COMUNICATO STAMPA | Notizie dalle Federazioni

News La Forza del Territorio del 19 dicembre 2017

19 dicembre 2017
News La Forza del Territorio del 19 dicembre 2017

Primo piano

 

SARDEGNA

GASOLIO AGEVOLATO: A RISCHIO 40 MILIONI DI EURO

Senza il nuovo applicativo Uma da gennaio sono a rischio 40milioni di euro per 17mila aziende agricole. Lo denuncia la Coldiretti regionale secondo la quale il vecchio applicativo è superato “in quanto – spiega il presidente dell’associazione sarda Battista Cualbu – presenta delle limitazioni tecniche che ne impediscono di fatto l’utilizzo”.

 

Coldiretti Sardegna evidenzia che l’assegnazione di carburante agevolato interessa circa 17.000 aziende agricole sarde che ne prelevano nel corso dell’anno circa 75 milioni di litri. L’accisa agevolata consente per ogni litro di carburante un sostanzioso risparmio fiscale che si stima in poco meno di 40 milioni di euro. “Numeri importanti che meritano la massima attenzione ed interventi celeri viste le implicazioni che comporta sui bilanci aziendali” evidenzia ancora Cualbu.

Una corretta e funzionale assegnazione del carburante agevolato richiede una tempestiva informatizzazione e un immediato aggiornamento delle procedure. L’attuale applicativo invece presenta delle limitazioni tecniche per quanto riguarda i fascicoli aziendali validati in modalità grafica (adesso obbligatorio per il 100% dei fascicoli aziendali). Mancano le semplificazioni delle procedure di assegnazione individuate già dallo scorso anno come: protocolli informatici, precompilazione dati delle superfici, incrocio tra attrezzature e lavorazioni, dematerializzazione del libretto.

Inoltre dovrebbe essere in grado di escludere in automatico dal calcolo le superfici agricole condotte attraverso contratti di comodato verbale non registrato che da disposizioni dell’Agenzia delle Dogane devono essere escluse dal calcolo delle assegnazioni. E’ necessario, per Coldiretti Sardegna, utilizzare già per le assegnazioni del 2018, le variazioni delle tabelle in base alle quali si determinano i consumi di gasolio per i lavori agricoli, emerse dal tavolo tecnico composto da assessorato all’Agricoltura, Argea, Laore, Agris, Associazioni di categoria.

“La posta in palio è molto alta soprattutto di questi tempi – sottolinea il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba – per questo chiediamo la massima attenzione perché il sistema sia semplificato e funzionale evitando costi aggiuntivi ad un comparto, quello agricolo, già gravato da una pesante crisi”.

 

Dal territorio

 

SICILIA, AREE INTERNE: E’ ALLARME PASCOLI CON CAMPI GELATI DA MESI SENZ’ACQUA

 

La siccità e il gelo stanno provocando gravi danni in provincia di Enna. E’ l’allarme di Coldiretti Sicilia in quanto non piove da mesi e alla già carenza di erba per il pascolo si aggiungono le temperature basse che provocano gelate. Gli allevatori sono molto preoccupati per via dei costi di produzione che aumentano ogni giorno di più in quanto il sostentamento per gli animali avviene solo con il fieno il cui prezzo sta lievitando. La situazione è davvero grave – sottolinea ancora Coldiretti Sicilia – e mostra il segno di un andamento climatico ormai completamente modificato.

 

PUGLIA, LENTICCHIA ALTAMURA FINALMENTE IGP: RICONOSCIMENTO A PATRIA DI LEGUMI

 

La commissione europea ha approvato la domanda di iscrizione della denominazione “Lenticchia di Altamura” tra le indicazioni geografiche protette (Igp) dell’Ue. La lenticchia prodotta in Puglia è “caratteristica della famosa dieta mediterranea grazie al suo alto contenuto proteico che ha permesso alle popolazioni locali di limitare la carne nella loro dieta”, si legge in una nota dell’Esecutivo.

“La Puglia è patria di legumi – dice il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – alla base di note preparazioni gastronomiche. E’ un comparto che conta una produzione annua di 159mila quintali per un valore di oltre 13 milioni di euro di PLV (Produzione Lorda Vendibile). Plauso di Coldiretti Puglia all’Associazione per la valorizzazione e la tutela della lenticchia di Altamura per la caparbietà e la lungimiranza che hanno portato a questo riconoscimento comunitario assolutamente meritato”.

Sono centinaia di agricoltori impegnati nella coltivazione di migliaia di ettari di terra, aziende di lavorazione delle sementi, grossisti, confezionatori, ed enti pubblici interessati, lavorano assieme per offrire ai consumatori la lenticchia di Altamura finalmente IGP.

“A partire dagli anni ’30 e fino agli anni ’70 le lenticchie di Altamura conquistarono i mercati internazionali – dice Angelo Corsetti, Direttore di Coldiretti Puglia – e l’esportazione di questo legume in Inghilterra, Germania, Stati Uniti, Canada e Australia ebbe una forte ripercussione nell’economia di Altamura che, da quel momento, divenne nota come la città delle tre “l”, ovvero lino, lana, lenticchia. Intorno gli anni ’70 la produzione di lenticchie conobbe una fase di declino dovuta a diversi fattori, oggi la riscoperta. Le lenticchie di Altamura rispondono, tra l’altro, alle esigenze delle donne che lavorano anche fuori casa, dato che il tempo di cottura è di appena 30 minuti”.

Fagioli, ceci, lenticchie e tutti le altre varietà di legumi consentono di seguire – sottolinea Coldiretti – un’alimentazione più varia, basata su cibi naturali ed economici, che risultano al contempo molto nutrienti e gustosi. Occhi quindi puntati in Puglia sulla lenticchia, menzionata più volte persino nella Bibbia con il nome “adasah”. Nella Genesi si legge che Giacobbe ottenne l’importantissimo diritto di primogenitura da Esaù dandogli in cambio proprio un piatto di lenticchie. La grande “popolarità” di questo cereale, ricco di fibre, vitamine e minerali, – racconta Coldiretti Puglia – è legato alla sua larga diffusione, alla sua ottima preservabilità, nonché al suo costo abbordabile, una caratteristica che le ha fatto assumere la denominazione di “carne dei poveri”. Inoltre, la lenticchia è uno dei 231 prodotti riconosciuti tradizionali dal MIPAAF.

Le lenticchie hanno un alto valore nutritivo e contengono circa il 25% di proteine, il 53% di carboidrati e il 2% di olii vegetali. Sono ricche, inoltre, di fosforo, ferro e vitamine del gruppo B. Da un punto di vista nutrizionale, 100 gr di lenticchie corrispondono a 215 gr di carne. Il consumo di questo legume è indicato nella prevenzione dell’arteriosclerosi, visto il suo basso contenuto di grassi di tipo insaturo. Tra i suoi componenti spiccano i “soflavoni”, sostanze in grado di “pulire” l’organismo. La grande quantità di fibre che le lenticchie possiedono le rende utili per il buon funzionamento dell’apparato intestinale, contribuendo a tenere sotto controllo il livello di colesterolo nel sangue. Gli esperti consigliano di consumarle soprattutto in virtù delle loro proprietà antiossidanti che agiscono positivamente sugli inquinanti ai quali siamo soggetti. Le lenticchie sono anche molto ricche di tiamina, una sostanza indispensabile per il buon funzionamento della memoria. Il loro contenuto di vitamina PP fa si che siano un potente equilibratore del sistema nervoso, dall’azione antidepressiva e antipsicotica.

 

FERRARA, INCONTRO ORGANIZZATIVO PER GIOVANI IMPRESA COLDIRETTI

 

Alla “Barchessa” di Cassana, il via anche gli incontri per gli “under 30” di Coldiretti, in vista dei prossimi impegni del nuovo anno. Alla presenza del delegato provinciale uscente, Alessandro Beltrami, del presidente provinciale Coldiretti, Sergio Gulinelli, del direttore della Federazione Claudio Bressanutti e del segretario provinciale dei Giovani, Marco Baldon, si è fatto il punto sulle attività dell’organizzazione nell’anno che va a concludersi, per impostare il lavoro per i prossimi mesi, che avrà sia momenti istituzionali, con il rinnovo delle cariche e quindi un nuovo delegato ed un nuovo comitato provinciale, che di formazione e aggregazione.

Nel ripercorrere la propria esperienza, Beltrami ha evidenziato l’occasione di arricchimento del fare parte del gruppo dei Giovani imprenditori di Coldiretti, del conoscere da vicino gli avvenimenti che toccano da vicino il settore agricolo e non solo, con l’opportunità e la sollecitazione (ripresa in più punti dal presidente Gulinelli) di farsi parte attiva per proporre temi e argomenti di crescita e sviluppo delle imprese direttamente dall’interno degli organi dirigenti della Federazione.

Il direttore Bressanutti ha ricordato l’importanza di “guardare al di fuori dei confini della propria azienda”, requisito indispensabile per essere imprenditori e non solo osservatori di quello che accade. Marco Baldon nell’evidenziare che si apre a termini di statuto il percorso per la nomina, nel corso delle prossime settimane, dei nuovi organi di rappresentanza di Coldiretti Giovani Impresa Ferrara, ha invitato i giovani presenti all’impegno in un percorso di crescita non solo professionale ma soprattutto personale.

Un ricco spuntino ed un brindisi di augurio ha concluso la serata di conoscenza e di scambio di esperienze.

 

RAVENNA, AUGURI DI NATALE A KM0 PER LA PREFETTURA 

 

Auguri a km0 per la Prefettura di Ravenna che ha scelto il cibo giusto, genuino e sostenibile dei produttori Campagna Amica-Coldiretti Ravenna per allietare il tradizionale momento di incontro e confronto pre-natalizio con la città.

Le tipicità locali, frutto del lavoro degli agricoltori del territorio, lavorate e trasformate con sapienza culinaria dagli agrichef di Campagna Amica e dagli allievi dell’Istituto Alberghiero Artusi di Riolo Terme, hanno portato all’interno della Prefettura, la ‘casa ravennate dello Stato e della legalità’, i sapori della terra e della vera campagna. A fare gli onori di casa il Prefetto Dott. Francesco Russo che ha apprezzato la passione trasmessa dai ragazzi dell’Alberghiero durante il servizio e l’accoglienza, nonché la qualità delle materie prime fornite dagli agricoltori. La mattinata dal sapore natalizio si è chiusa con un brindisi beneaugurale all’insegna, ovviamente, delle bollicine autoctone da uve trebbiano, famoso e pignoletto.

Le prelibatezze a km0 di Campagna Amica, il regalo ideale per chi è in cerca di doni che rappresentino e descrivano al meglio il nostro territorio, sono in vendita fino al 1 gennaio al Villaggio “I Capanni del Natale” in Piazza del Popolo e al Mercato di Porta Adriana – “Campagna Amica sotto l’albero”, in programma il 22 e 23 dicembre, dalle 10 alle 19.

 

TOSCANA, GRANO-PASTA: LA BATTAGLIA CONTINUA SU QUALITA’ ED ETICHETTATURA

 

“Le bugie hanno le gambe corte e si scoprono presto” dicevano le nostre nonne. E di bugia si può parlare riguardo all’accordo sul grano proposto dal presidente di Aidepi Paolo Barilla, leader dei pastai nostrani ad un gruppo di agricoltori compiacenti. Non si è fatta attendere la dura risposta di Coldiretti per bocca del suo presidente nazionale Roberto Moncalvo: “Non si può firmare un accordo che denigra la qualità del grano italiano senza dire una parola sulle importazioni di un milione di tonnellate di grano dal Canada trattato in preraccolta con glifosato, accusato di essere cancerogeno e per questo vietato in Italia”.

“Abbiamo fatto una dura battaglia in difesa del Grano italiano che ha portato all’obbligo di indicare in etichetta l’origine del grano nella pasta previsto dal decreto dei Ministri delle Politiche agricole Maurizio Martina e dello Sviluppo Economico Carlo Calenda – ha dichiarato Tulio Marcelli, presidente di Coldiretti Toscana – che entrerà in vigore il prossimo 17 febbraio 2018 e non siamo disponibili a nessun accordo che non faccia riferimento all’origine del grano”.

Ricordiamo che contro il decreto per l’etichettatura trasparente della pasta gli stessi pastai hanno presentato e poi perso il ricorso davanti al Tar del Lazio. “Il nostro Paese – sottolinea Antonio De Concilio, direttore di Coldiretti Toscana – è il principale produttore europeo e secondo mondiale di grano duro, destinato alla pasta con 4,3 milioni di tonnellate su una superficie coltivata pari a circa 1,3 milioni di ettari che si concentra nell’Italia meridionale, soprattutto in Puglia e Sicilia che da sole rappresentano circa il 40% della produzione nazionale. Anche in Toscana – continua De Concilio – vengono coltivati circa 110.000 ettari a grano dei quali 90.000 seminati a grano duro e quasi 20.000 quelli in cui si coltiva il grano tenero. 3.5 milioni di quintali di grano prodotti. La produzione del grano duro si concentra nella province di Siena, Grosseto e Pisa, mentre ad Arezzo va il primato per il grano tenero, coltivato soprattutto in Val di Chiana. Sono circa 15.000 le imprese agricole toscane che coltivano grano in aree in cui se non vi fosse questa coltivazione resterebbero incolte. Invece di denigrare il nostro grano, bisognerebbe remunerarlo in modo corretto, rendendo possibile non solo il mantenimento delle attuali superfici ma, anzi, favorendone l’incremento, utile per il territorio e per la sicurezza alimentare dei cittadini. Noi continueremo la nostra battaglia, edificando nuove filiere, da soli o con l’industria pastaria lungimirante”.

 

GROSSETO, BATTAGLIA GRANO CONTINUA: PREZZO EQUO E GARANZIE A CONSUMATORI

 

“Per la Coldiretti – afferma Andrea Renna, direttore di Coldiretti Grosseto – la battaglia del grano continua fino a quando non sarà garantito un prezzo equo agli agricoltori e non saranno assicurate informazioni complete e trasparenti ai consumatori. Non si può firmare un accordo che denigra la qualità del grano italiano senza dire una parola sulle importazioni di un milione di tonnellate di grano dal Canada trattato in preraccolta con glifosato, accusato di essere cancerogeno e per questo vietato in Italia. L’accordo sul grano proposito dal presidente di Aidepi Paolo Barilla non fa alcun riferimento all’obbligo di indicare in etichetta l’origine del grano nella pasta previsto dal decreto dei Ministri delle Politiche agricole Maurizio Martina e dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, contro il quale gli stessi pastai hanno presentato e poi perso il ricorso davanti al Tar del Lazio.

 

PUGLIA, PASTA: BATTAGLIA CONTINUA, ORIGINE GRANO ELEMENTO OBBLIGATORIO

 

“Non si può firmare un accordo che denigra la qualità del grano italiano senza dire una parola sulle importazioni di un milione di tonnellate di grano dal Canada trattato in preraccolta con glifosato, accusato di essere cancerogeno e per questo vietato in Italia”. E’ quanto afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel denunciare che “l’accordo sul grano proposito dal presidente di Aidepi Paolo Barilla non fa alcun riferimento all’obbligo di indicare in etichetta l’origine del grano nella pasta previsto dal decreto dei Ministri delle Politiche agricole Maurizio Martina e dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, contro il quale gli stessi pastai hanno presentato e poi perso il ricorso davanti al Tar del Lazio. Per la Coldiretti – conclude Moncalvo – la battaglia del grano continua fino a quando non sarà garantito un prezzo equo agli agricoltori e non saranno assicurate informazioni complete e trasparenti ai consumatori”.

“L’origine del grano è divenuta elemento obbligatorio sulle etichette di pane e pasta – commenta il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – e la scelta del Tar di respingere l’istanza di sospensione del decreto ha accolto le richieste dell’81% degli italiani che chiedono maggiore trasparenza su quel che portano in tavola. Fare pasta con grano 100% italiano evidentemente si può. Da pochi centesimi al chilo concessi agli agricoltori dipende la sopravvivenza della filiera più rappresentativa del Made in Italy, mentre dal grano alla pasta i prezzi aumentano di circa del 500% e quelli dal grano al pane addirittura del 1400%”.

“Gli agricoltori, se tecnicamente sostenuti, garantiscono un livello qualitativo elevato, a dimostrazione che fare grano di qualità in Puglia è una certezza. Le condizioni non possono essere dettate esclusivamente dall’industria molitoria e pastaria – conclude Angelo Corsetti, Direttore di Coldiretti Puglia – per cui l’unico obiettivo è produrre pasta tagliando i prezzi del grano pagati agli agricoltori. A pesare negli ultimi anni sono state le importazioni in chiave speculativa che si concentrano nel periodo a ridosso della raccolta e influenzano i prezzi. Oltre all’etichettatura obbligatoria della pasta, traguardo già bancato chiediamo il blocco delle importazioni a dazio 0 e il 100% dei controlli sul grano importato, la moratoria bancaria ed interventi finanziari per le imprese cerealicole, l’attivazione immediata della CUN nazionale cerealicola con base logistica a Foggia, il granaio d’Italia, e sostegni pubblici solo alle imprese che lavorano grano italiano”. 

 

REGGIO E., PASTA: NESSUN ACCORDO CON CHI DENIGRA QUALITÀ GRANO ITALIANO

 

“Non si può firmare un accordo che denigra la qualità del grano italiano senza dire una parola sulle importazioni di un milione di tonnellate di grano dal Canada trattato in preraccolta con glifosato, accusato di essere cancerogeno e per questo vietato in Italia”. È quanto affermano Vitangelo Tizzano e Assuero Zampini, vice delegato confederale e direttore di Coldiretti Reggio Emilia, nel denunciare che l’accordo sul grano proposto dal presidente di Aidepi (Associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta Italiane) Paolo Barilla non fa alcun riferimento all’obbligo di indicare in etichetta l’origine del grano nella pasta previsto dal decreto dei Ministri delle Politiche agricole Maurizio Martina e dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, contro il quale gli stessi pastai hanno presentato e poi perso il ricorso davanti al Tar del Lazio.

“Per la Coldiretti – continua Coldiretti Reggio Emilia – la battaglia del grano continua fino a quando non sarà garantito un prezzo equo agli agricoltori e non saranno assicurate informazioni complete e trasparenti ai consumatori”. La decisione del Tar di fine novembre 2017 di respingere l’istanza di sospensione del decreto per l’etichettatura d’origine del grano utilizzato nella pasta ha accolto le richieste dell’81% degli italiani che chiedono maggiore trasparenza.

“Non si può impedire ai consumatori di conoscere la verità – aggiunge Vitangelo Tizzano – impedendo loro di sapere se nella pasta che stanno acquistando è presente grano canadese trattato in preraccolta con il glifosate, accusato di essere cancerogeno e per questo proibito sul grano italiano”. “Il manifesto con cui Barilla e varie associazioni annunciano la ripartenza della produzione di grano italiano – commenta Assuero Zampini – e lo stesso con cui dichiarano che l’industria molitora e pastaia giudica insufficiente la produzione di grano italiano, per qualità e quantità, e sono questi stessi che fissano l’asticella della qualità e che per produrre a prezzi competitivi tagliano i prezzi pagati agli agricoltori”.

Il decreto per l’etichettatura d’origine della pasta punta anche a contrastare le speculazioni che hanno provocato il crollo dei prezzi del grano italiano al di sotto dei costi di produzione e mettono a rischio i 12mila ettari che nel 2017 sono stati coltivati a grano a Reggio Emilia senza l’uso del glifosate.

 

BERGAMO, IL PROGETTO “ALLA SCOPERTA DEL LATTE: DALLA STALLA ALLA TAVOLA”

 

I progetti di educazione alimentare entrano sempre più nei programmi delle scuole bergamasche e i produttori agricoli sono sempre più vicini agli studenti. E’ dedicato al latte l’ultimo progetto della Monti e Laghi Nuova Società Cooperativa Agricola di Vigolo, produttrice del pluri-premiato Stracchino Bronzone, che ha promosso presso le Scuole Primarie di Tavernola Bergamasca, Vigolo e Predore un’iniziativa di formazione intitolata “Alla scoperta del latte: dalla stalla alla tavola”. Il progetto ha voluto creare una vera e propria integrazione tra scuola e territorio, stimolando la conoscenza delle risorse e dei prodotti locali. Partendo dalle conoscenze pregresse dei bambini, attraverso un percorso in classe e con uscite didattiche, ha sviluppato conoscenze in merito al latte e ai suoi derivati, sottolineando il significato di corretta alimentazione e del ruolo rivestito dal cibo dal punto di vista della cultura e della salute.

Secondo Coldiretti Bergamo investire continuamente nella educazione alimentare delle giovani generazioni è una sfida che interessa e coinvolge direttamente il mondo agricolo, per far conoscere e apprezzare i cibi salutari e locali, che valorizzano le realtà produttive del territorio e garantiscono genuinità e freschezza.

Attraverso l’utilizzo di metodologie didattiche attive, i bambini hanno effettuato esperimenti sul latte e sui formaggi ed hanno affrontato il tema della sicurezza alimentare e della corretta alimentazione attraverso uno studio sull’etichettatura dei prodotti e la costruzione di piramidi alimentari. 

Il progetto “Alla scoperta del latte: dalla stalla alla tavola”, che sarà oggetto di tesi di laurea, è stato interamente ideato e svolto da Federica Zenti, studentessa del quinto anno di Scienze della Formazione Primaria presso l’Università di Modena e Reggio Emilia. Le tematiche relative ad aspetti nutrizionali ed allergie/intolleranze sono stati invece seguite da Daniela Zatti Biologa Nutrizionista.

“Sono proprio i più piccoli ad essere esposti al pericolo di dimenticare o di non sapere che cosa siano la campagna e i suoi frutti – sottolinea Coldiretti Bergamo -; i prodotti agricoli, gli animali, il paesaggio agrario rischiano di diventare solo realtà virtuali distanti dalla vita di tutti i giorni, è importante quindi investire in un rapporto concreto tra mondo della scuola e mondo della terra, per formare consumatori consapevole degli alimenti che scelgono e portano in tavola”. Iniziato a metà ottobre e durato sei settimane, il progetto ha visto impegnati circa 100 bambini con lezioni settimanali in classe e uscite didattiche a Vigolo, presso l’Azienda Agricola F.lli Cadei e presso il Caseificio Monte Bronzone.

 

PIEMONTE, PREMIO DE@ TERRA: L’INNOVAZIONE IN AGRICOLTURA E’ DONNA

 

In Italia più di una azienda agricola su quattro (29%) è guidata da donne con una maggiore concentrazione della presenza nel centro sud dove si trova il 69% delle oltre 216mila le imprese agricole italiane in rosa. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti su dati Unioncamere in occasione dell’assegnazione del Premio De@Terra, istituito dal Ministero delle Politiche Agricole.  Il riconoscimento è stato assegnato ad Elisa Gastaldi dell’azienda Elilu di Castelnuovo Scrivia, in provincia di Alessandria, che nella sua serra recupera e coltiva i semi di cereali e frutti antichi, oltre a piante officinali e speciali come il gualdo che serviva anche in passato a ottenere una “agritintura” blu per i jeans. L’impresa è un esempio di multifunzionalità, di agri-cultura familiare, dalla ristorazione all’accoglienza in grado di rispondere ad importanti aspetti delle attività sociali. A vocazione didattica, Elilu si regge su ben quattordici radici, una gamma di attività articolate, strettamente connesse e funzionali l’una all’altra.

“Il Piemonte segue questo trend nazionale e le donne sono protagoniste di un’agricoltura capace di coniugare la sfida con il mercato ed il rispetto dell’ambiente, la tutela della qualità della vita, l’attenzione al sociale, a contatto con la natura assieme alla valorizzazione dei prodotti tipici locali e della biodiversità”, afferma Graziella Boveri responsabile regionale Donne Impresa.

“Le imprenditrici sono protagoniste in diversi campi nelle nostre imprese: dalle attività di educazione alimentare ed ambientale con le scuole ai servizi di AgriTata e agriasilo, dalle fattorie didattiche, fino agli orti didattici, ai mercati di Campagna Amica e agli agriturismi – sottolineano Delia Revelli presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale -. Le donne hanno dimostrato in questi anni di saper utilizzare al meglio la legge sulla multifunzionalità voluta e ottenuta dalla nostra Organizzazione, innovando le attività in azienda, sviluppando il rapporto con i consumatori nei farmers’ market e dando anche vita a un nuovo sistema di welfare agricolo per bambini, famiglie e anziani”.

 

ALESSANDRIA, PREMIO DE@TERRA A ELISA GASTALDI IMPRENDITRICE DI CASTELNUOVO S.

 

In Italia più di una azienda agricola su quattro (29%) è guidata da donne con una maggiore concentrazione della presenza nel centro sud dove si trova il 69% delle oltre 216mila le imprese agricole italiane in rosa. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti su dati Unioncamere in occasione dell’assegnazione del Premio De@Terra, istituito dal Ministero delle Politiche Agricole. Il riconoscimento è stato assegnato ad Elisa Gastaldi dell’azienda Elilu di Castelnuovo Scrivia, in provincia di Alessandria, che nella sua serra recupera e coltiva i semi di cereali e frutti antichi, oltre a piante officinali e speciali come il gualdo che serviva anche in passato a ottenere una “agritintura” blu per i jeans. L’impresa è un esempio di multifunzionalità, di agri-cultura familiare, dalla ristorazione all’accoglienza in grado di rispondere ad importanti aspetti delle attività sociali. A vocazione didattica, Elilu si regge su ben quattordici radici, una gamma di attività articolate, strettamente connesse e funzionali l’una all’altra.

“Il Piemonte segue questo trend nazionale e le donne sono protagoniste di un’agricoltura capace di coniugare la sfida con il mercato ed il rispetto dell’ambiente, la tutela della qualità della vita, l’attenzione al sociale, a contatto con la natura assieme alla valorizzazione dei prodotti tipici locali e della biodiversità”, afferma Graziella Boveri responsabile regionale e provinciale Donne Impresa.

“Le imprenditrici sono protagoniste in diversi campi nelle nostre imprese: dalle attività di educazione alimentare ed ambientale con le scuole ai servizi di AgriTata e agriasilo, dalle fattorie didattiche, fino agli orti didattici, ai mercati di Campagna Amica e agli agriturismi – ha affermato il presidente Coldiretti Alessandria Roberto Paravidino -. Le donne hanno dimostrato in questi anni di saper utilizzare al meglio la legge sulla multifunzionalità voluta e ottenuta dalla nostra Organizzazione, innovando le attività in azienda, sviluppando il rapporto con i consumatori nei farmers’ market e dando anche vita a un nuovo sistema di welfare agricolo per bambini, famiglie e anziani”.

 

VENETO, ETICA E LEGALITA’ NEL LAVORO: IMPEGNO COLDIRETTI A CONVEGNO FAI CISL

 

Coldiretti Veneto presente alla tavola rotonda organizzata oggi dalla Fai Cisl all’Hotel Roxy Plaza di Soave in provincia di Verona è intervenuta sul tema dell’agricoltura senza caporalato, un fenomeno che interessa tutta l’Italia con punte preoccupanti al Sud. Della questione se ne è occupato l’Osservatorio Agromafie che nel recente dossier ha evidenziato oltre ai primati dell’agroalimentare il reclutamento illegale dei lavoratori e la presenza di organizzazioni criminali.

È forte impegno nel contrasto – ha spiegato Alberto Bertin dell’Ufficio Legislativo regionale – perché Coldiretti non sostiene l’agricoltura «perversa e deviata» che sfocia nello sfruttamento e nello schiavismo, anzi, l’impegno dell’intera struttura va nella direzione di sostenere la trasparenza nei contratti. Il Governo sta per approvare un codice dei reati sottoposto al Ministero dall’ex Procuratore Giancarlo Caselli paladino dell’anticontraffazione del Made in Italy. Tra le proposte da lui avanzate per inasprire la lotta vi è quella di inserire la violenza e la minaccia come elementi costitutivi del caporalato, nonché incentivare i sistemi di premialità per chi collabora e, infine, promuovere la confisca dei beni, con esclusione di quelli produttivi da sottoporre, invece, all’amministrazione giudiziaria per garantire la continuità del loro ciclo produttivo.

 

LIGURIA, IL CONSIGLIO REGIONALE DI COLDIRETTI INCONTRA L’ASSESSORE STEFANO MAI

 

Lunedì 18 dicembre, il Consiglio Regionale di Coldiretti Liguria, presso la propria sede, ha incontrato l’Assessore Regionale all’Agricoltura Stefano Mai, per evidenziare e condividere le problematiche che impattano fortemente le attività agricole, agrituristiche, florovivaistiche ed ittiche liguri.

Tra le questioni predominanti, è stata affrontata la necessità di velocizzare la realizzazione del Piano di Sviluppo Rurale 2014-2020, con la compilazione delle graduatorie dei bandi riguardanti, nello specifico, le misure 4.1 (investimenti nelle aziende agricole) e 6.1 (insediamento giovani). È stato richiesto, inoltre, di sollecitare AGEA in maniera ferma per l’avvio dei pagamenti delle misure, in particolare le misure a superficie, necessarie per la sopravvivenza di molte imprese agricole, soprattutto dell’Entroterra.  L’Assessore ha rassicurato che circa un centinaio sono stati i nullaosta finanziari già definiti, e che entro fine anno saranno pubblicate le graduatorie dei bandi in toto.

Per il settore floricolo, importante soprattutto del ponente ligure, si è chiesto di agevolare la competitività della filiera locale, andando ad innovare le produzioni e le tecniche di coltivazioni, stimolando gli enti di ricerca italiana, IRF CREA e CERSAA, a fare attività di ricerca rispondente alle esigenze reali delle imprese.

Per quanto riguarda il settore vitivinicolo, in forte espansione quantitativa e qualitativa, è necessaria una maggiore pressione, da parte della Regione, presso il Ministero, affinché si ottenga un sostanziale aumento di diritti di autorizzazioni a nuovi impianti, per dare più opportunità alle imprese del settore. Per il settore ittico sono state evidenziate le problematiche, sia burocratiche sia di concorrenza sleale, che frenano il mantenimento e lo sviluppo di un settore composto principalmente da piccoli pescatori artigiani. È stato richiesto di trovare delle soluzioni che impediscano alla Liguria di perdere un settore che la identifica e l’ha, da sempre, resa famosa nel resto del Paese. Per il settore forestale, che rappresenta il 70% della superficie dell’intera Liguria, è stato richiesto di modificare la legge in vigore  (Legge Forestale 4/1999) e di organizzare un gruppo di coordinamento per la corretta interpretazione delle norme di settore.

In ultimo, ma non di minore importanza, è stato affrontato il tema relativo all’aumento spropositato nella nostra Regione, di animali selvatici, quali cinghiali, lupi e altri ungulati, aumento che rischia di portare all’abbandono delle terre coltivate, con tutte le conseguenze che questo comporta a livello sociale e ambientale (alluvioni, smottamenti e possibili incendi). Si è chiesto all’Assessore, ed è stato accolto in maniera positiva, di intervenire in maniera decisa per approvare una nuova normativa Regionale che consenta, in un caso d’emergenza come questo, di mettere in atto un piano di abbattimento controllato degli animali e porvi definitivamente un freno. È stato richiesto, inoltre, di vigilare in maniera assidua affinché i piani di abbattimento concordati siano rispettati.

I temi affrontati sono stati, quindi, i più disparati, e di questi si è cercato di toccare e andare a snocciolare ogni questione; positive e rassicuranti sono state le risposte dell’Assessore, attento ad ascoltare e capire le vere esigenze delle piccole, medie e grandi imprese liguri, che troppo spesso rimangono bloccate da ritardi burocratici, che ne frenano lo sviluppo.

“Siamo convinti – afferma il Presidente di Coldiretti Liguria, Gerolamo Calleri – che lavorando insieme si possa riuscire a far fronte a tutti i problemi che, come agricoltori, dobbiamo affrontare ogni giorno. Incontri come questo sono importanti per fare il punto della situazione e cercare di riparare ad errori passati e affrontare nel migliore dei modi il futuro. L’agricoltura in Liguria è un settore importante che spinge anche altri comparti, come ad esempio quello turistico (turismo enogastronomico), ed è per questo che ribadiamo a gran voce la necessità di un riconoscimento del nostro lavoro e delle nostre eccellenze”.

 

CREMONA, IN COLDIRETTI VALE SEMPRE IL MOTTO: “FATTI, NON PAROLE!”

 

“In Coldiretti vale sempre il motto: fatti, non parole!” E’ il titolo dell’editoriale a firma di Paolo Voltini, Presidente di Coldiretti Cremona (significativo anche il sottotitolo: “La differenza tra il dire e il fare serve a misurare le persone, ma anche le Organizzazioni”), posto in apertura del nuovo numero del Coltivatore Cremonese, il periodico della Federazione. Riportiamo il testo integrale dell’intervento.

“Nella società delle apparenze, a volte è difficile riconoscere il vero volto delle persone. Tuttavia, per capire subito con chi abbiamo a che fare è sufficiente tenere a mente il vecchio motto latino, fatto proprio dalla saggezza contadina che dice “fatti, non parole!”. Possiamo infatti scegliere di vedere chi ci circonda per quello che a parole dice di essere, ma che potrebbe non corrispondere alla realtà. Oppure potremo basarci sui fatti, sulle azioni che compie e che sono il vero indicatore dei suoi pensieri. Perché le parole sono gratuite, è facile imparare ad usarle bene per raggirare il prossimo o per apparire diversi da quello che si è in realtà. I fatti invece costano fatica, impegno e non possono essere finzione o almeno non possono esserlo a lungo. Per questo dico che c’è una bella differenza anche tra un’organizzazione che vive di proclami ed una che invece bada al sodo. In Coldiretti c’è una “cultura del fare”. Di fronte ad un problema da risolvere non basta “essere presenti”, è necessario affrontare le cose nel concreto, è indispensabile “sporcarsi le mani” per arrivare ad una soluzione, facendosi sempre carico anche dei rischi conseguenti. Il discorso vale per ogni ambito e mentre altri chiacchierano…..Coldiretti continua a fare. Ed i numeri sono lì a dimostrarlo.

E per restare nel concreto, dico che si sta concludendo un anno in cui non sono mancate le difficoltà ma che ha dato al nostro settore anche alcuni importanti segnali positivi. Da imprenditori quali siamo dobbiamo ripartire da questi segnali che ci danno forza e fiducia, soprattutto perché confermano giorno dopo giorno la validità della linea di Coldiretti, del modello di agricoltura e del progetto che stiamo realizzando. Anche questi ultimi mesi sono stati densi di appuntamenti che abbiamo affrontato con l’impegno dei Dirigenti, con la partecipazione dei Soci ed il supporto organizzativo di tutta la struttura di Coldiretti Cremona. 

A fine settembre abbiamo realizzato nel cuore di Milano il Villaggio Coldiretti, la più grande manifestazione mai organizzata da Coldiretti. Su un’area di sette ettari abbiamo portato in città un’intera fattoria, per una tre-giorni di percorsi didattici, mostre, laboratori, stand delle più pregiate produzioni made in Italy, un menù gourmet a 5 euro, un mercato agricolo con centinaia di aziende lombarde ma anche con decine di agricoltori provenienti dalle zone terremotate, lezioni di orticoltura, workshop e convegni. E’ stato un successo – decretato dalla presenza di oltre 700mila visitatori – per un evento che ha riaffermato il consenso sui temi e sui valori di Coldiretti e che ci restituisce un eccezionale plus di reputazione che sapremo spendere al meglio nelle nostre battaglie politico-sindacali.

Un paio di settimane dopo siamo stati a Cernobbio, alla sedicesima edizione del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione dove è stata annunciata la nascita di Filiera Italia, costituita da Coldiretti ed alcuni importanti gruppi dell’agroalimentare italiano come l’Inalca di Cremonini, il Consorzio Casalasco, l’Ocrim, Bonifiche Ferraresi e molti altri. Si tratta di un nuovo modello di integrazione di filiera che va ben oltre il vecchio e consunto modello di interprofessione e che porta Coldiretti a diventare sempre più il sindacato imprenditoriale della filiera agroalimentare. A conferma di ciò, a Cernobbio vengono anche comunicate le adesioni a Coldiretti di molti big dell’agroalimentare (dai 5.300 ettari dell’azienda Torvis ai 3.600 capi da latte dell’agricola Maccarese; le cantine Mastrobernardino, Donnafugata e Bellavista; l’oleificio Farchioni, la quarta gamma della Dimmidisì ed il Pollo Vallespluga, solo per citarne alcuni).

A fine ottobre abbiamo organizzato a Malagnino, insieme all’Associazione Italiana Allevatori e presso la sede del CAP, un importante convegno dal titolo “Nuove opportunità per le filiere zootecniche”. Si è trattato di un incontro di alto profilo con circa 300 partecipanti che hanno assistito agli interventi del direttore generale di Ismea Raffaele Borriello, di Gianpiero Calzolari (presidente Granarolo), Federico Vecchioni (Ad Bonifiche Ferraresi), Mario Gasbarrino (Ad Unes), Ettore Prandini (presidente Coldiretti Lombardia) e Claudio Destro (vicepresidente A.I.A.). Le relazioni hanno delineato le traiettorie per una nuova stagione dell’allevamento nazionale con riflessioni di ampio respiro sugli scenari e le opportunità future per le filiere agro-zootecniche, all’indomani dell’entrata in vigore delle nuove norme di attuazione dell’etichettatura di latte e lattiero-caseari con indicazioni più chiare sull’origine dei prodotti e nuovi importanti progetti per la zootecnia da carne.

La Giornata del Ringraziamento – che ha chiuso l’annata agraria – è stata organizzata dalla nostra Federazione nel cuore della città e con grande partecipazione, celebrando la Santa Messa nel Duomo di Cremona. La benedizione di una cinquantina di mezzi agricoli ha successivamente dato il via ai numerosi eventi che hanno caratterizzato l’intera giornata che è stata animata dal Mercato di Campagna Amica, dalla rievocazione degli antichi mestieri da parte del Teatro dei Ricordi di Castelverde, dal coro Le voci della nostra terra, dalla fanfara dei bersaglieri, dalla “polenta pedalata” ai giochi per bimbi.

Cogliendo la preoccupazione dei soci sul problema “aviaria” abbiamo organizzato un incontro a Cremona con il servizio veterinario provinciale per un’analisi della situazione e uno a Brescia, il giorno successivo, insieme alle altre Coldiretti lombarde più interessate, per mettere a punto le azioni e le strategie per affrontare l’emergenza e per ristorare gli allevatori sia per i danni diretti, sia per quelli indiretti. All’incontro erano presenti, oltre ai vertici di Coldiretti regionali e nazionali, anche i massimi dirigenti di Ismea, del Mipaaf, il presidente della Commissione Sanità del Consiglio Regionale ed il presidente del Distretto Avicolo lombardo.

Le elezioni per il rinnovo dei Consorzi di Bonifica DUNAS e Navarolo – che hanno decretato il successo delle liste presentate da Coldiretti Cremona – sono state una ulteriore conferma della grande capacità di mobilitazione della nostra Federazione. Infine, in questi giorni si stanno svolgendo una serie di assemblee zonali, per un dibattito ed un confronto con tutti i soci della Federazione, ed un incontro sulla situazione del settore latte.

Ho voluto ripercorrere brevemente gli appuntamenti più importanti degli ultimi tre mesi per dare il senso e la misura del grande lavoro che si sta facendo, ma soprattutto perché Coldiretti si pesa nei fatti e si misura con i numeri. Ebbene sì, Coldiretti ha anche il vizio di parlare con i dati ed anche questo comportamento non è poi così diffuso in altre organizzazioni.

Quando, recentemente, in un pubblico incontro il presidente di CremonaFiere ha criticato la filiera corta, il Km-Zero di Coldiretti che secondo Piva Antonio sarebbe “dannoso per la nostra economia”. Purtroppo per lui l’affermazione gli è uscita di bocca per carenza di informazioni, senza sapere e senza conoscere i numeri della rete di vendita diretta, degli agrimercato e degli agriturismo. Non sarà certamente una strada adatta per tutte le imprese agricole italiane, ma ad oggi il fatturato di quelle imprese vale circa 8 miliardi di euro. Si tratta di cifre ragguardevoli (più o meno quelli di una buona catena di grande distribuzione italiana!) che fanno onore a tutti gli agricoltori che hanno creduto nella multifunzionalità e che stanno lavorando con successo.

Oltretutto, la vendita diretta rappresenta uno straordinario momento di promozione (gratuita) per il prodotto agricolo italiano. Per questa volta – considerandolo uno svarione dovuto a semplice ignoranza – riteniamo di perdonare l’ex presidente della Libera. Non possiamo però garantire che anche le moltissime aziende della Libera che operano nella vendita diretta dei loro prodotti saranno altrettanto indulgenti verso di lui. Qualcuno potrebbe sentirsi offeso.

E se i numeri rappresentano spesso delle sentenze implacabili, forse anche l’ex direttore dell’APA Gianni Tagliaferri farebbe bene a rifare un po’ i conti. E a dire il vero, forse, sul bilancio di APA avrebbe dovuto farli quand’era ancora in sella! Oggi, il suo grido di dolore per la mancata ribellione di massa dei soci di APA Cremona al commissariamento sembra un clamoroso autogol. Si tratta di numeri che decretano un giudizio anche sul suo operato, o sbaglio?”

“Nel concludere questo editoriale, l’ultimo del 2017 – rimarca Voltini, rivolto ai Soci della Coldiretti, a chiusura del suo intervento sul ‘Coltivatore Cremonese’ – lasciatemi dire che siamo stati bravi. E’ con soddisfazione che ringrazio i dirigenti, i soci ed i collaboratori che hanno contribuito a concludere positivamente questo intenso anno di attività. Mi auguro che il prossimo Santo Natale ed il nuovo anno possano essere ancora più ricchi di impegni e di soddisfazioni, morali e materiali, per tutti noi e per tutte le nostre famiglie e per la nostra grande Coldiretti”.

 

 

Appuntamenti

 

LECCE: GIOVANI AGRICOLTORI E RICERCATORI HI-TECH SIGLANO UN “PATTO IDEALE”

Mercoledì 20 dicembre

 

Il disastro causato da xylella fastidiosa come stimolo e sfida per ricostruire il paesaggio agrario nel segno dell’innovazione. Mercoledì 20/12/17 nel Must di Lecce (Museo storico) sarà suggellato un “patto ideale” tra i giovani coltivatori salentini e il mondo della ricerca hi-tech pugliese e internazionale.  L’occasione è l’incontro organizzato da Coldiretti Giovani Impresa Lecce nel quale docenti e ricercatori dell’Università del Salento, del Politecnico di Bari, dell’Università della California e del Centro ricerche e sviluppo della Bosh illustreranno le soluzioni tecnologiche più all’avanguardia con cui rilanciare l’agricoltura salentina ed accoglieranno i feedback dal mondo produttivo.

Il “patto ideale” servirà a rilanciare un comparto, quello delle aziende agricole under 35, che nell’ultimo anno ha registrato una lieve flessione in provincia di Lecce, passando da 726 imprese a 690 (-4,96)%  e può trovare nuova linfa e motivazione proprio nell’innovazione in campo rurale.  Una decrescita peraltro compensata dall’impennata invece delle aziende agricole “rosa” del Tacco d’Italia, che da 2.554 (al 30/09/2016) sono diventate 2.609 (30/09/2017), registrando così un +2,15%. In Italia più di una azienda agricola su quattro (29%) è guidata da donne con una maggiore concentrazione della presenza nel centro sud dove si trova il 69% delle oltre 216 mila le imprese agricole italiane in rosa.

 Per quanto riguarda le imprese agricole guidate da giovani, è positivo il dato dei finanziamenti ottenuti con il Psr 2007-2013: in provincia di Lecce sono state 385 le imprese under 40 che hanno ottenuto risorse economiche, sul totale di 2.956 aziende giovani in Puglia (dati della Camera di Commercio di Lecce).

Coldiretti Giovani Impresa chiama così a raccolta tutti i giovani colleghi e colleghe e gli aspiranti coltivatori nell’incontro di mercoledì 20 dicembre al Must di Lecce per fare il punto della situazione, illustrare nel dettaglio i dati del settore e dialogare con la ricerca hi-tech e con la Regione su soluzioni tecnologiche ed opportunità normative dell’agricoltura del futuro. Special guest del convegno sarà il robot-contadino, che si presenta per la prima volta in pubblico, oltre a droni, sensori, macchine frangi-olive ad ultrasuoni e altre novità hi-tech.

 

UMBRIA: I “CESTI DELLA SOLIDARIETÀ” AL MERCATO DI C.A. DI PIAN DI MASSIANO

Giovedì 21 dicembre

 

Sbarca giovedì mattina a Perugia al mercato di Campagna Amica Coldiretti di Pian di Massiano, l’iniziativa che permette di regalare per Natale, nel segno del cibo giusto e di qualità, una selezione dei prodotti provenienti dalle regioni del centro Italia colpite dal sisma. Un’opportunità quindi per acquistare alcuni cesti natalizi anche a base di eccellenze umbre, dalla norcineria all’olio extravergine di oliva, dal farro alle lenticchie di Castelluccio di Norcia.

Nonostante le difficoltà, agricoltori e allevatori sono riusciti a garantire la produzione della maggior parte delle tipicità delle zone terremotate e la Coldiretti sta dando la possibilità ai cittadini di sostenerle con iniziative specifiche durante le festività. I medesimi prodotti sono acquistabili on line sul sito  www.campagnamica.it  “In cucina con i prodotti solidali”.

L’agricoltura – sottolinea Coldiretti – contribuisce in modo importante all’economia delle zone terremotate, alimentando anche un fiorente indotto agroindustriale con specialità di pregio famose in tutto il mondo che sostengono il flusso turistico che, tra ristorazione e souvenir, è la linfa vitale per la popolazione. Si tratta quindi – aggiunge Coldiretti – di iniziative che hanno un impatto economico diretto per dare continuità all’attività ed evitare l’abbandono delle campagne duramente colpite. Ancora un appuntamento con la solidarietà a favore degli agricoltori e di un territorio che occorre continuare a sostenere; è necessario – conclude Coldiretti – che la ricostruzione vada di pari passo con la ripresa dell’economia che in queste zone significa soprattutto cibo e turismo.

 

PARMA: LA SPONGATA DI BUSETTO PROTAGONISTA SU RAI 2 A “I FATTI VOSTRI”

Mercoledì 20 dicembre

 

La spongata dell’Azienda agricola “I Due Platani” di Pagani Gianfranco di Busseto sarà protagonista, insieme ad altri dolci tipici del Natale, su Rai 2 nella puntata natalizia “I Fatti Vostri”, condotta da Giancarlo Magalli, in onda mercoledì 20 Dicembre alle ore 11,00. Lo comunica Coldiretti Parma nel ricordare che la spongata è un dolce natalizio della tradizione parmense, che si trova per le feste sulle tavole della provincia di Parma e dell’Emilia Romagna.

Già al tempo di Giuseppe Verdi la spongata era il dolce natalizio caratteristico di Busseto, una sorta di torta di forma piatta e rotonda, composta da un involucro di pasta sottile e croccante, coperto di zucchero a velo e da una farcitura morbida. E questo dolce così prelibato, tipico “Verdiano”, rappresenta uno dei prodotti di punta dell’azienda “I Due Platani” accanto al pane e agli altri prodotti da forno realizzati con grano coltivato in azienda e macinato a pietra.

L’azienda, aderente alla rete di Campagna Amica – sottolinea Coldiretti – coltiva una tipologia di frumento antico denominato Blasco a lotta integrata. Il frumento viene portato a macinare in Lunigiana dove c’è un mulino a pietra che gira ancora ad acqua e che macina pochissimi quantitativi di farina all’ora. Da questa macinatura si ricavano una farina di tipo 1, o integrale che vengono utilizzate per tutti i prodotti dell’azienda, sia dolci che salati, proprio come si faceva una volta. Obiettivo primario dell’azienda “I Due Platani” che partecipa al mercato Campagna Amica di Collecchio è, infatti, quello di far riscoprire i sapori antichi dei prodotti legati alla nostra terra, semplici, genuini e buoni come quelli che facevano le nostre nonne o bisnonne.

Qualità e tradizione qualificano l’offerta di tutti i mercati contadini di Campagna Amica che settimanalmente animano le piazze della città e della provincia: dal lunedì a Salsomaggiore Terme, il martedì a Collecchio, il giovedì a San Polo di Torrile, il venerdì a Fidenza, sino al sabato in Largo Calamandrei (c/o Barilla Center) a Parma.

 

PUGLIA: INNOVAZIONE: AL MUST GLI ‘AGROBOTS’ SI PRESENTANO

Mercoledì 20 dicembre

 

In provincia di Lecce le imprese agricole under 35 hanno superato il 7,6% del totale agroalimentare, confermando la tendenza – secondo Coldiretti Lecce – all’innovazione e alla rivoluzione in atto nelle campagne salentine, a dispetto del disastro causato dalla Xylella Fastidiosa.

Domani 20 dicembre 2017, con inizio alle ore 17,30, al Must di Lecce (Ex Monastero di Santa Chiara – Via degli Ammirati 11), Coldiretti Giovani Impresa di Lecce organizza il confronto su “Innovazione in campo: soluzioni tecnologiche per il futuro dell’agricoltura salentina”, a testimoniare la voglia di riscatto delle giovani generazioni che intendono investire nelle aree rurali per riportare in vita il grande patrimonio perduto negli ultimi 4 anni, anche grazie agli agrobots e all’hi-tech  ‘made in Puglia’, fatto di sensori, raggi infrarossi e droni.    

Docenti e ricercatori dell’Università del Salento, del Politecnico di Bari, dell’Università della California e del Centro ricerche e sviluppo della Bosh illustreranno le soluzioni tecnologiche più all’avanguardia con cui rilanciare l’agricoltura salentina ed accoglieranno i feedback dal mondo produttivo.

Tra le new entry giovanili nelle campagne ben la metà è laureata il 57 per cento ha fatto innovazione, ma soprattutto il 74 per cento è orgoglioso del lavoro fatto e il 78 per cento è più contento di prima. La scelta di diventare imprenditore agricolo è, peraltro, apprezzata per il 57 per cento anche dalle persone vicine, genitori, parenti, compagni o amici. Gli agricoltori pugliesi in erba ritengono che l’accesso al credito bancario (40%) e l’adeguamento alle norme sanitarie, alle normative per il benessere animale e alla condizionalità (35%) siano i principali ostacoli al pieno sviluppo delle proprie attività imprenditoriali.

L’incontro inizierà alle 17.30, al Must di Lecce, con i saluti di Carlo Salvemini (sindaco di Lecce) e Antonio Pascali (delegato Coldiretti Giovani Impresa Lecce). Introduce: Pantaleo Piccinno (presidente di Coldiretti Lecce). A seguire gli interventi di Riccardo Amirante (Politecnico di Bari) su “Il futuro dell’impiantistica olearia made in Puglia”, Antonio Arvizzigno (direttore tecnico e ad del Centro ricerca e sviluppo Bosh di Bari) su “Tecnologia digitale: un’opportunità per l’agricoltura di qualità”, Giulio Reina, docente esperto di robotica dell’Università del Salento su “Tecnologie robotiche per l’agricoltura digitale sostenibile”, Luca Brillante (ricercatore dell’Università della California) su “La viticoltura di precisione nella prospettiva americana”, Maria Elena Latino (ricercatrice Ingegneria dell’Innovazione di Unisalento, Core Lab) su “Dall’industria 4.0 all’agricoltura 4.0, soluzioni innovative per l’impresa del domani”. Le conclusioni sono affidate a Gianluca Nardone, direttore Dipartimento agricoltura Regione Puglia e Gianni Cantele, presidente di Coldiretti Puglia. Modera Angelo Corallo, docente Ingegneria dell’Innovazione, Unisalento. A conclusione del convegno un agri-aperitivo natalizio sarà offerto dalle aziende di Campagna Amica.

 

PAVIA: NATALE, DA COLDIRETTI SOLIDARIETÀ ALLE ZONE TERREMOTATE

Mercoledì 20 dicembre

 

La solidarietà alle popolazioni terremotate fa tappa domani, mercoledì 20 dicembre 2017, al mercato degli agricoltori di piazza del Carmine a Pavia. Dopo il grande successo dell’anno scorso, infatti, Coldiretti e Campagna Amica vogliono continuare anche quest’anno nell’opera di solidarietà alle zone terremotate attraverso la vendita delle eccellenze enogastronomiche prodotte dalle aziende agricole di quei territori.

Dalle lenticchie di Castelluccio alla crema di tartufo nero, dal pecorino allo zafferano: saranno diversi i prodotti provenienti dalle Marche, dall’Abruzzo, dall’Umbria e dal Lazio che in occasione delle festività natalizie anche i pavesi avranno la possibilità di gustare o di regalare. Nella mattinata di domani, infatti, al mercato di Campagna Amica in piazza del Carmine a Pavia si potranno acquistare speciali cesti natalizi con il meglio delle tipicità delle zone colpite dal sisma, mentre fervono le spese per gli ultimi regali e per i menu di pranzi e cenoni di Natale.

Oltre che al mercato di Campagna Amica in piazza del Carmine, i cesti natalizi con i prodotti delle zone terremotate si possono anche trovare online. Sulla homepage del sito di Campagna Amica www.campagnamica.it sono pubblicate tutte le istruzioni per procedere agli acquisti. Inoltre, per tutti coloro che vogliono provare anche altre biodiversità del “Made in Italy” agroalimentare, sullo stesso sito internet sono disponibili anche altri prodotti unici e distintivi provenienti da tutte le regioni italiane, grazie alla selezione proposta dai coordinatori regionali di Campagna Amica.

 

FERRARA: L’AGRIMERCATO DI GRISÙ DI FERRARA APERTO PER GLI ACQUISTI DI NATALE

Mercoledì 20 dicembre

 

Coldiretti e Campagna Amica Ferrara informano che mercoledì 20 dicembre, il Mercato Contadino delle aziende del nostro territorio sarà regolarmente aperto per gli acquisti di Natale, con tutti i prodotti di stagione delle nostre campagne, freschi o trasformati, che possono essere anche un gradito regalo gastronomico o la base per pranzi e cene di queste festività: salumi, formaggi, verdure, frutta, vino, confetture, miele, carni, a filiera corta dal campo alla vostra tavola. L’agrimercato di Grisù si tiene ogni mercoledì mattina, dalle 8.00 alle 13.00, presso l’ex caserma dei pompieri di Ferrara in Via Poledrelli, con ingresso da Via Ortigara.

 

PUGLIA: IL BILANCIO DELL’ANNATA AGRARIA 2017 IN PUGLIA DI COLDIRETTI

Giovedì 21 dicembre

 

Giovedì 21 dicembre 2017, alle ore 10,00, a Bari presso il salone di Coldiretti Puglia (Via Amendola 205/3), si terrà la conferenza stampa di fine anno per tracciare il bilancio dell’annata agraria 2017 e illustrare le iniziative organizzativo – sindacali che Coldiretti Puglia porterà avanti nel 2018.

Sarà allestito il primo ‘Salone delle Eccellenze di Filiera’, i testimonial dell’alleanza di filiera che mette insieme due componenti preziose e reciprocamente imprescindibili del più importante settore dell’economia pugliese, la produzione agricola e la trasformazione alimentare, anche grazie ai due storici Decreti per l’indicazione dell’origine del latte e del grano sulle etichette dei prodotti lattiero – caseari e della pasta. Alla conferenza stampa parteciperanno il Direttore e il Presidente di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti e Gianni Cantele e l’Assessore all’Agricoltura della Regione Puglia, Leonardo Di Gioia.

 

ABRUZZO: A PESCARA BILANCI E PROSPETTIVE TRA CONSUMATORI E IMPRESE

Giovedì 21 dicembre

 

Il bilancio dell’anno che volge al termine e le prospettive del 2018 che si appresta ad arrivare. Ne parlerà Coldiretti Abruzzo giovedì 21 dicembre alle 10.30 nel padiglione del porto turistico Marina di Pescara insieme a dirigenti e soci provenienti da tutte le province. In occasione dell’incontro verrà tracciato il profilo delle principali filiere abruzzesi a conclusione di un anno molto particolare per l’agricoltura abruzzese.