità nei diversi luoghi di acquisto senza preclusioni, dalla grande distribuzione ai piccoli negozi, da internet fino ai mercatini. Oltre la metà degli italiani (52%) frequenta proprio i mercatini che si moltiplicano nel periodo di Natale e tra questi ben il 38% vi acquista prodotti enogastronomici. Un’opportunità – conclude Coldiretti – che unisce il relax con la possibilità di fare acquisti con curiosità e novità per sfuggire alle solite offerte standardizzate.
 
MARCHE: DAGLI AGRICOLTORI TERREMOTATI I MENU DELLE FESTE SOLIDALI
Sabato 23 dicembre
 
Per consentire di fare la spesa con gustosi regali last minute e ingredienti “Doc” per i menu di pranzi e cenoni, stando anche attenti alla solidarietà, il mercato degli agricoltori di Campagna Amica al Circo Massimo, in via San Teodoro 74, a Roma sabato 23 dicembre dalle ore 9,30 ospiterà gli agricoltori e gli allevatori marchigiani e delle altre aree terremotate che, a causa dello spopolamento, sono rimasti senza un mercato di sbocco.
Sarà possibile acquistare direttamente alcune delle specialità simbolo del sisma, dal pecorino dei Sibillini al vino cotto, assieme ad altri prodotto delle zone marchigiane terremotate. Ma saranno date indicazioni anche per trovare le specialità salvate dal sisma nelle altre città e on line.
Ai danni diretti alle aziende agricole si aggiungono infatti quelli provocati dall’abbandono forzato di interi Paesi dove, in attesa dell’arrivo delle casette, non esiste piu’ mercato per i prodotti delle terra. Il terremoto ha colpito un territorio a prevalente economia agricola con una significativa presenza di allevamenti che è importante sostenere concretamente affinchè la ricostruzione vada di pari passo con la ripresa dell’economia che in queste zone significa soprattutto cibo e turismo.
Sarà presentata l’indagine Coldiretti sulla difficile situazione nelle aree terremotate e sull’importanza della solidarietà per la ripresa.
 
MOLISE: TORNA A CAMPOBASSO IL MERCATO DI CAMAPAGNA AMICA COLDIRETTI
Fino a sabato 23 dicembre
 
E’ finalmente tornato a Campobasso il mercato di Campagna Amica, l’Organizzazione di produttori agricoli in vendita diretta promossa da Coldiretti. Da ieri è infatti partita una tre giorni di apertura straordinaria del mercato che si protrarrà fino a sabato 23. Nonostante l’inclemenza del tempo, data la rigida temperatura e l’accenno di nevicata che è stata incombente nell’arco dell’intera mattinata, la prima giornata di apertura ha fatto registrare un notevole interesse da parte dei consumatori della città.
Sicuramente per le altre due giornate di apertura l’affluenza sarà più che raddoppiata, dal momento che le previsioni meteo prospettano una situazione più clemente. Qualora ciò non si verificasse, è stato già stabilito che gli stand del mercato, oggi allestiti all’esterno nella piazzetta antistante quella che sarà la sede al coperto del nuovo mercato di Campagna Amica, per questi altri due giorni verranno montati direttamente nella nuova struttura. Tutto ciò al fine di garantire le adeguate condizioni per un sereno momento di acquisti da parte dei consumatori.
Intanto ieri mattina si è tenuta, nei nuovi locali, una conferenza stampa dove il delegato confederale, Eugenio Torchio e il direttore regionale di Coldiretti Molise, Saverio Viola, coadiuvati dall’ingegnere Giovanni Dell’Aquila, hanno presentato le linee programmatiche su cui si impernierà l’attività del mercato, il quale non sarà solo un momento di vendita di prodotti agroalimentari, ma offrirà anche spazi per la degustazione di cibo da strada, che sarà approntato con le eccellenze agroalimentari molisane. Ne mancherà un’attività collaterale con le scuole del capoluogo, in quanto è intenzione di affiancare ai due giorni di apertura settimanale, una terza giornata nel corso della quale gli alunni, in compagnia dei propri genitori, potranno seguire momenti di formazione sulla corretta alimentazione, sulla conservazione dei prodotti, e potranno partecipare ad un momento di “spesa consapevole”.
I nuovi locali, come si ricorderà, saranno definitivamente approntati per l’inaugurazione ufficiale del mercato, che si terrà a partire dalla metà di gennaio e comunque entro e non oltre la fine dello stesso mese. Al momento infatti manca soltanto l’arredamento degli stand, che non è stato possibile ultimare per via delle lungaggini di carattere tecnico-burocratico che hanno dilatato i tempi di consegna dei locali.
Per quanto riguarda gli orari di questa apertura straordinaria, mentre per la giornata di venerdì 22 è prevista l’apertura fino alle ore 13.00, per quanto riguarda sabato, invece, si prolungherà sino alle ore 19. Per la giornata di sabato, inoltre, nell’area del mercato è prevista la presenza di una coppia di zampognari, i quali caratterizzeranno ancor più l’atmosfera natalizia per chi intende acquistare confezioni agroalimentari da regalare o, più semplicemente, rifornirsi di prodotti per il cenone.
 
PESARO URBINO: LEZIONI DI PANE NEI MERCATI DI PESARO E FANO
Sabato 23 dicembre
 
Lezioni di pane domani, sabato 23 dicembre, nei mercati di Campagna Amica di Pesaro e Fano. L’appuntamento è dalle ore 8 alle ore 11.30 nel farmers market pesarese di via Lombardia 1, mentre in quello fanese di Largo di Porta maggiore ci sarà spazio dalle ore 8 alle 12.30. Protagonista dell’iniziativa promossa dalla Coldiretti sarà la Gentil Verde, una realtà aziendale agricola tutta al femminile condotta direttamente dalle fondatrici, Agnese e Giuditta. L’attività principale dell’azienda si basa sulla coltivazione di cereali che trasformano in pane, pane azzimo e pane al mosto. Il tutto usando pasta madre pazientemente rinfrescata senza lieviti attivi o miglioranti e cotta in un forno a legna.
 
NEWS COLDIRETTI – LA FORZA DEL TERRITORIO – 06 4682487 – FAX 06 4871199 – www.coldiretti.it