COMUNICATO STAMPA | Notizie dalle Federazioni

News La Forza del Territorio del 21 dicembre 2017

22 dicembre 2017
News La Forza del Territorio del 21 dicembre 2017
Primo piano
 
VENETO
LA REGIONE INCENTIVA IL CREDITO AGRICOLO
E’ passato in Consiglio del Veneto l’emendamento promosso dalla Coldiretti a favore del credito in agricoltura. La manovra approvata all’unanimità durante la seduta dedicata al bilancio andrà a sostenere l’innovazione di migliaia di aziende che intendono investire nel settore in un’ottica di miglioria e diversificazione della produzione.
 
Con il provvedimento – rileva Coldiretti – la politica regionale prende atto dell’importanza strategica di una leva economica che metterà gli imprenditori, soprattutto donne e giovani, nella condizione di affrontare con più coraggio e strumenti migliori il mercato globale agevolando l’accesso al prestito che sempre più spesso necessita di analisi e richiede il rilascio di garanzie.
Questo intervento riconosce, inoltre, il ruolo centrale dei consorzi di garanzia collettiva dei fidi (Confidi) che operano a supporto delle realtà agroalimentari, permettendo di ridurre i rischi complessivi dando la giusta lettura dei progetti di sviluppo imprenditoriale. “A rassicurare le imprese – commenta Coldiretti – il fatto che la norma, che modifica la legge esistente numero 16 del 2009, è definitivamente recepita nella legislazione veneta e sarà ogni anno rinforzata in base alle risorse della Regione Veneto”.
 
 
Dal territorio
 
PUGLIA, DOPO 2016 DISASTROSO ANNATA AGRARIA 2017 IN GRANDE RIPRESA: +15% PLV
 
Dopo un 2016 disastroso, l’annata agraria 2017 ha recuperato terreno, con una crescita della PLV (Produzione Lorda Vendibile) del 15,07% che è tornata a superare nuovamente – rileva Coldiretti Puglia – i 3 miliardi di valore, a dispetto della tropicalizzazione del clima che ha messo a dura prova tutte le colture. Professionalità degli imprenditori e scelte ponderate in termini di irrigazione hanno consentito al settore di bancare un risultato positivo che poteva essere addirittura straordinario, se il clima non fosse stato cosi impietoso (gelate e nevicate – gennaio 2017 e siccità – estate 2017).
“Con una PLV di 3,3 miliardi di euro – spiega il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – l’agroalimentare pugliese si rivela il traino dell’economia regionale nel 2017. Eccezion fatta per cereali e olive che segnano un calo di produzione e/o di valore, tutti i comparti produttivi registrano un aumento in termini percentuali. Le esportazioni dei prodotti agricoli (+9%) e dell’agroalimentare (+4,9%) hanno dato slancio all’export pugliese, nonostante il sensibile ridimensionamento produttivo determinato dalla tropicalizzazione del clima. Cresce anche l’occupazione in agricoltura”.
Numeri soddisfacenti dell’ortofrutta pugliese, secondo Coldiretti Puglia, che ha superato 845milioni di euro di PLV e la soglia dei 750 milioni di euro di prodotto esportato sui mercati internazionali che in termini di aree geografiche riservano non poche sorprese. Oltre agli stimati 230 milioni di export ortofrutticolo verso la Germania, la Puglia si è imposta in Tunisia, Francia, Polonia, Regno Unito e Svizzera, oltre a Benelux, Scandinavia, Spagna, Albania, Grecia. La Puglia secondo ISMEA è prima in Italia per aziende ortive in piena area (ortaggi non coltivati in serre), seconda dietro la Sicilia per frutteti, terza per i legumi. In particolare ha numeri da record su pesche, uva da tavola e agrumi per quanto riguarda la frutta, mentre nelle produzioni ortive su lattughe, fave, carciofi e pomodori da industria. Il comparto ortofrutticolo in Puglia interessa il 16% circa della superficie ortofrutticola nazionale.
Indiscussi i primati produttivi dell’agricoltura pugliese rispetto ai quantitativi nazionali: uva da tavola 68%, pomodoro 35%, ciliegie 30%, mandorle 35%, olive 35%, grano duro 21%, carciofo 31%, mandorle 30% e uva da vino 14%.
“Quest’anno sarà ricordato – aggiunge Cantele – per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto dei Ministri delle Politiche agricole Maurizio Martina e dello Sviluppo Economico Carlo Calenda per l’introduzione in Italia dell’obbligo di indicazione della materia prima per la pasta che scatterà a partire dal febbraio 2018. Si tratta di un provvedimento fortemente sostenuto dalla Coldiretti con due anni di ‘guerra del grano’ per garantire maggiore trasparenza negli acquisti ai consumatori e fermare le speculazioni che hanno provocato il crollo dei prezzi del grano italiano al di sotto dei costi di produzione che ha causato la drastica riduzione delle semine”. La scelta del Tar di respingere l’istanza di sospensione, avanzata da industria molitoria e pastaia, del decreto per l’etichettatura d’origine del grano utilizzato nella pasta accoglie le richieste dell’81% degli italiani che chiedono maggiore trasparenza su quel che portano in tavola. E’ stato riconosciuto il diritto dei cittadini di conoscere l’origine del grano utilizzato per fare la pasta. Una scelta anche a tutela della salute perché in Italia – precisa la Coldiretti – è vietato l’utilizzo del glifosato sul grano in preraccolta a differenza di quanto avviene per quello straniero proveniente da Usa e Canada dove ne viene fatto un uso intensivo nella fase di pre-raccolta per seccare e garantire artificialmente un livello proteico elevato.
“La guerra del grano continua – incalza il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – perché ci sono ancora associazioni di agricoltori e di pastai che hanno gioito per la decisione UE di proroga all’utilizzo di quel glifosate che le massime autorità scientifiche indipendenti hanno giudicato ‘rischioso’ per la salute degli esseri umani (nel rispetto del principio di ‘precauzione’)” per quel glifosate che è alla base della produzione del grano canadese che a sua volta è alla base di tanta produzione di pasta “spacciata” per italiana – sia pure nel rispetto delle ‘leggi’ e quella pasta che a sua volta finisce sulle tavole di milioni di inconsapevoli consumatori italiani quelli stessi che non dicono una parola sulla produzione  di grano massacrata da quotazioni insostenibili imposte dall’industria. “Le stesse associazioni affermano – continua Corsetti – che ‘l’industria molitoria e pastaria’ giudica insufficiente sotto il profilo ‘qualitativo e quantitativo’ la produzione di grano del Paese. Chi detta le condizioni è l’industria ‘pastaria e molitoria’, per cui serve produrre a costi ‘competitivi’, tagliando i prezzi pagati agli agricoltori. Ancora una volta vale esclusivamente ‘il prezzo’, anche se a pagarne le conseguenze sono i cittadini italiani e le imprese agricole, anche se le superfici coltivate a ‘grano duro’ si riducono, anche se di mezzo ne va la nostra sovranità agroalimentare”.
Quindi, anche nel 2018 continueranno le battaglie di Coldiretti Puglia tese a tutelare il patrimonio del ‘made in Italy’ agroalimentare e a bloccare  lo scippo di identità e di valore che il territorio quotidianamente subisce ad opera dei famigerati agropirati nazionali ed internazionali e che trovano ragion d’essere nel valore delle principali filiere agroalimentari pugliesi, pari a  542.000.000 euro per la  pasta e i prodotti da forno, 576.000.000 euro per quella olearia e 462.000.000 euro per la filiera vinicola e il pomodoro da industria di cui la sola provincia di Foggia è leader con 3.500 produttori che coltivano mediamente una superficie di 26 mila ettari, per una produzione di 22 milioni di quintali ed una P.L.V. (Produzione Lorda Vendibile) di quasi 190.000.000 euro. Proprio sul fronte del pomodoro da industria, da segnalare l’importanza dell’emanazione nel 2017 del decreto per l’etichetta d’origine per i derivati del pomodoro, fortemente sollecitata dalla Coldiretti, e la piena operatività del decreto sull’etichettatura del latte che ha ridato la dignità che merita alla produzione di latte pugliese.
Sul fronte olio Coldiretti Puglia sta monitorando costantemente e con un alto livello di attenzione l’attività della Borsa Merci di Bari che come la Lombardia per il latte, fa il prezzo nazionale dell’olio. Se si vuole acquistare un ‘vero’ extravergine ‘made in Italy’ bisogna fare attenzione ai prodotti venduti a meno di 6-7 euro al litro al consumo sugli scaffali che non coprono neanche i costi di produzione. I 3 elementi da tenere sempre d’occhio sono prezzo, anno di produzione e scadenza. L’olio è il terzo prodotto pugliese più esportato – aggiunge Coldiretti Puglia – per un valore di circa 106 milioni di euro, quasi il 9% dell’export di olio dall’Italia.
Trend in continua crescita per il vino che offre durante l’anno straordinarie opportunità di lavoro tra quanti sono impegnati direttamente in vigne, cantine e nella distribuzione commerciale, ma anche in attività connesse, di servizio e nell’indotto che si sono estese negli ambiti più diversi. Grande exploit della Puglia dei rossi, degli spumanti e dei vini rosati che in 3 anni registrano – conclude Coldiretti Puglia – un balzo record del + 122% (fonte UIV), rappresentando il 40% della produzione nazionale con oltre 1 milione di bottiglie l’anno. In sintesi 1 bottiglia su 4 di rosé ‘Made in Italy’ è pugliese. Sempre i rosati fanno registrare una crescita dei consumi superiore al 13%, in controtendenza rispetto al dato generale, secondo il quale negli ultimi 50 anni il consumo di vino è sceso da 70 litri pro capite all’anno a 36-37 litri e la media continua a scendere dell’1% annuo.
 
ABRUZZO, AGROALIMENTARE: BILANCIO 2017, BENE EXPORT VINO E NUOVI AGRICOLTORI
 
Calo delle maggiori produzioni a causa del clima pazzo ma aumento dell’export relativamente al vino, oltre duecento giovani neo-insediati di cui il 42% donne e meno infortuni sul lavoro. Ma soprattutto una maggiore attenzione del consumatore abruzzese all’origine del cibo, per lo più per i beni di maggiore consumo. Uno prima di tutti: la pasta. E’ il bilancio dell’agroalimentare dell’Abruzzo 2017, presentato questa mattina nel padiglione del porto turistico del Marina di Pescara da Coldiretti alla presenza di oltre 1000 (mille) agricoltori, insieme a decine di sindaci e amministratori che si sono riuniti per l’incontro intitolato simbolicamente
“Coltiviamo un grande amore: l’Italia”. Lo slogan, usato per la campagna di tesseramento del 2018, è stato il fulcro della mattinata in un padiglione straripante di bandiere e di imprenditori che hanno passato in rassegna l’anno che volge al termine. Presenti il presidente di Coldiretti Abruzzo Domenico Pasetti, il direttore Giulio Federici, la presidente di Pescara Chiara Ciavolich che ha fatto gli onori di casa, il presidente di Coldiretti Chieti Sandro Polidoro e di Coldiretti Teramo Emanuela Ripani, ma anche l’assessore regionale Dino Pepe, il professor Ettore Cianchetti dell’Istituto senologico Abruzzese (ISA), e tantissimi soci molti dei quali sono intervenuti e hanno parlato, per mettere “sul piatto” le problematiche più stringenti del settore. 
A partire da quella che, forse più di tutte, ha caratterizzato l’anno 2017: il futuro della cerealicoltura abruzzese che, su una superficie totale a cereali di 87 mila ettari (di cui 34.500 ettari a grano duro per una produzione di circa 1.400.000 quintali per un valore di circa 35milioni di euro) vede operare circa 20mila aziende che quest’anno hanno regalato un grano eccellente per tutti gli indicatori qualitativi ossia colore, vitrosità, glutine, peso specifico e proteine.
Un settore dalle grande potenzialità ma al centro di una querelle ben più ampia che negli ultimi mesi ha coinvolto pastai e grande industria e che riguarda anche il posizionamento dell’Italia circa l’approvazione dell’Ue del trattato di libero scambio Ceta (da cui senz’altro scaturirà una maggiore importazione di grano estero) e della prossima entrata in vigore del decreto sull’origine della pasta che da febbraio dovrà essere obbligatoriamente indicata in etichetta.
“Un importante decreto su cui è stato tentato il ricorso, perso, al Tar del Lazio da parte dei pastai – ha evidenziato nell’incontro Federici – c’è da chiedersi come mai, in un momento in cui i consumatori si schierano a favore dell’etichettatura obbligatoria, centinaia e centinaia di Comuni deliberano contro il Ceta e l’Italia conferma la posizione precauzionale sul glifosato, ci siano forze contrarie che mescolano le carte in tavola e creano una confusione strumentale”. A preoccupare Coldiretti, come ha rimarcato il presidente Pasetti, è anche l’accordo sul grano proposto dal presidente di Aidepi Paolo Barilla. “Non si puo’ firmare un accordo che denigra la qualità del grano italiano senza dire una parola sulle importazioni di un milione di tonnellate di grano dal Canada trattato in preraccolta con glifosato, accusato di essere cancerogeno e per questo vietato in Italia” ha evidenziato Pasetti ricordando che per Coldiretti “la battaglia del grano continua fino a quando non sarà garantito un prezzo equo agli agricoltori e non saranno assicurate informazioni complete e trasparenti ai consumatori”.
La posizione di Coldiretti Abruzzo sul discorso grano è chiara: NO all’importazione del grano da Paesi in cui è consentito l’uso di prodotti vietati in Italia in cui vige il “principio di precauzione” per questioni di salubrità e sicurezza alimentare; NO a finanziamenti pubblici, anche regionali, a chi non si impegna concretamente per la valorizzazione del made in Italy dal campo alla tavola e per la salvaguardia dell’economia agricola territoriale; SI a processi produttivi della pasta italiana ottenuta principalmente con il grano locale equamente retribuito. “Dalla nostra parte – ha aggiunto Federici – ci sono sia i consumatori che le pubbliche amministrazioni, come dimostrano i risultati della campagna #noCeta che in Abruzzo ha avuto il sostegno della Regione e delle 4 Provincie oltre che di ben 197 Comuni che finora hanno già deliberato ufficialmente contro il Ceta. Nel caso della provincia di Teramo, i comuni a deliberare sono stati addirittura il 100%. La nostra battaglia continua – ha aggiunto Federici – e la vinceremo”. 
Nel corso dell’incontro è stata inoltre comunicata una buona notizia: il primo accordo di filiera siglato da Consorzi agrari di Italia, sotto la regia di Coldiretti, con il gruppo Casillo per l’acquisto di 6 milioni di quintali di grano (3 milioni di tenero e 3 milioni di duro) rigorosamente biologico provenienti dal Centro sud Italia, Abruzzo compreso. Si tratta del primo importante accordo di filiera di grano biologico che prevede un guadagno minimo per l’agricoltori pari a 34 euro/quintale. “Un primo passo per la rivalutazione del grano italiano e anche abruzzese – dice Coldiretti Abruzzo – ma non l’unico che si dovrà fare per la cerealicoltura”. Ma vediamo anche gli altri elementi del bilancio 2017 sull’agroalimentare presentato da Coldiretti Abruzzo. 
Clima e siccità. Iniziato con una straordinaria nevicata accompagnata dal sisma di gennaio (che ha provocato milioni di danni diretti ed indiretti) e continuato dalla persistente siccità che ha caratterizzato un calo della produzione, il 2017 sarà ricordato forse come l’anno horribilis dell’agricoltura abruzzese. E’ stata stimata nel settore orticolo una perdita di ricavi, solo relativamente alla Marsica, di oltre duecento milioni di euro danni con un calo di produzione fino al 50% nell’area di Avezzano e nella piana del Fucino. Oltre agli ortaggi, le perdite sono state registrate anche per olio e vino, che evidenziano un decremento produttivo tra il 20% e il 30%, e sulla zootecnica con un crollo del 20% e a molte produzioni secondarie: -80% i tartufi e -50% il miele.
Nuove aziende. Nonostante i numerosi ritardi registrati sul fronte burocratico, con il primo bando del Programma di sviluppo rurale 2013-2020, il 2017 ha sfornato oltre 200 giovani agricoltori under 40. Si tratta di una nuova linfa vitale per un settore che, in Abruzzo, sta cercando sempre più di diversificarsi in linea con quanto previsto dalla legge di orientamento. Non si tratta di aziende agricole semplici, ma di vere e proprie imprese che puntano alla trasformazione della materia prima attraverso la creazione di aziende sempre più strutturate. Una curiosità importante: su 208 domande di nuovo insediamento ammesse a finanziamento ben il 42% provengono da donne. Certamente sul dato ha influito il maggiore punteggio previsto dai regolamenti comunitari ma è anche vero anche si riscontra in Abruzzo una certa “vivacità delle aziende femminili” e il settore agricolo è forse quello più in linea.  
Export. L’indice delle esportazioni segna situazioni discordanti e, in linea generale, in Abruzzo nel 2017 si sono registrati alcuni campanelli di allarme. Ma la situazione non riguarda il prodotto per eccellenza: il vino. Che ha fatto segnare un più 8 per cento nell’ultimo anno e un più 10 per cento nel primo trimestre del 2017. Un segno molto importante su un prodotto che è diventato simbolo della nostra regione e che è ormai conosciuto in tutto il mondo.
Infortuni. Nell’ultimo quinquennio, dal 2012 al 2016, in Abruzzo si è registrato un calo del 20% degli infortuni in agricoltura. Un trend che è confermato dai primi dati del 2017 in cui, nel periodo compreso tra gennaio e ottobre, sono stati denunciati 1229 infortuni a fronte dei 1306 relativi allo stesso periodo del 2016. Il calo delle denunce di infortunio in agricoltura è comunque in linea con gli altri settori economici ed è il risultato di una grande opera di informazione e sensibilizzazione degli agricoltori sulla nuova normativa sulla sicurezza che ha portato le aziende a fare una serie di adempimenti specifici per poter prevenire gli incidenti anche grazie ai corsi di formazione obbligatori. Ma ovviamente c’è ancora molto da fare a causa degli ancora troppo numerosi incidenti mortali.
“Un anno decisamente particolare non solo per l’Abruzzo ma anche per tutta Italia – sottolinea Coldiretti Abruzzo- che ha regalato luci e ombre ma sicuramente anche tante prospettive per un settore comunque caratterizzato da un importante dinamismo in un mondo sempre più interessato al cibo e all’agroalimentare. Sicuramente tra i dati positivi del 2017 c’è anche l’entrata in vigore dell’etichetta del latte uht e dei formaggi, che segna un ulteriore tassello sulla strada della trasparenza percorsa e voluta da Coldiretti a favore dei consumatori e delle imprese. Da un punto di vista prettamente regionale, l’auspicio è che il 2018 sia caratterizzato da uno snellimento burocratico e dalla maggiore efficienza degli uffici regionali che purtroppo incide sulla vita delle imprese più dinamiche”.
 
PIEMONTE, UOVA: CON CERTIFICAZIONE UOVO+QUALITÀ AI CEREALI ULTERIORE GARANZIA 
 
Sulla Gazzetta Ufficiale n.295 del 19 dicembre 2017 è stato pubblicato il Decreto 5 dicembre 2017. Riconoscimento del Sistema di qualità nazionale zootecnia «Uovo + Qualità ai cereali». Il Ministero delle Politiche Agricole ha approvato il disciplinare di produzione che consentirà alle imprese che aderiranno di ottenere la certificazione «Uovo + Qualità ai cereali».
“Un provvedimento che ha come obiettivo quello di ottenere un prodotto finale di elevata qualità – spiegano Delia Revelli presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale – poiché le imprese aderenti dovranno adempiere ad una serie di norme tra cui il divieto di utilizzare le farine animali e i sottoprodotti diversi dai cereali, la riduzione dei tempi di immissione in commercio delle uova da 10 a 7 giorni, l’utilizzo di cereali e leguminose quali ingredienti principali nei mangimi. Un altro passo avanti per garantire ai consumatori di poter scegliere uova certificate e controllate a salvaguardia della salute”.
Il Piemonte è la quarta regione per produzione di uova con circa 100 aziende addette che con alta professionalità soddisfano il rapporto interno produzione/consumo. Le imprese sono dotate di centro di imballaggio che permette loro di rivolgersi direttamente alla grande distribuzione per la vendita, senza passaggi intermedi. All’avanguardia è il sistema di etichettatura: le uova, tramite la stampigliatura sul guscio, sono state tra i primi alimenti ad avere la tracciabilità. “Occorre ora togliere dall’anonimato gli ovoprodotti utilizzati nella trasformazione industriale per proseguire concretamente il percorso di trasparenza iniziato con il sistema dell’etichettatura”, concludono Revelli e Rivarossa.
 
RAVENNA, UN 2017 DA RICORDARE PER IL MERCATO DI CAMPAGNA AMICA AL RIONE VERDE
 
Si è chiusa la seconda edizione del mercato agricolo promosso e gestito in via esclusiva dai produttori di Coldiretti/Campagna Amica negli spazi del Rione Verde a Faenza. Dopo la positiva esperienza del primo anno, tutti i martedì dalle 15.30 alle 19.30, gli agricoltori aderenti a Campagna Amica – la più vasta rete italiana di aziende agricole e mercati promossa da Coldiretti per accorciare la filiera e favorire l’acquisto di prodotti agroalimentari a chilometro zero – hanno portato nuovamente le eccellenze della campagna in città. Di settimana in settimana, gli spazi in San Rocco, sede del mercato, sono diventati il luogo privilegiato per l’incontro tra gli agricoltori della provincia e i consumatori in cerca di prodotti genuini e dall’origine certa e certificata.
“La promozione della filiera corta e del chilometro zero – afferma Alessandra Ravagli, Presidente Agrimercato Ravenna – ha consentito di far rinascere e potenziare il vero commercio di prossimità offrendo un servizio non solo economico ma anche sociale al territorio, in questo modo – e lo possiamo vedere bene qui al Rione Verde – tra produttori e consumatori si è instaurato un rapporto franco e diretto con tutto ciò che esso rappresenta in termini di responsabilità da parte dei primi, che si mettono in gioco anche nella fase della commercializzazione delle loro produzioni, e di garanzia per i secondi in fatto di sicurezza alimentare, tracciabilità e rispetto dell’ambiente”.
Ora, con l’arrivo dell’inverno, il mercato andrà ‘in letargo’ fino alla prossima primavera: “Dopo la pausa – afferma la Ravagli – riproporremo nuovamente la formula ormai consolidata della vendita diretta che verrà anche potenziata grazie allo storico via libera allo ‘street food’ contadino previsto dalla manovra economica 2018 che consentirà finalmente agli agricoltori di vendere direttamente i propri prodotti anche derivati da processi di trasformazione e anche in forma itinerante”.
Una opportunità importante alla vigilia dell’anno del cibo italiano nel mondo per valorizzare l’identità culturale dei centri storici, sempre più minacciata dalla banalizzazione e dall’omologazione, con le nostre strade e piazze invase da kebab, sushi e dalla frutta fuori stagione come le caldarroste congelate disponibili durante tutto l’anno. In attesa, dunque, di tornare in primavera, Coldiretti Ravenna e i produttori Campagna Amica del mercato di San Rocco ci tengono ad augurare buone feste e un felice anno nuovo a tutti gli affezionati consumatori”.
 
MANTOVA, BONUS VERDE: INCENTIVO PER LE AZIENDE E PER L’AMBIENTE
 
“Un incentivo per un settore importante della nostra economia, che potrà avere risvolti positivi anche sulla riduzione delle smog nei nostri centri abitati”. Questo il commento del Presidente di Coldiretti Mantova Paolo Carra alla notizia del “Bonus verde” inserito nella manovra 2018, che contiene importanti misure per il settore agricolo. Il “Bonus verde”, in particolare, prevede la detrazione ai fini IRPEF del 36% delle spese sostenute per lavori di “sistemazione a verde” di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione di pozzi, coperture a verde e giardini pensili. Il bonus si applicherà nel limite massimo di spesa di 5.000 euro per interventi sulle singole unità immobiliari e sulle parti esterne condominiali, con detrazione spalmata in dieci anni.
Oltre a rappresentare una boccata d’ossigeno per il settore florovivaistico, che in Lombardia vede la presenza di circa 5 mila imprese attive sia nella coltivazione che nella manutenzione e gestione del verde, il bonus sarà un impulso importante per migliorare l’estetica e la qualità ambientale dei centri abitati. A Mantova, secondo un’elaborazione di Coldiretti Mantova su dati Istat, i cittadini possono disporre di 50,8 metri quadrati di verde urbano a testa, a fronte di una media italiana di 31,1 metri quadrati. In totale si tratta di circa 254 ettari, che si stima siano in grado di ripulire l’aria da oltre 5 tonnellate di polveri sottili. Un dato che grazie al “Bonus verde” potrà essere migliorato. 
Nel resto della regione, ci sono più alberi, siepi, aiuole e prati a Lodi (46,8 metri quadrati), Monza (67,9 metri quadrati), Como (69 metri quadrati) e Sondrio, dove ogni abitante ha a disposizione 312,4 metri quadrati di verde urbano. Mentre valori più bassi si registrano a Lecco (14,1 metri quadrati a testa), Bergamo (18,4 metri quadrati), Varese (18,5 metri quadrati) e Brescia (29,5 metri quadrati), Cremona (31,2 metri quadrati) e Pavia (39,5 metri quadrati).
Per fare in che modo che le piante svolgano al meglio la loro funzione, è preferibile puntare su essenze autoctone, in grado di resistere più a lungo e quindi di svolgere un’azione di lunga durata.  Una pianta adulta nell’arco di dodici mesi soddisfa il fabbisogno di ossigeno di 10 persone ed è in grado di assorbire dai 20 ai 50 chili di anidride carbonica, a seconda della specie. Le varietà più “mangia smog” sono larici, cipressi, salici, pioppi, betulle, tigli, ontani e aceri.
 
PISTOIA, LA PISTOIESE NIERI CONFERMATA ALLA GUIDA DI UE.COOP TOSCANA
 
L’imprenditrice agricola pistoiese Michela Nieri è stata confermata presidente di Uecoop Toscana, l’Unione Europea delle Cooperative promossa da Coldiretti. Nieri, ex presidente di Coldiretti Pistoia che produce cereali in Valdinievole, è stata confermata – informa Uecoop regionale– all’unanimità dall’assembla dei delegati di tutto il territorio regionale riuniti a Borgo San Lorenzo, alla presenza di Vincenzo Sette, Segretario Nazionale di UeCoop.
In Toscana Uecoop conta oltre 300 cooperative iscritte, tra agricole e non in rappresentanza di tutti i principali settori, dal sociale ai servizi, dalla produzione al lavoro e 27mila soci.
A livello nazionale sono invece già oltre 4.000 le cooperative associate, 300.000 i soci operanti in tutti e 14 i settori dell’albo competente, dal lavoro al sociale, dall’edilizia ai trasporti fino all’agricoltura e alla pesca che hanno aderito alla nuova centrale operativa.
“Continuerà il mio impegno per sostenere i valori ed i principi del modello cooperativo -ha dichiarato Michela Nieri- che si fondano sulla solidarietà, la sussidiarietà e la sostenibilità, per essere uno strumento efficace al servizio delle cooperative associate, puntando sulla centralità dei soci, a favore del territorio in cui le imprese operano”.
 
LECCE, AGRI-FOOD: IL SALENTO PRONTO ALLA SFIDA DELL’INNOVAZIONE
   
Una sinergia tra ricerca hi-tech e giovani agricoltori per porre le basi al futuro dell’agricoltura nel Salento. Nel Must di Lecce, docenti e ricercatori hanno illustrato ieri (mercoledì 20 dicembre) le novità tecnologiche per il mondo rurale ad una platea prevalentemente under 35, nel convegno organizzato da Coldiretti Giovani Impresa Lecce. “Viviamo momenti di terribile cambiamento per l’agricoltura nel Salento – ha detto in apertura di lavori Pantaleo Piccinno, presidente di Coldiretti Lecce – Per questo è importante fare emergere la domanda d’innovazione per tracciare insieme nuove traiettorie di futuro”. “È cambiata oggi l’immagine sociale del contadino – ha precisato Antonio Pascali, delegato di Coldiretti Giovani Impresa Lecce – Oggi le persone sono attente all’alimentazione, vogliono avere garanzie su chi produce il cibo che viene portato a tavola. L’innovazione non cancella la tradizione, ma aiuta a dare identità al territorio”.
Protagonista del convegno, dunque, la ricerca hi-tech più innovativa per l’agricoltura. Nel dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione dell’Università del Salento si lavora per la messa a punto dei robot contadini. “Macchine da terra con un elevato livello di automazione – spiega il docente esperto in robotica, Giulio Reina – in grado di sostituire l’uomo in diverse azioni tra i filari, con una minima supervisione a distanza”. Un contadino “androide” dotato di super poteri, come una vista multispettrale capace di diagnosticare le patologie della pianta, lo stress idrico e la maturazione dei frutti e molto altro grazie a sensori che rilevano parametri chiave, tra cui i colori, le forme geometriche, l’altezza, il volume. “Dati che possono essere controllati a distanza dall’agricoltore in carne ed ossa – aggiunge Reina – attraverso una semplice applicazione sullo smartphone”.
Nel Core Lab, sempre nel dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione dell’Ateneo del Salento, il prof Angelo Corallo, moderatore dell’incontro al Must, ed il suo team studiano soluzioni innovative per declinare al territorio la cosiddetta agricoltura 4.0. “La tracciabilità di un prodotto – dice la ricercatrice Maria Elena Latino – può essere raccontata su base volotaria dall’imprenditore agricolo e diventare il valore aggiunto. Per questo stiamo mettendo a punto un’applicazione per smartphone che recepisce i dati ambientali da sensori disposti nelle coltivazioni e li utilizza per raccontare su basi oggettive e verificabili le caratteristiche del prodotto stesso: dove è stato coltivato, in che terreno, con che qualità dell’aria, con che acqua. In questo modo il consumatore non legge sulle etichette “favole” ma dati reali”.
Luca Brillante, dell’Università di Davis (California) ha parlato dei processi più innovativi utilizzati negli Usa per la viticoltura di precisione. “Una serie di tecnologie e sensorisistica che permettono di rilevare le eterogeneità spaziali e temporali dei vigneti. Ad esempio, punti di maggiore vigoria della vite, o di stess idrico della pianta. Una conoscenza puntuale permette di razionalizzare le risorse – spiega – è inutile ad esempio fertilizzare il vigneto laddove vi è molta vigoria che può portare a marcescenza precoce dell’uva, e lo stesso vale per l’apporto idrico e per gli altri interventi agronomici. Un’attenta gestione delle risorse porta, soprattutto su larga scala, ad una maggiore sostenibilità della coltura e dunque ad una maggiore redditività. Processi che vengono resi sempre più all’insegna della precisione grazie all’impiego di tecnologie non propriamente pensate per l’agricoltura ma che in campo risultano di grande efficacia”.  
“Anche Bosch – ha detto Antonio Arvizzigno, direttore e AD del centro di ricerca barese della multinazionale –  vuole far parte integrante del nuovo progetto Agricoltura 4.0, ad esempio con i sensori “Field monitoring”. Sono sensori in grado di misurare puntualmente la temperatura l’umidità a livello fogliare e l’umidità del terreno, sia in campo aperto che in campi controllati, come le serre, e attraverso una centralina trasferire i dati ad un Cloud Bosch ed in remoto sulla applicazione sul cellulare del proprietario terriero. Obiettivo della Bosch è quello di utilizzare i feedback del territorio per andare oltre “insieme”, incrementando la qualità dei prodotti locali assicurando un uso sostenibile delle risorse tramite il controllo in remoto dei propri campi attraverso il concetto di connettività”.
Al Politecnico di Bari il fiore all’occhiello dell’innovazione hi-tech per l’agricoltura è una macchina ad ultrasuoni capace di ottimizzare la frantumazione della pasta d’oliva per aumentare la resa e liberare polifenoli che nel processo tradizionale rimangono intrappolati nel materiale di scarto. “La macchina si chiama Sono heat exchanger – spiega il professor Riccardo Amirante – e grazie a questo processo ad ultrasuoni la pasta d’oliva viene frantumata in modo da rilasciare una quantità maggiore di olio e polifonenoli, ottimizzando così la resa e la qualità dell’extravergine”.  
 
SALERNO, CON ‘DISTRETTO DEL CIBO’ CILENTO PUO’ ATTRARRE 10MILA GIOVANI
 
Il Cilento può attrarre diecimila nuovi giovani imprenditori ma serve un grande patto tra Comuni, Parco, Università, Gal e Regione Campania. Lo scrive in una nota il presidente di Coldiretti Salerno, Vittorio Sangiorgio, lanciando la proposta di creare nell’area Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni il più grande Distretto del Cibo italiano.
“La capitale della dieta mediterranea deve diventare anche il più grande attrattore turistico del mezzogiorno – sottolinea Sangiorgio – ma occorre un disegno chiaro e una traiettoria di futuro ben definita. Ben vengano le agevolazioni per i giovani che decidono di investire su questo territorio ma è necessario anche che la semplificazione burocratica non venga solo invocata ma impostata e attuata. Bisogna poi avere la capacità di diventare un’unica grande comunità dove si vada oltre i campanilismi comunali e si delinei un’impostazione di accompagnamento al fare.
La grande sfida possibile è di attrarre diecimila giovani nel Cilento in un grande patto tra Comuni, Parco, Università, Gal, Regione e Provincia, un nuovo luogo dove di torni a vivere e a investire. Il nostro impegno sta tutto nell’accompagnare processi di sviluppo sostenibili e vocati alle migliori opportunità per il mezzogiorno. Nel Cilento – continua Sangiorgio – si possono sin da ora sfruttare i contratti di filiera che abbiamo messo in campo per l’olio, per la carne, ma anche quello per il grano se riusciremo ad aggregare un gruppo interessato di imprenditori”.
“E’ evidente come le campagne possano offrire prospettive di lavoro sia per chi vuole intraprendere con idee innovative che per chi vuole trovare occupazione – conclude il presidente di Coldiretti – l’esperienza dimostra che molti giovani hanno saputo riconoscere le potenzialità del territorio investendo in attività di successo. Ora la sfida è portare il valore aggiunto del grande “brand” qualità del cibo anche nel Cilento dove ci aspetta una nuova sfida per rilanciare il territorio”.
 
ASCOLI FERMO, STRAGE DI PECORE AD ASCOLI, 12 SBRANATE E 15 DISPERSE
 
Dodici pecore uccise e qundici disperse sono il bilancio di un nuovo attacco da parte di animali selvatici avvenuto nel Piceno, stavolta nel territorio di Ascoli, ai danni dell’allevamento di Antonio Ricciotti. A darne notizia è la Coldiretti Ascoli Fermo dopo la denuncia dell’allevatore con veterinari e corpo forestale intervenuti sul posto. Il branco di lupi (o cani inselvatichiti) è penetrato durante la notte tra martedì e mercoledì all’interno del recinto aziendale e ha attaccato il gregge. Il mattino seguente Ricciotti, già vittima in passato di altri attacchi, ha potuto solo constatare l’accaduto.
Un danno considerevole per un’azienda che ha fatto della produzione di formaggio pecorino il suo fiore all’occhiello, con una fiorente attività di vendita diretta nella fattoria e nei mercati di Campagna Amica. “Si tratta dell’ennesimo attacco nel giro di poche settimane che aumenta, se possibile, ancora di più la tensione nelle campagne dove è ora di dare risposte efficaci agli allevatori minacciati se non vogliamo che le imprese finiscano per gettare la spugna – spiegano Paolo Mazzoni, presidente di Coldiretti Ascoli Fermo e il direttore Alessandro Visotti -.
E’ inaccettabile che gli stessi allevatori che sono riusciti ad andare avanti nonostante i problemi causati dal terremoto si trovino in totale balia degli animali selvatici senza la possibilità di veder difese le proprie aziende. Grazie all’azione di Coldiretti si è riusciti finalmente a sbloccare il pagamento dei fondi degli anni passati, ma oltre a dare continuità all’erogazione degli indennizzi serve ora creare le basi perché il problema possa essere risolto una volta per tutte”.
 
PADOVA, CINGHIALI: DAL 27 DICEMBRE STOP A CATTURE E ABBATTIMENTI
 
Dal 27 dicembre l’attività di cattura e abbattimento dei cinghiali nell’area del Parco Colli Euganei si ferma, in attesa del rinnovo dei contratti dei lavorati stagionali impegnati nell’Ente Parco per le operazioni relative al contenimento della fauna selvatica. Lo stop arriva dopo mesi in cui l’azione messa in atto in tutta l’area ha permesso di raggiungere una prima sensibile riduzione della popolazione di cinghiali e mettere un freno ad un fenomeno che negli ultimi anni ha causato notevoli danni all’attività agricola e rappresentato un serio pericolo per la sicurezza di chi vive e lavora sul territorio.
Gli imprenditori agricoli dei Colli Euganei si augurano che questa “pausa tecnica” non si dilunghi eccessivamente compromettendo così i risultati raggiunti in questi ultimi mesi. “Apprezziamo il lavoro svolto dal Parco Colli – afferma Federico Miotto presidente di Coldiretti Padova – grazie all’impiego dei selecontrollori debitamente formati e del personale dell’Ente. Questo ha permesso di ridurre la popolazione di almeno 1.500 capi. Ovviamente non abbiamo ancora superato l’emergenza perché anche lo scorso autunno le segnalazioni di danneggiamenti subiti dagli agricoltori sono state numerose, così come molte sono state le situazioni di pericolo dovute alla presenza di tanti cinghiali lungo le strade, di giorno come di notte. Continuano ad incidere sull’attività e sul reddito di molte aziende agricole anche i danni ingenti alle strutture e ai terrazzamenti di viti e ulivi, oltre che sui campi di mais e frumento nella zona pedecollinare. Per questo non è il momento di abbassare la guardia e di mettere da parte, proprio ora, un intervento che stava iniziando a dare i suoi frutti. L’attività di cattura dovrà riprendere quanto prima, sicuramente prima del periodo delle nascite per evitare un ulteriore incremento della popolazione di ungulati. Chiediamo pertanto alla Regione e al commissario del Parco Colli – conclude Miotto – di seguire con attenzione la fase dei rinnovi contrattuali dei lavoratori stagionali in modo da non perdere ulteriore tempo prezioso”.
 
MANOVRA, STORICO VIA LIBERA A STREET FOOD CONTADINO E DISCIPLINA ENOTURISMO
 
“Storico via libera allo street food contadino dal campo alla tavola nella manovra 2018”. L’importante novità è stata annunciata dal presidente nazionale della Coldiretti Roberto Moncalvo in occasione dell’Assemblea nazionale di fine anno nel commentare “positivamente la manovra che contiene importanti misure per il settore agricolo, dalla decontribuzione per giovani agricoltori, al bonus verde fino alla sterilizzazione delle aliquote Iva”. Per la prima volta gli agricoltori potranno vendere direttamente i propri prodotti anche derivati da processi di manipolazione o trasformazione e pronti per il consumo, anche in forma itinerante.
“Un’opportunità importante” afferma il presidente di Coldiretti Piacenza Marco Crotti: “Sarà finalmente possibile acquistare direttamente a chilometro zero dagli agricoltori e dagli allevatori a garanzia della genuinità e della qualità ma anche del rispetto degli ingredienti e della vera tradizione enogastronomica Made in Italy. Valorizzare l’identità culturale dei centri storici è importante per gli abitanti ma anche per i tanti turisti italiani e stranieri che quando arrivano nelle città – sottolinea la Coldiretti – si aspettano di mangiare prodotti della tradizione locale che sono la vera forza della vacanza Made in Italy, conquistata con la distintività, la biodiversità e il legame con il territorio. Il cibo da strada contadino non è l’unica novità.
Nella manovra, infatti – spiega Coldiretti – è contenuto anche il “Bonus verde” ossia la detrazione ai fini Irpef del 36% delle spese per lavori di “sistemazione a verde” di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi nonché per la realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili. Il bonus si applica nel limite massimo di spesa di 5.000 euro per interventi sulle singole unità immobiliari e sulle parti esterne condominiali.
Secondo Coldiretti un ettaro di piante elimina circa 20 chili di polveri e smog in un anno. Per i giovani agricoltori under 40 è stato anche riconfermato l’esonero triennale dal pagamento dei contributi previdenziali e una riduzione contributiva nel limite del 66% per il successivo anno e del 50% per l’ulteriore anno. Una misura per sostenere la crescente domanda di giovani che vogliono fare impresa in agricoltura in Italia che può contare su 53.475 imprese agricole condotte da under 35 con un aumento record del 9,3% nel terzo trimestre del 2017 rispetto allo scorso anno secondo un’analisi della Coldiretti. Per gli allevatori è stato previsto l’innalzamento delle percentuali di compensazione IVA sulle cessioni di animali vivi della specie bovina e suina in misura rispettivamente non superiore al 7,7% e all’8% per ciascun anno nel 2018, 2019 e 2020.
Vanno segnalati anche l’Istituzione di un Fondo con una dotazione di 7 milioni di euro per ciascuna della annualità 2018, 2019 e 2020 in favore del settore agrumicolo e delle imprese agrumicole, finalizzato ad incentivare l’aggregazione e la competitività delle produzioni e gli interventi a sostegno delle imprese colpite da Xylella fastidiosa e risorse da destinare per il reimpianto di piante non sensibili al batterio Xylella. Infine è determinante nella manovra la sterilizzazione degli aumenti Iva e accise che interessa anche beni di prima necessità come carne, pesce, yogurt, uova, riso, miele e zucchero con aliquota al 10% e il vino e la birra al 22% che rappresentano componenti importanti nei consumi delle famiglie. “L’aumento dell’Iva – afferma Crotti – sarebbe stato un duro colpo per la spesa delle famiglie italiane in alimenti e bevande”.
Coldiretti Piacenza rimarca infine l’emendamento alla manovra, approvato alla commissione Bilancio del Senato, con cui viene definita la cornice normativa dell’enoturismo (turismo che pone al centro dell’attenzione il vino). L’emendamento in manovra prevede il via libera alle attività realizzate nei luoghi di produzione, per cui basterà presentare la Scia (segnalazione certificata di inizio attività) al comune di competenza. Spetterà alle Regioni definire in dettaglio le disposizioni applicative.
“Una semplificazione importante” dichiarano Dario Panelli e Camillo Tiramani, responsabili rispettivamente del settore vitivinicolo e degli agriturismi di Coldiretti Piacenza. “Si tratta – affermano – di una misura che, nel rispetto delle norme sanitarie ancora da stabilire, permetterà di svolgere nelle cantine degustazioni di vino a pagamento accompagnandole dalle tipicità piacentine, che quindi avranno un’occasione in più di valorizzazione”.
 
CALABRIA, FAR USCIRE L’AGRICOLTURA DALLA SITUAZIONE DI STALLO
 
Il Presidente della Coldiretti di Calabria Pietro Molinaro, in una lettera inviata al Presidente del Consiglio Regionale, al Presidente della Seconda Commissione Consiliare e ai Consiglieri Regionali, ha descritto la situazione riguardante in particolare lo stallo sul PSR 2014-2020 e comunque l’assenza di politiche regionali per l’agricoltura e l’agroalimentare. Ecco il testo:
L’iniziativa di scrivere mira a trasmettere a Voi, rappresentanti regionali dei cittadini calabresi, non punti di vista, bensì quanto sta accadendo e quanto non si stia facendo per l’agricoltura e l’agroalimentare calabrese.
Gli indicatori positivi – In Calabria l’Agricoltura svolge un ruolo economico e sociale importante. Questo è certificato dai tanti dati ufficiali, gli unici nella nostra regione con il segno positivo negli anni di crisi, i più difficili dal dopo guerra ad oggi. La Calabria è Agricoltura e Agroalimentare, non c’è dubbio. Tanti sono i primati che possiamo vantare: nono posto nel paniere Agroalimentare del vero Made in Italy, per eccellenze certificate e biodiversità. Rappresentiamo, ancora, in un rinnovato contesto di modernità e fortemente innovativo, una delle poche Regioni dove può crescere l’agro-alimentare di qualità 100% Italiano.
L’assenza di politiche regionali – Questa sintetica rappresentazione, che può essere ulteriormente arricchita, non ha trovato, almeno degli ultimi dieci anni, la giusta sponda nelle politiche regionali. Converrete che, a causa di questo, il settore è stato limitato nella crescita e nella competitività. Bastano solo alcuni esempi: l’azzeramento delle risorse nel bilancio regionale (siamo allo zero virgola qualcosa) e poi gli Enti Strumentali Regionali, correlati all’agricoltura, che si sono trasformati in strutture che assorbono ingenti risorse dal Bilancio Regionale e non offrono servizi reali alle imprese e ancora, la cronica mancanza di politiche per l’accesso al credito e le attività di promozione dei prodotti e dell’immagine della Calabria sui mercati che non possono essere gestite come si sta facendo. Anche l’attività legislativa non ha fatto leva su quella nazionale, caratterizzandosi per una scarsa produzione di norme sulle diverse esigenze di aggiornamento ed innovazione della regolamentazione, tutela e valorizzazione della filiera agricola multifunzionale e del vero cibo Made in Calabria. Continua, quindi, ad essere un costo ed una penalizzazione troppo pesante, per le Imprese dell’agro-alimentare calabrese, la mancanza di una visione politica strategica che si innesti sui punti di forza della Calabria e con scelte in linea con l’interesse generale.
A fare da contraltare è il protagonismo dei contadini – L’esercizio della responsabilità gestionale al Dipartimento Agricoltura diventa dirimente, poiché non si può dire SI a tutti e con risposte solo virtuali. Oggi tutti, e dico tutti, continuiamo ad essere orgogliosi di poter raccontare e testimoniare i primati e le positività dell’Agricoltura calabrese; lo facciamo ogni giorno con i nostri prodotti che arrivano sui mercati. Questo accade grazie al protagonismo dei contadini, spesso multifunzionali e giovani, che non si arrendono ed investono nel progetto economico della Filiera Agricola 100% Italiana, gradita e sostenuta sempre di più dai cittadini, ormai coproduttori del vero cibo Made in Calabria.  
La gestione del PSR 2014-2020: tesoretto che rischia di essere sprecato – Il Tema caldo, anzi caldissimo, che sottopongo, altresì, alla Vostra attenzione è la gestione, in questi tre anni trascorsi del PSR 2014-2020. Per quanto ci riguarda, abbiamo costantemente garantito al Dipartimento Agricoltura collaborazione, suggerimenti e proposte; ne sono testimonianza le decine di documenti e soluzioni per la semplificazione dei procedimenti amministrativi nel principio di sussidiarietà (ad es. super CAA), le priorità per alcune filiere strategiche e una organizzazione del Dipartimento efficiente. Le nostre proposte sono state sempre formalmente condivise, ma mai utilizzate. Gli scenari economici e sociali che sopra abbiamo evidenziato ci impongono di chiedere a tutti Voi, rappresentanti dei cittadini calabresi, di esercitare con sempre maggiore impegno il controllo dei risultati del PSR, che non significa misurare solo i numeri della spesa, ma semmai la qualità della stessa, gli orrori e la scarsa trasparenza negli atti amministrativi, rilevabili nelle centinaia di richieste d’accesso agli atti, domande di riesame, ricorsi al TAR con le prime sospensive e sentenze emesse, ovviamente negative per la Regione Calabria. Non ultime, ancora, le migliaia di pratiche riferite ai premi non pagati agli agricoltori da parte di ARCEA, a causa delle tantissime anomalie e ritardi nelle istruttorie e collaudi demandati dallo stesso Organismo Pagatore al Dipartimento Agricoltura. E non è finita! A ulteriore conferma del totale impantanamento amministrativo e politico, le migliaia di pratiche non pagate delle calamità naturali, nonostante le risorse messe a disposizione dal Mipaaf. Davanti a una tale situazione, il Vostro è un contributo determinante per evitare che vengano ulteriormente penalizzati la maggior parte degli Agricoltori, dei giovani che vogliono insediarsi e, più in generale, le potenzialità di crescita della nostra agricoltura con la gestione dell’unico strumento disponibile, il tesoretto del PSR appunto, messo in campo dalla Giunta e dal Consiglio Regionale con il Partenariato economico e sociale.
La gestione illogica di bandi e graduatorie da parte del Dipartimento Agricoltura – A ulteriore comprova, Vi consegno questa allarmante situazione. Nella conduzione dei bandi misura 4 e pacchetto giovani, che sono il cuore del PSR, ai cronici ritardi si è aggiunta una gestione sciagurata, unica nella storia della Regione Calabria e nel panorama Nazionale, per quanto riguarda le istruttorie, l’approvazione delle graduatorie, le istanze di riesame, l’emissione dei decreti e gli innumerevoli ricorsi al TAR con l’esito di cui sopra. Insomma, l’illogicità degli atti amministrativi prodotti (in particolare nelle ultime settimane), la discrezionalità adottata, il numero elevato di errori con pesanti penalizzazioni economiche ed iniquità, hanno riguardato oltre il 50% dei partecipanti, in totale oltre 2500 agricoltori, su circa 3500. È troppo evidente che il Dipartimento Agricoltura non governato, poco trasparente e poco efficiente non possa continuare così nella gestione delle uniche risorse dedicate all’Agricoltura Calabrese.
E’ il momento di agire: mettere in campo una batteria di azioni – Gent.mi Consiglieri, il Vostro non è un ruolo terzo e, come ho cercato di rappresentare, la posta in gioco è alta. Il protrarsi di una tale situazione arrecherà gravissimi danni all’economia reale. Per questo chiedo di svolgere un’azione di monitoraggio e di controllo di portata vasta, con una batteria di azioni, e di assumere decisioni necessarie e incisive con misure tempestive, adeguate e trasparenti. Ritengo che sia anche compito del singolo Consigliere e dell’intero Consiglio Regionale farsi carico di queste denunce, illustrate e motivate anche nella manifestazione alla Cittadella regionale l’otto giugno scorso. Penso che tutto questo sia sufficiente per dare modo a Voi, nell’ambito delle Vostre prerogative e responsabilità, di innescare un processo di veloce e concreto cambiamento. Il tempo dei soli annunci e slogan, che da tre anni hanno riguardato anche l’Agricoltura, è giunto al capolinea. Credo che non occorra pensarci due volte o, peggio, rinviare ulteriormente. Alla evidente inefficienza del sistema occorre una risposta di sistema e non certo un coordinamento improvvisato all’ultimo minuto. Abbiamo sufficienti idee su come affrontare le diverse situazioni; adesso ci aspettiamo che si manifesti la Vostra volontà politica.
 
SALERNO, ELETTI I DELEGATI DELLA VALLE DELL’IRNO: RENATO COSIMATO PRESIDENTE
 
L’imprenditore vitivinicolo Renato Cosimato è il nuovo presidente della Coldiretti Valle dell’Irno. Le elezioni si sono tenute al Casale della Stella a Baronissi. Tra gli eletti, anche il titolare della struttura agrituristica Andrea Ladalardo e gli imprenditori agricoli Vito Guadagno e Anna D’Aponte. Le elezioni del nuovo direttivo rappresentano un momento di forte rilancio dell’impegno di Coldiretti sul territorio della Valle dell’Irno, area dalle forti potenzialità ancora inespresse. “Rafforzare, promuovere e tutelare l’agricoltura in quest’area significa sviluppo sostenibile, turismo, rilancio della filiera corta, tutela delle risorse naturali e ambientali – sottolinea il presidente di Coldiretti Vittorio Sangiorgio -.
La Valle dell’Irno per troppo tempo ha scontato difficoltà nell’affermazione del comparto agricolo perché negli anni si è pensato ad uno sviluppo industriale che di fatto non ha creato ricchezza sui territori. Oggi c’è un rinnovato interesse e lavoriamo per consolidare un modello di crescita e di sviluppo che consenta la nascita di nuove aziende agricole, attività agrituristiche, fattorie didattiche per dare un rinnovato slancio al comparto rurale”. “Con queste elezioni – afferma il direttore Enzo Tropiano – Coldiretti Salerno dimostra di “lanciare” un vivaio di giovani imprenditori agricoli che possano rappresentare la classe dirigente di domani. Anche nella Valle dell’Irno lavoriamo in questa direzione”.
 
BASILICATA, CONTRIBUTO EIPLI DEL CONSORZIO DI BONIFICA: FINALMENTE LA SOLUZIONE
 
Coldiretti Basilicata esprime soddisfazione per l’ormai imminente soluzione prospettata per l’inizio del nuovo anno relativa al contributo da versare all’Eipli (Ente per lo sviluppo dell’irrigazione di Puglia, Lucania ed Irpinia) da parte del Consorzio di bonifica di Bradano e Metaponto. Un onere di diversi milioni di euro a carico delle azienda agricole del Metapontino.
“Da anni ci battiamo per la cancellazione di questa iniqua tassa – evidenzia il presidente di Coldiretti Basilicata, Piergiorgio Quarto – che abbiamo da subito contestato. Ora, finalmente, sapere che la giustizia ordinaria avrebbe sgravato gli imprenditori dal pagamento di questa imposta ci riempie di soddisfazione, anche perché la notizia arriva al termine di un’annata difficile soprattutto per il Metapontino che, oltre alla crisi dovuta ai prezzi di mercato, ha dovuto fare i conti nel 2017 con le gelate che hanno distrutto numerose piantagioni e con la grave carenza idrica di questa estate”. 
Gli imprenditori dovrebbero essere sgravanti dal pagamento della tassa non solo per gli anni arretrati, ma anche per il 2017 e per il futuro. “Si tratta di una importante boccata d’ossigeno per le imprese ortofrutticole del Metapontino – continua Quarto – anche perché in futuro i minori costi di gestione del Consorzio eviteranno il pagamento dell’imposta per gli agricoltori. Per tutto questo – conclude Quarto – va dato atto dell’ottimo lavoro portato avanti dalla Regione Basilicata, dal presidente Marcello Pittella, e dal commissario del Consorzio, Giuseppe Musacchio”.
 
VICENZA, COOPSEMENTI E ALLSEED CON COLDIRETTI PER LE AZIENDE TERREMOTATE
 
I grandi imprenditori si misurano anche sulla base della capacità di fare del bene ed aiutare i colleghi in difficoltà. Con questo spirito Coldiretti Vicenza si è prontamente attivata, fin dalle prime ore dall’ondata sismica che ha pesantemente colpito il Centro Italia non risparmiando, evidentemente, neppure le aziende agricole e gli allevamenti. “Dopo i primi momenti, in cui la solidarietà è al picco – commentano il presidente provinciale di Coldiretti Vicenza, Martino Cerantola ed il direttore Roberto Palù – l’interesse viene un po’ meno, perciò è fondamentale tenere alta l’attenzione, continuare a parlarne, ma soprattutto agire in modo preciso. Lo spreco ed il denaro a pioggia non servono a nulla, mentre interventi mirati hanno sicuramente una maggior utilità”.
Così Coldiretti Vicenza si è attivata recentemente nel territorio, dopo altre azioni effettuati sulle imprese agricole e sugli allevamenti, per sostenere l’attività di molte altre aziende agricole, attraverso la fornitura di sementi. E per farlo si è rivolta alla Coopsementi di Sossano, azienda leader in Italia nella filiera sementiera. “Realizziamo e confezioniamo mais, frumento e soia per le ditte sementiere, dalla semina nelle aziende al confezionamento del prodotto finale per le ditte sementiere. Questa iniziativa – sottolinea Raffaele Cogo, consigliere di amministrazione di Coopsementi – ci riempie di gioia, così come l’azione di Coldiretti, che ha fatto da tramite affinché questo gesto di solidarietà potesse realizzarsi”.
L’iniziativa, concretamente, è stata possibile attraverso Allseeds, la commerciale sementiera, anch’essa del Basso Vicentino. “Tramite Coldiretti abbiamo donato 300 quintali di sementi di cereali agli agricoltori delle zone terremotate delle Marche. Nel carico – aggiunge Fiorenzo Contin, amministratore delegato di Allseed – c’era molto orzo, ma anche grano duro e grano tenero delle migliori varietà per la zona. Ci siamo attivati quale commerciale della Coopsementi di Sossano, nostro unico fornitore, nonché azienda sementiera più grande d’Italia”.
 
TREVISO, TEMPORARY MARKET: IL RISCHIO E’ DI RIMANERE SENZA BOTTE E SENZA MOGLIE
 
“A volte bisogna saper rinunciare e fare la strada più faticosa per raggiungere gli obiettivi …”. Interviene così Walter Feltrin, presidente di Coldiretti Treviso sulla polemica che riguarda la presenza di un temporary market in piazza Borsa. “Non abbiamo nulla con Conad se i suoi supermercati valorizzano i prodotti tipici del nostro made in Italy e quindi il lavoro delle nostre imprese agricole – aggiunge il presidente di Coldiretti Treviso – Il tema è che in queste settimane abbiamo lavorato per dare un messaggio forte legato al territorio, alle sue tipicità, ai prodotti con origine certa e rappresentati direttamente dai produttori. Mi riferisco all’apertura del nuovo mercato coperto “Riviera Santa Margherita” in piazza Giustinian. Un progetto fatto crescere con Camera di commercio e comune di Treviso oltre che all’Ascom vista la presenza di uno straordinario Agribar e di un eccellente panificio. Non aver pensato di valorizzare l’avvio di questo progetto, ma al contrario aver messo vicino un market che rappresenta altri interessi, seppur ripetiamo legittimi, ci sembra il classico atteggiamento di chi vuole la botte piena e la moglie ubriaca ritrovandosi poi senza botte né moglie”. 
A Treviso c’è già il mercato settimanale del martedì e del sabato, ma anche tre mercati degli agricoltori che stanno dando le giuste soddisfazioni ai consumatori assieme ai negozi di vicinato che continuano a tener alta la bandiera della qualità e della relazione umana: “Proprio perché il nuovo mercato coperto è un seme appena piantata merita di essere curato e sostenuto – conclude Walter Feltrin – Altrimenti succede che a volersi prendere cura di troppi orti non se ne riesca a coltivare nessuno”.          
 
 
Appuntamenti
 
LOMBARDIA: NATALE, SPESE E REGALI LAST MINUTE NEI MERCATI DI CAMPAGNA AMICA
Venerdì 22 e sabato 23 dicembre
 
Le spese last minute per i regali e per i menù di Natale sono al centro delle aperture nei mercati contadini di Campagna Amica in Lombardia alla vigilia dell’appuntamento più conviviale dell’anno con iniziative ad hoc dedicate ai dolci e al pane da portare in tavola.  Si comincia venerdì 22 dicembre a Cremona, nel mercato del Foro Boario, dove durante la mattinata sarà possibile degustare i dolci tipici del periodo e acquistare anche le strenne solidali con i prodotti delle aziende agricole terremotate. Sempre venerdì 22 dicembre, a Sondrio, in piazza Cavour, dalle 9 alle 12 ci saranno assaggi di panettone e brindisi, mentre nelle stesse ore a Varese in piazzale De Gasperi, accanto ai banchi dei produttori Campagna Amica sarà allestita un’esposizione delle differenti tipologie di pane che si possono portare in tavola nei giorni di festa: da quello integrale a quello di segale fino a quello con la zucca.
Sabato 23 dicembre, invece, i dolci della tradizione si potranno assaggiare a Milano nel mercato di Campagna Amica in via Ripamonti 35, dalle ore 9 alle 13, a Brescia dalle ore 9 alle 12, nel farmers’ market di via San Zeno e a Mantova in piazza Broletto, dalle ore 9 alle ore 19. I prodotti degli agricoltori, infine, si potranno trovare anche a Bergamo sempre sabato 23 dicembre, dalle 9 alle 19, in piazza Pontida.
 
ROVIGO: AL MERCATO COPERTO DI CAMPAGNA AMICA SI COMPRA IL MENÙ DI NATALE
Sabato 23 dicembre
 
Basterà dire “menù di Natale” per identificare i prodotti agricoli utili a realizzare le ricette delle festività natalizie. Con due proposte dall’antipasto al centrotavola, infatti, il mercato coperto sarà pronto ad accogliere durante il fine settimana i consumatori per la spesa alimentare in vista della tanto attesa ricorrenza che, da tradizione, si festeggia riunendosi a tavola con amici e parenti. “Oltre alle numerose idee regalo proposte, le aziende di Campagna Amica hanno ideato un vero e proprio menù, anzi due – sottolinea il direttore di Coldiretti Rovigo, Silvio Parizzi – pensando ad assecondare i palati più esigenti propongono ricette originali con i prodotti della tradizione”.
Dalla frittata di spinaci, al risotto con la zucca, dal cappone arrosto ai nidi di patate, con un’attenzione particolare al dettaglio che riguarda anche il centrotavola perché, si sa, anche l’occhio vuole la sua parte. Non si tratta però di una lista della spesa: “L’aspetto più prezioso dei mercati di Campagna Amica – conclude Parizzi – è infatti la possibilità di scambiare consigli ed informazioni sui prodotti che si acquistano, direttamente con chi li ha coltivati, allevati o trasformati. Un aspetto importante che, con le festività natalizie, acquista un valore ancora maggiore e fa riscoprire un tempo sospeso, festoso”. 
 
FORLI’-CESENA-RIMINI: LE ZUCCHE DEL PODERE BIANCHI, DA CORIANO AL MONDO INTERO
Sabato 23 dicembre
 
Da Coriano al mondo intero. E’ questo il viaggio incredibile che fanno le zucche ornamentali prodotte dal giovane imprenditore agricolo riminese Marco Bianchi. L’intuizione che ha permesso all’idea del 28enne di concretizzarsi in qualcosa come 16 ettari coltivati con più di 180 varietà di zucche e in un business commerciale che, grazie ai social e alla Rete, non ha confini, sarà al centro del racconto di “Officina Italia”, il programma delle eccellenze italiane curato da Giancarlo Zanella e Giorgio Tonelli, in onda sabato 23 dicembre alle 11,30 su Rai3.
A fianco di vigne e ulivi che per l’azienda Podere Bianchi rappresentano le coltivazioni storiche, a loro volta valorizzate in anni recenti con scelte produttive mirate alla migliore distintività ed integrate con un’attività agrituristica avviata recentemente, Marco Bianchi ha deciso di investire per diversificare la produzione aziendale puntando su di una nicchia che ben presto è divenuta un interessante filone di mercato. Già a 16 anni, mentre molti coetanei sono concentrati sullo scooter e il motorino, Bianchi pensava come innovare in azienda. Pochi anni dopo, l’intuizione e l’idea di puntare sulle zucche acquistando il dominio web “zuccheornamentali.com”, diventato poi un marchio registrato.
Bianchi ha saputo valorizzare e sfruttare al meglio la visibilità offerta dalla Rete per promuovere le sue zucche via Facebook e per venderle quasi esclusivamente on-line. “La crisi economica e la concorrenza sempre più agguerrita ha reso necessario puntare su prodotti e processi innovativi in grado di aiutare l’azienda a produrre meglio e a diversificare venendo incontro ad una domanda di mercato sempre più variegata ed eterogenea – afferma l’imprenditore – grazie al web e al marketing on line siamo riusciti ad inviare le nostre zucche in tutto il mondo, aprendoci sempre a nuovi mercati e incentivando il reddito dell’azienda”. Oggi le zucche vengono ormai coltivate su oltre 16 ettari e date le richieste, l’obiettivo è di aumentare ancora.
Da quelle commestibili a quelle esclusivamente ornamentali, l’uso delle zucche, di cui l’Emilia Romagna con circa 500 ettari coltivati (con una produzione che sfiora gli 80mila quintali) è uno dei maggiori produttori italiani, sta continuando a crescere in tutto il Paese.
“E’ innegabile – commenta Maurizio Mangelli, Segretario Giovani Impresa Forlì-Cesena e Rimini – che l’agricoltura si stia confermando sempre più un settore strategico a sostegno della ripresa economica ed occupazionale per tutto il nostro territorio, con le campagne che, come dimostra Bianchi, possono offrire prospettive di lavoro sempre più interessanti per tanti giovani che vogliono fare impresa con idee innovative”. Un trend, questo, confermato anche dai dati Istat sull’occupazione che nel terzo trimestre del 2017 mostrano un’ulteriore crescita per le imprese under 35, protagoniste di un balzo record del 9,3% rispetto allo stesso periodo 2016 ed oggi, a livello Italia, a quota 53.475.
 
CAMPANIA: FRA TERRA E MARE, RITORNA A ISCHIA PONTE IL MERCATO DELLA VIGILIA
Sabato 23 e domenica 24 dicembre
 
Ritorna a Ischia Ponte il mercato della Vigilia di Natale, un evento organizzato dal Comune di Ischia in collaborazione con Coldiretti Napoli nell’ambito del cartellone degli eventi natalizi. Sabato 23 dicembre a partire dalle 16:30 fino alle 21:30 e Domenica 24 dicembre dalle 7:30 del mattino alle 14:00, nella piazzetta intitolata a Giovanni da Procida, i prodotti agricoli dell’isola verde saranno in vendita diretta insieme ad una selezione di eccellenze agroalimentari della Campania. Dodici gli spazi espositivi dove potrete trovare ortaggi, frutta, salumi, vino, olio extravergine, miele e prodotti da forno. L’evento sarà accompagnato dalla musica dei Pithecusae Brass e non mancherà qualche sorpresa dedicata ai bambini. È questo un momento che ricorda tempi passati quando il Borgo di Celsa ospitava il mercato del pesce all’alba della Vigilia, frequentatissimo da chi, subito dopo l’ultimo appuntamento con la Novena di Natale, acquistava le pietanze tipiche del cenone della sera.
“È un appuntamento importante per valorizzare i prodotti del nostro territorio – dichiara l’assessore alla logistica Marianna Sasso –  un momento di festa tra bancarelle addobbate in attesa del Natale”. “Dopo una prima fase di sperimentazione – aggiunge Salvatore Loffreda, direttore di Coldiretti Napoli e Campania – prende forza il progetto Campagna Amica per l’isola d’Ischia, che può dare concrete prospettive ad un’agricoltura da riscoprire e rilanciare”.
 
ORISTANO: APERTURA STRAORDINARIA DEL MERCATO DI C.A. DI PIAZZA SAN MARTINO
Sabato 23 e giovedì 28 dicembre
 
Coldiretti e Agrimercato Oristano accogliendo la richiesta dei consumatori, che nelle loro tavole natalizie desiderano consumare i prodotti a “chilometro zero”, hanno deciso una apertura straordinaria del Mercato, per favorire chi ha poco tempo o per assicurare gli acquisti anche dell’ultimo minuto. L’obiettivo è quello di fornire alle famiglie oristanesi prodotti freschi, genuini ed a prezzi contenuti.
Eccezionalmente, Sabato 23 dicembre, dalle ore 8,00, i gazebo dei produttori saranno così presenti in Piazza San Martino ad Oristano, dove si potrà acquistare la vasta gamma di prodotti locali. Tra i tanti prodotti che saranno a disposizione dei consumatori, vanno ricordati soprattutto il pane tipico, i formaggi, la frutta e la verdura fresca, il miele, le confetture e tanto altro ancora. Rimane confermata la mattinata di apertura di giovedì 28 dicembre 2017.
 
BERGAMO: NATALE ALL’INSEGNA DEL CIBO LOCALE CON MERCATO DI CAMPAGNA AMICA
Sabato 23 dicembre
 
Un evento straordinario firmato Campagna Amica per andare incontro a chi deve fare gli ultimi acquisti prima delle feste e non vuole comunque rinunciare al gusto e alla tipicità.  E’ il mercato dei produttori agricoli di Coldiretti in programma per sabato 23 dicembre, dalle 9,00 alle 19,00, in piazza Pontida a Bergamo con protagoniste le specialità da mettere sotto l’albero o per preparare piatti esclusivi per gli appuntamenti conviviali più importanti dell’anno.
Nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica si trovano prodotti stagionali e locali a km zero, eccellenze dell’agricoltura bergamasca proposte direttamente dall’agricoltore nel rispetto di precise regole comportamentali e produttive. Ortaggi e frutta rigorosamente di stagione, fiori, miele, prodotti dell’alveare, confetture sfiziose dai sapori antichi, l’agribirra a km0, yogurt, una grande varietà di formaggi vaccini e caprini e i salumi tradizionali realizzati secondo l’antica arte norcina.
“Il successo dei nostri mercati – spiega Lucia Morali presidente di Agrimercato Campagna Amica Bergamo – è la dimostrazione che i cittadini sono sempre più attenti a portare in tavola cibi stagionali e di qualità, ma anche più sensibili alla valorizzazione e alla tutela del territorio in cui vivono. Per facilitare chi è ancora alle prese con la corsa ai regali e acquisterà presso i nostri gazebo i prodotti da regalare, mettiamo a disposizione un servizio di confezionamento cesti affinché oltre ad essere ricchi di prelibatezze gustose siano anche belli”.
 
ALESSANDRIA: CON C.A. IDEE REGALO, CESTI A KM.0 E SUGGERIMENTI SULLA TAVOLA 
Venerdì 22 dicembre
 
“Le scelte di Natale hanno un impatto determinate sull’economia e sull’occupazione” ha affermato il presidente di Coldiretti Alessandria Roberto Paravidino nel sottolineare che “si stima valga almeno trentamila posti di lavoro la scelta di un menu italiano per i pranzi ed i cenoni delle feste, ma anche quella del regalo enogastronomico veramente Made in Italy. Un impatto importante che può aiutare anche a risollevare le aree del centro Italia colpite dal terremoto dove la ripresa dipende in gran parte da cibo e turismo”.
L’agroalimentare, infatti, con regali enogastronomici, pranzi e cenoni è quest’anno la voce più importante del budget che le famiglie italiane destinano alle feste di fine anno, con una spesa complessiva per imbandire le tavole del Natale e del Capodanno di 4,8 miliardi di euro, il 10% in più dello scorso anno.
Per ricevere consigli utili su come imbandire le tavole di Natale e Capodanno quando si è ancora alle prese con menù e scelta di piatti da preparare in cucina il consiglio è di rivolgersi ai mercati di Campagna Amica dove è possibile trovare specialità locali esclusive per preparare le tavole della feste, ma anche per riempiere i tipici cesti natalizi con prodotti inimitabili caratteristici del territorio.
Un’occasione per acquisti vero Made in Italy è rappresentato dall’agrimercato che si terrà domani, come di consueto, in piazza Libertà ad Alessandria e all’evento straordinario organizzato in via del tutto eccezionale sabato 23 dicembre a Tortona, al Museo Orsi, quando i produttori Coldiretti porteranno, assieme al gruppo corale “San Luigi Orione”, la magia del Natale in un contesto decisamente accattivante.
La maggior parte della spesa alimentare delle feste è dedicata al pranzo di Natale che l’86% degli italiani, secondo l’indagine Coldiretti/Ixe’, consumerà nelle case dove il menu resta fortemente legato alla tradizione Made in Italy. Lo dimostra il fatto che il 90% dei cittadini del Belpaese porterà in tavola lo spumante, che è il prodotto della ricorrenza più presente, seguito dal panettone che con il 76% si posiziona davanti al pandoro, il quale finirà sul 70% delle tavole. La frutta locale scelta dal 90% degli italiani batte nettamente quella esotica o fuori stagione, alla quale comunque non rinuncia il 43% degli italiani. La novità di quest’anno è l’arrivo nel piatto dei cosiddetti superfood ai quali sono associate specifiche proprietà salutistiche.
Fortissima attrazione verso il fai da te casalingo con ben il 48% delle famiglie che preparerà in casa almeno un dolce tipico delle feste. Tra le novità di quest’anno l’arrivo dei primi panettoni e pandori 100% italiano che utilizza grano tenero, burro, zucchero, uova, lievito madre e scorze di arance candite, tutti da produttori nazionali.
Per il Made in Italy alimentare è record storico sulle tavole delle festività anche all’estero con l’export di vini, spumanti, grappa e liquori, panettoni, formaggi e salumi solo per il periodo di Natale che supera i 3,5 miliardi di euro, in aumento del 6% sulla base delle proiezioni Coldiretti per il mese di dicembre 2017. Ad aumentare è il valore delle esportazioni di tutti i prodotti più tipici del Natale, dallo spumante (+14%) ai panettoni (+11%), ma crescono anche i vini (+7%), i salumi (+8%) e i formaggi (+9%), e le grappe e liquori (+5%).
“Un’ottima premessa – ha aggiunto il direttore Coldiretti Alessandria Leandro Grazioli – per l’anno che verrà con il 2018 che è stato proclamato anno internazionale del cibo italiano nel mondo, al quale l’Italia si presenta con la mappa dei tesori dell’economia locale che può contare su 5047 prodotti alimentari tradizionali censiti dalle regioni ottenuti secondo regole tradizionali protratte nel tempo per almeno 25 anni, 292 specialità Dop/Igp riconosciute a livello comunitario e 523 vini Doc/Docg/Igt ma anche con il primato green delle quasi 60mila aziende agricole biologiche in Europa e la scelta di vietare le coltivazioni Ogm a tutela del patrimonio di biodiversità”.
 
EMILIA-ROMAGNA: LE ZUCCHE DEL PODERE BIANCHI, DA CORIANO AL MONDO INTERO
Sabato 23 dicembre
 
Da Coriano al mondo intero. E’ questo l’incredibile viaggio che fanno le zucche ornamentali prodotte dal giovane imprenditore agricolo riminese Marco Bianchi. L’intuizione che ha permesso all’idea del 28enne di concretizzarsi in qualcosa come 16 ettari coltivati con più di 180 varietà di zucche e in un business commerciale che, grazie ai social e ad internet, non ha confini, sarà al centro del racconto di “Officina Italia”, il programma delle eccellenze italiane curato da Giorgio Tonelli e Giancarlo Zanella, in onda sabato 23 dicembre alle 11,30 su Rai3.
A fianco di vigne e ulivi che per l’azienda Podere Bianchi rappresentano le coltivazioni storiche, a loro volta valorizzate in anni recenti con scelte produttive mirate alla migliore distintività ed integrate con un’attività agrituristica avviata recentemente, Marco Bianchi ha deciso di investire per diversificare la produzione aziendale puntando su di una nicchia che ben presto è divenuta un interessante filone di mercato. Già a 16 anni, mentre molti coetanei sono concentrati sullo scooter e il motorino, Bianchi pensava come innovare in azienda. Pochi anni dopo, l’intuizione e l’idea di puntare sulle zucche acquistando il dominio web “zuccheornamentali.com”, diventato poi un marchio registrato. Bianchi ha saputo valorizzare e sfruttare al meglio la visibilità offerta dalla rete per promuovere le sue zucche via Facebook e per venderle quasi esclusivamente on-line.
“La crisi economica e la concorrenza sempre più agguerrita hanno reso necessario puntare su prodotti e processi innovativi in grado di aiutare l’azienda a produrre meglio e a diversificare venendo incontro ad una domanda di mercato sempre più variegata ed eterogenea – afferma l’imprenditore – grazie al web e al marketing on line siamo riusciti ad inviare le nostre zucche in tutto il mondo, aprendoci sempre a nuovi mercati e incentivando il reddito dell’azienda”. Oggi le zucche vengono ormai coltivate su oltre 16 ettari e date le richieste, l’obiettivo è di aumentare ancora. Da quelle commestibili a quelle esclusivamente ornamentali, l’uso delle zucche, di cui l’Emilia Romagna con circa 500 ettari coltivati (con una produzione che sfiora gli 80mila quintali) è uno dei maggiori produttori italiani, sta continuando a crescere in tutto il Paese.
 
PORDENONE: BABBO NATALE CONTADINO AL MERCATO DI CAMPAGNA AMICA
Sabato 23 dicembre
 
Babbo natale contadino al mercato coperto di Campagna Amica a Pordenone (borgo Sant’Antonio). Questa è la proposta dei produttori agricoli per sabato 23 dicembre. Il mercato resterà aperto in via straordinaria anche al pomeriggio, dove sarà presente Babbo Natale che dispenserà i tradizionali dolci ma anche bevande calde come il succo di mela biologico. Oltre agli ortaggi e la frutta, la carne di coniglio e di pollo biologico, salumi e i formaggi, si potrà trovare anche lo zafferano di Caneva. Per l’occasione ci sarà anche una esposizione di composizioni di piante autoctone da accompagnamento realizzate da un esperto.
“Dopo numerosi eventi – commenta Marco Tinor presidente dei produttori agricoli che aderiscono a Campagna Amica –  abbiamo voluto concludere l’anno con questa iniziativa che vedrà al centro della giornata Babbo Natale al mercato, ma in versione contadina, dove la festività è sempre legata alla tradizione e a quei valori che il mondo agricolo –aggiunge il presidente –  ha conservato e tramandato a tante generazioni e che ancora oggi –conclude Tinor- vogliamo custodire e trasmettere”.
 
 
Brevi
 
ALESSANDRIA – Un evento straordinario di Campagna Amica si terrà sabato 23 dicembre al Museo Orsi di Tortona. Alle 11.30 è previsto un incontro con le Istituzioni e i vertici Coldiretti ai quali la stampa è invitata a partecipare. Sarà l’occasione per presentare l’iniziativa, le nuove progettualità che vedranno protagonista Coldiretti nel 2018 e per scambiarsi gli auguri di Buone Feste.
 
NEWS COLDIRETTI – LA FORZA DEL TERRITORIO – 06 4682487 – FAX 06 4871199 – www.coldiretti.it